C’è chi ha già iniziato subito dopo Ferragosto, chi si accinge a raccogliere i primi grappoli in queste ore e chi invece prevede di iniziare a settembre: d’altra parte in un areale così vasto come quello della Doc delle Venezie, la più estesa a livello nazionale con 27mila ettari di vigneto – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d’origine le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento – gli andamenti stagionali, i volumi, così come il periodo vendemmiale non possono essere omogenei.
Volumi minori ma buona qualità
“In linea generale, rispetto all’anno scorso, questa stagione produttiva si apre in maniera positiva, soprattutto in termini qualitativi – dice Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie, e continua – Rispetto ai volumi, in alcuni territori ci attendiamo una minore produzione ma in tutto l’areale riscontriamo soddisfazione rispetto al livello qualitativo delle uve Pinot Grigio raggiunto, un risultato ottenuto grazie all’attenzione e al grande lavoro svolto in vigneto, che ha restituito uve sane e parametri chimico-fisici ottimali”.
Le considerazioni di Assoenologi Friuli Venezia Giulia,
Veneto Occidentale, Orientale e Trento
Matteo Lovo, presidente Assoenologi Friuli Venezia Giulia, conferma una vendemmia certamente migliore rispetto alla stagione produttiva 2023 “che consente di portare in cantina il +15% rispetto all’anno scorso che, ricordiamo, non è stato molto positivo, con punte di decremento in termini di quantità anche pari a -30%. Complessivamente, rispetto alle medie storiche di raccolta, in Friuli Venezia Giulia dovremmo attestarci intorno al -10%, calo dovuto in parte anche a una contenuta pressione di peronospora della vite. Per quanto riguarda l’inizio della vendemmia – prosegue Lovo – si prevede un avvio dei lavori intorno alla fine di questa settimana, nelle zone in pianura anche inizio della prossima, per concludersi poi in una decina di giorni. Un’annata non semplice rispetto alla gestione tecnica e fitosanitaria ma che nei momenti più salienti si è sviluppata in maniera positiva e che ha dato soddisfazioni ai produttori di Pinot Grigio per l’elevata qualità del frutto”. Vendemmia anticipata invece per la varietà coltivata nel Veneto Occidentale, afferma Alberto Marchisio, presidente Assoenologi Veneto Occidentale: “La raccolta del Pinot Grigio è iniziata e si prevede di finire verso la metà di settembre per le zone ad altitudini maggiori; l’uva è perfetta, sana e con parametri ottimali, buona acidità e presenza di acido malico, da sottolineare inoltre l’uniformità di maturazione che restituisce una bellissima colorazione della buccia; possiamo ritenerci molto fortunati rispetto alla qualità, che definirei eccellente, mentre in termini di quantità siamo mediamente in linea con i volumi degli ultimi anni. Per quanto riguarda l’andamento dell’annata, nonostante le piogge abbondanti di inizio stagione siamo comunque riusciti ad intervenire per garantire una buona difesa del vigneto”. Michele Zanardo, presidente Assoenologi Veneto Orientale commenta: “Abbiamo avuto una primavera abbastanza piovosa che ha lievemente rallentato le prime fasi vegetative, ma a partire da giugno le temperature più miti hanno consentito un ottimo recupero. Possiamo affermare che la qualità delle uve è ottima e che la quantità è buona, in linea con la media delle produzioni degli anni passati”. Situazione ancora differente in Trentino, dove la vendemmia non inizierà prima di fine mese/inizio settembre, tardando addirittura la raccolta di qualche giorno rispetto al 2023. “Lo stato fitosanitario dell’uva è buono – commenta Goffredo Pasolli, presidente di Assoenologi Trentino, e continua – in Trentino la gestione del Pinot Grigio è stata impegnativa, abbiamo avuto tanta pioggia – 1.500 mm di acqua caduti rispetto alla media storica di 1.200 mm – ma comunque siamo riusciti ad intervenire e a contenere l’insorgenza di agenti patogeni. In termini generali – ha detto Pasolli – l’andamento è stato buono, non si sono verificati fenomeni meteorologici importanti, come grandinate o gelate primaverili, e ci sono ottimi presupposti. Inoltre – ha concluso Pasolli – il calo delle temperature di questi giorni, dopo il caldo intenso della prima metà di agosto, le buone escursioni termiche giorno/notte che stiamo registrando a pochi giorni dalla vendemmia sono state determinanti rispetto alla qualità dell’uva”.
Vendemmia in termini di valore
Le prime quotazioni delle uve Pinot Grigio Doc delle Venezie confermano un lieve incremento dei prezzi: la vendemmia parte infatti da un prezzo delle uve pari a 0,53-0,58 euro/kg, contro i 0,50-0,55 euro/kg registrato nello stesso periodo della scorsa annata. “Si tratta di un incremento di valore che interviene tra l’altro dopo l’aumento della quota di produzione libera, pari a 140 quintali/ettaro, +10 quintali/ettaro rispetto alla stagione produttiva 2023 – spiega Albino Armani, presidente del Consorzio di tutela, e prosegue – un risultato quindi in controtendenza rispetto alla situazione media del settore vitivinicolo nazionale, particolarmente importante tenendo conto di un momento congiunturale di mercato nazionale e mondiale complesso, ma non casuale: si tratta di un percorso di crescita della denominazione, appena iniziato, legato all’applicazione delle misure di governo dell’offerta deliberate dal nostro Consiglio di Amministrazione, che concorrono a mantenere una condizione di stabilità di mercato ed un rapporto qualità/prezzo che, unite alle garanzie fornite dal contrassegno di Stato applicato su 230 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, non trova paragoni. In un tale percorso – ha concluso Armani – l’obiettivo è poter lavorare affinché tutte le categorie della filiera possano poter trovare riconoscimento e adeguata marginalità, condizione necessaria per portare avanti la propria impresa e lavorare con alti standard di qualità”.
Fonte: Servizio stampa Consorzio di tutela Doc delle Venezia/Credito foto Enrico Brunelli
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Amarone Opera Prima, la preview delle annate del Consorzio vini Valpolicella, taglia il traguardo della ventesima edizione e, per la presentazione del millesimo 2019 di 70 aziende, punta i riflettori sul futuro del “re dei rossi veneti” tra nuove tendenze di consumo, cambiamenti climatici e metamorfosi dei mercati. La tre giorni, in programma a Verona nel seicentesco Palazzo della Gran Guardia (piazza Bra) dal 2 al 4 febbraio, apre così il calendario delle anteprime in Italia.


Il costo della vita è aumentato per tutti. Lo sa bene la madre badessa, suor Aline Ghannachi Pereira, 38 anni, laurea in Business Administration, brasiliana, occhi blu ben spalancati sul mondo, perché clausura non vuol dire morte civile. Accanto a lei, la priora, suor Maria Paola Dal Zotto, 74 anni a cui si deve la cura della vigna. Suor Aline, giovane d’età, entrata in convento a vent’anni, e il suo braccio destro, suor Maria Paola, giovane di vocazione, entrata in convento a cinquantadue anni, assieme ad altre sorelle, sabato 7 ottobre, hanno aperto le porte alla delegazione Argav, guidata da Fabrizio Stelluto, per raccontare la loro attività di produzione di vino. Non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di Sarah Dei Tos, titolare de “La Vigna di Sarah”, brillante imprenditrice vitivinicola, che ha avviato esperienze originali, come la vendemmia notturna.
L’incontro tra Sarah e suor Aline è singolare. «Mi dicono che c’è una ragazza che mi aspetta al parlatorio – racconta suor Aline -. Vado, convinta che volesse “provare” il convento, non sapendo che aveva già due figli. Infatti, voleva solo conoscermi. Chiacchierando, le dissi che avevamo una vecchia vigna di glera, è cominciato tutto così, due anni fa. Oggi abbiamo un vigneto di 6.000 mq che produce circa 5.000 bottiglie l’anno. Se Dio vuole, conduce lui». Per chi non lo sapesse, l’ordine cistercense fu fondato nel 1098 in Borgogna, dal desiderio di Roberto di Molesme di tornare alla regola di san Benedetto e al lavoro manuale.




Il ritorno a Cappella Maggiore riserva ancora sorprese. Il laboratorio di vetro artistico di Elisa Cillo è un bijoux: vetrate personalizzate, sculture da parete, vasi, bicchieri, oggettistica. La chicca sono le piastrelle in vetro di Murano, meravigliosi inserti per i parquet. Così come chicche – ma di altro genere – sono i prodotti del mercato agricolo “La Mattarella”. Tutti i sabati, vento, pioggia, o neve, dalle 14.30 alle 17.30, i produttori locali vendono verdure formaggi, ma anche pane, olio, uova, miele e frutta di stagione. Tra questo ben di Dio – e così ritorniamo al protagonista della giornata – la gita Argav si conclude. Chi ha partecipato è stato soddisfatto, chi è mancato, ha commesso peccato. Da parte mia, coordinatrice della giornata, e cronista non per caso, è tutto.
Venerdì 18 agosto scorso sono stati presentati on line le previsioni vendemmiali 2023 nel Triveneto nel corso del secondo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto, “storico” evento (49^ edizione) organizzato da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura in collaborazione con Avepa, Arpav, Crea-Ve e Uvive. “Dovremmo affrontare sempre più tematiche relative ad eventi meteorologici estremi: si ripresenteranno annate siccitose come il 2022, o annate particolarmente piovose come quest’anno. La viticoltura regionale e italiana sta dimostrando di essere in grado di affrontare queste situazioni climatiche che non sono neanche più dei cambiamenti, ma la realtà attuale. Problema principale di questa annata sono state le malattie fungine, a cui i viticoltori hanno saputo rispondere bene, con ottimi risultati, grazie a trattamenti sempre più mirati e precisi. Per questo in Veneto ci si attende rese produttive in leggero aumento, così come la produzione complessiva, anche per l’incremento delle superfici vitate”, commentato Nicola Dell’Acqua, direttore di Veneto Agricoltura.

