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Venezia celebra “L’aqua granda” del 1966

banner_970x500Nel 2016 ricorre l’anniversario del cinquantennale dell’alluvione del 4 novembre del 1966. Fu un fenomeno di eccezionale portata che colpì, in particolar modo, Venezia e Firenze provocando ingenti danni al patrimonio culturale delle due città.

Per mantenere vivo il ricordo di quell’evento, la Città di Venezia, in collaborazione con il Comitato scientifico composto dai rappresentanti degli Enti e delle Istituzioni più rappresentative della città, promuove sul territorio metropolitano una serie di iniziative per far conoscere anche ai più giovani quello che fu l’episodio dell’ “aqua granda”.

Fonte: Comune di Venezia

29-30 ottobre 2016, a Candiana (PD), ma non solo, c’è il Festival delle Terre Benedettine

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Da sx, Stefania Piccolo (assessore comune di Tribano), Vincenzo Gottardo (consigliere provinciale), Mirco Scudellaro (consigliere comune di Candiana), Chiara Brazzo (sindaco di Candiana), Alberto Panfilio (sindaco di Cona), Anna Pittarello (sindaco di Bovolenta), Edoardo Battisti (assessore comune di Pontelongo)

Da sabato 29 a domenica 30 ottobre 2016 si tiene a Candiana (PD) il Festival delle Terre Benedettine. La manifestazione è stata ideata e voluta da 13 comuni insieme alle associazioni e alle aziende per la promozione del territorio, che si estende dai Colli Euganei, all’Adige, fino al mare. L’edizione di quest’anno verrà ospitata nella storica villa Renier di Pontecasale, ma sarà un’iniziativa itinerante.

Programma sabato 29 ottobre 
Ore 14.00 Apertura della Fiera Mercato Borgo del Gusto. Parteciperanno le aziende del territorio portando in piazza i loro prodotti sia dell’agroalimentare che dell’artigianato.
Ore 14.30 Inizia la Rassegna enologica Candiana Vinum con oltre 60 etichette in degustazione.
 Ore 18.00 Apertura del Festival. Tavola rotonda con tutti i sindaci aderenti al marchio Terre Benedettine, presentazione del marchio e dibattito sul futuro di questo territorio dal punto di vista dell’offerta culturale e turistica con esponenti del Ministero, della Regione e della Provincia.
 Ore 19.00 -19.30 Aperitivo a cura dei sommelier dell’associazione Ais con le etichette del territorio delle Terre Benedettine. 
Ore 20.00 Rassegna gastronomica: Cinque postazioni per cinque rinomati chef in rappresentanza dei loro territori: Colli Euganei, Adige, Città Murate, Gronda Lagunare e Terre Benedettine. Questo il teatro di una singolare sfida ai fornelli in cui ciascuno chef realizzerà un piatto con i prodotti simbolo della propria terra. A decretare il migliore sarà una giuria di giornalisti enogastronomi e il voto degli ospiti che parteciperanno alla degustazione. 
Dalle ore 21.00 Racconti in villa. Visita guidata di villa Renier e del secolo XVII attraverso aneddoti teatrali per gruppi di 40 persone. Alcune sale della villa diventeranno un palco di teatro dove verranno portati in scena i protagonisti del passato che hanno abitato qui o fatti avvenuti nelle stesse stanze. 
Ore 21.30. Serata in musica. The Fireplaces, il gruppo musicale italiano fondato da Andrea Scarso alias Caterino Washboard Riccardi: chitarrista, percussionista e voce che nel 2013 ha accompagnato Bruce Spingsteen nel suo concerto italiano. La serata è un viaggio che attraversa il folk roots rock e le influenze blues, tra tradizione popolare americana e british invasion



Programma domenica 30 ottobre.Ore 10.00. Apertura della piccola Fiera Mercato e partenza in bicicletta: “A spasso nella terra delle Corti Benedettine”, due ruote per un viaggio di due ore in campagna e conoscere da vicino il prezioso tesoro di arte e paesaggio lasciato dai Benedettini. Visita guidata al Duomo di Candiana e a villa Garzoni.
Ore 11.00 Convegno sulla stagione agricola. Le date del festival coincidono con la fine dei lavori agricoli (un tempo era San Martin) e dunque si prestano ad un bilancio del settore. Grazie alla presenza delle associazioni di categoria (Cia, Coldiretti, Confagricoltura) verranno presentati gli andamenti della stagione 2016. Seguirà la presentazione del libro “L’artigiano Alchimista” studio sociologico sulle aziende dell’agroalimentare al tempo della crisi, a cura di Ludovico Ferro.  
Ore 12.00 Continua la rassegna enogastronomica: Degustazione di piatti e calici con la possibilità di dare il proprio voto al migliore abbinamento. 
Ore 15.00 Racconti in villa. Visita guidata di villa Renier e del secolo XVII attraverso aneddoti teatrali per gruppi di 40 persone. Alcune sale della villa diventeranno un palco di teatro dove verranno portati in scena i protagonisti del passato che hanno abitato qui o fatti avvenuti nelle stesse stanze
Dalle 15.00 sarà attivo un miniprogramma di animazione per i più piccoli 
Ore 15.30 Nelle cantine di Villa Renier degustazione guidata con i sommelier dell’associazione Fisar del celebre vin Friularo 
Ore 16.00 Guida alla conoscenza e degustazione dell’extravergine di oliva. I giorni del Festival sono i giorni in cui la nuova campagna olearia entra nel vivo della sua stagione. Conosceremo, grazie a Ivano Giacomin, come si produce l’extravergine di oliva e ci accompagnerà nella degustazione
 Ore 16.30 Transumanze: pecorini dalla montagna alla pianura. Presentazione e degustazione guidata a cura di Michele Grassi, esperto di tecnologia casearia, si occupa di ricerca sui formaggi a latte crudo, è autore di alcune guide sui formaggi come “Manuale del casaro” e “Aromi”. 
Ore 17.00 Premiazioni. Verranno premiati il ristorante che avrà interpretato al meglio le caratteristiche del proprio territorio e le cantine che avranno raccolto il miglior punteggio.  
Ore 18.00 Conclusione del Festival

Un festival esempio di sinergia di promozione del territorio. Risale allo scorso 13 giugno il momento in cui undici sindaci di altrettanti comuni (Agna, Anguillara Veneta, Arre, Bagnoli di Sopra, Bovolenta, Candiana, Cona, Correzzola, Pontelongo, Terrassa Padovana, Tribano)  hanno sottoscritto l’adesione al marchio Terre Benedettine per condurre un’azione partecipata e condivisa nel riscoprire e far scoprire alcuni preziosi gioielli del patrimonio artistico, storico ed enogastronomico di questa parte della provincia padovana e veneziana. 
“Un tripudio di attività – ha detto Vincenzo Gottardo, consigliere provinciale delegato all’Agricoltura – una vetrina delle migliori produzioni della terra, una combinazione unica tra passato e futuro. Un orgoglio per la Provincia di Padova che sostiene manifestazioni come questa perché offrono la possibilità di valorizzare gli aspetti produttivi ed economici, turistici e culturali, facendo assaporare nel contempo l’identità propria di ogni luogo. A fronte della globalizzazione dell’agro-alimentare che sta condizionando i gusti dei cittadini, questa iniziativa serve anche a mantenere vivi i sapori di una “terra di mezzo”, contesa dalla natura, nell’eterna lotta tra terra ed acqua e dall’uomo, che nell’avvicendarsi delle civiltà si è sempre battuto per il controllo di queste aree strategiche. Un ringraziamento particolare quindi a tutti i Comuni che hanno ideato e voluto questa manifestazione, perché sa incentivare gli aspetti sociali e culturali, economici e folcloristici”.

Nella bonifica il comune denominatore. Un territorio che da allora è andato ulteriormente ingrandendosi (grazie alla partecipazione al marchio anche del comune di Conselve e di San Pietro Viminario) arrivando a mettere sotto lo stesso simbolo un’area che va dalle sabbie delle sponde dell’Adige, alle propaggini delle vulcaniche pendici dei Colli Euganei, arrivando fino alle terre salse che precedono il mare. Un territorio ricco di diversità dunque, soprattutto per quanto riguarda le produzioni, ma che trova nella storia il proprio comune denominatore, per essere caratterizzato dall’azione di bonifica e organizzazione agraria che i monaci Benedettini hanno portato avanti con determinazione per secoli. E nei contenuti del Festival delle Terre Benedettine ci sarà tutto questo: storia, paesaggio e ovviamente i prodotti che sono l’immagine di un territorio così eterogeneo. Sarà una festa, ma anche un momento di incontro e di approfondimento sui temi dell’agricoltura, del turismo di visitazione sul patrimonio artistico come elementi e forme di uno sviluppo possibile.

La sfida del festival. E’ quella di dimostrare che i tanti patrimoni della ruralità possono dialogare con i patrimoni dell’arte e dell’architettura nelle forme di una proposta che da queste parti ha per forza le forme dell’ospitalità. Un’iniziativa che nasce per unire, ed infatti, alle date del 29 e del 30 di ottobre di Candiana si uniscono quelle che vanno dal 20 al 23 ottobre per la promozione della patata americana Deco di Anguillara Veneta e quelle del comune di Pontelongo con i tre appuntamenti del 27 novembre, “Festival della dolcezza”, del 30, “l’Antica fiera di Sant’Andrea” e dell’8 dicembre con la consolidata marcia podistica “Quattro passi fra sucaro e farina”.


Genuinità vera. “Questo è un territorio splendido – spiega il sindaco di Candiana, Chiara Brazzoricco di storia, di bellezze paesaggistiche, di bravi artigiani che sanno fare bene il loro lavoro. Troppe volte, però, sento commentare la nostra Bassa Padovana con un tono di rassegnazione, insistendo più su quello che manca che su quello che c’è. E invece c’è molto: la qualità della vita data dalla tranquillità del paesaggio, la sostenibilità della nostra economia legata ancora profondamente alla campagna, il valore dei nostri prodotti: vino, carni, animali di bassa corte, orticole, latte sono emblemi di una genuinità vera, nemmeno lontana parente di quei prodotti della grande distribuzione per i quali la parola naturalezza e solo uno slogan nella campagna di marketing. Le aziende locali hanno i nomi delle nostre famiglie, persone che credono nel nostro territorio, che contribuiscono a tenerlo ordinato, efficiente e in loro confidiamo molto come Amministrazione. É proprio questo che ci spinge oggi ad insistere su questo legame con il territorio, perché è il nostro valore, vogliamo sia conosciuto e che su questo si imperni anche il futuro del nostro comune. Quando penso al futuro, penso ai miei nipoti: vorrei vivessero in una Candiana immersa nel verde, in un ambiente sano, ordinato, con aziende vive capaci di offrire opportunità di lavoro”.

Scoprire la bellezza dei borghi. “Il Festival delle Terre Benedettine – aggiunge il consigliere di Candiana Mirco Scudellaroè un cartellone nato per mettere insieme tutte le iniziative del territorio che si legano ai prodotti tipici o alla visitazione del paesaggio o degli aspetti monumentali. Un modo per presentare l’insieme dell’offerta per evitare doppioni e accompagnare la promozione con strumenti capaci di intercettare presenze anche al di fuori della nostra area. Nella fattispecie, con le date del 29 e del 30 ottobre, abbiamo deciso di partire da Candiana per valorizzare il nostro piccolo ma bellissimo borgo di Pontecasale, con le sue ville: Garzoni, in primis, Renier, che ospiterà il Festival, la Loggetta fresca di restauro e riempirlo con i prodotti del territorio, di cultura, di un’aria di festa tra tradizione e folklore”.

Fonte: Servizio Stampa Festivel delle Terre Benedettine

 

Sperimentare il lavoro artigianale la nuova proposta di turismo internazionale proposta da Confartigianato Imprese Veneto in collaborazione con VivoVenetia

PANE DI CONFARTIGIANATOMettere in rete le imprese artigiane di qualità e proporle al mercato turistico internazionale. E’ questa la scommessa di Confartigianato Imprese Veneto condotta grazie al contributo della Regione Veneto insieme a VivoVenetia, portale multilingue di booking on line, per promuovere in maniera innovativa le imprese artigiane venete e valorizzare il loro potenziale attrattivo. Moda, design, enogastronomia, artigianato artistico: sono decine i laboratori inseriti in percorsi turistici “innovativi” codificati nel portale DiscoveringArtigianato e aperti ai visitatori che ricercano e vogliono vivere il “made in Italy”.

Prove tecniche di trasmissione. Confartigianato ha testato il progetto invitando 8 operatori esteri ad immergersi in una 5 giorni (dal 20 al 25 settembre scorso) fra arte, storia, natura in quella che è una delle cornici più suggestive del Nord Italia, il Veneto. Attenzione particolare è stata data all’arte della “trasformazione della farina” in pane, pasta e, ovviamente, dolci. A Cittadella (PD) ad esempio, si sono cimentati nelle lezioni tenute al panificio le Delizie del Grano di Nicola Trentin, che offre diverse soluzioni. Si va dal corso sul pane o pasticceria (da 2 persone fino ad 8 partecipanti per volta) che dura dalle 3 alle 5 ore (disponibile in italiano, rumeno, inglese e francese), al corso adatto ai più piccoli che possono così mettere le “mani in pasta” creando pane o biscottini sino ai pacchetti degustazione che permettono l’esperienza della degustazione dei prodotti di panificio e pasticceria, abbinati con prodotti tipici veneti, confetture di frutta e verdura.

Turismo esperienziale. In totale sono 23 le imprese artigiane coinvolte e più di 30 le esperienze proposte in cinque percorsi. “Un progetto che nasce nell’ottica del turismo esperienziale, capace di offrire al turista un’autentica comprensione dei territori attraverso esperienze personalizzate e vissute in prima persona. Il contatto con gli artigiani è il nostro valore aggiunto”, spiega Luigi Curto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto. Un valore che la nuova legge regionale sul turismo mette in evidenza privilegiando l’offerta turistica integrata che veda il coinvolgimento di tutti gli attori presenti in un territorio, promuovendo sinergie in grado di offrire al turista un’esperienza gratificante, non solo per quanto riguarda il pernottamento, ma che sia in grado di fargli scoprire un territorio. “Offriamo infatti l’opportunità, molto apprezzata all’estero ma da qualche anno anche in Italia,  di conoscere, imparare, sperimentare un’arte, che sia la cucina, la stampa, la lavorazione del legno o dei tessuti, e di viverla con le proprie mani. Vogliamo rendere il visitatore “protagonista” di un’esperienza unica, di vera conoscenza”, conclude Curto.

La partnership tra Confartigianato e VivoVenetia, nell’attuale fase di start-up, vede coinvolte più di 150 diverse attività da vivere in Veneto e rappresenta anche una concreta scommessa imprenditoriale. Il portale già avviato da Confartigianato, dava la possibilità di consultare offerte di artigiani di tutto il Veneto. Ora con VivoVenetia, che ha curato la promozione online delle realtà artigiane entrate nel progetto e ha reso le loro offerte facilmente accessibili sul web, prenotazioni e acquisti online avvengono in pochi clic! I due portali si integrano quindi in un tutt’uno che va a colmare il gap tecnologico e di visibilità che limita fortemente il riconoscimento delle piccole-medie eccellenze locali e soprattutto facilita la commercializzazione, step sempre molto delicato e necessario per assicurare la sostenibilità dei progetti.

Le imprese che animeranno il tour. Belluno: Liquori Frescura, Pasticceria Gaggion e la guida alpina Pierangelo Pedol, Padova: Panificio Le Delizie del Grano. Treviso: Cantina Produttori Fregona, Cantine Perlage, La Pratolina, Maglieria Maso, Pasta e dintorni, Salumificio Silvano Paier, Tekne, Tessitura la Colombina e Via Roma bottega d’Arte. Venezia: Bottega Tenderini, Fonderia Valese, LinoFritto, Nicolao Atelier, Tramontin gondole. Vicenza: Ceramiche Barettoni, Poli distillerie, Stamperia d’Arte Busato, Villa Godi Malinverni, ristorante Torchio Antico e Villa Fabris. Sponsor tecnici del progetto sono: ATVO, CoopCulture, Museo Ebraico, Museo del baco da Seta, Vespa Rent Dolomiti, Antica Locanda Cappello, Casa-Museo dell’alchimista, RAL noleggio bici, Hotel Doriguzzi, Birreria Pedavena, AC Hotel, Castello Di Roncade, LagunaFLA, San Servolo Servizi Metropolitani di Venezia.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Veneto

Cinghiali: Giunta presenta disegno di legge con piani triennali di controllo e abbattimento

Terreno rovinato dai cinghiali in Lessinia IMG00617-20121127-1139 (1)

terreno in Lessinia su cui sono transistati dei cinghiali

Piani triennali di controllo dei cinghiali, abbattimenti selettivi nelle aree parco e nelle riserve naturali, indennizzi per i danni causati a coltivazioni e pascoli, sanzioni per chi immette o foraggia i temuti suinidi e, infine, centri di lavorazione della carne dei capi abbattuti o ceduti dai cacciatori. Questi i capisaldi del disegno di legge “Norme in materia di gestione della popolazione di cinghiale (Sus scrofa) nel territori regionale” che la Giunta regionale ha approvato e che ora viene trasmesso all’esame del Consiglio regionale.

Piani triennali di contemimento. “Di fronte alla proliferazione incontrollata della specie e ai tanti danni causati alle attività umane – dichiara l’assessore Pan – abbiamo predisposto uno strumento normativo organico, in linea con le norme vigenti per la fauna selvatica e il prelievo venatorio. La Giunta potrà così elaborare piani triennali di contenimento, validati dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Nelle aree a caccia programmata si tratterà di piani di controllo numerico. Nei parchi e nelle riserve naturali regionali saranno possibili piani di abbattimento selettivo, così come già sperimentato in Lessinia. Non autorizziamo la caccia al cinghiale, perché il regime venatorio si è dimostrato essere una soluzione non efficace se non controproducente, ma  attività di controllo mirate e regolamentate”.

Nello specifico. Il disegno di legge della Giunta conferma l’indennizzo dei danni causati agli agricoltori (pur nei limiti delle disponibilità di bilancio) e la valorizzazione delle carni: ogni ambito di caccia o comprensorio alpino dovrà avere centri di sosta e di lavorazione dei capi abbattuti o prelevati. La Regione promuoverà iniziative di valorizzazione delle carni lavorate e favorirà accordi per destinarne una quota alla solidarietà e alla beneficenza alimentare. Infine, l’iniziativa legislativa proposta dalla Giunta dà la facoltà ai cacciatori che applicano la tecnica della ‘girata’, facendo ricorso ai cani da traccia, di poter recuperare i cinghiali feriti anche fuori dagli orari e dai giorni previsti dal calendario venatorio e di poterne gestire le spoglie. Chi verrà sorpreso a foraggiare o allevare cinghiali o loro incroci senza autorizzazione verrà multato con sanzioni fino a 950 euro e relativa confisca dell’animale.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Arzerello di Piove di Sacco (PD), 28 ottobre 2016, all’incontro Argav-Wigwam si parlerà di Parco Agro-Paesaggistico Metropolitano di Padova, festival delle Terre Benedettine, “macchine del freddo”. In conclusione, la Truma Band presenterà il cd selezionato dal Club Tenco tra i più belli per le canzone d’autore in dialetto

Carlo Favero, direttore del Consorzio Vini Venezia illustra la fusione ai soci ARGAV

immagine di repertorio, incontro Argav-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Venerdì 28 ottobre 2016, a partire dalle 19, si terrà il consueto incontro mensile Argav al circolo di campagna Arzerello di Piove di Sacco (PD, in via Porto, 8. Tra gli ospiti che daranno vita alla serata, figurano Stefano Pagnin, presidente del Circolo Wigwam “Il Presidio” e consigliere nazionale Wigwam Italia, che presentaerà il progetto “Parco Agro Paesaggistico Metropolitano di Padova, Mauro Gambin, redattore della rivista “Con i piedi per terra” per presentare il “Festival delle Terre Benedettine, Rino Gobbi, scrittore e Andrea Tralli,  editore, che presenteranno il volume “Il ragazzo e la sua macchina del freddo”. Ci sarà inoltre la “TRUMA BAND” (Riccardo Vianello, voce e chitarra, Michele Fiengo, fisarmonica) per presentare il loro CD selezionato dal Club Tenco tra i più belli nella sezione “canzoni d’autore in dialetto”

Argav in trasferta nel Bolognese, nel paradiso della mortadella

alcisa-i-70-anni(di Nadia Donato) Se si parla di Bologna viene in mente anche la mortadella. Se si parla di mortadella si parla molto di Alcisa, azienda leader che si trova a pochi chilometri dal capoluogo emiliano-romagnolo, a Zola Predosa. Il prestigioso mortadellificio apre le porte dello stabilimento alla visita (e agli assaggi) di chi vuole visitare il processo produttivo del prodotto, nel 2016 ha compiuto 70 anni di attività, una ottantina di lavoratori, un fatturato che sfiora i 45 milioni di euro.

alcisa-mortadelleMarchio Igp. Il Gruppo Alcisa è lo storico e prestigioso marchio bolognese che nella mortadella Igp ha il fiore all’occhiello della variegata produzione di salumi. Azienda leader, a livello nazionale, nella produzione di mortadelle come la Due Torri che si distingue per la ricercata qualità dei tagli utilizzati: la spalla il magro di coscia e il giusto rapporto qualità-prezzo. E’ un prodotto di nicchia che pone Alcisa al top valorizzando così la tradizione gastronomica bolognese anche all’estero: Francia, Germania, Spagna e Sud America. Molte delle altre referenze della gamma si posizionano nella fascia alta di mercato, sempre con un’attenzione particolare al mantenimento del corretto rapporto qualità-prezzo.

alcisa-presentazioneUn po’ di storia. L’azienda nasce nel 1946 dall’intraprendenza di tre giovani: i gemelli Ivo e Gino Galletti e l’amico Rino Brini che alla fine della guerra decisero di rimboccarsi le maniche per “fare la mortadella buona, tenendo basso il prezzo”. Era un momento in cui c’era in tutti l’aspirazione ad una alimentazione più sostanziosa e più completa e al ritorno a cibi sani e gustosi che – come i salumi e gli insaccati di carne suina – durante il conflitto erano appartenuti, per molti, al mondo dei sogni e dei desideri più che alla realtà. Il laboratorio si trovava nel retrobottega dell’antica Salumeria Reggiani, in via Rivareno a Bologna: lì i due fratelli, recuperando un’antica ricetta, iniziarono la lavorazione della mortadella cuocendola in una stufa a legna di quercia stagionata. Dal 2011 Alcisa fa parte del gruppo Grandi Salumifici Italiani e oggi è leader nazionale nella produzione di mortadella.

alcisa-lavorazioneDalla sede centrale escono ogni settimana 1500 quintali di mortadella. Numeri che Ivo Galletti e Rino Brini spiegano così: “Ci divertiamo ancora, come quando abbiamo iniziato quest’avventura. L’entusiasmo ci spinge a non mollare. Abbiamo sempre puntato sulla qualità anche a costo di guadagnare meno. Ma ciò ha premiato e continua a premiare. I consumatori, oggi come allora, capiscono ed apprezzano i prodotti con il marchio Alcisa”. 
La classica mortadella “Due Torri”, da gustare con un Pignoletto della cantina Gaggioli con vigneti sulle Colline-Predose, continua a tenere alta la bandiera gastronomica bolognese per la gioia dei buongustai di tutto il mondo.

Nel vicentino: da Breganze alla Biblioteca La Vigna, donato l’Archivio Storico Pietro Laverda, la più antica fabbrica europea di macchine agricole

laverdaMercoledì 26 ottobre alle 17.30 sarà ufficalmente donato alla Biblioteca La Vigna il ricchissimo Archivio Storico della Ditta Laverda, storica azienda breganzese di macchine agricole che si impose sul mercato nazionale e internazionale a partire dalla fine del XIX secolo ed è ad oggi la più antica fabbrica europea di macchine agricole tuttora in attività e sempre nel medesimo sito produttivo.

Documenti e fotografie. 35 metri lineari di documenti cartacei (tra cui decine di migliaia di pagine di corrispondenza e di manualistica tecnica, numerosi registri contabili e del personale), e un ricchissimo archivio fotografico (con circa 50.000 soggetti riguardanti sia le macchine prodotte sia gli stabilimenti, la vita di fabbrica e le attività sociali collaterali) compongono l’archivio che, dopo un necessario riordino e un’adeguata catalogazione, sarà messo a disposizione non solo degli studiosi, ma dei molti appassionati e cultori della storia della meccanizzazione agricola in Italia. Grazie a questa donazione, esempio encomiabile per altri imprenditori privati, la Biblioteca La Vigna potrà sempre più favorire lo sviluppo del settore agronomico a livello nazionale e internazionale. Oltre che ai generosi eredi, a Piergiorgio Laverda in particolare, che hanno donato l’eccezionale Archivio, un particolare riconoscimento spetta anche alla Cassa di Risparmio del Veneto, che ha finanziato i primi impegni di una sua valorizzazione.

Fonte: Biblioteca La Vigna

Blue Tongue: Regione Veneto appronta un piano per vaccinare tutto il patrimonio zootecnico regionale

220px-bluetongue_virusProseguono i casi di contagio di ‘blue tongue’, la febbre catarrale maligna che ha colpito greggi e armenti del Bellunese, del Trevigiano e del Vicentino e che ha raggiunto anche gli allevamenti delle altre province venete. Per contrastare la diffusione dell’epidemia, i Servizi veterinari della Regione hanno presentato al ministero per la Salute  un piano regionale di vaccinazioni a tappeto, esteso a tutto il territorio regionale e rivolto a tutto il patrimonio zootecnico.

Acquisto vaccini a carico della Regione, somministrazione a carico degli allevatori. “Compreremo un milione 700 mila dosi di vaccino, per assicurare a tutti gli allevatori di bovini da latte e da carne e di ovicaprini la somministrazione gratuita delle dosi necessarie”, assicurano gli assessori alla Salute e all’Agricoltura, Luca Coletto e Giuseppe Pan, al termine dell’incontro con tutte le associazioni professionali degli allevatori veneti. Il piano di vaccinazione, attualmente al vaglio del Ministero per la necessaria approvazione,  interesserà 443 mila bovini da carne, 419 mila bovini da latte, 55 mila ovini e 19 mila caprini. Per i bovini sarà necessario effettuare un richiamo dopo 3 settimane e, per tutte le specie, un ulteriore richiamo a distanza di un anno.  “Confermiamo agli allevatori quanto già promesso: la Regione Veneto si farà carico dell’acquisto dei vaccini – dichiara Giuseppe Pan – mentre la somministrazione resterà a carico degli allevatori, che potranno avvalersi dei veterinari aziendali o, in alternativa per le piccole aziende, dei veterinari Ulss”.

Certificazioni gratuite per spostamenti. Oltre alla fornitura gratuita dei vaccini, la Regione assicura il rilascio gratuito da parte dei servizi veterinari del certificato obbligatorio per la movimentazione degli animali. “L’intero Veneto è stato dichiarato zona di restrizione – chiarisce Pan – e, quindi, per aiutare gli allevatori abbiamo previsto l’esonero dall’obbligo di certificazione (il  modello 4) per i capi avviati a macellazione  e il rilascio gratuito di tale certificazione per quanti dovranno essere movimentati fuori regione. Si tratta di un’ ulteriore semplificazione che vale oltre 30 euro di risparmio a capo per gli allevatori e che agevola le aziende in questa difficile fase di mercato”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Terremoti. A Milano, la mostra che ne spiega origini e segreti.

mostra-terremotiDal 29 ottobre 2016 al 30 aprile 2017 il Museo di Storia Naturale di Milano ospiterà l’’esposizione “Terremoti. Origini, storie e segreti dei movimenti della Terra“.

Perché una mostra sui terremoti? L’’Italia è un paese ad alto rischio sismico, ma spesso ce ne dimentichiamo e torniamo a interrogarci su questo fenomeno solamente quando la terra trema, provando stupore di fronte alla potenza della natura e restando sorpresi nel constatare l’’attuale incapacità della scienza di prevedere i terremoti. La mostra aiuterà i visitatori a conoscere meglio questi eventi naturali, le cause che li scatenano, dove avvengono, con quale frequenza e le modalità con cui le onde sismiche si propagano, ma ci aiuterà anche a capire quali sono quelle semplici regole comportamentali da adottare per limitare i danni che un terremoto potrebbe provocare.

L’’esposizione si sviluppa attraverso 7 sale (anatomia del pianeta Terra, movimenti dei continenti e della crosta terrestre, faglie e terremoti, tsunami, prevenzione “cover-drop-hold on”, gli strumenti storici del geofisico, difesa strutturale dai terremoti-adeguare gli edifici con criteri antisismici e costruire con criteri antisismici) in un percorso avvincente fatto di immagini spettacolari, fotografie satellitari provenienti dalla NASA, diorami di grandi dimensioni, filmati, una vasca in cui viene simulata un’’onda di tsunami, una tavola sismica, sismografi e strumentazione antica e moderna, ma anche rocce e minerali provenienti dalla ricca collezione del Museo di Storia Naturale che illustreranno la diversità della crosta terrestre, in un costante dialogo fra la mostra e il museo che la accoglie.

Prevenzione. Una sezione sarà dedicata ai terremoti del passato più importanti e spaventosi – fra cui ricordiamo quello di Messina del 1908 riprodotto in un grande diorama –, un’’altra sezione riguarderà gli tsunami e vedrà la presenza di un modello in scala di boa per la sorveglianza di questi fenomeni, attualmente utilizzata a Stromboli. Grande rilievo sarà dato al tema della prevenzione, sia in campo ingegneristico in relazione alla costruzione con criteri antisismici e all’utilizzo di materiali all’’avanguardia come la carta in fibra di vetro che viene adoperata come rete di contenimento delle pareti, sia per quanto riguarda la conoscenza degli strumenti più innovativi atti a proteggerci in caso di terremoto, ad esempio saranno presenti degli speciali banchi di scuola progettati per reggere il peso della caduta di una tonnellata dall’altezza di sei metri.  Alla mostra sono collegati laboratori esperienziali e attività didattiche a cura di ADM, con percorsi personalizzati in base alle diverse età degli utenti. La mostra è promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura e dal Museo di Storia Naturale di Milano, con l’Associazione di divulgazione scientifica Vulcano Esplorazioni e Silvana Editoriale.

La mostra in pratica. Orari. Da martedì a domenica: 9.00-17.30 (ultimo ingresso ore 16.45), lunedì chiuso. Biglietti. 10 € intero.7 € ridotto. 5 € ridotto scuole. 7 € adulto + 4 € bambini (dai 6 ai 14 anni) ridotto famiglia. 6 € adulto + 3 € bambini (dai 6 ai 12 anni) ridotto famiglia con visita guidata ADM. Infoline e prevendita biglietti Vivaticket Singoli 02 99 90 19 31 | http://www.vivaticket.it Gruppi e scuole 02 99 90 19 31 gruppi@bestunion.com. Prenotazioni visite guidate Singoli e famiglie 02 88 46 33 37 Gruppi e scuole 02 99 90 19 31 gruppi@bestunion.com Informazioni 02 88 46 33 37 – info@assodidatticamuseale.it Info point Museo di Storia Naturale 02 88 46 33 37 http://www.comune.milano.it/museostorianaturale/

Fonte: Servizio Stampa Museo di Storia Naturale

Dal 28 al 30 ottobre 2016 torna a Segusino (TV) la Fiera Franca del Rosario. Leit motiv della manifestazione, il formaggio S-céch e la fienagione.

manifesto-ritUna delle più longeve fiere agricole di bestiame e prodotti agro-alimentari del Veneto: questa è Fiera Franca del Rosario di Segusino (TV), la cui 112^ edizione si tiene dal 28 al 30 ottobre 2016.  Ad organizzarla, da qualche anno a questa parte, è un gruppo di associazioni coordinate dalla Pro Loco.

Filo conduttore della manifestazione rimane il formaggio S-céch. Altra tematica dell’edizione 2016 sarà la fienagione, rituale estivo che, per dedizione e per necessità, ogni contadino era solito compiere per far provvista del fieno necessario a nutrire gli animali durante l’inverno.

Gli eventi di venerdì 28 ottobre. La Fiera, che rientra nella rete di eventi “Delizie d’Autunno”, inizierà venerdì 28 ottobre nel tardo pomeriggio con il torneo di calcio in gabbia 1 contro 1, mentre nella tensostruttura riscaldata si terrà lo show cooking “L’uovo con tutte le sue facce“,  che metterà in primo piano alcune ricette povere a base di uova, presentate da Danilo Gasparini, docente universitario in cultura del Cibo e del Vino e collaboratore della trasmissione televisiva Geo&Geo (costo 12 euro a persona – prenotazione obbligatoria Tel. 340.6285209 entro il 25 ottobre).

Gli eventi di sabato 29 ottobre. Momento clou della fiera sarà sabato 29 ottobre mattina, con la rassegna bovina e di altri animali, l’apertura degli stand enogastronomici ed espositivi e l’inizio della mostra mercato. Nel pomeriggio, ci sarà la 10^ corsa podistica “Sulle Grave del Piave e Borghi di Segusino” e la 3^ Nordic Walking.

Gli eventi di domenica  30 ottobre. Fin dal primo mattino, è prevista l’apertura degli stand e della mostra mercato. Lungo le vie del paese, sfileranno i mezzi agricoli d’epoca e contemporanei, mentre nel primo pomeriggio a sfilare saranno i segusinesi vestiti in abiti d’epoca dgli anni ’20-30 del secolo scorso, nonché la banda cittadina. Ci sarà inoltre la 3^ rassegna cinofila segusinese.

Negli stand enogastronomici, aperti a mezzogiorno e sera, si potranno trovare le specialità segusinesi, primo fra tutti lo S-céch, ma anche piatti a base di tartufo di montagna. Nei giorni della manifestazione, sarà possibile partecipare all’iniziativa “La Fiera della Solidarietà“, che prevede, per ogni porzione venduta di gnocchi all’amatriciana,  la devoluzione di una parte del ricavato alle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto.

In occasione del centenario della Grande Guerra sabato e domenica ci saranno anche delle originali e inconsuete rievocazioni storiche in costumi d’epoca, con l’allestimento di un campo militare, spari dei cannoni, mostre ed esposizioni. Maggiori info nel sito:   http://www.prolocosegusino.it  o nella pagina Facebook  Pro Loco Segusino.

Fonte: Pro Loco Segusino