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Vinitaly 2022. Il vino rimane una categoria strategica per la Distribuzione Moderna, per cui gli aumenti attesi dopo Pasqua dovrebbero essere contenuti

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Il prezzo delle bottiglie di vino nei supermercati aumenterà di certo a causa della tempesta inflattiva, ma per capire l’entità degli aumenti bisognerà attendere le statistiche del dopo Pasqua. La Distribuzione Moderna (DM) cercherà comunque di ridurre al minimo gli aumenti previsti perché considera strategica questa categoria. Già nei primi mesi dell’anno ha evitato di ritoccare i prezzi a scaffale riducendo lo sconto medio per i consumatori, recuperando in questo modo marginalità. Ma la flessione delle vendite registrata nei primi mesi del 2022 non deve trarre in inganno: il 2021 era partito troppo bene per il canale della DM, favorita da un semi lockdown, e quindi il paragone con lo stesso periodo del 2022 è fuorviante. In ultima analisi, il canale della DM non solo si conferma primario nei volumi, ma prosegue in una costante qualificazione verso l’alto, vendendo sempre più bottiglie a denominazione d’origine, a un prezzo medio crescente. Per le strategie future, sia riguardo la composizione dello scaffale sia riguardo la definizione dei prezzi, questo canale avrà bisogno della massima collaborazione tra cantine e insegne distributive. E’ quanto è emerso dalla 18° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere, tenutasi a Vinitaly, che si chiude oggi, mercoledì 13 aprile, a Verona, e moderata da Luigi Rubinelli, cui hanno partecipato rappresentanti di Federvini e Unione Italiana Vini e rappresentanti delle insegne distributive, che hanno valutato i dati della ricerca “IRI per Vinitaly” presentati da Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI.

I consumatori sembrano prediligere sullo scaffale sempre più le bottiglie da 0,75 a denominazione d’origine. Il loro prezzo medio continua a crescere: 5,55 euro per la bottiglia da 0,75 nel 2021 (con un aumento del 4,1% sul 2020), per un valore complessivo di quasi 1 miliardo e mezzo di euro. I prezzi medi delle bottiglie che compaiono nella speciale classifica IRI dei vini a maggior tasso di crescita sono indicativi delle tendenze: una bottiglia di Lugana costa 7,42 euro, l’Amarone 17,68 euro, il Valpolicella Ripasso 7,22 euro, il Nebbiolo 6,70 euro, il Sagrantino 9,35 euro; il Brunello di Montalcino 20,44 euro, il Lagrein 7,18 euro. É vero anche che un supermercato non è un’enoteca e quindi lavora sui grandi volumi, ma anche il vino più venduto nella DM italiana, il Chianti spunta un prezzo medio di 4,09 euro a bottiglia, per un valore complessivo di circa 83 milioni di euro.

Un discorso a parte va fatto per gli spumanti: nel 2021 sono cresciuti a volume del 17,9% e a valore del 20,0%, un successo dovuto alla loro prepotente entrata nel rito degli aperitivi, dal sempre maggiore gradimento dei giovani, e dallo sdoganamento come vino da pasto. Bisognerà, anche in questo caso, attendere i dati di Pasqua, una ricorrenza importante per le bollicine, per capire se performance così rilevanti potranno essere, almeno in parte, mantenute. La crescita delle bollicine è certamente trainata dall’exploit del Prosecco, ma vendono bene anche Moscato, Fragolino, Asti, Brachetto. Da sottolineare anche il fenomeno crescente della spumantizzazione dei vini tipici, molto gradita dai consumatori: Vermentino, Passerina, Negroamaro, Garda, Falanghina, Grillo, Ribolla, Pignoletto, Muller Thurgau, Novebolle (Romagna doc), Pecorino, Gewurztraminer, Fior d’Arancio (Colli Euganei doc) ed altri.

Prezzi. Nel corso della tavola rotonda Benedetto Marescotti, rappresentante di UIV Unione Italiana Vini (e direttore Marketing di Caviro) è intervenuto sulla questione dei prezzi: “Serve condivisione e collaborazione tra Produttori e Trade, una filiera vera dalla vigna alla tavola. Possiamo affrontare l’attuale crisi inflattiva solo in trasparenza, a garanzia del settore produttivo, della distribuzione e certamente non ultimo, dei consumatori”. Per Carrefour ogni decisione futura dovrà tener conto che la categoria dei vini è strategica, come ha sottolineato Gianmaria Polti, responsabile Beverage, Carrefour Italia: “Vogliamo continuare nel percorso di miglioramento dell’offerta per i nostri clienti sia per quanto riguarda la selezione che la promozione delle cantine e dei nostri prodotti a marchio, in una categoria che per Carrefour resta strategica”. Preoccupazione, ma anche ottimismo, sono stati espressi da Mirko Baggio, rappresentante di Federvini (e responsabile Vendite Gdo Italia di Villa Sandi SpA): “Dopo Pasqua l’inflazione si farà sentire nel comparto vino e spumanti, ma la forte crescita che hanno avuto nel 2021 le tipologie nel segmento premium fa ben sperare e ci fa pensare che un riposizionamento di tutto il comparto sia necessario per compensare gli elevati aumenti che ci sono stati per la materia prima vino e per i materiali secchi”. Sugli aumenti dei nuovi listini è intervenuto Francesco Scarcelli, responsabile Beverage di  Coop Italia: “La vera incognita sull’andamento del mercato riguarderà i prossimi mesi quando i nuovi listini andranno a scaffale, contestualmente al calo del potere di acquisto del consumatore finale, agli aumenti dei materiali di packaging e dei costi energetici e alle conseguenze sociali e economiche che il conflitto Russia/Ucraina sta generando: tutto questo porterà inevitabili effetti sulle vendite con una contrazione dei volumi.”

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

I Colli Euganei a Vinitaly 2022, tra degustazioni e pubblicazioni sulla biodiversità

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Anche sui Colli Euganei, in provincia di Padova, i produttori del territorio, capitanati dal Consorzio Vini Euganei. si preparano a sbarcare alla 54^ edizione di Vinitaly, in programma dal 10 al 13 aprile a Veronafiere. Oltre alla collettiva ospitata presso lo stand del Consorzio, che conta circa venti aziende tra coespositori e aziende a bancone, ci sono poi molte altre realtà euganee presenti in fiera, chi con proprio stand, chi ospite di altre aggregazioni per un totale di quasi 40 aziende.

Degustazioni guidate. “La partecipazione in presenza al salone internazionale del vino e dei distillati è un’opportunità che i Colli Euganei non vogliono perdere – commenta il presidente del Consorzio Marco Calaon – Dopo il blocco agli eventi imposto dall’emergenza sanitaria, ora i vignaioli e i brand tornano in campo per raccontare una storia fatta di cura, tempo e territorio, ma anche per fare business approfittando della presenza di ospiti e buyers internazionali alla fiera”. Per dare voce alle peculiarità di un territorio vocato alla viticoltura, sono in programma due degustazioni guidate da Francesco Saverio Russo, blogger e comunicatore del vino, ospitate nello stand del Consorzio (PAD 5, STAND E7). La prima – lunedì 11 aprile alle 11 – è dedicata ai bianchi e rivela “L’armonica aromaticità del Moscato Secco nei Colli Euganei come espressione contemporanea di territorio“; la seconda – martedì 12 aprile alle 15 – gioca di rosso e invita a scoprire “Il Merlot come traduttore d’eccellenza delle macroaree dei Colli Euganei“. (I posti sono limitati – info e prenotazioni whatsapp 345.7064681).

Oltre alle degustazioni, un appuntamento di tenore accademico completa il programma; lunedì pomeriggio è prevista la presentazione della pubblicazione a firma della neonata Associazione Graspo: “Biodiversità viticola, vitigni del passato per i vini del futuro”, un compendio sulle vecchie varietà presenti nel Veneto con un focus nel padovano. L’associazione ha raccolto e selezionato una notevole quantità di tipologie di uva, patrimonio originario e originale dei territori Veneti, con profili organolettici preziosi nell’ottica del contrastare le conseguenze del riscaldamento climatico in viticoltura. “Sui Colli Euganei la viticoltura ha contribuito a plasmare il territorio, integrandosi con boschi e prati nativi, questa riscoperta delle vecchie varietà, da parte sia della ricerca scientifica che da parte delle aziende, è di nuovo il segnale che la rotta euganea viaggia decisa sul binario della sostenibilità” conclude Calaon.

Fonte: Consorzio Vini Euganei

Ricerca “IRI per Vinitaly”, nella classifica dei vini più venduti nella Gdo, Lugana (Veneto/Lombardia), Amarone e Valpolicella Ripasso tra gli “emergenti”, continua la scalata del Prosecco (+22%)

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Le date di Vinitaly 2022 si avvicinano (10-13 aprile) e nel frattempo filtrano alcune anticipazioni, come la ricerca “IRI per Vinitaly” che verrà presentata lunedì 11 aprile in fiera, commentata da rappresentanti di Conad, Coop, Carrefour, Federvini, Unione Italiana Vini, nel corso della 18° edizione della tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna (DM) organizzata da Veronafiere a Vinitaly. IRI presenterà anche i dati del mercato del vino nella DM relativi al primo bimestre e alla prima metà di marzo 2022. Dati che si annunciano in territorio negativo, solo per via del confronto con un primo bimestre 2021 ancora molto influenzato dalla emergenza pandemica. Sarà anche illustrato l’andamento dei prezzi della bottiglia che nel primo bimestre non ha mostrato scostamenti significativi, ma andranno valutate le conseguenze degli aumenti dei costi energetici e delle materie prime e del conflitto ucraino.

Qualche dato. Il mercato del vino nella DM nel 2021 ha fatto registrare trend positivi: il vino a denominazione d’origine è cresciuto dell’1,8% a volume e del 5,9% a valore, con un prezzo medio di 5,55 euro (Docg, Doc, Igt, bottiglia 0,75; totale Italia, Discount, E Commerce, dati IRI). L’intero mercato del vino vale 700 milioni di litri per un valore di 2 miliardi e 269 milioni di euro (che arriva a 3 miliardi di euro con l’aggiunta delle bollicine). Il totale vino ha accusato una vistosa flessione dei formati diversi dalla bottiglia da 0,75 (bottiglioni, brik, plastica, bag in box, e altro) che ha influenzato il dato generale: +2,1% a valore, – 2,2% a volume. Notevole la performance delle bollicine che crescono a volume del 17,9% e a valore del 20,0%. Le vendite di vino nella Distribuzione Moderna (DM) nel 2021 hanno beneficiato di un primo bimestre segnato ancora da un semi lockdown e quindi da una posizione di vantaggio dei punti vendita della DM rispetto ad altri canali.

La classifica dei vini più venduti vede ai primi posti la tradizionale triade Chianti, Lambrusco, Montepulciano d’Abruzzo, con ogni tipologia che vende tra i 10 e i 15 milioni di litri, ma con una flessione del Lambrusco (- 6,7% a volume e – 5,7% a valore) e un buono spunto del Chianti (+3,7% a volume e + 5,4% a valore). E’ impressionante la crescita del Vermentino che si piazza al 5° posto con una crescita del 21,9% a volume e del 25,5% a valore. Il pugliese Primitivo aumenta a volume del 5,2% e dell’11,0 a valore, l’emiliano Pignoletto del 5,6% a volume e del 2,6% a valore, e il veneto Valpolicella del 15,9% a volume e del 16,9% a valore (incluso il Valpolicella Ripasso).

La classifica dei vini “emergenti”, cioè che hanno fatto registrare nel 2021 un maggior tasso di crescita a volume vede sul podio il Lugana (Veneto/Lombardia) con aumento del 34%, l’Amarone (Veneto) del 32%, il Valpolicella Ripasso (Veneto) del 26%. Buona la performance del Nebbiolo (Piemonte/Lombardia) con + 22%, del Ribolla (Friuli V. Giulia) con +19%, del Sagrantino (Umbria) +16%, e del Brunello di Montalcino (Toscana) +13%. Interessante anche la classifica delle bollicine con maggior tasso di vendita a volume: il primo posto va al Moscato, che cresce del 29%; non cessa di aumentare il Prosecco con +22%; il Fragolino spunta un buon +16%; il Muller Thurgau il 15%, l’Asti il 14%; il Brachetto il 12%.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Domenica 27 marzo 2022, ore 10:30, all’Abbazia di Praglia di Teolo (PD) seminario sulla sostenibilità del vino nell’ambito della manifestazione “I Giganti di Langa”, modera l’incontro il presidente Argav Fabrizio Stelluto

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Secondo la relazione di Francesca Ghirardi, (Ca’ Foscari Sostenibile): “Sostenibilità del vino significa produrre vino cercando di preservare le risorse naturali per le generazioni future e di ricercare i migliori metodi per ottenere il minor impatto possibile sull’ambiente. La sostenibilità del vino viene anche definita “viticoltura integrata” perché mette insieme i migliori metodi dei diversi ambiti: lotta biologica e non, sistemi agronomici, ecologia della vigna, ecc… E’ un sistema in continua evoluzione che affonda le proprie radici nella tradizione e utilizza innumerevoli innovazioni. In questi ultimi anni i consumatori hanno mostrato sempre più interesse verso la “sostenibilità” dei prodotti, quindi la “sostenibilità” è diventato un tema di primaria importanza anche nel settore vitivinicolo a livello globale. Il primo progetto significativo nato con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità nel mondo del vino fu il “Pest Management Programme”, implementato in California nel 1992. I primi paesi che aderirono a importanti iniziative di sostenibilità furono gli Stati Uniti d’America con il “California Sustainable Winegrowing”, l’Australia con “Entwine” e la Nuova Zelanda con il “Sustainable Winerowing”. Questi paesi pionieri sono definiti come il “nuovo mondo del vino” e i loro programmi prevedono l’adesione a una serie di standard e codici volontari per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della produzione vitivinicola. In Europa si possono trovare interessanti iniziative come quella francese “Vignerons en Developpment Durable” e in Italia il “V.i.v.a-Sustainable Wine” un dettagliato Programma sviluppato dal Ministero dell’ambiente e della Tutela del territorio e del Mare che è basato sull’utilizzo di quattro indicatori : Aria, Acqua, Vigneto e Territorio”.

Seminario a ingresso gratuito su prenotazione. Partendo da queste riflessioni, domenica 27 marzo 2022, alle ore 10:30, nell’Abbazia di Praglia di Teolo (PD), nell’ambito della 4^ manifestazione enologica “I Giganti di Langa“, si parlerà di sostenibilità ambientale in vigna, grazie al privilegiato racconto di alcuni vignerons e la condivisione delle loro personali visioni ed esperienze, nel seminario organizzato da Associazione Culturale Arte & Vino in collaborazione e con il patrocinio di Argav. I partecipanti al seminario, a ingresso libero su prenotazione al link https://bit.ly/3J30H63, oppure inviando una mail a segreteria.artevino@gmail.com,sono: Dom Stefano Visintin – Abate di Praglia, con un saluto di preludio, Gabriele Stringa – socio e partner presso Zai Urban Winery, Massimo Rivetti, titolare Az. Agricola Massimo Rivetti, Sergio Germano, titolare Az. Agricola Ettore Germano, Sara Cecchetto, responsabile sostenibilità Azienda Agricola Cecchetto Giorgio. A moderare l’incontro sarà Fabrizio Stelluto, presidente Argav. La giornata proseguirà con un ricco programma di appuntamenti di degustazione, ulteriori informazioni al  link : https://www.associazionearte-vino.it/seminario-la-sostenibilita-del-vino/

Nel 2021 balzo vendite italiano negli Usa, +18% . Ad OperaWine 2022, manifestazione-anteprima di Vinitaly (10-13 aprile), in degustazione i 130 migliori vini d’Italia per la rivista americana Wine Spectator

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Per “Wine Spectator”, la più diffusa rivista enoica americana, sono i 130 migliori vini d’Italia, testimoni della diversità e dell’autenticità del vino tricolore sul mercato americano e da oggi sono ufficialmente i protagonisti dell’11ª edizione di OperaWine 2022, la super degustazione in programma sabato 9 aprile alle ex Gallerie Mercatali e che, come da tradizione, fa da anteprima a Vinitaly (Veronafiere, 10-13 aprile). La lista dei 130 produttori portabandiera, selezionati in rappresentanza di tutte le regioni italiane dalla più importante rivista enoica degli States nonché la più influente al mondo, è stata presentata a New York nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa, aperta anche agli operatori professionali statunitensi, al ristorante Gattopardo nell’ambito del roadshow di promozione e incoming per il 54° Salone internazionale dei vini e distillati.

Sul podio della classifica regionale, la Toscana guida la squadra enoica di OperaWine 2022 con 36 produttori, seguita da Piemonte (20) e Veneto (19). A dominare, nelle valutazioni di “Wine Spectator”, sono i rossi con 97 etichette in degustazione il 9 aprile a Verona. Tra queste primeggiano le denominazioni di Barolo (15), Brunello (13), Amarone e Chianti Classico entrambe a quota 9. Completano il super tasting dell’Italia enoica 22 vini bianchi, 9 sparkling e 2 vini dolci/passiti. Da Nord a Sud, sono nove le cantine new entry di OperaWine 2022, mentre sono 21 le ‘all timer’ ossia presenti dalla prima edizione del 2012. Per il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Gli Stati Uniti sono sempre più mercato di riferimento per i Paesi produttori; la domanda Usa – come rileva l’Osservatorio Uiv-Vinitaly – nel 2021 ha azzerato il Covid con gli interessi grazie a un incremento delle importazioni complessive a valore del 26% sul 2020, ma anche del 14% rispetto all’anno pre-pandemico 2019. In questo contesto – prosegue Mantovani – l’Italia si conferma, assieme alla Francia, produttore di riferimento con quasi 1/3 del mercato di vini di importazione e un balzo a valore del 18%, a 2,26 miliardi di dollari. L’ampliamento della selezione di Wine Spectator a 130 vini è il segnale della costante crescita qualitativa del vino italiano su questa piazza strategica. Non è un caso – conclude il direttore generale di Veronafiere – se al prossimo Vinitaly, oltre alla fondamentale partnership con Wine Spectator per OperaWine, il focus inaugurale sarà dedicato al nostro primo mercato al mondo e al Canada, che saranno presenti alla quattro giorni b2b con un contingente straordinario di buyer, grazie anche alla collaborazione di Ice Agenzia”.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere
 

Le Vigne Urbane, tra cui quelle di Venezia, protagoniste a Expo Dubai 2020

893a1605-1625059407 La Urban Vineyards Association (U.V.A.), l’associazione internazionale che a oggi riunisce 11 vigneti nati in città – ne fanno parte le vigne di Torino, Milano, Venezia, Siena, Catania, Palermo, Parigi, Lione, Avignone e New York – dal 28 febbraio al 3 marzo volerà negli Emirati Arabi e sarà fra i protagonisti di Dubai Expo 2020. All’interno del Padiglione Italia, nello spazio della Regione Piemonte, parteciperà alla più grande mostra espositiva mondiale per promuovere il vigneto urbano, un’eccellenza dal respiro tutto italiano, come modello di turismo e di sviluppo cittadino sostenibile.

Le azioni del progetto. La presenza all’Expo di Dubai ha come obiettivo quello di affacciarsi a una delle vetrine più importanti in fatto di innovazione e sviluppo, per promuovere la vigna urbana come esempio di rigenerazione delle città sia sul piano del turismo sia su quello della qualità della vita per i cittadini. Un unicum in grado di rivoluzionare le aree urbane e di diventare il simbolo di un modello di vita più sostenibile. Quattro le principali direttrici del progetto: diffondere una delle più preziose eccellenze enogastronomiche come il vino; sostenere una pianta con un ruolo centrale nell’aridocultura (o dry farming); dare vita a spazi di aggregazione verdi che ospitino piccole comunità in totale rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali; sviluppare un asset turistico, dato dal mix fra sostenibile e smart, in piena linea con i trend di rinnovamento sociale e ambientale.

Tematiche di estrema attualità che saranno il focus della conferenza U.V.A. in programma mercoledì 2 marzo alle ore 13.30 (orario italiano) presso il Padiglione Italia, in occasione del Piemonte Regional Day. L’evento, fruibile anche in diretta streaming al link https://youtu.be/hJGJWegKSng sarà l’occasione per presentare a un parterre di grande prestigio l’Associazione, i suoi soci e la filosofia alla base del progetto U.V.A., ma anche per promuovere il vigneto di città come spazio urbano di nuova generazione, efficiente e innovativo e come nuovo asset per un futuribile modello di turismo intelligente, sostenibile e inclusivo. La presenza di U.V.A. a Dubai punta pertanto ad allargare la platea di soci e investitori in tutto il mondo, attestando la forte impronta italiana in un contesto sempre più internazionale. U.V.A. sarà tra i protagonisti all’interno dello spazio dedicato alla Regione Piemonte che, fin da subito, ha accettato con entusiasmo di collaborare per il legame a doppio filo che la lega all’Associazione. Il cuore di UVA ha infatti iniziato a battere proprio nella regione sabauda, in occasione della manifestazione “Vendemmia a Torino” del 2019: fondatore e presidente è Luca Balbiano, produttore vitivinicolo della provincia di Torino che dal 2009 gestisce Vigna Villa della Regina, la vigna metropolitana del capoluogo piemontese da cui tutto è iniziato.

Le vigne urbane riunite nella Urban Vineyards Association sono: Vigna della Regina all’interno di Villa della Regina a Torino, la vigna Clos Montmartre di Parigi, il Clos de Canuts a Lione, i vigneti ritrovati della Laguna di Venezia (due nelle isole di San Michele e Sant’Elena in monasteri del XIII secolo e un altro all’isola delle Vignole), la vigna di Castel di Pugna “Senarum Vinea” di Siena, la Vigna di Leonardo all’interno della casa degli Atellani a Milano, la Vigna del Gallo all’interno dell’orto botanico dell’Università di Palermo, i filari di San Francesco della Vigna a Venezia (foto in alto), il Clos all’interno del Palais des Papes di Avignone, i filari di Rooftop Reds impiantati sui tetti  di Brooklyn a New York, la Etna Urban Winery di Catania . Fanno parte di U.V.A. Anche: Amici di Villa della regina, Coldiretti Piemonte, Benedetto Carella, Associazione Nazionale Città del Vino.

Fonte: Servizio stampa U.v.a.

Un progetto di viti-cultura e agri-cultura per Venezia capitale mondiale della cultura e della storia del vino e del vitigno Malvasia

Malvasia-Venezia a La Vigna Vicenza presentazione progetto

Nei giorni scorsi si è tenuto nella Biblioteca Internazionale La Vigna un incontro fra l’associazione AIKAL di Venezia e Veneto Agricoltura per istituire un gruppo di lavoro che faccia luce sull’antico legame fra la Repubblica di Venezia ed il vino denominato “malvagia o marvasiae”, che ha segnato per oltre 500 anni la vita e l’economia della Serenissima, diventando un grande vitigno diffuso in tutta Europa, oggi coltivato in 30 località sparse nel mondo, di cui 17 in Italia. A dare il benvenuto, il presidente del comitato scientifico della Biblioteca Internazionale La Vigna, Danilo Gasparini, e Giustino Mezzalira, vicepresidente della Biblioteca. Il gruppo di lavoro è composto, tra gli altri, da Ettore Bonalberti e Mario Guadalupi di AIKAL, Michele Giannini e Stefano Soligo di Conegliano Veneto Agricoltura, ha proposto di organizzare nell’autunno 2022 un seminario di carattere internazionale sulla Malvasia, sottolineando il valore agri-culturale dell’iniziativa. Senza la Serenissima, oggi il vitigno e il vino Malvasia non esisterebbero.

Venezia, è stato detto dai presenti all’unanimità, può assumere il titolo di simbolo-emblema per raccontare il mondo produttivo dei vini “malvasiae”. Ettore Bonalberti ha presentato il progetto diviso in tre momenti: il seminario aperto, uno sviluppo etnografico scientifico del vitigno e vino “Malvasia”, un evento fisso che coinvolga la produzione dell’intero bacino mediterraneo. E’ stato condiviso che il progetto, duraturo, abbia una formula scientifica e divulgativa insieme con la città di Venezia quale punto di riferimento in base alla storia. Si è accennato anche alle nuove figure dei viti-cultori del terzo millennio in considerazione dell’ attualità e delle diverse prospettive generazionali. Oggi in Veneto sono solo 73 gli ettari coltivati con viti di Malvasia, ha detto Stefano Soligo. Giampietro Comolli, ex produttore di Malvasia, presidente del centro analitico CevesUni e dell’osservatorio economico Ovse, membro del comitato scientifico di AIKAL, ha illustrato la provenienza del vino originario, l’identificazione scientifica dei diversi vitigni sparsi nel mondo e, la peculiarità nell’essere una delle cultivar che più si è adattata e mutata naturalmente nei millenni di coltivazione, portando con sé caratteri solidi della Vitis Vinifera che non vanno persi, proprio con la ricerca della resistenza.

Venezia e la Repubblica sono stati il baricentro della conoscenza e della diffusione del vino Malvasia nel mondo. Un vino di pregio a un costo molto superiore ad altri, talmente noto da dare nome a calli e alle esclusive botteghe “malvagie” veneziane. Un vitigno derivante dalla grande famiglia viticola dei “muskat”, riconosciuto ampelograficamente e denominato in diverse varietà solo agli inizi dell’Ottocento. Comolli ha lanciato l’idea di un premio “Venezia” dell’eno-concorso internazionale delle Malvasie e la realizzazione di una “Vigna Urbana”, identitaria come hanno già altre metropoli turistiche internazionali. La Regione Veneto, già attivata e fortemente interessata al progetto, potrebbe assumere  il ruolo strategico nazionale per un “nomen vitis” legato alla storia millenaria della Serenissima di tutela della Vitis Vinifera come patrimonio di tutti, di incentivazione della presenza proattiva agricola in aree difficili disagiate al servizio di tutta la collettività anche di fondovalle e di pianura, presidio proattivo verso cambi climatici e situazioni ambientali difficili, prendendo  spunto da un grande vino di Venezia diventato il nome di un vitigno che coinvolge 17 distretti nazionali in quasi tutte le regioni italiane… e nelle terre che furono parti importanti della Repubblica, come la  Croazia e la Slovenia.

Si prevede, quindi, un programma che vada oltre il seminario in un’ottica di tutela e di riconoscimento dell’ ”icona” ampelografica ed enologica che il vino, prima, il vitigno poi, ha avuto per millenni di storia vitivinicola dell’intero Mediterraneo. La Biblioteca La Vigna può essere partner fondamentale in quanto da 40 anni promuove studi, ricerche, convegni su temi di agricoltura, di cultura e civiltà della viticoltura, di alimentazione e gastronomia, oltre a possedere una delle biblioteche al mondo più ricche con oltre 60.000 volumi, classificati e consultabili da ricercatori, derivanti da fondi privati e pubblici. Svolge anche azioni di ricerca etnografica, sociologica e storica collegata ai cicli della viticoltura-viticultura italiana e non solo che, diversamente, rischierebbero  di scomparire. Interessante anche la visita, aperta per appuntamento, dell’antico palazzo Brusarosco che all’ultimo piano riserva il meraviglioso spazio di 600 mq disegnato come una opera d’arte intera dell’arch Carlo Scarpa. L’incontro si è concluso con un brindisi a base di tre tipologie di Malvasia, effervescente, tranquilla e passita.

Fonte: Gruppo di lavoro Malvasia-Marvasiae-Malvagia & Venezia capitale mondiale

28 gennaio 2022, incontro Argav-Wigwam dedicato alla comunicazione del vino

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Nel rispetto delle normative sanitarie, i soci Argav ritornano con il nuovo anno ad incontrarsi al circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per parlare di “Il vino…non si puo’ non comunicare”. L’incontro, realizzato su proposta del consigliere Emanuele Cenghiaro, si svolgerà venerdì 28 gennaio prossimo alle ore 18:30.

Interventi. Nella serata si avvicenderanno: Alice Lupi, giornalista e sommelier, direttrice de IL Sommelier della Fisar (rivista vincitrice del premio Gourmand Award 2021 – sezione Magazine World of WInes) ed autrice dell’e-book “Il Cervello di Bacco”. Alessandro Lazzarin, fotografo professionista, già vincitore dei premi Wine Photo Festival e Scatti Divini del Toscana Foto Festival. Collabora con studi grafici ed agenzie marketing, sviluppando progetti sia nel mondo del vino che della ristorazione. Sandro Bottega, imprenditore, contitolare dell’omonima azienda vitivinicola, il cui prosecco è il prodotto “a bollicine” più venduto nei “traveller shop” e nei “duty free” di tutto il mondo dopo il celebre Moet Chandon.  E’ l’uomo, che ha “reinventato” la grappa ed è conosciuto per la ricerca anche estetica delle sue bottiglie. Patrizia Loiola, coordinatrice Guida Slow Wine per il Veneto e Carmen Terranegra, presidente associazione “Arte&Vino”. Al termine (ore 20.30), Vittorio Pierobon, giornalista, presenterà il suo libro “Ecosfide – 20 storie di scelte alternative nel rispetto della natura. Sarà, inoltre, ospite La Casearia Carpenedo di Camalò di Povegliano (Treviso) per presentarci attività e prodotti, che avremo successivamente possibilità di degustare, abbinati a vini Bottega. Partecipazione su prenotazione con Green Pass. 

17-19 ottobre 2021, a Verona una speciale edizione di Vinitaly. E Coldiretti mette in mostra il vigneto d’Italia.

grappoli veneti

Per la prima volta il Vinitaly (17-19 ottobre) apre in piena vendemmia con l’esposizione di tutti i grappoli d’Italia portati a Verona dalle diverse regioni nel salone “Vigneto Italia” creato dalla Coldiretti per scoprire la grande biodiversità e qualità dalle quali nascono le più prestigiose bottiglie del vino made in Italy. L’appuntamento è a partire dalle ore 9,30 di domenica 17 ottobre nella Casa Coldiretti di fronte all’ingresso della struttura fieristica (Ingresso Cangrande), nel padiglione 4 stand D3 con il presidente nazionale Ettore Prandini.

Un viaggio fra i grappoli che permette di conoscere, vedere e toccare con mano le antiche varietà di uva che sono la fonte dei grandi bianchi, rosati e rossi nazionali, i colori, le caratteristiche e le consistenze, curate dal sapiente lavoro di generazioni di viticoltori che garantiscono quelle proprietà uniche ed irripetibili dalla vigna alla tavola. Nel giorno di apertura sarà presentato nello stand della Coldiretti lo studio con la top ten delle denominazioni che hanno avuto il maggior incremento dei consumi in Italia.

Nei tre giorni della fiera saranno organizzati dalla Coldiretti momenti dedicati ai nuovi trend del mondo del vino, dalla produzione ai consumi, con una particolare attenzione all’internazionalizzazione e alla sostenibilità ma anche degustazioni e curiosità con la presentazione di indagini, ricerche ed esposizioni mirate.  Le nuove tecnologie e la difesa delle produzioni italiane saranno al centro dell’incontro “Nuove frontiere della viticoltura e tutela del Made in Italy” in programma lunedì 18 ottobre alle ore 11 nella sala Argento del Palaexpo al piano -1, con la presenza, tra gli altri, del presidente della Coldiretti Ettore Prandini, del Ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli, del governatore del Veneto Luca Zaia, del segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, Riccardo Velasco, direttore del Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia Crea, Mario Pezzotti, presidente della Società italiana di genetica agraria, Riccardo Cotarella, coordinatore del comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti, Attilio Scienza, professore dell’Università degli Studi di Milano,  Gabriella De Lorenzis, Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali di Milano. Le prospettive dei mercati internazionali verranno, invece, trattate alle 14 sempre lunedì 18 ottobre nella sala Argento del Palaexpo al piano -1 nel convegno su “Il vino italiano alla prova della ripresa post Covid” (diretta streaming su www.coldiretti.it) con il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, i produttori Francesco Ferreri, che è anche coordinatore del comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti, Giorgio Polegato (Astoria), Francesca Moretti (Terre Moretti) Gianmaria Cesari (Umberto Cesari), assieme a un esponente dell’Ice e a buyers internazionali.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

 

1- 3 ottobre 2021, a Montagnana (PD) si tiene la seconda edizione di “VINO nel Castello”

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Dopo il successo del Montagnana Wine Festival dello scorso luglio, dall’1 al 3 ottobre Montagnana (PD) torna ad ospitare “VINO nel Castello“,  versione “Diamante” del format dedicato alla degustazione e promozione dei prodotti vitivinicoli e dell’agroalimentare del territorio compreso tra le provincie di Padova, Verona e Vicenza, arricchita di nuovi contenuti. La tre giorni enogastronomica si svolgerà in uno degli angoli più affascinanti della città, ossia “Castel San Zeno”, allestito per l’occasione come una vetrina dei sapori.

Prodotti e produttori. Vini, certo, ma anche tutte quelle eccellenze nate dalla tradizione alimentare del territorio, riconosciute come espressione della grande biodiversità che caratterizza questa parte del Veneto e oggi vero vanto dell’enogastronomia regionale. I suoli vulcanici degli Euganei, dei Lessini e della Pedemontana Vicentina, e quelli calcarei dell’area Berica saranno rappresentati da più di 50 produttori vitivinicoli e da 11 consorzi vinicoli che concorreranno nel creare un unico grande racconto di questa terra fatto di profumi, gusti e sapori ai quali si accompagneranno, ovviamente, quelli dei cibi.

Aree Food. Ai piatti in degustazione saranno dedicate delle Aree Food con un’offerta che spazierà dalle cruditè di pesce, (in abbinamento alle bollicine e ai vini fermi Durello Monti Lessini, Soave, Arcole e Merlara) ai formaggi locali e alle pennette alla Montagnanese. Veri protagonisti di questa seconda edizione saranno i bolliti misti & pearà e le carni salade, proposte in collaborazione con cantina Battisti, ristorante di Vago di Lavagno (VR).

Degustazioni enologiche. Le degustazioni enologiche saranno coordinate da AIS – Associazione Italiana Sommelier Veneto, con la possibilità di accedere all’area “Wine Lounge” nel cuore di piazza Trieste. In questo spazio, ogni sera a partire dalle ore 18.30 con cadenza di mezz’ora, saranno proposte degustazioni guidate con protagonisti i vini delle province di Vicenza, Padova e Verona, presenti alla manifestazione. Un esperto sommelier accompagnerà nella degustazione i partecipanti, presentando le etichette in mescita attraverso le caratteristiche dei vini e dei territori di produzione. Il tutto acquistabile in prevendita o sul posto in base alla disponibilità (posti limitati). AIS Veneto omaggerà tutti i partecipanti con uno sconto sull’iscrizione ad uno dei corsi in partenza nel primo semestre 2022, così da ampliare le proprie conoscenze sull’affascinante mondo del vino.

Assaggi liberi e Montagnanese in fiera. Il resto degli assaggi sarà possibile farlo direttamente alle postazioni assegnate ai vari produttori coinvolti che, come nella prima edizione, troveranno posizionamento fronte a Castel San Zeno di piazza Trieste nel congiungersi nel cuore del centro storico, ove sarà presente “Montagnanese in fiera” – importante fiera agricola-campionaria giunta alla sua 20esima edizione.

I migliori gin artigianali del Veneto e del Trentino Alto Adige. All’Arena Martinelli Pertile, ai piedi della Torre di Ezzelino, troverà spazio un’area interamente dedicata alla degustazione dei migliori gin di produzione artigianale Veneti e del Trentino Alto Adige.

Sicurezza anti Covid e rispetto dell’ambiente. Per quanto riguarda le degustazioni, anche “VINO nel Castello” sostituisce i tradizionali coupon cartacei per affidarsi alla tecnologia di un bracciale elettronico che, oltre e contenere il credito per i vari assaggi, permetterà di ridurre significativamente le file, anche attraverso una prevendita partita il 14 settembre scorso, e di limitare i contatti in un’ottica di attenzione e rispetto alle disposizioni anti Covid permanenti. La sicurezza e l’attenzione saranno due imperativi della tre giorni, sensibilità rivolta anche all’ambiente tanto che anche in questa edizione le tradizionali sacche porta bicchiere – altrove realizzate in tnt/plastica – saranno in fibra di cellulosa certificata Fsc, prodotte da un’azienda montagnanese, e tutti i rifiuti prodotti saranno compostabili.

Presentazioni e convegni, ospite d’eccezione: Federico Quaranta di Radici su Rai 1. Il vino sarà anche argomento di presentazioni e dibattiti. Due gli appuntamenti da segnare in calendario: sabato 02 ottobre alle ore 18:30 con la presentazione de “Il DURELLO dei MONTI LESSINI – identità e carattere di un autentico autoctono”, un’affascinante opera editoriale ricca di storia e cultura dedicata ad uno dei vini immagine del Veneto, e domenica 03 ottobre alle ore 18:00 con l’appuntamento dedicato a “VITIGNI DAL PASSATO PER I VINI DEL FUTURO”: incontro/degustazione presentato dal volto noto di Federico Quaranta – conduttore della bellissima trasmissione di Rai1, Radici, e Decanter su Radio2 – insieme al direttore del magazine Con i piedi per terra Mauro Gambin e il giornalista enogastronomo e “viaggiatore” Renato Malaman, che avrà per protagonisti gli enologi Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi, da anni impegnati nella ricerca di antichi vitigni che possono diventare la risposta al cambiamento climatico.

Arte, musica e cultura. Non mancherà l’arte, con le mostre degli artisti montagnanesi: Carmen Cassighi; Matteo Dal Santo; Franco Trevisan, non mancherà la musica, soprattutto con le selezioni di brani degli anni ‘70, e di certo non potrà mancare la visita alle bellezze della città, con agli accessi gratuiti al Mastio di Ezzelino curati dall’Associazione Culturale Murabilia Affascinaturismo. “L’edizione di quest’anno – spiega Alberto Bernardi, presidente dell’Associazione Montagnana 365, ideatore del progetto e vero motore di tutte le relazioni e i rapporti utili necessari per portare a Montagnana ogni espressione dei sapori del territorio – rappresenta la rinnovata sfida di fare qualcosa di veramente importante per la nostra città e per i nostri territori. Dall’1 al 3 ottobre si concretizzeranno mesi di lavoro quotidiano trascorsi nel creare contatti, sinergie, sane relazioni, proposte di valorizzazione della cultura nella quale siamo immersi. Fieri del rapporto con le tante realtà produttive locali che hanno rinnovato la partecipazione alla nostra iniziativa e che quindi credono nel nostro modo di promuovere anche il loro lavoro”. Il resto del festival sarà portato dai volti dei quanti parteciperanno, perché il risultato finale dovrà essere una foto, un’immagine complessiva di questa terra compresa tra le provincie di Padova, Verona, Vicenza perché, come recita il payoff di quest’anno, il VINO nel Castello sarà “Sapori, profumi, voci e volti del territorio”.

Fonte: Servizio stampa “VINO nel Castello”