
Riceviamo dal gruppo Mamme No Pfas, Italia Nostra, Legambiente, Isde, Rete Gas Vicentina, Cillsa, Il Mondo di Irene, Acqua bene comune Vicenza, Cgil Veneto, Medicina Democratica, questo comunicato stampa, che volentieri pubblichiamo.
Il processo Miteni sta ormai volgendo al termine e a febbraio inizieranno la requisitoria del pubblico ministero e le arringhe delle parti civili e delle difese.
Auspichiamo che il procedimento giudiziario si concluda in tempo utile per accertare e sanzionare le eventuali responsabilità, evitando di cadere nel rischio di prescrizione relativo ai diversi reati contestati. Ma al momento restano irrisolte alcune criticità che meritano risposta, dopo quasi 12 anni dalla scoperta della contaminazione da parte delle autorità pubbliche. Sono nodi da dipanare dato che la situazione della contaminazione è ben lontana dall’essere risolta e il silenzio rischia di avvolgere un disastro ambientale di portata epocale.
Le associazioni firmatarie ritengono pertanto utile rivolgere alcune domande ai diversi enti e organismi competenti:
• Registriamo poca trasparenza circa lo stato della bonifica, sia per il terreno sia per la falda. Oltre ai tavoli istituzionali, nella recente audizione in commissione parlamentare è emersa l’esistenza di un ulteriore Tavolo di cui non si conosce né la composizione, né i contenuti discussi e tanto meno le priorità stabilite e i risultati conseguiti. Vista la situazione del territorio, in cui il plume contaminante continua a fuoriuscire dal sito Miteni e con una popolazione già gravemente danneggiata, riteniamo grave questo modo di agire connotato da poca trasparenza e scarsissima informazione verso chi subisce i danni gravissimi di questo inquinamento. Perché non è dato sapere nulla dei lavori di questi Tavoli in cui si sta discutendo della bonifica, di chi vi partecipa e di quale sia l’oggetto di queste discussioni?
• Dalle informazioni a disposizione la bonifica non è ancora iniziata e neppure la messa in sicurezza del sito ex Miteni è stata realizzata. Abbiamo notizia di conferenze dei servizi, riunioni tecniche e ricorsi al TAR che allontanano nel tempo le soluzioni. Nel frattempo l’inquinamento continua inesorabilmente a scendere verso valle e a propagarsi, bioaccumulandosi in ambiente e negli organismi. Per quale motivo ad oggi non si ha notizia dell’avvio di un’indagine per omessa bonifica, che pur costituisce un reato gravemente punito dalla legge (Art. 452-terdecies c.p.)?
• A che punto sono le indagini epidemiologiche e quali sono le ragioni per le quali allo studio di mortalità nella popolazione veneta, condotto dal professor Annibale Biggeri, e ai suoi drammatici esiti in termini di eccessi di mortalità, non è stato dato adeguato riscontro e seguito in termini di misure conseguenti?
• Perché non si aggiornano i dati epidemiologici dello studio sui lavoratori Miteni a 5 anni di distanza dalla ricerca Girardi-Merler per cercare risposte scientifiche agli impatti della contaminazione? È una questione di costi o di volontà politica? L’Inail ha riconosciuto la malattia professionale ad alcuni ex lavoratori Miteni per la presenza di alti livelli di PFAS nel loro sangue. È fondamentale non sottostimare quanto sta avvenendo, come verificatosi in passato.
• Visto il perdurare del rilascio di sostanze PFAS in falda, perché la Regione Veneto non aggiorna la mappa delle zone impattate, andando a ricomprendere nuove aree toccate dalle dinamiche di falda? Perché non vengono disposti campionamenti sui terreni per una definizione più precisa della portata dell’inquinamento chimico prodotto?
• Data la situazione di base già compromessa del territorio, dei corsi d’acqua e della falda, è possibile conoscere se sono pronti gli esiti dei nuovi campionamenti degli alimenti anche in ragione delle normative europee più recenti, per evitare ulteriori fonti di esposizione e tutelare i consumatori e la popolazione?
• Non sarebbe utile e opportuno, a discrezione dei medici curanti, poter chiedere per pazienti vulnerabili o potenzialmente molto esposti il dosaggio dei PFAS nel sangue, soprattutto per il PFOA e PFOS, dichiarati dallo IARC rispettivamente “certamente cancerogeno” e “possibile cancerogeno”?
• Da quanto emerge dall’ultimo rapporto sulla sorveglianza sanitaria condotta nella Regione Veneto si evince che nelle due ULSS (8 Berica e 9 Scaligera) a oggi, secondo i dati presentati, risultano sopra soglia per il PFOA ben 16.222 individui. Considerando che tale dato attiene al secondo round dei soggetti che hanno volontariamente preso parte al piano di sorveglianza, quali misure ulteriori di intervento si intendono prendere per affrontare questa emergenza sanitaria?
• Dal momento che ARPAV assiste la Sanità regionale nell’eseguire le analisi sui campioni che vengono raccolti per la tutela delle acque irrigue dei terreni agricoli, è possibile sapere se sono disponibili dati aggiornati al fine di implementare efficaci misure di prevenzione e limitare l’esposizione e la portata della contaminazione già in essere nonché ulteriori danni ad agricoltori e allevatori, anche a fronte delle recenti normative europee?
Le associazioni firmatarie, già costituite parti civili dall’avvio del giudizio, concludono sottolineando che in Veneto non si sta parlando solamente di una situazione di inquinamento diffuso, ma di una condizione di accertata contaminazione puntuale da fonte identificata, per la quale è in corso un processo penale-
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A Caorle (Venezia) il villaggio natalizio, composta da oltre ottanta le casette distribuite per 2 chilometri lungo le vie cittadine, quest’anno si fa promotore del pescato locale. Storia e tradizione di sposano infatti nel “Villaggio dei Pescatori”, allestito in piazza Sant’Antonio con dei casoni tradizionali nei quali sarà offerto il pescato fresco di Caorle abbinato ai vini locali, con showcooking di ricette storiche per far rivivere i sapori autentici del territorio.


“Siamo una società egoista in cui cani e gatti prendono il posto dei figli”: il paradigma dell’egoismo umano citato da Papa Francesco qualche tempo fa ha fatto molto riflettere i segusinesi, tanto da farli convergere all’unanimità nel dedicare l’edizione 2024 del Presepio artistico all’importante tema della denatalità, fenomeno che affligge in particolare l’Italia da qualche decennio a questa parte.
Oltre alle storiche sezioni riguardanti l’archeologia, l’ornitologia e il termalismo, nel 2023 sono stati implementati percorsi tattili innovativi, dedicati all’arte e all’artigianato storico del territorio. Grazie a queste interazioni fisiche, è oggi possibile toccare e percepire le forme di fossili e reperti archeologici, rendendo l’esperienza museale più inclusiva e coinvolgente. Un’ulteriore novità è la sezione che esplora la storia locale attraverso castelli, chiese e monasteri, raccontati anche attraverso un percorso olfattivo che invita a scoprire le spezie, i frutti e le erbe officinali tipiche della zona. Questo approccio sensoriale non solo educa, ma arricchisce anche l’esperienza del visitatore, creando un legame profondo con il territorio. La sezione archeologica, in particolare, è un piccolo tesoro di reperti. Quelli di epoca romana testimoniano la storia del termalismo, praticato a Galzignano già in quei millenni. Alle ville di epoca veneziana, invece, è stata dedicata una mappa che permette di localizzarle e continuare la visita, dopo che nelle sale museali ne viene presentata la vita attraverso una ricca collezione di ceramiche rinascimentali che provengono da una residenza appartenuta al doge Giovanni Corner I. Da un quadro della prima metà del Settecento, che riproduce fedelmente il paesaggio comunale, si sta ora ricostruendo in forma virtuale l’ambiente in rapporto all’uomo nel XVIII secolo. Un’intera sezione è dedicata alla scuola, avendo avuto qui tra gli insegnanti Dino Durante, giornalista e scrittore. Anche la figura del pittore Mario Bocchini, è celebrata nel museo conservandone un ricco corpus di opere. Tra le acquisizioni recenti c’è un erbario che raccoglie e presenta la biodiversità botanica dei Colli Euganei. Fisicamente si tratta di 80 raccoglitori contenenti un totale di 4.400 campioni, che costituiscono l’Angolo dello Studioso, ossia il corpus dell’archivio dedicato all’approfondimento e alla ricerca. A questi si aggiungeranno altri 12 raccoglitori, con ulteriori 436 campioni didattici, che invece sono in esposizione nella sala ornitologica dove i 120 esemplari di uccelli imbalsamati, già contestualizzati da pannelli che riproducono i vari ambienti di vita, oggi vengono presentati con la possibilità di ascoltare il loro verso.
L’82% delle famiglie chiede un piano pubblico per salvaguardare la salute dei propri figli, sempre più dipendenti da energy drinks, merendine e cibi ultra-trasformati, una vera e propria dipendenza che crea enormi pericoli per il loro sviluppo. Un grido d’allarme da parte dei genitori che vedono fallire il ricorso a divieti o altre forme di coercizione proprio mentre si levano più forti gli allarmi del mondo medico scientifico. È quanto emerge dal Rapporto Coldiretti/Censis presentato in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione tenutosi a Roma lo scorso 29 novembre.
Una battaglia sostenuta da sempre da Coldiretti, che è impegnata a promuovere nelle scuole il progetto Educazione alla Campagna Amica, un percorso educativo che in Veneto prende il titolo di “Semi’nsegni” che dal 2003 ad oggi coinvolge ogni anno 20mila studenti degli istituti di ogni ordine e grado. L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli per valorizzare i fondamenti della Dieta Mediterranea e fermare così il consumo del cosiddetto junk food che mette a rischio la salute e fa aumentare l’obesità, come sostenuto unanimemente dalla scienza medica. Un cibo fatto in laboratorio che, entrando sempre più prepotentemente nelle abitudini alimentari quotidiane, fa inevitabilmente da apripista a quello artificiale. “Un fenomeno, quello degli ultra-trasformati, che va combattuto – sottolinea Coldiretti Veneto – aumentando le ore di educazione alimentare nelle scuole e mettendo in campo campagne di sensibilizzazione per far conoscere i pericoli associati all’assunzione sistematica e continuativa di cibi ultra-trasformati, come chiesto dai genitori italiani. Un passo decisivo sarebbe la definizione di forme di etichettatura per evidenziare che un determinato prodotto appartiene alla categoria degli ultra-trasformati”.
La Biblioteca internazionale La Vigna invita a votare il Giardino Salvi, cuore verde di Vicenza, tra “I luoghi del cuore” Fai (Fondo ambiente italiano). Si tratta di uno storico parco dai monumenti simbolo – la Loggia Valmarana, la Longhena e l’ex Fiera – che si trova tra stazione, corso Palladio e corso Fogazzaro, e che merita di tornare a essere un luogo sicuro e vivibile per tutti. Partecipare al censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal Fai e da Intesa Sanpaolo, è un’occasione per garantire interventi concreti di recupero e valorizzazione del Giardino. Il progetto della Delegazione Fai di Vicenza prevede spazi accoglienti per socializzare, leggere, sorseggiare un caffè, come nei parchi delle grandi città, riportando vita e sicurezza nell’area. Si può votare a questo
E’ il sandonatese Lorenzo Furlan, dirigente di Veneto Agricoltura, ma soprattutto scienziato ed entomologo di fama internazionale, il Premio Argav 2024, indicato dal Consiglio direttivo Argav fra le personalità che, con la loro attività, danno lustro al Veneto. Il Premio sarà consegnato nel corso di una semplice cerimonia, che si terrà sabato 7 dicembre prossimo, alle ore 12.00, nel salone del ristorante Villa Contarini, a Monselice (Padova).
Nell’occasione sarà anche attribuito un Premio speciale all’imprenditore vicentino, Remo Pedon, per i 40 anni dell’omonimo gruppo alimentare ed il suo impegno filantropico.