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Stasera al teatro La Fenice di Venezia l’anteprima nazionale de “Il respiro dell’acqua”, a cura di Andrea Vettoretti. Fra i testimonial sul palco, il presidente Argav Fabrizio Stelluto

Sarà la sala Apollinea grande del teatro La Fenice di Venezia a ospitare stasera, mercoledì 4 dicembre, alle ore 20.00, l’anteprima del nuovo progetto del chitarrista trevigiano Andrea Vettoretti: “Il Respiro dell’Acqua”. I biglietti sono acquistabili a teatro, è comunque consigliata la prenotazione gratuita telefonando al numero dedicato 320 0517000  oppure inviando una email a festival@musikrooms.com

Un viaggio poetico e musicale, che celebra la connessione profonda
tra l’uomo e il primo elemento di vita

Ogni brano (l’uscita dell’album è prevista a fine 2025) si ispira a un’immagine idrica: la danza della pioggia, la forza dei fiumi, l’immensità degli oceani, la purezza delle sorgenti. Andrea Vettoretti, direttore artistico del Festival delle Due Città Treviso-Venezia, mette da tempo la sua musica (l’album Rain uscì nel 2015) a servizio dell’impegno per la tutela delle risorse del Pianeta. Per questo a fargli da testimonial sul palco saranno Lorenzo Furlan, scienziato considerato uno degli entomologi più influenti al mondo e dirigente di Veneto Agricoltura; Eriberto Eulisse, direttore del Global Network of Water Museums; Fabrizio Stelluto, presidente Argav e vicepresidente vicario di Unarga (Unione Nazionale Associazioni Regionali  Giornalisti Agroambientali).

La serata-evento a Venezia

Il concerto, che gode anche del patrocinio RAI, è un viaggio musicale che unisce due progetti artistici di grande profondità: il nuovo lavoro “Il Respiro dell’Acqua” sarà, infatti, accompagnato dall’esecuzione di brani da “Q1-Quantum One”, il precedente lavoro dedicato all’Universo e al futuro della Terra. Attraverso composizioni come “Sound from Stars” e “Serendipity”, il pubblico sarà trasportato in un viaggio tra le stelle, dove la musica diventa un ponte tra l’infinitamente grande e l’intimità delle emozioni umane: un invito alla riflessione sul nostro rapporto con la natura e l’equilibrio del mondo, che ci circonda. A conclusione del Festival Chitarristico Internazionale delle Due Città 2024, l’esibizione rappresenta un incontro tra il macrocosmo celeste e il microcosmo terrestre, celebrando la bellezza e la fragilità del nostro pianeta.

Fonte: servizio stampa Andrea Vettoretti

Agromafie, in Veneto un progetto regionale per promuovere la legalità

IMG-20241126-WA0031“Quello di Coldiretti è un impegno costante per la legalità a tutela di tutti, agricoltori e consumatori. A livello nazionale opera l’Osservatorio Agromafie con un progettualità territoriale che proprio in Veneto ha favorito la programmazione di azioni mirate che continuano a coinvolgere enti ed istituzioni nel comune obiettivo di promuovere la trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare”. E’ quanto è stato puntualizzato a Verona nei giorni scorsi in occasione del convegno organizzato da Unioncamere e Regione del Veneto dal titolo:”Come studiare le mafie: analisi interdisciplinare” a cui ha partecipato Alberto Bertin dell’area legislativa di Coldiretti Veneto portando uno spaccato della realtà del settore primario.

La mafia arriva a controllare intere catene di supermercati e ristoranti

L’attività intrapresa con il coordinamento del comitato scientifico dell’Osservatorio stesso insieme all’ex Ispettorato Interregionale del lavoro, ai carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare, al nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Venezia, all’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Nord-est ha permesso la realizzazione di studi e ricerche sulla realtà regionale e soprattutto una capillare promozione nelle scuole di ogni grado e ordine di interventi per favorire comportamenti attenti e virtuosi di fronte ai segnali della presenza confermata di un sistema malavitoso anche in Veneto. “Le infiltrazioni mafiose  compromettono la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del Made in Italy nel mondo – ha spiegato Bertin riportando il quadro generale raccolto nei dossier. Le mafie nelle campagne operano attraverso furti di attrezzature e mezzi agricoli, pratiche commerciali sleali, caporalato, truffe nei confronti dell’Unione europea fino al controllo di intere catene di supermercati e ristoranti con un business criminale stimato – secondo Coldiretti – in oltre 24,5 miliardi di euro”.

Cibo settore di investimento della malavita

“Il cibo – ha ricordato Carlo Salvan presidente di Coldiretti Veneto che recentemente ha partecipato all’audizione in 4^ commissione consiliare  –  è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana delle persone. È fondamentale conoscere le criticità che possono toccare l’agroalimentare sotto il profilo delle illegalità e della criminalità; altrettanto importante è però prevenire le condizioni che possono esporre le aziende agricole a questi fenomeni – conclude Salvan –  è necessario quindi garantire l’equa distribuzione del valore sugli attori della filiera, a partire dal produttore, e creare politiche attive che consentano alle imprese di non trovarsi in difficoltà ad esempio nel reperimento della manodopera, che spesso è straniera e senza possibilità di trovare banalmente un alloggio dove abitare”.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

14-16 dicembre, a Santa Lucia di Piave (Treviso) c’è la Fiera internazionale dell’agricoltura con la mostra dei bachi da seta e di piante di gelso

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La tradizionale Fiera dell’agricoltura di Santa Lucia di Piave (Treviso) si terrà dal 14 al 16 dicembre 2024, evento che affonda le sue radici in una tradizione millenaria. Anche quest’anno Veneto Agricoltura sarà presente con lo stand Casa Veneto in collaborazione con Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).

Bachi e gelsi

Domenica 15 dicembre, lo stand vedrà l’animazione della Rete Bachicoltura Setica con l’osservazione dei bachi da seta e gelsi. Si avrà l’occasione di toccare con mano i bruchi ed i bozzoli, osservarli da vicino e scoprire le diversità delle varie razze. Saranno presenti anche le piante di gelso, unico nutrimento per il baco da seta, ed illustrate le caratteristiche della pianta e l’importanza che ricopre per la crescita della larva. Sarà in esposizione anche il kit di allevamento del baco da seta per invitare i docenti e gli alunni a sperimentare l’allevamento a scuola.

Fonte: Veneto Agricoltura

29 novembre, a Vipiteno (Bolzano) inizia il Natale delle campane (con mostra di quelle utilizzate in agricoltura)

Dal 29 novembre 2024 al 6 gennaio 2025 le vie del centro di Vipiteno (Bolzano) si illuminano per il Mercatino di Natale e le campane risuonano per il borgo medievale. Durante il periodo natalizio il centro si trasforma con il Mercatino di Natale in piazza Città. Il tema sono le campane, che risuonano dalla Torre delle Dodici che domina sul centro città addobbato a festa e dove è stato installato un carillon. Le campane scandiscono le giornate dell’Avvento mentre le vie del centro medievale si arricchiscono con le decorazioni natalizie, le bancarelle, le luci, il profumo del vin brûlé e dei dolci tipici, come i Zelten o lo Strudel, appena sfornati. Quello di Vipiteno è uno dei cinque mercatini di Natale originali dell’Alto Adige (gli altri sono Merano, Bolzano, Bressanone, Brunico).

Il carillon sulla Torre delle Dodici

La Torre delle Dodici che svetta sul centro medievale di Vipiteno è Il centro gravitazionale attorno a cui ruotano tutte le attività del Mercatino di Natale. Proprio su questa struttura in pietra del XV secolo, alta 46 metri e che divide Città Vecchia da Città Nuova, è stato montato un carillon con 25 campane realizzate dall’azienda austriaca Grassmayr. Da qui viene scandito il tempo dei mercatini con il carillon che suona dal lunedì al sabato alle ore 17 e la domenica alle ore 12. Ma gli appuntamenti clou sono per il sabato alle ore 17 e la domenica alle ore 12 quando piazza Città verrà avvolta da un suono ancora più armonioso con la musica dal vivo proposta da varie bande musicali che si aggiungerà al suono del carillon.

La via delle campane

La Città Vecchia di Vipiteno, all’interno del centro storico, durante il periodo dell’Avvento si trasforma nella “Via delle Campane”. In un piccolo museo dedicato si potrà scoprire la varietà delle campane utilizzate in agricoltura, mentre gli artigiani locali mostrano i loro prodotti realizzati a mano con amore e passione. Qui si potrà anche visitare una mostra di presepi.

La campana dei desideri a Monte Cavallo

In cima al Monte Cavallo, la montagna di casa per i vipitenesi, si può trovare una campana speciale: ognuno avrà la possibilità di suonare la “campana dei desideri”. Proprio sul Monte Cavallo si sviluppa il comprensorio sciistico di Vipiteno. La ski area è di dimensione contenute ma modernissima, ricca di servizi, con eccellenti piste per ogni livello. È raggiungibile direttamente dalla città con la nuova cabinovia del Monte Cavallo, inaugurata a dicembre 2022. Lo stesso impianto serve anche la pista da slittino illuminata e innevata più lunga d’Italia..

Orari d’apertura del mercatino di Natale Vipiteno

Dal 29 novembre 2024 fino al 6 gennaio 2025: tutti giorni dalle ore 10.00 – 19.00, 28 novembre dalle ore 17.00 – 19.00, 24 dicembre dalle ore 10.00 – 17.00 • 25 dicembre – apertura ridotta. Per ulteriori informazioni e il programma dettagliato: www.mercatinonatalizio-vipiteno.com

Fonte e credits foto: servizio stampa Società cooperativa turistica Vipiteno – Val di Vizze – Campo di Trens

Corte dei conti europea: le etichette degli alimenti possono trarre in inganno il consumatore Ue

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I consumatori possono facilmente perdersi in un labirinto di etichette degli alimenti, mentre queste dovrebbero aiutare le persone a prendere decisioni consapevoli al momento dell’acquisto, avverte la Corte dei conti europea in una relazione pubblicata lo scorso 25 novembre, aggiungendo che i consumatori europei sono esposti a un numero crescente di indicazioni, loghi, slogan, etichette e punteggi che possono non solo creare confusione, ma anche risultare fuorvianti.

Fornire informazioni sul contenuto e sulle proprietà degli alimenti

Le etichette spesso sono invece utilizzate per rendere i prodotti più attraenti, sottolineandone presunti benefici, come il fatto di essere salutari, biologici o senza glutine. Le norme dell’Ue prevedono che le etichette forniscano ai consumatori alcune informazioni di base, il che è certo un buon punto di partenza. La Corte ha però rilevato una serie di lacune preoccupanti nella normativa, nonché problemi per quanto riguarda i controlli e le sanzioni pecuniarie. “Invece di fare chiarezza le etichette degli alimenti creano spesso confusione: esistono centinaia di regimi, loghi e indicazioni che il consumatore deve saper decifrare”, ha dichiarato Keit Pentus-Rosimannus, il responsabile dell’audio per la Corte dei conti europea. “Le imprese sanno essere molto creative su cosa riportare sugli imballaggi e le norme dell’Ue non stanno al passo con un mercato in continua evoluzione: circa 450 milioni di consumatori europei sono quindi indifesi di fronte a messaggi volontariamente o involontariamente fuorvianti”.

Informazioni ingannevoli

Il problema è che le lacune della normativa Ue possono lasciare i consumatori in balia di informazioni ingannevoli. Ad esempio, le norme europee permettono l’utilizzo di indicazioni nutrizionali e sulla salute anche per prodotti ad alto contenuto di grassi, zuccheri e/o sale, il che fa sì che alimenti dolci, come le barrette energetiche, possono essere pubblicizzate evidenziando l’“alto contenuto di proteine”. Analogamente, i consumatori sono sempre più esposti a indicazioni sulla salute non regolamentate relative a sostanze vegetali o “botaniche” (come “contribuisce al recupero energetico” o “migliora le prestazioni fisiche”) anche se non sono suffragate da prove scientifiche. Alcuni consumatori potrebbero persino subire effetti negativi sulla salute. I soggetti con allergie alimentari potrebbero essere esposti a etichette sugli allergeni eccessivamente prudenti e a dichiarazioni vaghe, come “può contenere”, vedendo così limitata la loro scelta di prodotti. I vegetariani e i vegani devono prestare particolare attenzione: sui prodotti a loro destinati sono apposte etichette il cui uso non è regolamentato e non esiste una definizione valida in tutta l’Ue.

Educare i consumatori non considerata una priorità

L’etichettatura nutrizionale fronte pacco, come Nutri-Score, non è armonizzata a livello Ue e i portatori d’interessi europei non hanno trovato un accordo sul sistema di etichettatura da utilizzare. Tuttavia, la standardizzazione delle norme può aiutare i consumatori a individuare le scelte alimentari più sane e, potenzialmente, a prevenire malattie legate all’alimentazione. Invece, la coesistenza di molteplici regimi nei paesi dell’Ue, ognuno con diversi significati e finalità, ha praticamente l’effetto opposto: crea confusione piuttosto che orientare i consumatori. A ciò si aggiunge il crescente numero di etichette, loghi e indicazioni volontarie utilizzati per attirare i consumatori. Tra questi, le cosiddette “etichette pulite” che segnalano l’assenza di determinati elementi (ad esempio, “senza antibiotici”) e qualità non certificate (come “fresco” e “naturale”), ma anche la gran varietà di asserzioni ambientali che non sono altro che un esempio di ambientalismo di facciata (greenwashing). Le norme Ue attuali non sono purtroppo in grado di arginare tali pratiche, constata la Corte. Nonostante tali carenze, la Corte ha riscontrato che educare i consumatori non sembra essere considerata una priorità. L’Ue ha destinato solo circa 5,5 milioni di euro alle campagne di sensibilizzazione sull’etichettatura degli alimenti dal 2021 al 2025, e le campagne d’informazione per i consumatori condotte dagli Stati membri sono sporadiche. Ad esempio, l’indicazione della data sulle confezioni, seppur obbligatoria, è scarsamente compresa dai consumatori, che sono confusi sul significato e sulle implicazioni delle diciture “da consumare entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”.

Controlli

Le imprese del settore alimentare possono approfittare delle debolezze dei controlli e del sistema sanzionatorio. I controlli in genere funzionano bene per gli elementi obbligatori dell’etichettatura degli alimenti, mentre sono pochi o inesistenti per le informazioni volontarie, come le indicazioni nutrizionali e sulla salute, o sulle vendite di prodotti alimentari online (che sono esplose a partire dalla pandemia), con siti Internet al di fuori dell’UE quasi impossibili da controllare. In caso di violazioni, a giudizio della Corte le sanzioni pecuniarie non sono sempre dissuasive, efficaci o proporzionate.

Fonte: servizio stampa Corte dei conti europei

26 novembre, a Pramaggiore (Venezia) alle 17 l’incontro Spirito di-vino moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto

In un tempo dove la banalizzazione dei prodotti appare un atteggiamento comune, è necessario riscoprire l’intrinseco valore culturale (ambientale, sociale, economico…) di ciò che usiamo ogni giorno come il vino, che da sempre accompagna la nostra tavola e la nostra storia; In quest’ottica si pone Spirito di-vino, un incontro aperto, che si terrà oggi, martedì 26 novembre, alle ore 17.00, nei locali della Mostra Nazionale Vini a Pramaggiore, nel Veneziano.

Interventi

Interverranno Gabriella Chiellino (IMQeambiente), che parlerà dell’Ecologia Integrale quale percorso per una conversione ecologica e Cristina Santinon (Comunità monastica di Marango) sul tema “Vite e vino tra simbologia e spiritualità”; è previsto anche un intervento di Paolo Corbini, dell’Associazione Città del Vino, che riunisce tutti i comuni caratterizzati dall’impronta vitivinicola. Coordinerà Fabrizio Stelluto, presidente Argav (Associazione Regionale Giornalisti Agroalimentari di Veneto e Trentino Alto Adige). Questo incontro concluderà una serie di seminari aventi come focus la vitivinicoltura e inquadrati all’interno di un progetto denominato “Masterplan del Vino”, voluto e promosso da Regione del Veneto, Conferenza dei Sindaci della Venezia Orientale, VeGAL e Comune di Pramaggiore. Un primo incontro era stato dedicato alla rendicontazione della sostenibilità aziendale per l’impresa vitivinicola, mentre un secondo convegno si è incentrato sulle prassi di sostenibilità nella filiera del vino. Il “filo rosso”, che collega questi interventi è la continua riflessione sulla sostenibilità, sottolineando quello che vuole essere il focus del “Masterplan del Vino” della Venezia Orientale: rafforzare il legame tra buone prassi, buon prodotto e buon territorio per un’utile ed efficace promozione.

29 novembre, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) il corso di formazione giornalisti Odg Veneto in collaborazione con Argav su “Pfas gli inquinanti eterni. Un’emergenza da non dimenticare”

Premio Argav foto 3

Venerdì 29 novembre, dalle 18.30 alle 20.30, al Circolo Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova), si svolgerà il corso di formazione giornalisti organizzato dall’Odg Veneto in collaborazione con Argav dal titolo “Pfas, gli inquinanti eterni. Un’emergenza da non dimenticare” (2 crediti, iscrizioni entro il 26 novembre sulla piattaforma di formazione giornalisti).

Il tema trattato

Il corso vuole fare il punto su una grave contaminazione presente in maniera drammaticamente silente nel Veneto, informando, in particolare sulle conseguenze per la salute maschile attraverso la presentazione di appositi studi. Accanto a questo si aggiornerà sull’andamento dell’iter giudiziario e sull’azione delle “Mamme no Pfas”, premio Argav 2022 (nella foto la premiazione).

Relatori

Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente Argav, vicepresidente vicario di Unarga, responsabile ufficio comunicazione di Anbi; Sara Zanferrari, collaboratrice de Il Gazzettino, socia Argav; Francesco Bertola, medico ematologo, presidente Isde (International Society of Doctors for the Environment) Vicenza. E stato premiato da “Medici per l’ambiente “ per aver promosso lo studio su “Pfas e fertilità maschile” che si sta conducendo nell’area rossa nel Veneto; Patrizia Zuccato e Ivana Lonigo dell’associazione Mamme No Pfas, gruppo di genitori del Veneto impegnato per avere acqua pulita, perché i fiumi e le falde del territorio contaminato sono stati irrimediabilmente pregiudicati dalle sostanze tossiche denominate PFAS; Marco Milioni, giornalista a Vicenzatoday.it e Today.it, che si è occupato di inchieste e approfondimenti in materia ambientale, economica, nonché di criminalità organizzata.

28 novembre, a Cavallino-Treporti (Venezia) l’incontro “Le sfide della laguna regolata di fronte ai cambiamenti del clima” con l’intervento di Fabrizio Stelluto, presidente Argav

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Il Comune di Cavallino-Treporti (Venezia) promuove la decima edizione del “Patentino dell’Ospitalità”, trentuno percorsi di formazione gratuita dedicati alla comunità e in programma da novembre 2024 al 15 marzo 2025: dal progetto “Blue&Green” con i temi della sostenibilità e con un approccio alle prossime sfide che la località dovrà affrontare, agli approfondimenti legati alla storia locale, dal ruolo delle batterie a difesa di Venezia, alle recenti scoperte legate alla Villa Romana sommersa di Lio Piccolo, nonché aneddoti e curiosità sulle isole che circondano Cavallino-Treporti e tante altre tematiche di sicuro interesse per la cittadinanza.

Tra le novità, un corso in partnership con Argav

“Tra le novità proposte quest’anno ci sono i corsi legati al tema del cambiamento climatico, le curiosità sulla produzione della birra locale e sui panificati – spiegano l’assessore al turismo e alla cultura Alberto Ballarin e la consigliera Angela Lazzarini che, assieme alla sindaca Roberta Nesto seguono il progetto. In particolare, giovedì 28 novembre 2024 alle 20:45, nel centro civico di Ca’ Savio (via Concordia 27) si terrà il corso “Le sfide della laguna regolata di fronte ai cambiamenti del clima” e relatori saranno Pierpaolo Campostrini, direttore Corila (Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia) e Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

Il tema trattato

Il 3 ottobre 2020 per la prima volta, grazie all’intervento del MOSE, l’acqua del mare e quella della laguna sono state separate. La laguna di Venezia è diventata una “laguna regolata”, ovvero con un controllo antropico della propagazione della marea. Questo fatto ha conseguenze importanti sia sugli habitat, che su economia e società. I cambiamenti climatici porteranno, inevitabilmente, a un aumento della frequenza delle chiusure del MOSE e, nel lungo periodo, altri interventi dovranno essere posti in essere per la protezione dei centri abitati. Lo sviluppo di nuova conoscenza interdisciplinare, connessa alla capacità di innovazione e di integrazione con i meccanismi di gestione politico-amministrativa, permetterà il mantenimento di preziosi servizi ecosistemici, la salvaguardia del patrimonio culturale, lo sviluppo sostenibile delle società.

Programma e informazioni per l’iscrizione ai corsi a questo link

Fonte: servizio stampa Comune Cavallino-Treporti

Il buon raccolto di pere destinato a marmellate e succhi per i danni da cimice asiatica

Impianto di pere in VenetoLa cimice asiatica colpisce ancora, e a farne le spese in Veneto sono le pere. Quantità buona, quest’anno, per i produttori, che si trovano principalmente a Verona e Rovigo, e in maniera più marginale a Padova e Venezia, ma è la qualità ad essere compromessa a causa delle punture dell’insetto, con il risultato che gran parte del raccolto è destinato a essere trasformato dall’industria in marmellate e succhi.

Reti e trattamenti inutili

“Dispiace per la produzione di pere, perché quest’anno la quantità è andata bene dal punto di vista quantitativo, perché la merce c’era in quasi tutte le varietà – sottolinea Francesca Aldegheri, presidente del settore frutticolo di Confagricoltura Veneto -. Purtroppo il problema della cimice asiatica vede un miglioramento per altri tipi di frutta, come le mele, ma per le pere no. Le reti, i trattamenti specifici e altri accorgimenti non sono serviti a molto, perché l’insetto aggredisce i frutteti, causando danni molto importanti. Il prodotto, di conseguenza, difficilmente riesce ad essere venduto come fresco, e viene dunque destinato all’industria. Il risultato è una perdita economica, perché i prezzi spuntati sono molto bassi. E quest’anno il mercato non è stato ingeneroso, perché il prodotto fresco è stato remunerato bene. Peccato che pochi siano riusciti ad avere frutti perfetti per la commercializzazione nei negozi di ortofrutta e nei supermercati”.

Frutto sempre meno coltivato, anche in Romagna

Il risultato è che la coltivazione del frutto diventa sempre meno appetibile, come dimostrano i dati di Veneto Agricoltura. Anche nel 2023 continua la discesa delle superfici, con 1.820 ettari totali e la perdita dell’11,9% rispetto all’anno precedente. Verona mantiene il primato della produzione con 970 ettari e il 54% degli impianti, pur registrando un calo del 10,6%. Segue Rovigo che soffre ancora di più con un decremento del 16,8 per cento e 485 ettari rimasti. Emorragia ancora più consistente a Padova (220 ettari, – 17,9%) e Venezia (75 ettari, -21,1%). Il ministero dell’Agricoltura, nel tentativo di salvare una coltivazione storica per l’Italia, ha approvato un decreto per il sostegno della pera, coinvolta in una grave crisi produttiva causata anche da eventi climatici come siccità, alluvioni e gelate. Agli aiuti potranno accedere le imprese agricole che abbiano registrato nel 2024 un decremento superiore al 30 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno 2022. “Ben vengano gli aiuti al settore, ma i valori assegnati potrebbero non essere sufficienti per sostenere il mantenimento di una coltivazione sempre più difficoltosa da portare avanti – chiarisce Aldegheri -. In Emilia Romagna stanno estirpando alla grande, anche a causa dei problemi aggiunti della maculatura bruna e dell’alternaria, ma pure nel nostro areale le superfici coltivate a pero sono in costante calo, perché è diventato difficile salvaguardare il prodotto. E siccome da anni non si riesce a fare reddito, tra cimice, gelate e siccità, tanti decidono di chiudere con i frutteti e cambiare coltura”.

Fonte: servizio stampa Confagricoltura Veneto

23 novembre 2024, a Galzignano Terme (Padova) il corso di formazione giornalisti Odg in collaborazione con Argav al Museo diffuso Colli Euganei (MuCE)

Si intitola “Il Museo diffuso: il paesaggio come motore del territorio. L’esperienza dei colle Euganei, patrimonio MAB Unesco”, il corso di formazione giornalisti organizzato dall’Odg Veneto in collaborazione con Argav al Museo Colli Euganei (MuCE), in via Fabio Filzi, 4 a Galzignano Terme (Padova) sabato 23 novembre dalle ore 10 alle ore 13 (3 crediti, iscrizioni su piattaforma formazione giornalisti entro il 21 novembre 2024).  

La tematica affrontata

In un’epoca in cui i musei stanno sempre più diventando spazi virtuali, grazie all’uso di tecnologie avanzate come la realtà aumentata e le ricostruzioni digitali, il museo diffuso rappresenta una nuova concezione di fruire la natura, la storia, l’arte, l’archeologia e la cultura in generale. Il MuCE, che già ospitava diverse sezioni interne interattive e multisensoriali, dall’archeologia dei Colli all’epoca medievale e moderna al mondo contemporaneo, al percorso dedicato alla scuola e alle due sale dedicate alla natura) da ottobre 2024 si è dotato di una nuova sezione “a cielo aperto” con 3 nuovi percorsi esterni, che danno la possibilità di approfondire la conoscenza dei Colli Euganei (patrimonio Mab Unesco) dal punto di vista storico, artistico e ambientale, dando risalto all’eccezionale biodiversità che li contraddistingue. La struttura apre quindi a nuove opportunità di esplorare e conoscere il passato, confermando la necessità di non perdere il contatto con le esperienze concrete, che solo i luoghi fisici possono offrire.

Relatori

Gli interventi saranno a cura di Valeria Lunardi, avvocato, assessore Cultura Comune di Galzignano Terme; Giulia Deotto, direttrice MuCE, Museo Colli Euganei; Monica Pregnolato, Soprintendenza Abap (Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso); Andrea Cozza, medico e storico della disciplina; conte Armando Pizzoni Ardemani, Giardini di Valsanzibio; Giuseppe Palmisano, Museo di Veterinaria Università degli Studi di Padova; Elisa Brener, Giulio Pietrobelli e Osvaldo Orlando, collaboratori MuCE – Museo dei Colli Euganei; Stefan Marchioro, Regione del Veneto; Federico Ceccarello, Master Turismo 4.0 Università degli Studi di Padova; Davide Selmin, comune di Galzignano Terme; Nicola Selmin, Consorzio dei vini dei Colli Euganei. Modera Mauro Gambin, giornalista.

Foto panorama Galzignano Terme (credits MuCE)