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8 marzo 2015, a Lazise (VR), il Chiaretto e il Bardolino si presentano in Anteprima e festeggiano un primato “in rosa”: nella Doc, una cantina su tre è gestita da una donna

manifesto_anteprima_8marzo2015_600px BASSAL’edizione 2015 dell’Anteprima del Chiaretto e del Bardolino, i vini della sponda veneta del lago di Garda, si svolge l’8 marzo, il giorno della Festa della Donna. Una ricorrenza che assume un significato particolare per il mondo produttivo della riviera gardesana. In riva al Garda, infatti, si registra un vero e proprio primato nazionale per il settore vinicolo: nella doc del Chiaretto e del Bardolino una cantina su tre è gestita da una donna, e se si considerano i contitolari, la percentuale sale addirittura dal 33% al 50%.

Quarta zona vinicola in Veneto, undicesima in Italia. Andando poi a guardare più nel dettaglio anche quel 50% di aziende che sono guidate solo da uomini, si nota che anche qui la presenza femminile è comunque importantissima, poiché la metà dei collaboratori familiari, figura essenziale nelle piccole e medie aziende del Bardolino, è costituita da donne. Non sono dati di poco conto se si considera che si sta parlando di un gigante enologico: con i suoi 30 milioni di bottiglie, quella del Bardolino e del Chiaretto è la quarta zona vinicola del Veneto dopo il sistema Prosecco, la Valpolicella e il Soave ed è l’undicesima in assoluto in Italia.

Femminile anche la maggior parte della clientela. I dati emergono da un’indagine di filiera sviluppata dal Consorzio di tutela del Bardolino, che mostrano anche come ben il 72% delle cantine associate al Consorzio di tutela abbia tra i suoi occupati almeno una donna. Il 22% delle aziende ha in generale più donne che uomini nel proprio staff. Il 6% delle aziende è formato esclusivamente da donne. Anche la clientela del Chiaretto è prevalentemente femminile: il 62% degli acquisti del classico rosato gardesano è effettuato da donne. Donne che fanno vino per le donne, insomma, nel caso del Bardolino Chiaretto.

Femmili e del Bardolino-Chiaretto alcuni ruoli chiave nel mondo del vino. Alcune delle donne del Bardolino e del Chiaretto rivestono importanti ruoli nel mondo produttivo o associativo. Dallo scorso dicembre il direttore generale del Gruppo Italiano Vini, il colosso enologico nazionale, che ha sede a Calmasino di Bardolino, è una donna, Roberta Corrà. Una donna, Claudia Benazzoli, è alla guida della Strada del Vino Bardolino. Una produttrice di Bardolino, Matilde Poggi, è presidente della Fivi, la Federazione italiana dei vignaioli indipendenti. I loro vini, così come quelli degli altri produttori del Bardolino e del Chiaretto saranno in degustazione domenica 8 marzo, dalle 10 alle 18, alla Dogana Veneta, presso il porticciolo di Lazise, sulla riva veronese del Garda. Per info www. ilbardolino.com

Fonte: Consorzio Tutela vino Bardolino

Vinitaly 2015 scalda i motori: dal 22 al 25 marzo, a Veronafiere 4 mila espositori pronti a confrontarsi con il mercato

Vinitaly 2014Alla conferenza stampa di presentazione del 49° Vinitaly (22-25 marzo 2015), svoltasi ieri a Roma presso l’Auditorium Via Veneto, il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha rilanciato l’impegno del Governo a supporto del vino italiano e la validità della collaborazione messa in atto nel tempo con Veronafiere per l’attuazione di politiche di sviluppo economico e di promozione del Made in Italy sui mercati internazionali.

Obiettivo, incrementare l’export di vino del 50% entro il 2020. «Siamo consapevoli del ruolo che ci è stato riconosciuto dalle aziende e dalle istituzioni – ha affermato Ettore Riello, presidente di Veronafieredi piattaforma di servizi per l’internazionalizzazione delle imprese.  Con questo impegno stiamo lavorando per raggiungere l’obiettivo lanciato lo scorso anno dal presidente del Consiglio Matteo Renzi in visita a Vinitaly, di incrementare l’export di vino del 50% entro il 2020». «Coerenti con l’identità b2b del Salone – ha spiegato Giovanni Mantovani, direttore Generale di VeronafiereVinitaly 2015 sarà punto di arrivo di un’intensa attività di incoming, che abbiamo realizzato e potenziato con l’importante supporto del MISE, dell’Italian Trade Agency – ICE e anche grazie al MIPAAF. L’unione delle forze ci ha permesso di coinvolgere buyer e delegazioni di operatori selezionati da tutto il mondo, con un incremento dell’investimento finanziario del 34% rispetto allo scorso anno».

Penso positivo. Il 2014 è stato difficile per varie congiunture internazionali, ma il sentiment delle aziende è positivo, come risulta da un’indagine di Vinitaly su 30 tra le realtà enologiche più importanti. Si tratta di un panel “scientificamente non rappresentativo”, ma certamente significativo per il volume d’affari espresso, complessivamente circa 2 miliardi di fatturato, e per la dinamicità imprenditoriale. Ne è emerso che nel 2014 si è registrata una crescita del fatturato delle cantine italiane pari al 5% rispetto al 2013 e, dato importante, il 55% di queste esprime fiducia per il 2015; il 35% in questi primi due mesi ha già avuto riscontri positivi e il 5% prevede un anno molto positivo. «Abbiamo imparato che di questi tempi è difficile fare previsioni e che i numeri cambiano velocemente, specie alla luce dei repentini e imprevedibili cambi negli assetti geopolitici internazionali che possono avere effetti diretti sul comparto, ma è indiscutibile – ha concluso Mantovani – che il settore vitivinicolo italiano mostra la sua vivacità e capacità di crescita».

Incontri b2b, internazionalizzazione e Trattato in corso con gli USA. La 49ª edizione di Vinitaly è stata proprio pensata per permettere a produttori e operatori di amplificare al massimo le opportunità che si stanno delineando e per crearne di nuove. Incontri b2b sono stati organizzati tra i buyer delle delegazioni ospitate e le aziende espositrici all’interno dell’International Buyer Lounge. Un grande convegno, richiesto da consorzi di tutela, aziende vitivinicole e altre realtà del settore, approfondirà invece il tema delle trattative ITTP (Trattato Transatlantico sul commercio e gli investimenti con gli USA). A questo, si aggiungono i focus su Hong Kong, Cina, USA, Russia, Brasile, Australia.

Gli altri saloni espositivi. La fiducia sulla qualità delle iniziative di Vinitaly è confermata dal consolidamento oltre quota 4.000 del numero di espositori e della superficie occupata sopra i 91.000 metri quadrati, che diventano 100.000 con Sol&Agrifood ed Enolitech, i saloni dell’agroalimentare di qualità (con la parte dedicata all’olio extravergine di oliva realizzata in collaborazione con Unaprol) e dei mezzi tecnici per la filiera del vino e dell’olio che si svolgono in contemporanea.

50 nuovi Ambasciatori ed Esperti di vino italiano. In programma anche un convegno sui vini artigianali. Tra le grandi iniziative di Vinitaly, OperaWine in programma il 21 marzo in collaborazione con l’autorevole rivista americana Wine Spectator e, dal 16 al 20 marzo sempre a Verona, il primo Corso di certificazione per specialisti del vino italiano. Si tratta di un’innovativa iniziativa VIA – Vinitaly International Academy (il progetto educativo di Vinitaly International con la direzione scientifica di Ian D’Agata), che rilascia, dopo un esame finale, due livelli di certificazione: Italian Wine Ambassador (IWA) e Italian Wine Expert (IWE). Cinquanta i candidati, in rappresentanza di alte professionalità del settore (responsabili di alcune delle principali catene internazionali di hotel, giornalisti, Master of Wine) provenienti da Cina, Stati Uniti, Australia, Austria, Brasile, Canada, Corea, Francia, Germania, Hong Kong, Olanda, Regno Unito, Russia, Singapore e Ucraina. Sempre organizzate dalla VIA, tre Master Class+ durante Vinitaly, non solo di vini italiani. In collaborazione con Ismea un convegno sui vini artigianali, un’altra grande ricchezza dell’enologia italiana.

Expo 2015. A Vinitaly, anche la presentazione ufficiale di Vino – A taste of Italy, il padiglione del vino all’interno del Padiglione Italia dell’Esposizione Universale di Milano, realizzato da Veronafiere-Vinitaly su incarico del Ministero delle politiche agricole, Padiglione Italia ed Expo 2015 SpA. «Ringrazio di cuore per il lavoro fatto da Veronafiere – ha detto a conclusione della conferenza stampa il Ministro Martinaper il lavoro fatto finora, anche di preparazione del Paese verso Expo 2015».

Fonte: Veronafiere

 

 

A Vicenza, una “Vigna” che fa crescere i saperi più antichi del mondo

Mario Bagnara

Mario Bagnara, presidente della Biblioteca La Vigna, con uno dei testi antichi custoditi nel centro

(di Marina Meneguzzi). Lo scorso 28 gennaio, il direttivo ARGAV ha avuto la bella occasione, favorita dal socio Maurizio Onorato, di riunirsi a Vicenza nelle sale di Palazzo Brusarosco-Zaccaria, edificio ottocentesco in parte restaurato dall’architetto Carlo Scarpa nel secondo dopoguerra (Casa Gallo), sede della Biblioteca Internazionale “La Vigna”,  Centro di Cultura e Civiltà Contadina, un’istituzione unica al mondo nel suo genere, polo di riferimento internazionale per gli studiosi del settore vitivinicolo e agricolo.

Un fondo librario di importanza inestimabile, che possiamo “adottare”. Ad accoglierci, il presidente della Biblioteca, Mario Bagnara, che ne ha illustrato la storia, insieme a Rita Natoli, responsabile segreteria. Il Centro è stato fondato nel 1981 dall’eclettico imprenditore vicentino Demetrio Zaccaria ((1912-1993), che negli anni ’50 iniziò a raccogliere testi che trattavano di viticoltura ed enologia (il primo volume acquistato da Zaccaria fu negli Stati Uniti, a New York, il “Dictionary of Wines” di Frank Schoonmaker) ed in seguito anche di agricoltura e gastronomia. Alla sua morte, Zaccaria lasciò casa e libri alla collettività, affidandone la gestione al Comune di Vicenza, che a sua volta ha nominato un’Assemblea dei Soci composta da Comune, Camera di Commercio di Vicenza, Regione Veneto e Accademia Olimpica e ad un CdA. Per le attività culturali e di ricerca, il Centro si avvale della consulenza di un Consiglio Scientifico e della collaborazione di importanti Atenei. Visti i tempi di “spending review”, la Biblioteca ha dato avvio anche ad interessanti iniziative di salvaguardia del proprio patrimonio librario, come Adotta un libro e l’Operazione Salva-libro.

Obiettivo. Il Centro ha lo scopo di promuovere e agevolare studi, convegni e tavole rotonde su opere e argomenti relativi al progresso dell’agricoltura e alla conoscenza e diffusione della cultura e civiltà contadina, oltre a quello di valorizzare la biblioteca “La Vigna”, migliorandone l’utilizzazione e incrementando il patrimonio librario esistente. Per quanto riguarda l’enologia si prefigge inoltre di studiare, analizzare e approfondire la ricerca etnografica, sociologica e storica collegata ai cicli della vita, del lavoro e della produzione, al fine di salvaguardare quelle conoscenze che, diversamente, rischierebbero progressivamente di scomparire.

particolare cartella Ampelografia Italiana

particolare cartella “Ampelografia Italiana”

Il patrimonio librario, arrivato oggi a circa 51 mila volumi, è costantemente arricchito con acquisti selettivi sul mercato antiquario e corrente di opere di agricoltura edite in lingua italiana e, per gli argomenti vite e vino, anche a livello internazionale. Tra le raccolte di particolare importanza custodite nella Biblioteca, ricordiamo il Fondo Caproni, che raccoglie oltre 6 mila volumi pubblicati tra il XVI e il XX sec. dedicati soprattutto al tema della bonifica, ai cereali e alla politica agraria condotta durante il ventennio fascista, il Fondo Galla, che raccoglie testi sulla caccia, l’ornitologia e la narrativa venatoria; ed ancora, 26 cartelle ull’Ampelografia Italiana (Torino, 1879-1890), preziosi volumi come l’ “Opus ruralium commodorum” di F. Crescenzi (1486), una ricca bibliografia sul caffè. La Biblioteca, ben fornita di sale di lettura con servizio wi-fi, possiede due tipologie di cataloghi consultabili, cartaceo (volumi acquisiti fino al 1995) ed elettronico (dopo il 1995) . Non è previsto il prestito personale dei libri, ma i volumi possono essere richiesti tramite il servizi di prestito interbibliotecario con la clausola della lettura in sede presso la biblioteca richiedente.

In vista di Expo 2015, la Biblioteca organizza un ciclo di interessanti incontri culturali legati al tema dell’alimentazione, come quello in programma mercoledì 11 febbraio alle ore 18, che vedrà l’intervento di Carlo Fumian, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Padova e direttore del Centro di Ateneo per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea, sul tema: Il grano. La nascita di una commodity e di un mercato globale tra Otto e Novecento“.

Amarone 2011, annata a 5 stelle

uvaL’Amarone 2011 conquista le 5 stelle ed entra ufficialmente nell’albo d’oro delle migliori annate. Il giudizio è stato svelato nel corso del convegno di apertura di Anteprima Amarone, l’evento del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella chiusosi ieri a Verona, che ufficializza l’entrata sul mercato dell’annata 2011 del grande Rosso veronese, dopo i tre anni di affinamento.

Di cruciale importanza l’elemento atmosferico, scoperto dalla commissione che nel dicembre dello scorso anno ha guidato la degustazione esplorativa dell’Amarone 2011. L’improvviso calo termico “registrato nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2011 (da 20° a 12°), nel momento in cui le uve erano state appena messe a riposo, e il suo perdurare nelle settimane successive, ha determinato un rallentamento dell’appassimento con positivi effetti sulla fisiologia di questa seconda maturazione”. Per Diego Tomasi, del Centro di Ricerca per la Viticoltura Cra-Vit di Conegliano Veneto, che ha condotto la commissione esplorativa: “Il decorso meteorologico ha avuto un ruolo determinante e caratterizzante per l’Amarone del 2011 che si presenta ancora fresco, dal colore vivo e soprattutto con una grande potenzialità da invecchiamento”.

Meno evidenti le differenze dei terroir. Ma l’Amarone 2011 riserva un’altra sorpresa. Infatti dai 40 vini esplorativi degustati alla cieca e provenienti da sei diverse sottozone, emerge un livello di eccellenza qualitativa comune con “differenze tra vallate più sfumate rispetto ad annate precedenti, segno di un andamento stagionale che ha permesso di esaltare ovunque l’interazione tra i vitigni autoctoni e l’ambiente”. “L’Amarone 2011 premia un tessuto imprenditoriale costantemente vocato alla qualità – ha dichiarato Christian Marchesini, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella – Se l’ingrediente segreto di questa annata è di natura meteorologica – ha proseguito Marchesini – ugualmente importante è la capacità delle nostre aziende di assecondare la tradizione e la natura, esaltandole con la ricerca e il costante impegno verso l’eccellenza. Un valore, questo, diffuso in tutte le zone di produzione. Non sono io a dirlo ma l’Amarone 2011”. Sono 12.759.505 le bottiglie di Amarone vendute nel 2014, mentre sono 12.649.600 quelle che debutteranno sul mercato; l’80% di queste andrà in giro per il mondo.

Cresce il prezzo medio dell’Amarone nella Gdo sui mercati internazionali. Nei primi 6 mesi del 2014, secondo uno studio realizzato sugli scaffali di mezzo mondo dal Dipartimento di Economia aziendale dell’Università di Verona, presentato ad Anteprima Amarone, il prezzo medio del re dei vini rossi della Valpolicella è infatti salito del 7% rispetto al 2013, con incrementi significativi sia nei mercati chiave che in quelli emergenti. Nei principali Paesi dell’area Euro (Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria, Irlanda, Belgio, Lussemburgo) la performance in valore nella Gdo è stata del +5,9%, mentre nel secondo mercato Ue di destinazione, la Danimarca, la quotazione è salita in doppia cifra (+11,4%) e addirittura del 28,5% in Russia. “C’è sempre più voglia di Amarone all’estero, dove già commercializziamo l’80% del nostro prodotto – ha detto Olga Bussinello, direttore del Consorzio Tutela Vini Valpolicella –, la crescita del prezzo nella Gdo è la dimostrazione che il brand del nostro vino di punta è ai massimi livelli. E lo dimostra anche con il confronto con gli altri grandi vini premium italiani: qui l’Amarone vince con il 15% di valore medio in più”. Svizzera a parte – in controtendenza con un -7% – si registrano incrementi significativi in tutti i Paesi monitorati dall’Università di Verona. In Germania – primo buyer al mondo di Amarone – il valore è salito del 2,1 mentre negli Usa, altro grande mercato di sbocco, il rialzo (5,3%) è in linea con quello europeo.

Focus esportazioni. Secondo un’indagine Inea, buona parte dei volumi di vendita dell’Amarone è destinato in Europa (66%): di questi, il 75% si concentra tra Germania (28%), Danimarca (19%), Svizzera (17%), Svezia (11%), e Regno Unito (10%), seguito da un tris di Nordeuropei (Finlandia, Paesi Bassi e Norvegia). Nel resto del mondo (34%), la parte del leone la fanno Canada e Usa, rispettivamente con il 43% e 42% della domanda, con la Cina lontana (5%) e gli emergenti Giappone, Brasile (2%), Messico, Honk Kong, Brasile, Taiwan, Australia, Vietnam e Singapore, Tailandia e Indonesia a distribuirsi le nanoquote del vino rosso italiano con maggior valore nel mondo, con 350mln di euro all’anno di valore della produzione.

Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella

Vino Veneto, cala la produzione ma il mercato tiene

Vino con grappolo“La dinamicità del settore vitivinicolo veneto è sotto gli occhi di tutti, nonostante una vendemmia 2014 particolarmente difficile”. A dirlo è stato Franco Manzato, l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, in apertura al convegno vitivinicolo svoltosi lo scorso 23 gennaio a Lonigo (VI), nella cantina Colli Berici ed organizzato da Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto,  d’intesa con Regione Veneto e Avepa, e che in pratica segna la conclusione dell’annata vitivinicola 2014.

I dati. Quello più significativo dell’ultima vendemmia è il calo, causa maltempo, della produzione di uva, -11,3% rispetto al 2013, e di vino -12,9%, con variazioni che vanno dal -24% della provincia di Vicenza al -8,3% di Treviso. Fortunatamente il mercato estero tiene: è infatti in crescita del +3,4% l’export di vino dal Veneto nei primi 9 mesi del 2014. Per il comparto del vino è dunque tempo di bilanci dato che gli uffici competenti regionali hanno appena concluso le operazioni di lettura delle dichiarazioni di produzione di uva da vino della vendemmia 2014 compilate dai produttori. Nella nostra regione si è registrata una produzione di 10.453.502 q.li, in forte calo rispetto alla vendemmia 2013 quando i q.li raccolti erano stati 11.779.570.

In dettaglio. Come hanno riportato Giuseppe Catarin (Regione Veneto) e Luca Furegon (Avepa), la vendemmia 2014 nel Veneto ha visto una produzione di 6.116.000 q.li di uva per vini DO – Denominazione di Origine (-2,1% rispetto al 2013) e 3.742.000 q.li di uva per vini IGT – Indicazione Geografica Tradizionale (-17,2% sul 2013). Altri 595 q.li di uva sono invece destinati alla produzione di vino e vino varietale.

Export, da traino lo spumante. Il vino esportato dal Veneto che, come ha ricordato Maria Teresa Coronella (Regione Veneto), vale oltre un terzo del valore dell’export di vino italiano, è un fattore di traino che non ha mai smesso di crescere negli ultimi anni, totalizzando un nuovo record tra gennaio e settembre del 2014 con 1,15 miliardi di euro e un tasso di crescita pari al 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Una delle chiavi di questo successo all’estero è dato dal vino spumante che sta diventando sempre più elemento di consumo quotidiano: dal 2009 al 2013 lo spumante esportato dalla nostra regione ha raggiunto tassi di crescita annuali, sia in valore che in quantità, mai inferiori al 20%. Al focus di Lonigo, con Filippo Lazzaretto dell’Associazione Nazionale Mediatori e Agenti Vini all’Ingrosso, si è discusso anche di flussi di vendita e imbottigliamento dei vini sfusi nei mercati di consumo finale, un mercato, quello dei vini sfusi, che in Italia parla veneto.

Fonte: Veneto Agricoltura Europe Direct Veneto

Contraffazione, bloccata vendita finto prosecco alla spina in punti vendita e siti web inglesi

proseccoIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che grazie all’intervento immediato dell’Ispettorato repressioni frodi – ICQRF si è intervenuti bloccando la vendita di finto Prosecco Dop in numerosi punti vendita, catene distributive e siti web in Gran Bretagna.

Lo scorso 22 gennaio, il Department for Environment Food and Rural affairs – DEFRA ha infatti comunicato ufficialmente di aver effettuato decine di controlli nel Regno Unito a seguito delle segnalazioni dell’ICQRF alle autorità britanniche relative alla vendita illecita di finto ‘Prosecco Dop’ alla spina.

Italia prima in Europa nella tutela del settore agroalimentare. “Ringrazio le autorità britanniche – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – per aver bloccato in molti locali una frode come la vendita del Prosecco alla spina. Il nostro Ispettorato repressione frodi aveva già da tempo segnalato queste infrazioni rispetto alle nostre denominazioni vinicole e ha ancora una volta dimostrato la nostra capacità di intervenire a tutela dei prodotti italiani anche fuori dai confini e sul web. Queste operazioni ci dimostrano ancora una volta quanto sia efficace ed autorevole il nostro sistema di controlli che, non a caso, viene preso a modello da molti Paesi. Siamo primi in Europa nella tutela del settore agroalimentare, solo nel 2014 parliamo di oltre 100mila verifiche sul territorio nazionale a cui dobbiamo aggiungere anche quelle all’estero. Dobbiamo continuare su questa strada per mantenere alto il livello qualitativo dei controlli”.

A marzo, a Lodi si parlerà di contraffazione agroalimentare. “Con il Forum europeo sulla lotta alla contraffazione agroalimentare, che stiamo organizzando in vista di Expo 2015 il prossimo marzo al Parco tecnologico padano di Lodi – ha aggiunto Martina -, intendiamo fare un ulteriore salto di qualità, coinvolgendo le autorità e i principali soggetti che si occupano della lotta agli illeciti a livello internazionale. Il Made in Italy, che vede nelle Dop e nelle Igp la massima espressione della sua straordinaria qualità, deve essere sempre più tutelato e difeso da tutte le frodi che creano danni enormi ai nostri imprenditori sia in termini di immagine che economici”.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

31 gennaio-1 febbraio 2015, a Verona va in scena la vigna italiana che vende di più nel mondo

uvaDa uva a bene rifugio, da vitigno a riparo anticrisi: la Valpolicella con il suo Amarone – che si appresta a presentare in anteprima l’annata del 2011 (Verona, 31 gennaio e 1 febbraio) – è il vigneto più prezioso d’Italia.

I primati della Valpolicella. I 7.435 ettari vitati, secondo lo studio 2014 di Assoenologi, valgono infatti complessivamente circa 4mld di euro, una cifra che non ha eguali tra le altre denominazioni italiane di vino rosso. Il valore, cresciuto di 200mln di euro negli ultimi 5 anni, è il risultato della media attribuita da Assoenologi per ogni ettaro di Valpolicella 530/550mila euro – che supera altri grandi Rossi made in Italy, come quelli di Montalcino, Chianti, Barbaresco e Barolo (ad esclusione della sotto zona di Cannubi). Altro primato nazionale della Valpolicella è il valore della produzione del proprio vino: 550mln di euro nel 2013 (di cui 325mln solo per l’Amarone), tra Amarone, Valpolicella, Ripasso e Recioto. Nel complesso la terra dell’Amarone, produce circa 60mln di bottiglie per l’80% destinate all’estero e una percentuale altissima – secondo Ismea – di prodotto imbottigliato/certificato (96,75).

Denominazione o brand? Per Christian Marchesini, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella: “Al potenziale valore complessivo del nostro vigneto, già di per sé altissimo, occorrerebbe aggiungere un valore ancor più in ascesa. Si tratta di quello, intangibile, dato dal brand di qualità che si sono costruite le nostre produzioni, Amarone in primis. E’ su questo asset che stiamo lavorando per far crescere l’immagine del nostro territorio in tutto il mondo”. Alla 12^ edizione di Anteprima Amarone, organizzato dal Consorzio di Tutela Vini Valpolicella con il supporto della Camera di Commercio di Verona, l’annata 2011 – che si presenta come una grande annata – sarà proposta da 64 aziende mentre il convegno inaugurale si concentrerà sulle dinamiche internazionali del re dei Rossi della Valpolicella. Attesi per il 31 gennaio decine di giornalisti e winelover provenienti da tutto il mondo e per l’occasione anche il centro della città di Verona renderà omaggio all’Amarone, con ricette dedicate nei ristoranti e bottiglie delle aziende partecipanti all’Anteprima nei principali negozi. Il pubblico potrà visitare Anteprima Amarone 2011 (Verona, Palazzo della Gran Guardia) sabato 31 gennaio dalle 16 alle 19 e domenica 1 febbraio dalle 10.00 alle 18.00 (ingresso a pagamento euro 30).

Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella

Scoprire il territorio del Prosecco, anche nel 2015 tante le visite guidate in programma a “Weekend in Cantina”

Degustazione Conegliano ValdobbiadeneL’Associazione Strada del Prosecco rinnova anche per il 2015 l’iniziativa “Weekend in Cantina“, dedicata a coloro che desiderano degustare le produzioni vinicole delle colline trevigiane: non solo Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e Cartizze Docg ma anche il Bianco e Rosso dei Colli di Conegliano Docg, i passiti Docg Refrontolo e Torchiato di Fregona e l’autoctono Verdiso Igt. Un’opportunità per conoscere da vicino una territorio unico, già inserito nella ‘Tentative List’ UNESCO, ricco di tesori culturali ed artistici, ottima cucina ed ospitalità. ‘Weekend in Cantina’ prevede alcune cantine aperte ogni weekend con la possibilità di visite guidate e degustazioni. Gli interessati sono tenuti a prenotarsi contattando direttamente la cantina entro il venerdì precedente la visita alle ore 12,00.  Le date 2015 delle visite alle cantine sono consultabili anche on line.

Fonte: Strada del Prosecco

 

 

Vino. Cantine italiane sempre più 2.0, la rete non è più un tabù

Wine2wine

credits: wine2wine

Sito internet, Facebook, Twitter ma anche Pinterest e Youtube. La rete non è più un tabù per le cantine italiane che si scoprono sempre più 2.0 e connesse con il mondo intero H24. È la sintesi della ricerca “Le imprese vitivinicole italiane e il web”, condotta da BeSharable e presentata a wine2wine (dicembre 2014), il primo forum di Veronafiere-Vinitaly dedicato al business del settore vitivinicolo.

I risultati della ricerca. Secondo l’indagine, realizzata su 3.439 imprese del settore, il 94% delle cantine dispone di un sito internet, supportato dalla presenza sui social, in primis Facebook che cattura il 73% dei profili aziendali, confermandosi il canale più utilizzato anche per il marketing.  Tra gli altri strumenti utilizzati è Twitter a primeggiare con il 30% delle cantine che ‘cinguettano’, subito seguito da Instagram, l’applicazione di condivisione delle immagini nata nel 2010, che raccoglie il 16% delle imprese italiane del vino.  Tra i prodigi della rete anche l’upgrade linguistico del vino italiano che ora comunica anche in inglese per il 96% del panel. E se lingue europee, in rete, vanno per la maggiore (in aggiunta all’italiano e all’inglese), non è così per quelle dei mercati obiettivo del settore. Infatti solo il 6% delle aziende comunica in cinese, mentre il russo si deve accontentare di appena un 3 per cento.

Fonte: Veronafiere

 

31 gennaio e 1 febbraio 2015: con lo sguardo rivolto ad Expo, a Verona si tiene Anteprima Amarone 2011

anteprimaAmarone2011bannerSarà la grande annata 2011 la protagonista dell’edizione di Anteprima Amarone, l’evento di punta del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, in programma il 31 gennaio e 1 febbraio 2015 al Palazzo della Gran Guardia di Verona.

Expo 2015, occasione per scoprire il territorio italiano. L’appuntamento con il Grande Rosso si arricchisce inoltre di un’ulteriore valenza: in virtù della stretta relazione con il territorio della Valpolicella che gli dà i natali, Anteprima Amarone si inserirà nell’iniziativa “Dall’EXPO ai Territori”, che vede come capofila la Regione Veneto ed è promossa dal Ministro per la Coesione Territoriale allo scopo di sottolineare una peculiarità tutta italiana, che abbina la cultura in senso artistico e paesaggistico con il patrimonio gastronomico ed enologico che delle varie zone è espressione autentica e genuina. La centralità del territorio, la relazione con la cultura e la qualità della vita che nell’Amarone trovano piena sintesi, caratterizzandolo come espressione paradigmatica della terra da cui trae origine, invitano a farne la scoperta attraverso diversi percorsi, geografici e sensoriali nel contempo, in tandem con la cucina tipica veronese.

Il convegno di apertura. Argomenti che saranno al centro del convegno inaugurale, moderato dalla giornalista e scrittrice Camilla Baresani, a cui interverrà il presidente del Consorzio, Christian Marchesini e avrà ampio spazio la relazione sulle “Dinamiche Internazionali del Valore dell’Amarone della Valpolicella”, a cura di Bettina Campedelli, del Dipartimento Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Verona. Immancabile la presentazione della sorprendente annata 2011, a cura di Diego Tommasi, del Cra di Conegliano. I giornalisti potranno verificare quanto e come il territorio influenzi la personalità dell’Amarone mettendone in risalto l’evoluzione fra moda e tradizione, evidenziando i diversi stili di produzione impressi dei produttori, che con passione e competenza hanno determinato il successo dell’Amarone, facendolo amare a livello internazionale e mantenendo un livello qualitativo eccellente.

Luogo e orari ingresso. Anteprima Amarone 2011 si svolgerà presso il Palazzo della Gran Guardia di Verona. Grazie alla sinergia con Confcommercio Verona, negozi e ristoranti del centro saranno coinvolti attraverso l’esposizione in vetrina di bottiglie delle aziende partecipanti, che saranno parte integrante dell’allestimento unitamente ad un pannello con l’immagine di Anteprima Amarone. I ristoranti sono invece chiamati a realizzare delle cene a tema con un menù ad hoc, “targato” Anteprima, e i piatti abbinati all’Amarone Docg fornito dalle aziende. Il pubblico potrà visitare Anteprima Amarone sabato 31 gennaio dalle 16 alle 19 e domenica 1 febbraio dalle 10.00 alle 18.00 (ingresso a pagamento euro 30) su invito, da richiedere a info@consorziovalpolicella.it

Produttori partecipanti. 1) Accordini Stefano. 2) Albino Armani. 3) Aldegheri. 4) Aldrighetti Luigi, Angelo e Nicola – Le Bignele. 5) Benedetti Corte Antica. 6) Bennati. 7) Bertani. 8) Bolla. 9) Bottega. 10) Buglioni. 11) Ca’ Botta. 12) Ca’ Dei Frati. 13) Ca’ La Bionda. 14) Ca’ Rugate. 15) Giuseppe Campagnola. 16) Cantina di Soave. 17) Cantina Valpantena Verona. 18) Cantina Valpolicella Negrar. 19) Cesari. 20) Corte Archi. 21) Corte Figaretto. 22) Corte Lonardi. 23) Corte Rugolin. 24) Corte San Benedetto. 25) Corte Sant’Alda. 26) Dal Bosco Giulietta. 27) Damoli Bruno. 28) Falezze di Luca Anselmi. 29) Farina. 30) Fasoli Gino. 31) Flatio. 32) Gamba. 33) Guerrieri Rizzardi. 34) La Collina dei Ciliegi. 35) La Dama. 36) Latium. 37) Le Marognole. 38) Massimago. 39) Monte del Fra’. 40) Monteci. 41) Montezovo-Cottini. 42) Giacomo Montresor. 43) Novaia. 44) Pasqua Vigneti e Cantine. 45) Recchia. 46) Roccolo Grassi. 47) San Cassiano. 48) Santa Sofia. 49) Santi. 50) Sartori. 51) Scriani. 52) Secondo Marco. 53) Tenuta Chiccheri. 54) Tenute Salvaterra. 55) Tenuta Santa Maria Valverde. 56) Tenute Ugolini. 57. Terre di Leone. 58) Tezza-Viticoltori in Valpantena. 59) Tinazzi. 60) Valentina Cubi. 61. Vigneti Villabella. 62. Villa Canestrari. 63) Pietro Zanoni. 64) Zonin.

Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella