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Mercoledì 24 agosto 2022, ore 10, previsioni vendemmiali on line di Regione Veneto e Veneto Agricoltura

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Quest’anno, l’annata vitivinicola sarà ricordata per le alte temperature e la scarsità di piogge, che nel Veneto si protrae ormai da molti mesi. Le precipitazioni degli ultimi giorni, a macchia di leopardo,, sono servite poco, tanto che anche alcuni vigneti dotati di irrigazione a goccia mostrano un elevato stress idrico e termico. Ciononostante, la vendemmia 2022 non dovrebbe deludere i produttori, ma molto dipenderà da cosa succederà sotto il profilo meteo nei prossimi giorni. Se ne parlerà in modo più dettagliato mercoledì 24 agosto (ore 10:00) in occasione del convegno on-line promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura, con Avepa, Arpav, Crea-VE e UVIVE, (si veda: https://trittico2.eventbrite.it).

Premessa. Nel Veneto, tutti i vitigni presentano un anticipo fenologico di circa 10-15 giorni rispetto al 2021, a conferma che ci troviamo di fronte ad una tra le annate più precoci del nuovo secolo, seconda solo alla vendemmia del 2003. Un altro aspetto caratterizzante l’annata in corso è dato dal fatto che le scarse precipitazioni hanno permesso una tranquilla azione di difesa del vigneto dalle principali malattie, con un ridotto numero di interventi anticrittogamici e insetticidi. Tradotto: uve più sane e ambiente più pulito. Al momento, tutti i vitigni regionali presentano una buona fertilità, data dal numero di grappoli per ceppo, ma il raggiungimento dei quantitativi previsti dai disciplinari di produzione DOC e DOCG dipenderà dall’andamento meteo dei prossimi giorni. Comunque la produzione di uva nel Veneto dovrebbe registrare un calo del 10-15% rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda invece la qualità delle uve (grado zuccherino, acidità, acido malico, acido tartarico, ecc.) al momento risulta essere sotto scacco del clima. Serve qualche pioggia ristoratrice, certamente, ma ricordiamo che in questa fase della stagione l’uva necessità per lo più di giornate soleggiate e notti fresche e arieggiate. Occorrerebbe dunque un mix equilibrato di precipitazioni, sole temperature non eccessive. Per i vitigni a bacca nera più tardivi (Cabernet Sauvignon, Raboso Piave e veronesi) sarà fondamentale l’andamento meteo-climatico di settembre (quindi c’è più tempo a disposizione) e se tutto andrà per il verso giusto sarà possibile avere un’ottima evoluzione delle uve e una grande qualità (maturità fenolica, acidità totale, pH, zuccheri, ecc.), ma per gli altri vitigni, in particolare per quelli aromatici (Riesling, Traminer, Moscati, ecc.) i giochi si fanno in questa fase della stagione ed è proprio per questo motivo che tutti i produttori vitivinicoli in questo momento sono tutti col naso all’insù a scrutare il cielo.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Calici di Stelle. Da oggi, venerdì 29 luglio e fino al 15 agosto, musica, cultura e sapori nei borghi, nei giardini e nelle più belle piazze d’Italia di 102 Città del Vino.

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A partire da oggi, venerdì 29 luglio, torna Calici di Stelle, la più importante manifestazione enoturistica dell’estate, in programma in tutta Italia fino al 15 agosto con decine di iniziative tra cantine, vigne e piazze delle Città del Vino. Quest’anno all’insegna dell’Eno-Astronomia sono previsti tanti appuntamenti e spettacoli per ammirare il cielo di notte, sorseggiando ottimi vini in buona compagnia. Calici di Stelle è un evento ultra ventennale promosso da Movimento Turismo del Vino e Città del Vino, associazione nazionale che aggrega oltre 460 Comuni a vocazione vitivinicola. Per tutta la durata della manifestazione gli enoturisti potranno contemplare l’osservazione guidata delle stelle grazie ai volontari dell’Unione Astrofili Italiani, associazione con la quale è stata rinnovata la collaborazione e che promuove l’evento inserendolo nel calendario delle “astro iniziative” della UAI, in abbinamento a “Le Notti delle Stelle”. Il programma completo delle 102 Città del Vino italiane sul sito www.cittadelvino.it

Fonte: Servizio stampa Città del Vino

 

Siccità e flavescenza dorata preoccupano il vigneto veneto, venerdì 17 giugno 2022, on line, il primo appuntamento del Trittico vitivinicolo

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Per il vigneto veneto l’annata 2022 sarà ricordata – almeno fino a questo momento – per le scarse precipitazioni, che in alcune aree stanno creando non poche preoccupazioni tra i produttori. Un’annata che richiederà grande attenzione da parte dei tecnici di campagna, che comunque in passato hanno già dimostrato di saper affrontare con alta professionalità situazioni ben più difficili. Fondamentale per una buona vendemmia sarà ovviamente l’andamento climatico da qui in avanti. “La situazione del vigneto veneto – sottolinea l’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner – è seguita con attenzione per l’importanza che il settore riveste nell’economia veneta. Le strutture tecniche regionali stanno monitorando lo stato dei vigneti e collaborano con le cantine e i consorzi di tutela fornendo le indicazioni più opportune per accompagnare lo sviluppo della coltura e contrastare le criticità. Confidiamo in un decorso meteorologico normale nelle prossime settimane e auspichiamo la scrupolosa osservanza dei consigli e delle prescrizioni che vengono fornite dagli esperti nei bollettini fitosanitari per conseguire positivi risultati in termini produttivi e qualitativi per i vini veneti. Le Istituzioni faranno la loro parte ma deve essere la responsabilità del sistema e di ogni singolo viticoltore compiere ogni azione per preservare il patrimonio produttivo regionale”.

Il punto sullo stato fitosanitario e vegetativo del vigneto veneto alla vigilia dell’estate, nonché la valutazione delle primissime stime di produzione e le indicazioni della Regione del Veneto per far fronte alla diffusione della flavescenza dorata sono in programma il prossimo 17 giugno (ore 10:00) in occasione del primo incontro dell’ormai storico Trittico Vitivinicolo promosso da Veneto Agricoltura, con Regione, ARPAV e UVIVE. L’appuntamento si svolgerà on-line sulla piattaforma Zoom (iscrizioni qui: https://1trittico2022.eventbrite.it/). Il focus sarà innanzitutto l’occasione per analizzare l’andamento meteo del primo semestre 2022 in rapporto alla coltura della vite (Francesco Rech di ARPAV) e verificare lo stato di salute del vigneto nelle diverse aree di produzione della nostra regione (Diego Tomasi in rappresentanza del sistema dei Consorzi di Tutela del Veneto). Come accennato, la Regione presenterà ai viticoltori i propri servizi in tema di lotta alla flavescenza dorata. Vediamo, in sintesi, come si presenta “in diretta” la situazione nei principali areali vitivinicoli regionali, ricordando che l’analisi dettagliata sarà effettuata nell’incontro on-line di venerdì 17 giugno.

Bardolino – Custoza. Nell’area di Bardolino e Custoza, l’annata 2022 si sta caratterizzando, fino a questo momento, per un andamento climatico molto asciutto, come del resto in tutto il Veneto. La primavera sarà ricordata tra le più siccitose degli ultimi anni. Ciò ha comportato un ritardo del germogliamento, comunque ottimo, uniforme e costante, di 5/6 giorni rispetto alla scorsa annata, recuperato successivamente grazie alla calda prima decade di maggio. Oggi la fase fenologica registra addirittura 3/4 giorni di anticipo. Le piogge, come accennato, sono state molto scarse, registrando punte di soli 12/13 mm negli eventi piovosi più importanti. Di conseguenza, la pressione delle malattie fungine, a cominciare dalla peronospora, non si è fatta sentire. Più importante invece risulta essere la presenza di oidio nelle varietà più sensibili, come la Cortese, ben contenuta però dai trattamenti antiparassitari. La grave carenza idrica, fin dal mese di aprile, ha costretto i viticoltori ad intervenire con l’irrigazione artificiale, soprattutto nei vigneti caratterizzati da terreni ghiaiosi.

Valpolicella. Anche in questo pregiato areale vitivinicolo veronese si segnala un germogliamento regolare iniziato nella prima decade di aprile, in ritardo di qualche giorno rispetto alla media storica. La fioritura è stata rapida, conclusasi in una settimana nell’ultima decade di maggio. Ad oggi, la fenologia media si presenta buona con acini della dimensione dei grani di pepe. La fertilità delle tre varietà principali (Corvina, Corvinone, Rondinella) risulta invece leggermente inferiore rispetto alle medie storiche varietali, ma in linea con l’annata 2021. Per quanto riguarda le patologie, la peronospora si è manifestata con qualche infezione dopo le piogge dell’ultima decade di maggio, ma grazie ai modelli previsionali è stata  gestita adeguatamente dai viticoltori. L’oidio invece, in particolare in collina, sta dando filo da torcere a tecnici e operatori, visto che nella fase fenologica di quarta/quinta foglia si è manifestato in più parti. Fortunatamente i viticoltori hanno saputo agire di anticipo arginando il temile fungo. Per quanto riguarda gli insetti, la tignoletta della vite ha avuto un volo abbastanza disturbato dovuto all’andamento meteo-climatico e alla fioritura molto veloce. Infine, si segnala la presenza a macchia di leopardo della prima generazione di adulti di erasmoneura vulnerata.

Vicenza. Anche nel vicentino, il germogliamento di quasi tutte le varietà di vitigni si è manifestato con una decina di giorni di ritardo, a causa dell’andamento climatico, che però è stato via via recuperato grazie alle alte temperature di maggio, tanto che la fioritura è giunta addirittura con una decina di giorni di anticipo rispetto alle medie storiche. Sotto il profilo fitosanitario preoccupa la presenza della flavescenza dorata. Pochi invece i casi segnalati di oidio e peronospora. Per quanto riguarda le previsioni di vendemmia, stante le cose, la raccolta delle varietà precoci, annunciate in quantità media e in linea con gli ultimi anni, dovrebbe iniziare attorno al 15-18 agosto. Il Pinot Grigio invece dovrebbe subire un leggero calo produttivo a causa delle difficoltà nella ripresa vegetativa. Relativamente alle varietà di uva a bacca bianca (in particolare la Garganega) ci si attende una quantità standard rispetto alla media storica; le uve a bacca nera in questo momento presentano invece una grande difformità: il Tai Rosso in particolare presenta situazioni non omogenee; per il Merlot si annuncia un’annata particolarmente felice.

Colli Euganei. Nei Colli Euganei la situazione in vigneto si presenta al momento buona, sia per la sanità delle uve che per la loro quantità. Le varietà precoci sono nella fase di pre-chiusura grappolo, le altre di ingrossamento acini. Relativamente alla peronospora, i pochi casi segnalati sono sotto controllo; meglio ancora va per l’oidio per il quale al momento non ci sono segnalazioni. Nei vigneti a conduzione biologica viene invece segnalato qualche caso di black rot (marciume della vite). La temuta flavescenza dorata viene monitorata con il controllo in campo delle piante sintomatiche e con la loro eventuale estirpazione. Per quanto riguarda la tignoletta della vite, sono state posizionate le trappole per il monitoraggio della seconda generazione. Ciò che più preoccupa i viticoltori dei Colli Euganei è la prolungata siccità: un inverno siccitoso seguito da una primavera caratterizzata da poche piogge di scarsa intensità stanno creando forti preoccupazioni tra i produttori.

Prosecco DOC. Nell’ampio areale del Prosecco DOC, il vigneto (si intende la varietà Glera) è giunto alla fine dell’allegagione-ingrossamento degli acini, fase che si presenta ottimale. I tecnici del Consorzio di Tutela ricordano che in questi giorni si rendono necessarie le operazioni di gestione della chioma con defogliature e cimature. Il livello produttivo si annuncia complessivamente buono, in linea con i rilievi effettuati sul territorio, ad esclusione di alcune aree grandinate che a fine maggio hanno subito danni significativi. Anche lo stato fitosanitario del vigneto si presenta complessivamente buono: le primarie di peronospora giunte in questo periodo hanno una bassa incidenza. Il principale problema è rappresentato invece dalla crescente presenza della flavescenza dorata, per la quale viene raccomandato ai viticoltori di effettuare un attento monitoraggio del vigneto per rimuovere tempestivamente le piante infette.

Conegliano-Valdobbiadene Prosecco DOCG. L’annata vitivinicola in corso non presenta, al momento, particolari difficoltà dal punto di vista fitosanitario, con esclusione del grosso problema della flavescenza dorata che obbliga i viticoltori ad estirpare le piante colpite, sostituite con nuove piante che ovviamente non entrano subito in produzione. La fertilità delle gemme viene definita “media” e i grappoli sono già giunti ad una fase avanzata di allegazione. Le alte temperature di questa anomala primavera, con punte oltre i 30 gradi, stanno caratterizzando la stagione, come pure le scarse precipitazioni che, non dovessero arrivare nei prossimi 10/15 giorni, potrebbero creare grosse difficoltà alla piante. Va poi ricordata la forte grandinata di fine maggio che ha colpito una fascia di 30 km dell’areale.

Veneto Orientale. Anche le aree del Lison-Pramaggiore, Piave e Venezia DOC reclamano la scarsità di precipitazioni che sta caratterizzando fino a questo momento l’annata 2022 in tutto il Veneto. Le basse temperature primaverili hanno ritardato la fase di germogliamento, ma fortunatamente alcune precipitazioni registrate tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio hanno garantito un po’ di ristoro all’apparato radicale delle piante. Allo stesso tempo, però, ciò ha messo alle viti un po’ di pressione fungina, che però grazie alla professionalità dei tecnici è stata ben controllata. Nella seconda e terza decade di maggio, temperature spesso sopra i 30 gradi e le scarse precipitazioni hanno di fatto bloccato la peronospora. Le alte temperature hanno inoltre garantito un recupero del ritardo iniziale anticipando di qualche giorno la fioritura e la successiva allegazione. Per questo motivo si prevede la raccolta delle varietà precoci, come il Pinot Grigio, attorno al 22-25 di agosto. Anche nel Veneto Orientale prosegue in questo periodo la lotta obbligatoria allo Scaphoideus titanus, vettore della flavescenza dorata, nonché l’attività di formazione attivata dal Consorzio stesso, d’intesa con il CREA, a favore dei propri associati in merito al rilevamento e al riconoscimento in campo degli stadi giovanili e a breve anche degli adulti di questo dannosissimo insetto.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura. Foto in alto di repertorio.

Vino: la Valpolicella duetta con l’Aida in Arena. Al via dal 17 giugno Amarone Opera Prima.

PROGRAMMA AMARONE OPERA PRIMA 19-20

Oltre 100 giornalisti accreditati di cui l’80% provenienti dall’estero e 40 cantine pronte a stappare sulle note della marcia trionfale dell’Aida. È l’istantanea di Amarone Opera Prima, l’evento straordinario e fuori stagione del Consorzio Vini Valpolicella in programma a Verona dal 17 al 20 giugno. Un’occasione speciale che sfida il tabù del calendario estivo per presentare il millesimo 2017 al di fuori della tradizionale collocazione dell’Anteprima a febbraio, portando in scena anche il sodalizio tra i due simboli della città scaligera nel mondo: l’Arena e l’Amarone.

Programma. Dopo il gala dinner del 17 giugno a Giardino Giusti riservato alla stampa (solo su invito), il cartellone di Amarone Opera Prima si apre il 18 giugno con due masterclass a Palazzo Verità Poeta (Vicolo San Silvestro, 6), per scoprire la versatilità del grande Rosso e le annate top che hanno contribuito al suo posizionamento in oltre 80 nazioni del globo. Si parte alle 11.30 con “Amarone 4wd, off the beaten track: diversi stili di Amarone abbinati a piatti di alta cucina di vari paesi del mondo”, un’iniziativa ideata con La Peca, il ristorante due stelle Michelin di Lonigo (Vi) e la narrazione del critico gastronomico e wine expert, Davide Scapin. Si prosegue poi alle 15.00, con la sessione “The boom generation: gli ultimi decenni dell’Amarone dalla sua escalation al successo mondiale”, condotta da JC Viens, italian wine ambassador e Wset educator. Per la stampa nazionale e internazionale da 20 nazioni – dagli Usa agli Emirati Arabi, dalla Corea del Sud al Canada fino a Israele, Singapore e ai principali mercati europei – la giornata si chiude in Arena per assistere all’Aida di Giuseppe Verdi, l’opera simbolo dell’anfiteatro romano sotto le stelle fin dalla sua prima edizione nel 1913. Domenica 19 giugno, Amarone Opera Prima si trasferisce al palazzo della Gran Guardia (piazza Bra), per la degustazione dell’Amarone 2017 (dalle 10 alle 17 per la stampa specializzata; apertura dei banchi delle aziende dalle 12.30 e dalle 16.00 fino alle 20.00 ingresso consentito anche a wine lover e operatori) e per la conferenza stampa sullo stato di salute della denominazione e il focus su “Amarone e i miti dell’ospitalità veneta, tra storia e leggenda” (dalle ore 11). Lunedì 20 giugno, ultimo giorno di Amarone Opera Prima, la manifestazione è aperta a pubblico e operatori dalle 10.00 alle 20.00.

Fonte: Servizio stampa Consorzio Vini Valpolicella

1000 bottiglie di vino a sostegno della Biblioteca “La Vigna”

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Per due anni hanno vendemmiato con uno scopo benefico: sostenere la Biblioteca Internazionale “La Vigna”. Sono i ragazzi del Rotaract Club Vicenza, un gruppo che riunisce giovani vicentini disponibili a mettere in pratica le proprie capacità a sostegno del territorio.

Tutto ebbe inizio nel 2020, quando venti giovani diedero origine ad un’originale iniziativa, la RotarHarvest, la prima vendemmia che promuove l’enologia vicentina, mirando a scopi benefici. “Con Rotarharvest produciamo con le nostre mani qualcosa di buono, che sapesse di convivialità e potesse contribuire a fare del bene” spiega il presidente Nicola Moro. Grazie alla collaborazione dell’azienda agricola Ca’ Duso di Costabissara, i ragazzi del Rotaract hanno creato un’edizione limitata dei vini Tai rosso (vendemmia 2020) e Pinot Grigio (vendemmia 2021) con il desiderio di devolvere il ricavato della vendita delle bottiglie alla Biblioteca “La Vigna” in un cerchio virtuoso che aiuti a coltivare la cultura.

I frutti di questa iniziativa verranno utilizzati per valorizzare al meglio gli spazi e le raccolte della Biblioteca “La Vigna”. “E’ un aiuto molto importante per la Biblioteca, un’istituzione che si configura come un unicum a livello mondiale per le raccolte librarie inerenti la viticultura e l’enologia, dichiarata nel 2020 di eccezionale interesse culturale dal Ministero per i beni e le Attività Culturali” spiega il presidente della Biblioteca Remo Pedon. Venerdì 27 maggio scorso,  il Presidente del Rotaract Nicola Moro ha consegnato il service al presidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna” Remo Pedon.  Durante l’evento si è svolta una conferenza con la partecipazione di Danilo Gasparini, presidente Consiglio Scientifico della Biblioteca “La Vigna”, che ha relazionato sui prodotti tipici vicentini, Nazareno Vicenzi, enologo responsabile area tecnica del Consorzio Pinot Grigio delle Venezie DOC che ha parlato del Pinot Grigio, Domenico Pedicelli, enologo consulente che ha trattato del Tai Rosso, Giacomo Crotta, presidente Slow Food Vicenza con un intervento su Slow Food e il vino. L’appuntamento è stato proposto come Living Lab del progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards FOOD2030”, a valere sul bando “FOOD 2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, “Cities 2030” vede tra i partner il Comune di Vicenza e tra i partner associati la Biblioteca “La Vigna”.

Fonte: Biblioteca La Vigna

Accordo tra FEM e l’Istituto di Bordeaux per sviluppare la ricerca in viticoltura ed enologia

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È stato siglato un accordo quadro tra la Fondazione Edmund Mach e l’ Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux (ISVV), due importanti realtà scientifiche che condividono un ruolo di eccellenza nella ricerca in materia viticola ed enologica con lo scopo di creare sinergie per affrontare le sfide di questi comparti a livello europeo. Il protocollo, siglato tra il direttore generale della FEM, Mario Del Grosso Destreri, e il direttore dell’Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux, prof. Alain Blanchard, è il risultato di due giorni di reciproche presentazioni dell’attività di ricerca dei due istituti, di visita ai laboratori e ai campi sperimentali di San Michele, di confronto scientifico condotto in tavoli di lavoro tematici, di pianificazione delle linee di ricerca da svolgere in collaborazione.

L’accordo spazia a 360° nei settori delle viticoltura e dell’enologia, senza trascurare le ricadute di tipo ambientale e sociale, come ha rimarcato il direttore dell’istituto francese, Alain Blanchard, dato che il settore vitivinicolo, sia in Italia che in Francia, porta con sé un indotto che è spesso trainante nelle economie e nelle società delle regioni produttive più importanti dei due paesi. La Fondazione Edmund Mach e l’Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux si trovano dunque, allineati, nel perseguimento di obiettivi comuni per promuovere la sostenibilità della filiera viti-enologica: dall’obiettivo della riduzione della chimica e degli apporti fitosanitari perseguito attraverso il monitoraggio delle principali fitopatie, lo studio dell’adattamento della vite ai cambiamenti climatici e alle diverse malattie e l’utilizzo di tecniche di genome editing, all’uso razionale delle risorse naturali passando al tema della tipicità e qualità del vino attraverso lo studio dei determinati chimici e sensoriali che contribuiscono a rendere un vino unico e di qualità. “Abbiamo l’onore di ospitare un’eccellenza internazionale di ricerca, istruzione superiore e sviluppo che raccoglie le sfide dell’industria vinicola di domani – ha spiegato il presidente FEM -. La complessità del mondo del vino ci unisce e di conseguenza ci porta ad agire con maggiore efficienza. Alla FEM la ricerca in ambito viticolo è di alto livello, arricchita da numerosi contatti con la professione vitivinicola, con gli attori del territorio e le loro richieste, e dall’istruzione e formazione e dal trasferimento tecnologico. Auspico pertanto che questa visita possa essere un punto di partenza per una proficua collaborazione, suggellata con la firma di un accordo quadro di cooperazione fra le nostre due prestigiose Istituzioni per rinsaldare i legami tra regioni vitivinicole di eccellenza”.

L’attività di ricerca in ambito viticolo-enologico è radicata nel DNA della FEM e risulta arricchita dai numerosi contatti con il mondo dei professionisti, dalle attività di trasferimento tecnologico e di istruzione e formazione. E proprio nel contesto dell’istruzione va sottolineato che fino 2019 i migliori diplomati del corso per enotecnici hanno svolto diversi stage nel Bordolese. A causa l’emergenza COVID-19 queste esperienze didattiche sono state sospese ma l’auspicio è di poter riprendere queste attività, proprio anche grazie alle nuove opportunità di collaborazione che questa visita anticipa. “Nei due giorni di visita della delegazione francese abbiamo approfondito i principali problemi che affliggono la viticoltura e l’enologia dell’intera Europa e abbiamo definito i contesti scientifici per realizzare soluzioni innovative nel rispetto della transizione ecologica e della sostenibilità ambientale ed economica – spiega il dirigente del Centro Ricerca e innovazione, prof. Mario Pezzotti-. L’obiettivo è collaborare in maniera proficua, sistemica e complementare, mettere insieme le forze, i materiali sperimentali e le competenze per fare massa critica ed affrontare uniti le sfide future”. Soddisfatto della visita anche il prof. Alain Blanchard: “La Fondazione Edmund Mach è un istituto che ha mostrato di essere all’avanguardia scientifica in Europa, con molteplici e importanti risultati ed interazioni in tutto il mondo; si tratta di rispondere alle necessità principali della viticoltura europea di oggi, includendo anche le questioni ambientali e volto ad assicurare la continuità di un sistema che è oggi reso fragile nei nostri rispettivi territori. Dunque oggi siamo qui per concludere un percorso di collaborazione di ricerca su progetti dalla viticoltura fino all’enologia, includendo anche gli aspetti sociali, ugualmente sottesi alla realtà della viticoltura nei nostri territori”.

Fonte: Servizio stampa FEM

Sabato 7 maggio, ore 11, a Venezia l’associazione Laguna nel Bicchiere presenta il vino “Radiosa Aurora”, nome di battaglia del partigiano-cineasta Mario Bernardo

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(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Domani, sabato 7 maggio, alle ore 11, Laguna nel Bicchiere, associazione che ha come obiettivo di rivelare il nascosto rapporto città-campagna di Venezia attraverso il recupero delle vigne, la salvaguardia di una tradizione e la protezione di un paesaggio originale pressoché sconosciuto, che i soci Argav hanno avuto modo di conoscere alcuni anni fa (link articoloospiterà nell‘isola di San Michele (Ve) la presentazione del vino Radiosa Aurora dell’azienda agricola Terre di Gaia.

Il vino è intitolato al partigiano Mario Bernardo, nato a Venezia nel 1919 e morto a Bieno (TN) nel 2019, paese materno in cui visse dal 2003, e che durante la resistenza scelse come nome di battaglia proprio “Radiosa Aurora”. Oltre ad essere partigiano, Bernardo fu anche un importante cineasta, svolgendo soprattutto il ruolo di direttore della fotografia in film di grandi registi, da Roberto Rossellini a Pier Paolo Pasolini, e per oltre vent’anni fu docente di tecnica della ripresa al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma. Durante la presentazione interverrà lo storico dell’IVESER (Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza) Marco Borghi, che collabora da anni con vari istituti culturali, sia a livello locale che nazionale, tra i quali si ricorda in particolare l’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Altro ospite all’evento di sabato sarà Carlo Montanaro, che parlerà della figura di Mario Bernardo nell’ambito del cinema. Montanaro è storico del cinema e proprietario dell’omonimo archivio, dove da anni raccoglie materiale cinematografico, specialmente relativo al pre-cinema. Oltre a numerose pubblicazioni su giornali e riviste, vanta anche la pubblicazione di alcuni saggi critici sulle tecnologie cinematografiche. Ulteriori info: lagunanelbicchiere.it

Da Vinitaly 2022 parte la candidatura Unesco della lavorazione delle uve della Valpolicella

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“Parte ufficialmente da Verona, dal Vinitaly, il cammino della candidatura a Patrimonio Immateriale Unesco della tecnica di appassimento delle uve della Valpolicella. Una grande opportunità in chiave di sviluppo della denominazione e del territorio, volano per le economie locali e di valorizzazione della tradizionale, inconfondibile e inimitabile tecnica di lavorazione.” In tutti questi anni non è mai stata riconosciuta una tecnica di vinificazione, per questo è una sfida, ma questo dossier rappresenta quello che Unesco richiede”. Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, è intervenuto alla presentazione della candidatura Unesco ospitata nello spazio espositivo regionale a Vinitaly. Assieme a Zaia, erano presenti il vice presidente Organo Esperti Mondiali Unesco, il professor Pier Luigi Petrillo, il Rettore dell’Università degli Studi di Verona, il professor Pier Francesco Nocini, con il presidente del Consorzio Valpolicella e il presidente Strade del Vino.

Tradizione millenaria tramandata di padre in figlio. “Con il professor Petrillo ho condiviso gran parte della mia storia da Ministro, lo definisco un enfant prodige dei provvedimenti in agricoltura che mi ha fatto innamorare della partita Unesco. Tra un anno conto di tornare al Vinitaly per celebrare il decimo sito Unesco del Veneto. Per Verona intendiamo candidare anche la Pesciara di Bolca, con il suo inestimabile patrimonio di fossili marini. Tante opportunità che vanno colte e che dimostrano la capacità del Veneto di guardare al futuro”, ha proseguito Zaia. L’unicità dei vini più prestigiosi della Valpolicella deriva dalla tradizionale tecnica dell’appassimento: le migliori uve, selezionate e vendemmiate rigorosamente a mano vengono messe a riposare sulle tradizionali “Arele” (graticci di canna di palude anticamente utilizzati per l’allevamento di bachi da seta) o in moderne cassette, all’interno dei cosiddetti “fruttai”; questo periodo dura circa tre mesi e in questa fase, di fondamentale importanza, le uve perdono tra il 30% e il 50% del proprio peso, concentrando gli aromi e tutti quegli elementi che rendono riconoscibili e inimitabili i grandi rossi del territorio.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Vinitaly 2022. Il vino rimane una categoria strategica per la Distribuzione Moderna, per cui gli aumenti attesi dopo Pasqua dovrebbero essere contenuti

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Il prezzo delle bottiglie di vino nei supermercati aumenterà di certo a causa della tempesta inflattiva, ma per capire l’entità degli aumenti bisognerà attendere le statistiche del dopo Pasqua. La Distribuzione Moderna (DM) cercherà comunque di ridurre al minimo gli aumenti previsti perché considera strategica questa categoria. Già nei primi mesi dell’anno ha evitato di ritoccare i prezzi a scaffale riducendo lo sconto medio per i consumatori, recuperando in questo modo marginalità. Ma la flessione delle vendite registrata nei primi mesi del 2022 non deve trarre in inganno: il 2021 era partito troppo bene per il canale della DM, favorita da un semi lockdown, e quindi il paragone con lo stesso periodo del 2022 è fuorviante. In ultima analisi, il canale della DM non solo si conferma primario nei volumi, ma prosegue in una costante qualificazione verso l’alto, vendendo sempre più bottiglie a denominazione d’origine, a un prezzo medio crescente. Per le strategie future, sia riguardo la composizione dello scaffale sia riguardo la definizione dei prezzi, questo canale avrà bisogno della massima collaborazione tra cantine e insegne distributive. E’ quanto è emerso dalla 18° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere, tenutasi a Vinitaly, che si chiude oggi, mercoledì 13 aprile, a Verona, e moderata da Luigi Rubinelli, cui hanno partecipato rappresentanti di Federvini e Unione Italiana Vini e rappresentanti delle insegne distributive, che hanno valutato i dati della ricerca “IRI per Vinitaly” presentati da Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI.

I consumatori sembrano prediligere sullo scaffale sempre più le bottiglie da 0,75 a denominazione d’origine. Il loro prezzo medio continua a crescere: 5,55 euro per la bottiglia da 0,75 nel 2021 (con un aumento del 4,1% sul 2020), per un valore complessivo di quasi 1 miliardo e mezzo di euro. I prezzi medi delle bottiglie che compaiono nella speciale classifica IRI dei vini a maggior tasso di crescita sono indicativi delle tendenze: una bottiglia di Lugana costa 7,42 euro, l’Amarone 17,68 euro, il Valpolicella Ripasso 7,22 euro, il Nebbiolo 6,70 euro, il Sagrantino 9,35 euro; il Brunello di Montalcino 20,44 euro, il Lagrein 7,18 euro. É vero anche che un supermercato non è un’enoteca e quindi lavora sui grandi volumi, ma anche il vino più venduto nella DM italiana, il Chianti spunta un prezzo medio di 4,09 euro a bottiglia, per un valore complessivo di circa 83 milioni di euro.

Un discorso a parte va fatto per gli spumanti: nel 2021 sono cresciuti a volume del 17,9% e a valore del 20,0%, un successo dovuto alla loro prepotente entrata nel rito degli aperitivi, dal sempre maggiore gradimento dei giovani, e dallo sdoganamento come vino da pasto. Bisognerà, anche in questo caso, attendere i dati di Pasqua, una ricorrenza importante per le bollicine, per capire se performance così rilevanti potranno essere, almeno in parte, mantenute. La crescita delle bollicine è certamente trainata dall’exploit del Prosecco, ma vendono bene anche Moscato, Fragolino, Asti, Brachetto. Da sottolineare anche il fenomeno crescente della spumantizzazione dei vini tipici, molto gradita dai consumatori: Vermentino, Passerina, Negroamaro, Garda, Falanghina, Grillo, Ribolla, Pignoletto, Muller Thurgau, Novebolle (Romagna doc), Pecorino, Gewurztraminer, Fior d’Arancio (Colli Euganei doc) ed altri.

Prezzi. Nel corso della tavola rotonda Benedetto Marescotti, rappresentante di UIV Unione Italiana Vini (e direttore Marketing di Caviro) è intervenuto sulla questione dei prezzi: “Serve condivisione e collaborazione tra Produttori e Trade, una filiera vera dalla vigna alla tavola. Possiamo affrontare l’attuale crisi inflattiva solo in trasparenza, a garanzia del settore produttivo, della distribuzione e certamente non ultimo, dei consumatori”. Per Carrefour ogni decisione futura dovrà tener conto che la categoria dei vini è strategica, come ha sottolineato Gianmaria Polti, responsabile Beverage, Carrefour Italia: “Vogliamo continuare nel percorso di miglioramento dell’offerta per i nostri clienti sia per quanto riguarda la selezione che la promozione delle cantine e dei nostri prodotti a marchio, in una categoria che per Carrefour resta strategica”. Preoccupazione, ma anche ottimismo, sono stati espressi da Mirko Baggio, rappresentante di Federvini (e responsabile Vendite Gdo Italia di Villa Sandi SpA): “Dopo Pasqua l’inflazione si farà sentire nel comparto vino e spumanti, ma la forte crescita che hanno avuto nel 2021 le tipologie nel segmento premium fa ben sperare e ci fa pensare che un riposizionamento di tutto il comparto sia necessario per compensare gli elevati aumenti che ci sono stati per la materia prima vino e per i materiali secchi”. Sugli aumenti dei nuovi listini è intervenuto Francesco Scarcelli, responsabile Beverage di  Coop Italia: “La vera incognita sull’andamento del mercato riguarderà i prossimi mesi quando i nuovi listini andranno a scaffale, contestualmente al calo del potere di acquisto del consumatore finale, agli aumenti dei materiali di packaging e dei costi energetici e alle conseguenze sociali e economiche che il conflitto Russia/Ucraina sta generando: tutto questo porterà inevitabili effetti sulle vendite con una contrazione dei volumi.”

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

I Colli Euganei a Vinitaly 2022, tra degustazioni e pubblicazioni sulla biodiversità

uva colli euganei

Anche sui Colli Euganei, in provincia di Padova, i produttori del territorio, capitanati dal Consorzio Vini Euganei. si preparano a sbarcare alla 54^ edizione di Vinitaly, in programma dal 10 al 13 aprile a Veronafiere. Oltre alla collettiva ospitata presso lo stand del Consorzio, che conta circa venti aziende tra coespositori e aziende a bancone, ci sono poi molte altre realtà euganee presenti in fiera, chi con proprio stand, chi ospite di altre aggregazioni per un totale di quasi 40 aziende.

Degustazioni guidate. “La partecipazione in presenza al salone internazionale del vino e dei distillati è un’opportunità che i Colli Euganei non vogliono perdere – commenta il presidente del Consorzio Marco Calaon – Dopo il blocco agli eventi imposto dall’emergenza sanitaria, ora i vignaioli e i brand tornano in campo per raccontare una storia fatta di cura, tempo e territorio, ma anche per fare business approfittando della presenza di ospiti e buyers internazionali alla fiera”. Per dare voce alle peculiarità di un territorio vocato alla viticoltura, sono in programma due degustazioni guidate da Francesco Saverio Russo, blogger e comunicatore del vino, ospitate nello stand del Consorzio (PAD 5, STAND E7). La prima – lunedì 11 aprile alle 11 – è dedicata ai bianchi e rivela “L’armonica aromaticità del Moscato Secco nei Colli Euganei come espressione contemporanea di territorio“; la seconda – martedì 12 aprile alle 15 – gioca di rosso e invita a scoprire “Il Merlot come traduttore d’eccellenza delle macroaree dei Colli Euganei“. (I posti sono limitati – info e prenotazioni whatsapp 345.7064681).

Oltre alle degustazioni, un appuntamento di tenore accademico completa il programma; lunedì pomeriggio è prevista la presentazione della pubblicazione a firma della neonata Associazione Graspo: “Biodiversità viticola, vitigni del passato per i vini del futuro”, un compendio sulle vecchie varietà presenti nel Veneto con un focus nel padovano. L’associazione ha raccolto e selezionato una notevole quantità di tipologie di uva, patrimonio originario e originale dei territori Veneti, con profili organolettici preziosi nell’ottica del contrastare le conseguenze del riscaldamento climatico in viticoltura. “Sui Colli Euganei la viticoltura ha contribuito a plasmare il territorio, integrandosi con boschi e prati nativi, questa riscoperta delle vecchie varietà, da parte sia della ricerca scientifica che da parte delle aziende, è di nuovo il segnale che la rotta euganea viaggia decisa sul binario della sostenibilità” conclude Calaon.

Fonte: Consorzio Vini Euganei