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Quanto sono sicuri gli alimenti acquistati online e consegnati a domicilio?

sicurezza-alimenti-acquistati-online-videoFra spesa online, food delivery ed e-commerce enogastronomico, sono oltre 10 milioni gli italiani che acquistano cibo online, per un giro di affari di 4,4 miliardi di euro. Però, tra il momento in cui il cibo viene acquistato e quello in cui arriva a casa nostra trascorre un lasso di tempo che può mettere a rischio la qualità e la salubrità dell’alimento.

Il rischio varia a seconda della tipologia di acquisto online: se fare la spesa online nei portali della grande distribuzione non comporta grossi rischi, grazie all’uso da parte delle aziende di infrastrutture logistiche efficienti e di veicoli refrigerati per il trasporto di prodotti freschi o surgelati, bisogna fare maggiore attenzione agli alimenti consegnati a domicilio pronti per il consumo (food delivery), così come all’acquisto di alimenti deperibili negli e-commerce gestiti direttamente dai produttori.

Per scoprire le differenze tra i vari tipi di acquisti alimentari online e le principali accortezze da adottare per un consumo sicuro degli alimenti che vengono recapitati a domicilio si può consultare questo video della serie «100 secondi» realizzato dal laboratorio comunicazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Lungo la Strada del Prosecco e vini dei colli Conegliano-Valdobbiadene torna l’iniziativa “Visit Cantina” con proposte di tour e degustazioni

foto archivio strada del proseccoLa Strada del Prosecco e vini dei colli Conegliano-Valdobbiadene propone anche quest’anno “Visit Cantina”, iniziativa che, per tutto il 2024, offrirà la possibilità di visitare tenute, vigne e cantine, conversando con i proprietari e degustando vini iconici, non solo il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e Cartizze Superiore Docg, ma anche Bianco e Rosso dei Colli di Conegliano Docg, Torchiato di Fregona Docg, Refrontolo passito Docg e Verdiso Igt.

Una settantina le cantine che proporranno le degustazioni disponibili sul portale dell’Associazione che ha ideato la manifestazione nel 2009, migliorandola di anno in anno per avvicinarla ai desideri dei wine lover attratti dalla bellezza dei colli patrimonio Unesco, dalle numerose dimore storiche – castelli, abbazie, ristoranti, osterie – che si annidano lungo gli oltre novanta chilometri di itinerario panoramico e dall’unicità della Strada, alla quale spetta il primato di arteria enoica più longeva d’Italia (inaugurata nel 1966). Sarà compito del visitatore scegliere data e luogo della visita, grazie al calendario aggiornato disponibile sul sito  e a una mappa che consente una rapida e utile geolocalizzazione delle location. L’iniziativa si affianca inoltre alla più ampia proposta offerta dalla Strada del Prosecco di vivere esperienze originali, quali visite ai vigneti, tour in Vespa, Spa & Wellness, food & wine e molto altro. Per rimanere aggiornati si può visitare l’apposita sezione del sito ‘Esperienze da Vivere’.

Fonte: Servizio media Strada del Prosecco

Ripristino delle cave dismesse, iniziato un progetto pilota a Valeggio sul Mincio (VR)

70d85eee-e2f8-4de7-8275-6f91be6b2511Veneto Agricoltura in collaborazione con l’Associazione Albo dei Cavatori del Veneto e l’azienda Cave Ghiaia Nardi srl sta realizzando un progetto pilota per il ripristino di una cava di ghiaia dismessa nel comune di Valeggio sul Mincio (VR).

L’attività prevede la realizzazione di un sistema agroforestale sostenibile nell’area pianeggiante di fondo cava, coltivabile senza l’impiego di fitofarmaci o fertilizzanti, oltre alla sistemazione di una scarpata di cava con piante erbacee, arboree ed arbustive autoctone e di interesse mellifero. Di interesse mellifero anche i filari di paulownia che compongono la parte arborea del sistema agroforestale e le fasce che verranno seminate con dei miscugli di specie erbacee a fiore lungo i filari stessi e l’erba medica come coltura agraria nelle aree di interfilare. Inoltre, la cava diventerà un serbatoio verde per lo stoccaggio della CO2, dal momento che la paulownia riesce a stoccare mediamente 100 kg all’anno di CO2 per ciascuna pianta. 

Tempistica. A fine marzo 2024 sono state messe a dimora quasi 500 giovani piantine arboree ed arbustive autoctone nella parte bassa della scarpata di cava, prodotte dal Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (VI), sempre di Veneto Agricoltura. La realizzazione del sistema agroforestale è invece prevista per la prima metà del maggio prossimo.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Ridurre le emissioni delle auto: più facile a dirsi che a farsi

autostradaSecondo una relazione pubblicata lo scorso gennaio dalla Corte dei conti europea gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dell’Unione Europea per le autovetture nuove non saranno raggiungibili finché mancheranno prerequisiti importanti. Nonostante le grandi ambizioni e i requisiti stringenti, la maggior parte delle autovetture che circolano sulle strade europee emette ancora la stessa quantità di CO2 di 12 anni fa. I veicoli elettrici possono aiutare l’Ue ad avvicinarsi a un parco auto a zero emissioni. Tuttavia, la Corte avverte che gli sforzi profusi in questa direzione devono cambiare marcia.

Premessa. Sebbene negli ultimi trent’anni l’Ue sia riuscita a ridurre le emissioni di gas a effetto serra in molti settori, le emissioni di CO2 prodotte dal settore dei trasporti hanno continuato ad aumentare. Nel 2021 costituivano il 23 % del totale delle emissioni di gas a effetto serra in Europa e più della metà di esse era prodotta dalle autovetture. I costruttori possono ridurre le emissioni di CO2 producendo auto che consumano quantità minori di carburante (ad esempio, diesel o benzina), producendo veicoli a zero emissioni (ad esempio, auto elettriche) o combinando le tecnologie (ad esempio, auto ibride ricaricabili). Il regolamento sui livelli di performance in materia di emissioni di CO₂ delle autovetture nuove è l’atto legislativo di riferimento a livello Ue per ridurre le emissioni prodotte dalle autovetture nuove: è stato adottato nel 2009 ed è stato oggetto di modifiche importanti nel 2019. Ai fini del regolamento, le emissioni di CO₂ prodotte dalle singole auto sono basate sulle misurazioni effettuate in condizioni di laboratorio standardizzate, a differenza di quelle misurate su strada.

Eleffricare il parco Ue un’impresa impegnativa. Dal 2010, il regolamento sulle emissioni di CO₂ delle auto ha fissato un valore-obiettivo Ue, a livello di flotta, per le emissioni medie di CO₂ delle autovetture di nuova immatricolazione. Inoltre, ogni costruttore, che è tenuto a dichiarare le emissioni di CO₂ di un veicolo sul certificato di conformità, deve pagare un’indennità per le emissioni se non raggiunge valori-obiettivo specifici per le emissioni. Le ambizioni sono cresciute nel tempo, con l’obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2035. “La rivoluzione verde dell’Ue può compiersi solo se si riducono di molto i veicoli inquinanti, ma si tratta di una grande sfida”, ha affermato Pietro Russo, che ha diretto l’audit della Corte dei conti europea. “Una riduzione reale e tangibile delle emissioni di CO2 prodotte dalle auto non sarà realizzabile finché prevarranno i motori a combustione, ma allo stesso tempo elettrificare il parco auto dell’Ue costituisce un’impresa impegnativa”.

Nel 2010, i costruttori di auto hanno sfruttato aree grigie dei requisiti delle prove per ottenere valori di emissioni inferiori in laboratorio. Il divario con le emissioni reali, cioè quelle prodotte guidando su strada, era enorme. Di conseguenza, e a seguito dello scandalo “Dieselgate”, a settembre 2017 è diventato obbligatorio un nuovo ciclo di prova in laboratorio, che riflette meglio le condizioni di guida reali. Questo nuovo ciclo ha ridotto (ma non azzerato) il divario tra le emissioni di laboratorio e quelle reali.

La Corte osserva che le emissioni reali prodotte dalle auto tradizionali, che costituiscono ancora quasi tre quarti delle immatricolazioni di veicoli nuovi, non sono diminuite. Negli ultimi dieci anni, le emissioni delle auto a diesel sono rimaste costanti, mentre quelle delle auto a benzina sono diminuite in modo marginale (-4,6 %). Il progresso tecnologico in termini di efficienza del motore è controbilanciato dall’aumento della massa dei veicoli (in media circa +10 %) e della potenza dei motori (in media +25 %). La stessa cosa succede alle auto ibride, le cui emissioni reali di CO₂ tendono a essere molto superiori a quelle registrate in laboratorio. Nel tentativo di riflettere meglio la situazione reale, le proporzioni tra l’uso del motore elettrico e di quello a combustione saranno riadattate, ma solo a partire dal 2025. Fino ad allora, le auto ibride ricaricabili continueranno a essere considerate veicoli a basse emissioni, a beneficio dei costruttori di auto. Fino ad allora, inoltre, i costruttori di auto continueranno ad applicare alcune delle disposizioni introdotte con il regolamento sulle emissioni di CO2, che hanno consentito loro di risparmiare quasi 13 miliardi di euro di indennità per le emissioni in eccesso per il solo 2020.

Secondo la Corte, solo i veicoli elettrici (che sono passati da un veicolo ogni 100 nuove immatricolazioni nel 2018 a quasi uno su sette nel 2022) hanno trainato la riduzione della media delle emissioni di CO₂ reali degli ultimi anni. Tuttavia, la strada da percorrere è dissestata, in quanto l’Ue incontra notevoli difficoltà nell’accelerare la diffusione dei veicoli elettrici. Il primo ostacolo da superare è l’accesso alle materie prime per costruire un numero sufficiente di batterie, come evidenziato da una recente relazione della Corte dei conti europea. In precedenza, la Corte ha espresso preoccupazione anche per l’inadeguatezza delle infrastrutture di ricarica: il 70 % di tutte le stazioni di ricarica nell’Ue è concentrato in soli tre paesi (Paesi Bassi, Francia e Germania). Infine, l’accessibilità economica è fondamentale: dati i costi iniziali più elevati delle auto elettriche, i consumatori potrebbero preferire mantenere più a lungo i loro vecchi veicoli inquinanti.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

Le cozze di Pellestrina (VE) riconosciute Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat)

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Le cozze di Pellestrina (VE) sono state ufficialmente riconosciute come Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Il riconoscimento attesta l’eccellenza e la storicità che questo prodotto rappresenta, enfatizzandone il profondo legame con la cultura e le tradizioni del territorio. Un valore non solo culinario il suo ma anche culturale, perché guarda alla salvaguardia delle tecniche produttive tradizionali.  Un riconoscimento che celebra la dedizione di produttori e pescatori, la cui passione e sapienza hanno permesso di conservare e valorizzare questa specialità nel tempo. La comunità di Pellestrina si appresta a festeggiare il riconoscimento con diverse iniziative, tra cui eventi enogastronomici e incontri culturali.

Fonte: Servizio stampa Mitilla® la cozza di Pellestrina, foto Mitilla®

I “Pensieri obliqui” di Fabrizio Stelluto, presidente Argav, per Verde a nordest: quello del 2024 è il marzo più caldo della storia con 14,11 °C sulla crosta terrestre

Fabrizio Stelluto

La scorsa Pasqua, Italia divisa a metà, tra il Nord ricco di pioggia e neve e il Sud assetato, con temperature estive e comuni già con l’acqua razionata. Ne parla in modo approfondito Fabrizio Stelluto, presidente Argav, nella rubrica “Pensieri obliqui” tenuta per la trasmissione Verde a nordest.

12-15 aprile, Verona capitale dei winelover con Vinitaly and the city, quattro giorni di tasting, masterclass e brindisi tra arte, musica e cultura 

VinitalyandtheCity2023_Veronafiere_Ennevifoto__SM13064Torna dal 12 al 15 aprile Vinitaly and the City, il fuori salone di Vinitaly (14-17 aprile Veronafiere) che ogni anno trasforma Verona nella capitale dei winelover. Quattro giorni tra degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate con incursioni culturali, artistiche, musicali e geografiche per l’appuntamento più “epicureo” della rassegna fieristica veronese, che farà pulsare di passione enoica anche il cuore del capoluogo. A fare da scenografia sarà infatti il triangolo tra Piazza dei Signori (Loggia di Fra Giocondo, Loggia Antica), Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, punti di interesse iconici della città patrimonio Unesco.

In Piazza dei Signori, nella Loggia di Fra’ Giocondo, si potranno levare i calici a Dante nella Grande Enoteca di Vinitaly and the City, un banco di assaggio dedicato al Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie, mentre nella Loggia Antica si agiteranno gli shaker dei più accreditati bartender del momento, uno spazio dedicato alla magia della Mixology con partner come Bartenders Group Italia, Nespresso, Dicisano, Molinari, Italia Wine Brands, 9diDante, Fiol Prosecco Doc, Martini, Malfy Gin e The Organics by Red Bull. Spazio alle contaminazioni anche sul palco della Loggia dove, dopo il brindisi inaugurale venerdì 12 aprile (18.00) con l’Official Wine Donnafugata Brut 2019, si alterneranno eventi e performance artistiche, culturali e musicali. Al centro della piazza, la Lounge di Banca Passadore & C. rappresenterà il fulcro dell’experience art&wine, un’occasione di degustazione immersiva tra le architetture suggestive di quella che era la Corte della Signoria degli Scaligeri. Non mancheranno infine le masterclass nella sala consiliare del Palazzo Scaligero, sede della Provincia di Verona, con tasting (su invito) dedicati ai vini di Bertani, di Micro Mega Wines, calabresi, ungheresi e siciliani, ma anche al formaggio Asiago, official cheese dell’evento.

Confermato anche il brindisi in quota del Consorzio del Lugana alla Torre dei Lamberti, la terrazza panoramica a 84 metri di altezza che svetta dal Cortile Mercato Vecchio, trasformato per l’occasione in un hub di degustazione tra i banchi di assaggio della Regione Calabria e della Regione Marche, affiancati dai prodotti della linea Fior Fiore Coop, con al centro i Wine Talk condotti dall’enologo e divulgatrice del vino Sissi Baratella. Il percorso enogastronomico proseguirà poi nel cortile del Tribunale con la selezione vini a cura del Gambero Rosso, la Regione Sicilia e la Fiera del Riso, che proporrà per l’occasione, oltre al classico risotto all’isolana, il risotto all’Amarone e quello alle mele della Val di Non e Prosecco. Ad accompagnare il viaggio, gli appuntamenti e il sound di Radio Monte Carlo, radio ufficiale di Vinitaly and the City 2024 che animerà con i propri dj set i wine party quotidiani (dalle 18 alle 20). Sempre nel cortile del Tribunale, all’interno della Lounge degli Affreschi l’Associazione Buchette del vino di Firenze allestirà, in collaborazione con il Consorzio Vino Toscana, una porta di legno con una tipica buchetta per la mescita del vino.

Sul fronte degli eventi, il programma di Vinitaly and the City si arricchisce delle visite guidate alle tre piazze protagoniste dell’evento ma anche, tra le altre, a Palazzo Maffei Casa Museo, Museo Archeologico Nazionale di Verona, Salone delle Feste di Palazzo Balladoro, Fondazione Museo Miniscalchi- Erizzo, Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona, Santa Marta, oltre ad altri percorsi proposti dalla Fondazione Verona Minor Hierusalem. In continuità con le scorse edizioni, domenica 14 aprile sarà presentata la terza tappa della mostra dedicata a Dante a cura di Franco Nembrini e dell’associazione “Rivela”, giunta al Paradiso dopo le due edizioni su Inferno e Purgatorio gli scorsi anni. Confermati anche gli incontri giornalieri firmati da Feltrinelli, mentre riporta l’attenzione sul rapporto tra vino e cambiamento climatico il convegno organizzato da Fisar, “Intelligenza In-naturale”, in programma per sabato 13 aprile (ore 21, Palco Loggia di Fra Giocondo). Tra le novità più curiose, la presenza delle Cesarine, la più antica rete di cuoche casalinghe d’Italia che porteranno anche a Vinitaly and the City qualche saggio della loro inestimabile sapienza culinaria.

Dal teatro al piccolo schermo, il fascino del vino animerà poi sia l’evento “Calici di Jazz Preview con Max Ionata & Danish trio”, organizzato dal Teatro Ristori in programma sabato 13 aprile alle 17 (Palco Loggia di Fra Giocondo), ma anche la presentazione (14/4, ore 21, Palco Loggia di Fra Giocondo) della terza stagione e anticipazione della quarta di B.E.V.I. – L’Arte del Vinificare ̧ prima e unica serie TV sull’arte nel mondo del vino in onda su Sky Arte e Now Tv. Sul filone artistico è poi confermata la collaborazione con ArtVerona, che porterà in scena (15/4, ore 18, Palco Loggia di Fra Giocondo) Lives! La vita di Marina Abramovic in parole e musica, a cura di Nicolas Ballario con Rodrigo D’Erasmo e Andrea Faccioli. Le note musicali sono al centro anche di Calabria straordinaria, un viaggio tra musica e paesaggi (13/4, ore 21.15, Palco Loggia Fra Giocondo) con l’esibizione dal vivo di Sarafine, la cantante vincitrice dell’ultima edizione di X Factor. Tornano anche i “Calici in vetrina”, l’iniziativa di Veronafiere che coinvolge i negozi del centro, invitati ad esporre il grande calice simbolo di Vinitaly (40 cm) sino al 17 aprile.

Vinitaly and the City sarà aperto con il seguente orario: venerdì 12 aprile 18:00-23:00 (inaugurazione ore 18.00), sabato 13 aprile 15:00-23:00, domenica 14 aprile 15:00-23:00, lunedì 15 aprile 18:00-23:00. Dall’11/04 al 15/04 si potrà acquistare il biglietto sia al desk in Piazza dei Signori che online al costo di €20 (Info e shop su http://www.vinitalyandthecity.com). Vinitaly and the City è organizzato in collaborazione con Comune di Verona, Provincia di Verona e Fondazione Cariverona con il patrocinio della Regione Veneto.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

19 aprile 2024, corso di formazione giornalisti Odg Veneto in collaborazione con Argav al Wigwam di Arzerello (PD) sulla nuova narrazione del vino tra edonismo e spiritualità

Vino con grappolo

Venerdì 19 aprile 2024, dalle 18.30 alle 20.30, nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto 8, si terrà il corso di formazione giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav dal tema “L’andamento del mercato del vino e i nuovi modelli di consumo tra storia e prospettiva. La nuova narrazione del vino tra edonismo e spiritualità”, iscrizione piattaforma formazione giornalisti entro il 17 aprile 2024 (2 crediti).

Il settore internazionale del vino sta affrontando una sfida nuova che nasce dai nuovi e diversi modelli di consumo e di abbinamento col cibo delle bevande, alcoliche e non, in particolare guardando alle giovani generazioni. Come impatta tutto ciò nei mercati internazionali e come sta andando e dove sta guardando il settore del vino italiano e veneto? Come è cambiato il consumo e l’approccio al vino e quali i cambiamenti storici, sociali e di costume? Come deve adeguarsi l’informazione agroalimentare ed enogastronomica agli albori di un nuovo e diverso modello di narrazione.

Relatori. Gian Omar Bison, giornalista, consigliere nazionale Unarga e membro del direttivo Argav; Danilo Gasparini, professore di Storia dell’agricoltura, Storia dell’alimentazione, cibo e globalizzazione e Storia e cultura del cibo all’Università di Padova; Gianpaolo Breda, presidente Associazione Italiana Sommerlier Veneto; Angelo Peretti, giornalista, autore del libro “Esercizi spirituali per bevitori di vino”; Dom Stefano Visintin, abate di Praglia, professore di Teologia Fondamentale al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo (Roma).

Terme di Levico (TN). Dal 12 al 14 aprile nel parco asburgico è tulipomania!

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Da venerdì 12 a domenica 14 aprile 2024, nei prati del Parco di Terme di Levico (TN) il tulipano sarà protagonista. Oltre 100 varietà di questo fiore, con diverse tonalità di colore, saranno esposte nel vivaio  vicino alla serra e andranno a integrare le ricche fioriture dei 50.000 bulbi che adornano il parco.

Un po’ di storia. Originario della Turchia, il tulipano deriva il nome dal turco tülbend=turbante. Fu introdotto in occidente nel XVI secolo dall’ambasciatore austriaco in Costantinopoli e presto divenne uno status symbol ricercato sul mercato al punto tale da raggiungere prezzi incredibilmente alti: un singolo bulbo poteva costare l’equivalente di sei mesi di paga di un lavoratore. Nel 1637 la domanda di bulbi ormai eccedeva ampiamente l’offerta. Non si vendevano più bulbi ma futures, titoli che impegnavano i produttori a fornire i preziosi fiori e in poco tempo si scatenò la prima bolla speculativa della storia. Il genere Tulipa, della famiglia delle Liliaceae, comprende ora un gruppo di bulbose fra le più diffuse nei giardini di tutto il mondo.

Notizie storico-botaniche, note di coltivazione, laboratori e visite botaniche animeranno le tre giornate. Nella serra del parco nei tre pomeriggi dal 12 al 14 aprile a partire dalle ore 15.00 si propongono laboratori didattico-creativi rivolti ai bambini (TUlibroPANI e Disegna il tuo tulipano). L’accesso alle attività è a rotazione senza iscrizione. Venerdì 12 alle 15.30 e sabato 13 alle 16.00 sono in programma i laboratori per fare un centrotavola di tulipani, rivolto agli adulti e tenuti dalla floral designer Vincenza Molignani (iscrizione obbligatoria). Sabato 13 e domenica 14 alle 15.00 verrà proposto l’incontro divulgativo “Il Tulipano, tutto quello che c’è da sapere”, dove si illustreranno note di coltivazione, suggerimenti e curiosità, a cura di Michele Grieco, tecnico del verde del parco. Nelle stesse giornate, alle 14.30 e alle 11.00 si potrà partecipare alla visita storico-botanica del Parco delle Terme. L’itinerario proposto narra la storia del parco e offre la possibilità di ammirare e conoscere i principali alberi del parco. Domenica 14 alle 16.00 sarà la volta del readingIl lungo viaggio dei tulipani, dall’Oriente all’Europa“, viaggio alla scoperta dell’origine dei tulipani, del significato simbolico che il fiore ha assunto nelle diverse culture, dell’uso che se ne faceva nei giardini e nelle corti orientali, fino ad arrivare al loro approdo in Europa e alla alla famosa ‘febbre dei tulipaninell’Olanda del 1600. Basato sul testo de ‘La febbre dei tulipani’ scritto da Mike Dash, a cura di Elisa Breda, adattamento del testo e voce narrante a cura di Annamaria Moro, violoncello e voce.

Sarà inoltre visitabile la mostra “Spazi cólti: i giardini nella storia d’Occidente“ allestita nella Villa Paradiso all’interno del parco. La mostra evidenzia, attraverso una selezione di immagini, filmati, documenti e oggetti, le peculiarità dei giardini e parchi che sono sintesi di saperi e forme artistiche diverse, per sensibilizzare nei confronti di un patrimonio storico-culturale quanto ambientale da salvaguardare e tutelare. Gli sguardi sui giardini storici di diverse epoche si concentrano sull’evoluzione degli stili e del concetto stesso di giardino da luogo ideale a luogo reale.

Ingresso libero. Le attività proposte sono gratuite ma è obbligatoria l’iscrizione, esclusi i laboratori per bambini: Parco delle terme di Levico: tel 0461 495788 – parco.levico@provincia.tn.it APT Valsugana: tel 0461 727700 – info@visitvalsugana.it

Fonte: servizio stampa Apt Valsugana

L’edizione 2023/24 del Premio internazionale Carlo Scarpa per il giardino “torna” ad esplorare l’America Latina

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All’Espacio Escultórico nel Pedregal de San Ángel, a Città del Messico, viene dedicata la trentatreesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, 2023-2024. Il Premio, ideato e realizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e incentrato su un luogo denso di valori di natura, memoria e invenzione, torna a esplorare per la seconda volta, dopo la sua prima edizione del 1990 che vide la scelta del Sítio Santo Antônio da Bica di Roberto Burle Marx, in Brasile, luoghi appartenenti al vasto mondo dell’America Latina.

L’Espacio Escultórico è un luogo costituito da una grande opera d’arte collettiva che emerge dalla stessa superficie lavica sulla quale, nel secolo scorso, a partire dalla fine degli anni Quaranta, nascono e si sviluppano nuovi quartieri e soprattutto un’intera città universitaria, quella dell’Universidad Nacional Autónoma de México (unam). Un anello dentato, composto da sessantaquattro prismi in cemento che poggiano su un basamento circolare del diametro di 120 metri, circoscrive un brano di suolo lavico “intatto”, rendendo manifesta la potenza espressiva di questo paesaggio, ma anche la sua condizione mutevole e fragile.

Opera fortemente voluta dall’Università e inaugurata nel 1979, l’Espacio Escultórico esprime in modo esemplare il valore e il significato di un paesaggio – quello del Pedregal de San Ángel, così forgiato da un’eruzione vulcanica – con il quale la città, le istituzioni e le comunità universitarie, l’ambiente culturale e la società messicana si confrontano e dialogano sul piano del suo valore ambientale ed ecologico, della sua potenza evocativa, ma anche dei conflitti generati in seno all’espansione urbana di una megalopoli che ne accerchia il perimetro e ne modifica nel tempo la natura e i significati.

Frutto dell’eruzione del vulcano monogenetico Xitle, – che in termini geologici risulta recente, avendo avuto luogo, approssimativamente, solo millecinquecento o forse duemila anni fa –, il Pedregal (che in italiano potremmo chiamare “pietraia”) ci appare come una distesa di roccia lavica, disseminata di vegetazione e variazioni morfologiche, che si evolve nel tempo e si manifesta come un paesaggio vivo, ricco di valore ecologico, e tuttora denso di richiami alla storia preispanica che lo ha preceduto, nonostante l’enorme riduzione del suo perimetro e della sua estensione originaria. L’Espacio Escultórico rappresenta un capitolo importante di questo paesaggio in divenire e, a dispetto (o forse grazie a essa) della fissità scultorea della sua immagine, stabilisce un punto d’incontro tra passato e futuro, a cavallo tra la grande vicenda della costruzione della Città Universitaria e l’evolversi di una coscienza ecologica del suo campus, “paesaggio di resistenza” più che pacifico e rassicurante scenario di una comunità per alcuni aspetti privilegiata.

Del valore dell’opera si è scritto molto e molte sono le sue interpretazioni. Risulta oggi significativo il metodo e il processo costruttivo scelto per l’Espacio Escultórico, quello di convocare sei artisti della Escuela Nacional de Artes Plásticas – Helen Escobedo, Manuel Felguérez, Mathias Goeritz, Hersúa, Sebastián e Federico Silva – per realizzare un’opera collettiva, dunque priva di carattere monoautoriale, totalmente tesa all’interazione con il paesaggio presente e con la sua eredità storica, e che assume un significato più vasto – oggi diremmo “non antropocentrico” –, aperto alle istanze ecologiche che sarebbero emerse a breve, e che lì, nel Pedregal, proprio il lavoro di questo gruppo di artisti contribuisce a far emergere. La stagione successiva alla costruzione dell’Espacio Escultórico sarà infatti improntata alla difesa di ciò che rimane del Pedregal, della protesta rispetto alla sua progressiva distruzione, e della presa di coscienza da parte della comunità scientifica e studentesca del suo valore, con la creazione ufficiale, nel 1983, della Reserva Ecológica del Pedregal de San Ángel (repsa), voluta dall’unam. Nella visione del Premio Carlo Scarpa, l’Espacio Escultórico è un luogo di meditazione personale e insieme di azione collettiva: la sua storia ci porta a riflettere sul rapporto tra gesto artistico e coscienza ecologica; la dimensione corale della sua concezione ci invita a ragionare sull’impegno individuale nel campo del paesaggio, a stabilire nuove coordinate e nuovi compiti progettuali.

Nel mese di aprile i vari appuntamenti. I principali momenti pubblici del Premio Carlo Scarpa 2023-2024 si svolgeranno, a Treviso, venerdì 12 aprile, ore 18, Ca’ Scarpa: inaugurazione della mostra dedicata all’Espacio Escultórico e al suo contesto, che sarà aperta al pubblico fino a domenica 30 giugno;  sabato 13 aprile, ore 10-13, auditorium della Fondazione Benetton in Palazzo Bomben: presentazione del libro e del film documentario dedicati al luogo e ai temi di questa edizione del Premio, preceduta da una conferenza di Louise Noelle; sabato 13 aprile, ore 17, Chiesa di San Teonisto: cerimonia pubblica con la consegna del sigillo simbolo del Premio a Leonardo Lomelí Vanegas, rettore dell’Universidad Nacional Autónoma de México, segnalando, nel contesto della stessa unam, altre due figure che esprimono il senso della cura di questo luogo, Silke Cram e Louise Noelle, entrambe impegnate negli organismi di gestione e tutela del luogo premiato.

Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino – così intitolato in onore di Carlo Scarpa (1906-1978), architetto e inventore di giardini – è un progetto di ricerca e di cura dedicato a un luogo, ideato e realizzato, dal 1990, dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche. Un progetto che ogni volta prende avvio da approfondimenti ed esplorazioni indirizzati a luoghi e culture diversi. Comitato scientifico della Fondazione e coordinamento del Premio: Luigi Latini, architetto, Università Iuav di Venezia (presidente); Giuseppe Barbera, agronomo, Università di Palermo; Hervé Brunon, storico del giardino, Centro André Chastel, Parigi, CNRS; Thilo Folkerts, architetto paesaggista, 100Landschaftsarchitektur, Berlino; Anna Lambertini, architetto e paesaggista, Università di Firenze; Monique Mosser, storica dell’arte, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS; Joan Nogué, geografo, Università di Girona; Juan Manuel Palerm, architetto, Università di Las Palmas, Gran Canaria; José Tito Rojo, botanico, Università di Granada. Carmen Añón, paesaggista, Università di Madrid, membro onorario dal 2011; Domenico Luciani, architetto, ideatore e responsabile del Premio dal 1990 al 2014, membro onorario dal 2015. Le attività del Premio Carlo Scarpa sono curate e coordinate da Patrizia Boschiero, responsabile delle Edizioni della Fondazione, e Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico e direttore della Fondazione. Iniziativa culturale con il patrocinio di: Uniscape, Ministero della Cultura, Regione del Veneto, Città di Treviso.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton studi e ricerche