• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Neve: studio Fondazione Cima-Lab 24 Il sole 24 Ore lancia segnale d’allarme sulla disponibilità idrica nei prossimi mesi

“In previsione della stagione irrigua, il principale indicatore sulla disponibilità della risorsa da tener d’occhio in questa fase dell’anno è dato dai depositi nivali e i numeri presentati in queste ore dalla fondazione CIMA accendono più di qualche segnale d’allarme sulla disponibilità idrica nei prossimi mesi.” Lo afferma il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro in merito alla stima Fondazione Cima- Lab24-Sole 24 Ore che parla, su scala nazionale, di un -63% di presenza di neve in quota (da novembre 2024 al 10 gennaio 2025) rispetto alla media dello stesso periodo tra il 2011 e il 2023. Sul bacino dell’Adige, che interessa buona parte del Veneto, il dato si attesta su -61%, stesso dato sul bacino del Po.

“Le nevicate più importanti per la formazione dei depositi nivali sono quelle che si verificano nel tardo autunno. Attraverso un processo ripetuto di fusione e solidificazione derivante dalle variazioni di temperatura queste nevi riescono, infatti, a consolidarsi in uno strato di ghiaccio che si scioglie più lentamente contribuendo alle portate dei fiumi anche in primavera inoltrata. Le nevicate di gennaio e febbraio sono meno utili perché il manto nevoso che ne deriva ha difficoltà a compattarsi. Queste nevi sono destinate a sciogliersi molto velocemente con il primo aumento di temperature. Il patrimonio di acqua dolce che defluisce a mare prima ancora dell’avvio della stagione irrigua ci ricorda ancora una volta l’importanza di dotare i territori di opere in grado di invasare la risorsa per riutilizzarla nei periodi di bisogno.”

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

Premio speciale Argav 2024 a Remo Pedon, presidente dell’omonimo gruppo alimentare vicentino che non conosce crisi

È datato 13 Settembre 1984 l’atto fondativo dell’azienda Pedon di Colceresa (Vicenza) da parte dei fratelli Franco, Sergio e Remo. Già da qualche anno operavano con i grossisti alimentari; l’intuizione vincente è stata quella di affiancarle l’attività di confezionamento e vendita di legumi, ma nell’ottica dell’innovazione. “Dall’introduzione del codice a barre al presidio delle origini per il controllo della filiera, dal lancio dei prodotti bio e senza glutine all’attenzione ai temi etici e ambientali, fin da subito abbiamo voluto essere riconoscibili per il nostro essere sempre all’avanguardia” – dice Remo Pedon, presidente dell’azienda. “Come anche l’idea di creare un nuovo segmento, quello dei mix di cereali e legumi a cottura veloce”.

Nuova generazione

Con l’ingresso in azienda della seconda generazione rappresentata dai figli Paolo, Loris e Mattia e grazie a questa spinta innovativa, l’azienda Pedon si posiziona come supporto della marca privata e inizia il suo percorso di internazionalizzazione.

Nel 2015 porta una nuova rivoluzione alla categoria con I “Pronti”, legumi e cereali già cotti, pronti all’uso, in pratiche confezioni doypack da conservare a temperatura ambiente. Dei prodotti considerati difficili e lenti da preparare diventano così facili e già pronti al consumo. E infine l’ultima frontiera, quella del gusto, che si concretizza nel lancio di zuppe ed insalate di cereali e di una innovativa linea di snack di legumi.

Tutto questo in una logica di sostenibilità, ambientale e sociale. “Crediamo che solo una crescita e uno sviluppo responsabile possano aiutare a costruire un futuro migliore”, ha evidenzia Remo Pedon nel ritirare dalle mani del presidente Argav Fabrizio Stelluto lo scorso 7 dicembre 2024 a Monselice (Padova) il premio speciale Argav, attribuito dalla nostra associazione per celebrare i 40 anni del gruppo alimentare vicentino.

Dopo la “Tempesta Vaia”, negli orti forestali creati per l’imboschimento delle aree danneggiate nella montagna veneta, raccolto il “Miele della rinascita”

CittaDelMiele_striscia

Dalle fioriture spontanee dei boschi colpiti dalla tragica calamità naturale occorsa in particolare nell’area montana delle Dolomiti e delle Prealpi Venete tra il 26 il 29 ottobre 2018, quando violente piogge e un vento fortissimo di 200 km/ora colpirono un’area boschiva di oltre 40 mila ettari e abbatterono milioni di alberi, compromettendo per decenni il futuro dell’economia agro-forestale del territorio, è nato un miele speciale che testimonia la resilienza della natura e il valore della biodiversità. Si chiama il “Miele della Rinascita”, a definirlo così il gruppo di lavoro impegnato nella ricostruzione delle aree boschive distrutte e al recupero della biodiversità compromessa dopo quella che è stata chiamata la “Tempesta Vaia”.

Da quella distruzione ambientale prese forma il progetto LIFE VAIA, finalizzato al recupero delle foreste dai danni provocati dai cambiamenti climatici al patrimonio della biodiversità. Il Progetto, a valenza europea, è gestito in sinergia da dieci partner: Rigoni di Asiago (capofila), Veneto Agricoltura, Università di Padova-Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF), Fondazione Edmund Mach, Comuni di Asiago e di Gallio, Fiera di Longarone Dolomiti, World Biodiversity Association (WBA), Association Française d’Agroforesterie (Francia), Università di Santiago di Compostela (Spagna) e Venetian Cluster.

“Il Miele della Rinascita” è stato prodotto e invasettato dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige come produzione limitata, destinata a promuovere il progetto di recupero LIFE VAIA. È un miele originato da orti forestali che accompagnano il lavoro di imboschimento dei boschi danneggiati dall’evento meteorologico estremo. Il lavoro di recupero è affrontato con un approccio innovativo di misure agroforestali finalizzato alla preservazione dell’ecosistema, tutela della biodiversità e sviluppo di filiere produttive, in particolare nell’ambito dell’apicoltura e dei piccoli frutti per la trasformazione. Il sistema innovativo prevede la realizzazione – su limitate superfici di terreno – di orti forestali coltivati temporaneamente da varie specie erbacee e arbustive a valore commerciale (piccoli frutti, piante alimurgiche e officinali), in grado di garantire un reddito alternativo alle colture forestali. L’obiettivo del progetto è puntare a sviluppare e valorizzare i prodotti e i servizi sostenibili in aree boschive distrutte da eventi catastrofici, aumentando la resilienza ecologica, economica e sociale degli ecosistemi forestali e aiutandoli ad affrontare meglio i cambiamenti climatici.

Un miele speciale del quale Le Città del Miele, la rete dei territori che danno origine e identità ai mieli italiani, si fanno sostenitori ideali per promuovere e valorizzare il valore che accompagna la tutela della biodiversità territoriale. Le Città del Miele è la rete dei territori che danno origine e identità ai mieli italiani. Fin dalla sua nascita, nel 2001, collabora, a livello regionale e provinciale con il mondo dell’apicoltura sviluppando un’agenda nazionale di eventi promossi e sostenuti dalle Città associate. Un impegno che, nell’arco di vent’anni, è stato fondamentale per la conoscenza dei mieli e che ha consentito a più di 5 milioni e mezzo di consumatori di conoscere, degustare e scoprire la qualità e la diversità dei numerosi mieli italiani. – https://cittadelmiele.it/

Fonte: servizio stampa Le Città del miele

Nel Veronese, fino all’1 febbraio, “Sabati di gusto in cantina: Custoza Doc e broccoletto”

Custoza_Broccoletto

Proseguono fino all’1 febbraio gli appuntamenti di “Sabati di gusto in cantina: Custoza Doc e Broccoletto”, iniziativa che celebra l’unione tra l’eccellenza enologica del territorio in provincia di Verona e il suo prodotto agricolo più caratteristico. Otto cantine delle Terre del Custoza invitano a scoprire i tesori enogastronomici locali attraverso un’esperienza sensoriale di notevole interesse. L’evento diffuso si inserisce in un più ampio calendario di eventi organizzati da Pro Loco di Custoza, Associazioni dei Produttori e dei Ristoratori, che, fino a metà febbraio valorizzerà tutte le sfaccettature gastronomiche delle Terre del Custoza.

Le cantine

Albino Piona, Aldo Adami, Antica Corte Bagolina, Cantina di Custoza, Gorgo, Monte del Frà, Tabarini Damiano e Silvio e Villa Medici aprono le loro porte per un’esperienza immersiva nel mondo del Custoza Doc, proponendo visite guidate con degustazioni sia in orario mattutino che pomeridiano, permettendo ai visitatori di inserire l’esperienza in una giornata più ampia alla scoperta del territorio. Il format prevede un’ora di full immersion nel mondo del vino: una breve ma coinvolgente visita guidata seguita dalla degustazione di tre vini selezionati, abbinati a specialità locali che esaltano le caratteristiche del broccoletto di Custoza, presidio Slow Food. Un’occasione per apprezzare la versatilità di questo vino territoriale e la sua perfetta armonia con i prodotti della terra, magari concludendo con una cena presso i ristoranti locali che aderiscono alla manifestazione. “Questa iniziativa rappresenta la nostra visione del territorio”, afferma Roberta Bricolo, presidente del Consorzio tutela vino Custoza Doc. “Il Custoza non è solo un vino, ma è l’espressione di una terra ricca di tradizioni e sapori. La sinergia vino – broccoletto di Custoza dimostra come i nostri prodotti si esaltino a vicenda, creando un’esperienza gastronomica autentica e originale. Siamo particolarmente orgogliosi di poter offrire ai visitatori l’opportunità di riscoprire le eccellenze del territorio in un periodo dell’anno così suggestivo.

Partecipazione

L’evento diffuso, pensato per valorizzare un periodo di minor affluenza turistica invitando a scoprire le cantine e le Terre del Custoza anche in inverno, è proposta al prezzo promozionale di soli 15 euro a persona. Una proposta accessibile che si rivolge sia ai wine lovers più esperti che ai neofiti curiosi per scoprire le eccellenze del territorio, nonché alle aziende locali interessate a organizzare experience team building originali e dal forte legame con il territorio. La partecipazione è solo su prenotazione, contattando direttamente le cantine via telefono o e-mail. Si consiglia di prenotare con anticipo, dato il numero limitato di posti disponibili per ogni degustazione. Per maggiori informazioni e prenotazioni, si invita a contattare direttamente le cantine partecipanti: Albino Piona: info@albinopiona.it (min. 2 persone), Aldo Adami: accoglienza@cantinaaldoadami.com (min. 4, max. 8 persone), Antica Corte Bagolina: tel. 347 1134072 (min. 4, max. 16 persone), Cantina di Custoza: info@cantinadicustoza.it, Gorgo: visit@cantinagorgo.com (min. 2, max. 20 persone), Monte del Frà: tel. 045 510490 / 348 2996347 (min. 2, max. 20 persone), Tabarini Damiano e Silvio: info@cantinatabarini.com (min. 2, max. 14 persone), Villa Medici: silvia@cantinavillamedici.it (min. 2, max. 20 persone).

Per il programma completo delle attività: https://www.instagram.com/vinocustoza/ – https://www.facebook.com/vinoCustoza/

Fonte: servizio stampa Consorzio tutela vino Custoza Doc

15 gennaio: a Vicenza, nella Biblioteca Internazionale La Vigna, presentazione del libro “Bellezza e produttività nel giardino e nel paesaggio rurale italiano”

copertina

Mercoledì 15 gennaio alle ore 17.30 si terrà alla Biblioteca Internazionale La Vigna, in collaborazione con l’Associazione Amici dei Parchi, la presentazione del libro “Bellezza e produttività nel giardino e nel paesaggio rurale italiano” a cura di Antonella Pietrogrande (Olschki 2024). E’ un nuovo incontro del ciclo LIBER&LECTIO, una serie di incontri culturali promossi dal Consiglio Scientifico della Biblioteca vicentina su temi attuali, ma con radici antiche, a rispecchiare il prezioso patrimonio bibliotecario, con opere che dal XV secolo arrivano ai giorni nostri.

Nella storia del paesaggio italiano, la tensione verso la bellezza e la ricerca della produttività sono sempre sussistite in equilibrio dialettico, dall’antichità sino ai giorni nostri; da questa unitarietà tematica, tuttavia, emergono alcune differenze regionali, espressione tanto degli aspetti multiformi del territorio italiano quanto della passata storia sociopolitica della Penisola. Il presente volume tenta di approfondire questo particolare binomio, analizzando la permanenza del rapporto utile-dulci nell’economia della villa e offrendo una serie di esempi relativi alla reintroduzione di pregiati vitigni, frutteti e orti in diversi siti storici, a testimonianza del rinnovato interesse per il giardino e il paesaggio produttivo.

Interventi: Antonella Pietrogrande, Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova e curatrice del libro, Anna Chiara Vendramin, agronomo paesaggista, che parlerà di “Bellezza e produttività in alcuni giardini del vicentino, alla luce dei recenti interventi di restauro grazie ai fondi PNRR”,

Raffaele Cavalli, vicepresidente Biblioteca internazionale La Vigna e referente scientifico dell’Università di Padova per Villa Revedin Bolasco, parlerà del “Rapporto tra villa e campagna nel sistema territoriale castellano”. Partecipazione in presenza, è gradita la registrazione: https://bit.ly/4fMrbrV

Come per i fondatori di Apple, Amazon e Google, il “garage di casa” fatale anche per Lorenzo Furlan, Premio Argav 2024, entomologo di importanza internazionale

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) “Stralunato come deve essere uno scienziato, ma determinato come un dirigente. Mai stanco di ricercare, ha portato originali tasselli al mosaico della conoscenza umana. Fedele al motto “Nemo propheta in patria” è diventato entomologo di fama internazionale. Eclettico comunicatore spiega da anni la necessità di non forzare la natura, incapace di accettare che lo capiscano più gli insetti degli uomini. Onorati ed orgogliosi di conoscerlo, gli attribuiamo il Premio Argav 2024 nella speranza che i suoi costanti appelli per pratiche agronomiche e stili di vita più sostenibili trovino il maggiore ascolto possibile”. Così, il presidente Argav Fabrizio Stelluto ha motivato l’assegnazione dell’edizione 2024 del Premio Argav, che ricordiamo premia esponenti veneti o trentini, oppure altrove nati, che abbiano positivamente illustrato le terre cui fa riferimento la nostra associazione, a Lorenzo Furlan, nato a Valdobbiadene (Treviso) nel 1961 e cresciuto a San Donà di Piave (Venezia), laureato in Scienze Agrarie a Padova.

E le ricerche sul mondo degli insetti posizionano il ricercatore ed entomologo, nonché dirigente all’Innovazione e Sperimentazione a Legnaro (Padova) di Veneto Agricoltura, nel ristretto elenco degli scienziati mondiali più importanti del settore.

La specie da cui ha iniziato la sua carriera di scienziato è quella degli elateridi, una famiglia di coleotteri che negli anni Ottanta del secolo scorso non erano ancora stati classificati, chiamati dai contadini Ferretti o “picoi feri”, in quanto sono lunghi e stretti e sembrano dei piccoli chiodi. Piccoli ma micidiali, perché possono distruggere intere coltivazioni di mais, girasole, barbabietola, colza, ma anche orticole come la lattuga, il radicchio, la patata e il pomodoro.

I suoi studi, fatti nel laboratorio costruito nel garage di casa (in linea con i fondatori di Google, Amazon, Apple, tanto per citare i colossi americani originati nello stesso modo) e con l’aiuto concreto della mamma, che nutriva gli insetti mane e sera, sono stati i primi in materia.  Ad aiutarlo via via diverse persone: dal professor Giuseppe Platia di Gatteo (Forlì-Cesena) che gli ha insegnato il metodo di allevamento per gli insetti in questione, all’ingegner Biasio, direttore al tempo della ricerca della De’ Longhi, che lo ha aiutato trasformando un forno a microonde in una cella colturale, dai sigg. Sandrin e Redolfi, titolari dell’azienda Rosa Meccanica di Pordenone, specializzata nella produzione di materiale plastico, che lo hanno aiutato a fare gli stampi resistenti per le trappole (e che oggi vende in tutto il mondo) ad altri scienziati stranieri, un ungherese, un russo e un tedesco, che lo hanno aiutato a costruire le trappole. Alla fine, il suo metodo – classificazione, biologia, monitoraggio, trappole – è usato in tutto il mondo.

Mai domo, per concludere la carriera vorrebbe arrivare a fare una tabella della suscettibilità delle colture agli elateridi, ponendo come unità di riferimento le soglie di danno individuate per il mais. A Veneto Agricoltura, il suo gruppo di ricerca sta sperimentando scenari di agricoltura del futuro, provata dai cambiamenti climatici, che consentano di aumentare la sostanza organica dei terreni, ripristinare una buona biodiversità e ridurre il ricorso ai fitofarmaci (vedi video sottostante)=. Questo a beneficio dell’ambiente e di tutte le specie viventi. Anche gli insetti, tra cui gl iimpollinatori selvatici così utili al ciclo vitale del creato, non se la passano molto bene, nonostante la riduzione dei fitofarmaci più pericolosi.

11 gennaio, i soci Argav visitano il Presepio artistico di Segusino (Treviso) dedicato al tema della denatalità (Culle vuote, cucce piene)

Natività Presepio Segusino 2021Sabato 11 gennaio i soci Argav saranno a Segusino (Treviso) per la tradizionale visita al Presepio artistico, quest’anno dedicato al tema della denatalità (“Culle vuote, cucce piene”).

Dopo aver visto il Presepio, ospiti dell’Associazione Amici del Presepio, si visiterà l’azienda agricola “Al Figher” della segusinese Federica Coppe (28 anni), che produce nel periodo estivo mirtilli, confetture e miele, e l’enoturismo “Tenuta Torre Zecchei”, a Bigolino di Valdobbiadene (Treviso), locale di recente inaugurazione, che dà la possibilità di soggiornare e fare percorsi di degustazioni per scoprire le varietà del Valdobbiadene DOCG e del prosecco DOC abbinati a prodotti locali.

Cogliamo l’occasione per fare ai nostri lettori 
i migliori auguri di felice anno nuovo!

10 gennaio, ore 9.45, a Legnaro (Padova), ultima parte del Trittico vitivinicolo Veneto dedicato al consuntivo della vendemmia 2024

uva

Venerdì 10 gennaio p.v., nella sala agricoltura della Corte Benedettina a Legnaro (Padova), si rinnova l’appuntamento regionale dedicato al mondo del vino del Veneto, ma non solo, con l’ultimo incontro del Trittico Vitivinicolo 2024, giunto alla 50esima edizione e che avrà inizio alle ore 9:45.

Il vigneto veneto registra più di 100 mila ettari di superficie potenziale e una produzione di uva che, secondo le prime stime del 2024, dovrebbe attestarsi a circa 14 milioni di quintali, in crescita del +3,5%, così come il volume totale di vino prodotto in regione, stimato in circa 11 milioni di hl. Per quanto riguarda l’export, dopo il rallentamento del 2023, i dati del primo semestre 2024 mostrano un netto recupero dei valori esportati, in aumento del 5,7%.

Sarà quindi l’occasione per un’analisi dei risultati definitivi della vendemmia 2024, con dati e tendenze per il futuro del settore, nonché un focus mirato sui mercati europei e internazionali per approfondire le dinamiche di mercato fondamentali per ottimizzare le strategie produttive e commerciali, con particolare attenzione alle opportunità e alle sfide del mercato svizzero. Non mancherà un momento per guardare alle prospettive internazionali, per un confronto sulle sfide globali del comparto vitivinicolo, sulle strategie di resilienza e sugli strumenti innovativi per garantire la sostenibilità e la competitività delle aziende vinicole venete.

Programma

Saluti e introduzione dei lavori, Nicola Dell’Acqua, direttore di Veneto Agricoltura e Federico Caner, assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto. Seguiranno: “Consuntivo della vendemmia 2024 in Veneto: produzioni e certificazioni dei vini veneti”, Nicola Barasciutti (Direzione agroalimentare Regione del Veneto), Luca Furegon (Dirigente settore Produzioni Agricole Avepa); Alessandra Liviero (Dirigente U.O. economia e comunicazione di Veneto Agricoltura) farà un intervento sull’export del vino veneto, mentre Fabio Franceschini, responsabile Commerciale Camera di commercio italiana per la Svizzera, presenterà un report sul mercato vitivinicolo in Svizzera, tra minacce e opportunità. Infine, Enrico Battiston, Head of Unit Viticulture – OIV (International Organisation of Vine and Wine), farà una panoramica sulla congiuntura vitivinicola mondiale e sulle strategie in atto e da intraprendere per una viticoltura resiliente. A moderare l’incontro sarà il giornalista Argav e tesoriere Unarga, Efrem Tassinato. Al termine dell’incontro è previsto un brindisi per festeggiare il 50° anniversario dell’evento informativo sul comparto vitivinicolo veneto. Partecipazione gratuita, necessario confermare la propria presenza registrandosi nel sito Venetoagricoltura.org.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

Lorenzo Furlan, premio Argav 2024, intervistato da “Il Gazzettino”

Oggi, lunedì 6 gennaio, nelle pagine di cultura de “Il Gazzettino”, c’è l’intervista a Lorenzo Furlan, premio Argav 2024, fatta da Edoardo Pittalis, giornalista, scrittore ed editorialista del quotidiano veneto

 

 

Fieno, latte e miele, dalla cultura contadina dell’Alto Adige, alcuni salutari consigli per il 2025 (e oltre!)

Bagno di fieno Alto Adige

I trattamenti benessere hanno una lunga tradizione nella cultura contadina dell’Alto Adige, perché nelle vicinanze dei masi crescono piante ed erbe medicinali con principi attivi naturali, che le famiglie contadine hanno sempre utilizzato per la salute fisica e mentale, traendone benefici.

Alcuni agriturismi Gallo Rosso in Alto Adige si sono specializzati in vacanze benessere e offrono trattamenti speciali come il “bagno di fieno”, sperimentato da sempre in primis dai contadini altoatesini che, dormendo nell’erba appena tagliata dopo la faticosa raccolta del fieno, si svegliavano il giorno dopo rinvigoriti. Questo perché l’erba dei prati di montagna, provenendo esclusivamente da quote elevate, contiene molte specie di erbe che hanno un effetto particolarmente positivo sul corpo.

Prima del bagno, il fieno viene immerso in acqua a 40°C, in modo che rilasci oli essenziali stimolanti per il corpo che, attraverso la pelle, raggiungono articolazioni, muscoli e ossa, ma anche il sistema nervoso vegetativo.
 In questo modo, lo stress diminuisce e l’energia vitale aumenta. I masi Gallo Rosso che offrono il trattamento “bagno di fieno” sono: il Naturoase Stegerhof a Trodena, un maso con un’area benessere, cabina a infrarossi, sala relax e sauna finlandese. Il Naturoase propone anche trattamenti Kneipp, che prevedono camminate nell’acqua efficaci nel rafforzamento del sistema immunitario. Il bagno di fieno che vi si pratica utilizza l’energia rivitalizzante delle erbe di montagna ricche di fiori e fragranze, che aiuta ad essere in forma per ogni attività fisica; il Niederhof a Lana, con piscina con acqua salata, idromassaggio, sauna e la possibilità di fare massaggi; lo Zwiglhof a San Candido, che, oltre al bagno di fieno, nell’area benessere ha dei letti con il fieno, perché gli ospiti vi possano riposare. Il fieno proviene dal prato a 1700 metri della malga di proprietà “Oberwiese” ed è completamente naturale ed essiccato all’aria.

Il bagno nella lana di pecora è un’esperienza davvero molto speciale

Negli agriturismi altoatesini la lana viene utilizzata in molti modi diversi. Durante un bagno nella lana, il corpo viene avvolto in un vello naturale di pecora, che rapidamente attiva la circolazione sanguigna. Le tossine vengono così rilasciate e la pelle diventa più morbida ed elastica. La lana di pecora non solo trasmette relax, ma rilascia anche calore naturale, così da allentare anche le tensioni più profonde. I masi Gallo Rosso in cui si pratica il bagno nella lana sono: l’Oberfahrerhof a San Genesio Atesino, il Bacherhof a Nalles in cui viene offerta anche l’esperienza del bagno contadino, un trattamento con una lunga tradizione nel mondo rurale e che consiste in un bagno nell’acqua della fonte minerale o sulfurea di proprietà del maso, dove i contadini della zona curavano i loro mali.

Il massaggio al miele della schiena ha origini russo-tibetane

Con un effetto depurante e purificante, scioglie le contratture muscolari e grazie ad una particolare tecnica, la picchiettatura, l’energia del miele d’api viene applicata direttamente sulla schiena, riducendo gli accumuli di tossine, levigando la pelle e tonificando i tessuti.
Lo Schnagererhof a Bressanone/St.Andrä è un maso Gallo Rosso ad offrire il massaggio al miele. Il maso Nigglerhof a Dobbiaco prepara ai propri ospiti “bagni benessere” con vari elementi naturali: latte e miele, fiori di fieno, lavanda, pino cembro.

Gallo Rosso è il marchio che dal 1998 promuove e favorisce l’attività di 1.600 agriturismi in Alto Adige e che appartiene all’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi (Südtiroler Bauernbund). Sin dalle origini lo scopo principale di Gallo Rosso è stato quello di sostenere i contadini dei masi nello sviluppo di attività da affiancare all’agricoltura. La filosofia dell’associazione è quella di avvicinare le persone allo stile di vita degli agricoltori altoatesini. L’obiettivo di questo progetto è dare agli agricoltori altoatesini nuove fonti di reddito e nel contempo dare ai visitatori la possibilità di conoscere il mondo contadino dell’Alto Adige. La classificazione dei masi che offrono alloggio (Agriturismo in Alto Adige) è organizzata in fiori, da 2 a 5; più alto è il numero dei fiori, più numerosi sono i criteri soddisfatti dalla struttura. Inoltre, attraverso standard qualitativi elevati e criteri severissimi, l’Associazione sostiene il lavoro di oltre 120 masi che si dedicano alla produzione di prodotti gastronomici genuini (Sapori del maso), alla ristorazione contadina, o all’artigianato autentico (Artigianato contadino). Ultimo pilastro nato nel 2023 è la Scuola di cucina di Gallo Rosso.

Oltre all’offerta wellness, i masi Gallo Rosso propone agli ospiti una colazione equilibrata con molti prodotti deliziosi del maso e appartamenti accoglienti, arredati in legno, in cui trascorrere un confortevole soggiorno. Per ulteriori informazioni: gallorosso.it