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L’inquinamento atmosferico e acustico continuano a nuocere alla salute dei cittadini europei

Tre quarti dei cittadini europei vivono in aree urbane e sono quindi particolarmente esposti all’inquinamento atmosferico e acustico. L’inquinamento atmosferico uccide almeno 250.000 persone all’anno in Europa, secondo l’Agenzia europea per l’ambiente. Inoltre, l’esposizione prolungata a un rumore eccessivo può avere effetti negativi sulla salute, come disturbi del sonno, ansia, disturbi cognitivi e problemi di salute mentale, che ogni anno sono all’origine di 48.000 nuovi casi di patologie cardiache e di 12.000 decessi prematuri in Europa. A questo proposito, l’Unione Europea ha introdotto norme per proteggere i suoi 450 milioni di cittadini dall’inquinamento atmosferico e acustico, destinando 46,4 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 e 185,5miliardi di euro per il periodo 2021-2027 al conseguimento degli obiettivi in materia di aria pulita.

Il rumore è l’altra faccia dell’inquinamento urbano, ed è spesso trascurato

“Sono stati compiuti progressi nella lotta contro l’inquinamento urbano, ma sarebbe un errore dormire sugli allori”ha dichiarato Klaus-Heiner Lehne, esponsabile dell’audit per la Corte dei conti europea.  L’Ue e i suoi Stati membri devono capire che gli obiettivi ambiziosi potranno essere raggiunti soltanto a prezzo di notevoli ulteriori sforzi”.Gli auditor, infatti, prendono atto del complessivo miglioramento della qualità dell’aria nell’Ue, ma avvertono che l’inquinamento atmosferico, in particolare la concentrazione di biossido d’azoto (NO2) causata da auto e mezzi pesanti, resta un problema grave. Nel 2022, 10Stati membri registravano ancora livelli di NO2 superiori all’attuale limite dell’UE. Dato che ben presto le norme sulla qualità dell’aria dell’Ue verranno inasprite, le città europee dovranno impegnarsi ulteriormente per attuarle ed avvicinarsi così ai livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

La Corte conclude che è praticamente impossibile valutare i progressi conseguiti nel ridurre questo tipo di inquinamento nell’UE. Il monitoraggio delle emissioni acustiche è lacunoso e tardivo nella maggior parte degli Stati membri, per cui non si riesce a definire una tendenza. I dati indicano che è improbabile che venga raggiunto l’obiettivo per l’“inquinamento acustico zero” entro il 2030 di ridurre del 30 % il numero di persone che sviluppano patologie a causa del rumore generato dai trasporti. Le stime mostrano che potrebbe scendere, nella migliore delle ipotesi, del 19 % e, nello scenario peggiore, potrebbe addirittura aumentare del 3 % entro il 2030.

Le città hanno difficoltà a ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico per tutta una serie di motivi, che vanno dallo scarso coordinamento tra le autorità a misure di dubbia efficacia, per non parlare dell’opposizione locale a tali misure. Prendiamo ad esempio le zone verdi, in cui i pedoni e i ciclisti hanno la precedenza sulle auto. La Corte ha riscontrato che tali misure comportano benefici per chi vive in quelle zone, ma peggiorano la qualità dell’aria e i livelli di rumore nelle strade limitrofe. Analogamente, le zone a basse emissioni, che contribuiscono a ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico, sono un tema sempre più controverso. A Barcellona o a Cracovia, ad esempio, la loro introduzione ha provocato una serie di azioni legali per discriminazione o ostacolo alla libertà di movimento, per cui la misura è stata ridimensionata o ritardata. La Corte ha rilevato inoltre che la procedura d’infrazione della Commissione europea è lunga e non sempre efficace nel garantire il rispetto delle norme dell’Ue sull’inquinamento atmosferico ed acustico nelle città sottoposte ad audit.

Pfas in Veneto, il grande esempio di cittadinanza attiva del gruppo “Zero Pfas del Veneto”

Dopo aver incontrato 8.500 studenti delle scuole secondarie del Veneto e 1.500 adulti nell’arco di 6 anni, Zero Pfas del Veneto, gruppo educativo di esperti e attivisti del movimento No Pfas, che gira gratuitamente nelle scuole secondarie per informare gli studenti sulla gravissima contaminazione da Pfas che ha colpito il Veneto e le sue possibili ripercussioni sulla salute e l’ambiente, si prepara il prossimo maggio a concludere l’itinerario educativo per l’anno 2024/205 “One health. un percorso di cittadinanza attiva per bandire i Pfas”.

Da chi è formato il gruppo Zero Pfas del Veneto

Coordinato da Donata Albiero, già dirigente scolastica, il gruppo è composto da 3 medici Isde e 2 del territorio (Francesco Basso, Francesco Bertola, Giovanni Fazio, Claudio Lupo, Dario Zampieri), supportati da Vincenzo Cordiano, e da altri relatori che intervengono a seconda dei temi trattati e attivisti. L’anno scolastico 2024/25 vedrà l’impegno di ISDE Italia, Medicina Democratica, Greenpeace (sez Vi), Libera (Veneto), CiLLSA, Rete GAS Vicentina, Mamme no Pfas (Veneto), Comitato Zero Pfas, Agno Chiampo (VI), Cittadini Zero Pfas (VI), Zero Pfas Padova, Acqua libera da Pfas (VI) Legambiente (Alta Padovana), Osservatorio Pfas (Italia).

Racconta Albiero: “I nostri incontri sono sempre momenti strutturati, ben pianificati, non cattedratici, stimolanti il protagonismo dei ragazzi. Esponiamo agli studenti quelli che sono, a dodici anni di distanza dalla scoperta della contaminazione, ancora le criticità, i silenzi, le responsabilità di enti e istituzioni, le disinformazioni della cittadinanza sui rischi dei contaminanti eterni. Lo sguardo è rivolto al processo penale in atto a Vicenza, al suo monitoraggio e alle azioni del movimento No pfas per rivendicare il diritto alla salute”.

Continua Albiero: “Evidenziamo ai ragazzi la nostra speranza che il procedimento giudiziario si concluda in tempo utile per accertare e sanzionare le eventuali responsabilità, evitando di cadere nel rischio di prescrizione relativo ai diversi reati contestati. Manifestiamo le nostre preoccupazioni su criticità che non hanno avuto ancora risposta (bonifica, alimenti sicuri…). Esprimiamo la nostra preoccupazione sulla situazione della contaminazione, ben lontana dall’essere risolta e sul silenzio che rischia di avvolgere un disastro ambientale di portata epocale”.

Prosegue Albiero: “Le esigenze di approfondimento di determinate tematiche, nell’ambito dell’itinerario sui Pfas, tiene conto degli indirizzi professionali delle scuole secondarie di secondo grado: settore moda, sicurezza nel lavoro, diritti e tutela ambientale nella Costituzione, naturalmente il tutto correlato alla visione filosofica di One health (salute globale). Portiamo le nostre rivendicazioni di cittadini attivi, le richieste di trasparenza che esigiamo dalle istituzioni, del tutto carenti in merito. Spieghiamo ai ragazzi come sia importante la cittadinanza attiva, per scuotere la politica. C’è un reale interesse tra la maggioranza degli studenti coinvolti nel percorso sui Pfas. Da soli non si vince, ripetiamo. I ragazzi concordano, si sentono chiamati a impegnarsi, responsabilmente, per una visione di futuro che mette al centro il diritto alla Salute e il rispetto del pianeta. Ci incoraggia il risveglio di una sensibilità collettiva che rifiuta di accettare il degrado: nuova consapevolezza, primo passo verso un cambiamento possibile e duraturo. C’è ancora una speranza che si fa largo, nonostante tutti noi siamo testimoni di una drammatica emergenza climatica mentre i Pfas, “inquinanti eterni” continuano ad avvelenare i nostri fiumi, il suolo e, inevitabilmente, anche noi. C’è ancora speranza, sì, ma essa esige, per affrontare le sfide che ci aspettano, l’impegno di tutti. Guardiamo, dunque, avanti, sapendo che uniti facciamo la differenza”.

Ulteriori informazioni
“Conoscere per capire e agire” è il motto del gruppo Zero Pfas del Veneto. Per approfondimenti sul loro lavoro potete consultare il sito https://sites.google.com/view/cillsacom/gruppo-educativo-zero-pfas-del-veneto

14-16 marzo, a Veronafiere si tiene la 12esima edizione della Fiera di Vita in Campagna-VinCa, ricca di espositori del settore e di corsi dedicati a giardino, orto, frutteti e allevamenti

Dal 14 al 16 marzo 2025, a Veronafiere si terrà la 12ª edizione di Vita in Campagna-VinCa, evento di riferimento per gli hobby farmer e per tutti gli appassionati di natura, orti e giardini. Il quartiere fieristico sarà quindi la destinazione per gli appassionati del verde.

Una storia di successo

Vita in Campagna-VinCa nasce dall’esperienza di Edizioni L’Informatore Agrario che, col mensile Vita in Campagna (http://www.vitaincampagna.it), si rivolge agli appassionati del verde da oltre 40 anni. Con la Fiera di Vita in Campagna la Casa Editrice ha vinto la sfida di portare fuori dalla rivista i suoi contenuti e di far incontrare fisicamente il suo pubblico e le aziende di punta  che operano nel mondo del verde. Di seguito una breve descrizione delle sezioni presenti.

Piante, Bulbi e Fiori

Ami il giardinaggio? Trasforma il tuo balcone in un’oasi verde con una vasta selezione di piante, bulbi e fiori. Scopri varietà uniche e ottieni consigli da esperti su come curarle al meglio, creando uno spazio che rispecchi il tuo stile e la tua passione per la natura.

Giardino / Outdoor

Scopri le ultime tendenze del giardinaggio! Dalle piante ornamentali agli accessori indispensabili, troverai tutto ciò che serve per valorizzare i tuoi spazi verdi. Partecipa a workshop e dimostrazioni pratiche per apprendere come creare giardini rigogliosi e accoglienti, perfetti per ogni stagione.

Frutticultura e Viticoltura

Se ami gli alberi da frutto, non puoi perderti il settore dedicato alla frutticoltura e viticoltura. Troverai le migliori varietà di piante da frutto, insieme a consigli su come coltivarle e curarle per ottenere raccolti abbondanti. Impara le tecniche di potatura e gestione per un frutteto rigoglioso!

Orto

Sei appassionato di coltivazione? Che tu abbia un grande giardino o un piccolo balcone, puoi creare il tuo orto ovunque! Scopri tecniche semplici e strumenti innovativi per coltivare verdure e spezie fresche. I nostri esperti saranno a disposizione per fornirti suggerimenti su come ottimizzare gli spazi e ottenere il massimo dai tuoi raccolti.

Animali da cortile

Sei amante dei piccoli animali da cortile? Scopri tutto ciò che serve per coccolarli e prenderti cura di loro al meglio! Visita il nostro stand dedicato, dove esperti del settore ti guideranno su alimentazione, salute e alloggi ideali, rendendo la tua esperienza con gli animali da cortile ancora più gratificante.

Cosmesi naturale

Bellezza e benessere si incontrano nel nostro settore di cosmesi naturale. Scopri prodotti ecologici e ingredienti biologici per prenderti cura del tuo corpo in modo sano e sostenibile. Partecipa a laboratori di bellezza e apprendi come realizzare le tue ricette di cosmesi, per un benessere completo e naturale.

Food

Deliziati con il meglio della natura nel nostro spazio dedicato al food! Troverai espositori che offrono una selezione di prodotti freschi, dal miele alle erbe aromatiche. Scopri i sapori autentici e le prelibatezze locali, partecipando a degustazioni che celebrano il legame tra cibo e natura, per il tuo benessere e il tuo palato!

Ulteriori informazioni: https://www.fieradivitaincampagna.it

29 marzo-8 giugno, al via la nuova edizione del concorso fotografico con visite alle ville della Riviera del Brenta organizzato da “Brenta sicuro”, iscrizioni entro il 15 marzo

L’associazione intercomunale “Brenta sicuro” organizza anche nel 2025 il Contest (concorso fotografico e visite alle bellezze della Riviera del Brenta) in memoria dell’architetto Antonio Draghi, vero e proprio cultore e custode della Riviera del Brenta e dell’ambiente in generale che, prima della sua prematura scomparsa, effettuò molti studi e restauri di ville venete e creò una collana di libri dedicata ai beni architettonici della Riviera.

Il Contest è itinerante fra le ville e i parchi della Riviera del Brenta toccando di volta in volta aree confinati del Miranese e della Saccisica. Ecco il programma:

29 marzo a Dolo, dopo il saluto delle locali istituzioni, accompagnati da Elisabetta Vulcano, si visita villa Concina e si passeggia lungo l’Isola Bassa cittadina per scoprire le origini e le trasformazioni di una località che pienamente rappresenta la storia e la cultura della Riviera della Brenta.

5 aprile, visita alla fattoria Saggiori a Sandon, con Laura Terrin, poi visita con Diego Mazzetto: le opere d’arte dell’antica chiesa di Fossò, esempio di Museo Diffuso.

12 aprile, accompagnati da Elisabetta Vulcano, visita a Palazzo Moro a Oriago di Mira e al ciclo di affreschi dedicato ai Capitani da Mar.

3 maggio, accompagnati da Elisabetta Vulcano, visita guidata a Villa Venier di Mira (Venezia).

10 maggio, accompagnati da Mauro Manfrin, visita di Villa Valier a Mira.

24 maggio, con Giampaolo Rallo, visita al museo lagunare Mustela di Lugo e, accompagnati dal Gruppo Archeologico Mino Meduaco, dei reperti archeologici custoditi a villa Colonda Marchesini (Municipio) di Campagna Lupia.

8 giugno, insieme a Elisabetta Vulcano, gita giornaliera in battello con Deltatour lungo la Riviera della Brenta. Previste visite a villa Foscarini Rossi a Stra ed alla Barchessa Valmarana di Mira. Pranzo leggero a bordo.

Per informazioni: eventibrentasicuro@gmail.it – whatsapp 347 2305979

Fonte: Associazione intercomunale Brenta sicuro

Provvedimenti in materia agricola Ue e proroghe decreto legge emergenze al centro dei “Pensieri obliqui” del presidente Argav, Fabrizio Stelluto

Inquinanti perenni. Prima in Europa, dal 2026, la Francia limita la produzione e la vendita dei prodotti contenenti P-fas

(di Riccardo Panigada, giornalista scientifico socio Argav). Secondo un rapporto parlamentare europeo sono 238 i miliardi di euro – un importo corrispondente al Prodotto interno lordo (Pil)  della Grecia – spesi in Europa per diminuire la concentrazione nelle acque dei P-fas, una famiglia composta da circa 4000 diverse molecole che i francesi giustamente definiscono “inquinanti eterne”. E Dan Lert – presidente delle Acque della municipalità di Parigi – rileva che una tale spesa non dovrebbe essere a carico dei contribuenti, ma da addebitarsi alle aziende chimiche che producono o che semplicemente impiegano i P-fas” (nella foto l’area veneta interessata dallo spargimento nelle acque di PFAS  dello stabilimento Miteni nel vicentino)

La Francia è infatti il primo paese europeo a occuparsi concretamente del problema a livello legislativo, quando in sede comunitaria si sta ancora dibattendo circa la produzione di una legge per bandire i P-fas dagli utensili da cucina. Scienzaveneto.it (la testa di cui Riccardo Paniga è direttore, ndr) lo ha appreso dall’emittente France 24 (che trasmette in tutto il mondo in francese, inglese, arabo e spagnolo), la quale ha annunciato che nel Paese del filosofo francese Montaigne è stato compiuto il primo importante passo: a partire dal primo gennaio 2026 sarà vietata in Francia la produzione, l’importazione e la vendita di tutti i prodotti (dai cosmetici alle scioline per gli sci, dalle padelle da cucina ai vestiti) che finora contengono le dannose molecole in oggetto. I P-fas donano infatti proprietà antiadesive, impermeabilizzanti, sono ritardatori del fuoco, e vengono impiegati perfino in cosmetici come il rossetto per le labbra, dal quale penetrano con grande facilità nel corpo delle donne attraverso la pelle.

La nuova legge ferancese ha intanto anche stabilito una tassa per i produttori inquinanti. Ma quali sono i rischi per la salute umana? A quelli noti da decenni, tra cui l’induzione di cancerogenesi e di disfunzioni ormonali (i P-fas coprendo i recettori dello iodio sulla tiroide, ne riducono l’assorbimento, e hanno determinato negli ultimi anni un notevole aumento nelle popolazioni del morbo di Hashimoto), un recentissimo studio epidemiologico pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Helsevier (gennaio 2025) aggiunge che l’esposizione delle donne incinta ai P-fas riduce la misura e la vascolarizzazione della placenta, con la conseguenza per il nascituro di venire alla luce sottopeso, immunodepresso e meno reattivo ai vaccini.

I P-fas si trovano ormai nel corpo di tutti, nessuno escluso (lo si rileva mediante una semplice analisi dei capelli), in quanto tali inquinanti eterni sono ubiquitari nelle acque, al suolo e perfino nell’aria… non ci si può quindi illudere di proteggersi più di tanto, e, quindi, l’unica opportunità di ridurre il rischio di contrarre patologie riconducibili a tali molecole, è quella di vietarne la produzione e l’impiego.

Di seguito alcuni passaggi tradotti da un articolo pubblicato sul sito di France 24:

Una legislazione “pioniera” nell’Unione Europea
Giovedì 20 febbraio il parlamento francese ha approvato a larga maggioranza un disegno di legge ambientale che limita la fabbricazione e la vendita di prodotti contenenti PFAS, “inquinanti eterni” ampiamente presenti nella vita quotidiana, il cui impatto sulla salute preoccupa l’opinione pubblica e le autorità pubbliche.
Il testo, sostenuto dalla sinistra e dalla coalizione di governo, contrario il partito della Le Pen, è stato approvato negli stessi termini del Senato, con 231 voti favorevoli e 51 contrari, e potrà ora entrare in vigore. L’articolo principale prevede di vietare, a partire dal 1° gennaio 2026, la fabbricazione, l’importazione e la vendita di qualsiasi prodotto cosmetico, prodotto in cera (per gli sci) o prodotto tessile per abbigliamento contenente PFAS, ad eccezione di alcuni prodotti tessili industriali o di quelli “necessari per usi essenziali”.
Nel testo è inoltre menzionata una tassa basata sul principio “chi inquina paga”, che colpisce gli industriali le cui attività comportano rilasci di PFAS.
L’ambizione iniziale del testo è stata tuttavia ridotta, escludendo in particolare gli utensili da cucina dal campo di applicazione del divieto. (Paradossale? – n.d.r.)
La ministra per la Transizione ecologica, Agnès Pannier-Runacher (Renaissance), aveva espresso il suo sostegno alla proposta di legge nell’introduzione ai dibattiti, chiedendo al contempo un discorso sfumato, “sempre alla luce della scienza” e “senza cadere in una condanna generale dei PFAS”.
“Ci sono migliaia di PFAS. Alcuni sono ben noti, altri meno. Alcuni sono pericolosi, altri sono considerati a basso impatto”, ha detto.
LINK UTILI:
Petizione per una legge di divieto dei P-fas in Italia
https://act.gp/Stop-PFAS-Feb25
Mamme NO P-FAS Veneto:
https://www.mammenopfas.org/chi-siamo

Insalata in busta, bisogna lavarla?

Nel 76° video della serie IZSVe (Istituto Zooprofilattico delle Venezie) «100 secondi» alcune raccomandazioni per ridurre i rischi per la salute che derivano dal consumo di insalate in busta.

Queste sono un prodotto comodo e pratico: facilitano la spesa e velocizzano la preparazione dei pasti. Ma una volta aperte, è necessario lavarle? La risposta è: dipende da quello che c’è scritto sulla confezione. Se c’è scritto “Prodotto lavato e pronto per il consumo” allora l’insalata è già stata lavata e asciugata dal produttore, e non è quindi necessario rilavarla. Se non è presente questa dicitura allora l’insalata deve essere lavata. A seguire, ulteriori informazioni sui rischi delle insalate in busta e i comportamenti che i consumatori possono adottare per ridurli.

Il 2024 l’anno più caldo in Veneto degli ultimi 30. Meno giorni di pioggia, ma fenomeni più intensi

Il 2024 in Veneto è stato l’anno più caldo di tutto il trentennio di riferimento 1991-2020, con un’anomalia climatica pari a +1,4° C. Anche per quanto riguarda le precipitazioni si osserva un cambiamento nella loro concentrazione: meno giorni di pioggia ma più intensi, con periodi di siccità più lunghi e una maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi con violenti temporali, grandinate, trombe d’aria, come avviene nel resto d’Italia. È quanto emerge dall’ultima edizione di ‘Statistiche Flash, numeri e grafici per capire il Veneto’, che focalizza l’attenzione sui cambiamenti climatici avvenuti nel tempo e sulle possibili soluzioni per ridurre le emissioni di sostanze inquinanti.

La situazione in Veneto rispecchia quanto osservato a livello nazionale e, in modo più ampio, su scala globale. Considerando le stazioni di ARPAV nel periodo di riferimento 1991-2020, la temperatura media annua sul Veneto è stata di 11,4°C, mentre nel 2023, si è attestata sui 12,7°C, esattamente come nel 2022: i due anni più caldi di tutto il periodo considerato. Relativamente al 2024, le prime stime indicano un ulteriore incremento, +1,4 °C rispetto alla media del periodo considerato, che porterebbe la temperatura oltre 12,8°C. È evidente quindi un tendenziale aumento, particolarmente accentuato a partire dal 2014, con ben 8 degli ultimi 11 anni con temperature medie sopra ai 12°C.

Per quanto riguarda le precipitazioni – si legge nel bollettino – il 2024 in Veneto è stato più piovoso del 38,5 rispetto alla media trentennale 1994:2023, con un picco nella stagione primaverile che ha visto un accumulo di precipitazioni quasi dell’87% al di sopra dello standard del periodo nel trentennio di riferimento. Rispetto agli eventi meteorologici più intensi, nel 2024 se ne sono registrati 54 contro una media di 49 degli ultimi 10 anni.

“Si passa da periodi di grande siccità a periodi di grande piovosità”, spiega l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin. “Due facce della stessa medaglia che vedono la regione in campo già da anni. Basti pensare ad esempio a Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico nato ormai 13 anni fa o al Piano di Tutela e Risanamento dell’atmosfera di cui la Regione Veneto si era dotata già vent’anni fa. I fenomeni meteo estremi registrati negli ultimi anni sono stati più rilevanti in termini di precipitazioni rispetto a quanto accaduto nel 2010 quando mezzo Veneto si allagò, ma non hanno dato gli stessi effetti al suolo proprio perché la Regione sta lavorando da anni su questo fronte”.

Rispetto ai cambiamenti climatici in atto, le azioni intraprese per la loro mitigazione si basano prevalentemente sul tentativo di ridurre le emissioni di gas nocivi e, in particolare dei gas serra, con il contenimento dei consumi di energia e con l’utilizzo di fonti rinnovabili e la contestuale diminuzione di quelle fossili.

Gli obiettivi posti dalla Commissione europea di coprire entro il 2030 almeno il 42,5% dei consumi energetici tramite fonti rinnovabili, si declinano a livello nazionale in una percentuale corrispondente pari a 39,4%, (contro il 19,2% rilevato nel 2022), attraverso un forte investimento nel settore elettrico. Questo dovrebbe portare ad una crescita della potenza annua installata degli impianti da fonti rinnovabili in Italia tale da raggiungere almeno gli 80.000 MW in più nel 2030 rispetto al 2020. Con il decreto 21 giugno 2024, sono stati definiti i singoli obiettivi regionali e, per il Veneto, si tratta di un incremento pari a 5.828 MW da raggiungere entro il 2030, sempre rispetto al 2020.

Un altro contributo al contenimento dell’inquinamento – viene evidenziato – può venire dallo sviluppo di aree verdi, perché gli alberi e le piante in genere svolgono un importante ruolo di assorbimento dei gas serra. Non a caso anche in Veneto i maggiori assorbimenti di CO2 equivalente sono concentrati nei comuni montani o comunque in prossimità delle zone boschive. “Come Giunta – ricorda Bottacin – abbiamo approvato la Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, con lo scopo di coordinare tutti i piani regionali e affrontare la sfida che abbiamo di fronte: dal Piano Energetico, alla Pianificazione Urbanistica, al Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico a quello dei Trasporti e così via”. Per maggiori approfondimenti: https://statistica.regione.veneto.it/

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Verona. Prima edizione “Premio Angelo Pangrazio”: vince l’inchiesta sui Pfas di Laura Fazzini

Con l’inchiesta “Come i Pfas hanno contaminato l’Italia” pubblicata su LifeGate, Laura Fazzini è la vincitrice della prima edizione del premio giornalistico “Angelo Pangrazio”. Classe 1983, veneziana di nascita e milanese d’adozione, Fazzini vanta collaborazioni con testate quali Osservatorio Diritti, Altreconomia, Lifegate, Lavialibera e Domani.

A consegnarle la targa e l’assegno di mille euro è stata Claudia Pelattieri, presidente dell’associazione “Amici di Angelo Pangrazio”, che – con la partecipazione del Sindacato giornalisti Veneto e della Fnsi – ha organizzato il premio incentrato sui temi dell’ambiente in memoria del giornalista Rai scomparso a 65 anni il 25 dicembre 2022.

Partecipata la cerimonia tenutasi lo scorso 22 febbraio a Verona nella sede di Fondazione Nigrizia e condotta dal giornalista del Corriere di Verona e di TeleNuovo, Lillo Aldegheri. Tra i presenti, la vicepresidente del Veneto Elisa De Berti, il presidente della Provincia di Verona Flavio Pasini, l’assessora alle Manifestazioni del Comune di Verona Alessia Rotta, il presidente del Parco del Delta del Po, Moreno Gasparini. Ospite di spicco il drammaturgo e attore bellunese Marco Paolini, intervenuto con un momento di riflessione anche sul ruolo del giornalismo di oggi e l’importanza della gestione delle risorse ambientali, fiumi in primis. «Serve una comprensione dei fatti per agire di conseguenza, al di là delle emergenze del momento» ha detto. Prima di lui, il professor Mauro Varotto, geografo dell’università di Padova (intervistato da Valentina Burati di TeleArena) ha parlato del legame tra Natura e uomo, toccando temi quali il cambiamento climatico, le migrazioni, rapporto tra “mondo” domestico e “mondo” selvatico.

Brevi note biografiche su Angelo Pangrazio
Veronese di Zevio, prima della pensione Pangrazio è stato inviato della Tgr Veneto, per anni punto di riferimento per la politica regionale. In precedenza aveva lavorato nei quotidiani l’Arena e la Cronaca di Verona e collaborato con diverse testate fra cui L’Unità, L’Espresso e il Giornale. Con Cierre Edizioni ha pubblicato l’inchiesta “Lupi a Nordest. Antiche paure, nuovi conflitti”, vincendo la 20esima edizione del premio letterario LeggiMontagna – sezione Saggistica.

Fonte: Sindacato giornalisti del Veneto

28 febbraio, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) corso di formazione giornalisti “Il mondo che cambia: specie aliene e invasive a Nordest”

Venerdì 28 febbraio p.v. al circolo di Campagna Wigwam (Via Porto, 8) ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova) si svolgerà il corso di formazione giornalisti “Il mondo che cambia: specie aliene e invasive a Nordest”, con durata 18-30-20.30, organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav.

Argomento affrontato
La biodiversità sul nostro pianeta è sotto attacco per diverse cause. La più silenziosa e forse meno nota è la diffusione di specie aliene, spesso inconsapevole conseguenza dei commerci mondiali, che quando assumono un comportamento invasivo vanno a compromettere i delicati equilibri degli ecosistemi. Un fenomeno non nuovo, ma che negli ultimi decenni di crescente globalizzazione ha assunto caratteristiche preoccupanti. Come si presenta oggi questa situazione e soprattutto quali sono  le concrete minacce al benessere dell’uomo? Quali strumenti e buone pratiche possono essere adottati per almeno contenere questi danni? La casistica delle specie alloctone; esperienze di gestione delle specie aliene in Friuli Venezia Giulia (nella foto il granchio blu).

Relatori
Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente Argav; Marco Buzziolo, giornalista vicepresidente Argav Friuli Venezia Giulia; Gabriele Cragnolini, Commissario Corpo Forestale FVG e presidente sezione Udine di Italia Nostra

Testimonial
Rodolfo Laurenti, Direttore Consorzio di bonifica Delta del Po “Polesine, un territorio minacciato”

Le iscrizioni devono avvenire attraverso la piattaforma http://www.formazionegiornalisti.it entro il 26 febbraio p.v. Al termine del corso avrà luogo la consueta conviviale mensile.