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Oscar Green 2016, tra i vincitori del concorso anche un veneto

gruppo-venetoPaolo Marangon con la sua birra biodinamica al radicchio ha vinto l’Oscar Green 2016 per la categoria  “Campagna Amica”, una delle cinque sezioni del concorso di Coldiretti che identifica i progetti dove il rapporto tra produttore e consumatore è esaltato.

Metodo biodinamico. E’ il caso di questa azienda agricola di Carbonera “Zolla14” che, scegliendo il metodo biodinamico offre un valore aggiunto alla salute dei cittadini. L’influenza delle costellazioni sul terreno attraverso l’impiego di botanica e principi spirituali è il segreto della disciplina agronomica ideata da Rudolf Steiner, che in tempi non sospetti annunciò il degrado naturale se non si fosse intervenuti sul settore primario con scelte radicali. Il vincitore premiato dal presidente nazionale Roberto Moncalvo è stato sostenuto dai colleghi veneti accorsi nella capitale per l’evento, che ha ospitato a Palazzo Rospigliosi l’open space di centinaia di iniziative creative sviluppate dagli imprenditori under 35. Insieme alla delegazione anche il direttore regionale Pietro Piccioni e il presidente Martino Cerantola. “In campagna c’è ancora futuro occupazionale per chi vuole intraprendere con idee nuove. Quel che più risalta è il senso della fatica e insieme l’entusiasmo praticato dai neo imprenditori che non si arrendono di fronte alle difficoltà del mercato scegliendo un modello di sviluppo solidale in contro tendenza con quello frenetico e senza scrupoli che la globalizzazione vorrebbe imporci“, ha commentato Cerantola.

Il vincitore. Per trovare i cereali idonei a maltare una buona birra è stato necessario l’intervento di un mastro birraio tedesco che li ha selezionati e seminati. L’azienda è di 11 ettari ed ha, per l’appunto, sposato il metodo biodinamico. Protagonista l’acqua, quella delle risorgive di Treviso, perché il radicchio ne viene immerso con le sue radici subendo una escursione termica fino a 15 gradi, in grado di fare nascere un piccolo fiore che mescolato ai malti restituisce carattere e unicità al prodotto. E’ una birra stagionale, prodotta una volta l’anno, che segue tutto il percorso del radicchio rosso di Treviso il cui protocollo è molto rigoroso, da agosto termina a dicembre, quando la temperatura scende sotto zero e il prodotto è pronto per essere lavorato. Il processo di lavorazione, oltre a essere rispettoso del disciplinare Igp, segue un “disciplinare” biodinamico che comporta una serie di operazioni, compiute a partire dal campo e fino alla trasformazione, seguendo il calendario astronomico. L’azienda impiega gli stessi metodi naturali anche per la realizzazione di altre eccellenze come il succo di mela limpido considerato senza rivali.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

La laguna veneziana inquinata anche dai profumi, uno studio ne conferma la presenza

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da sx Marco Vecchiato e Fabrizio Stelluto

(di Marina Meneguzzi) Influenzati dalla piacevolezza dei sentori, solitamente non si pensa al profumo come ad una sostanza inquinante. A rendercene più consapevoli, è stato Marco Vecchiato, giovane laureato in Scienze Ambientali e ricercatore all’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha effettuato uno studio sull’inquinamento da profumi nella laguna veneziana, presentato ai soci Argav lo scorso settembre al circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd), nel consueto appuntamento di fine mese moderato dal presidente Fabrizio Stelluto (nella foto a sx insieme a Vecchiato).

Una quantità enorme di fragranze. Alla base della ricerca, il desiderio di Vecchiato di analizzare gli inquinanti emergenti, costituiti dai prodotti per la cura personale – saponi, cosmetici, profumi, shampoo, ecc. – usati in quantità massive ogni giorno (in Italia, utilizziamo 12,6 kg di cosmetici pro capite l’anno, contro i 10 kg usati in media in Europa) e composti da una molteplicità di fragranze sintetiche (ne esistono oltre 10 mila), impiegate in quantità diverse a seconda dei prodotti, ma di cui sono ancora ignoti gli effetti nell’ambiente, in cui vengono immesse attraverso le acque di scarico. Essendo Venezia priva di un sistema fognario adeguato alla raccolta delle acque reflue, una larga parte di queste sostanze viene riversata dapprima nei canali urbani interni e poi, da qui, può venire trasportata fino alle aree più esterne della laguna.

Sostante naturali e chimiche. Vecchiato ha selezionato 17 sostanze da analizzare, scegliendole in base a caratteristiche, stabilità e persistenza. Tra queste, vi sono alcuni composti salicilati (in chimica organica, nome generico dei sali e degli esteri dell’acido salicilico, al mondo ne esistono migliaia, molti dei quali di origine naturale). Vecchiato ci ha riferito che il loro impiego è in netto aumento, ad esempio la produzione mondiale di benzil salicilato (usato nella preparazione di aromi e profumi di genere comune), è passata da 5.700 t l’anno nel 2000 alle 8.500 t nel 2010.

Le analisi effettuate da Vecchiato hanno rivelato alte concentrazioni di profumi salicilati, specie nei canali interni della laguna, ma anche in quelli esterni, rivelando quindi un’alta persistenza di queste sostanze. Quando la marea è bassa, aumentano peraltro le concentrazioni, arrivando ad essere 500 volte superiori che in laguna aperta. Accertata la presenza di queste sostanze nelle acque della laguna veneziana, il passo successivo sarà quello di capire le conseguenze, e cioé se queste si sedimentano, si disperdono nell’aria o se vengono assorbite dalla fauna ittica. Alle prossime ricerche, dunque l’ardua sentenza.

 

 

Entro il 2021, in arrivo carne commestibile prodotta in laboratorio da cellule staminali

memphis-meatUn team composto da scienziati americani e indiani ha annunciato di aver condotto con successo un esperimento per produrre carne commestibile in laboratorio senza fare del male agli animali e in un lasso di tempo che va da 9 a 21 giorni. A guidare la ricerca l’indiano Uma Valeti, cardiologo e fondatore di “Memphis Meats”: a suo parere, questo tipo di carne non presenta rischi per la salute legati a contaminazioni batteriche o alla presenza di grassi saturi in grandi quantità.

Un primo punto di produzione è già attivo negli Stati Uniti: «Stiamo producendo della carne – spiega Valeti – che è più sicura, più salutare e più sostenibile». Partendo da cellule staminali e fornendo loro ossigeno e nutrimento, come zuccheri e sali minerali, queste si sviluppano ed ecco pronta in pochi giorni la carne da laboratorio. La produzione si sta orientando sulla carne di manzo, di pollo e di maiale, dato che si tratta delle tipologie più consumate e con il maggior impatto per l’ambiente e per la salute. L’obiettivo è che la carne prodotta in laboratorio arrivi nei ristoranti entro 3 anni e nei supermercati entro i prossimi 5 anni, nel 2021, ma anche prima, se sarà possibile, permettendo di risparmiare acqua e terreni da coltivare per l’allevamento animale, di ridurre l’inquinamento ambientale e fornendo un alimento molto simile alla carne che conosciamo.

Fonte: Asterisco Informazioni

CETA, firmato accordo tra UE e Canada. Meno dazi e più tutele per i marchi Dop.

CETAOttobre si è chiuso con l’accordo economico e commerciale globale (CETA) siglato tra Europa e Canada. Il trattato euro-canadese prevede la sostanziale e complessiva eliminazione dei dazi che ad oggi gravano sui commerci fra UE e Canada (mezzo miliardo di euro l’anno). “Questo è il modo in cui possiamo plasmare la globalizzazione – attraverso progressive e attuali misure che sostengono i nostri valori e fissano nuovi standard per il commercio globale. Attraverso il nostro accordo col Canada, costruiamo un ponte verso uno dei nostri più vicini alleati, con un concreto impatto per i nostri esportatori ed imprenditori.”, ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria europea per il commercio.

In base all’accordo, i prodotti DOP, IGP e STG europei potranno essere commercializzati e protetti anche in Canada. Ciò permetterà agli imprenditori coinvolti nella filiera agroalimentare di vedere tutelata, in Canada così come in Europa, la denominazione tipica regionale dei propri prodotti. Al tempo stesso, i consumatori godranno d’una scelta più ampia senza però veder abbassati gli standard di qualità, in quano solo i servizi e i prodotti rispettosi degli standard europei potranno accedere al mercato interno dell’UE.  Per quanto riguarda la tutela degli investitori, è prevista la creazione di un nuovo Investment Court System, un tribunale ad hoc che sarà preposto alla risoluzione delle dispute fra investitori e Stati.

Fonte: Asterisco Informazioni

Turismo equestre, un esempio di multifunzionalità in agricoltura. Itinerari e DDl presentati da Regione Veneto.

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Zaia, Caner e Pan insieme ad alcuni cavalieri a Fieracavalli 2016

“Anche per quanto riguarda il binomio uomo-cavallo dobbiamo pensare in maniera digitale e non analogica: nel Veneto stiamo mettendo al servizio di un patrimonio antico gli strumenti informatici moderni per far sì che il nostro territorio, le sue risorse ambientali ed enogastronomiche, compongano un’offerta originale di turismo equestre”. A dirlo, il presidente veneto, Luca Zaia, in occasione della 118.a edizione di Fieracavalli, appena conclusasi, per illustrare, insieme agli assessori al turismo, Federico Caner e all’agricoltura, Giuseppe Pan, le iniziative e i progetti promossi dalla Regione per lo sviluppo del turismo equestre.

Si tratta di dodici percorsi a cavallo lungo la Pedemontana, dal Garda al Cansiglio, attraverso le province di Verona, Vicenza, Belluno e Treviso, oltre 350 chilometri dedicati ai cavalieri, ma anche agli appassionati di mountain bike e di trekking (vedi pdf allegato) “L’obiettivo è quello di favorire la percorrenza di questi itinerari con le stesse modalità di chi sceglie le piste da sci – ha spiegato il presidente –. I cavalieri potranno decidere quale percorso fare, quali luoghi visitare, dove fermarsi, dove mangiare, di quali servizi disporre, pianificando così le loro giornate a cavallo. Questo è un progetto definitivo ma è anche l’embrione di un intervento più ampio che, grazie al lavoro delle Pro Loco e delle associazioni del settore ippico, implementeremo costantemente sino a censire tutte le risorse disponibili, formando una grande banca dati che sarà consultabile attraverso una applicazione che per il momento chiamiamo Veneto Sentieri”.

Entro l’estate 2017, la tabellazione dei tracciati. Dopo che l’assessore Pan ha sottolineato l’importanza del turismo equestre come strumento di diversificazione e di integrazione al reddito delle imprese agricole, ma anche di promozione dei prodotti di eccellenza di cui il nostro territorio è ricco, l’assessore al turismo Caner ha spiegato le tre fasi per la creazione degli itinerari: la prima dedicata all’individuazione dei tracciati; la seconda che prevede la tabellazione e il posizionamento e messa in opera di un’appropriata segnaletica, ma anche la  creazione della traccia GPS dei percorsi per fornire elementi di spostamento sfruttando i nuovi e moderni sistemi di “navigazione”; la terza incentrata sulla promozione e valorizzazione degli itinerari. “Stiamo lavorando – ha detto Caner – insieme alle Pro Loco, ai volontari, alle associazioni e agli esperti del settore per concludere la tabellazione dei tracciati entro la prossima estate. A questi percorsi, nei prossimi anni, se ne potranno aggiungere altri per arrivare alla definizione di una vera e propria rete regionale di itinerari a cavallo, che vogliamo rendere vivi, animati e interessanti anche in termini di sviluppo delle attività economiche che insistono lungo i percorsi”.

Cosa prevede il DDL. Caner ha quindi ricordato la recente approvazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge che vuole essere la cornice normativa sulla quale operare, disciplinando e definendo i vari aspetti legati alle attività equestri. “In particolare – ha sottolineato l’assessore al turismo – abbiamo previsto la semplificazione delle procedure e talune deroghe alle norme urbanistiche per favorire la riconversione di strutture da destinare allo sviluppo di questo settore e per l’installazione di strutture leggere al servizio delle attività di ricovero e di accoglienza dei cavalli e dei cavalieri”. “Il turismo equestre non è un turismo da grandi numeri – ha concluso Caner –, ma è sicuramente un turismo dai grandi risultati in quanto ci consente di ampliare l’offerta turistica regionale e fare di più e meglio dei nostri concorrenti”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Regolamento Omnibus, il parere della Commissione Agricoltura e delle organizzazioni agricole europee

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Bene gli sforzi dell’Esecutivo, ma la proposta va “spacchettata” per rendere efficaci le modifiche”. Il progetto di regolamento Omnibus proposto dalla Commissione europea è passato sotto il fuoco di numerosi membri della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento, presente il Commissario all’Agricoltura, Phil Hogan.

In sintesi, i deputati hanno sottolineato che la revisione del Quadro Finanziario Pluriennale non è lo strumento giusto per cambiare il nucleo della PAC e che l’Omnibus dovrà essere “spacchettato” al fine di garantire che gli elementi della politica agricola europea siano debitamente esaminati così da garantire agli agricoltori una reale semplificazione. La maggioranza dei deputati ha, dunque, accolto gli sforzi dell’Esecutivo volti a semplificare la PAC, ma allo stesso tempo ha sottolineato che, così come si presenta, tale proposta non introdurrà nessuna reale semplificazione che possa fornire rapidamente risultati tangibili agli agricoltori.

Lo “spacchettamento” del regolamento. Per questo, come accennato, è stato chiesto di suddividere il progetto di regolamento Omnibus per garantire che ogni campo sia adeguatamente esaminato dai membri delle Commissioni parlamentari con la dovuta competenza. Diversi deputati hanno, inoltre, criticato l’idea di concedere maggiore discrezionalità agli Stati Membri circa la definizione di “agricoltore attivo” (soggetti ammissibili ai pagamenti diretti della PAC). Tale proposta rischia di far sì che soggetti “non agricoli” possano accedere ai finanziamenti europei destinato agli agricoltori, distorcendo così la concorrenza. Nel corso della seduta, i deputati hanno anche discusso della proposta di modifica dello strumento di stabilizzazione del reddito agricolo, della riserva di crisi, degli strumenti per aiutare i giovani agricoltori ad accedere più facilmente al credito, della difficile situazione nella catena di approvvigionamento alimentare, di greening e Brexit.

Cosa ne pensano le organizzazioni agricole europee. Secondo Copa-Cogeca, le proposte di cambiamento allo strumento di stabilizzazione del reddito, incluso nella politica europea di Sviluppo rurale, sono state formulate poiché lo strumento era utilizzato poco. La Commissione europea considera che i cambiamenti ne faciliteranno l’uso da parte degli Stati Membri affinché l’aiuto possa essere attivato quando la perdita di reddito in azienda è del 20% e non del 30%. Al riguardo, Pekka Pesonen, Segretario generale di Copa-Cogeca, ha comunicato alla Presidenza di turno slovacca che “i nuovi provvedimenti rappresentano un passo positivo che dovrebbe incentivare l’applicazione del regime e permettere di orientare meglio gli aiuti, in particolare per i settori lattiero-caseario e delle carni bovine”.

Cambiamenti agli strumenti finanziari. La proposta di “Regolamento Omnibus” include anche dei cambiamenti agli strumenti finanziari, pensati per facilitare l’accesso al credito per gli agricoltori nell’ambito della politica europea di Sviluppo rurale. Al riguardo, Copa-Cogeca ha chiesto ulteriori cambiamenti affinché vi sia una risposta migliore in tempi di crisi, in particolare nei settori lattiero-caseario e della carne suina. In merito alle modifiche alla definizione di “agricoltore attivo”, che consentirebbe agli Stati Membri una maggiore discrezionalità, Copa-Cogeca avvisa che ciò potrebbe causare differenze significative su come vengono applicate le norme negli Stati Membri e minore armonizzazione nell’attuazione.

Inverdimento della PAC. Copa-Cogeca ha appoggiato la richiesta formulata dai Ministri agricoli europei di cambiare le proposte relative alla semplificazione delle misure di inverdimento nell’ambito della PAC, indicando che alcune delle misure contemplate dalla Commissione non faciliteranno la vita degli agricoltori. In particolare, appare discutibile il fatto che l’Esecutivo stia considerando il divieto di utilizzo dei pesticidi per le colture proteiche nelle aree di interesse ecologico (AIE): “Questo provvedimento non porta alcuna semplificazione”, ha sentenziato Copa-Cogeca.

Mercati agricoli. Il Segretario generale dell’Organizzazione agricola europea si è soffermato anche sulla situazione fragile dei mercati dei prodotti di base in cui i produttori sono colpiti da prezzi di mercato bassi e costi di produzione elevati. Il settore cerealicolo europeo si trova attualmente in condizioni critiche: la Francia e l’Irlanda, per esempio, sono state severamente colpite. L’offerta mondiale di cereali sta raggiungendo livelli record e i prezzi del frumento sono al livello più basso degli ultimi 10 anni: “Di conseguenza consideriamo che un aiuto di emergenza debba essere concesso agli agricoltori per evitare la bancarotta”.

Fonte: Europe Direct Veneto

Consiglio dei Ministri agricoli europei, cosa è stato discusso a ottobre 2016

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiI Ministri agricoli dell’UE, in occasione del Consiglio svoltosi nei giorni 10 e 11 ottobre a Lussemburgo, hanno discusso la proposta della Commissione europea relativa il Regolamento Omnibus, che fa parte del pacchetto di revisione del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) e che si pone l’obiettivo di semplificare ulteriormente la Politica Agricola Comune (PAC), rafforzandone al tempo stesso gli aspetti di sussidiarietà e flessibilità. Vediamo, in sintesi, i passaggi salienti della discussione, ricordando che il prossimo Consiglio dei Ministri agricoli si terrà il 14 e 15 novembre.

Regolamento Omnibus. La Commissione europea ha presentato ai Ministri la sua proposta comprendente una serie di modifiche ai regolamenti PAC sui pagamenti diretti, lo Sviluppo rurale, l’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) e il finanziamento, la gestione e il monitoraggio della stessa politica agricola europea (Regolamento orizzontale). Si tratta del cosiddetto Regolamento Omnibus i cui elementi sostanziali comprendono: una maggiore discrezionalità concessa agli Stati Membri relativamente all’applicazione della definizione di “agricoltore attivo”; l’introduzione di uno specifico strumento di stabilizzazione del reddito del settore mirata a livello nazionale e regionale; norme più semplici per l’accesso al credito e ad altri strumenti finanziari; azioni specifiche finanziate dall’UE nel contesto dei programmi operativi per frutta e verdura finalizzate a incoraggiare gli agricoltori a creare/rafforzare le Organizzazioni di Produttori; procedure semplificate per la gestione dei contingenti tariffari di importazione; procedure semplificate nell’ambito della disciplina finanziaria.

Si parte il 1° gennaio 2018. Obiettivo della Commissione è quello di far partire il nuovo regolamento dal 1° gennaio 2018. Nel dibattito che ne è seguito, i Ministri agricoli europei hanno accolto con favore gli sforzi di semplificazione della PAC proposti dalla Commissione, in particolare per quanto riguarda la maggiore flessibilità nella definizione di “agricoltore attivo” e l’introduzione di uno strumento di stabilizzazione del reddito specifico per il settore agricolo. Le delegazioni hanno espresso, inoltre, le loro opinioni relativamente alle proposte di modifica della procedura di recupero (la regola del “50-50”), dei pascoli permanenti, dell’aiuto accoppiato facoltativo, ecc. Il Comitato Speciale Agricoltura (CSA) discuterà il progetto di Regolamento Omnibus in una prossima sessione.

Altri punti all’ordine del giorno del Consiglio agricolo. I Ministri agricoli dell’UE hanno discusso una serie di altre questioni, fra cui la situazione del mercato e le misure di sostegno, le preoccupazioni per quanto concerne i settori dello zucchero e delle carni suine, l’inverdimento della PAC e il legame tra il benessere degli animali e le istituzioni finanziarie internazionali.

Fonte: Europe Direct Veneto

La filiera silvicola europea traccia le linee per una revisione della procedura “Forest Europe”

foresta scandinava

foresta scandinava

I proprietari e i gestori forestali, assieme alle industrie silvicole europee, hanno pubblicato una dichiarazione comprendente gli elementi chiave da includere nella revisione della procedura “Forest Europe”, che punta a garantire una gestione sostenibile delle foreste.

Cosa è stato fatto. Il tema sarà discusso alla prima riunione del gruppo di lavoro sulla futura direzione di Forest Europe a Bratislava. In pratica, i firmatari della dichiarazione comune riconoscono l’importanza della procedura “Forest Europe” per lo sviluppo e l’attuazione della gestione sostenibile delle foreste nella silvicoltura europea. Negli anni ‘90 i Ministri europei incaricati della silvicoltura si sono riuniti per condividere le loro inquietudini sulla salute delle foreste europee e per trovare soluzioni per migliorare la situazione. Da allora, “Forest Europe” ha contribuito a garantire il buon funzionamento dei sistemi di monitoraggio delle foreste, dei programmi di ricerca, delle banche di geni e dei sistemi avanzati di prevenzione degli incendi boschivi. Ha anche sostenuto l’agenda globale sulle foreste concordata al vertice UNCED di Rio nel 1992. “Forest Europe” permette una gestione sostenibile delle foreste economicamente fattibile proteggendo allo stesso tempo la biodiversità delle foreste, il suolo, le risorse idriche, l’utilizzo della biomassa forestale per la produzione di bioenergia e per altri scopi. Infine, è riuscita ad aprire un capitolo totalmente nuovo nella discussione di un quadro giuridicamente vincolante per le foreste europee.

Una revisione necessaria per affrontare le nuove sfide. Tuttavia è necessario riesaminare la procedura “Forest Europe” per garantire che le sfide attuali nel settore silvicolo e nel settore basato sulla silvicoltura, sempre più complesse ed esigenti, possano essere raccolte. I proprietari, i gestori e le industrie forestali dell’UE si dicono dunque favorevoli alla creazione del gruppo di lavoro sulla futura direzione di “Forest Europe”. I firmatari della dichiarazione considerano che “Forest Europe” debba essere in grado di rispondere alle attuali e future sfide e opportunità quali il cambiamento climatico, l’economia circolare, la bioeconomia, le fonti sostenibili di bioenergia, il capitale verde e la commercializzazione dei servizi ecosistemici. È quindi di vitale importanza rafforzare “Forest Europe” adesso per sviluppare maggiormente la gestione sostenibile delle foreste europee e il loro utilizzo multifunzionale a beneficio di tutti.  In sostanza, i firmatari della dichiarazione chiedono che “Forest Europe” sia il leader in materia.

Dialogo aperto e costruttivo. Uno dei principali meriti di “Forest Europe”, a cui partecipano 46 Governi europei, la Commissione europea, numerosi soggetti del settore forestale e altre organizzazioni internazionali, è quello di permettere alle parti interessate di avere un dialogo aperto e costruttivo. I proprietari, i gestori e le industrie forestali dell’UE intendono dunque partecipare attivamente alla revisione della procedura e contribuiranno all’elaborazione di una relazione entro la fine del 2017 per garantire che “Forest Europe” sia più forte e più efficace in futuro. La dichiarazione comune è stata elaborata da importanti proprietari e gestori forestali pubblici e privati, proprietari terrieri e industrie basate sulla silvicoltura rappresentati dalla Confederazione dei proprietari forestali europei (CEPF), dall’Organizzazione degli agricoltori e delle cooperative agricole dell’UE (Copa-Cogeca), dall’Organizzazione europea dei proprietari terrieri (ELO), dall’Associazione europea delle foreste nazionali (EUSTAFOR), dalla Federazione europea dei proprietari forestali municipali (FECOF), dall’Unione dei silvicoltori del Sud Europa (USSE), dalla Confederazione delle industrie cartarie europee (CEPI) e dalla Confederazione europea delle industrie della lavorazione del legno (CEI-Bois).

Fonte: Europe Direct Veneto

L’Europarlamento si oppone all’autorizzazione di cinque OGM

ogmIl Parlamento europeo si è opposto a una possibile autorizzazione da parte della Commissione europea per la coltivazione nell’UE di cinque prodotti OGM. Si tratta del mais Bt11 e 1507, MON810 (semi e prodotti) e cotone resistente al glifosate.

Rischi per agricoltori e ambiente. Gli eurodeputati hanno inoltre ribadito il loro appello per una riforma della procedura di autorizzazione degli OGM dell’UE. Le cinque risoluzioni non vincolanti approvate sono state presentate dai deputati Bart Staes (BE), Sirpa Pietikäinen (FI), Guilliaume Balas (FR), Lynn Boylan (IE) ed Eleonora Evi (IT). In pratica, gli europarlamentari hanno ricordato che i mais di tipo Bt11 e 1507 rischiano di danneggiare alcune specie di farfalle e falene e mettono in discussione il concetto, introdotto dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), di una “mortalità locale accettabile” di alcune specie di lepidotteri. La valutazione dell’EFSA sui semi di mais MON 810 manca di alcuni dati – hanno detto i deputati – che hanno sottolineato inoltre come la possibile contaminazione incrociata di una pianta invasiva che trasporta la tossina Bacillus thuringiensis (Bt), utilizzata come pesticida, possa porre “grandi rischi per gli agricoltori e per l’ambiente”.

Chi autorizza gli OGM nell’UE? Nel caso dei prodotti MON810 e del cotone geneticamente modificato 281-24-236 x 3006-210-23 × MON 88913 (DAS-24.236-5×DAS-21Ø23-5×MON-88.913-8), gli eurodeputati hanno evidenziato che gli OGM sono autorizzati nell’UE dalla Commissione senza il sostegno dei pareri dei comitati degli Stati Membri. Questa procedura, sostengono , avrebbe dovuto essere un’eccezione, ma è di fatto diventata la norma.

Rinfreschiamoci la memoria. Il Parlamento europeo si è opposto nell’ottobre 2015 a una normativa comunitaria che avrebbe permesso a ogni Stato Membro di limitare o vietare sul proprio territorio la vendita e l’uso di alimenti OGM approvati a livello UE. I deputati erano infatti preoccupati che una normativa di questo tipo si sarebbe rivelata impraticabile o che avrebbe portato alla reintroduzione dei controlli alle frontiere tra i Paesi pro e anti-OGM. L’Europarlamento ha cosi invitato la Commissione a presentare una nuova proposta.

Fonte: Europe Direct Veneto

 

Premio Bandiera Verde 2016, c’è anche un’azienda agricola veneta tra i “campioni” dell’agricoltura

Renato Maggiolo mentre raccoglie cipollotti

Renato Maggiolo

C’è anche un’azienda agricola veneta tra le 13 aziende agricole italiane premiate da CIA Agricoltori Italiani con la Bandiera Verde, premio giunto alla 14^ edizione, assegnato per la valorizzazione dell’ambiente in ambito agricolo. Si tratta dell’azienda agricola “Il profumo della freschezza” di Lusia (RO), che i soci Argav hanno visitato a maggio 2014  e che oggi vanta anche la presenza del ristorante vegetariano e della scuola di cucina veg, anticipati al tempo da Renato Maggiolo, che si recherà a Roma venerdì 11 novembre per ricevere il riconoscimento.

La manifestazione del premio, in realtà, inizia giovedì 10, all’Auditorium “Giuseppe Avolio” della Cia, alle ore 18, con la proiezione del film “Nuove Terre” di Francesca Comencini e Fabio Pellarin, che si è aggiudicato il premio Bandiera Verde Agricinema: cinque cortometraggi legati dal filo conduttore dell’agricoltura sociale, per raccontare l’attività agricola come mezzo di inclusione delle persone più svantaggiate (seguirà dibattito). Venerdì 11 novembre, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio alle ore 10:30, si terrà invece la cerimonia di premiazione vera e propria, con la consegna della “Bandiera Verde” a 13 aziende, tra cui quella di Maggiolo, 6 comuni e 5 associazioni “assi” dell’agricoltura sostenibile, dell’innovazione, dell’originalità, della qualità, della tradizione, della solidarietà. Verranno assegnati anche 7 riconoscimenti a “sezioni strategiche”, nonché 2 Premi speciali: a Osvaldo Bevilacqua per “Sereno variabile” e Isabella Della Ragione per “Archeologia arborea”.

Fonte: CIA Agricoltori Italiani/Il profumo della freschezza