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10-14 aprile, a Bibione (VE) una rassegna di eventi dedicati al mare e alla difesa del suo ecosistema attraverso le arti e la divulgazione scientifica

CALMAPIATTA_CARTOLINAIncontri divulgativi pubblici, spettacoli teatrali, cinema, arte e laboratori: dal 10 al 14 aprile prende il via a Bibione (VE) “Calma piatta. Pensieri per smuovere le acque”, il primo festival dedicato al mare in occasione della “Giornata nazionale del mare”, che ricade annualmente l’11 aprile.

La mostra nasce dal desiderio di smuovere le coscienze e incoraggiare pensieri e azioni tesi verso l’obiettivo comune di salvaguardare l’importante patrimonio ambientale marino, fortemente colpito dagli effetti della crisi climatica e dall’impatto antropico sul suo ecosistema” ha spiegato Tommaso Sandri, presidente dell’associazione “Menti libere” che ha organizzato il festival in collaborazione con importanti partner, quali il Wwf Area Marina Protetta di Miramare, Ispra Cn-Cos Area Lagune e Maree, Università Ca’ Foscari di Venezia e Veneto Agricoltura – il programma è patrocinato e finanziato dal Comune di San Michele al Tagliamento con il contributo della società benefit e agenzia Bibione Green&Smart e Lions Club Bibione e Lignano. La tutela del patrimonio ambientale, e in particolare di quello marino” ha commentato il sindaco Flavio Maurutto, “è un elemento fondante per la nostra località. Siamo per questo entusiasti di poter ospitare a Bibione la prima edizione di questo festival che, attraverso i linguaggi della scienza, dell’arte e della cultura, siamo certi saprà ispirare il pubblico, sensibilizzandolo in merito all’importanza di adottare comportamenti e stili di vita in linea con i valori positivi dell’ecologia. “Calma piatta” può contribuire a divulgare un messaggio importantissimo: salvaguardare le bellezze naturali significa salvaguardare noi stessi, la nostra salute e il nostro benessere, sia fisico che psicologico.”

Il faro portavoce di nuove correnti di cambiamento. Il luogo prescelto per questo importante appuntamento sarà il faro di Bibione, che  con la sua eredità storica di stazione di segnalazione marittima, ha anche suggerito il tema di questa edizione di ‘Calma piatta’: le corrispondenze. Il richiamo va alle bandiere di segnalazione, che un tempo venivano issate nell’alto palo da segnali che si stagliava sul mare. Le bandiere erano portatrici di messaggi, di corrispondenze graficamente codificate e universalmente riconosciute. “Il festival intende reinterpretare la memoria storica del faro, calandola nei temi urgenti della contemporaneità e chiedendosi quali messaggi voglia consegnarci, oggi, il mare.” ha spiegato Sandri. “Solo quando saremo capaci di fondere la nostra prospettiva con quella del mare, ci accorgeremo che l’essere umano è il mare, gli corrisponde, e ci sentiremo parte di un unico, universale, racconto.”

La programmazione degli eventi. Il festival prevede un calendario di eventi che spaziano dall’arte allo spettacolo e a dibattiti divulgativi pubblici, oltre ad attività didattiche e laboratori creativi rivolti ai giovani. Ad aprire la programmazione di questa prima edizione è stata una residenza artistica che ha visto ospite a Bibione l’artista piemontese Laura Pugno. Durante la settimana di residenza a contatto con l’ambiente costiero di Bibione, l’artista ha lavorato a un’opera la cui restituzione pubblica avverrà il giorno 11 aprile, con una marcia-performance lungo l’arenile della spiaggia di Bibione. Per tutta l’estate sarà allestita una mostra in una delle sale del faro, che illustrerà nel dettaglio il progetto, corredato da materiale fotografico e video. Mercoledì 10 aprile al Savoy Beach Hotel sarà ospite Fabio Trincardi, geologo marino e geofisico, direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, che parlerà del futuro dei sistemi costieri e delle sue spedizioni di ricerca in Antartide. A seguire, la proiezione del docu-film “Into the ice” del regista Lars Ostenfeld, in versione originale sottotitolata, a cura di Cinemazero. Domenica 14 aprile è prevista un’intera giornata di attività al faro. Tra le proposte, una lettura musicata tratta dal libro “Lettere tra due mari” di Siri Ranva Hjelm Jacobsen, che verrà eseguita dalla compagnia Teatro della Sete, l’incontro divulgativo pubblico “Storie di resilienza: le sfide della crisi climatica e l’importanza degli habitat costieri” e un’eco-camminata alla scoperta della biodiversità dell’ambiente costiero di Bibione, a cura di Foce del Tagliamento o.d.v. e Wwf Area Marina Protetta di Miramare. Anche i bambini potranno esplorare il mondo marino, grazie ai laboratori organizzati da Eupolis. Verranno coinvolte anche le scuole, grazie al supporto di Lions Club Bibione e Lignano, in particolare la scuola primaria “Aristide Gabelli” di Bibione, i cui alunni parteciperanno all’ultima fase di piantumazione nell’area di foce della pineta che fu colpita da un incendio nell’estate 2022. In caso di maltempo, ove possibile, le attività verranno spostate nella sala convegni della Delegazione Comunale di Bibione, in Via Maja 84. Per maggiori informazioni, consultare le pagine social dell’associazione ed il sito www.mentilibere.org

L’associazione Menti libere nasce a Lignano nel 2012 per promuovere il rispetto ambientale e l’inclusione sociale attraverso il linguaggio universale dell’arte e le sue potenzialità quale veicolo di comunicazione, cambiamento e azione. Con “Calma piatta. Pensieri per smuovere le acque” il collettivo approda per la prima volta a Bibione, con il desiderio di avviare un percorso condiviso di rigenerazione del legame tra uomo e mare, superando i confini regionali e unendo Lignano e Bibione nella costruzione di nuovi comportamenti di cura ambientale. Il mare che abitiamo non conosce confini.

Fonte: Servizio stampa comune di Bibione, crediti fotografici Federico Pilli

Dalla terra il futuro, i 150 anni della Fondazione Edmund Mach in mostra sino al 29 settembre 2024 a Trento

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Nel 150° anniversario della nascita dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, oggi Fondazione Edmund Mach, ha ideato una mostra in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, aperta al pubblico sino al 29 settembre 2024 nello Spazio archeologico sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti, a Trento. La mostra, curata da Marta Villa e Katia Malatesta con la collaborazione di Silvia Ceschini, Erica Candioli e Lucia Zadra, ne rilegge la genesi e l’evoluzione, mettendo a fuoco le sue molteplici attività nei settori: agricolo, agroalimentare e ambientale, tra istruzione e formazione, ricerca scientifica, sperimentazione, consulenza e servizio alle imprese.

Ripercorrendo le fasi di un dialogo sempre fertile tra tradizione e innovazione, il percorso, con il progetto espositivo dell’architetto Manuela Baldracchi, si intreccia con uno sguardo generale agli sviluppi del contesto agrario trentino, interpretati, senza pretesa di completezza, attraverso la soggettività di cinque dei più importanti fotografi e atelier fotografici attivi sul territorio tra la fine del XIX secolo e il terzo millennio. Il percorso espositivo che si snoda tra gli ambienti della Tridentum romana dando forma visiva alla lunga storia dell’ente, attraverso pubblicazioni, manufatti storici e soprattutto centinaia di fotografie selezionate nell’archivio fotografico della Fem e tra i fondi dell’Archivio fotografico storico provinciale.

Una storia lunga 150 anni. La storia dell’Istituto iniziò il 12 gennaio 1874, quando la Dieta regionale tirolese di Innsbruck deliberò di attivare a San Michele all’Adige una scuola agraria con annessa stazione sperimentale. Alla direzione dell’Istituto fu posto Edmund Mach, giovane e brillante assistente dell’Istituto enologico e pomologico di Klosterneuburg (Vienna). Fin dalle origini, con un’intuizione che rimarrà a connotare tutta la storia successiva dell’istituzione, lo statuto prevedeva la simbiosi tra formazione agricola e sperimentazione in azienda, a favore del progresso dell’agricoltura trentina. Sotto la magistrale regia di Mach, la scuola di San Michele e la stazione sperimentale si affermarono come istituto modello e la loro fama varcò ben presto i confini regionali.

Dopo Edmund Mach si susseguirono altri validi direttori, fra i quali spiccano le figure di Enrico Avanzi, professore accademico che diede un forte impulso scientifico all’Istituto e al quale si deve l’importante attività nel settore cerealicolo, frutticolo e viticolo, nelle quali fu supportato dall’opera infaticabile di Rebo Rigotti, ricercatore di grande talento che seppe spaziare in molteplici campi, in particolare nel miglioramento genetico della vite (si deve a lui l’incrocio che fu poi battezzato con il suo nome, “Rebo”).
Alla fine degli anni Cinquanta emerse la figura di Bruno Kessler che, nella duplice veste di presidente della Provincia autonoma di Trento e dell’Istituto Agrario, seppe sviluppare le attività dell’ente comprendendo il fondamentale valore delle scienze agrarie per il territorio trentino e non solo. È soprattutto merito di Kessler se la scuola di San Michele negli anni Settanta si rinnovò e si preparò alle sfide dei tempi moderni, sviluppando, tra l’altro, collaborazioni con altre realtà scientifiche europee, soprattutto nel mondo di lingua tedesca.

Nella storia recente la data più significativa è il primo gennaio 2008. L’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, ente funzionale della Provincia autonoma di Trento si trasformò in una Fondazione, il cui nome tributò i dovuti meriti al suo primo e storico direttore, Edmund Mach. Nacque, quindi, un nuovo ente di interesse pubblico con personalità giuridica di diritto privato, assorbendo anche le attività del Centro di Ecologia Alpina contribuendo così ad ampliare il mandato a favore della ricerca ambientale.
Istruzione e formazione, trasferimento tecnologico e ricerca nei settori agricolo, ambientale e agroalimentare si delineano così come i tre pilastri della nuova organizzazione. La Fondazione Mach è oggi una “cittadella dell’agricoltura”, un unicum a livello nazionale: sempre più impegnata a diffondere gli studi nei settori di competenza ma allo stesso tempo radicata sul territorio. Da 150 anni la missione è sempre la medesima: supportare l’agricoltura, l’ambiente e il territorio affrontando mediante l’innovazione le nuove sfide quotidianamente proposte.

Info per la visita. La mostra, curata dalla Fondazione Edmund Mach in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento – UMSt soprintendenza per i beni e le attività culturali e con il Centro Servizi Culturali Santa Chiara, è patrocinata dall’Euregio con la partecipazione del Mets – Museo Etnografico Trentino di San Michele all’Adige, della Fondazione Museo storico del Trentino e del Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del percorso di eventi dedicati alle celebrazioni per i 150 anni della Fem organizzato dal Comitato presieduto dal prof. Attilio Scienza, che culminerà il 28 settembre 2024 con la cerimonia conclusiva. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, piazza Cesare Battisti, Trento. Fino al 31 maggio 9-13 / 14-17.30. Dal 1° giugno al 29 settembre 9.30-13 / 14-18 Chiuso il lunedì (escluso i lunedì festivi).

Fonte: Ufficio comunicazione e relazioni esterne Fem

Sos cacao, l’innovazione va in soccorso della filiera grazie a due start up italiane che utilizzano carrube (al posto del cacao) e tecnologia blockchain (per una tracciatura etica)

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Tra cambiamenti climatici, crisi geopolitiche e logistiche sempre più complesse, la filiera del cacao affronta una crisi senza precedenti, aggravata da un allarmante aumento dello sfruttamento minorile.

L’instabilità climatica in Africa occidentale con un innalzamento delle temperature e una riduzione delle precipitazioni, sta destabilizzando il settore del cacao, in particolare in Ghana e Costa d’Avorio, che insieme costituiscono il 60% della produzione mondiale. Queste variazioni climatiche, unite ai picchi di forti alluvioni stagionali, favoriscono una violenta diffusione di malattie e parassiti che devastano le coltivazioni. Inoltre, l’uso intensivo di pesticidi e fertilizzanti compromette la salute dei lavoratori e dell’ambiente, mentre la deforestazione per la coltivazione del cacao intensifica l’inquinamento e il consumo di CO2. Anche le sfide logistiche si intensificano con l’instabilità geopolitica e i forti rincari nei costi di trasporto e di energia.

Il risultato finale è un’impennata dei costi della materia prima senza precedenti, con aumenti fino al +30/40% e un conseguente rincaro (+15%) dei prezzi al dettaglio. Inoltre, l’incremento del lavoro minorile, passato dal 31% al 45% tra il 2008 e il 2019 in Africa Occidentale, con 1,5 milioni di bambini sfruttati, aggiunge una dimensione etica e sociale alla crisi del settore. Uno scenario che mette quindi a dura prova la filiera del cacao e che esprime l’urgenza di soluzioni innovative e sostenibili per ripensare l’intera catena di produzione del cioccolato.

Innovazione made in Italy per un Futuro sostenibile nella filiera del cacao. In risposta alle sfide globali, dall’Italia arrivano innovazioni promettenti a supporto della filiera e delle aziende dolciarie italiane, grazie a due startup innovative selezionate da FoodSeed, il programma di accelerazione e sviluppo AgriFoodtech e Open Innovation della Rete nazionale di Cdp Venture Capital Sgr – sostenuto da partner promotori e co-investitori quali Fondazione Cariverona e UniCredit, Eatable Adventures, tra i principali acceleratori Foodtech su scala globale, in qualità di co-investitore e gestore operativo del programma.

Foreverland: con Freecao, la carruba come alternativa sostenibile al cacao. Un progetto pionieristico nel settore dolciario è Freecao, il cioccolato senza cacao. Sviluppato dalla startup pugliese Foreverland, questo prodotto rappresenta una svolta sostenibile per l’industria del cioccolato. Realizzato con carruba, tipica dell’area mediterranea dove l’Italia eccelle nella produzione, Freecao offre una deliziosa alternativa al cioccolato tradizionale, con benefici significativi sia in termini di riduzione dei costi di trasporto sia di impatto ambientale. L’innovativo cioccolato taglia drasticamente le emissioni di CO2 del 80% e il consumo di acqua del 90% rispetto al cacao, offrendo una scelta più sana grazie all’assenza di glutine, caffeina, ingredienti artificiali e una minore quantità di zuccheri. E proprio per la Pasqua 2024, Foreverland ha introdotto sul mercato il primo uovo di Pasqua senza cacao: un prodotto da 500 grammi, completamente plant-based, arricchito di nocciole, senza lattosio e senza glutine.

Trusty: Innovazione Blockchain per una Filiera Etica. Dall’Abruzzo, Trusty emerge come una startup innovativa, focalizzata sullo sviluppo di infrastrutture digitali per rendere trasparenti le filiere agroalimentari, utilizzando la tecnologia blockchain. Specializzata nella filiera del cacao, collabora con attori chiave in vari paesi tropicali, fornendo strumenti e consulenza per l’integrazione e la raccolta dati tra agricoltori, cooperative, operatori logistici e industrie. La sua tecnologia, in conformità con le normative europee, quali la EUDR, si dedica a questioni cruciali come la sicurezza alimentare e la sostenibilità. Ciò contribuisce a garantire un commercio internazionale più trasparente e a incrementare la fiducia dei consumatori in filiere eticamente responsabili e regolate. Quest’anno, per Pasqua, Trusty, in collaborazione con Loretta Fanella, chef pâtissier di Livorno, lancia una novità: il primo uovo di cioccolato tracciato via blockchain. Un QR Code sull’uovo certifica l’origine sostenibile del cacao, in conformità con le norme europee per una produzione etica. Questa massa di cacao è stata acquistata tramite il marketplace di Trusty, che mira a semplificare l’approvvigionamento sostenibile per le aziende, sottolineando l’impegno della startup verso la trasparenza e la sostenibilità nelle filiere agroalimentari. “Il cacao riveste un’importanza fondamentale sia in campo gastronomico che nell’economia dei paesi europei. Tuttavia, è evidente la necessità di ridefinire il futuro dell’intera filiera che oggi è tra le più insostenibili a livello mondiale”, dichiara Alberto Barbari, regional VP Italy di Eatable Adventures. “Con Foreverland e Trusty ci stiamo muovendo verso una direzione più etica, sostenibile e innovativa, aiutando le aziende dolciarie ad affrontare le nuove importanti sfide della catena di produzione del cioccolato all’insegna dell’Open Innovation”.

Fonte: Servizio stampa Rete nazionale di Cdp Venture Capital Sgr

27 marzo: alla Biblioteca internazionale La Vigna di Vicenza la presentazione del libro “L’uomo è ciò che beve. Una storia del bere, dagli alcolici ai caffeinati”

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Mercoledì 27 marzo alle ore 17.30 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” la presentazione del libro “L’uomo è ciò che beve. Una storia del bere, dagli alcolici ai caffeinati” di Gianni Moriani, storico della cucina e del paesaggio agrario. L’ incontro fa parte del ciclo Liber&Lectio, una serie di appuntamenti culturali promossi dal consiglio scientifico della Biblioteca su temi attuali, ma con radici antiche, a rispecchiare il prezioso patrimonio de La Vigna, con opere che dal XV secolo arrivano ai giorni nostri.

Non beviamo esclusivamente per dissetarci. Quando consumiamo moderatamente alcolici come vino, birra, distillati, liquori, o caffeinati come caffè, tè, cioccolata, cola, mate, lo facciamo per puro piacere. Quello che beviamo rientra in un sistema culturale: bere è un fatto sociale capace di generare sia identità sia alterità. Siamo di fronte a bevande che, per i loro effetti psicofisici, sono state considerate da numerose civiltà un dono degli dei e per questo elevate a strumento di ritualità, ma anche un dono da offrire all’ospite in segno di benvenuto o da consumare in compagnia, dato il loro innegabile potere socializzante. Per tale motivo esiste una storia del bere radicata nelle origini della vicenda umana, con le sue elaborazioni leggendarie e mitologiche. Il libro che sarà presentato, edito da Cierre Edizioni 2023, le riprende e le interpreta, analizzando il presente e illustrando i prodotti e le loro modalità di consumo. La convivialità che ne sortisce riafferma la natura dell’uomo, in quanto animale sociale. Perciò possiamo dire che, più ancora di ciò che mangia, l’uomo è ciò che beve.

InterventiDanilo Gasparini, presidente del Consiglio scientifico della Bibl. Int. “La Vigna, Gianni Moriani, autore del libro. Ingresso libero, è gradita la registrazione: https://bit.ly/3Um82Gm

L’appuntamento viene proposto come Living Lab del progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards Food2030”, a valere sul bando “Food 2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, “Cities 2030” vede tra i partner il Comune di Vicenza e tra i partner associati la Biblioteca “La Vigna”.

Fonte: servizio stampa Biblioteca La Vigna

14-17 aprile, Veronafiere. Vinitaly 2024 scalda i motori e annuncia diverse novità

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C’è tutto il made in Italy enologico da tutte le regioni italiane e da oltre 30 nazioni alla 56^ edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 14 al 17 aprile prossimo. Ad oggi, infatti, il quartiere fieristico di oltre 180mila mq netti è pronto a diventare l’agorà internazionale del wine business per 4.000 cantine già confermate. Una partecipazione espositiva consolidata che conferma la centralità del Salone internazionale del vino e dei distillati sempre più targetizzato sulle esigenze delle imprese e sulla promozione del settore in Italia e sui mercati esteri, storici ed emergenti.

Le principali aree tematiche di Vinitaly 2024. Intercettare le tendenze di consumo e garantire una rappresentazione evolutiva del settore in linea con le esigenze del mercato. È uno degli obiettivi delle aree tematiche di Vinitaly che, anche quest’anno, traccia diversi percorsi di incontro domanda-offerta sempre più a trazione internazionale. Organic Hall (area C, nuova posizione – 9^ edizione), salone dedicato al vino biologico certificato prodotto in Italia e all’estero che quest’anno conta cento aziende, con la presenza di espositori internazionali provenienti da Ungheria, Slovenia e Austria. Confermate per il 2024 l’Enoteca Bio e le degustazioni in collaborazione con FederBio e Vi.Te. International Wine Hall (tensostruttura D), padiglione dei paesi produttori esteri che scelgono Vinitaly quale loro vetrina espositiva a partire dalle aziende aderenti al progetto Open Balkan (Serbia, Albania e Macedonia del Nord), Francia con le maison di Champagne, Georgia, Ungheria, Brasile, Armenia, Sudafrica e Grecia. Mixology (1° piano Palaexpo), la sezione espositiva e che esprime l’arte dei cocktail e della miscelazione di vini, liquori e distillati sulla base dei nuovi trend internazionali. In programma nei quattro giorni di manifestazione, masterclass guidate dai bartender più talentuosi e in voga. Micro Mega Wines – Micro size, mega quality (area C, nuova posizione – 3^ edizione). È l’unità espositiva all’insegna di “piccolo è bello” ideata dal wine writer Ian D’Agata per Vinitaly. Al centro del progetto le produzioni di nicchia a tiratura limitata.

SOL. In contemporanea a Vinitaly 2024 anche la 28^ edizione di Sol, International olive oil trade show (area C); la 28^ edizione della manifestazione torna alle origini, trasformandosi in International Olive Oil Trade Show, padiglione dedicato esclusivamente all’olio di oliva. Obiettivo: creare ulteriori opportunità commerciali con iniziative mirate, migliorare il posizionamento di quelle esistenti e incrementare la partecipazione di espositori e visitatori professionali. Tra le novità, l’ampliamento della merceologia in esposizione, a partire dai derivati dell’oro verde, come le olive da tavola, i sott’oli, le paste spalmabili a base di olio EVO, fino agli oli aromatizzati, i prodotti per la cosmesi e quelli nutraceutici.

Enolitech. Taglia il traguardo della 25^ edizione Enolitech, il salone internazionale dedicato all’innovazione tecnologica applicata alla vitivinicoltura, all’olivicoltura e al beverage, che per l’occasione si espande di oltre 3.000 mq, raggiungendo quota 7.600 metri quadri (padiglione F). Circa 150 gli espositori confermati, di cui il 10% provenienti dall’estero in particolare da Cina, Spagna, Francia, Ungheria, Taiwan e Polonia.

Novità: Vinitaly Design Award. Si rinnova il Vinitaly Design International Packaging Competition, il premio destinato al miglior packaging che – in occasione della 28^ edizione – cambia la sua veste in Vinitaly Design Award. Oltre al nome, le novità investono anche il regolamento del concorso che presenta un nuovo format con modifiche nel sistema di votazione. I vincitori saranno premiati sabato 13 aprile in occasione della serata di Gala al Teatro Ristori.

Confermato Vinitaly and the city, il fuori salone per gli appassionati in calendario nel centro della città scaligera, patrimonio Unesco, dal 12 al 15 aprile 2024. Nel 2023, sono state oltre 45mila le degustazioni da parte dei winelover.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere/Veronafiera Ennevi foto

I giovani di Stra (Ve) raccontano il fiume, le ville e la storia del loro paese nell’ambito del Premio Wigwam Stampa Italiana

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Lo scorso 7 marzo è stata presentata a Stra (Ve) la 3^ edizione del Premio Wigwam Stampa ItalianaGiovani comunicatori per Comunità resilienti 2024. La presentazione, organizzata dal Comune di Stra insieme all’istituto comprensivo “Alvise Pisani” e alla comunità locale Wigwam della Riviera del Brenta lancia l’invito ai giovani del territorio a concorrere al Premio, che peraltro, ricomprende lo speciale contest “Raccontiamo Stra: il fiume, le ville e la storia di Stra”, una specifica sezione del concorso nazionale dedicata agli elaborati di giovani under 25, siano essi residenti nel comune ma anche da fuori, che realizzino elaborati attinenti il tema. Questa iniziativa – ha detto il vicesindaco di Stra Mario Ferraresso – da l’avvio ad un programma di attività mirate a fare emergere ed entrare in sinergia le potenzialità finora rimaste latenti della nostra realtà territoriale: le risorse umane, con particolare riferimento ai giovani, insieme all’ambiente e alla storia locale fortemente influenzati da una orografia tracciata dal Naviglio Brenta”.

La scuola. Concetto ripreso e maggiormente dettagliato dalle professoresse Nicoletta Bernardon, Nicoletta Frisan e Cristiana Cassandro tutte insegnanti di materie letterarie della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo “A. Pisani” di Stra. Territorio questo che si sviluppa lungo la Riviera del Brenta e che tra il XVI e il XVIII secolo vide sorgere decine di ville venete, residenze estive della nobiltà veneziana ma anche centri produttivi, in origine solamente agricoli e di allevamento ed in seguito di artigianato manifatturiero.

Il Naviglio del Brenta fa parte del sistema di fiumi e canali che fin dai tempi antichi collegava le città venete fra di loro e con la laguna di Venezia. Su questi percorsi fluviali transitavano le merci dirette dall’entroterra alla Repubblica Serenissima di Venezia: materiali da costruzione come legno, marmo, pietre dai Colli Vicentini e la trachite dei Colli Euganei nonché granaglie e altri prodotti agricoli. Il trasporto avveniva con barconi detti bùrci trainati lungo le rive da buoi e cavalli. E poi ancora, dove vi transitavano anche le barche postali o per passeggeri, i cosiddetti “Burchielli”, le lussuose imbarcazioni con un’ampia cabina e tre o quattro balconi, usate dai veneziani facoltosi per raggiungere le loro ville in campagna.

Il Premio. Nella sua generalità, punta alla ricostruzione del dialogo intergenerazionale e alla riscoperta e alla valorizzazione delle peculiarità e identità locali, come è appunto il territorio di Stra e la sua storia ultracentenaria, ha per promotore Rete Wigwam, rappresentata per l’occasione da Giliola Dalla Libera, una tra le più antiche organizzazioni per lo sviluppo sostenibile tra quelle con riconoscimento ministeriale ed è supportato dal partenariato di tutto il mondo del giornalismo organizzato italiano. Dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dal Sindacato Giornalisti del Veneto, all’Ordine dei Giornalisti e dall’Unarga, l’Unione dei giornalisti agro-alimentari e ambientali fino all’Ucsi, l’Unione Cattolica della Stampa Italiana e gode del patrocinio dell’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa e di Anni, nonché di una vasta platea di supporti da parte di Province, Enti Parco, Comuni, associazioni e scuole. Info per la partecipazione: direzione@wigwam.it 

Fonte: servizio stampa Wigwam

Sinergia tra Donne Coldiretti, produttori Campagna Amica e Università di Padova per il premio di laurea “Giulia Cecchettin”

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Un Premio di laurea intitolato a Giulia Cecchettin, per diffondere la cultura del rispetto in tutti i campi della ricerca, del lavoro, dell’economia, della comunicazione. L’iniziativa delle donne di Coldiretti e i produttori di Campagna Amica con l’Università di Padova rientra nel progetto #coltiviamoilrispetto avviato dalle imprenditrici agricole per la promozione di azioni a favore della parità di genere.

IMG-20240315-WA0051L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi nella sede di Coldiretti Padova alla presenza di Gino Cecchettin e Andrea Camerotto, papà e zio di Giulia, con Valentina Galesso, responsabile provinciale e regionale di donne Coldiretti, Gaya Spolverato, docente dell’Università degli Studi di Padova, delegata alle Politiche per le Pari Opportunità, Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, Marina Montedoro, direttore di Coldiretti Veneto; Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova, Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova.

Il premio è “trasversale” proprio per abbracciare tutte le discipline che consentono la diffusione della cultura del rispetto: è rivolto alle tesi magistrali di laurea in Economia, Sociologia, Psicologia e Giurisprudenza, ma aperta anche alle altre facoltà, per sostenere lavori che metteranno in luce proprio nuovi approcci nei diversi settori, nel segno della gentilezza.“Per me è sempre doloroso affrontare tutto questo – sono le parole di Gino Cecchettin – ma sento che ho il dovere morale di fare qualcosa, di agire, perché ho capito che Giulia nella sua semplicità e nel suo amore è un esempio per molti. Voglio cercare di aiutare le persone che come Giulia non hanno avuto la fortuna di godere dell’indipendenza e dei diritti di cui stiamo parlando in questa occasione. Il libro è un primo passo per portare avanti qualcosa di concreto. Con la fondazione che stiamo creando vogliamo fare formazione nelle scuole e aiutare le associazioni già presenti e operative”.

“Vogliamo partire dalle parole per trasformare l’odio in amore – ha detto Valentina Galesso, responsabile provinciale e regionale di donne Coldiretti – sottolineando termini come rispetto, cura, bellezza. Parole piene di significati, che fanno riferimento ad un comportamento rispettoso, riconoscente e benevolo, caratterizzato da atti di generosità, considerazione ed assistenza, di preoccupazione per gli altri. Per questo già dallo scorso autunno abbiamo deciso di unire le forze e a Fiera Cavalli a Verona è stato sottoscritto un primo accordo con l’onorevole Semenzato. Quindi abbiamo avviato l’iniziativa #coltiviamoilrispetto, proponendo i “prodotti della gentilezza”, ogni quarto sabato del mese nei nostri mercati coperti di Campagna Amica, pensati proprio per sostenere questo nuovo approccio anche nelle relazioni fra le persone. I prodotti gentili, le fattorie della tenerezza esprimono queste virtù e sono esperienze concrete, attività reali legate all’economia solidale praticata dal mondo rurale da sempre. Perché è proprio in agricoltura che si sviluppano progetti sostenibili coniugando famiglia, ambizioni personali, creatività e capacità professionali.

“L’istituzione di un premio di laurea – ha aggiunto la professoressa Gaya Spolverato, docente dell’Università degli Studi di Padova, delegata alle Politiche per le Pari Opportunità – permette di fare cultura per superare la subalternità dei rapporti, la violenza e la sopraffazione con i numeri, i dati, la ricerca: tutti elementi che possano veramente aprire la strada del cambiamento. Lavorare insieme come si sta facendo qui oggi è davvero straordinario e permette di smuovere la società. E’ importante che ci sia la consapevolezza che quello che fa l’Università è una quota di quanto devono fare la scuola prima e il mondo del lavoro dopo, insieme alla società civile”.

“Famiglia, scuola, società civile e politica – ha ricordato Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere – devono essere fortemente alleati in questa battaglia. Giulia Cecchettin ha risvegliato le coscienze in tutta Italia e continua ogni giorno a toccare nel profondo la nostra sensibilità, ad ispirare riflessioni e nuove iniziative. Prevenzione e sensibilizzazione sono fondamentali. E’ un grande onore essere presidente della Commissione sulla violenza di genere, stiamo lavorando anche sulla formazione di operatori socio sanitari e forze dell’ordine per fare rete e costruire una nuova consapevolezza, anche da parte dell’universo femminile, che aiuti ad affrontare in maniera diversa la violenza. La denuncia può essere fatta anche dalle persone che stanno vicino alle donne. Dalla nostra regione è partito questo protocollo virtuoso con le aziende agricole già in prima linea, considerato che spesso assumono donne vittime di maltrattamenti e violenze”.

Libertà economica. In collegamento Mariafrancesca Serr,  responsabile nazionale di Donne Coldiretti: “Ridiamo dignità alle donne ma anche libertà economica, perché oltre alla violenza psicologica e fisica c’è anche una violenza economica. E’ un problema che ci riguarda e ci coinvolge tutti in prima persona”. Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova, ha ricordato che “anche nelle nostre aziende la presenza delle donne e la sensibilità che portano sono preziose. Questo è solo l’inizio di un lavoro di sinergia dove tutti possiamo portare il nostro contributo. Un particolare ringraziamento va a Gino Cecchettin per l’esempio che ci sta dando e per il messaggio che contribuisce a diffondere”. Ad arricchire l’incontro un approfondimento dedicato alle imprenditrici agricole sul tema finanza e violenza economica a cura di Barbara Annoni, consulente finanziario Generali e fondatrice blog “Il giardino della finanza” e Catia Roncolato assicuratrice Generali.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

12a Giornata europea del Gelato artigianale 2024. Domenica 24 marzo ad Agrimont Confartigianato Veneto e Longarone Fiere Dolomiti (BL) invitano a degustare il gusto dell’anno: Gaufre de Liège

20240318_Gaufre de LiègeL’appuntamento è di quelli da non mancare. Domenica 24 marzo prossimo dalle ore 11.00 (e fino ad esaurimento) nell’Area Incontri – Pad. C di Longarone Fiere Dolomiti (BL),in occasione di Agrimont, sarà possibile degustare in anteprima, grazie alla collaborazione tra Confartigianato Imprese Veneto e Longarone Fiere Dolomiti, il gusto 2024 designato da Artglace e proposto dal Belgio per la 12a Giornata Europea del Gelato Artigianale – 2024: Gaufre de Liège. Un fior di latte aromatizzato con vaniglia e cannella, variegato al burro salato e accompagnato da una cialda, la gaufre di Liegi (nella foto in alto).

Il gelato sarà offerto grazie anche al contributo dei prodotti da parte di Lattebusche, come il latte alta qualità, il burro e la panna provenienti dagli allevamenti bellunesi. È prevista però una offerta libera che andrà a beneficio della ricerca dell’Università di Padova sull’infestazione dell’insetto bostrico. Sarà presente la stessa Università a raccogliere le offerte e a rispondere alle eventuali domande sulla piaga che sta affliggendo le nostre foreste.

La Giornata europea del Gelato artigianale – il 24 di marzo di ogni anno – è stata istituita dal Parlamento Europeo nel 2012 sottolineando, tra le motivazioni, che “tra i prodotti lattiero-caseari freschi, il gelato artigianale rappresenta l’eccellenza in termini di qualità e sicurezza alimentare, che valorizza i prodotti agro-alimentari di ogni singolo Stato membro”. “Il gelato artigianale fa parte del nostro bagaglio di tradizione – spiega Michele Dal Farra, presidente Longarone Fiere Dolomiti -, non a caso proprio in questa città, nel 1959, si tenne la prima edizione della Mostra Internazionale del Gelato Artigianale (MIG) grazie alla presenza in zona di diverse famiglie di gelatieri che hanno reso famoso questo prodotto italiano anche all’estero. Una testimonianza di questo primato è data dalle numerose gelaterie diffuse su tutto il territorio regionale, ben 1.191 di cui 898 a carattere artigiano (la seconda regione dopo la Lombardia), e dalla spesa media delle famiglie che ISTAT stima per il 2023 in 153 milioni di euro. La terza spesa più elevata dopo Lombardia (328 milioni di euro) e Lazio (167 milioni). “Ma non solo – prosegue – è anche un alimento sempre più apprezzato dato che, anche a detta dei medici, è uno di quelli più adeguati specie per i bambini in quanto fornisce il giusto apporto calorico oltre a elementi importanti per la crescita come proteine, calcio, fosforo, ferro e vitamine A, B1 e B12”.

A far la differenza gli ingredienti. Va considerato poi che il perimetro delle attività artigianali relative al mondo del gelato è comunque più ampio, coinvolgendo i segmenti delle pasticcerie che producono dolci con il gelato e dei laboratori che producono gelati senza vendita al dettaglio. In tal senso nostre precedenti analisi hanno valutato che il 43,8% della spesa delle famiglie è intercettabile da parte delle gelaterie artigianali e micro e piccole imprese a vocazione artigiana. “Sono sempre gli ingredienti a fare differenza – conclude Cristiano Gaggion, presidente Alimentaristi di Confartigianato imprese Veneto -, perché la tendenza è infatti quella verso prodotti sempre più salutistici con “etichetta corta” e un ritorno ai gusti tradizionali. Da sottolineare, infine, che gli ingredienti, soprattutto quelli naturali, sono diventati carissimi: zucchero, latte, frutta sino al packaging e gli aumenti del costo dei gelati di quest’anno sono comunque inferiori rispetto all’aumento dei prezzi a cui dobbiamo tenere testa. Nessuno ha intenzione di imporre aumenti esponenziali ai propri clienti. In un momento in cui siamo già così preoccupati dall’inflazione, di tutto c’è bisogno fuorché dell’aumento vertiginoso del costo di un prodotto così amato e così popolare”.

Sostegno alla ricerca. Una nuova emergenza sta minacciando oggi i nostri boschi: l’infestazione del bostrico. In risposta a questa emergenza nasce il progetto di ricerca sul bostrico, condotto dai Dipartimenti Territorio e Sistemi Agro-forestali (TESAF) Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente (DAFNAE) dell’Università di Padova, grazie anche alla preziosa collaborazione con l’agenzia di comunicazione AKQA s.r.l e con l’azienda trevigiana di carte da gioco Dal Negro insieme all’Ateneo patavino. L’obiettivo del progetto è quello di finanziare due dottorati di ricerca di durata triennale in Selvicoltura e Entomologia forestale, i quali saranno finalizzati allo studio del fenomeno epidemico e di nuovi metodi e strumenti di prevenzione (www.unipd.it/sostieni/emergenza-bostrico).

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

L’intelligenza artificiale a servizio dell’ambiente del Delta del Po, che va verso l’inaridimento

Gal Delta Po

L’intelligenza artificiale diventerà un alleato fondamentale per gli agricoltori del Delta del Po, intervenendo per prevedere in tempo fenomeni sempre più estremi come l’inaridimento del terreno, lo stress idrico delle piante e la risalita del cuneo salino. A dirlo è una ricerca dell’Università di Padova, realizzata in collaborazione con il Consorzio di bonifica del Delta del Po, presentata a Rovigo nel corso del Food&Science Festival Lab, organizzato da Confagricoltura Rovigo con Confagricoltura Mantova al Salone del Grano e dedicato al tema dell’“Agricoltura e intelligenza artificiale – Un nuovo approccio tra sviluppo economico e sostenibilità”.

La ricerca, presentata da Paolo Tarolli, ordinario di Idraulica agraria del dipartimento Territorio e sistemi agroforestali dell’Università, è incentrata sull’aridità nel Nordest che, negli ultimi vent’anni, ha colpito con estati sempre più calde, portando ad un progressivo inaridimento del terreno. L’agricoltura del basso Veneto, in particolare del Delta del Po, che come tutte le zone costiere è più esposta alle conseguenze dei cambiamenti climatici, soffre di stress idrico, con rischio di perdita dei raccolti e sparizione di colture. “Vent’anni di dati sulle precipitazioni del Nordest, dal 2001 al 2021, ci fanno capire come tutta la zona del basso Veneto stia andando verso l’inaridimento – ha spiegato Tarolli -. Le estati sempre più roventi vanificano l’utilità delle piogge, accelerando l’evaporazione idrica del terreno. L’applicazione che stiamo elaborando con il Consorzio del Delta, con il sostegno dei fondi Pnrr, è rivolta a prevedere i fenomeni estremi come la risalita del cuneo salino attraverso l’uso del satellite e di big data, che, sulla base dei numeri riguardanti lo storico, possono aiutarci a sviluppare un indice integrato  che ci consentirà di capire per tempo le situazioni a rischio, le variabili che entrano in gioco e ad agire di conseguenza. In sostanza, attraverso  l’intelligenza artificiale, potremo attivare un sistema di sensori montati su satellite o sul territorio del Delta, attivando un sistema di allerta, con il concorso dei consorzi, della Regione e di altri enti istituzionali”.

Produrre più cibo per una popolazione mondiale in crescita. Nell’occasione sono stati presentati altri studi e progetti sulla ricerca e sulle tecnologie che stanno nascendo per risolvere il rebus del futuro: produrre più cibo per una popolazione mondiale di 8 miliardi, in costante crescita, evitando di impattare eccessivamente su suolo, energie e consumo idrico. Nel 2050 si prevede un aumento del 110% di fabbisogno di cereali, del 135% di carne e del 140% di soia. “Le nuove tecnologie smart possono aumentare la produttività e ridurre gli sprechi – ha detto Marianna Lo Zoppo, coordinatrice dell’Invernizzi Agrilab, il laboratorio di ricerca Bocconi dedicato all’agricoltura italiana -, distribuire più equamente valore lungo la filiera, incrementare l’efficienza nell’uso delle risorse e preservare i servizi sistemici. Le Tea potranno intervenire per rendere le piante più resistenti, la tracciabilità intelligente minimizzerà le inefficienze, il vertical farming consentirà di coltivare le piante in un ambiente controllato. Ma stanno avanzando anche la tecnologia di desalinizzazione per l’irrigazione, che sfrutterà l’acqua di mare per rendere irrigue aree colpite da scarsità idrica, e i sistemi di acquacoltura a ricircolo, che migliorano la salute dei pesci attraverso una migliore qualità dell’acqua”.

Resilienza di fronte al cambio del clima. La ricerca è concentrata sulle imprese e sui sistemi che potranno aumentare la resilienza dell’agricoltura di fronte ai cambiamenti climatici, come hanno spiegato Raffaele Giaffreda, coordinatore europeo del progetto Agrifood Tef; Luca Ferrari, manager di Cnh Industrial e Matteo Vanotti, ceo di Xfarm. Bruno Basso, docente di scienze della terra e dell’ambiente alla Michigan State University, si è collegato dagli Stati Uniti per approfondire il tema delle “Tecnologie per un’agricoltura globale”. Cambiamenti che vengono recepiti dalle associazioni sindacali, come ha riferito Cristina Tinelli, direttore relazioni Ue e internazionali di Confagricoltura, che ha raccontato cosa sta succedendo in Europa e con cambiamenti in atto della Pac, la Politica agricola europea. “Siamo in un momento molto critico, con il crollo dei prezzi dei cereali – ha sottolineato Lauro Ballani, che ha aperto la giornata con Daniele Sfulcini, direttore di Confagricoltura Mantova, e a Cristiano Corazzari, assessore al Territorio -. Nei giorni scorsi sui mercati il grano duro ha perso 20 euro a tonnellata, una mazzata per i nostri agricoltori, che hanno bisogno di soluzioni e sostegno per continuare a produrre. Noi ci auguriamo che le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possano dare l’aiuto di cui il nostro settore ha sempre più bisogno”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

22 marzo, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) il corso di formazione giornalisti Odg in collaborazione con Argav dedicato alla salvaguardia di animali e piante venete a rischio estinzione

Logo Bionet 2017Si intitola “Razze animali e varietà vegetali venete a rischio di estinzione. Strategie per la loro salvaguardia” il corso di formazione organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) dalle 18:30 alle 20:30. Per accedere al corso, che dà diritto a 2 crediti, bisogna iscriversi nel portale di formazione giornalisti entro il 20/03/2024.

Programma. Nel Veneto, grazie al programma Bionet, è stata istituita una rete regionale per la biodiversità di interesse agrario e alimentare. Tra le priorità dell’iniziativa vi è la conservazione delle risorse genetiche locali di interesse agrario e alimentare a rischio di estinzione o erosione genetica, nonché la loro registrazione negli appositi registri. Il corso presenterà i più importanti risultati raggiunti. Relatori: Renzo Michieletto, vice presidente Argav; Alberto Sartori, U.C. Biodiversità Agraria di Veneto Agricoltura; Michele Giannini, direttore di U.O. Colture Specializzate e Agroalimentari di Veneto Agricoltura.