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Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, Isidoro Rebuli il nuovo Presidente

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Isidoro Rebuli

È Isidoro Rebuli il nuovo presidente della Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 6 maggio, lo ha eletto all’unanimità a rappresentare gli oltre 150 soci della Strada del Vino più antica d’Italia, itinerario che si snoda in uno dei territori rurali più caratteristici d’Europa.

Il programma. Isidoro Rebuli, che è titolare della nota Trattoria alla Cima di Valdobbiadene, ha già dato le prime indicazioni circa le modalità con le quali intende operare nei prossimi tre anni del suo mandato: coinvolgere in maniera determinante tutti i soci così da individuare le esigenze specifiche di ogni categoria, a partire dalle 21 Amministrazioni Comunali associate; fissare delle scadenze temporali circa gli obbiettivi programmatici che si prefiggerà l’Associazione; rafforzare le sinergie con gli altri importanti attori che operano per la promozione turistica dell’area che comprende le due note Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Colli di Conegliano.

Il nuovo CdA. Il neopresidente sarà affiancato dalla Vicepresidente Cinzia Sommariva (Consorzio Tutela Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco) e dai due componenti l’Ufficio di Presidenza: Mara Dell’Antonia (Consorzio Tutela Colli di Conegliano Docg) ed Emanuele Follador (Az. Agr. La Casa Vecchia). Compongono altresì il nuovo Consiglio di Amministrazione Gianfranco Bortolin (Az. Agr. Le Bertole), Enrico Bortolomiol (Ciodet Spumanti), Daniele Bressan (Az. Agr. Bressan Daniele), Fabio Curto (Cantina Ponte Vecchio), Benedetto De Pizzol (Comune di San Pietro di Feletto), Michele Follador (Confraternita di Valdobbiadene), Moreno Guizzo (Comune di Miane), Marco Lucchetta (Soc. Agr. Lucchetta Marcello), Alvio Stramare (Spumanti Gemin – Bortolomiol Guglielmo), Denis Spagnol (Az. Agr. Nani Rizzi), Pierina Vibbani (Agenzia Onda Verde Viaggi). Il nuovo Collegio dei Sindaci Revisori, invece, è composto da Giuseppe Anselmi (Comune di Valdobbiadene), Stefano Colomberotto (Relais Dolcevista), Francesco Drusian (Az. Agr. Drusian Francesco).

Accise alcolici, in previsione un aumento, l’Istituto Nazionale Grappa promette battaglia

AlambiccoAncora uno sgambetto al settore dei distillati: questo si appresta a compiere la Commissione speciale per l’esame di Atti di Governo alla Camera dei Deputati, se nel corso dell’iter di conversione del Decreto Legge relativo ai pagamenti della Pubblica Amministrazione – Atto Camera 676 – passerà l’emendamento presentato dagli onorevoli Titti Di Salvo e Giulio Marcon (SEL) che prevede un aumento delle aliquote delle accise su prodotti alcolici e alcool etilico al fine di assicurare alle casse dello Stato un gettito complessivo pari a 26 milioni di euro nel 2013 e addirittura 45 milioni di euro annui a partire dal 2014.

A rischio la sopravvivenza di tanti piccoli produttori. “Siamo molto preoccupati ed amareggiati. Invece di valorizzare e sostenere una delle eccellenze italiane ci si impegna a distruggerla – commenta il presidente dell’Istituto Nazionale Grappa Elvio Bonollo – La grappa è un’opera d’arte italiana che il mondo ci invidia per i suoi caratteri inimitabili che sono il frutto di generazioni di esperienza, arte e tradizione sviluppatesi nei secoli, grazie al duro lavoro quotidiano di generazioni di famiglie di distillatori italiane, che tutt’ora costituiscono un comparto sostanzialmente composto da piccole aziende artigianali depositarie di un patrimonio di conoscenze unico. La nostra acquavite di bandiera, che già attraversa il difficile momento legato alla pesante situazione economica generale, rischia di essere definitivamente messa in ginocchio da un provvedimento dello Stato che comporterebbe la morte di numerose aziende del nostro settore, fallendo anche nel portare un vantaggio in termini di maggior gettito allo Stato. Aumentare le aliquote delle accise per i prodotti alcolici non porta beneficio a nessuno: il loro innalzamento produrrebbe una ulteriore contrazione dei consumi, con conseguente aggravio della già difficile situazione economica del comparto delle bevande alcoliche, determinando così una riduzione del gettito complessivo nelle casse dello Stato. In altri termini è una misura fine a se stessa, incapace di risolvere i problemi e allo stesso tempo in grado di impoverire soltanto la categoria dei distillatori che ogni giorno portano avanti con passione questo lavoro spesso ereditato come tradizione di famiglia. Per questo motivo chiediamo con forza al Governo e alle Istituzioni competenti di rivedere questo provvedimento ed abbandonare definitivamente questa ipotesi per evitare ripercussioni devastanti”.

Nel 2012, gettito delle accise -22%. La proposta di innalzare ulteriormente le aliquote delle accise su alcolici e distillati arriva dopo un periodo lungo ben 7 anni in cui si è assistito a una progressiva riduzione del gettito derivante proprio da queste, a conferma dei timori dei soci dell’Istituto Nazionale Grappa. Dal 2006, anno dell’ultimo aumento delle accise sugli alcolici, si è infatti verificata una progressiva diminuzione del gettito annuo derivante da esse, fino a raggiungere il minimo storico del 2012, quando si è toccato i livelli record di -22% rispetto alla data dell’ultimo aumento, equivalente a 150 milioni di euro in meno rispetto alle aspettative di incasso (fonte dati Ministero Economia e Finanze).

(Fonte: Istituto Nazionale Grappa)

Vendita diretta vino a privati in Europa, qualcosa si muove

FIVIL’intervento di CEVI – Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti e FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e le due interrogazioni sul tema, presentate recentemente alla Commissione Europea da Astrid Lulling (Presidente Intergruppo Vino del Parlamento Europeo) e l’europarlamentare veneto Giancarlo Scottà, hanno acceso i riflettori dell’Europa sulle difficoltà che incontra la vendita diretta di vino a distanza fra gli stati e su quanto sia importante trovare una soluzione al più presto.

Obiettivo: elaborare una procedura comune UE. Grazie alle “pressioni” di FIVI, il 26 aprile scorso, per la prima volta, un rappresentante dell’Agenzia delle Dogane italiana era presente a Bruxelles per sostenere l’importanza di dare soluzione a queste problematiche. 
Nel corso della riunione, su sollecitazione di CEVI e dei rappresentanti istituzionali di Italia, Francia e Belgio, la Commissione UE ha chiesto a tutti gli Stati Membri di fornire informazioni precise sulle procedure interne relative alla vendita diretta all’estero, e in particolare:
 1) quando l’accisa è a carico del venditore 2) quando la tassa è a carico del rappresentante fiscale 3) il rimborso.
 L’obiettivo è quello di elaborare una procedura comune valida per tutti gli Stati Membri.

Tutte queste informazioni fanno ora parte di un dossier di lavoro della Commissione Europea dedicato alla questione, dal titolo “Procedure nazionali per le vendite a distanza”.

A fine mese si terrà una riunione fra CEVI/FIVI, COPA-COGECA (Confederazione generale delle cooperative agricole dell’Unione europea) e DG TAXUD (Direzione generale per la fiscalità e l’unione doganale), per procedere attivamente con i lavori.

Chi è FIVI. La Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti conta attualmente oltre 700 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 7.000 ettari di vigneto, quindi una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. 412.000 sono gli ettolitri di vino prodotti, 55 i milioni di bottiglie commercializzate e oltre 0,5 i miliardi di euro di fatturato.I 7.000 ettari di vigneto sono condotti per il 44 % in regime biologico/biodinamico, per il 18 % secondo i principi della lotta integrata e per il 38 % secondo la viticoltura convenzionale.

(Fonte: FIVI)

16 maggio 2013, il tour per i trent’anni della “Vigna del Mondo” fa tappa a Chioggia (VE). Karen Boscolo (ristorante El Gato), nominata Ambasciatrice del Vino della Pace.

Vino della Pace(di Umberto Tiozzo, socio Argav) Giovedì 16 maggio fa tappa al Ristorante El Gato di Chioggia (VE) il tour celebrativo dei 30 anni della Vigna del Mondo organizzato dalla Cantina Produttori Cormòns.

Vino della Pace. Nel 1983 sono stati messi a dimora in questo fazzoletto di terra del Friuli oltre 600 vitigni provenienti da tutto il mondo, in rappresentanza di 60 Paesi, ed oggi sono 7231 le viti della Vigna del Mondo, con 855 diversi vitigni, alcuni dai nomi esotici che ricordano terre lontane, come Sirah, Tulilah, Shurrebe, Pedral, Maizy, altri a noi più familiari, come Marzemino, Terrano, Merlot, Gamay, Ucelut, che ogni anno elargiscono il Vino della Pace, simbolo di concordia e fratellanza universale. La prima vendemmia risale al 1985 e, come allora, ogni anno vi partecipano persone di diverse nazionalità, tra cui i ragazzi del Collegio del Mondo Unito di Duino. Il messaggio di pace comincia da qui e continua con la vinificazione in bianco di tutte le uve insieme. Ogni anno vengono prodotte dalle 5 alle 15mila bottiglie che, in parte, vengono inviate ad autorità civili e religiose di diversi Paesi del mondo come messaggio di pace.

 

 

Karen Boscolo ristorante El Gato

Karen Boscolo ristorante El Gato

Karen Boscolo nominata Ambasciatrice del Vino della Pace. Il menù della cena di gala “Dalla Vigna del Mondo, il Vino della Pace” proposto da Karen Boscolo, Chef del ristorante e grande cultrice della cucina chioggiotta e non solo, che nel corso della serata sarà nominata Ambasciatrice del Vino della Pace, offre come antipasti, una triade di “saòri” (sarde in saòre, scampi in saòre di radicchio, tonno in saòre di asparagi), cappessante e sedano rosolati su vellutata di broccolo abbinati a Friulano Collio 2012; come primo piatto, dei gnocchetti di patate con ragù di fasolari abbinati a Friulano Collio 2011 e come secondo piatto il filetto di Rombo in crosta di patate abbinato al Vino della Pace 2011; quindi sorbetto ananas e canella e per dessert la piccola biscotteria con chantilly al ristretto di Vino degli Angeli con Vino della Pace 2000. L’appuntamento è alle ore 20, costo € 50,00, con prenotazione obbligatoria allo 041.400265.

10-12 maggio 2013, “Terre dei Dogi in festa” a Portogruaro (Ve) con elezione del miglior Lison Docg dei Dogi 2013

Lison Docg

Lison Docg

Il prossimo fine settimana, 10 -11 e 12 maggio 2013, il centro di Portogruaro ospiterà la 9^ edizione di “Terre dei Dogi in festa”.  I protagonisti della manifestazione sono i prodotti di qualità, i vini tipici e la tradizione gastronomica del Veneto Orientale. Il centro storico diventa un palcoscenico per la valorizzazione delle eccellenze della terra, con un programma ricco di iniziative enogastronomiche, culturali, di spettacoli ed intrattenimenti.

Venerdì 10 maggio, una cena speciale per eleggere il miglior Lison Docg dei Dogi 2013. Tra i vini protagonisti del territorio c’è certamente il Lison Docg, eccellenza enologica nel cuore delle terre di Lison e Pramaggiore. Nell’ambito di Terre dei Dogi in Festa, il Consorzio Vini Venezia in collaborazione con la Strada dei Vini Doc Lison Pramaggiore promuove l’evento “Il Lison Docg dei Dogi 2013” in cui sarà scelto il miglior Lison Docg del 2012 che diventerà ambasciatore del territorio. Una giuria tecnica, composta da produttori ed enologi, ha selezionato i tre Lison Docg che si sottoporranno al giudizio del pubblico durante la cena in programma venerdì 10 maggio alle ore 20.00 presso il ristorante Spessotto di Portogruaro. I piatti preparati dallo chef saranno abbinati ai tre Lison Docg ‘semifinalisti’ , che hanno ottenuto il maggior punteggio dalla giuria tecnica, ed i commensali decreteranno il vincitore. L’azienda premiata riceverà in premio un prezioso calice realizzato dai maestri vetrai di Murano. La cena è su prenotazione (info@stradavini.it oppure info@hotelspessotto.it) , il costo è di 33 euro a persona.

(Fonte: Consorzio Vini Venezia)

Vigneti e cantine eco-friendly: la green economy protagonista a Vinitaly 2013

VinitalyRendere sostenibile l’intero processo produttivo: il futuro del vino ed il suo successo tra i consumatori passano anche da qui. Un aspetto al quale i wine lover sono sempre più attenti e che alcune cantine italiane affrontano già da anni con progetti realizzati insieme al mondo della ricerca e delle università. Così la green economy nel vigneto e in azienda fa passi da gigante ed è tra i temi al centro della 47a edizione di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore, di scena a Verona dal 7 al 10 aprile 2013.

Eco-sostenibilità significa parlare di carbon e water footprint, misure che calcolano, rispettivamente, il totale delle emissioni di gas serra e il consumo di acqua collegati alla produzione. Ci sono, poi, anche fattori specifici del ciclo del vino, come la valutazione della gestione agronomica del vigneto – relativa all’utilizzo del suolo e alla sua fertilità o all’impiego di agrofarmaci e di macchine agricole – e l’indicatore socio-economico e di qualità del paesaggio che misura la ricaduta delle azioni intraprese dalle aziende sul territorio.

ITA.CA, ovvero Italian Wine Carbon Calculator. L’Italia del vino è all’avanguardia su ogni fronte, con esempi di cantine completamente autosufficienti dal punto di vista energetico grazie ad impianti solari e geotermici, aziende storiche riconvertite interamente a biodinamica e consorzi che forniscono ai comuni le biomasse per alimentare gli impianti pubblici o che riciclano i tappi di sughero. Pure la ricerca applicata contribuisce con il primo calcolatore italiano per il bilancio energetico del settore vitivinicolo (Ita.Ca, acronimo di Italian Wine Carbon Calculator), scelto dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per rappresentare l’Italia nella commissione internazionale dedicata alla definizione del nuovo protocollo di calcolo dell’impronta carbonica dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.

(Fonte: VeronaFiere)

Vinitaly 2013: export vino in continua crescita, ma in Italia si beve sempre meno

VinitalyQuanto è cool il vino italiano: peccato che si beva ormai soprattutto all’estero. I produttori di casa nostra vedono infatti nell’export, in continua crescita – siamo i primi a livello mondiale – l’unica alternativa alla stagnazione delle vendite sul mercato domestico, penalizzato dalla crisi economica.

Nel Belpaese, riduzione causa crisi, limiti di legge, dieta e salute. Il consumo quotidiano di vino in Italia diminuisce costantemente, anche se con nuove tendenze, sempre più legate ai riti della vita moderna, al glamour e alla cultura. Di queste nuove tendenze si parlerà a Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore, di scena a Verona dal 7 al 10 aprile. Il calo dei consumi interni ci ha portato nel 2012, secondo i dati OIV l’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, resi noti nei giorni scorsi, a 37,2 litri pro capite all’anno, con una riduzione del 14% dal 2008. I fattori che hanno contribuito a questa diminuzione sono vari: la crisi ha sicuramente inferto un durissimo colpo alla domanda nei ristoranti, ma a questa si aggiungono come ulteriore deterrente le severe leggi in materia di limiti alcolici consentiti. Poi, più in generale, gli italiani bevono meno a tavola per ragioni legate alla salute e alla dieta.

A trainare i consumi, l’aperitivo. Se nelle classiche occasioni del pranzo e della cena si beve sempre meno vino, è l’aperitivo a trainare i consumi: da solo o mixato in cocktail, con un posto d’onore per le bollicine, il vino diventa il perfetto protagonista dell’happy hour. Nato nelle grandi città, ma ormai diffuso ovunque, l’aperitivo rappresenta non più un’introduzione alla cena, ma un vero e proprio rito di aggregazione sociale per passare del tempo con gli amici e conoscere gente nuova. Uno, due o tre calici di vino diventano così l’accompagnamento ideale, anche da un punto di vista economico, per una vera e propria cena low cost, composta da stuzzichini e finger food, o servita in ricchi buffet. Da un punto di vista di immagine e promozione, però, il mondo del vino italiano non sembra puntare sulla quotidianità: preferisce scoprire il suo glamour, diventando protagonista di degustazioni ed happening in location di grande impatto, in Italia e nel mondo.

Identiki dei nuovi consumatori globali di vino. I cinesi adorano le griffe, e anche nel vino ricercano l’idea di status symbol e lusso: insomma, Brunello di Montalcino e Barolo come Valentino e Prada. I brasiliani, amano sperimentare nuove etichette mentre i russi sono disposti a spendere grosse cifre. È questo l’identikit, stilato da www.winenews.it, dei nuovi consumatori mondiali, potenziali mercati di riferimento del futuro per il vino made in Italy, di cui si parlerà a Vinitaly. Il consumo mondiale di vino nel 2012 si è attestato a 245,2 milioni di ettolitri. In Europa, si è stabilizzato sui livelli del 2011, ma è fuori dai confini europei che il trend è positivo: negli Stati Uniti si dovrebbero raggiungere i 29 milioni di ettolitri (+5%) mentre la Cina ha registrato una crescita dei consumi pari al 9 per cento.

Paesi Bric, bacino potenziale di miliardi di consimatori, ma la strada è in salita. Si tratta ancora di consumi lontani da quelli europei, infatti agli oltre 37 litri italiani si contrappongono il litro scarso dei cinesi, i pochi centilitri degli indiani, il litro abbondante dei brasiliani o i circa 10 litri dei russi, ma in crescita continua. Si tratta comunque di dati spalmati su tutta la popolazione, la maggior parte della quale non beve vino. Nelle città di consumo, quelle principali e più ricche, dove si concentra chi beve vino, i consumi pro capite, infatti, si avvicinano a quelli di altri paesi consumatori. Se è vero che le nuove potenze mondiali, i cosiddetti Paesi Bric, rappresentano un bacino potenziale di miliardi di consumatori, è altrettanto vero che non è facile entrare in questi mercati, sia perché in alcuni casi si tratta di Paesi in cui il vino non fa parte della tradizione alimentare, sia perché il made in Italy si deve scontrare con competitor internazionali particolarmente agguerriti.

A partire dalla Cina, uno dei mercati più promettenti e difficili al mondo. Qui il consumatore, nella grande maggioranza dei casi, è completamente estraneo, dal punto di vista storico e culturale, al consumo di vino. Sono relativamente pochi anni che il vino è approdato in Cina, ed è destinato, per il momento, ad una piccola nicchia di nuovi ricchi, che ricercano uno status symbol di appartenenza allo stile di vita occidentale. E’ invece faticoso far entrare il consumo di vino nelle abitudini della classe media cinese, molto conservatrice. Su un punto tutti i produttori italiani che stanno lavorando con la Cina sono concordi: i tempi di reazione al vino, quello italiano in particolare, sono lenti, perché i vini-icona sono soprattutto quelli francesi, presenti in Cina da oltre vent’anni, mentre le nostre etichette devono ancora accreditarsi definitivamente in questo senso. E ci vuole il sistema-Italia a dare una mano, come ha fatto la Francia per i suoi produttori.

Diverso il caso della Russia: il consumatore di vini italiani appartiene ad un target medio-alto e cosmopolita, residente in prevalenza nelle grandi città come Mosca e San Pietroburgo, e abituato a viaggiare, spesso in Italia. Anche per i russi le nostre etichette rappresentano uno status symbol, legato al lifestyle italiano. Grazie a frequentazioni assidue del nostro Paese, conoscono sempre più le denominazioni e i terroir di casa nostra e, anche se sono disposti a spendere grandi cifre, lo fanno sempre più con cognizione di causa: amano sfoggiare, quindi, ma non sono disponibili a farsi ingannare.

In Brasile, invece, l’interesse per il vino sta crescendo lentamente, ma con costanza: qui le bevande tradizionali sono infatti la birra e la cachaça, rispettivamente con 54 litri e 11 litri pro capite annui, mentre il vino si attesta sui 2,5 litri a persona. Il Brasile, essendo anche produttore, sta promuovendo azioni interne per incrementare il consumo responsabile di vino. Qui a bere vino sono sicuramente la nicchia dei più abbienti, ma anche la nuova classe media, che prima non esisteva e che oggi è sempre più informata e preparata. Rimane invece totalmente estranea al consumo di vino la grande massa della popolazione. Il vino italiano – l’Italia è il quarto esportatore in Brasile, con una quota di mercato del 14 per cento circa – gode di un’immagine privilegiata tra i consumatori brasiliani, anche per la vicinanza culturale con l’Italia, grazie ai molti immigrati provenienti dal nostro Paese. Il vino toscano fa la parte del leone, in particolare il Chianti, ma sono molto diffusi anche Prosecco e Lambrusco. Resta una criticità il pesante sistema di dazi che rende il mercato verdeoro tra più cari al mondo.

Infine, l’India: un mercato che si è appena aperto al vino, e in cui il target dei consumatori è in espansione, anche se ancora di nicchia, soprattutto a causa di un elevatissimo sistema di tassazione che seleziona i potenziali acquirenti, appartenenti ad una classe economica di livello molto alto. Anche qui il vino si ordina e si beve soprattutto nei ristoranti e negli hotel di lusso, ma grazie alla lunga tradizione coloniale di stampo anglosassone le abitudini occidentali sono, rispetto alla Cina, molto più diffuse ed accettate.

(Fonte: Vinitaly)

25 marzo 2013, fare impresa con l’enoturismo, se ne parla ad Annone Veneto (Ve)

Immagine 1La Strada Vini Doc Lison Pramaggiore, in collaborazione con il Comune di Annone Veneto, l’Associazione Nazionale “Città del Vino” e la BCC Pordenonese, ha organizzato il convegno intitolato “Fare impresa con l’enoturismo. Suggerimenti e modalità per aumentare le visite in cantina e nel territorio”, previsto per il 25 marzo 2013 presso il Centro Civico di Annone (presso Biblioeca, via Postumia 52), con inizio alle 18.30.

Cantine e turismo del vino legati, duplice legame. Il tema è strettamente legato al concetto stesso di Strada del Vino, ossia la promozione del territorio attraverso le sue ricchezze enogastronomiche, con l’intento di creare redditività a tutti gli addetti del comparto agroalimentare e turistico, cantine in primis. In questa ottica saranno presenti autorevoli relatori del settore, in grado di fornire tendenze e strategie di azione alle aziende vitivinicole, e più in generale a tutti i soggetti sensibili alla questione (es. albergatori, ristoratori, enti pubblci e privati legati al turismo, alla promozione, al commercio). Il messaggio di questo incontro ha una doppia lettura: da un lato la cantina, ed il vino, sono un prodotto fondamentale nella promozione turistica del territorio, dall’altro il turismo deve diventare una fonte di reddito sempre più importante per la cantina stessa, come in altre parti d’Italia si è già compreso.

Ingresso libero ma con pre-adesione. Questo vale soprattutto in contesti delicati, come quello attuale, dove luoghi comuni come “fare il vino buono”, avere “l’hotel fronte mare” o “il ristorante pieno il sabato” non bastano più. Oggi, infatti, il turista non cerca più solamente la sabbia dorata o il monumento famoso, ma ha bisogno di emozioni che il panorama, naturalistico, storico, culturale ed enogastronomico del Veneto Orientale può dare, ed è da qui che il convegno vuole prendere spunto.  L’ingresso al convegno è libero e aperto alla cittadinanza, al termine seguirà buffet offerto della Strada Vini.

Programma. Ore 18.30 Indirizzi di saluto: Daniela Savian, sindaco Comune di Annone Veneto, Stefano Collovini, presidente Strada Vini Lison Pramaggiore, Benedetto De Pizzol, coordinatore Regionale Associazione Città del Vino,  Pietro Roman, Presidente BCC Pordenonese. Interventi: Iole Piscolla, giornalista e responsabile tecnico settore turismo Associazione Nazionale Città del Vino “Presentazione Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino”;  Claudia Mencacci, direttore generale Associazione Albergatori Montepulciano (SI) ed esperta di enoturismo  “L’innovazione tecnologica nello sviluppo economico dell’impresa turistica ed enogastronomica. L’esperienza di Montepulciano”;  Massimo Andreotti, responsabile vendite CIFO Nord Italia “Presentazione del concorso “Impronte d’eccellenza”;  Enrico De Marco, esperto in incoming turistico e titolare T.O. “Voyager World”  presenta la propria esperienza nella valorizzazione dell’incoming turistico locale; Donatella Toppan, direttore commerciale Bcc Pordenonese, partner della Strada dei Vini “I servizi e i prodotti della BCC  Pordenonese per le aziende vitivinicole”.  Moderatore Giampiero Rorato, giornalista enogastronomico; Ore 20.15  Buffet offerto dalla Strada Vini Lison Pramaggiore. Modalità di partecipazione: adesione via mail all’indirizzo info@stradavini.it o via fax al n.0421-200731, per informazioni chiamare la Segreteria Organizzativa  reperibile al  cell. 393-4831441 .

(Fonte: Consorzio Vini Venezia)

7-10 aprile 2013, a Veronafiere si tiena la 47^ edizione di Vinitaly

VinitalyVeronafiere con Vinitaly 2013 mette a disposizione del sistema wine&food del Paese la più ampia piattaforma mondiale per il business, la promozione, la comunicazione e per le relazioni con le Istituzioni, nazionali ed estere, ed i consumatori world wide. A parlarne il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e il direttore generale, Giovanni Mantovani, nel corso della presentazione svoltasi nei giorni scorsi a Eataly a Roma, della 47^ edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati in programma a Verona dal 7 al 10 aprile.

Un sistema a rete che si completa con Sol&Agrifood, Enolitech, OperaWine e Vinitaly International, quest’ultimo che presidia con le sue iniziative gli USA, la Cina e la Russia: mercati a maggior crescita e accreditati, da tutti gli studi di settore, in costante sviluppo nei prossimi cinque anni.  La più storica tra le rassegne vinicole del pianeta, nata nel 1967, è oggi quella più fortemente innovativa, anche dal punto di vista dell’information technology, grazie al nuovo progetto VinitalyWineClub che completa il panorama delle new entry tra le iniziative made in Veronafiere, primo organizzatore diretto di fiere in Italia, attivo dal 1898, e tra i leader europei del comparto. «Vinitaly rappresenta col suo sistema interconnesso un vero e proprio asset per l’intero Paese, a maggior ragione ora che tutte le istituzioni politiche nazionali e internazionali sono chiamate a misurare la qualità degli investimenti in cui vengono impegnate le risorse pubbliche – ha proseguito Riello –. La Ue ha approvato importanti stanziamenti a sostegno del vino italiano, molti dei quali destinati alla promozione dei vini sui mercati intra ed extra Ue: la credibilità, l’efficacia e l’ampio raggio d’azione di Vinitaly fanno di questo sistema un canale ideale per una promozione misurabile e di qualità».

Web, strumento di forte propulsione per la vendita di vino. «Vinitaly, a Verona con i suoi 4.200 espositori da oltre 20 Paesi e, nella scorsa edizione, con 140 mila visitatori da 116 Nazioni, è una straordinaria occasione di contatto per il settore che nei primi 11 mesi dello scorso anno ha segnato un export in calo del 9% nei volumi, per un totale di 21,4 milioni di ettolitri esportati, e un incremento del 7% in valore, pari a 4,7 miliardi di euro – ha ribadito Riello –. Dati che non bastano a considerare il vino al riparo dai mutamenti dell’economia mondiale, dal momento che in Cina, ad esempio, a fronte di un player antagonista come quello francese che perde quote, l’Italia rimane inchiodata al 5% della quota mercato pur a fronte di una crescita esponenziale dei consumi nell’Impero Celeste». «Non è un caso dunque se a Vinitaly 2013 parteciperanno per la prima volta una delegazione del Ministero del Commercio cinese e colossi del commercio on line. Con la diffusione dell’informatica e dei social media, la vendita al dettaglio del vino trova un canale sempre più ampio attraverso il web e l’e-shop si afferma come strumento di propulsione alle vendite. Si stimano circa 190 milioni di acquirenti cinesi sul web e sono in continua crescita», ha concluso il presidente di Veronafiere, Ettore Riello.

Tutti i numeri di Vinitaly. Cosa fa Vinitaly per essere il “Brand ombrello” , l’hub internazionale per la promozione e il commercio del vino, lo ha spiegato il direttore generale, Giovanni Mantovani. «Oltre il 35% del totale della media annua dei visitatori di Vinitaly proviene dall’estero – ha esordito Mantovani nel suo intervento –. Lo scorso anno, gli operatori stranieri sono stati 48.544 da 116 nazioni su un’affluenza complessiva che ha registrato 140.655 presenze, tra le quali 2.496 giornalisti accreditati da 45 Paesi con 170 tra radio e tv, 105 quotidiani e 110 testate online. Lo spostamento della cadenza da domenica a mercoledì ha consentito un notevole incremento delle presenze anche del canale HO.RE.CA estero (oltre che di quello italiano) e un allungamento del periodo di permanenza. Le adesioni a Vinitaly 2013 confermano ad oggi i dati dell’ultima edizione: si prevede, pertanto, di superare i 4.200 espositori da più di 20 nazioni per una superficie espositiva che, grazie all’ampliamento del Padiglione 11, sarà superiore ai 95 mila metri quadrati netti espositivi, in aumento sul 2012».

VinitalyWineClub. «L’attività di conoscenza, scouting, contatto che Vinitaly compie all’estero con Vinitaly International in collaborazione attiva con gli attori del sistema vino e tramite la rete di delegati di Veronafiere in 60 Paesi, si traduce nella presenza al Vinitaly in Italia di un significativo numero di buyer e opinion leader provenienti dalle aree geografiche di maggior interesse per il consumo di vino – ha sottolineato Mantovani –. Per rafforzare ulteriormente il rapporto con l’estero, nasce VinitalyWineClub, innovativa piattaforma di promozione e vendita online che ha l’obiettivo di offrire ai produttori la possibilità di raggiungere nuovi consumatori, dando loro l’opportunità di scoprire nuovi vini provenienti da ogni angolo della Penisola. Il 6 aprile presenteremo in anteprima il progetto completo nell’ambito di OperaWine, evento in collaborazione con Wine Spectator, e dal 7 aprile sarà attivo anche l’e-commerce. Il VinitalyWineClub è l’estensione digitale e sinergica dell’attività di promozione e sviluppo portata avanti dalla fiera fisica».

(Fonte: Veronafiere)

PAC dopo il 2013, in Valpolicella, nel veronese, De Castro illustra le linee guida per il comparto vitivinicolo

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

L’Onorevole Paolo De Castro, Presidente delle Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, ha presentato, nell’ambito di un incontro organizzato dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella, le novità dell’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM – UNICA) dal 2014 al 2020, che interessano il comparto vitivinicolo.

Greening. Sollecitato nel corso dell’incontro su argomenti specifici, De Castro ha fornito una serie di utili delucidazioni.Diverse le questioni sul tappeto, prima tra tutte l’impatto del greening (l’obbligo di superficie ecologica) su una cultura permanente qual è il vigneto e le sue possibili declinazioni ai fini dei pagamenti diretti. “L’orientamento è quello di limitare per quanto possibile gli obblighi a carico delle aziende – ha affermato – mantenendo disgiunte le misure di greening dagli aiuti, aprendo anche la possibilità di una delega della gestione dell’ecosostenibilità alle Regioni.”

Agricoltore attivo. Interpellato poi sulla definizione di agricoltore attivo (rectius viticoltore attivo) ai fini dei pagamenti diretti, De Castro lo ha identificato come l’agricoltore attivo professionale che vive di agricoltura. “A determinare chi è il soggetto beneficiario deve essere però lo Stato membro che ha la facoltà di stabilire i criteri oggettivi. Non devono prendere i green pack – ha chiarito – società immobiliari, campi da golf, aeroporti o altre superfici che fino a oggi li hanno percepiti.”

Consorzi di tutela. Di particolare rilevanza le linee di indirizzo sul ruolo dei consorzi di tutela delle doc, alla luce delle recenti modifiche normative nazionali che hanno attribuito a tali organizzazioni interprofessionali nuovi ruoli fra cui promuovere e regolamentare la domanda delle produzioni tutelate nel mercato. “Noi aumentiamo lo spazio per i consorzi di tutela – ha detto – introducendo la possibilità di decidere a livello consortile l’obbiettivo produttivo e i meccanismi di immissione dei prodotti sul mercato, fino a oggi governati dall’Antitrust. Il Parlamento europeo ha stabilito inoltre che il mantenimento dei diritti di impianto in vigore oggi sono prorogati fino al 2030, per la volontà ampia e consolidata di non modificare una regola che funziona.

Binomio vincente: qualità e organizzazione. La parola chiave del futuro non può essere soltanto quella della qualità, condizione necessaria ma non sufficiente: bisogna che alla qualità sia associata anche la capacità organizzativa, per trasformare la qualità in reddito. Il vino è l’esempio più interessante per dimostrare come abbia funzionato bene il binomio qualità e organizzazione. Da una maggiore organizzazione e un sistema organizzato – ha concluso – ricaveremo più reddito. Qualunque sia il settore, si vince in modo organizzato e la Pac (più flessibile, meno burocratica e più semplice con strumenti di gestione del rischio e del mercato) va in questa direzione.”

(Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella)