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“Giù le mani dal Serprino” il monito al Governo di Consorzio e sindaci dei Comuni dei Colli Euganei contro la modifica dell’etichettatura dei vini

Fa il verso ad una pubblicità che spopolava tempo fa,  il provocatorio video “Giù le mani dal Serprino“, girato dal Consorzio per la Tutela dei Vini dei Colli Euganei di concerto con i sindaci dei Comuni del territorio e con il supporto di associazioni di categoria e Regione, per chiedere a gran voce al ministero dell’Agricoltura di rivedere la modifica del decreto sull’etichettatura dei vini. Il rischio, infatti, è quello che il nome Serprino possa essere utilizzato da chiunque in Italia, privando i Colli di uno dei prodotti più identitari del territorio. 

Se passasse la bozza di decreto, infatti, sarebbe possibile produrre ovunque con le uve Glera e Pinella “spumanti generici” nelle categorie “Vino spumante”, “Vino spumante di tipo aromatico” senza Dop e Igp, con i sinonimi “Serprino” e “Pinello” utilizzati attualmente solo per designare vini della Doc Colli Euganei. “Il Serprino oggi è esclusiva dei Colli Euganei, è nostro e vogliamo tenercelo, salviamo le piccole eccellenze italiane” è il grido lanciato dal Consorzio, che ha raccolto unanime consenso nei social e tra tutti i padovani. 

 

Viticoltura. 7 varietà “resistenti” sono pronte a portare più sostenibilità nei vigneti trentini

Nermantis, Termantis, Valnosia e Charvir, le quattro varietà risultato del programma di miglioramento genetico della Fondazione Edmund Mach, unitamente alle tre cultivar Solaris, Souvignier Gris e Pinot Regina si presentano oggi al territorio trentino in tutte le loro caratteristiche e potenzialità, con un denominatore comune: la tolleranza a oidio e peronospora, le principali patologie della vite.

Queste cultivar sono state protagoniste in diretta streaming sul canale youtube della FEM dell’incontro conclusivo del progetto VEVIR coordinato dal Consorzio Innovazione Vite (CIVIT) con partner Fondazione Edmund Mach per gli aspetti scientifici e il mondo produttivo con Cavit, Mezzacorona, Cantina di Lavis e Cantine Ferrari. In base ai risultati di questo progetto, tra la 30 varietà di vite presenti sul mercato tolleranti a oidio e peronospora, queste sette si sono dimostrate particolarmente performanti in Trentino oltre a rappresentare un’opportunità per areali viticoli confinanti con aree sensibili, dove le limitazioni ai trattamenti fitosanitari rappresentano un grosso limite e nelle aree dove la meccanizzazione a causa della forte pendenza è impossibile.

I tecnici e i ricercatori della Fondazione Edmund hanno testato per tre anni dal punto di vista agronomico ed enologico oltre 30 varietà di vite resistenti presenti sul mercato. Le hanno attentamente studiate nei campi sperimentali dislocati in Piana Rotaliana, Vallagarina e Valsugana, per capire innanzitutto come si adattano a diverse altitudini e a diverse condizioni climatiche, ma valutandone anche la fenologia, la fertilità, la produttività, la tolleranza alle principali malattie fitosanitarie, il potenziale enologico rispetto a due varietà tradizionali: Chardonnay e Marzemino. 

All’incontro sono intervenuti in apertura il presidente di FEM e il vicepresidente di CIVIT. Il presidente FEM, Mirco Maria Franco Cattani  ha spiegato: “La collaborazione integrata di ruoli ed esperienze complementari, che sorregge il progetto VEVIR, ha prodotto un risultato estremamente positivo, perchè pienamente rispondente agli obiettivi previsti, in grado di fornire un valido supporto ai viticoltori ed agli operatori commerciali, armonizzando la produzione in campagna con le necessità urgenti di preservare la salubrità del territorio a beneficio di quanti lo abitano e frequentano. Per FEM è un’ ulteriore sprone nella propria missione di sostegno e affiancamento agli agricoltori, che è stata ragione della sua fondazione”. Fabio Comai, vicepresidente del Consorzio Innovazione vite, che avrà il compito di promuovere queste varietà tra i viticoltori, ha spiegato che il progetto ha dato molte soddisfazioni in quanto oltre a CIVIT sono state coinvolte le cantine del Trentino che hanno potuto sperimentare in prima persona i risultati raggiunti. Lorenzo Gretter, responsabile tecnico di CIVIT, ha evidenziato obiettivi e opportunità del progetto, Marco Stefanini ha parlato dell’attività di miglioramento genetico. Nell’intervento di Maurizio Bottura, Alberto Gelmetti, Michele Margoni, Bruno Mattè, Flavio Mattedi sono stati messi in luce i risultati agronomici delle varietà resistenti in Trentino; Duilio Porro e Stefano Pedò hanno portato l’attenzione sugli aspetti nutrizionali delle varietà resistenti. Infine, gli aspetti compositivi dei vini sperimentali ottenuti da varietà resistenti in Trentino sono stati messi in luce da Sergio Moser e Tomas Roman. L’incontro è stato moderato da Vincenzo Betalli del CIVIT. 

Fonte: Servizio stampa FEM

Al via l’evento Valpolicella Annual Conference, una due giorni digitale dedicata al gusto e al business del vino

Effetto Covid per i top 5 mercati della domanda di vino nel mondo: il 2020 restituisce un mercato globale in profondo rosso ovunque, con il top buyer Usa in calo dell’11,1% e l’emergente domanda cinese che affonda a -26,7%, con Germania e Uk che perdono circa il 4% e il Canada a -0,9%. In questo contesto, l’Italia limita le perdite e fa meglio della media mondo in aree chiave come gli Usa (-3,3%) e Germania (+1,1%). Sono i dati di base a fonte dogane elaborati da Nomisma Wine Monitor, sotto la lente alla Valpolicella Annual Conference, il nuovo evento 100% digitale del Consorzio di tutela della prima Dop di vino rosso in Veneto e tra le più importanti d’Italia, in programma venerdì 26 e sabato 27 febbraio con focus su mercati, politiche e strategie di posizionamento, ma anche tasting e approfondimenti sul futuro della denominazione, a partire dalla sostenibilità.

La due giorni. Secondo le anticipazioni di Nomisma Wine Monitor per il Consorzio, il Belpaese è riuscito a contenere le perdite (-2,9% nei primi 11 mesi a base Istat) grazie ad una parziale ma importante redistribuzione dei canali di vendita, con la rivincita della Gdo. E proprio il tema della multicanalità sarà al centro dell’appuntamento di apertura della 2-giorni, dedicato al futuro commerciale del vino tra ‘Gdo, horeca, e-commerce’ (26/2, ore 11.00), con i contributi di Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor; Francesco Scarcelli, responsabile alcolici Coop Italia; Paolo Zanetti, fondatore Callmewine; Alessandro Boga, specialist Wilson Daniels portfolio Italia; Luca Pizzighella, brand manager Signorvino, e Roberto Burro, docente di psicologia Università di Verona. All’analisi di dati e trend farà eco, in apertura della seconda giornata (27/2, ore 10.00), il punto di vista di istituzioni e filiera con il confronto sulle ‘nuove politiche a sostegno del mercato del vino italiano’, un dialogo tra Federico Caner, assessore Agricoltura Regione Veneto, Paolo De Castro e Herbert Dorfmann, entrambi membri della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, Giovanni Mantovani, direttore generale Veronafiere, Paolo Castelletti, segretario generale Unione italiana vini e Christian Marchesini, presidente Consorzio vini Valpolicella. Seguono (dalle ore 11.00) gli approfondimenti sul ‘posizionamento dei vini della Valpolicella sui principali mercati target’ (a cura di Denis Pantini) e la relazione sul ‘cambiamento climatico: le influenze in Valpolicella’ di Diego Tomasi, ricercatore Crea-Vit.

In primo piano anche le degustazioni, sempre in formato completamente digitale: sono 1200 i campioni di Amarone, Valpolicella e Ripasso che hanno raggiunto 25 Paesi e che ora sono pronti per essere “stappati” – rigorosamente live – dai 100 stakeholder (operatori del trade, wine specialist, Master of wine e stampa specializzata). Si parte venerdì (ore 14.00) con “Amarone della Valpolicella: come implementare bisogni e visione per il futuro”, una full immersion su appassimento e invecchiamento condotta da Wojciech Bonkowski, wine expert e giornalista, Enrico Nicolis, enologo, Maurizio Ugliano, professore dell’Università di Verona, e Jc Viens, Wset educator. Punta invece i riflettori sul Ripasso dopo la modifica del disciplinare nel 2019 il secondo appuntamento (26/2 ore 15.00) presentato da Michelle Cherutti-Kowal, Master of wine, Alessandro Bellotto, enologo e consulente Giotto Consulting, Tone Veseth Furuholmen, senior product manager Vinmonopolet As e Alberto Brunelli, enologo e consulente del Consorzio vini Valpolicella. In chiusura di giornata (ore 16.00), Alberto Ugolini, Sensory analyst e Wine Educator, Gabriele Gorelli, ceo Brookshaw&Gorelli, assieme ai due Master of wine Nick Bielak e Lin Liu, guideranno la degustazione sul Valpolicella con lo sguardo rivolto a futuro, tra rinnovamento e posizionamento in un mercato globale sempre più orientato ai vini “light-bodied”. Tutti i sette appuntamenti nel calendario della Valpolicella Annual Conference saranno trasmessi in diretta streaming sulla piattaforma Zoom e sui principali canali social del Consorzio (Facebook e Instagram).

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

 

Vendemmia 2020 in Veneto, ottima produzione sia in termini di quantità che di qualità

14 milioni di quintali di uva per oltre 11 milioni di ettolitri di vino, di cui l’80% a Denominazione, Veneto primo in Italia per produzione ed export: ecco i dati ufficiali definitivi dell’ultima vendemmia forniti lo scorso 23 dicembre in occasione del terzo e ultimo focus 2020 del Trittico Vitivinicolo, “storico” evento organizzato giocoforza online da Veneto Agricoltura con Regione e Avepa, che ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di operatori.

Sinergie. Nell’occasione, l’Assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner, ha ribadito l’importanza e la necessità di stringere un rapporto sempre più stretto tra agricoltura, nello specifico il comparto del vino, e il settore del turismo al fine di valorizzare e promuovere sempre più il territorio e le eccellenze agroalimentari che il Vento sa esprimere. Ma ha anche chiesto più collaborazione tra gli operatori del settore, tra loro e con la stessa Regione. Durante l’incontro, non si è discusso solo di vendemmia ma anche di export di vino veneto, dei mercati del vino, di vendite nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e sulle piattaforme online in questo periodo Covid, caratterizzato da lockdown e limitazioni di ogni tipo.

Complessivamente, la vendemmia 2020 – senz’altro molto positiva, in particolare per i vini rossi, in termini sia di qualità che di quantità, come hanno sottolineato Luca Furegon di Avepa e Nicola Barasciutti della Regione Veneto-Direzione Agroalimentare – ha prodotto nel Veneto 14.039.000 quintali di uva, una quantità superiore rispetto allo scorso anno (che era stata di 13,159 mln/q) e inferiore rispetto all’abbondante vendemmia del 2018 (16,409 mln/q). Di questi 14 milioni di quintali, ben 10 milioni (per l’esattezza 9,936 mln/q) sono DOC e DOCG e circa 3 mln/q  (2,921 mln/q)IGT, a conferma dell’altissima qualità ormai raggiunta dal vigneto veneto. La parte del leone come sempre l’ha fatta il Prosecco (un risultato che quasi non fa più notizia) con 4,241 mln/q di uva prodotta, segnando un balzo del +19,42% nel quadriennio 2017-2020 (+1,5% rispetto al 2019). Seguono a distanza siderale tutte le altre Denominazioni: Delle Venezie cioè il Pinot grigio (1,379 mln/q; +2,92% rispetto allo scorso anno); Conegliano-Valdobbiadene (1,005; -2,56%); Valpolicella (0,773; -14,30%); Soave(0,584; -22,51%); Garda (0,351; +15,13%); Venezia (0,343; -1,11%); Asolo Prosecco (0,285; +31,54%); Bardolino (255; +2,59%); Valdadige(0,153; +7.70%), ecc. Ricordiamo che l’elenco completo delle performance raggiunte nel 2020 dalle 21 Denominazioni venete sono disponibili, assieme a tutte le slide presentate questa mattina (superfici, export, ecc.) all’indirizzo internet: https://www.venetoagricoltura.org/evento/consuntivo-vendemmia-2020-e-focus-su-il-mercato-del-vino-veneto/

Relativamente alla superficie vitata, suddivisa per varietà, la Glera (Prosecco) si posiziona al primo posto con oltre 36.000 ettari coltivati, seguita da Pinot Grigio (16.147), Garganega (8.923), Corvina (7.050), Merlot (5.797) e tutte le altre. Come accennato, se la vendemmia 2020 nel Veneto è andata bene, altrettanto però non si può dire per l’export di vino che, come ha sottolineato Alessandra  Padoan della U.O. Sistema Statistico della Regione Veneto, a causa delle difficoltà dell’anno in corso, ha visto interrompersi la lunga e inarrestabile crescita che negli ultimi anni aveva portato la nostra Regione nelle prime posizioni della graduatoria mondiale dei Paesi esportatori, collocandosi infatti alle spalle di Italia, Spagna e Francia. In pratica l’export di vino veneto, dopo un primo trimestre 2020 positivo, ha subito un rallentamento, confermando comunque il Veneto prima Regione italiana esportatrice di vino (in valore: 1.574 mln/euro, il doppio di Piemonte e Toscana messe assieme).

Gdo. Tra lockdown e restrizioni di ogni tipo, la crisi per Coronavirus ha dunque colpito duro anche il comparto del vino che, però, ha trovato nella GDO un importante canale di vendita. Sull’argomento è intervenuto Francesco Scarcelli, responsabile del segmento vini e liquori di Coop Italia, che ha spiegato dettagliatamente perché la GDO ha registrato un andamento positivo relativamente le vendite di vino durante la pandemia. Anche il video con l’intervento di Scarcelli è disponibile all’indirizzo internet sopra segnalato. Interessante anche l’intervento di Fabrizio Gatto, buyer e consulente di importanti aziende vinicole che operano sui mercati internazionali, il quale ha ricordato che oggi i prodotti di fascia troppo bassa faticano sempre più ad imporsi sui mercati globali. Ritrovarsi nella fascia bassa dello scafale significa, per i produttori, squalificare i propri vini con pesanti conseguenze nel lungo termine. Alcuni dei marchi più importanti hanno totalmente abbandonato la GDO puntando solo sulla ristorazione perché “fa moda” ma, in periodi di crisi come questi, la GDO è stato l’unico canale di vendita che ha resistito, anzi che ha visto aumentare le vendite del 20%. Ne hanno così beneficiato i marchi che erano già presenti con etichette di fascia medio-alta, magari inseriti in vetrine speciali insieme a qualche champagne francese. Gatto ha anche chiesto maggiore collaborazione e meno provincialismo tra le realtà produttive italiane, nane in confronto ai grandi player internazionali del vino.

On line. Al focus di Veneto Agricoltura è intervenuta anche José Rallo, consigliere di amministrazione dell’Istituto per il Commercio con l’Estero e Amministratore delegato di Donnafugata, una delle più importanti aziende vitivinicole italiane. Nell’occasione, la manager ha ribadito l’importanza delle vendite online di vino, cresciute in tutto il mondo in maniera quasi esponenziale in questo 2020. Si pensi che in Cina l’e-commerce di vino è cresciuto quest’anno del 30%. Nel 2021 si stima che il Paese asiatico sarà superato dagli USA dove il valore medio di una bottiglia di vino è di 28 dollari, cifra che non ha bisogno di commenti. Si può vedere la registrazione dell’evento al seguente link:  https://venetoagricoltura-org.zoom.us/rec/share/4PBCafJg24l5lpFHMbE7key8PaEXfc1JgcqglWK_oZLxd8pAZJi9TCveddzRTA3W.VxRkR90d95hIJQPt digitando alla richiesta questo Passcode di accesso: 3YZc%K5=
(e si può scaricare il video).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vigneti e vini: bene il 2020 nel Veneto ma preoccupa la crisi per Covid-19

Il 2020 sarà ricordato come un anno infausto, ma non dai viticoltori veneti, protagonisti di un’ottima vendemmia, per la quale ci si prepara a fare il bilancio finale. In attesa di conoscere i dati analitici consuntivi, che saranno presentati da Veneto Agricoltura, Regione e Avepa il prossimo 23 dicembre (ore 10:30 sulla piattaforma ZOOM; iscrizioni su: https://trittico3_2020.eventbrite.it) in occasione del terzo focus del Trittico Vitivinicolo, gli esperti dell’Agenzia regionale anticipano in un nuovo Report (https://bit.ly/3gaX2VX) i dati riguardanti i prezzi delle uve raccolte e quelli di produzione complessiva, che per quanto riguarda l’uva hanno raggiunto i 13,8 milioni di quintali (+5,1% rispetto al 2019), di buona qualità, tanto da consentire la produzione di ottimi vini, in alcuni casi anche eccellenti, per i quali si stima un volume di 10,9 milioni di ettolitri (+5,6%), in controtendenza rispetto al dato nazionale che si è fermato a 46,6 milioni di ettolitri complessivi (-2% rispetto al 2019).

Il prezzo medio alla produzione dell’uva per l’intero Veneto è stato di 0,58 euro/kg, in linea con quello veronese (0,57 euro/kg), mentre a Padova la quotazione si è bloccata a 0,46 euro/kgTreviso continua a detenere la leadership regionale delle quotazioni medie delle uve con un valore d’acquisto di 0,71 euro/kg. Le uve DOC e DOCG hanno mantenuto maggiormente le variazioni con segno positivo, mentre per quelle IGT ha prevalso il segno meno.

Segnali preoccupanti giungono invece dal mercato dei vini, il cui contesto mondiale risulta “ingolfato” a causa della pandemia da COVID-19. La crisi che si è innescata fin dal primo lockdown ha infatti rallentato le vendite interne ma anche quelle internazionali. Di conseguenza, nelle cantine risultano in giacenza notevoli quantitativi di prodotto invenduto del 2019, che “fortunatamente” non deve fare i conti con i vini della la vendemmia 2020, come accennato non eccessivamente abbondante.

Anche la crescita esponenziale dell’export di vino veneto (e italiano), a cui eravamo abituati ormai da molti anni, paga le conseguenze di questo prolungato periodo di forti restrizioni. Si pensi che nei primi sei mesi di quest’anno è stato registrato, dopo tanto tempo, un calo del -3,6% delle vendite all’estero. Il nuovo DPCM “Natale” non aiuterà certamente a raddrizzare la situazione. Anche il tema dell’export di vino veneto sarà affrontato durante il focus del prossimo 23 dicembre.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Dalla Preistoria dei laghi di Revine al futuro delle Colline del Prosecco: la formazione in campo di Argav

foto Fabrizio Stelluto

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Ottima riuscita per la visita formativa, organizzata da Argav: all’indomani di un webinar con l’Associazione Pubblici Giardini dai sorprendenti contenuti d’interesse, una rappresentanza dei nostri iscritti ha svolto un educational in terra trevigiana, cominciando dal Parco Archeologico Didattico del Livelet realizzato nel 2007, grazie alla lungimiranza ed all’impegno di un comitato locale nonché al contributo dell’allora Amministrazione Provinciale, sulla riva occidentale del lago di Lago, in comune di Revine; la ricostruzione di un villaggio palafitticolo permette di avvicinarsi alla conoscenza degli insediamenti umani, che caratterizzarono l’area prealpina tra 6.000 e 3.500 anni fa. I 20.000 visitatori registrati nel 2019 stanno a dimostrare la valenza anche turistica della salvaguardia di un ambiente incontaminato, dove proseguono le ricerche archeologiche dopo i ritrovamenti nella vicina località di Calmaggiore di Tarzo.

soci Argav in visita al Parco Archeologico del Livelet (Foto Stelluto)

Sorprendente è stato anche l’ambiente del momento conviviale, vissuto nell’antica osteria “Al forno” di Refrontolo, uno dei locali più antichi della Marca Trivigiana e gestito da 160 anni dalla famiglia Piol. Premiato con la chiocciola Slow Food per l’attenzione alla cultura culinaria del territorio, ha presentato melanzane in saor, sformatino con fichi e speck, ravioli con speck e mirtilli accompagnati da burro fuso e profumo di cannella, bigoli in salsa; nei bicchieri il verdiso, alternativa locale a sua maestà, il prosecco.

i soci Argav visitano la cantina Perlage (foto Fabrizio Stelluto)

All’eccellenza enoica trevigiana è stata dedicata la parte pomeridiana della giornata; accompagnati da Ivo De Nardi, antesignano della vitivinicoltura biologica, ci si è dapprima recati, a Soligo, sulle colline del santuario di Collagu, i cui ciglioni (terrazzamenti inerbiti ricavati nella roccia) sono emblema della candidatura delle Colline del Prosecco a patrimonio Unesco; a seguire si è tornati in pianura per conoscere la realtà della viticoltura biodinamica. A concludere la giornata di approfondimento è stata la visita alla cantina biologica Perlage in Farra di Soligo, esempio di come la sostenibilità agricola possa ormai essere un importante plus anche sul mercato del vino; la degustazione di tre differenti tipologie di prosecco ha certificato l’ampio spettro qualitativo di un fenomeno enologico , esportato nel mondo.

Il prossimo appuntamento Argav sarà con l’Assemblea elettiva, in calendario sabato 24 Ottobre a Mestre (VE).

video del collega Mauro Poletto

10 ottobre 2020, i soci Argav nel Trevigiano per la visita al Parco del Livelet e alla cantina bio Perlage

Parco del Livelet

Nel rispetto delle normative anti Covid  Argav ha deciso di impegnarsi, affinché il distanziamento sia solo fisico e non anche sociale! Per questo, oggi, sabato 10 ottobre, saremo nella Marca per la visita al Parco del Livelet a Revine Lago e alla cantina biodinamica Perlage.

Programma. Ore 10.30: appuntamento al  Parco del Livelet a Revine Lago per un’introduzione ai valori archeologici, naturalistici e turistici della zona, condotta dalla responsabile delle guide locali; a seguire, visita al ricostruito villaggio palafitticolo. Ore 13, pranzo  al ristorante “Vecchio Forno” a Refrontolo. Ore 15 circa: sopralluogo ad uno degli scorci più suggestivi delle colline del Prosecco a Farra di Soligo e, guidati dal titolare, Ivo De Nardi, visita alla cantina biologica Perlage per una degustazione ed eventuale passeggiata alla conoscenza di un vigneto biodinamico.

Vino, mercato italia 2020 al giro di boa: +9% le vendite in gdo e +102% nell’e-commerce

I consumi di vino in Italia scontano gli effetti della pandemia da Covid-19 con la chiusura dell’Horeca. Al primo semestre, il bilancio che se ne trae è quello di uno “spostamento” consistente verso gli acquisti in GDO e online, cresciuti rispettivamente del 9% e 102% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ovviamente, alla luce dei diversi (e distanti) volumi movimentati da questi due canali nel panorama nazionale dei consumi di vino, si tratta di crescite il cui “peso” relativo va giustamente contestualizzato: basti infatti pensare che, pur a fronte di questo raddoppio, il rapporto a valori nelle vendite di vino tra e-commerce e GDO è ancora di 1 a 16.

Al di là di queste differenze, è indubbio lo sviluppo del canale on-line nelle vendite di vino, una dinamica che ha interessato maggiormente gli operatori del largo consumo rispetto ai “pure player”. Secondo una stima Nomisma Wine Monitor – Nielsen, nel primo semestre di quest’anno le vendite on line di vino dei retailer del largo consumo sono aumentate del 147% contro una crescita degli specializzati che si è “fermata” a un +95%, sebbene questi ultimi siano stati responsabili dell’83% delle vendite e-commerce di vino in Italia (sempre a valori).

“L’accelerazione impressa dalla pandemia nello sviluppo dell’online per le vendite di vino è innegabile. Anche nei prossimi mesi si assisterà a un consolidamento di tale canale, obbligando così i produttori a una maggior attenzione verso le nuove modalità di vendita. E’ alla luce di tale evoluzione del mercato che abbiamo avviato la collaborazione con Nielsen, al fine di realizzare congiuntamente nuovi strumenti di monitoraggio e analisi dei trend di consumo a supporto della filiera vinicola italiana ”, dichiara Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor. Sul fronte invece della Distribuzione a Libero Servizio (compresi discount), è interessante segnalare come le vendite di vino siano cresciute anche dopo il lockdown. In particolare, sempre secondo dati Nielsen, le vendite intercorrenti le otto settimane tra il 9 marzo e il 3 maggio sono aumentate del 6,7% a valori e del 9,7% a volumi, evidenziando un calo del prezzo medio di quasi il 3%. Nelle otto settimane successive (fino al 28 giugno, e quindi in periodo di post-lockdown), le vendite sono cresciute del 16,2% a valori e del 12,9% a volumi, mostrando all’opposto un aumento nei prezzi medi del 3%.

Ovviamente questo trend si è manifestato in maniera differente per le diverse categorie. In particolare, focalizzando l’attenzione alle otto settimane del lockdown, la preferenza degli italiani si è rivolta principalmente verso i vini fermi e frizzanti (+12,5% a valori rispetto allo stesso periodo 2019) e, all’interno di questa tipologia, verso i rossi (+14,9%). Al contrario, gli acquisti di spumanti (compreso lo Champagne) si sono ridotti – sempre a valori – del 19%, complice anche una Pasqua festeggiata all’interno della ristretta cerchia di conviventi tra le stesse mura domestiche.

Nelle otto settimane successive, il trend delle vendite è risultato positivo per entrambe le categorie, ma con gli spumanti in grande “spolvero”: mentre le vendite di vini fermi e frizzanti sono cresciute di un altro 13,9%, quelle di spumanti e Champagne hanno messo a segno un +27,5%, con in testa gli Charmat Secchi a guidare il recupero (+32,4%). “L’eCommerce si sta affermando come uno dei canali più prospettici per molte (ma non tutte) categorie di prodotti del Largo Consumo. Il vino è senza dubbio una di queste. Le sue vendite online mostrano un trend di crescita esponenziale che – con la pandemia da Covid-19 – si è consolidato ancora di più”.

Fonte: Nomisma Wine Monitor

Il Consorzio tutela Doc delle Venezie ottiene il riconoscimento del Ministero dell’Agricoltura

A nemmeno un mese dall’iscrizione della DOP nel registro eAmbrosia da parte della Commissione Europea, il Consorzio Pinot Grigio delle Venezie DOC ottiene finalmente dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) il riconoscimento ufficiale e l’attribuzione dell’incarico a svolgere le legittime funzioni di promozione, valorizzazione, tutela, vigilanza, informazione (di cui all’articolo 41, comma 1 e 4 della legge 12 dicembre 2016, n. 238 per la DOC “delle Venezie”).

In tempo per la vendemmia. Con il Decreto Ministeriale dell’11 agosto 2020 si è concluso rapidamente l’iter di richiesta del riconoscimento avviato lo scorso 23 luglio, arrivato, come auspicato dal Consorzio, in tempo per questa vendemmia che tra pochi giorni inizierà in alcune aree di produzione del Pinot Grigio delle Venezie. È solo nell’aprile del 2017 che viene formalizzata la nascita del Consorzio di Tutela, con la conseguente sostituzione della preesistente IGT e l’obbligo, dal 1° agosto 2018, di imbottigliare solo Pinot grigio Delle Venezie DOC. “Il presidente Albino Armani ha dichiarato: “Ora diventiamo ufficialmente soggetto attivo anche nell’ambito dei finanziamenti per la promozione e valorizzazione del Pinot grigio Delle Venezie DOC e potremo ripartire nel 2021 con un’offensiva decisa sui mercati mondiali. Questo ultimo traguardo, conseguito grazie all’impegno illuminato, la dedizione e la grande competenza di Bepi Catarin (scomparso di recente, ndr) premia il lavoro svolto in modo sinergico e coordinato dalle regioni Veneto e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Provincia Autonoma di Trento, al fine di tutelare e accrescere il valore della nostra filiera vitivinicola, che rappresenta il primo vino bianco fermo delle nostre esportazioni e una grande ricchezza del nostro sistema vitivinicolo nazionale”. Per l’anno prossimo il Consorzio punta non solo a rafforzare ulteriormente le posizioni acquisite sulle principali piazze di riferimento – tra cui UK e USA, animati da turbolenze legate ai temi Brexit e dazi che preoccupano la filiera – ma intende aprire una strada anche verso Paesi nuovi, dove il Pinot grigio delle Venezie è assente o marginalmente presente.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Pinot Grigio delle Venezie Doc

Vendemmia 2020, grandi aspettative

Quest’anno ci sono tutti i presupposti per un’ottima vendemmia, che nel Veneto potrebbe raggiungere i 13 milioni di quintali, ma il meteo dovrà dare una mano perché da qui in avanti l’uva ha bisogno di giornate di sole, giuste temperature e buone escursioni termiche tra il giorno e la notte. Nei giorni scorsi non è andata proprio così: le piogge abbondanti che hanno interessato tutto il Veneto non sono affatto servite all’uva che sta maturando sulla pianta. Gli operatori vitivinicoli attendono così la stabilizzazione del meteo e il veloce ritorno delle calde giornate d’agosto. Va comunque sottolineato che finora il vigneto veneto ha goduto complessivamente di una stagione climatica ideale, che tradotto significa uve quasi ovunque sane e limitate malattie nelle vigne, ma i viticoltori sanno bene che non è certo questo il momento di abbassare la guardia.

Le primissime stime di produzione dell’annata vitivinicola 2020 sono state in occasione del “46° Focus sulle previsioni vendemmiali nel Veneto, nelle principali regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna”, 2° evento del Trittico Vitivinicolo 2020 promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione, Avepa, Arpav e CREA-VE, svoltosi sulla piattaforma ZOOM a causa delle restrizioni per Covid-19 e che ha visto la partecipazione di quasi 130 persone (ricordiamo che l’intera registrazione dei lavori è disponibile sul profilo Facebook di Veneto Agricoltura; i video con la presentazione delle previsioni vendemmiali nelle diverse regioni italiane, in Francia e Spagna sono invece disponibili sul profilo YouTube dell’Agenzia; le slide su: www.venetoagricoltura.org).

In estrema sintesi. La situazione ad oggi nelle diverse aree vitivinicole del Veneto relativamente allo stato sanitario dei vigneti e alle previsioni di produzione quali-quantitative per i principali vitigni è stata analizzata da Diego Tomasi del CREA-VE supportato da Francesco Rech dell’ARPAV-Servizio Meteorologico relativamente all’andamento meteo del primo semestre. Il report completo, con i dati di Avepa e dei tecnici del team del Trittico, costituito da tecnici di cantine e consorzi, può essere scaricato dal seguente indirizzo internet: https://www.venetoagricoltura.org/wp-content/uploads/2020/08/Relazione-generale-2020.pdf

Belluno. Vigneto: buone le condizioni fogliari e dei grappoli. Uva: i parametri organolettici dei frutti sono interessanti sia per la gradazione zuccherina che per la pigmentazione già avanzata sulle uve bianche precoci, mentre è in fase iniziale sulle rosse. E’ stimata una buona acidità ed un complessivo buon quadro aromatico. La vendemmia, stante l’attuale andamento climatico, si annuncia anticipata di una decina di giorni. Le belle fasi di fioritura e allegagione, salvo imprevisti, prevedono un aumento della resa di produzione di circa il 10% rispetto al 2019. Si stima, inoltre, un ulteriore incremento del 10% dovuto all’aumento di superficie vitata produttiva.

Padova e Rovigo. Nel complesso l’annata 2020 potrebbe raggiungere un livello qualitativo medio-alto, molto però dipenderà dall’andamento climatico del prossimo periodo. La siccità primaverile ha reso ottimale la fase di impollinazione, mentre le piogge di giugno/luglio hanno favorito una buona maturazione dei grappoli che risultano carichi. Il loro numero sulla pianta risulta essere inferiore rispetto alla scorsa vendemmia, ma questo aspetto è compensato dalla notevole dimensione. Relativamente ai vitigni Glera e Moscato Giallo si prevede quest’anno una produzione in linea con quella del 2019. Per il Pinot Grigio è previsto un +10% in pianura, mentre si hanno rese più contenute in collina; la siccità e le piogge degli ultimi mesi hanno infatti portato la pianta ad investire sui grappoli, generalmente di maggior dimensione e peso. Relativamente al Merlot, si stima un calo -10/-12% (con una resa di circa 140 q/ha) rispetto al 2019 dovuto alla presenza di gemme ceche nella parte centrale degli archetti per le forme di allevamento Sylvoz e Capovolto. In provincia di Rovigo invece la produzione del Merlot è in linea con il 2019. Per il Raboso, nel 2020, nella la provincia di Padova la previsione produttiva della vendemmia 2020 è in linea con le produzioni 2019, mentre a Rovigo si segnalano produzioni abbondanti.

Treviso. Grazie alle ottimali condizioni meteo-climatiche fin qui registrate, a parte ovviamente le aree colpite da grandinate, si prevede in provincia di Treviso, principale polo vitivinicolo veneto assieme a Verona, una vendemmia con buona qualità uve. Per il vitigno Pinot Grigio si stima una riduzione di produzione del -15/-20% per effetto della scarsa fertilità delle gemme e di una approssimativa lignificazione dei tralci della precedente annata. Per il Glera si segnalano mediamente meno grappoli sulle piante ma gli stessi sono più pesanti, mentre la produzione è nella norma. Anche per Chardonnay e Pinot Bianco la produzione risulta essere nella norma, mentre per il Merlot dovrebbe essere in aumento del +10/+15% rispetto al 2019. Complessivamente si stima una produzione di 6.700.000 quintali di cui 6.000.000 di uve a bacca bianca e 700.000 a bacca nera. Va segnalato che i nuovi vigneti incideranno in modo marginale sulla produzione, considerato che nel 2019, rispetto al 2018, vi è stato un crollo di nuove superfici piantate.

Venezia. L’annata sembra essere buona, anticipata rispetto al 2019, con uve che presentano un alto valore in sostanze zuccherine. La produzione complessiva, allo stato attuale, sembra essere inferiore rispetto a quella del 2019, in particolare per il Pinot. Nello specifico il Pinot Grigio potrebbe avere un decremento del –10% rispetto al 2019, mentre Chardonnay e Glera un incremento rispettivamente tra il +5% e il 10% e del +5%. Le uve a bacca nera risultano essere nelle medie stagionali senza picchi né cadute di produzione. Non si segnalano particolari focolai di oidio e prenonospora. Anche nel veneziano l’entrata in produzione dei nuovi vitigni non incide significativamente sulla resa complessiva.

Vicenza. Essendo una vendemmia che si prospetta leggermente più tardiva rispetto agli ultimi anni, si presume che la maturazione delle uve possa avvenire in presenza di condizioni climatiche in grado di favorire caratteristiche compositive equilibrate a livello di bacca, favorite ad oggi dalla quasi totale assenza di particolari patologie fungine delle viti. Di conseguenza, sotto il profilo qualitativo si ritiene che la vendemmia 2020 possa raggiungere alti livelli. L’andamento meteo dei prossimi giorni sarà determinante per il buon prosieguo della stagione vegetativa. Sotto il profilo produttivo, l’imminente vendemmia potrebbe assestarsi su valori intermedi rispetto alle due precedenti campagne, mantenendosi in linea con la resa prevista dai disciplinari DOC. In linea di massima, rispetto al 2019, si stima per il Garganega e il Merlot un aumentano rispettivamente del +10% e del +5%, mentre Pinot Grigio e Glera potrebbero subire un calo rispettivamente -15% e del -10% rispetto al 2029. La produzione di Chardonnay, sempre rispetto allo scorso anno, dovrebbe invece rimanere invariata. Nell’area vicentina, l’incidenza dei nuovi impianti sulla resa complessiva è del 4%.

Verona. Considerato lo sviluppo vegetativo generale dei vigneti, il perfetto stato sanitario delle uve e, anche nelle zone collinari, l’assenza di stress da carenza idrica, si ritiene che l’aerea veronese – autentica locomotiva vitivinicola regionale assieme a Treviso – la vendemmia 2020 presenti tutti i presupposti per avere un elevato livello qualitativo delle uve, andamento meteo permettendo. Relativamente alle principali aree DOC scaligere si prevede una produzione di Pinot Grigio in calo del -20% rispetto al 2019; mentre per Chardonnay e altri vitigni precoci l’aumento dovrebbe essere del +5%; per il Soave e il Soave Classico si segnalano maggiori rispetto alla scorsa annata quantificabili tra il +10/+15%. Anche Bardolino e Custoza dovrebbero incrementare la produzione del +5/+10%, mentre Durello e Arcole del +10/+15%. Per quanto riguarda il Valpolicella, le rese massime del disciplinare produttivo saranno soddisfatte, tranne nelle aree che hanno subito pesanti grandinate (ricordiamo che nell’areale del Valpolicella classico nello scorso mese di giugno si è verificata una grandinata che ha distrutto parte delle produzioni e ad oggi non si hanno ancora le stime delle perdite). L’entrata in produzione dei nuovi vigneti interessa particolarmente il Pinot Grigio e i vitigni del Valpolicella, trapiantati in quantità importate prima dei blocchi di rivendica. L’incremento di resa rispetto al 2019 è stimato intorno al 10% ed è dovuto all’entrata in produzione dei nuovi vigneti e al favorevole andamento climatico.

Flessione sulle vendite causa lockdown. “Se la vendemmia 2020 fa ben sperare – ha ricordato in apertura dei lavori l’assessore all’Agricoltura del Veneto Giuseppe Pan– è altrettanto vero che poi il vino va venduto e, purtroppo, la crisi per Covid-19 non ha certo aiutato quest’anno il comparto e l’intera filiera. Dovrà essere compito di tutti, Regione Veneto inclusa, dedicarsi con forza ancora maggiore alla promozione nei mercati internazionali dei nostri vini di qualità. Per centrare questo obiettivo sarà però necessario operare in squadra, coinvolgendo quindi cantine, consorzi e Istituzioni”. Da parte sua, il Commissario straordinario di Veneto Agricoltura, Alberto Negro, ha ricordato quanto sia importante per il comparto vitivinicolo operare al fianco di tecnici preparati, in grado cioè di cogliere le sempre nuove esigenze del vigneto, determinate anche dai cambiamenti climatici. Come per altre produzioni agricole, anche la viticoltura dovrà sempre più puntare sulla ‘precisione agronomica’, e su questo fronte l’impegno di Veneto Agricoltura non mancherà, perché la ‘viticoltura di precisione’ rappresenterà sempre più un percorso irrinunciabile”.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura