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Vendemmia 2024 in Doc delle Venezie: andamento e prezzi delle uve Pinot Grigio

C’è chi ha già iniziato subito dopo Ferragosto, chi si accinge a raccogliere i primi grappoli in queste ore e chi invece prevede di iniziare a settembre: d’altra parte in un areale così vasto come quello della Doc delle Venezie, la più estesa a livello nazionale con 27mila ettari di vigneto – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d’origine le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento – gli andamenti stagionali, i volumi, così come il periodo vendemmiale non possono essere omogenei.

Volumi minori ma buona qualità

“In linea generale, rispetto all’anno scorso, questa stagione produttiva si apre in maniera positiva, soprattutto in termini qualitativi – dice Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie, e continua – Rispetto ai volumi, in alcuni territori ci attendiamo una minore produzione ma in tutto l’areale riscontriamo soddisfazione rispetto al livello qualitativo delle uve Pinot Grigio raggiunto, un risultato ottenuto grazie all’attenzione e al grande lavoro svolto in vigneto, che ha restituito uve sane e parametri chimico-fisici ottimali”.  

Le considerazioni di Assoenologi Friuli Venezia Giulia,

Veneto Occidentale, Orientale e Trento

Matteo Lovo, presidente Assoenologi Friuli Venezia Giulia, conferma una vendemmia certamente migliore rispetto alla stagione produttiva 2023 “che consente di portare in cantina il +15% rispetto all’anno scorso che, ricordiamo, non è stato molto positivo, con punte di decremento in termini di quantità anche pari a -30%. Complessivamente, rispetto alle medie storiche di raccolta, in Friuli Venezia Giulia dovremmo attestarci intorno al -10%, calo dovuto in parte anche a una contenuta pressione di peronospora della vite. Per quanto riguarda l’inizio della vendemmia – prosegue Lovo – si prevede un avvio dei lavori intorno alla fine di questa settimana, nelle zone in pianura anche inizio della prossima, per concludersi poi in una decina di giorni. Un’annata non semplice rispetto alla gestione tecnica e fitosanitaria ma che nei momenti più salienti si è sviluppata in maniera positiva e che ha dato soddisfazioni ai produttori di Pinot Grigio per l’elevata qualità del frutto”. Vendemmia anticipata invece per la varietà coltivata nel Veneto Occidentale, afferma Alberto Marchisio, presidente Assoenologi Veneto Occidentale: “La raccolta del Pinot Grigio è iniziata e si prevede di finire verso la metà di settembre per le zone ad altitudini maggiori; l’uva è perfetta, sana e con parametri ottimali, buona acidità e presenza di acido malico, da sottolineare inoltre l’uniformità di maturazione che restituisce una bellissima colorazione della buccia; possiamo ritenerci molto fortunati rispetto alla qualità, che definirei eccellente, mentre in termini di quantità siamo mediamente in linea con i volumi degli ultimi anni. Per quanto riguarda l’andamento dell’annata, nonostante le piogge abbondanti di inizio stagione siamo comunque riusciti ad intervenire per garantire una buona difesa del vigneto”. Michele Zanardo, presidente Assoenologi Veneto Orientale commenta: “Abbiamo avuto una primavera abbastanza piovosa che ha lievemente rallentato le prime fasi vegetative, ma a partire da giugno le temperature più miti hanno consentito un ottimo recupero. Possiamo affermare che la qualità delle uve è ottima e che la quantità è buona, in linea con la media delle produzioni degli anni passati”. Situazione ancora differente in Trentino, dove la vendemmia non inizierà prima di fine mese/inizio settembre, tardando addirittura la raccolta di qualche giorno rispetto al 2023. “Lo stato fitosanitario dell’uva è buono – commenta Goffredo Pasolli, presidente di Assoenologi Trentino, e continua – in Trentino la gestione del Pinot Grigio è stata impegnativa, abbiamo avuto tanta pioggia – 1.500 mm di acqua caduti rispetto alla media storica di 1.200 mm – ma comunque siamo riusciti ad intervenire e a contenere l’insorgenza di agenti patogeni. In termini generali – ha detto Pasolli – l’andamento è stato buono, non si sono verificati fenomeni meteorologici importanti, come grandinate o gelate primaverili, e ci sono ottimi presupposti. Inoltre – ha concluso Pasolli – il calo delle temperature di questi giorni, dopo il caldo intenso della prima metà di agosto, le buone escursioni termiche giorno/notte che stiamo registrando a pochi giorni dalla vendemmia sono state determinanti rispetto alla qualità dell’uva”.

Vendemmia in termini di valore

Le prime quotazioni delle uve Pinot Grigio Doc delle Venezie confermano un lieve incremento dei prezzi: la vendemmia parte infatti da un prezzo delle uve pari a 0,53-0,58 euro/kg, contro i 0,50-0,55 euro/kg registrato nello stesso periodo della scorsa annata. “Si tratta di un incremento di valore che interviene tra l’altro dopo l’aumento della quota di produzione libera, pari a 140 quintali/ettaro, +10 quintali/ettaro rispetto alla stagione produttiva 2023 – spiega Albino Armani, presidente del Consorzio di tutela, e prosegue – un risultato quindi in controtendenza rispetto alla situazione media del settore vitivinicolo nazionale, particolarmente importante tenendo conto di un momento congiunturale di mercato nazionale e mondiale complesso, ma non casuale: si tratta di un percorso di crescita della denominazione, appena iniziato, legato all’applicazione delle misure di governo dell’offerta deliberate dal nostro Consiglio di Amministrazione, che concorrono a mantenere una condizione di stabilità di mercato ed un rapporto qualità/prezzo che, unite alle garanzie fornite dal contrassegno di Stato applicato su 230 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, non trova paragoni. In un tale percorso – ha concluso Armani – l’obiettivo è poter lavorare affinché tutte le categorie della filiera possano poter trovare riconoscimento e adeguata marginalità, condizione necessaria per portare avanti la propria impresa e lavorare con alti standard di qualità”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio di tutela Doc delle Venezia/Credito foto Enrico Brunelli

19 aprile 2024, corso di formazione giornalisti Odg Veneto in collaborazione con Argav al Wigwam di Arzerello (PD) sulla nuova narrazione del vino tra edonismo e spiritualità

Vino con grappolo

Venerdì 19 aprile 2024, dalle 18.30 alle 20.30, nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto 8, si terrà il corso di formazione giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav dal tema “L’andamento del mercato del vino e i nuovi modelli di consumo tra storia e prospettiva. La nuova narrazione del vino tra edonismo e spiritualità”, iscrizione piattaforma formazione giornalisti entro il 17 aprile 2024 (2 crediti).

Il settore internazionale del vino sta affrontando una sfida nuova che nasce dai nuovi e diversi modelli di consumo e di abbinamento col cibo delle bevande, alcoliche e non, in particolare guardando alle giovani generazioni. Come impatta tutto ciò nei mercati internazionali e come sta andando e dove sta guardando il settore del vino italiano e veneto? Come è cambiato il consumo e l’approccio al vino e quali i cambiamenti storici, sociali e di costume? Come deve adeguarsi l’informazione agroalimentare ed enogastronomica agli albori di un nuovo e diverso modello di narrazione.

Relatori. Gian Omar Bison, giornalista, consigliere nazionale Unarga e membro del direttivo Argav; Danilo Gasparini, professore di Storia dell’agricoltura, Storia dell’alimentazione, cibo e globalizzazione e Storia e cultura del cibo all’Università di Padova; Gianpaolo Breda, presidente Associazione Italiana Sommerlier Veneto; Angelo Peretti, giornalista, autore del libro “Esercizi spirituali per bevitori di vino”; Dom Stefano Visintin, abate di Praglia, professore di Teologia Fondamentale al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo (Roma).

Vino. Consorzio Valpolicella, Amarone Opera Prima con l’annata 2019 (2-4 febbraio, Verona), la denominazione guarda al futuro tra clima, produzione e mercati

Save The Date AOP 2023_DEFAmarone Opera Prima, la preview delle annate del Consorzio vini Valpolicella, taglia il traguardo della ventesima edizione e, per la presentazione del millesimo 2019 di 70 aziende, punta i riflettori sul futuro del “re dei rossi veneti” tra nuove tendenze di consumo, cambiamenti climatici e metamorfosi dei mercati. La tre giorni, in programma a Verona nel seicentesco Palazzo della Gran Guardia (piazza Bra) dal 2 al 4 febbraio, apre così il calendario delle anteprime in Italia.

A fare da prologo all’evento, venerdì 2 febbraio, saranno due masterclass riservate alla stampa di settore nazionale ed estera (solo su invito): “Amarone, the next big thing in wine collecting?” guidata da JC Viens, italian wine expert (ore 11.00) e “Amarone: the new wave” condotta da Filippo Bartolotta, wine expert e storyteller (ore 14.00). In entrambi gli appuntamenti, in degustazione una selezione di annate di Amarone per evidenziare l’attitudine di uno dei fine wine italiani più famosi al mondo a diventare asset di investimento per i collezionisti e per raccontarne l’evoluzione produttiva.

Programma. Il cartellone di Amarone Opera Prima entra nel vivo sabato 3 febbraio con l’avvio ufficiale della manifestazione che prevede in apertura, alle 11.00, il talk “Clima, produzione e mercati: la Valpolicella alla prova del cambiamento”. A riflettere senza tabù su un combinato disposto di forte attualità, e che vede il Consorzio vini Valpolicella fare da apripista a un confronto che coinvolge tutto il settore, saranno il presidente Christian Marchesini; Andrea Lonardi, vicepresidente del Consorzio e Master of Wine; Carlo Flamini, responsabile Osservatorio del vino di Unione italiana vini e Maurizio Ugliano, professore ordinario di Enologia dell’Università di Verona con la moderazione del direttore di Telenuovo, Andrea Andreoli. A seguire “Amarone Opera Prima: sipario con Vittorio Grigolo”: un vis- à- vis con uno dei più giovani e talentuosi tenori del panorama lirico mondiale e, dal 2013, anno del suo debutto in Arena, protagonista del Festival lirico della città scaligera. Alle 12.30 i settanta produttori della Valpolicella apriranno i banchi di assaggio per la stampa e dalle 16.30 fino alle 19.00 anche agli ‘Amarone lover’. Domenica 4 febbraio, l’evento è tutto dedicato al pubblico (dalle 10 alle 17.00, ingresso a pagamento) e si chiuderà con il party “Winenot X Amarone Opera Prima” promosso in collaborazione con l’associazione Winenot e il Gruppo Giovani del Consorzio vini Valpolicella (dalle 18.00 alle 23.00). L’ingresso per il pubblico e l’evento finale del 4 febbraio sono a pagamento. Info e prevendita biglietti su www.amaroneoperaprima.it

Fonte: Servizio stampa Consorzio vini Valpolicella

Vendemmia 2023, i dati finali in Veneto segnalano un calo della produzione di vino di circa il 13 per cento rispetto al 2022

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Si è svolto a Lonigo (VI) giovedì 21 dicembre scorso il terzo e ultimo appuntamento del trittico 2023 nella Cantina Collis Wine Group, tradizionale focus di fine anno organizzato da Regione del Veneto, Veneto Agricoltura e Avepa.

I dati finali dell’ultima vendemmia 2023 nel Veneto, suddivisi per area e tipologia di uva. La produzione vendemmiale è stata di circa 13,6 milioni di quintali di uva (13.646.900), in calo del -9,3% rispetto alla vendemmia 2022. I problemi fitosanitari, in particolare peronospora, e climatici, con forti eventi grandigeni, hanno ridotto le iniziali stime positive. A uscirne penalizzate sono state soprattutto le uve a bacca bianca (-10,4%) rispetto alle uve a bacca nera (-4,6%) e le produzioni Doc (-11,8%), mentre hanno registrato lievi aumenti di produzione le uve destinate a Igt (+1,6%) e i vini varietali/generici (+12,2%). Si tratta in gran parte di uve destinate alla produzione di vini Doc (70%), Docg (10,1%) e Igt (16,3%), a conferma dell’alta specializzazione raggiunta dai produttori veneti. Di conseguenza, anche la produzione di vino è diminuita rispetto all’anno precedente, scendendo a 10.917.000 milioni di ettolitri (contro i 12.600.000 circa del 2022), con un calo del -13,4%. Nel terzo trimestre 2023, l’Italia presenta un fatturato di circa 5,65 miliardi di euro, (-1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), un calo limitato dal contestuale incremento dei prezzi medi di vendita, considerando che le variazioni in termini quantitativi è stata anche superiore.

La superficie vitata, invece, nel Veneto è rimasta sostanzialmente invariata a 101.176 ettari: al primo posto il vitigno Glera (38.117 ettari, +3,8%), seguono Pinot Grigio (15.254 ettari, -4,6%), Garganega (8.600 ha, -2%), Corvina (6.980 ha, invariati), Merlot (5.790 ha, -3,3%), Chardonnay (5.486 ha, invariati) e via via tutti gli altri.

Export. Considerando i principali mercati di destinazione del vino italiano, in valore, nei primi mesi del 2023 le flessioni maggiori si registrano verso gli Stati Uniti (-8,2%), che costituisco il principale mercato di destinazione del vino nazionale con una quota del 23,3% e il Canada, dove le vendite sono diminuite del -17,9%. In crescita, invece, i valori esportati verso la Germania (+4,5%) e il Regno Unito (+3,9%) che rispettivamente detengono una quota del 15,3% e del 10,4% delle esportazioni di vino dall’Italia. Curiosità, tra i principali paesi di destinazione dell’export italiano, il maggiore incremento si registra nelle vendite verso la Francia (+20,3%).

I dati definitivi 2022. Alessandra Liviero, dirigente Economia e Comunicazione di Veneto Agricoltura porta alla luce i dati definitivi sull’andamento 2022 nei mercati internazionali: “L’anno scorso abbiamo avuto un incremento del valore delle esportazioni del 14% con 2,84 miliardi di euro. Il Veneto è il primo esportatore in Italia, rappresentando il 36% delle esportazioni nazionali complessive. Nei primi 9 mesi del 2023 la Regione ha già esportato per 2,04 miliardi di euro, segnando una contrazione, per la prima volta dopo anni, dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in linea comunque con il trend nazionale”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

3 novembre 2023, al via il Merano WineFestival

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«La ricerca dell’eccellenza nel mondo dell’enogastronomia non ha mai fine, perché l’evoluzione stessa delle tecnologie e delle tecniche agricole non ha limiti definiti. Eccellenza è un concetto che deve andare di pari passo con il rispetto per la fertilità del nostro pianeta. Dove l’uomo non accarezza il territorio nel quale vive, la Terra risponde con tutta quella serie di stravolgimenti che sempre più osserviamo. Sostenibilità è la parola chiave, perché solo in questa direzione è possibile perseguire eccellenza, fino a superarla, come certificato dalle nuove menzioni: iconic, unique, platinum e next platinum», sono le parole con le quali Helmuth Köcher inaugura la 32^ edizione del Merano WineFestival, dal 3 al 7 novembre 2023.

La manifestazione rinnova l’appuntamento con il summit sulla sostenibilità a 360°: “Respiro e Grido della Terra” dove si fa il punto della situazione dopo un anno di eventi targati “The WineHunter” legati al cambiamento climatico che questa estate, nella siccità e nelle inondazioni, ha mostrato segnali inequivocabili. Sempre più internazionale, unico nel suo genere per via del perfetto connubio tra eventi riferibili al mondo dell’enologia e quelli relativi alla gastronomia oltre a una serie di eventi collaterali, Merano WineFestival 2023 spinge ancora di più in alto l’asticella della qualità tra eleganza, cultura e business.

In programma. Venerdì 3 novembre c’è la rassegna bio&dynamica che suggella l’importanza del focus sul biologico, biodinamico, organico e orange. Quindi, da sabato 4 a lunedì 6 novembre la scena è per le selezioni del The WineHunter nella cornice liberty del Kurhaus che dal 1874 ospita eventi di respiro internazionale. Da quest’anno, ancora più ricca la sezione International con selezioni provenienti dai cinque continenti. Come da tradizione, il martedì è targato Catwalk Champagne per gli amanti delle bollicine d’oltralpe, ma anche nazionali. Wine ma anche Food al festival meranese, con la Gourmet Arena capace di sprigionare i sapori della tradizione gastronomica italiana del Food – Spirits and Beer. Merano WineFestival è anche sinonimo di show cooking, che partiranno già venerdì alla Gourmet Arena negli spazi dedicati alla Campania e all’Abruzzo, così molti eventi collaterali e Masterclass tra il Fuori Salone e l’Hotel Therme Merano. Ulteriori informazioni: Merano Wine Festival.

Metti un giorno i soci Argav in visita nel Vittoriese, tra prosecco “celestiale”, grotte, vetri d’arte e mercato agricolo

Suore monastero produttore prosecco

(testo e foto di Romina Gobbo, consigliere Argav) Dove vai se il sabato mattina vuoi fare una gitarella fuori porta? A Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Al monastero cistercense dei santi Gervasio e Protasio in località San Giacomo di Veglia. Corre voce che le 18 monache producano il miglior nettare di Dio che si produce in Veneto: l’unico prosecco d’abbazia, rigorosamente Docg. E vorrei anche vedere. Se non qui, dove?

Soci Argav visita monastero suoreIl costo della vita è aumentato per tutti. Lo sa bene la madre badessa, suor Aline Ghannachi Pereira, 38 anni, laurea in Business Administration, brasiliana, occhi blu ben spalancati sul mondo, perché clausura non vuol dire morte civile. Accanto a lei, la priora, suor Maria Paola Dal Zotto, 74 anni a cui si deve la cura della vigna. Suor Aline, giovane d’età, entrata in convento a vent’anni, e il suo braccio destro, suor Maria Paola, giovane di vocazione, entrata in convento a cinquantadue anni, assieme ad altre sorelle, sabato 7 ottobre, hanno aperto le porte alla delegazione Argav, guidata da Fabrizio Stelluto, per raccontare la loro attività di produzione di vino. Non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di Sarah Dei Tos, titolare de “La Vigna di Sarah”, brillante imprenditrice vitivinicola, che ha avviato esperienze originali, come la vendemmia notturna.

suore con vigna di sarahL’incontro tra Sarah e suor Aline è singolare. «Mi dicono che c’è una ragazza che mi aspetta al parlatorio – racconta suor Aline -. Vado, convinta che volesse “provare” il convento, non sapendo che aveva già due figli. Infatti, voleva solo conoscermi. Chiacchierando, le dissi che avevamo una vecchia vigna di glera, è cominciato tutto così, due anni fa. Oggi abbiamo un vigneto di 6.000 mq che produce circa 5.000 bottiglie l’anno. Se Dio vuole, conduce lui». Per chi non lo sapesse, l’ordine cistercense fu fondato nel 1098 in Borgogna, dal desiderio di Roberto di Molesme di tornare alla regola di san Benedetto e al lavoro manuale.

Foto 2 Suore con vigna

Suora con api

L’ora et labora dalle suore di Vittorio Veneto viene declinato in vari modi: aloe, oli essenziali, unguenti, miele, cera d’api, allevamento di conigli e poi rammendo per i conventi, produzione di ostie per le parrocchie, e l’orto, che curano assieme ai ragazzi con sindrome di down della cooperativa “Terra fertile”. Al monastero vittoriese, le cui origini risalgono al 1909, spiritualità e praticità non sono in contrapposizione. Le suore non possono uscire, mentre i loro prodotti sì, così come la loro storia che è giusto far conoscere.Soci Argav con suora serra

Ma la giornata non è finita. È tempo di un bel tagliere e della degustazione dei vini della vitivinicola Barazza, nell’annesso agriturismo Borgo Portinor, in località Cappella Maggiore, alle porte di Vittorio Veneto. Accompagnata da Flavio Cilla e con la sorpresa dell’accoglienza della sindaca Mariarosa Barazza, la delegazione ha vissuto un momento magico per le papille gustative.

Grotte Caglieron soci Argav

Grotte Caglieron sociArgav

E vai di prosciutto, e vai di salame, e vai di formaggio, quattro passi sono d’obbligo. Il parco grotte del Caglieron, a Fregona, sempre nei dintorni della città medaglia d’oro al valor militare, è la meta ideale. Escursioni per tutte le gambe. Anche per quelle traballanti dopo il buon bere.

Romina grotte CaglieronIl ritorno a Cappella Maggiore riserva ancora sorprese. Il laboratorio di vetro artistico di Elisa Cillo è un bijoux: vetrate personalizzate, sculture da parete, vasi, bicchieri, oggettistica. La chicca sono le piastrelle in vetro di Murano, meravigliosi inserti per i parquet. Così come chicche – ma di altro genere – sono i prodotti del mercato agricolo “La Mattarella”. Tutti i sabati, vento, pioggia, o neve, dalle 14.30 alle 17.30, i produttori locali vendono verdure formaggi, ma anche pane, olio, uova, miele e frutta di stagione. Tra questo ben di Dio – e così ritorniamo al protagonista della giornata – la gita Argav si conclude. Chi ha partecipato è stato soddisfatto, chi è mancato, ha commesso peccato. Da parte mia, coordinatrice della giornata, e cronista non per caso, è tutto.

Previsioni vendemmiali 2023 nel Triveneto: qualità delle uve buona, ma non eccezionale, rese produttive in aumento di qualche punto percentuale per quasi tutte le cultivar

wine 3646190_1920Venerdì 18 agosto scorso sono stati presentati on line le previsioni vendemmiali 2023 nel Triveneto nel corso del secondo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto, “storico” evento (49^ edizione) organizzato da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura in collaborazione con Avepa, Arpav, Crea-Ve e Uvive. “Dovremmo affrontare sempre più tematiche relative ad eventi meteorologici estremi: si ripresenteranno annate siccitose come il 2022, o annate particolarmente piovose come quest’anno. La viticoltura regionale e italiana sta dimostrando di essere in grado di affrontare queste situazioni climatiche che non sono neanche più dei cambiamenti, ma la realtà attuale. Problema principale di questa annata sono state le malattie fungine, a cui i viticoltori hanno saputo rispondere bene, con ottimi risultati, grazie a trattamenti sempre più mirati e precisi. Per questo in Veneto ci si attende rese produttive in leggero aumento, così come la produzione complessiva, anche per l’incremento delle superfici vitate”, commentato Nicola Dell’Acqua, direttore di Veneto Agricoltura.

Un’annata che viene definita da più voci come difficile. “Gli elementi che hanno caratterizzato l’annata finora sono stati l’instabilità climatica e le frequenti precipitazioni, anche a carattere grandigeno, e l’alta pressione delle malattie fungine, peronospora su tutti e in particolare nei vigneti a conduzione biologica” – ha sottolineato Patrick Marcuzzo del Crea VE di Conegliano nel suo intervento, per poi entrare nel dettaglio dei dati raccolti da un panel di tecnici e agronomi delle più importanti cantine e produttori del Veneto. “Nelle aziende che applicano la difesa integrata, i danni causati dalla peronospora sono stati nell’ordine del -5/10% di perdita quantitativa, mentre nelle aziende che applicano il metodo di coltivazione biologica tali perdite sono state superiori, per lo più comprese tra il -10/20%. Superiore al 2022 anche l’incidenza di altre fitopatie come il mal dell’esca e la botrite, mentre la flavescenza ha avuto un incremento meno significativo. La grandine ha colpito duramente diversi areali produttivi, con perdite della produzione che hanno raggiunto anche il -20%”.

Rese produttive. Nel complesso, in virtù di una maggiore fertilità delle gemme e un maggiore ingrossamento degli acini per le buone disponibilità idriche, ci si attende un aumento delle rese produttive per la maggior parte delle varietà in tutte le province. Di conseguenza, considerando anche l’entrata in produzione di nuove superfici vitate, la produzione complessiva di uva raccolta in Veneto dovrebbe salire a circa 15,9 milioni di quintali, in crescita del +5/6%.

La vendemmia dovrebbe iniziare con 5-10 giorni di ritardo rispetto alle consuete date, a seconda delle cultivar più precoci o tardive. I primi grappoli saranno quelli delle varietà precoci (Pinot e Chardonnay per basi spumante) il cui inizio ufficiale è in programma tra il 28 agosto e i primi giorni di settembre, ma va detto che in alcune aree del vicentino e del padovano la raccolta potrebbe iniziare già dalla prossima settimana. Seguirà la vendemmia di tutte le altre varietà: la Glera (Prosecco) dovrebbe partire dal 15 settembre, Merlot dal 18, Corvina dal 20, Garganega dal 25, solo per citare alcuni tra i principali vitigni veneti.

Sintesi previsioni vendemmiali nel Triveneto. Nella provincia di Belluno la produzione viene prevista sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno (+2/3%), salvo nelle zone colpite da grandinate. A Padova e Rovigo invece le previsioni sono più ottimistiche e ci si attende una produzione superiore del +10% rispetto al 2022 per le principali varietà. Fanno eccezione, nella provincia di Rovigo, il Merlot, la cui resa dovrebbe essere invariata, e il Pinot grigio, per cui si prevede una minor produzione (-10%) a causa degli estirpi dovuti agli attacchi di Flavescenza dorata. Nella provincia di Treviso ci si attende un incremento della produzione di Glera (+10%) e invece una riduzione dei quantitativi dei vitigni a bacca rossa (-3/5%), più elevati per le varietà non Doc/Docg, non tanto per questioni fenologiche e climatiche (fatte salve le zone colpite da eventi grandigeni) ma per scelte imprenditoriali di prediligere l’impianto di vitigni a bacca bianca. A Venezia, ottima fertilità, numero di grappoli e ingrossamento degli acini fanno prevedere un aumento produttivo soprattutto per Glera e Chardonnay, mentre più stabile dovrebbe essere la produzione delle varietà a bacca nera, sempre fatto salvo gli areali danneggiati dalla grandine. Gli stessi effetti positivi, a cui si aggiunge l’entrata in produzione di nuove superfici vitate, si prevede sosterranno la produzione in maniera più significativa anche nelle province di Vicenza e Verona. A Vicenza è atteso un aumento dei quantitativi raccolti di circa il +15% per tutte le varietà, mentre a Verona l’incremento di produzione dovrebbe attestarsi a circa il +10% per i principali vitigni coltivati e al +5/7% per le varietà minori, sia bianche che nere. Nel Nord Est, nelle due provincie autonome di Trento e Bolzano, ci si attende una maggior produzione di circa il +10/15%, da un lato per le condizioni meteorologiche più favorevoli rispetto al 2022 e dall’altro per l’entrata in produzione di nuovi vigneti. Quest’ultimo aspetto ha invece inciso poco o per nulla sui risultati previsti nella regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, dove la produzione è attesa in crescita del +5/10%, esclusivamente per l’andamento climatico, laddove non si sono avuti fenomeni grandigeni o problematiche fitosanitarie (peronospora).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vigneto veneto: dopo un 2022 in crescita, il 2023 si profila un’annata difficile, a metà agosto le previsioni vendemmiali 2023 di Veneto Agricoltura

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In attesa del secondo incontro del Trittico vitivinicolo, il tradizionale appuntamento che si terrà nella seconda metà di agosto e che darà le prime previsioni vendemmiali per l’annata 2023, le viti venete continuano ad essere sotto attacco: le continue piogge che si susseguono da fine maggio, se da una parte hanno sopperito alle carenze idriche dell’annata scorsa e dei mesi invernali, dall’altra hanno favorito lo sviluppo di malattie fungine, peronospora e oidio su tutte, in particolare negli impianti biologici. A questo si sono aggiunte le recenti grandinate che hanno in taluni areali produttivi danneggiato gravemente le piante e i grappoli, con conseguenze negative sulla produzione, da valutare nelle prossime settimane. C’è inoltre  il problema della flavescenza dorata,  che tuttavia è stata ben affrontato dagli agricoltori sotto la guida degli uffici fitosanitari regionali, che hanno coordinato la lotta obbligatoria e gli interventi più opportuni secondo le indicazioni degli esperti, in sintonia con i principali attori della ricerca scientifica, dal Crea Viticoltura ed enologia di Conegliano all’Università di Padova.

Il Rapporto 2022 sulla congiuntura agroalimentare venete, realizzato dall’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura, ha tracciato l’andamento congiunturale della viticoltura veneta: la superficie vitata potenziale è ulteriormente salita, arrivano a 101.166 ettari (+1,3% rispetto al 2021), con quella già in produzione cresciuta a 94.708 ettari (+0,8%). Le statistiche definitive della vendemmia 2022 del Veneto mostrano un buon aumento della produzione di uva e vino. Infatti, la produzione complessiva di uva raccolta è stata pari a circa 15 milioni di quintali, con una crescita produttiva del +7,2% rispetto al 2021. Quasi il 75% di questa uva è stata prodotta in zona Doc, mentre quella prodotta in aree Igt è pari al 22,3% sul totale, col restante 2,8% rappresentato da uva varietale. La resa generale delle uve da vino venete è pari a 158,8 quintali ad ettaro (+6,4% rispetto al 2021), con le Doc che arrivano a 142 q/ha (+2,1%), mentre le Igt hanno toccato i 254 q/ha (+26,1%). Per quanto concerne i prezzi delle uve venete, si evidenzia una quotazione media per le varie tipologie di 0,76 €/kg, con una variazione del +0,7% rispetto al 2021. A livello provinciale, Verona col prezzo medio di 0,79 €/kg mostra un rialzo del +10,2%, mentre Padova perde il -9,9% (0,57 €/kg). Con la quotazione media di 0,91 €/kg, Treviso ha una crescita annua del +0,8%, mantenendo così la leadership dei prezzi delle uve in Veneto.

La produzione totale di vino, nel 2022, è stata di circa 11,9 milioni di ettolitri, con un rialzo del +8,6% rispetto all’anno precedente. Di questo, sono quasi 9,2 milioni gli ettolitri di vino Doc prodotti, con una quota sul totale di vino prodotto in Veneto che sale al 77,3%. Il vino bianco sfiora l’87% circa del totale dei Doc, in gran parte costituito da Prosecco e Pinot grigio. La quota dei vini Igt è scesa al 19,8% del totale col bianco che ne rappresenta il 57,7%. Il restante vino prodotto in regione è dato dal vino da tavola (2,9% sul totale). Anche nel 2022 il Veneto è stato leader in Italia per l’export di vino, visto che da solo realizza circa il 36% del totale esportato dal settore vinicolo nazionale: nell’ultimo anno le esportazioni di vino veneto sfiorano i 2,85 miliardi di euro, col fatturato che cresce del +13,4% rispetto al 2021. In crescita anche il valore economico generato dal comparto: il valore della produzione ai prezzi di base dell’uva da vino viene stimato dall’Istat a circa 400 milioni di euro, mentre il valore del vino si attesta a circa 957 milioni di euro, per un valore complessivo dei prodotti vitivinicoli di 1,36 miliardi di euro, in rialzo del +5,5% rispetto al 2021. Infine, c’è da evidenziare che, in questa prima parte dell’anno, le esportazioni di vino veneto hanno proseguito il loro trend di crescita, sfiorando, nei primi tre mesi dell’anno, i 630 milioni di euro, +3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Fonte: Servizio comunicazione Veneto Agricoltura

6 luglio 2023, il vino Valpolicella debutta in laguna con “Venezia Superiore”, evento gratuito ma prenotazione necessaria

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Il Consorzio vini Valpolicella sbarca in laguna e per il suo debutto estivo tra calli e canali punta su “Venezia Superiore”, il nuovo evento di promozione dedicato al rosso di territorio , il Valpolicella Doc Superiore, in calendario il 5 (per la stampa) e 6 luglio prossimo (aperto anche al pubblico).

Di qualità e versatile. “Il Valpolicella Doc Superiore è protagonista di una nuova ondata produttiva e commerciale – commenta il presidente del Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini -. Una visione strategica e condivisa che punta a incrociare le tendenze dei consumatori nazionali e internazionali sempre più inclini a premiare la qualità in abbinata alla versatilità. Per questo i produttori della denominazione sono sempre più orientati a scommettere sul Valpolicella Superiore modernizzandone anche i canoni di presentazione”.

Due i programmi in palinsesto per scoprire l’evoluzione di questo vino da uve fresche sempre più vocato alla contemporaneità, alle tendenze e alla destagionalizzazione delle occasioni consumo. Il primo riservato a una selezione di giornalisti nazionali del settore che, nel corso della due giorni, testeranno le potenzialità del Valpolicella Doc Superiore sia in una masterclass all’Hilton Molino Stucky Venice alla Giudecca, che in accostamento ai piatti della Locanda Cipriani e dell’Hostaria in Certosa by Alajmo. Per i winelover, invece, l’appuntamento è per giovedì 6 luglio alla Loggia maggiore della Pescheria di Rialto quando andrà in scena un walk around tasting con 50 referenze, tra Valpolicella Doc e Valpolicella Superiore, di 38 aziende che firmano un excursus degustativo dal 2013 al 2022 (evento gratuito aperto al pubblico, prenotazione necessaria su https://www.eventbrite.it/e/biglietti-venezia-superiore-662349524257).

Vitivinicolo 2023: il tempo instabile crea qualche problemi ai vigneti

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Venerdì 23 giugno (ore 10:00 sulla piattaforma ZOOM, iscrizioni qui: https://1trittico2023.eventbrite.it), il primo focus dello storico Trittico Vitivinicolo, evento di Veneto Agricoltura con Regione, ARPAV e UVIVE. Verrà fatto il punto sull’attuale fase fenologica nelle diverse aree vitivinicole, con le primissime proiezioni di produzione e sull’emergenza della flavescenza dorata, con le ultime indicazioni della Regione e la situazione dei vigneti in alcuni areali produttivi vocati.

L’andamento climatico primaverile alquanto instabile, con diffuse precipitazioni e temperature al di sotto della norma del periodo, almeno fino a inizio giugno, sta creando qualche preoccupazione anche al settore vitivinicolo. Dal punto di vista fitosanitario, infatti, si sono create le condizioni ideali per la diffusione di infezioni e malattie fungine e la presenza di numerosi insetti parassitari. Al momento, lo stato fenologico é in ritardo di circa una settimana rispetto al consueto periodo di germogliamento.

Il focus sarà innanzitutto l’occasione per analizzare l’andamento meteo del primo semestre 2023 in rapporto alla coltura della vite (Francesco Rech di ARPAV) e verificare lo stato di salute del vigneto nelle diverse aree di produzione della nostra regione (Patrick Marcuzzo del CREA-VE di Conegliano). Seguiranno gli interventi dei colleghi della Regione del Veneto, che presenteranno ai viticoltori i propri servizi e gli ultimi aggiornamenti in tema di lotta alla flavescenza dorata e infine la testimonianza di Igor Gladich, direttore del Consorzio Soave e Silvia Liggieri, responsabile del settore Sostenibilità del Consorzio Prosecco DOC (in rappresentanza dell’Unione Consorzi Vini Veneti DOC e DOCG (UVIVE) che porteranno una testimonianza di come si sta affrontando l’emergenza legata alla malattia epidemica in due delle principali aree produttive vocate in Veneto.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura