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Regioni vinicole europee unite contro la liberalizzazione dei diritti d’impianto

viti valle dei Laghi (TN)

“Nella politica dell’Unione Europea c’è una assurdità che non può prevalere: a decidere non può essere la maggioranza di Paesi non direttamente interessati ad un determinato problema, ma semmai il contrario. Sarebbe come far decidere le politiche industriali del Paese ai tour operators. E invece questo sta accadendo per la produzione vitivinicola”. L’assessore all’agricoltura del Veneto, Franco Manzato, ribadisce le sue perplessità circa la previsione di una totale, e dunque incontrollata, liberalizzazione dell’attuale regime dei diritti d’impianto in viticoltura.

Decisione finale condizionata da Paesi non produttori di vino. “Come al solito, per così dire, abbiamo sbagliato anni fa con l’attuale OCM vino, guardando ai benefici e ai problemi immediati piuttosto che a quelli del dopo – spiega Manzato – ma quello che proprio non va è che la decisione finale sia condizionata da Paesi che non producono. E consumano pure poco e spesso male e a caro prezzo, se guardo ai kit chimici illegale che circolavano (spero) nei loro mercati”. “Rispetto a questo – continua Manzato – tutte ma proprio tutte le Regioni viticole d’Europa, riuniti nell’associazione AREV, si sono pronunciate unanimemente a Bruxelles contro la liberalizzazione dei diritti di piantagione viticoli. Credo che i 250 rappresentanti politici e professionali della viticoltura di 40 regioni vocate dei 13 Paesi europei effettivamente rappresentati varranno pure qualcosa”.

Richiesta una nuova proposta legislativa. Nel corso dell’incontro dell’Arev è stata adottata all’unanimità una dichiarazione, stabilita in stretta collaborazione con il Consiglio Europeo Professionale del Vino (CEPV) con la quale si chiede alla Commissione di presentare una nuova proposta legislativa e di reintrodurre l’inquadramento del potenziale di produzione attraverso i diritti di piantagione, per tutte le categorie di vino e in tutti gli Stati membri. “Dispiace che di fronte a questo – conclude Manzato – ora si debba ‘sperare che – come dice la dichiarazione – in seguito a questo imponente assembramento di rappresentanti politici regionali, nazionali ed europei e di professionisti della viticoltura e, in seguito alla dichiarazione del Commissario Ciolos – il quale si è pronunciato a favore del mantenimento dei diritti di piantagione –, i funzionari di Bruxelles abbiano il buonsenso di riesaminare la propria proposta’”.

(Fonte: Regione Veneto)

Vino on line: cresce (lentamente) l’interesse

L’e-commerce del vino ancora non convince 6 amanti del buon vino su 10 (60%). Questi restano fedeli a canali più tradizionali, primo fra tutti l’acquisto diretto in azienda, preferito dal 48% degli appassionati. Il vino conferma, dunque, il suo legame con la tradizione, anche quando si parla di stili d’acquisto. Chi fa acquisti sul web lo fa soprattutto perché sa bene che bottiglie sta cercando e le trova via internet (38%) e, nel 36% dei casi, utilizza i siti di enoteche o negozi specializzati (29%). Inoltre sembra prendere piede la tendenza all’acquisto “virtuale diretto” sui siti web delle aziende (24%). Il 15% degli acquirenti cerca e trova bottiglie di grandi “griffe” e solo l’8% acquista bottiglie introvabili.

Made in Italy enogastronomico, sempre più cercato nel web dagli stranieri. Questi i dati di un sondaggio di http://www.winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, e Vinitaly (www.vinitaly.com), appuntamento enologico di livello internazionale, a cui hanno risposto 1.126 “enonauti”, ovvero appassionati già fidelizzati al mondo del vino e del web. Negli acquisti on line, i vini più gettonati sono quelli non reperibili vicino casa per la loro origine in altri territori e per il loro acquisto gli appassionati spendono in media dai 10 ai 30 euro a bottiglia. E c’è un altro fattore che conforta il futuro del commercio on line: il made in Italy nel mondo della rete registra un costante aumento di interesse con il +20% di click nei primi mesi 2012 messo a segno dai nostri prodotti alimentari in Usa, Francia, Inghilterra, Germania, Giappone, Emirati Arabi, Brasile, Russia, India e Cina.

(Fonte: Garantitaly.it)

il Consorzio Vini Venezia prende casa in Cina

Missione cinese per il Consorzio Vini Venezia che sta intrecciando proficui rapporti con il Celeste Impero, in particolare con la regione dello Shaanxi. Il Consorzio ha preso casa a Xi’an, dove è stata collocata una sede di riferimento (il Consorzio Vini Venezia è stato scelto per rappresentare l’Italia nel primo “Euro-Asia Wine summit of Xi’an”). A metà ottobre invece, dieci operatori cinesi del settore vinicolo hanno visitato l’entroterra veneziano e le terre del Piave, scoprendo aromi ed espressività dei vini Doc e Docg tutelati dal Consorzio.

il Consorzio Vini Venezia è stato scelto per rappresentare l’Italia nel primo “Euro-Asia Wine summit of Xi’an”. Il Presidente Giorgio Piazza ed il Direttore Carlo Favero, accompagnati da alcune aziende, hanno portato il modello ‘made wine made in Italy’ e aperto una nuova via di comunicazione/esportazione con il mercato del Celeste Impero. Si è aperta dunque la concreta opportunità di portare in Cina le diverse espressioni delle terre della Serenissima, una terra che esprime grandi vini e grandi aziende, non solo e non sempre Prosecco.

Insediata una prima avanguardia. «Vogliamo rivolgere particolare attenzione al mercato cinese meno conosciuto, quello nel centro della Cina – spiega Carlo Favero, direttore del Consorzio – Qui intendiamo avviare una vasta collaborazione con l’accesso alle nostre aziende e ai nostri vini, offrendo corsi di degustazione, rivolti principalmente ad operatori del settore, ma anche offrendo supporto ai produttori di vino locali, con le nostre tecniche di produzione sia agronomiche che enologiche». «Con questo progetto vogliamo incrementare la nostra presenza commerciale in Cina – prosegue il direttore Carlo Favero – e fare centro sulla città di Xi’an, nello Shaanxi, a cui Venezia è unita da antichi legami culturali, commerciali e di amicizia. Al momento il Consorzio sarà presente con un gruppo di aziende, l’obiettivo per il prossimo futuro è di incrementare il numero di aziende affinché il volume di vini che possiamo offrire possa essere di assoluto riguardo».

(Fonte: Consorzio Vini Venezia)

Vini spumanti d’Italia, export “spumeggiante” nei primo semestre 2012

Ancora positivo il consumo all’estero dei vini spumanti italiani, come emerge dalle periodiche consultazioni dell’Osservatorio Economico Vini, grazie ai referenti in 48 paesi. L’Europa, che rappresenta ancora il 57% dei volumi e il 51% del valore globale di mercato, fa segnare un +7% in valore e un –2% nei volumi, con Francia, Spagna, Portogallo e Germania in calo e Svizzera, Norvegia, Svezia, Austria e UK in crescita. Germania e UK restano i principali mercati.

Nei Paesi terzi l’export degli spumanti (per il 96% appannaggio del metodo italiano di Prosecco, Asti e Valdobbiadene) segna un +14% in volumi e + 17% in valore assoluto, con punte rappresentate da Giappone e Estremo Oriente attestati su +20% in valore e +11% in volumi. Numeri ancora piccoli in assoluto, ma interessanti: circa 2 milioni di bottiglie in più rispetto al 2011. In Russia cresce il Prosecco e altri spumanti generici di origine piemontese e lombardi, a scapito dell’Asti Docg che segna un calo in volumi del 50% (3,5 milioni di bottiglie consumate, contro i 7,0 milioni nei primi 6 mesi del 2011). In totale l’area “exUrss” registra un incremento di consumi del 8% con un incremento dei valori del 2%. Un mercato difficile e altalenante, dovuto a imposte aggiuntive.

Oltreoceano, i diversi mercati, segnano numeri differenti: se Canada e Usa mantengono un trend crescente, il Brasile e il sud America dopo la scorpacciata di fine anno 2011, segnano per la prima volta un dato stabile. Nel 2012 ci sono i presupposti per superare il fatturato record di 4,2 mld di Euro per tutto il vino italiano. Un richiamo forte al Governo italiano. In Italia cresce produzione, volumi spediti e valore all’origine, ma le spedizioni sul mercato interno sono calate del 10,1%, i consumi del 6,9%, a fronte di un prezzo medio/bottiglia all’origine aumentate del 3,1% e un prezzo sullo scaffale a +2,2% rispetto al primo semestre 2011. Vanno meglio i Docg (Franciacorta e Valdobbiadene) che i Doc (Prosecco e marchi leader del metodo classico). Il calo dei consumi nazionali si registra in tutti i canali, meno nelle aree tradizionali di produzione.

(Fonte: Osservatorio Economico Vini)

27 ottobre – 11 novembre 2012, Doc e Docg dei Colli Euganei in mostra a Luvigliano (PD)

Quando il gruppo Amici di Luvigliano, in provincia di Padova, decise di organizzare la prima mostra dei vini era la fine degli anni ‘60 e il vino lo si consumava ancora spillandolo dalle damigiane. Col passare degli anni sono comparse le prime bottiglie, le prime etichette scritte a mano o, nei casi più felici, con una Olivetti Studio.

Si festeggiano anche i 40 anni del Consorzio. Tempi di eroica spontaneità che negli a seguire hanno però rafforzato e caratterizzato questo tradizionale appuntamento con la produzione dei Colli Euganei. Al quale, con sempre maggior attenzione hanno guardato non solo i produttori che ne hanno fatto il loro punto di riferimento sul territorio per mettere in vetrina i loro vini ma anche per un crescente numero di appassionati ed estimatori dell’enologia Euganea. Una crescita continua, sia della qualità delle produzioni vitivinicole che de i favori del pubblico, confermata di anno in anno fino a questo 2012 che celebra la 43° edizione dal 27 ottobre prossimo all’11 novembre. Includendo nel fitto programma degli appuntamenti anche i festeggiamenti per il 40° compleanno del Consorzio Vini Doc Colli Euganei che, insieme al comitato promotore della Mostra, possono ben dire che il traguardo raggiunto è più che soddisfacente.

La mostra si tiene nella storica sede di Villa Pollini. Una meta cui si è giunti grazie ai vari presidenti del comitato della Mostra, da un lato e ai presidenti che si sono alternati alla guida del Consorzio. Non ultimi, i componenti del gruppo organizzatore nel quale si sono succedute generazioni di persone ispirate dagli stessi obiettivi: volontà, dedizione, amore per il proprio territorio, popolato da una schiera di produttori altrettanto convinti del valore delle loro vigne e dei loro vini. Veri protagonisti della 43° edizione della Mostra dei Vini di Luvigliano che apre ufficialmente il cartellone degli appuntamenti, sabato 27 ottobre alle 17,00, a Luvigliano di Torreglia (PD) nella storica sede di Villa Pollini. Scarica Qui il programma della manifestazione.

(Fonte: Consorzio Vini Doc Colli Euganei)

Tappi alternativi per i vini Dop e difesa del made in Italy agroalimentare, successi e proposte dei Vignaioli Indipendenti FIVI

La XIII Commissione Agricoltura ha accolto la proposta di FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, di inserire nel Decreto Ministeriale relativo alle “chiusure per i vini DOP” la possibilità di utilizzare tappi in materiali alternativi al sughero.

Tappo a vite già utilizzato dai competitor dell’Italia. La proposta è stata presentata personalmente dal Presidente FIVI Costantino Charrère in occasione della Pubblica Audizione del 14 gennaio 2010 presso la XIII Commissione Agricoltura. Al termine dell’iter legislativo, il 28 agosto scorso il DM è diventato esecutivo con la pubblicazione sul n. 200 della Gazzetta Ufficiale. FIVI aveva rilevato nel documento quanto fosse vitale un’apertura all’innovazione tecnologica da parte della Commissione Agricoltura sull’argomento “chiusure per i vini DOP”, per evitare di creare un forte svantaggio competitivo alle aziende vitivinicole italiane rispetto ai competitor provenienti dalle nazioni emergenti, ove il tappo a vite in particolare è utilizzato liberamente per tutti i prodotti. Grazie a FIVI d’ora in poi ogni singolo produttore potrà quindi scegliere se utilizzare tappi in sughero o tappi di altro genere, per tutti i suoi vini.

Sono utili i nuovi sistemi di sicurezza? I Vignaioli Indipendenti porteranno il loro contributo al Ministero delle Politiche Agricole in occasione della Pubblica Audizione sulla questione “Sistemi di sicurezza contro le contraffazioni dei prodotti agricoli e alimentari”, ovvero su quanto previsto dall’Articolo 59 bis della Legge n.134 del 7 agosto 2012 a tutela del Made in Italy. FIVI ha presentato, attraverso i parlamentari Onorevoli Fiorio, Trappolino e Sani, un’interrogazione al Ministro Catania (Politiche Agricole) e al Ministro Moavero Milanesi (Affari Europei) sui nuovi sistemi di sicurezza “realizzati dall’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato, basati prioritariamente su elementi elettronici o telematici…” previsti dall’Art. 59 bis e sui loro costi: il Comma 1 infatti disciplina che tali costi siano “a carico dei soggetti che si avvalgono dell’etichettatura”, quindi dei singoli produttori. I Vignaioli Indipendenti sottolineano come gli attuali controlli nel settore vitivinicolo siano più che sufficienti e già particolarmente onerosi. Evidenziano anche i costi aggiuntivi, difficilmente sostenibili dalle imprese (soprattutto le piccole e medie del settore vino, dotate di organizzazione artigianale). Costi che ricadrebbero poi inevitabilmente sui consumatori. FIVI di conseguenza ha chiesto al Ministro Catania di verificare la necessità di questi nuovi adempimenti e la convocazione di un tavolo di concertazione con associazioni di categoria e consorzi di tutela interessati.

(Fonte: FIVI)

Riaperta l’antica cantina dell’Abbazia benedettina di Praglia

Il territorio dei Colli Euganei è stato segnato dalla presenza quasi millenaria dell’Abbazia benedettina di Praglia. I monaci ne hanno bonificato le terre, disegnandone il paesaggio con lo sviluppo di colture particolari come la vite e l’olivo. E sabato 29 settembre scorso, presso l’Abbazia di Praglia a Teolo (Pd), è avvenuta l’inaugurazione dell’antica cantina a chiusura dell’intervento di restauro e a completamento di un percorso iniziato nei primi anni 2000, quando i monaci hanno ripreso lo sviluppo della viticoltura dentro ed attorno l’Abbazia (10 ettari circa).

La tradizione pragliese delle vigne e del vino vanta almeno otto secoli di storia. E la memoria di un interesse peculiare dei monaci di Praglia per vigne e vini, custodita in documenti antichi di quasi mille anni, è alla radice di un prodotto di qualità, che racconta al contempo una storia di vita e di “vite”. Nella cantina di Praglia si respira questa lunga storia, in cui l’antica arte del fare bene le cose s’incontra con esigenze e tecniche nuove, nella ricerca costante di risultati di valore. Nei 10 ettari attualmente coltivati a vigneto dentro e intorno alle mura dell’Abbazia, interamente a DOC, denominazione di origine controllata, trovano un posto privilegiato vitigni tradizionali come la Garganega, il Friularo e soprattutto il Moscato Fior D’arancio, tipico dei Colli Euganei, accanto alle varietà più comuni come il Merlot, il Cabernet, lo Chardonnay.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vignaioli indipendenti, sì al mantenimento dell’attuale normativa sui diritti d’impianto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota da FIVI (Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti).

Oggi, venerdì 21 settembre, si riunisce a Palermo il “Gruppo ad Alto Livello” creato dalla Commissione Europea per valutare le conseguenze della liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti prevista dalla OCM (Organizzazione Comune del Mercato), che entrerà in vigore nel 2016.

L’ abolizione dell’attuale collaudato sistema potrebbe creare fenomeni di “delocalizzazione produttiva” favorendo l’impianto dei vigneti in aree colturali non vocazionali, mettendo così inevitabilmente a rischio il capitale ambientale, paesaggistico, storico e culturale delle regioni viticole europee. E quindi il lavoro e l’impegno profuso da moltissimi Vignaioli.

Il NO di FIVI e CEVI (Confédération Européenne des Vignerons Indépendants) nasce dalla convinzione che l’Italia e l’Europa debbano salvaguardare il proprio patrimonio d’eccellenza senza cedere allo spauracchio dello squilibrio dei mercati. 
Un importante studio dell’AREV, Assemblée des Régions Européennes Viticoles, “sugli impatti socio-economici e territoriali della liberalizzazione dei diritti di impianto”, dimostra come l’assenza del sistema di regolazione degli impianti presso le aree vitivinicole concorrenti del Nuovo Mondo non ha in realtà permesso loro di evitare lo squilibrio del mercato. 
Invece il sistema dei “diritti di impianto” europeo non ha affatto bloccato lo sviluppo del “vigneto Europa”, anzi ha permesso la creazione di nuove superfici solo nelle regioni in cui gli sbocchi commerciali chiedevano crescita (Italia, Francia…).
Per queste ragioni FIVI e CEVI sono impegnate da tempo in una intensa opera di dialogo e sensibilizzazione trasversale nei confronti di tutti gli Europarlamentari Italiani presenti a Bruxelles.

 Per queste ragioni FIVI e CEVI ribadiscono il NO alla liberalizzazione senza regole ed il loro SÌ ad un nuovo sistema di gestione delle produzioni che dia giusta voce al mercato e anche a chi la vigna la impianta e la coltiva: il Vignaiolo italiano ed europeo.

Etichettatura degli allergeni, nuova normativa vitivinicola

La Commissione ha adottato nuove norme in materia di etichettatura degli allergeni nel settore vitivinicolo, a causa della scadenza della deroga dall’obbligo di etichettatura che era stato provvisoriamente concesso nel 2007. L’obiettivo è quello di informare più correttamente i consumatori dei rischi di possibili reazioni allergiche.

Le nuove regole sono in linea con le raccomandazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv). Ricordiamo che alcuni Paesi terzi, per esempio, Australia e Nuova Zelanda, hanno già norme simili in vigore. Le nuove norme si applicano ai vini prodotti in tutto o in parte da uve della vendemmia 2012 e si applicano ai vini europei e a quelli provenienti da paesi Terzi commercializzati dopo il 30 giugno 2012.

 I vini interessati alle nuove regole. Non tutti i vini saranno soggetti a queste nuove regole di etichettatura. Le esenzioni riguarderanno, infatti, i vini in cui le sostanze potenzialmente allergizzanti latte o uova (derivati ​​delle albumine e caseina in particolare) non sono utilizzati nel processo di vinificazione e i vini in cui nessuna traccia di sostanze allergeniche possono essere trovati nel prodotto finale, utilizzando, dopo il filtraggio e il travaso, criteri di analisi e rilevamento raccomandati dall’Oiv. I vini in cui i potenziali ingredienti allergenici rimangono presenti dovranno essere etichettati come “contenente” seguito da, per esempio, “uovo”, “ovoalbumina”, “latte” o “latte caseina”, se necessario, in diverse lingue. Al fine di dare l’informazione più chiara possibile per i consumatori, il regolamento stabilisce che l’etichetta può contenere anche un pittogramma singolo contenente la parola “anallergico” in tutte le lingue dell’UE. Gli operatori saranno in grado di adattare il pittogramma per soddisfare l’ingrediente che può rimanere presente nel vino e limitare il numero di lingue richieste per le informazioni obbligatorie.

(Fonte: Veneto Agrioltura Europa)

Fino al 20 ottobre, aperte le iscrizioni al Concorso Enologico Internazionale di Vinitaly (12-16/11/12)

Aperte da inizio settembre al 20 ottobre le iscrizioni al Concorso Enologico Internazionale di Vinitaly, in programma dal 12 al 16 novembre p.v. a Verona. Giunta alla XX edizione, la più importante, partecipata e selettiva competizione al mondo per i vini si presenta con molte novità.

1/Cosa cambia. La prima, già annunciata nel marzo scorso, riguarda il cambio di data: da evento immediatamente pre-Vinitaly il concorso è stato spostato a novembre per dare maggiore visibilità ai lavori e per offrire alle aziende vincitrici una finestra promozionale più ampia in vista dell’appuntamento primaverile con Vinitaly, in programma nel 2013 dal 7 al 10 aprile. Allo scopo, i vincitori di medaglia (Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro, Medaglia d’Argento e Medaglia di Bronzo) potranno richiedere, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di assegnazione del premio, l’autorizzazione a stampare un numero di etichette o bollini riportanti la distinzione “Concorso Enologico Internazionale 2012” pari alla quantità della partita da applicare sulle bottiglie contenenti il vino vincitore. I vini premiati, inoltre, saranno protagonisti di una serie di azioni promozionali per tutto il 2013.

2/Cosa cambia. Altra novità è il Premio Speciale “Denominazione di origine”, che verrà assegnato al vino di ogni denominazione di origine italiana con il miglior punteggio, purché superiore a 82/100 e a patto per ogni denominazione di origine abbiano partecipato almeno 40 campioni.  Il concorso vedrà la presenza dei più importanti giornalisti internazionali di settore, che lavoreranno nei panel di degustazione a fianco dei più qualificati enologi internazionali e italiani, per un totale di almeno 105 giurati, tanti sono stati quelli dell’edizione 2011 che hanno valutato 3.720 campioni provenienti da 1.000 aziende di 30 Paesi. Organizzato da Veronafiere – Vinitaly, il Concorso Enologico Internazionale è realizzato in collaborazione con Assoenologi e con il patrocinio del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, del ministero dello Sviluppo economico, dell’Oiv e dell’Union Internationale des Oenologues.

(Fonte: Veronafiere)