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27 gennaio 2017, a Creazzo (VI), l’arte celebra la terra, la tavola e il cibo

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Il mangiatore di fagioli, Annibale Carracci, 1584/85, Galleria Colonna, Roma

Si chiama “L’Arte a Tavola” l’iniziativa organizzata da Università del Gusto e Biblioteca Internazionale La Vigna che prevede due conferenze aperte a tutti, previa iscrizione, in programma il 27 gennaio e il 28 aprile, nelle quali seguire il percorso dell’alimentazione – dal lavoro dei campi alla mensa – attraverso straordinarie immagini, frutto di un’attenta ricerca iconografica sul tema.

27 gennaio, “Dalla terra alla mensa”. Gli incontri avranno come guida d’eccezione lo storico dell’arte Fernando Rigon Forte, una delle voci più autorevoli e più aggiornate nel panorama italiano dell’iconografia e che si terranno all’Università del Gusto (via Piazzon 40, Creazzo-Vicenza). Si inizia il 27 gennaio  alle ore 17.30 con “Dalla terra alla mensa”. La Terra , il “fondamento” stesso della Natura, madre e matrigna. La Terra non come pianeta vagante nel cosmo, ma come grembo di generazione e nutrimento, su cui l’uomo poggia e si sostiene. Dopo la colpa originale i Progenitori dovettero guadagnarsi la sussistenza col sudore della fronte per il duro lavoro volto a coltivare e a far fruttificare la Terra. Il risultato della raccolta prima, dell’agricoltura e dell’allevamento dopo, approdano ad una mensa, in un rito sacrale di ringraziamento e di espiazione. La mensa intesa nella sua complessità di tavola, di imbandigione, di convitati in una coralità concorde e solidale nell’esaltare la continuità della vita non solo tramite l’alimentazione, ma nel tripudio della festa comune.

Le immagini a corredo e illustrazione della conferenza privilegeranno aspetti dell’arte antica raffiguranti “le opere e i giorni” dell’uomo che coltiva, che produce, che raccoglie. Particolare attenzione verrà data poi a miniature medievali fino all’introduzione dell’arte della stampa a spettro cronologico dal romanico al gotico “internazionale”, che sta alla base della nascente cultura europea, il cui patrono è S. Benedetto da Norcia con il suo motto “ora et labora”.

Fonte: Biblioteca La Vigna

 

 

Città venete nella classifica dei centri più inquinati

SmogTorino, Frosinone, Milano, Venezia, Vicenza, Padova, Treviso: sono le città in cima alla classifica per il numero di superamenti del limite di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 μg/m3 per il particolato previsto dalla normativa italiana. Lo dice Legambiente che ha presentato “PM10 ti tengo d’occhio 2016”, la classifica – elaborata su dati Arpa – dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili in un anno.

Meteo e mancanza di misure adeguate, combinazione fatale. “Molte città italiane sono costantemente in allarme smog sia per le ricorrenti condizioni climatiche che favoriscono l’accumulo, giorno dopo giorno, degli inquinanti, sia per la mancanza di misure adeguate a risolvere il problema. Sono necessari interventi strutturali, di lunga programmazione, i cui tempi di messa in opera superano quelli del mandato elettorale di un sindaco. Serve un piano nazionale che aiuti i primi cittadini a prendere e sostenere le decisioni giuste: misure strutturali e permanenti, anche radicali e a volte impopolari, per la cui realizzazione occorrono, per altro, investimenti largamente al di sopra della portata dei Comuni, stretti dal patto di stabilità”, afferma Rossella Muroni, presidente di Legambiente.

Le misure proposte. Legambiente ha preparato un elenco di proposte sugli interventi necessari a migliorare davvero la qualità dell’aria ed alcune appaiono effettivamente al di sopra delle possibilità dei comuni, ma anche delle stesse casse dello Stato come, ad esempio, la riqualificazione di tutti gli edifici pubblici per ridurne il consumo energetico e l’acquisto di 10mila autobus elettrici, 1000 treni e nuove metropolitane. Anche l’incentivazione dell’uso della bicicletta appare nei mesi freddi assai problematico, mentre è certo che un divieto alla circolazione in centro città di auto inquinanti sarebbe fin da ora possibile.

Fonte: Asterisco Informazioni

Produzione agricola veneta 2016, risultati altalenanti

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiL’agricoltura veneta nel 2016 vale 5,5 miliardi di euro. A tanto arrivano le stime sulla produzione lorda agricola dell’anno appena concluso che, sostanzialmente, non si discosta da quella del 2015 (-0,3%).

Luci e ombre. I dati, presentati ieri a Legnaro (PD) da Regione e Veneto Agricoltura, mostrano in linea generale che l’annata agraria 2016 ha registrato un aumento complessivo del 4,1% della quantità prodotta, con percentuali che variano dal 3,3% al 6,3% per i principali comparti. Su questo quadro positivo si innesta però l’andamento negativo dei mercati, ovvero prezzi generalmente più bassi, che in pratica hanno penalizzato il valore finale della produzione, in particolare di quella zootecnica e parzialmente delle colture erbacee. In leggero aumento invece il valore delle colture legnose, sostenuto soprattutto dai buoni risultati del settore vitivinicolo. “Analisi congiunturali come quella presentata rappresentano utili strumenti per gli imprenditori agroalimentare veneti, che così possono programmare meglio la propria attività e migliorare la redditività aziendale. L’attività dell’Agenzia Veneto Agricoltura, partita ufficialmente lo scorso 1° gennaio, punterà anche su queste tipologie di servizi, rivolti proprio al rafforzamento delle imprese”, ha dichiarato il direttore di Veneto Agricoltura Alberto Negro.

Colture estensive. Un andamento climatico sostanzialmente favorevole ha favorito le colture estensive estive, soprattutto mais e soia, che hanno incrementato la resa rispetto all’anno precedente. Il calo della superficie ha tuttavia determinato una flessione produttiva del mais a 1,7 milioni di tonnellate (-4%) e del riso (-7%), mentre la stabilità degli ettari a soia ha consentito un raccolto superiore del 3% rispetto al 2015. I cereali autunno-vernini hanno invece risentito dell’eccesiva piovosità di maggio e giugno che ha peggiorato la resa, ma l’aumento degli investimenti per queste colture – sempre più spesso utilizzate in alternativa al mais – ha determinato incrementi produttivi significativi: frumento tenero +8,5%, frumento duro +73% e orzo +35%. In calo la produzione della barbabietola da zucchero (-7%), penalizzata dalla contrazione della superficie, e del tabacco (-4%). In forte ripresa le colture bioenergetiche: triplicata la produzione di girasole, quasi raddoppiata quella di colza.

Colture orticole. Risultati altalenanti, a seconda della stagionalità, per le principali colture orticole: aumenta la produzione di patate (+10%), radicchio (+9%) e lattuga (+54%), cala invece la produzione di fragole (-11%). La superficie complessivamente investita a patate e ortaggi è aumentata del 5% rispetto al 2015, in particolare l’aumento interessa le piante da tubero che segnano un +15% e le coltivazioni in serra +21%.

Colture frutticole. Anche le colture frutticole mostrano dei risultati in chiaroscuro: cresce infatti del +7% la produzione di mele, in seguito a un incremento di superficie dedicata, e di kiwi (actinidia, +9%). Calano invece i raccolti di pere (-11%), pesche (-4%) e ciliegie (-2%). Dal punto di vista commerciale va segnalata la ripresa dei prezzi delle pesche dopo due annate negative (+37%); bene pere e ciliegie (rispettivamente +7% e + 10%), in calo le quotazioni di mele (-9%) e actinidia (-30%).

Vitivinicoltura. Il comparto inanella un’altra buona annata. La produzione di uva aumenta del 4% rispetto alla già abbondante vendemmia del 2015, raggiungendo la quantità record di 13 milioni di quintali dai quali si dovrebbero ottenere circa 10,1 milioni di ettolitri di vino. Questi importanti risultati devono comunque tener conto dell’aumento dell’8% di nuove superfici a vigneto. Anche i prezzi delle uve sono risultati generalmente in aumento (+5,5% in media), sospinti dalle note positive della vendemmia e dall’andamento crescente delle esportazioni (+8,8% in valore nei primi 9 mesi del 2016).

Zootecnia. Nel Veneto, la quantità di latte prodotta è salita a 1,14 milioni di tonnellate (+1,2%), ma il prezzo è calato mediamente dell’8%. La carne bovina ha subìto la contrazione dei consumi interni (-4,8% in quantità e -6,8% in valore), ma ha beneficiato di una maggiore attenzione del consumatore verso il prodotto nazionale, determinando un aumento delle macellazioni sia in numero di capi (+4,2%) che in peso morto (+2%). La difficile situazione dei mercati ha tuttavia influito sul calo dei prezzi mediamente dell’1-2%. Il comparto della carne suina sembra invece aver trovato nuovo impulso dall’apertura del mercato cinese, che ha consentito di alleggerire la pressione sui mercati europei. Le macellazioni sono aumentate del 5,2% per numero di capi e del 3,1% in peso, e anche in Veneto la produzione è aumentata di circa il 2% trainata da quotazioni di mercato mediamente in crescita dello 7,5%. All’incremento produttivo della carne avicola in regione (+7%) ha invece fatto riscontro un ribasso dei prezzi di mercato mediamente dell’11%, determinando un calo della redditività degli allevamenti.

Pesca. Dopo 15 anni di progressiva contrazione, la flotta peschereccia veneta torna a crescere leggermente (+0,3%) e così il numero di imprese dedite alla pesca (+1,2%). La produzione della pesca marittima relativa al primo semestre 2016 è stimata comunque in calo del 18,7%.

Imprese agricole e occupati. Ancora in calo il numero delle imprese agricole iscritte alle Camere di Commercio del Veneto, sceso nei primi nove mesi del 2016 a 64.524 unità, in flessione dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2015. Cala leggermente anche il numero di imprese dell’industria alimentare a 3.686 unità attive (-0,75%). In significativo aumento invece gli occupati in agricoltura, che nei primi tre trimestri del 2016 registrano un +18%, derivante dall’aumento del 12% degli occupati indipendenti e del 26% degli occupati dipendenti.

Commercio con l’estero. Notizie positive: il deficit della bilancia commerciale veneta dei prodotti agroalimentari relativa ai primi tre trimestri del 2016 risulta quasi dimezzato (-49,5%) rispetto allo stesso periodo del 2015, essendo sceso a 210 milioni di euro in seguito a un incremento delle importazioni (4,8 miliardi di euro, +1%) decisamente inferiore all’aumento delle esportazioni (4,6 miliardi di euro, +6,1%).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Clima siccitoso in Veneto, nessun allarme al momento, neve in montagna a febbraio determinante per ricaricare le riserve d’acqua

piovosita-e-risorse-nivaliI Consorzi di bonifica del Veneto mostrano preoccupazioni riguardo l’andamento climatico: nell’ultimo mese, secondo dati ARPAV, le precipitazioni sono in calo del 97% rispetto alla media. Una situazione già vista l’anno scorso che mette in serio pericolo le coltivazioni.

2mm di pioggia: questa la quantità di pioggia caduta dal cielo lo scorso dicembre. I primi 15 giorni di gennaio non hanno segnato una svolta, anzi, solo precipitazioni modeste: 10-25 mm sul Veneto centrale, 2-10 mm sulle Prealpi, 1-10 mm nella parte meridionale veneta. Un film già visto nel 2015 che ha fatto scattare la paura di un’altra stagione invernale siccitosa. Se analizziamo la media stagionale (1994-2015) nel trimestre ottobre-dicembre del 2016 gli apporti precipitazionali sono stati di 228mm ovvero un 30% inferiori alla media. Si tratta di valori riscontrati in misura così irrilevante solo negli ultimi 2 anni. Nel 2015 infatti, i mm di pioggia caduti nell’ultimo trimestre dell’anno ammontavano addirittura a 149 mm (-55%).

Crisi idrica paragonabile a quella del 2015. “C’è stato un crollo delle precipitazioni”, commenta Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto. Per trovare una piovosità in linea con le medie del periodo (83 mm) dobbiamo tornare a dicembre 2014, quando la quantità di pioggia si attestò sugli 89mm. Piogge e risorse nivali pressochè inesistenti, accompagnate da una prima decade di gennaio con temperature molto basse per numerosi giorni consecutivi, ha generato l’attuale situazione di crisi idrica, paragonabile, come detto, solo al 2015. Nell’ultimo fine settimana la neve ha raggiunto dai 5 ai 15 cm sopra i 2000 metri, mantenendo pressochè inalterata la situazione. Prevalgono quindi segnali di siccità severa su gran parte della pianura padana, estrema in alcune località del portogruarese.

Obiettivo, trattenere l’acqua quando cade in abbondanza. L’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto Giuseppe Pan concorda: “La perturbazione arrivata sabato scorso sul Veneto, che ha portato un po’ di neve in montagna e pioggia in pianura, non è stata sufficiente per rigenerare la nostra riserva idrica. E’ ormai da qualche anno che siamo di fronte a fenomeni atmosferici sempre più estremi. Lunghi periodi di siccità spesso si alternano a brevi ma violente precipitazioni. Dobbiamo fissarci come obiettivo quello di trattenere l’acqua quando ce n’è in abbondanza, per rilasciarla in periodi in cui manca”.

Si spera in febbraio per “ricaricare” faldi e invasi. L’agricoltura veneta registra qualche sofferenza, ma non lancia per ora nessun allarme. Le esigenze irrigue restano ad appannaggio delle aziende con produzioni orticole in serra. Secondo Romano non è escluso che nel breve periodo possano emergere, qualora la temperatura aumentasse, ulteriori esigenze connesse alle colture orticole e vernine. “La vera preoccupazione però è rivolta a primavera. Speriamo nel prossimo mese nevichi in montagna, altrimenti le falde e gli invasi non riusciranno a ricaricarsi”. Una criticità che rischia di diventare perenne e mettere così in pericolo il patrimonio agroalimentare del Veneto (si rischia una perdita del 20-30%), che oggi è la prima realtà del Paese, con una produzione lorda vendibile di 5,5 miliardi di euro.

Ad aggiungersi, le critici territoriali. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono poi aggravati dalle criticità territoriali dell’infrastrutturazione irrigua. Afferma Romano:“In Veneto esiste una zona pedemontana e di alta pianura di 200.000 ettari con irrigazione strutturata ed un’area di 400.000 ettari di media-bassa pianura con irrigazione di soccorso che necessita di essere infrastrutturata ed efficientata, per rispondere alle esigenze di un’agricoltura sempre più moderna e specializzata, ma anche ingiustamente sottoposta a pesanti critiche perché considerata tra le principali responsabili dello “spreco” di acqua”.

Necessari maggiori investimenti. La messa in asciutta di condotte o canali che servono tali aziende può arrecare pesanti danni, così come le forti escursioni del livello dei canali in questo periodo possono arrecarli a sponde ed argini, compromettendo di fatto la stagione irrigua. “È necessaria una politica di investimenti importanti. Conclude Romano: “I 300 milioni di euro per tutto il Paese messi a disposizione dal Piano Operativo Nazionale sono irrilevanti, senza considerare che stiamo aspettando da anni l’applicazione del PON 2014-2021 stesso. Oggi siamo a  metà programmazione e ancora non abbiamo novità.”

Fiumi in Veneto, portate medie in calo, eccetto il Po. Oggi, giovedì 19 gennaio, Anbi Veneto parteciperà all’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel Distretto idrografico delle Alpi Orientali, istituito dal Ministero dell’Ambiente la scorsa estate attraverso specifico protocollo firmato dai soggetti che hanno competenza sulle risorse idriche all’interno del Distretto, al fine di coordinare il lavoro di raccolta dati per quanto concerne le risorse nivali e idriche in generale. Su tutti i principali fiumi veneti le portate medie mensili sono risultate nettamente inferiori alle medie storiche ed oramai prossime a quelle minime, ad eccezione del fiume Po, che sta ancora beneficando delle forti precipitazioni avvenute in Piemonte alla fine di novembre.

Fonte: Servizio Stampa Anbi

Ambiente, commissariate le discariche abusive italiane

discariche-abusiveIl Generale di Brigata del Corpo Forestale dello Stato Donato Monaco è stato nominato, su proposta del Ministro all’ambiente Gian Luca Galletti, Commissario unico per le discariche abusive.

Affiancate le amministrazioni locali. Il Ministro ha immediatamente smentito che tale nomina sia un implicita “condanna” del comportamento delle Regioni in materia: “Lungi dal voler essere punitiva nei confronti delle Regioni – spiega Galletti – la nomina vuole essere uno strumento di accelerazione per riconsegnare ai cittadini aree mortificate da anni di abbandono e incuria. Il commissario accompagnerà le amministrazioni comunali e regionali verso una definitiva soluzione del problema, rappresentando, inoltre, un forte segnale dell’impegno italiano nei confronti dei cittadini italiani e delle istituzioni europee che hanno pesantemente sanzionato l’Italia”. Una spiegazione che, comunque, richiama gli anni di ‘abbandono’ per i quali le Regioni non possono essere assolte e che non può che essere messa in relazione alla pesante condanna dell’Italia da parte della Ue.

Pesanti sanzioni UE. Il 2 dicembre 2014, infatti, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia al pagamento di una sanzione forfettaria di circa 40 milioni di euro e di una penalità semestrale di oltre 42 milioni per la mancata esecuzione della sentenza di condanna del 26 aprile 2007 da parte delle amministrazioni comunali e regionali, all’interno del cui territorio ricadono le discariche non in regola con la direttiva rifiuti. Attualmente, nel territorio nazionale rimangono in procedura di infrazione 133 e per 58 di queste, per le quali sono ormai decorsi tutti i termini, è stato nominato il commissario Monaco.

Fonte: Asterisco Informazioni

Cosa abbiamo imparato dopo la grande alluvione del 1966? Fino al 28 gennaio 2017, a Montegrotto Terme (PD) mostra fotografica, incontri e video proiezione

alluvione-1966Una rassegna di fotografie tratte dall’archivio storico del Consorzio di bonifica Bacchiglione che, seguendo il filo narrativo della cronistoria dell’allora parroco di Conche di Codevigo (Pd), don Giuseppe Salbego, ripercorre i tragici momenti dell’alluvione a partire dal 4 novembre, giorno della rotta del Brenta. Una mostra che dal ricordo del passato vuole trarre uno spunto di riflessione per il presente.

Partecipazione libera e gratuita. Nella città termale la mostra sarà accompagnata dall’incontro con Luigi D’Alpaos, che venerdì 20 gennaio, alle 20.45, si produrrà nell’intervento “Difendersi dalle alluvioni si può, basta volerlo”. Sabato 28 gennaio 2017, alle ore 18.00, ci sarà la proiezione del video documentario con interviste ai testimoni dell’alluvione “L’urlo dell’acqua – 50 anni dopo l’alluvione del 1966”, con presentazione dell’autore, Michele Angrisani. Mostra ed incontri si terranno presso la sala I.A.T. di Viale Stazione 60 – Montegrotto Terme. Maggiori info: comune di Montegrotto Terme – Ufficio Cultura – tel. 049 8928761 Ufficio I.A.T. – tel. 049 8928311.

Fonte: Comune di Montegrotto Terme

18 gennaio 2017, direttivo Argav alla Confartigianato Imprese Venete

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Il prossimo direttivo Argav si terrà mercoledì 18  gennaio alle ore 18,30 alla Confartigianato Imprese Venete (via Torino 99, Mestre-Venezia, ospiti del consigliere Andrea Saviane, responsabile comunicazione dell’associazione di categoria. Questo l’ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, programmazione prossime attività 2017, varie ed eventuali.

Anteprima Amarone 2013: dal 28 al 30 gennaio alla Gran Guardia a Verona, tre giornate di assaggi: sabato 28 per la stampa; domenica 29 per gli appassionati e, novità della XIV edizione, lunedì 30 per gli operatori

anteprima-amaroneConto alla rovescia per Anteprima Amarone, che si tiene nel palazzo della Gran Guardia a Verona dal 28 al 30 gennaio 2017. L’evento, organizzato dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, presenta l’annata appena entrata in commercio, il millesimo 2013, che la commissione del Consorzio, riunita poche settimane fa per tracciarne il profilo e il valore, ha definito di qualità medio-alta.

Le 78 cantine partecipanti presenteranno anche alcune annate precedenti, in tutto saranno oltre 150 etichette da degustare, un’opportunità per godere di vini che l’affinamento ha reso ancor più interessanti. Diverse le novità di quest’anno, a partire dal debutto del calice “istituzionale”: una commissione di esperti, infatti, ha selezionato un modello della VDglass che esalta l’espressione dell’Amarone.

La giornata inaugurale dedicata esclusivamente alla stampa. Sabato 28 gennaio è in programma un talk show in cui il critico d’arte Philippe Daverio e il giornalista e scrittore appassionato di vino Andrea Scanzi dialogheranno sul parallelo, forse un poco spericolato e probabilmente divertente, tra le opere d’arte, icone di stile senza tempo la cui fruizione crea anche un indotto economico, e l’Amarone. Il grande rosso della Valpolicella, infatti, nell’immaginario collettivo è già un’icona di stile enologico, viste le sue peculiarità legate all’originalità dei vitigni autoctoni da cui si ottiene, al metodo e al territorio di produzione. Un territorio che, a giudicare dai numeri, interessa sempre più i turisti che ricercano la qualità del vino nel paesaggio e nell’attenzione all’ambiente, che in Valpolicella sono tutelati grazie alla certificazione “Riduci Risparmia Rispetta” del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella. La degustazione nelle sale riservate alla sola stampa con servizio sommelier sarà disponibile dall’apertura alle 9,30 fino alle 17.

Apertura per il pubblico. Domenica 29 gennaio l’Anteprima Amarone accoglierà, dalle 10 alle 19, i wine lover. L’ingresso si può acquistare on line, info su www.anteprimaamarone.it; i biglietti saranno anche acquistabili direttamente in Gran Guardia a 30 euro. Insieme all’Amarone, protagonista della manifestazione, gli assaggi gastronomici proposti sono del ristorante Nicolis e le creazioni della pasticceria Perbellini.

Apertura per gli operatori. Per la prima volta nella storia dell’Anteprima Amarone, ci sarà una terza giornata – lunedì 30 gennaio dalle 10 alle 17 – interamente dedicata ai professionisti di settore, che potranno degustare con calma i vini e parlare d’affari con i produttori. La manifestazione è sostenuta da AGSM, ATV, Banco Popolare, Faberest, Grafiche Valpolicella, Idea Grandimpianti, Stipa Spa, VDglass, Volkswagen Group Italia Spa.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Tutela Vini Valpolicella

 

Efficienza energetica, Commissione europea vara un nuovo pacchetto di misure

impianto solare fotovoltaico pannelli fotovoltaici conto energiaNel 2015 le energie pulite hanno attirato più di 300 miliardi di investimenti a livello mondiale, confermandosi come uno dei settori maggiormente in crescita. Forte di questo risultato, la Commissione europea ha approvato un nuovo pacchetto di misure volte a privilegiare l’efficienza energetica per un valore di 177 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati a partire dal 2021, puntando a ottenere un aumento del PIL dell’1% nei prossimi 10 anni e a creare circa 900.000 nuovi posti di lavoro. Allo stesso tempo, il pacchetto contribuirà all’obiettivo vincolante dell’aumento dell’efficienza energetica del 30%, nonché di ridurre la dipendenza da importazioni di energia e di ridurre le emissioni.

Edifici “intelligenti” ed ecodesign. Il pacchetto punta dunque a migliorare l’efficienza energetica in particolare negli edifici, offrendo opportunità di finanziamento per progetti di “edifici intelligenti”. Inoltre, faciliterà il miglioramento del rendimento energetico dei prodotti (Ecodesign) e l’informazione dei consumatori. La direttiva sulle energie rinnovabili, unitamente alle proposte sul Nuovo Design e Governance del Mercato dell’Elettricità, fisserà un quadro normativo che incrementa la certezza degli investitori e garantirà la parità di condizioni per tutte le tecnologie senza compromettere gli obiettivi climatici ed energetici comunitari. Tutti i consumatori saranno autorizzati a generare elettricità per uso personale, per conservarla, condividerla, consumarla o venderla sul mercato.

Contatori intelligenti e contratti per l’energia elettrica a prezzo dinamico. Questi cambiamenti renderanno consumatori e imprese più attivi nel sistema energetico, mettendoli nelle condizioni di controllare il loro consumo di energia e rispondere ai segnali dei prezzi. Inoltre, la Commissione accelererà la diffusione dei contatori intelligenti e faciliterà la diffusione di contratti a prezzo dinamico di energia elettrica, essenziali per colmare il divario tra i consumatori e il mercato. Previo consenso dei consumatori, i dati di consumo significativi saranno a disposizione del mercato per offrire loro soluzioni su misura. Infatti, l’accesso regolato e non discriminatorio ai dati dei consumatori consentirà a questi ultimi di beneficiare di una maggiore concorrenza tra gli attori del mercato.

L’Unione Europea alla guida del cambiamento. Già dal 2014, la Commissione europea ha attuato delle strategie per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030 e accelerare la transizione verso un sistema a basse emissioni nei settori fondamentali dell’economia comunitaria. Questo pacchetto costituisce un ulteriore passo verso l’attuazione dell’Unione dell’Energia, una delle 10 priorità individuate dal presidente della Commissione europea Juncker nel 2014, finalizzata a garantire ai cittadini e alle imprese la disponibilità di energia sicura, ecocompatibile e a prezzi ragionevoli, garantendo l’efficienza energetica e combattendo i cambiamenti climatici.

Fonte: Europe Direct Veneto (Commissione europea – Rappresentanza per l’Italia)

Ambiente. In calo la domanda di carta grafica

lets-write-something-writing-4545938-1024-768La produzione di carta grafica per l’editoria e la scrittura è scesa del 2,3% (3 milioni di tonnellate) in un solo anno, raggiungendo il livello più basso dal 1999.

Il calo riflette la transizione globale verso media elettronici e tecnologia mobile. Questo è particolarmente evidente in Nord America e Europa, che da anni vedono un calo nella produzione e nella domanda di carta, ma ora lo stesso trend si sta verificando in altre parti del mondo. La carta di recupero rappresenta il 55% (225 milioni di tonnellate) delle fibre utilizzate per la produzione di carta – un aumento del 4% rispetto al 2013, del 54% rispetto al 2000 e del 337% rispetto ai valori del 1980.

Fonte: Europe Direct Veneto