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Alto Adige. 8-12 novembre, il mondo vitivinicolo si interroga sulla direzione da prendere al Merano WineFestival

Dall’8 al 12 novembre 2024 torna Merano WineFestival con un programma ricco di novità: in apertura giornata dedicata a bio&dynamica & more, che dà spazio a 160 produttori italiani di vini biologici, biodinamici, SqNnpi, Equalitas, Piwi, anfora e underwater, e GourmetArena nella cornice liberty del Kurhaus con 130 aziende tra food spirits e beer e il Mercato della Terra Slow Food. In serata, le attesissime premiazioni dei WineHunter Award Platinum, che sveleranno le eccellenze enogastronomiche protagoniste della Guida The WineHunter 2024, e la novità delle WineHunter Stars. Da sabato 9 a lunedì 11 le giornate centrali di The Festival, con la presenza di 330 aziende vitivinicole italiane e 110 internazionali; infine, martedì 12 è la giornata all’insegna delle bollicine di Catwalk Champagne&More, con 120 eccellenze selezionate tra maison di Champagne e produttori italiani di metodo classico. E poi showcooking, eventi collaterali, presentazioni e masterclass, tra cui i 4 appuntamenti con “Intrecci di Vite” al Castello Principesco. Con WH Ambassador Exclusive Lounge e WH Buyers’ Club, Merano WineFestival si fa sempre più internazionale, in un connubio armonioso tra eleganza, cultura e business.

“Quo vadis?”, il summit “respiro e grido della terra” sull’evoluzione della viticoltura

Tema centrale di questa edizione è l’interrogativo “Quo Vadis?”, un quesito che riguarda tutti gli attori del settore vitivinicolo, e più in generale agricolo, messi a dura prova da molteplici sfide quali la crisi climatica, la sostenibilità ambientale, il calo dei consumi, l’apertura a nuovi mercati internazionali e alle nuove generazioni di consumatori. Tematiche all’ordine del giorno che saranno affrontate nel summit “Respiro e Grido della Terra” composto da sei incontri, in collaborazione con la International Viticulture and Enology Society, che si terranno tra venerdì 8 e sabato 9 novembre, nei quali avviare un confronto sulla direzione che sta prendendo il mondo del vino con approfondimenti scientifici sulle strategie di adattamento della viticoltura al clima che cambia, sui vini da varietà di uve resistenti, sulle innovazioni in tema di viticoltura e agricoltura sostenibile. A conclusione del summit sarà redatto un Manifesto che sintetizzerà i contributi emersi durante gli incontri tematici, tracciando alcune direttrici per l’evoluzione del comparto enogastronomico.

Ingresso

Sul sito meranowinefestival.vivaticket.it sono aperte le vendite online dei biglietti con la possibilità di acquistare gli ingressi per le singole giornate tra l’8 e il 12 novembre, oppure gli abbonamenti per 2 o 3 giornate della rassegna. Attive anche le procedure di accredito sia per gli operatori del settore che per la stampa.

Fonte: Servizio stampa Merano WineFestival

7-10 novembre, a Veronafiere torna Fieracavalli, manifestazione articolata in diversi ambiti: sport, business, sostenibilità, spettacolo, inclusione e solidarietà


Fieracavalli, la manifestazione di riferimento del panorama equestre internazionale, taglia il traguardo delle 126 edizioni alla Fiera di Verona: dal 7 al 10 novembre più di 140mila visitatori tra appassionati, operatori e atleti, potranno avvicinarsi a oltre 2.200 cavalli di 60 razze scoprendo tutte le sfaccettature del mondo equestre grazie a 12 padiglioni e 6 aree esterne per oltre 128mila metri quadrati espositivi netti, 35 associazioni allevatoriali, 700 aziende espositrici da 25 Paesi e oltre 200 eventi in programma, tra competizioni, spettacoli e convegni.

Molti gli appassionati del settore equitazione

«I numeri confermano la forza del nostro brand più storico e conosciuto – afferma Federico Bricolo, presidente di Veronafiere –. Fieracavalli è stata capace di rinnovarsi negli anni, adattandosi alle evoluzioni della società e alle esigenze del mercato, trovando sempre l’equilibrio tra le varie anime della manifestazione: sport, business, sostenibilità, spettacolo, inclusione e solidarietà». «Fieracavalli è una rassegna passion-driven che può contare, oltre che sull’evento in fiera, su una delle community di horse-lover tra le più ampie – dichiara Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere –. La fan base digital della manifestazione vanta oltre 292.000 iscritti, con un incremento degli utenti del +13% sull’anno precedente, attivi tutto l’anno nel percorso di avvicinamento al salone». «La storia di Verona è fortemente collegata al mondo del cavallo e Veronafiere con Fieracavalli è espressione di questa vocazione – spiega Alessia Rotta, consigliera del Comune di Verona –. Oltre a considerare la manifestazione un evento immancabile nel palinsesto degli appuntamenti cittadini, le ultime edizioni hanno rappresentato sempre più un palcoscenico privilegiato da cui accendere i riflettori su tematiche come la sostenibilità ambientale, l’inclusione sociale e la parità di genere, centrali anche per la nostra Amministrazione».

Nel Padiglione 1 presente l’allevamento “Mini Pony for you”
per la pet therapy ai bambini portatori di disabilità

Dei mini pony, la cui altezza standard è pari a 62 centimetri, saranno presenti a Verona in occasione di Fieracavalli grazie all’allevamento Mini Pony Summano di Piovene Rocchette (Vicenza).“Gli animali sono una medicina!”, racconta Giorgia Tinelli, dell’associazione Fattoria La Rebecca di Fidenza (Parma) che collabora con la Asl di Fidenza, e ospita ben 260 animali abbandonati o maltrattati di tutte le specie: dai cani e gatti sino ai lama e agli alpaca, e naturalmente i cavalli e i pony. L’associazione ora si dedica, grazie agli animali ospiti, in particolare ai bambini e alle persone con disabilità anche attraverso laboratori creativi ed emozionali. Marzia Pennati, psicologa clinica e della riabilitazione, si sofferma sugli effetti positivi della Pet Therapy. Cresciuta in una fattoria di famiglia e con una sorella disabile ha sempre creduto nei benefici delle terapie con gli animali. Forte di una recente esperienza negli Stati Uniti, con l’acquisto di un mini pony intraprenderà un viaggio nei contesti “indoor” pubblici e privati per regalare sostegno, sorrisi ed emozioni. Anna Niero, horse assistant coach affermata è inoltre istruttore federale di ippica, nonché influencer riconosciuta nella sua regione, il Veneto, come Veneto Creators. “Gli animali non hanno barriere. Con loro non puoi essere una persona diversa da quella che sei”. Niero non solo guida i suoi allievi nel perfezionamento delle tecniche equestri, ma promuove anche un rapporto sincero e rispettoso con i cavalli, elementi essenziali per una crescita personale e professionale. Di “Mini Pony for you” ha parlato l’Agricoltore Nick, anch’egli content creator della regione Veneto. Sua l’idea di portare online la ruralità e il mondo agricolo spiegato ai giovani e agli adulti tramite i suoi canali social.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere, e allevamento Mini Poni Summano

Agricoltura sociale, il Veneto semplifica il settore e valorizza il ruolo dell’impresa agricola in ottica di nuovo welfare

Semplificazione e valorizzazione dell’imprenditore che sceglie di offrire servizi di agricoltura sociale rivolti all’inserimento lavorativo, all’inclusione di soggetti svantaggiati, alle attività a supporto di terapie. “Oggi (ieri per chi legge, ndr) il Veneto, primo in Italia a dotarsi di una legge sull’agricoltura sociale – commenta l’assessore all’Agricoltura Federico Caner, intervenuto a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale, alla presentazione del Pdl 285 a firma della consigliera Sonia Brescacin -, fa un ulteriore passo avanti: nell’adeguare la propria legge 14/2013 alla norma nazionale 141/2015, sceglie di valorizzare sempre di più la figura dell’imprenditore agricolo, ampliando e consolidando la gamma dei servizi erogabili nelle fattorie sociali. Non va trascurata questa ennesima evoluzione dell’impresa agricola, che diversifica e diventa sempre più multifunzionale, nell’ottica di recupero della tradizione e di un nuovo welfare”.

In Veneto 37 fattorie sociali iscritte nell’elenco regionale,
con una prevalenza nelle province di Vicenza e Verona

Esse sono indirizzate all’inserimento socio-lavorativo di soggetti deboli, a politiche assistenziali e di riabilitazione delle persone con disabilità fisico-psichica o con dipendenze, anche attraverso la creazione di centri di ospitalità per anziani e il ricorso a terapie assistite con animali e prodotti agricoli in produzione nell’azienda. “Ruolo centrale in questo contesto – aggiunge Caner -, lo riveste l’agricoltura che conferma la propria multifunzionalità nel fornire anche servizi innovativi. In un contesto di sempre maggiore sburocratizzazione, che è uno dei nostri primi obiettivi per agevolare le imprese del settore primario, è positivo che questo Progetto di legge (Pdl) semplifichi la procedura di avvio dell’attività di fattoria sociale, introducendo la semplice SCIA al Comune”.

Inserite le fattorie sociali nella rete regionale dei servizi sociali

“La Regione Veneto – sottolinea l’assessore alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin –  non solo ha legiferato per prima in Italia riconoscendo la valenza sociale delle imprese agricole che aprono le proprie porte per inserimenti lavorativi di persone in difficoltà, percorsi educativi e riabilitativi per bambini, anziani, disabili, detenuti ed ex detenuti, ma ha anche inserito le fattorie sociali nella rete dei propri servizi sociali, allargando quindi ulteriormente e innovando la gamma delle risposte che il sistema di welfare pubblico-privato è in grado di offrire nelle situazioni di bisogno. Siamo fermamente convinti che la fattoria sociale, quando diventa impresa di solidarietà sociale, sia uno strumento riconosciuto e importante del welfare di comunità, un’opportunità volta a promuovere esperienze di benessere personale e relazionale. I progetti alternativi ai Centri diurni, i Ceod, che intercettano anche le Fattorie sociali, oggi vedono impiegati 1315 persone con disabilità. Costituiscono quindi una risposta molto importante. Per questo motivo la Regione del Veneto continuerà a sostenere e valorizzare in tutto il territorio il ruolo dell’agricoltura sociale, con l’obiettivo inoltre di avviare percorsi formativi rivolti agli operatori socio-sanitari”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

29 ottobre, 5 e 26 novembre, le date degli incontri pomeridiani del Masterplan del Vino organizzati da Vegal e moderati da Argav

Nell’ambito del Masterplan del Vino organizzato da Vegal, l’agenzia di sviluppo del Veneto orientale, avrà inizio oggi alla Mostra Nazionale Vini a Pramaggiore (Venezia) un ciclo di incontri che saranno moderati da rappresentanti Argav.

Martedì 29 ottobre – ore 17.00, moderatore Renzo Michieletto, vicepresidente Argav

La Rendicontazione della Sostenibilità Aziendale: il vitivinicolo tra obbligo, opportunità e consapevolezza. Gabriella Chiellino (Ad IMQeambiente). L’evoluzione della sostenibilità e la rendicontazione, Gianfranco Pilosio (direttore BCC Pordenonese e Monsile). Il rating ESG nella prassi bancaria di investimento / finanziamento, Cristian Arnas (Sustainability manager Gruppo Vinicolo Santa Margherita). Il Bilancio di Sostenibilità, Simone Pierazzo (Siquria). Schemi certificabili di sostenibilità nel mondo del Vino, Anna Quaggio (IMQeambiente). Digitalizzazione dei KPI di Sostenibilità.

Martedì 5 novembre – ore 17.00 modera Andrea Saviane, consigliere Argav

Dalla finanza sostenibile alle prassi di sostenibilità: verso un vino più “leggero”?, Vera Manenti (IMQeambiente). Best Practice nella sostenibilità nella filiera vitivinicola, Stefano Soligo (VenetoAgricoltura). Il Veneto che sperimenta la sostenibilità, Daniele Piccinin (Biodistretto Biovenezia). Il biologico come strategia, Giuliano Vantaggi (Associazione Unesco Conegliano Valdobbiadene). Esperienze di valorizzazione integrata, Damiano Li Vecchi (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste).

Martedì 26 novembre – ore 17.00 modera Fabrizio Stelluto, presidente Argav

Spirito di-vino, Gabriella Chiellino (AD IMQeambiente). L’ecologia integrale: verso una conversione ecologica, Cristina Santinon (Comunità monastica di Marango). Vite e vino tra simbologia e spiritualità. Partecipano: Paolo Corbini (Associazione Città del Vino), rappresentanti Comune di Pramaggiore.

Fonte: Vegal

L’Unione Europea rischia di rimanere al palo nella corsa all’adattamento ai cambiamenti climatici

La politica di adattamento dell’Unione Europea (Ue) ai cambiamenti climatici rischia di non stare al passo, stando a una relazione pubblicata lo scorso 16 ottobre dalla Corte dei conti europea. Gli eventi climatici estremi, quali ondate di calore, siccità e inondazioni, sono sempre più gravi e frequenti, e hanno anche pesanti ricadute economiche. Benché l’Ue disponga di un solido quadro di riferimento per fronteggiare l’impatto dei cambiamenti climatici, secondo gli auditor è l’attuazione pratica delle politiche di adattamento a porre problemi.

Le perdite economiche

In media, nell’ultimo decennio le perdite economiche dovute a eventi climatici estremi nell’Ue sono ammontate a 26 miliardi di euro l’anno. Anche l’inazione ha un prezzo: se l’attuale economia europea venisse esposta a un riscaldamento globale compreso tra 1,5 e 3 °C al di sopra dei livelli preindustriali (secondo una stima prudente), si verificherebbe una perdita economica annuale compresa tra 42 e 175 miliardi di euro.

Il recepimento delle politiche di adattamento dell’Ue e nazionali
nelle norme locali è un processo difficile

Da un’indagine condotta dagli auditor presso 400 comuni degli Stati membri controllati, è emerso che gli interpellati ignoravano in gran parte le strategie e i piani di adattamento ai cambiamenti climatici e non utilizzavano gli strumenti dell’Ue per tale adattamento (Climate-ADAPT, Copernicus e il Patto dei sindaci dell’UE). Oltre la metà dei progetti sottoposti ad audit ha affrontato efficacemente i rischi climatici e gli auditor hanno individuato anche alcune buone pratiche. Si sono però imbattuti anche in casi in cui le priorità erano in contrasto fra loro e gli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici dovevano coesistere con altri obiettivi quali la competitività o lo sviluppo regionale. Ad esempio, hanno rinvenuto progetti che rispondevano alla necessità di una maggiore irrigazione ma che rischiavano di aumentare i consumi idrici complessivi o un progetto di protezione dalle inondazioni che prevedeva ancora il rilascio di concessioni edilizie per nuove abitazioni nella stessa area a rischio. Hanno rilevato persino due progetti che possono portare al cosiddetto maladattamento, cioè a un aumento – anziché a una riduzione – della vulnerabilità o dell’esposizione ai cambiamenti climatici. Tra gli esempi di maladattamento si possono citare la promozione dell’irrigazione per colture ad alta intensità idrica invece di passare a quelle a minore intensità, oppure l’investimento in cannoni per l’innevamento artificiale (seppur energeticamente più efficienti) invece di concentrarsi sul turismo durante tutto l’anno. Inoltre, alcuni progetti (come il ripascimento, ossia l’aggiunta di sabbia nelle spiagge) offrono una soluzione di adattamento solo a breve termine.

Difficile il monitoraggio degli investimenti

Quanto all’assegnazione delle risorse, l’adattamento è una politica trasversale e quindi i finanziamenti dell’Ue per realizzarla provengono da varie fonti dell’Unione, connesse ad esempio all’agricoltura, alla coesione e alla ricerca. Diventa così più complicato assicurare il monitoraggio di questi finanziamenti. Le relazioni sull’adattamento vanno migliorate: infatti, secondo gli auditor, allo stato attuale non consentono di valutare i progressi compiuti dagli Stati membri nell’adattamento ai cambiamenti climatici, in quanto sono in gran parte descrittive e sprovviste di dati quantificabili.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

A.A.A. Cercansi nuovo gestore dell’oliveto storico delle Grotte di Catullo a Sirmione (Brescia), domande entro il 31 ottobre

Le Grotte di Catullo a Sirmione (Brescia) cercano un partner d’eccezione per gestire il loro storico uliveto. Chi ha passione per l’olio ed esperienza nel settore, può partecipare alla consultazione e far parte di un progetto che unisce storia, natura e gusto. La Direzione regionale Musei nazionali Lombardia – l’istituto del Ministero della Cultura che coordina e gestisce diversi musei statali sul territorio lombardo fra cui le Grotte di Catullo e il Museo archeologico di Sirmione – intende affidare in concessione l’Oliveto storico che si trova all’interno dell’area archeologica delle Grotte.

Nel sito bresciano, olivi centenari

Le origini dell’Oliveto storico – che conta oggi circa 1.470 piante – risalgono al Cinquecento, ma la tradizione olivicola sirmionese è ben più antica e risale almeno all’epoca romana. “Proprio in considerazione dello straordinario valore culturale, storico e paesaggistico dell’Oliveto, che conta al suo interno alberi centenari, abbiamo voluto effettuare – prima dell’avvio della procedura di gara per l’affidamento in concessione – una consultazione preliminare, invitando chi già lavora nel settore a manifestare il proprio interesse o a sottoporre suggerimenti o soluzioni migliorative”, spiega Rosario Maria Anzalone, dal maggio scorso a capo della Direzione regionale Musei Lombardia. La tradizione olivicola nella zona di Sirmione è – letteralmente – millenaria: grazie al ritrovamento di manufatti legati alla produzione olearia locale, si ritiene che già in età romana nel territorio sirmionese si praticasse la coltivazione dell’olivo. Non si trattava probabilmente di una grandissima produzione, ma certo più che sufficiente per il fabbisogno locale. Conferme della presenza di oliveti a Sirmione nell’antichità arrivano anche dai ritrovamenti effettuati all’interno dell’area archeologica: fra i frammenti di intonaco dipinto, recuperati in abbondanza negli scavi del secolo scorso, si riconoscono chiaramente raffigurazioni di olivi mossi dal vento su fondo azzurro, che ci rimandano inevitabilmente alle piante che abbellivano i giardini della villa con lo sfondo del lago. Oggi l’oliveto delle Grotte di Catullo comprende alberi, distribuiti in tre zone principali all’interno dell’area archeologica. Le piante furono tramandate di famiglia in famiglia fino all’esproprio dei terreni da parte dello Stato (1947), e la successiva apertura al pubblico dell’area archeologica. Fino a quel momento, infatti, le famiglie possedevano degli appezzamenti di terreno all’interno dell’area archeologica e coltivavano, oltre agli ulivi, il grano. Gli abitanti della generazione degli anni Trenta del secolo scorso ricordano ancora di quando accompagnavano i genitori alla raccolta delle olive nel terreno, allora non cintato, delle Grotte per poi portare le olive con le barche fino a Malcesine, Toscolano o Fasano, dove c’erano i frantoi. Negli ultimi anni, grazie alle cure prestate su impulso della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, l’oliveto è tornato a produrre olive (circa 5.000 Kg all’anno) da cui viene estratto un olio extra vergine di grande qualità (circa 600 l annui).  

Consultazione preliminare

L’invito a partecipare alla consultazione preliminare di mercato indetta dalla Direzione regionale è esteso a tutti gli operatori economici attivi nel settore di riferimento e alle loro associazioni di categoria purché in possesso dei requisiti speciali minimi di idoneità professionale e di capacità tecnica professionale. L’avviso, con tutte le informazioni e indicazioni sulle modalità di partecipazione è pubblicato sul sito della Direzione regionale. Il termine di partecipazione è fissato per le ore 12:00 di giovedì 31 ottobre 2024.

Fonte: Servizio stampa Direzione regionale Musei Lombardia

Il mondo del vino e del Prosecco piange la scomparsa di Etile Carpenè


Il 23 ottobre scorso, a Conegliano (Treviso) è mancato  all’età di ottant’anni Etile Carpenè. Ha amato il Prosecco e la sua terra, tramandando con rispetto e dedizione i valori fondanti dell’azienda di famiglia Carpenè-Malvolti, prima al mondo a produrre il vino spumante delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene.

Sabato 26 ottobre la cerimonia funebre. Etile Carpenè ha dedicato la sua vita alla ricerca e alla cultura enologica, ispirando generazioni di studenti e professionisti con la sua passione e il suo impegno nel promuovere il rispetto per il territorio. Nell’ultimo periodo aveva lasciato la guida aziendale alla figlia Rosanna, attuale Ad della Spa. di famiglia, che porterà avanti l’operato del padre con amore e passione. Lascia nel dolore la moglie Nicoletta, la figlia Rosanna, la nipote Etilia ei parenti tutti. La cerimonia di commemorazione si terrà sabato 26 ottobre alle ore 10 nella chiesa parrocchiale dei Santi Martino e Rosa, Via Francesco Fenzi 28, Conegliano.

Chi era Etile Carpenè. Quarta generazione della più longeva Casa spumantistica italiana, si era diplomato al liceo scientifico di Rosenberg in Svizzera per poi frequentare un corso di specializzazione in Enologia all’Università di Talence a Bordeaux. Proseguì il suo percorso accademico iscrivendosi all’Università di Ferrara dove ottenne la laurea in Chimica pura. Dopo il percorso di studi iniziò a lavorare nell’impresa di famiglia divenendone in seguito Ad e presidente, espandendo la produzione, amplificando e potenziando la distribuzione, riorganizzando e rinnovando la rete vendita, sostenendo l’immagine della marca con campagne pubblicitarie in televisione e sulla stampa. Tra gli incarichi da lui rivestiti al di fuori del contesto aziendale ricordiamo: la presidenza dell’Istituto metodo classico dal 1990 al 2001, nel 1992 in Federvini, prima come consigliere e poi come vice presidente Sindacato vini spumanti: nello stesso anno fu nominato consigliere nel Consorzio tutela Prosecco, carica rinnovata per due mandati consecutivi. Fu nominato Accademico emerito dell’Accademia della vite e del vino.

Fonte: Ufficio Stampa Carpenè-Malvolti SpA

Il consigliere Argav Alessandro Bedin nominato presidente dell’Associazione italiana direttori e tecnici pubblici giardini

Alessandro Bedin

In occasione del Congresso nazionale dell’Associazione Italiana direttori e tecnici pubblici giardini, che si è tenuto a Lecce dal 10 al 12 ottobre 2024, il direttivo nazionale ha eletto i nuovi organismi nazionali: presidente nazionale dott. for. Alessandro Bedin (Comune di Montecchio Maggiore – Vicenza ), consigliere Argav, vice presidente dott. agr. Giuseppe Sarracino (Comune di Frosinone), segretario nazionale l’arch. Valerio Costantino (Comune di Leverano – Lecce). L’Assemblea nazionale ha ringraziato il presidente Roberto Diolaiti, il vice presidente Mauro Ianese, il segretario, Ciro Degl’Innocenti e tutto il direttivo uscente per il loro impegno e il lavoro svolto in questi anni che hanno visto crescere l’Associazione pubblici giardini.

Il chi è dell’Associazione

Fondata il 27 marzo del 1955 per volontà dei Direttori dei servizi giardini di alcune città, tra le quali Roma, Firenze, Torino, Genova, nel gennaio 1982 ne è stato registrato l’atto costitutivo alla presenza dei direttori e tecnici delle città di Roma, Torino, Milano, Genova, Bolzano, Caltagirone. Negli anni successivi aderiscono all’associazione direttori e tecnici dipendenti di innumerevoli città grandi e piccole fino a raggiungere l’attuale numero di circa 350 soci. L’associazione è impegnata attraverso i suoi soci a contribuire, direttamente o indirettamente, alla salvaguardia e al miglioramento del verde pubblico, del paesaggio e dell’ambiente, a valorizzare le figure professionali addette al settore del verde pubblico e dell’ambiente operanti nell’ambito di enti pubblici nonché di società e altri enti di diritto privato a prevalente partecipazione pubblica. L’associazione organizza importanti convegni a livello locale, nazionale e internazionale tra i quali i convegni e seminari dal titolo “L’albero in città” tenutisi in varie sedi italiane, è presente alle principali mostre e fiere nazionali ed internazionali, partecipa alla giuria di importanti premi nazionali come il Premio “La città per il verde”, promuove la cultura del fiore e del giardino attraverso la presenza dei soci alle più importanti manifestazioni floreali nazionali e internazionali.

Un ruolo oggi ancora più importante

Attraverso i propri soci, l’associazione gestisce e cura il più grande patrimonio a verde del nostro Paese. I direttori e tecnici dei pubblici giardini oggi, come in passato, intendono promuovere lo sviluppo del verde pubblico urbano e periurbano attraverso l’azione quotidiana dei propri soci proponendosi come competente punto di riferimento tecnico per sensibilizzare gli enti pubblici, nonché le società e gli altri enti di diritto privato a prevalente partecipazione pubblica, e gli operatori di settore alle tematiche del verde pubblico, del paesaggio e dell’ambiente e a informare i cittadini.

Fonte: servizio stampa Associazione italiana direttori e tecnici pubblici giardini

Presentato a Monselice (PD) un progetto sperimentale per la cattura dell’anidride carbonica emessa dal cementificio locale

Lo scorso 10 ottobre lo stabilimento Buzzi Unicem di Monselice (PD) ha presentato alle Istituzioni, alle parti sociali, sindacali e datoriali, e ad altri stakeholder del territorio un innovativo progetto pilota per catturare l’anidride carbonica sprigionata nella produzione del cemento. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’azienda britannica Nuada, specializzata in questa tipologia di tecnologie, è parte della strategia aziendale rivolta a ridurre l’impatto ambientale della produzione e raggiungere obiettivi di sostenibilità. I cementifici rilasciano infatti grandi quantità di CO2, liberata nei processi produttivi dalla scomposizione del calcare, è per questo che l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 risulta particolarmente sfidante e non può prescindere da modalità di cattura dell’anidride carbonica.

Il sistema attuale  

I sistemi attualmente disponibili a livello industriale per la cattura dell’anidride carbonica sono basati sul riscaldamento e sono molto energivori, mentre il progetto pilota realizzato presso lo stabilimento Buzzi Unicem si distingue per l’utilizzo di una tecnologia che sfrutta materiali avanzati e la pressione anziché il calore, con un grande risparmio in termini di energia e di costi. “Questo assessorato – afferma l’assessore regionale al lavoro Valeria Mantovan –   ha seguito negli anni la crisi dei cementifici e coordina, con l’Unità di crisi aziendali, un tavolo permanente in sede regionale. Lo stabilimento di Monselice, acquisito da Buzzi Unicem nel 2017, oggi conta oltre 100 addetti, senza considerare l’indotto. Ha superato la crisi grazie ad una strategia industriale di rilancio lungimirante, basata su investimenti produttivi e per la salvaguardia ambientale che oggi gli consentono di essere efficiente e competitivo, ma anche di presentare livelli di emissioni ben al di sotto dei limiti di legge. Il progetto pilota presentato a Monselice ha sperimentato e dimostrato la capacità di catturare una tonnellata di CO2 al giorno dai gas di scarico dello stabilimento con un impiego di energia drasticamente ridotto rispetto ai sistemi tradizionali. E’ un modello che va verso l’unica direzione che oggi riteniamo praticabile, quella che consente di coniugare l’efficienza della produzioni e la salvaguardia dell’occupazione con la massima tutela dell’ambiente, contemperando sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

Fonte: Regione del Veneto

 

25 ottobre, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) corso di formazione Odg Veneto in collaborazione con Argav, tema “La zootecnia di fronte alle sfide della sostenibilità ambientale, economica, sociale”

Venerdì 25 ottobre p.v., dalle 18.30 lle 20.30, al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto 8, si svolgerà il corso di formazione giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav dal titolo “La zootecnia di fronte alle sfide della sostenibilità ambientale, economica, sociale”. Il corso dà diritto a 2 crediti, iscrizioni entro il 22 ottobre nella piattaforma formazione giornalisti.

Programma e relatori

Il corso offrirà l’opportunità di conoscere come la zootecnia, tradizionale settore trainante dell’economia agricola italiana, stia adeguandosi alle crescenti esigenze ambientali e al cambiamento della cultura alimentare, nonchè gli strumenti a disposizione degli allevatori per migliorare la competitività sui mercati. Relatori: Renzo Michieletto, giornalista, vicepresidente Argav; Alessandro De Rocco, presidente dell’Organizzazione Produttori Azove, dell’Aop (Ass. di Organizzazione Produttori) “Italia Zootecnica” e dell’Organizzazione Interprofessionale “Intercarneitalia”, che riunisce allevatori, macellatori e distributori; Andrea Scarabello, dirigente dell’Ass. Produttori Carni Bovine Unicarve, responsabile dell’assistenza tecnica e consulenza alle aziende di allevamento e gestore di numerosi progetti nazionali ed europei, legati alla sostenibilità degli allevamenti; Giuliano Marchesin, direttore generale Unicarve; Fabrizio Stelluto, presidente Argav, vicepresidente Unarga, responsabile ufficio comunicazione di Anbi (Ass. Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue).