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Trentino, arrivano nuove varietà di vite da vino

Nuove varietà di vite da vino entrano nell’elenco delle varieta’ idonee alla coltivazione in provincia di Trento. Si tratta dei vitigni Saint Laurent, gia’ presente in alcuni vigneti trentini; Lagarino, Maor, Paolina e Verdealbara gia’ classificate per la provincia di Trento come ‘varieta’ in osservazione’. L’aggiornamento dell’elenco e’ stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta su proposta dell’assessore all’agricoltura Tiziano Mellarini.

Nomi in etichetta. Con altra delibera la Giunta ha individuato un primo elenco provvisorio delle menzioni ”vigna” depositato presso la Camera di commercio. Questi i toponimi o nomi tradizionali che seguono la menzione ”vigna” che i produttori sono autorizzati ad apporre in etichetta sui vini prodotti nella campagna vendemmiale 2011-2012: Rauten (Calavino), Toresella (Calavino), Forche (Cembra), Sausenti (Cembra), Forche (Faver), Nailam (Isera), Clinga (Lavis), Carbonera (Nogaredo), Servis (Pomarolo), Piaggiollo (Tenno), Vandrino (Tenno), Rio Romini (Vallarsa), Costa (Villa Lagarina) e Maso Romani (Volano).
(fonte Ansa.it)

Veneto leader nazionale per produzione ed esportazione di vino

Vino Veneto 2010, leader nazionale per produzione ed esportazione. Da una superficie vitata di 73.000 ettari, con 1,1 milioni di tonnellate di uva raccolte (+2% sul 2009), sono stati ricavati 8,3 milioni di ettolitri di vino con un aumento medio dei prezzi di vendita delle uve del 14%. La quantità esportata è stata pari a 540 milioni di Kg (+8,7% sul 2009) per un valore complessivo di 1.158 milioni di euro (+12,8%), pari al 30% circa del totale italiano esportato.

In Germania, Regno Unito e Stati Uniti oltre metà del vino esportato. Numeri importanti, analizzati dai tecnici di Veneto Agricoltura (ai quali si sommano le rilevazioni Istat fornite dal Sistema Statistico della Regione Veneto, elaborate dall’Università di Verona) presentati di recente al convegno sull’andamento agroalimentare veneto 2010. Più della metà del vino esportato è destinato a tre Paesi: Germania (33%), Regno Unito (13%) e Stati Uniti (11%) con gli ultimi due che registrano incrementi rispettivamente dell’8,6% e addirittura del 18,6% sul 2009. Guardando ai fatturati le quote di mercato cambiano. Germania leader con uno share del 24%, seguita da USA (16%), Regno Unito (11%) e Canada (9%). Buone in assoluto le valorizzazioni del Nord America e interessanti le prospettive.

Tra i Paesi “new entry” da citare l’Ungheria (+340%), la Cina (+155%), la Turchia (+127%) e gli Emirati Arabi (+86%). L’aumento delle vendite oltre confine acquista un significato ancora più particolare considerato il calo progressivo dei consumi registrati in Italia negli ultimi anni (-1,6% in quantità e -3,8% in valore nel 2010). Il vino esportato è per due terzi “tranquillo” venduto in contenitori di capacità inferiori ai due litri (66%), 25% il vino sfuso e 9% gli spumanti. Più della metà dell’export (53%) proviene dalla Provincia di Verona che a fronte di una produzione che da sola non supera il 38% del totale regionale conferma una particolare predisposizione al commercio estero. Seguono Treviso (21%), Venezia (11%), Padova (9%) e Vicenza (6%).

Tornando alla produzione 2010 da evidenziare come la vendemmia sia partita con 7-10 giorni di ritardo rispetto agli anni precedenti e che la gradazione zuccherina media è risultata leggermente inferiore (buona la forza acidica). Verona (38%) e Treviso (35,5%) le province regine per ettari di vigneti rispetto al totale veneto. La quota dei vini bianchi è aumentata del 7% su rossi e rosati grazie, soprattutto, al notevole ampliamento territoriale della DOC Prosecco. Significativo l’aumento dei vini DOC-DOCG (ovvero DOP in base alla nuova nomenclatura europea) che salgono dal 36 al 41%.

Prospettive 2011? Vendemmia anticipata di 15-20 giorni rispetto allo scorso anno, quantità probabilmente in calo, sanità e qualità delle uve buona. Sono queste le prime informazioni che emergono in vista del tradizionale appuntamento sulle previsioni vendemmiali nel nord est, promosso da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, in collaborazione con Regione Veneto e CRA-Vit di Conegliano. L’appuntamento si terrà a Legnaro (Pd) presso la Corte Benedettina il prossimo 3 agosto con inizio alle ore 9,30.

(fonte Veneto Agricoltura)

Vino, Italia raddoppia export in Russia ma Putin mette superdazi al Belpaese

Raddoppiano nel 2011 le esportazioni di vino italiano in Russia (+91 per cento) dove sono però scattati superdazi che rischiano di frenare la forte crescita dei consumi nel prodotto italiano. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al primo trimestre del 2011 che evidenzia come il Paese di Putin si sia classificato nel 2011 al terzo posto in Europa tra i principali mercati di sbocco del vino Made in Italy dopo Germania e Inghilterra ma davanti alla Francia.

Molto apprezzati gli spumanti. Un risultato – sottolinea la Coldiretti – dovuto anche alle ottime performance dei nostri spumanti che rappresentano in valore oltre un terzo delle esportazioni complessive di vino. I risultati positivi del Made in Italy rischiano però – continua la Coldiretti – di subire un drastico ridimensionamento nella seconda metà dell’anno per effetto dell’entrata in vigore da questa settimana di un superdazio che colpisce particolarmente la produzione nazionale e avvantaggia i concorrenti. In base alla nuova diposizione – spiega la Coldiretti – il livello di “custom profile” fissato per i vini italiani è pari a 3 dollari per litro: ciò si traduce in  1,60 euro per le bottiglie da 0,75 litri e 2,12 euro per quella da 1 litro. Cifre superiori a quelle predisposte per i vini francesi e spagnoli (1,22 euro al litro e 0,80 euro per la bottiglia da 0,75 litri). Gli effetti sul mercato russo dell’aumento dell’imposizione fiscale è stimato in un incremento pari al 30 per cento prezzi al consumo che non mancherà di avere effetti negativi sulle esportazioni Made in Italy. Una situazione sulla quale occorre fare immediata chiarezza per l’impatto economico del settore vitivinicolo ma anche – conclude la Coldiretti – per il ruolo da traino che svolge per l’intera economia Made in Italy all’estero.

(fonte Coldiretti.it)

Verso tre nuove Docg per l’enologia veneta

uve di Friularo

Con la vendemmia 2011, anche se anticipata dalle condizioni meteorologiche, in Veneto potrebbero arrivare tre nuove Denominazioni d’Origine Controllata e Garantita, che porterebbero a 14 le produzioni enologiche posizionate in cima alla scala dei riconoscimenti territoriali. Si tratta dei vini “Colli di Conegliano”, “Friularo di Bagnoli” e “Montello Rosso”.

I tempi. Il Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini ha infatti espresso parere favorevole sulle proposte formulate dal sistema produttivo, alla luce anche degli esiti delle pubbliche audizioni svoltesi nei giorni scorsi. Il Comitato ha altresì approvato le modifiche ai disciplinari DOC “Montello Colli Asolani” e “Bagnoli” o “Bagnoli di Sopra”. Il parere verrà ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale e, se nei prossimi due mesi non ci saranno osservazioni, le DOCG potranno venire ufficializzate a tutti gli effetti.

I vini. La Docg “Colli di Conegliano” comprenderà Bianco e Rosso (la cui base sono i moderni incroci Manzoni), Refrontolo Passito e Torchiato di Fregona. Il Rosso del Montello è un “bordolese” che dimostra la vocazione enologica del territorio di produzione: di eccellente fattura, è assolutamente concorrenziale con vini nazionali e mondiali che si richiamano ad uvaggi del medesimo genere. Il Friularo è un antico vino rosso del territorio padovano che si basa su un particolare biotipo del Raboso Piave, vitigno autoctono di antica tradizione veneta, rispetto al quale è incerto quale dei due sia il più antico.

(Fonte Veneto Agricoltura Europa)

Genius Vini: l’esperienza di Federvini, Unione Italiana Vini e Vinitaly al servizio del made in Italy

Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Genius Vini

Genius Vini, il Consorzio formato da Federvini, Unione Italiana Vini e Veronafiere/Vinitaly, ha eletto presidente il 6 aprile scorso, Lamberto Vallarino Gancia, già presidente Federvini; si affiancano a lui in veste di vicepresidenti Andrea Sartori, past president di Unione Italiana Vini, e Giovanni Mantovani, direttore generale Veronafiere, mentre  Gianni Bruno di Veronafiere è stato nominato direttore del Consorzio.

La mission di Genius Vini è di contribuire al potenziamento di tutto il comparto enologico sfruttando l’esperienza dei tre associati per la valorizzazione del made in Italy nel mondo. Il programma della prossima presidenza si focalizzerà su varie tematiche, tra le quali lo  sviluppo di un osservatorio a supporto delle analisi di mercato delle imprese per competere sui principali mercati del mondo, l’educazione del consumatore al bere responsabile attraverso lo sviluppo del “Wine Moderation”, la scoperta delle grandi opportunità connesse alle indicazioni geografiche legate al territorio e la promozione del Concorso enologico internazionale e del Concorso internazionale di packaging. Genius Vini si pone l’obiettivo di realizzare il collegamento tra le analisi di mercato e le attività create per educare il trade e i consumatori esteri verso il consumo del vino italiano, con l’intento quindi di avvicinare le aspettative esistenti tra produttori italiani e mercato reale dei Paesi esteri.

(fonte Veronafiere)

Da Avatar al bicchiere, microbiologia vs chimica, se ne parla venerdì 28 maggio 2011 a Nevesa della Battaglia (TV)

La microbiologia come strada alternativa alla chimica nella viticoltura, e non solo. Un “consorzio” di funghi, batteri, microbi iniettati nel terreno e utilizzati al posto dei fitofarmaci nella coltura della vite. Di micorrize, i consorzi microbiologici che si sviluppano intorno alla radice delle piante, si parlerà durante l’incontro organizzato venerdì 27 maggio p.v. dall’azienda vitivinicola Serafini e Vidotto nella cantina di Nervesa della Battaglia (TV) dal titolo: “L’importanza della microbiologia nella filiera produttiva della vite: da Avatar al bicchiere”. All’incontro saranno presenti Roberto Causin, professore associato Patologia Vegetale Università di Padova, Sergio Capaldo, responsabile scientifico zootecnico Slow Food e il Prof. Vincenzo Longo, ricercatore CNR.

La parola all’autorevole studioso Prof. Giusto Giovannetti, ricercatore microbiologo, direttore del Centro Colture Sperimentali di Aosta. L’uso del consorzio microbiologico della rizosfera (i microrganismi che vivono in simbiosi con le radici delle piante) per migliorare la salubrità dei prodotti alimentari nasce infatti da una ricerca del professor Giovannetti che da sempre si muove nell’ambito delle biotecnologie, a basso impatto ambientale per individuare una nuova frontiera sulle modalità di produzione agricola in grado di aumentare le potenzialità delle colture e bonificare i terreni agrari. La nuova sfida consiste nell’utilizzare in viticoltura le micorizze, sorta di “esercito” microbiologico “alleato” della radice, per stimolare il sistema di autodifesa della pianta, abbassando l’intervento della chimica e rendere possibile un nuovo sviluppo della filiera produttiva agricola allo scopo di migliorare la salubrità e la qualità dei prodotti alimentari.

La microbiologia potrà essere la chiave in grado di aprire nuove porte nel modo di fare agricoltura? Limitando l’uso della chimica sarà possibile ritrovare le radici di una nuova coscienza agricola? Sono solo alcune delle domande alle quali l’incontro rivolto agli addetti ai lavori, ma non solo, cercherà di dare risposta. Alla Serafini e Vidotto la sperimentazione nell’utilizzo delle micorrize da cinque anni è di casa. Due ettari e mezzo di vigneto di Cabernet Franc, Sauvignon e Merlot (i classici rossi del Montello) vengono coltivati con il metodo della filiera con micorrize. Il procedimento consiste nell’iniettare alle radici della vite un “consorzio” di microorganismi, ognuno con una propria funzione, per favorire  lo sviluppo nell’apparato radicale della pianta e  stimolare le autodifese. Il metodo, ad oggi in fase di ricerca e sperimentazione, ha permesso di ridurre l’impiego della chimica del 90%, semplicemente ricostruendo l’equilibrio che la natura avrebbe fatto da sola, prima dell’intervento della mano dell’uomo.

(fonte Serafini e Vidotto)

Boom della grappa in Russia e Regno Unito

Una bevuta...nell'acqua, foto di Filippo Piccinini, secondo arrivato al concorso 2011 Grappa Image

Calano i consumi in Italia ma l’export spalanca le porte alla grappa tanto da arrivare in ben 102 paesi del mondo con un valore di quasi 36.000.000,00 di euro e una crescita del 7% rispetto al 2009. Merito anche di una promozione efficace, come dimostra Grappa Image, evento che si tiene fino a stasera a Verona (Palazzo della Gran Guardia, ore 17.00 – 23.00) unisce fotografia d’autore e distillato simbolo dell’Italia.

Boom della Russia, ma a guidare le vendite è sempre la Germania. Dai dati forniti durante la conferenza stampa di Grappa Image, cresce a tre cifre la Russia con + 136%, seguita dal Regno Unito (+37,7%) e Francia ( + 30,7%). La Germania continua a guidare le vendite con circa il 50%  dell’intero mercato e un fatturato di 17.811.294 di euro, seguita dal 15% della Svizzera (6.708.322 euro) e dal 5% dell’Austria (1.654.270). Interessante è anche il prezzo medio, che va dai 5 euro della Germania ai 20,6 del Giappone, garantendo così un valore minimo interessante per le distillerie italiane.

Scatti d’autore di fotografi professionisti e non interpretano il distillato simbolo dell’Italia. Nonostante si sia appena chiusa la fiera del vino più importante in Italia, nella città scaligera si continua a parlare del distillato simbolo del nostro paese. Grappa Image, manifestazione voluta e ideata dall’Accademia della Grappa e delle Acquaviti con la collaborazione ed il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Comune di Verona ed Ente Verona Fiere, ha l’obiettivo di promuovere la grappa in Italia e all’Estero.  “In un mercato che segna il passo – afferma il Presidente dell’Accademia della Grappa e delle Acquaviti Roberto Castagner -. la grappa è pronta ad affrontare la sfida dell’export ma mancava uno strumento efficace. Abbiamo quindi chiesto al mondo della fotografia d’autore di realizzare un’immagine glamour capace di promuovere questo prodotto simbolo dell’Italia, come avvenuto nel settore della moda “. Fino a stasera, domenica 17 aprile, Grappa Image unirà la mostra fotografica alla degustazione di grappe offrendo un vero percorso polisensoriale.

(fonte Accademia della Grappa e delle Acquaviti)

Al convegno de L’Informatore Agrario: sì a vini a bassa gradazione alcolica ma senza alterare il profilo sensoriale

Dopo anni in cui la critica enologica favoriva vini strutturati, a fronte di un calo del consumo medio di vino in Italia sceso sotto i 40 litri pro capite, il mondo produttivo ha fatto sistema con il mondo della ricerca nel convegno “»Intorno ai 12°, vini a ridotto tenore di alcol, un’opportunità di mercato” organizzato de L’Informatore Agrario durante l’edizione del Vinitaly appena conclusasi. Le prospettive? Abbassare il grado alcolico per alcune tipologie di vini, agendo in vigna e/o in cantina, senza alterare il profilo sensoriale.

Il confronto tra produttori. “Per una fascia di consumatori che puntano a bere 2-3 bicchieri di vino durante il pasto l’abbassamento del grado alcolico a 12% vol è una scelta auspicata – ha commentato Giuseppe Martelli, direttore di Assoenologi. Altro discorso vale per i vini da meditazione, una categoria che mantiene le sue caratteristiche e viene apprezzata dal suo pubblico di riferimento se non scende sotto i 14% vol”. “Considerato che il vino dovrebbe essere abbinato al cibo e, quindi, caratterizzato da un grado alcolico sui 12,5% vol, dovremmo ripensare il vigneto Italia alla luce di quanto è stato fatto negli ultimi 20 anni – ha spiegato Angelo Peretti, giornalista e direttore Consorzio Tutela Bardolino, denominazione che nel giro di pochi anni ha recuperato smalto puntando sulle tipologie più fresche, vivaci e caratteristiche. Inventore della categoria “vinini”, i vini che esprimono un legame con il territorio di origine, con una buona bevibilità ma non banali, Peretti ha attribuito la responsabilità dell’elevata concentrazione di zuccheri nelle uve alle scelte di impostazione “bordolese” di realizzare vigneti fitti, basse rese per ettaro e di utilizzare cloni “sofisticati”.

“ll successo della bassa gradazione alcolica è condizionato dal fatto che il consumatore percepisca comunque la qualità organolettica dei vini – ha detto Lorenzo Biscontin, direttore marketing di Santa Margherita Gruppo Vinicolo. Le richieste di vini a minor grado alcolico giungono per lo più dalla ristorazione, preoccupata per la riduzione dei consumi di bianchi o rossi a pasto legata all’alcol test”. La sua opinione è che si possano fare buoni vini anche con 11-11,5% vol.
Christian Scrinzi, enologo del Gruppo Italiano Vini ha commentato: “Sono favorevole a ottenere vini a bassa gradazione nel caso di uve che lo siano già in natura, come Muller Thurgau, agendo sul terroir e in base alle varietà. Le tecniche in cantina le considererei di soccorso. Certe vendemmie tardive vanno ridimensionate”. In Trentino, Mario Pojer, che dal 1985 ha proposto un vino a 9,5%vol, punta da anni su vini a bassa gradazione alcolica: “Dopo la tendenza alla concentrazione, all’enfatizzazione di colori e tannini, è arrivato il momento di esaltare l’eleganza e la finezza con gradazioni più basse, che rendano i vini più freschi e bevibili”.

(fonte Edizioni L’Informatore Agrario)

Chiuso Enolitech 2011, tra le novità esposte la “vendemmiatrice intelligente”e il distributore alla spina di olio fresco

Enolitech, il Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e le tecnologie olearie appena conclusosi a Veronafiere in contemporanea al Vinitaly, conferma anche quest’anno la sua vocazione ad essere vetrina privilegiata delle aziende maggiormente orientate a investire in ricerca e innovazione tecnologica.

Tra le novità dell’edizione 2011, alcune si candidano a cambiare radicalmente il concetto di lavoro in alcune fasi della filiera del vino e in quella dell’olio. È il caso della nuova vendemmiatrice New Holland, in grado di scegliere i grappoli in base alla qualità (vigoria, acidità, zucchero, ecc.) e di vendemmiare dividendo le uve in due tramogge direttamente in campo. La nuova vendemmiatrice EnoControl è stata sviluppata in collaborazione con un’azienda di fama mondiale, la Marchesi Antinori, che vanta oltre 600 anni di tradizione nella produzione vinicola. La Marchesi Antinori sta già utilizzando queste macchine per la raccolta delle proprie uve. Successo anche per il primo distributore automatico di olio fresco al mondo della Olivicoltori Riuniti, un’iniziativa che consente, da una parte, un notevole risparmio per il consumatore e dall’altra un incremento del reddito degli olivicoltori. Il tutto  nel rispetto della qualità dell’olio extravergine di oliva.

(fonte Veronafiere)

Chiusa con successo l’edizione 2011 del Vinitaly, dall’anno prossimo la rassegna apre di domenica

Il 45° Vinitaly chiude quasi a 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri (+3% esteri sul 2010). Nelle giornate business (giovedì, venerdì e lunedì) l’afflusso di operatori ha registrato un incremento del 10%. «La top ten delle provenienze – dice Ettore Riello, presidente di Veronafiere – vede la Germania in testa, seguita da Stati Uniti e Canada, Regno Unito, Svizzera, Francia, Austria, Paesi dell’Est Europa con una forte presenza della Russia, Cina e Hong Kong».

Dal 2012 si inizia di domenica. «La crescita degli operatori internazionali – dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -, è un evidente segno della tendenza del mercato mondiale. Inoltre, nonostante i drammatici eventi che hanno colpito il Giappone è stata confermata la presenza dei buyer provenienti dal Sol Levante e Vinitaly in the World sta pensando a un’iniziativa particolare a favore del popolo giapponese, grande estimatore dei prodotti e della cultura made in Italy». Chiusa con successo l’edizione 2011, già si pensa a quella del 2012,  che cambierà  nei giorni di apertura, iniziando alla domenica per finire al mercoledì (1-4 aprile 2012) per dare ancora più spazio al business.

Su 891mila addetti in agricoltura, 210mila sono impiegati nella vitivinicoltura. Nel giorno di chiusura di Vinitaly, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha sottolineato l’importanza dell’agricoltura e della viticoltura per l’occupazione, tanto da rappresentare un dato in salute. «L’agricoltura e in particolare il settore vitivinicolo, secondo i dati Istat – ha specificato il ministro Sacconi – hanno registrato nel 2010 una crescita dell’1,9 per cento sull’anno precedente, un dato in controtendenza rispetto alle cifre generali». In particolare, ha messo in evidenza Sacconi, «su 891.000 addetti in agricoltura, 210.000 unità sono impiegate nella vitivinicoltura, per un segmento che nel suo complesso di filiera occupa 1 milione e 200.000 lavoratori». Uno dei meriti di questo trend positivo è senza dubbio riconducibile ai voucher, uno strumento maggiormente utilizzato nel Centro-Nord dell’Italia, «in grado di svolgere un compito efficace per quanto riguarda l’integrazione degli immigrati».

(fonti Veronafiere)