• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Colli Euganei premiati con la Carta Europea del Turismo Sostenibile

Parco Colli Euganei

Il riconoscimento come area protetta accessibile premia anche l’impegno e il lavoro degli operatori agrituristici e delle centinaia di agricoltori di tutta la zona, impegnati quotidianamente nell’accoglienza degli ospiti e nella promozione del  territorio. E’ il commento di Coldiretti Padova alla novità annunciata dall’assessore regionale all turismo Federico Caner in occasione del riconoscimento della Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle are protette ottenuta dal Parco dei Colli Euganei

Tra gli assi strategici che hanno accompagnato il progetto premiato dall’Europa spiccano la valorizzazione dei prodotti tipici e della cucina euganea, la manutenzione del territorio, la realizzazione di esperienze inclusive e accessibili, il dialogo con le comunità locali. Tutti ambiti, sottolinea Coldiretti Padova, nei quali sono attivi sia gli oltre 120 agriturismi dell’area euganea che gli agricoltori impegnati nelle attività di vendita diretta, fattoria didattica, promozione delle tipicità del territorio. Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova ricorda che “il presidio degli agricoltori nelle aree come i Colli Euganei o altri angoli della provincia permette di promuovere nuovi flussi turistici come coesione tra città e campagna in una logica di nuove geografie territoriali. Gli agriturismi e con essi le aziende agricole svolgono una funzione vitale sul territorio dei Colli Euganei e contribuiscono a qualificare l’offerta turistica e ricettiva proprio in un’ottica di sostenibilità e accessibilità, privilegiando un’accoglienza a misura di famiglie e di turisti alla ricerca di un contatto vero e genuino con l’ambiente naturale, con i gusti e le eccellenze dei nostri Colli Euganei. L’agriturismo è stato particolarmente colpito durante l’emergenza sanitaria ma ha saputo ripartire di slancio e qualificare la propria offerta. Ora questo riconoscimento conferma che siamo sulla strada giusta”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Premio Wigwam Stampa Veneta 2022, oggi a Padova la premiazione dei giovani vincitori

wigwam-premio-nuove-generazioni-flyerOggi, venerdì 16 dicembre, alle ore 11:00, nell’aula consiliare della Provincia di Padova (Palazzo Santo Stefano – Piazza Antenore, 3), si svolgerà la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 “Nuove generazioni per Comunità resilienti”. Il Premio, rivolto ai giovani under 25 anni, ha raccolto articoli e video da tutto il Veneto, oltre che dalle associazioni venete nel mondo, all’insegna del recupero, della condivisione, della valorizzazione e consegna alle nuove generazioni della memoria dei nostri anziani, quale patrimonio della cultura immateriale delle Comunità Locali.

Coinvolti oltre mille giovani e anziani. Promosso dalla Rete delle Comunità Locali Wigwam del Veneto, il Premio è stato supportato dal partenariato di ANCI Veneto, Ordine dei Giornalisti del Veneto e Nazionale e dalle associazioni regionali della Stampa: Sindacato Giornalisti FNSI, ARGAV, UCSI, UNGP, Assostampa Padova oltre che da UNARGA nazionale. Ed ancora, dall’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, AICQ Veneto e dal Festival del Viaggiatore. Hanno concesso il proprio patrocinio le Province di Padova, Rovigo, Vicenza, Verona e Belluno.  Sono stati coinvolti oltre mille giovani e anziani portatori di esperienza e pubblicato oltre 300 elaborati, quindi impaginati, pubblicati e diffusi dalla testata istituzione Wigwam News nell’arco degli ultimi 12 mesi, per fare alle nostre Comunità un regalo non consumistico e ricco di contenuti di umanità, solidarietà, comprensione, dialogo intergenerazionale.

L’iniziativa si è avvalsa anche del volano rappresentato dal Progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa, che ha per capofila Wigwam APS Italia ed è stato supportato dal contributo della Regione del Veneto con fondi statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Oggi saranno consegnati tre premi di 300 Euro per elaborati individuali, uno per ogni categoria di età: under 14, 15-18, 19-25 anni. Un premio di 800 Euro di gruppo per il miglior insieme di almeno 12 elaborati. Ed un premio di 600 Euro per il miglior video realizzato da un gruppo partecipato da almeno 12 componenti. Oltre a questi saranno 15 le Menzioni di merito che la Giuria ha voluto attribuite ai lavori ritenuti maggiormente significativi. A grande richiesta, sarà anche ufficialmente annunciato il lancio della seconda edizione del Premio Wigwam Stampa Veneta per il 2023. Una occasione per i giovani che vorranno essere protagonisti del futuro loro e dei propri territori. Ulteriori info: direzione@wigwam.it  Tel. +39 333 3938555

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Il Premio Argav nel 2022 si fa doppio per premiare il silenzioso lavoro della Bonifica, a favore (anche) dell’ambiente e al comune di Cavallino Treporti, che ha saputo trasformare la vocazione agricola in un’opportunità di sviluppo. La cerimonia si è svolta nel salone di Villa Contarini a Monselice, città millenaria che oggi decreta il vincitore della 2a edizione del “Piatto di Federico II”.

Padovese_Stelluto_Cavallino Treporti_GuardaPadovese Stelluto Cazzaro Guarda

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) “Se gran parte dei territori di pianura e costieri, nel Veneto come in Italia, sono oggi vivibili è grazie alla Bonifica, che dai tempi dei monaci benedettini ha saputo rendere e mantenere vivibili aree altrimenti acquitrinose e di cui quest’anno si celebra il centenario di un congresso, che a San Donà di Piave seppe disegnare il futuro del nostro Paese. A delinearlo furono tecnici e politici di diversa estrazione, capaci però di superare le divisioni per aprire nuove prospettive di sviluppo. Di quell’afflato sono interpreti i Consorzi di bonifica, espressione di autogoverno del territorio ed unico esempio di federalismo fiscale applicato nel nome del principio costituzionale di sussidiarietà; per questo, il premio Argav 2022 è assegnato a “Uomini e donne della bonifica”, qui rappresentati da ANBI Veneto “per il quotidiano, silenzioso ed attento lavoro a servizio del territorio, ancora più prezioso in quest’anno straordinariamente siccitoso”.

Riuscire ad andare avanti con lo sguardo rivolto all’indietro è pratica sconsigliabile e quasi impossibile, in cui però il Comune di Cavallino Treporti è impegnato daanni con successo, grazie all’impegno nella valorizzazione dell’entroterra, accompagnandola alle più note opportunità balneari, dove comunque la chiave del successo sta in quello, che altrove sarebbe indicato come elemento di debolezza, cioè la ridotta ricettività alberghiera. A congiungere tutto questo c’è non solo una visione di sviluppo, ma l’intelligente disponibilià di una comunità, che sa trasformare le difficoltà in opportunità, riuscendo in un’altra improba scommessa: quella di far convivere l’uomo con l’ambiente. A Cavallino Treporti chiunque impara ad essere sostenibile. Per questo, il  Premio Argav 2022 è assegnato al Comune di Cavallino Treporti “per fare dell’ospitalità un segno distintivo tra valorizzazione del territorio e del patrimonio umano”.

assemblea Premio Argav 2022Queste le due motivazioni alla base dell’assegnazione del Premio Argav 2022, riconoscimento attribuito annualmente dal Direttivo a personaggi e realtà, che con la loro attività illustrino il territorio veneto. Ed è stata una cerimonia di consegna molto partecipata, avvenuta nello splendido salone affrescato del ristorante Villa Contarini a Monselice (PD), in cui erano presenti i soci Argav, presieduti da Fabrizio Stelluto, Matteo Guarda, socio Argav nonché vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, Antonino Padovese, direttivo Sindacato Giornalisti Veneto – fiduciario Padova, i premiati e i nostri “anfitrioni”, il vice sindaco di Monselice Andrea Parolo (a sinistra nella foto seguente) con l’assessore al Turismo Francesca Fama  (a destra nella foto seguente), presentati dal consigliere Maurizio Drago, che ha favorito la nostra presenza nella città, ricca di 7 mila anni di storia e che figura tra le Città Murate del Veneto (nelle foto in alto, da sinistra Padovese, Stelluto, Tagliaferri, Valleri e Guarda, seconda foto da sinistra Padovese, Stelluto, Cazzaro e Guarda). 

Vice Sindaco Monselice Assessore Monselice

I premiati. A ritirare il premio per l’associazione dei 10 Consorzi di bonifica veneti è stato il presidente Francesco Cazzaro, che ha ricordato come il lavoro della bonifica sia un lavoro silente, che ha bisogno di essere più conosciuto all’esterno, in quanto si tratta di un servizio necessario non solo al settore agricolo ma a tutta la società, visti i risvolti ambientali importanti che ricopre sempre più. Giorgia Tagliaferri, assessore al Sociale di Cavallino Treporti, portando i saluti dell’amministrazione e del sindaco Roberta Nesto, ha ribadito come il segnale distintivo di Cavallino sia ancora quello “dell’ortaggio porta a porta”, mentre la consigliera Anna Valleri, ha ricordato la nascita agricola del comune sempre più integrata con il turismo, un territorio foriero di prodotti di eccellenza fortemente contraddistinti nei sapori dall’ambiente lagunare e frutto del lavoro di imprese famigliari.

sala da pranzo premio Argav 2022

L’incontro si è concluso con il tradizionale pranzo di Natale dei soci Argav, quest’anno allietato in una delle portate da uno dei piatti in gara al concorso “Piatto di Federico II”, in vista del forum “Stupor Mundi” – Federico II di Svevia a Monselice, che si svolgerà oggi alle ore 11 nella sala della Loggetta a Monselice. Dopo i saluti del sindaco di Monselice Giorgia Bedin, daranno vita all’incontro: Virio Gemignani (Giostra della Rocca), Riccardo Ghidotti (storico), Franca Tacconi (Fondazine Federico II di Jesi), Anna Maria Pellegrino (Geo&Geo Rai 3) e Federica Pagliarone (Eat Parade Rai2). Al termine, alle 12.30, ci sarà il momento conviviale “A pranzo con Federico II” all’Origini Osteria Contemporanea a Monselice, con pietanze preparate dai cuochi dei ristoranti monselicensi in gara, in abbinamento ai villi dei Colli Euganei. Al termine, la giuria decreterà il vincitore della seconda edizione del “Piatto di Federico II 2022”.

Il sostegno dell’UE alle regioni carbonifere ha fatto poco per la transizione climatica

gas serra

L’assistenza finanziaria dell’Unione Europea alle regioni carbonifere ha avuto un impatto limitato sulla creazione di posti di lavoro e sulla transizione energetica, si afferma nella relazione pubblicata lo sorso 9 novembre dalla Corte dei conti europea. Malgrado i progressi generali, il carbone rimane una fonte significativa di emissioni di gas a effetto serra in numerosi paesi dell’UE. La Corte invita pertanto ad usare il nuovo Fondo per una transizione giusta in modo efficace ed efficiente, per alleviare l’impatto socioeconomico sulle regioni carbonifere della transizione dell’UE verso la neutralità climatica.

Il settore europeo del carbone è stato in costante declino negli ultimi decenni. Per sostenere la transizione socioeconomica ed energetica nelle regioni carbonifere, erano disponibili fondi della politica di coesione dell’UE: per il 2014‑2020, sono stati forniti circa 12,5 miliardi di euro alle sette regioni carbonifere oggetto dell’audit. Sebbene la produzione sia stata notevolmente ridotta, nel 2019 alla combustione di carbone era ancora imputabile il 15 % delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE. Il graduale abbandono del carbone a fini di generazione di energia è stato considerato di recente nel Green Deal europeo un fattore essenziale per conseguire gli obiettivi climatici per il 2030 e realizzare la neutralità climatica entro il 2050. Il Fondo per una transizione giusta, istituito nel giugno 2021, mette a disposizione 19,3 miliardi di euro nel periodo 2021‑2027 per le regioni ed i settori più colpiti dalla transizione verso la neutralità climatica. “Il Fondo per una transizione giusta, una componente fondamentale del Green Deal europeo, fornisce notevoli risorse aggiuntive alle regioni carbonifere”, ha dichiarato Nikolaos Milionis, responsabile dell’audio all’interno della Corte dei conti europe. “La Commissione europea dovrebbe far sì che i fondi dell’UE sostengano un chiaro percorso di graduale abbandono del carbone, tenendo conto delle tensioni sul mercato dell’energia seguite all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”.

La riduzione della produzione di carbone ha inevitabilmente determinato un calo del numero di lavoratori in tale settore. In alcune regioni, come la Lusazia (Germania) e la Slesia (Polonia), tali riduzioni di personale sono state realizzate attraverso fluttuazioni naturali di occupati e pensionamenti, mentre in altre regioni, ad esempio nella Moravia-Slesia (Repubblica Ceca), le imprese carbonifere hanno dovuto licenziare i propri lavoratori. Per i lavoratori del settore del carbone licenziati erano disponibili attività di formazione finanziate dall’UE; tuttavia, stante l’indisponibilità dei dati riguardanti la partecipazione, gli auditor della Corte non hanno potuto stabilire se queste misure abbiano aiutato detti lavoratori a trovare una nuova occupazione. Gli auditor della Corte non hanno neanche constatato alcun impatto significativo dei finanziamenti sulla capacità di produzione di energia da fonti rinnovabili nelle regioni esaminate. Anche gli investimenti finanziati dall’UE volti a conseguire risparmi di energia hanno avuto un impatto modesto o non hanno potuto essere quantificati.

La Corte segnala il rischio che i fondi potrebbero essere spesi senza che la transizione abbia luogo. Prima di proporre il Fondo per una transizione giusta, da destinare alle regioni e ai settori più colpiti, la Commissione non ha svolto un’analisi adeguata delle realizzazioni conseguite in queste regioni grazie ai precedenti finanziamenti dell’UE, né delle necessità ancora da soddisfare. La durata limitata del programma accentua tale rischio, poiché la maggior parte dei fondi devono essere impegnati entro la fine del 2023 ed utilizzati entro la fine del 2026. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 e i relativi effetti sul mercato dell’energia potrebbero inoltre comportare ritardi nel graduale abbandono del carbone.

Paesi Ue producono meno carbone ma ne importano di più da altre nazioni. La Corte ha osservato che, in alcuni paesi dell’UE, il carbone prodotto a livello nazionale era stato sostituito da importazioni o da altri combustibili fossili. La Germania e la Polonia, ad esempio, hanno aumentato in misura significativa le loro importazioni di carbone negli ultimi 15 anni. Di conseguenza, il carbone rimane una fonte significativa di emissioni di gas a effetto serra, specie in Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Germania, Slovenia e Romania. La Corte ha inoltre constatato che non si era prestata sufficiente attenzione alle emissioni di metano derivanti dalle miniere di carbone chiuse o abbandonate.

Fonte: Corte dei conti europea

 

10 dicembre, a Monselice (PD) la consegna del premio Argav 2022 a “Uomini e donne della bonifica”. Un premio speciale al comune di Cavallino Treporti (VE).

Immagine 2

foto Consorzio di bonifica Acque Risorgive

Sabato 10 dicembre p.v. alle ore 10.30 i soci Argav si riuniranno in Assemblea nelle sale del ristorante Villa Contarini a Monselice (PD) per la consegna alle ore 12 del premio Argav destinato a persone che danno lustro alla nostra regione, grazie alla loro attività. Quest’anno, a ricevere il premio, decretato dal Direttivo Argav, saranno gli “Uomini e le donne della bonifica“, nella persona del presidente di Anbi Veneto Cazzaro, per il quotidiano, silenzioso e attento lavoro a servizio del territorio, ancor più prezioso in quest’anno straordinariamente siccitoso. Un premio speciale sarà consegnato al comune di Cavallino Treporti (VE), per l’azione di ospitalità come segno distintivo della valorizzazione del territorio e del patrimonio umano. Al termine della cerimonia di premiazione, seguirà il tradizionale pranzo di Natale. 

 

Trento. Agricoltura biologica e biodiversità nel territorio, i risultati del progetto Terra, Aria e Acqua.

biodiversità argav

Sono stati presentati lo scorso 25 novembre presso la sala Falconetto di Palazzo Geremia a Trento i primi risultati del progetto promosso dal Biodistretto di Trento con il supporto del Comune e la consulenza scientifica del MUSE dedicato alla realizzazione di un grande catalogo della biodiversità che insiste nel territorio agricolo del comune capoluogo.

Terra, Aria e Acqua. Sono questi i tre elementi attorno ai quali l’omonimo progetto ha concentrato i suoi sforzi: ricerca, azioni condivise a favore della biodiversità, analisi di dettaglio e a scala di paesaggio, attività di divulgazione e coinvolgimento dei cittadini. Approcci e proposte diverse, indirizzati però ad una visione comune, basata sulla tutela e valorizzazione partecipata del territorio, sulla sostenibilità e sul buon uso degli ambienti agricoli e urbani, con un’attenzione ai paesaggi che li caratterizzano e alla loro biodiversità. 

Interventi. Presentando la serata il presidente dell’Associazione Biodistretto di Trento Giuliano Micheletti si è soffermato sull’importanza del ruolo dell’agricoltura biologica in favore della comunità cittadina sottolineando il valore del contadino inteso come custode della terra. Il vicesindaco e assessore all’agricoltura del comune di Trento Roberto Stanchina ha insistito nell’inserire il ruolo dell’agricoltura biologica nel tema più generale della transizione ecologica confermando l’impegno dell’amministrazione comunale nel portare avanti questo progetto che punta alla crescita della biodiversità nell’ambito cittadino. Il tutto in coerenza con l’Ordine del giorno recentemente approvato dal Consiglio comunale per il sostegno al settore biologico. Massimo Bernardi, sostituto direttore Ufficio ricerca e collezioni museali del MUSE ha ribadito la disponibilità del museo nel proseguire un’esperienza che ha anche l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico angoli di natura e di biodiversità presenti nel sistema agricolo cittadino di inestimabile valore naturalistico e sociale. Numerosi sono anche gli attori coinvolti nel progetto: le aziende del Biodistretto di Trento (Azienda agricola Foradori, Cantina Aldeno, Cantina La-Vis, Cantina Moser Trento, Cantina Sociale di Trento, Cantine Ferrari, Cooperativa Samuele, Maso Cantanghel, Maso Martis e Società Frutticoltori Trento), l’amministrazione comunale, le Cooperative sociali Progetto 92 e La Sfera, la cittadinanza e, non ultimi, i ricercatori e le ricercatrici del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, affiancati da molti appassionati volontari che hanno contribuito alla raccolta di preziose informazioni.

300 cassette nido nelle aziende a favore di specie insettivore a rischio habitat. Grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, le indagini condotte su paesaggi, avifauna e insetti impollinatori hanno permesso di approfondire le conoscenze sulla biodiversità delle aree agricole e verdi del territorio del Comune di Trento, individuando i fattori e gli elementi che influenzano la presenza delle specie al loro interno. I risultati ottenuti hanno quindi fornito spunti per la proposta e sperimentazione di specifiche misure di conservazione e buone pratiche. Tra queste, l’installazione di quasi 300 cassette nido all’interno delle aziende che hanno aderito al progetto a favore di importanti specie insettivore che nel recente passato hanno risentito della perdita di habitat e di opportuni siti di nidificazione legata ai cambiamenti nelle pratiche agricole. I dati raccolti nel corso del primo anno di monitoraggio fanno ben sperare: diverse coppie di codirossi comuni e cince si sono riprodotte nelle cassette nido, riuscendo a portare all’involo fino a 7 piccoli, mentre il ritorno di specie più rare come il torcicollo e l’upupa conferma la bontà dell’azione.

Altri approfondimenti sono stati dedicati ai suoli, grazie al supporto del pedologo Giacomo Sartori. Le analisi condotte hanno permesso di ricavare importanti informazioni per la caratterizzazione delle unità di paesaggio più rappresentative della città di Trento e dei suoi ambiti collinari e per la definizione di linee guida per una gestione sostenibile di questa preziosa risorsa. Un tema che proseguirà con specifiche ricerche relative alla biodiversità dei suoli, assieme a nuove indagini su altre forme di vita come le formiche, le farfalle e gli insetti impollinatori. Alle attività di ricerca si sono quindi affiancate quelle di divulgazione e di coinvolgimento della comunità e delle scuole, invitate a riscoprire la ricchezza di vita che popola gli ambienti urbani e a contribuire con le proprie osservazioni naturalistiche alla descrizione della biodiversità presente all’interno del Comune di Trento. I dati così raccolti hanno permesso di analizzare come le caratteristiche del paesaggio influenzino la frequentazione dei cittadini e la fornitura di particolari servizi ecosistemici, quali l’impollinazione e quelli di tipo culturale. La serata di è conclusa con la piena soddisfazione degli organizzatori e con la convinzione condivisa di proseguire in questa esperienza di scoperta e miglioramento del territorio agricolo e naturale. A tale proposito è stata anche individuata una nuova pista di lavoro tesa alla definizione di alcuni percorsi cittadini legati alla biodiversità e all’agricoltura da realizzare nei prossimi anni.

Fonte: Servizio stampa Progetto Terra, Aria, Acqua. 

3 Dicembre 2022, alla Biblioteca La Vigna (VI) si parla di “Terapia verde”

Schermata 2022-12-01 alle 20.08.47 Sabato 3 dicembre alle ore 10.00 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, in contra’ Porta S. Croce, 3, la presentazione del libro “Salvarsi con il verde. La rivoluzione del metro quadro vegetale” di Andrea Mati. Architetto e paesaggista, appartenente ad una storica famiglia di vivaisti, Mati si occupa da quarant’anni della realizzazione di giardini dalle specifiche funzioni terapeutiche, avvicinando la natura alle persone che soffrono, in stretta collaborazione con medici, psicologi, geriatri e psichiatri. Ingresso gratuito in presenza, fino ad esaurimento posti disponibili. Al centro la persona che “si prende cura del verde”. Proposto nell’ambito della collaborazione tra Biblioteca Internazionale “La Vigna”Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP) e Collegio dei Periti Agrari di Vicenza, l’incontro si inserisce nel ciclo LIBER&LECTIO della Biblioteca “La Vigna” e si rivolge a paesaggisti, tecnici, agronomi, architetti e a quanti siano interessati all’argomento. Saranno presenti il presidente della Biblioteca Remo Pedon, Il vicepresidente di AIAPP Sez. Triveneto Emilia Romagna Beppe Provasi, il presidente del Consiglio Scientifico della Biblioteca “La Vigna” Danilo Gasparini, la dott.ssa Chiara Ometto, psicologa-psicoterapeuta e l’autore del libro, Andrea Mati. “Gli effetti benefici della natura sulla salute dell’uomo sono riconosciuti da millenni, già i Romani parlavano di “Rus in urbe”, la campagna in città. Andrea Mati, con la filosofia del “verde terapeutico”, compie una vera e propria rivoluzione rispetto alla visione precedente perché pone al centro la persona che “si prende cura del verde”. Mi fa molto piacere che la presentazione del libro sia ospitata alla Biblioteca “La Vigna”, un’istituzione dedicata alle scienze agrarie che tra le sue collezioni vanta anche la presenza di testi, antichi e moderni, di botanica e progettazione di giardini. Quello della green therapy è sicuramente un filone che potremo sviluppare”, dichiara Pedon. “Giardini terapeutici”. “L’associazione dei Paesaggisti italiani, AIAPP, con il patrocinio del Collegio dei Periti Agrari, promuove con la Biblioteca “La Vigna” un incontro pubblico di grande interesse – precisa Provasi – sulle esperienze di realizzazione e gestione di spazi verdi dedicati alla terapia di particolari patologie: l’Alzheimer, la demenza senile, le sindromi dello spettro autistico, la sindrome di Down, il reinserimento delle persone con disagio psichico, il recupero dalle dipendenze. Saranno presentate le esperienze maturate in vari decenni di lavoro da Andrea Mati. Tutti i professionisti, gli operatori sanitari, gli operatori del verde, i progettisti, sono invitati per conoscere da vicino un ricchissimo patrimonio di esperienze terapeutiche scientificamente documentate, ed a trarne ispirazione per il loro lavoro e per il rapporto con il verde, anche per ispirare una nuova consapevolezza del valore del verde e del rapporto con la natura che si può creare nei “Giardini Terapeutici”. Verrà anche presentato in anteprima il progetto  di un nuovo Parco “Anima Mundi”,  dove sono previsti questi giardini terapeutici a Camisano Vicentino, promosso dalla dott.ssa Chiara Ometto. Il libro. Salvarsi con il verde. La rivoluzione del metro quadro vegetale (Giunti Editore 2022). Lo psicologo James Hillman diceva che «il mondo è come un giardino» e «tutto quello che accade in un giardino è pieno di metafore sulla nostra vita psichica». Il ciclo di vita, il fiorire e l’appassire, la capacità delle piante di rigenerarsi hanno indubbiamente un grande valore simbolico. Ma il prendersi cura di una pianta può avere anche un effetto terapeutico, può essere un toccasana per molti tipi di fragilità umana. Curando il verde, una persona in difficoltà cura sé stessa, perché recupera quella dose di attenzione, fiducia in sé e progettualità che ha perso e che le è indispensabile per rifiorire nella vita. Su questo principio rivoluzionario, “il verde che salva le persone fragili”, Andrea Mati ha costruito il suo lavoro e la sua missione. Da quasi quarant’anni collabora con comunità per il recupero di tossicodipendenti – da San Patrignano alla Comunità Incontro di don Gelmini – e con centri di assistenza per disabili psichici, e ha accompagnato nel reinserimento sociale e lavorativo decine e decine di persone svantaggiate grazie a due cooperative nate su sua iniziativa e dedite alla progettazione e coltivazione di giardini. Questa decennale esperienza ha dato luogo a una ricerca sperimentale con un sodalizio di psicologi, geriatri e psichiatri volta a progettare giardini dalle specifiche funzioni terapeutiche, che si rivelano di grande aiuto nella cura della sindrome di Down, dell’autismo, delle depressioni, dell’Alzheimer e di tutte le dipendenze. La summa della filosofia di vita di Andrea Mati è raccontata attraverso quattro stagioni di piante e di persone che si salvano a vicenda, e che possono farci scoprire la poesia inedita del linguaggio della natura che accomuna uomini e vegetali. Ma soprattutto queste pagine ci svelano un nuovo rapporto con la bellezza del mondo che possiamo salvare nel nostro piccolo, a cominciare da ogni creatura nel metro quadro intorno a noi. Dove trovare libri su paesaggio e giardini a Vicenza. Aiapp Ter ha iniziato un’interessante collaborazione con la storica libreria Galla 1880 di Porta Castello a Vicenza. Oltre a curare la vendita di una selezione di libri interessanti per i temi trattati in questa e nelle prossime conferenze, Galla ha voluto allestire una vetrina sul tema del paesaggio e dei giardini, divenendo un punto di riferimento per i professionisti o gli appassionati del settore. Fonte: Biblioteca La Vigna

Verso Fieragricola Tech 2023. Rinnovabili, la sfida del fotovoltaico, opportunità per l’agricoltura senza spreco di suolo.

1867_energie_rinnovabili

La sfida è ambiziosa: arrivare ad almeno 52.000 MW di capacità fotovoltaica entro il 2030, con una crescita dell’82% fra il 2025 e il 2030. E il vantaggio non è solo di natura ambientale, visto l’obiettivo di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, ma anche di aumentare la resilienza degli agrosistemi ai cambiamenti e migliorare l’efficienza energetica. La strategia delle energie rinnovabili, a livello europeo inserita nei progetti «Green Deal» e «Fit for 55», richiede impegno, ma allo stesso è alla portata degli operatori, purché si semplifichino gli iter autorizzativi e procedurali. E anche l’agricoltura, attraverso veri e propri «sistemi» agrovoltaici, giocherà un ruolo nella diffusione dell’energia pulita, anche se ad oggi solo l’11,5% della potenza fotovoltaica installata in Italia (pari a 2.497 MW) è generata da 38.115 impianti installati nelle aziende agricole (il 4,07% del totale degli impianti). I numeri, forniti da Nicola Colonna del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali del Gruppo agrivoltaico sostenibile di Enea, sono stati illustrati nei giorni scorsi nel corso del webinar moderato da Giulio Meneghello (caporedattore di QualEnergia, partner dell’evento) sulle “Applicazioni fotovoltaiche per le imprese agricole italiane”, organizzato da Fieragricola Tech, manifestazione in programma a Veronafiere i prossimi 1 e 2 febbraio e dedicata, come ha ricordato Sara Quotti Tubi (event manager di Fieragricola), «ha tre focus specifici nell’ambito delle tecnologie: le energie rinnovabili in agricoltura, l’agricoltura digitale e la smart irrigation».

L’Italia, grazie alla dotazione finanziaria prevista dal Pnrr, può contare su un piano di risorse pari a 1,10 miliardi di euro per gli impianti agrovoltaici di medie e grandi dimensioni e su 1,5 miliardi di euro per la realizzazione del cosiddetto Parco agrisolare, così da incentivare l’installazione di pannelli ad energia solare sui tetti di edifici ad uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. «Fra i benefici dell’agrovoltaico – ha riassunto Michela Demofonti, coordinatrice del gruppo di lavoro Agro-Fv di Italia Solare – vi è la possibilità dell’utilizzo simultaneo del territorio per l’agricoltura e per la produzione di energia elettrica da fotovoltaico, che permette così di aumentare la resilienza dei terreni agricoli, diversificare le fonti di reddito e creare valore aggiunto alle aree rurali». Secondo i calcoli di Italia Solare, entro il 2030 sono necessari 41,4 GW di nuove installazioni fotovoltaiche e la nuova potenza, in particolare, richiederebbe circa 54.000 ettari di superficie, il 30% della quale potrebbe sfruttare i tetti. «Pertanto – ha reso noto Demofonti – la superficie agricola necessaria è di meno di 38.000 ettari, equivalente allo 0,23% della superficie agricola totale».

Per rispettare gli ambiziosi obiettivi europei è necessario, tuttavia, un cambio di marcia. Lo ha riferito Marino Berton di Esco Agroenergetica (Cia-Agricoltori Italiani): «Nel corso del primo semestre 2021 sono stati installati in Italia impianti fotovoltaici per 362 MW, mentre, a partire dal prossimo anno e per tutto il prossimo decennio, sarà necessario installare mediamente 2.500 MW ogni semestre, cioè quasi sette volte tanto», ha calcolato.  Sarà sicuramente utile, per Berton, «cogliere l’opportunità offerta dalla futura costituzione di numerose comunità energetiche, nelle quali gli agricoltori produttori di energia potranno partecipare, fornendo un contributo alla produzione di rinnovabili al servizio della comunità e ottenendo benefici economici. E a livello comunitario, l’Unione europea sta mettendo a punto una strategia per promuovere le Comunità energetiche rurali, che rappresentano una nuova opportunità». Fra impianti elevati da terra, interfilari, verticali, gli impianti agrovoltaici che adottino soluzioni integrative innovative «devono svilupparsi in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale, anche consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione – ha specificato Nicola Colonna di Enea –. Il decreto legge 77 del 31 maggio 2021 prevede infatti che l’accesso agli incentivi per gli impianti sia subordinato alla contestuale realizzazione di sistemi di monitoraggio che consentano di verificare l’impatto sulle colture, il risparmio idrico, la produttività agricola per le diverse tipologie di colture e la continuità delle attività delle aziende agricole interessate».

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

2 e 16 Dicembre 2022, in Saccisica due serate di approfondimento a carattere ambientale organizzate dal “Gruppo per l’Idrovia”. Tra i relatori, il socio Argav Renato Malaman, che parlerà dei “colli” ritrovati.

serate del 2 e 16 dicembre

Dopo le due iniziative organizzate a Ponte San Nicolò (PD) e Camponogara (VE), il “Gruppo per l’Idrovia” composto da Gigizip (Gruppo imprenditori zona industriale di Padova),  Legambiente con i circoli di Piove di Sacco, Albignasego, Selvazzano, Cia – Agricoltori di Venezia-, Rete Wigwam, Comitato spontaneo alluvionati di Montegrotto Terme, Associazione Intercomunale Brenta Sicuro -, invita a partecipare ad altri due appuntamenti in cui saranno presentate due pubblicazioni a carattere ambientale e che si terranno alle ore 20.30 (entrata gratuita fino ad esaurimento posti) il prossimo Dicembre nella sede direzionale di Banca Patavina (via Alessio Valerio, 79/80) a Piove di Sacco (PD).

Il 2 DicembreGianfranco Bettin, attivista ambientale e saggista, ex deputato e prosindaco di Venezia, attualmente consigliere del comune lagunare, presenterà l’ultima sua opera letteraria “I tempi stanno cambiando”- clima, scienza, politica. Un agile libro, definito una “piccola guida ambientalista per umani consapevoli”, in cui Bettin dialoga con Marco Rabito, meteorologo e divulgatore scientifico di alto livello, sul docufilm prodotto dall’attore Leonardo Di Caprio “Before the flood” che parla dei cambiamenti climatici.

Il 16 Dicembre Antonio Mazzetti e Renato Malaman, co-autori insieme a Claudio Grandis e Toni Grossi, presenteranno il volume “I colli ritrovati”- gli Euganei a cinquant’anni dalla Legge che fermò le cave. Il libro ricorda quel che successe con la Legge che li salvò, mettendo al centro i colli con le loro straordinarie specificità ambientali e culturali. I due autori dialogheranno con Fabrizio Brancoli, direttore dei quotidiani veneti del gruppo Gedi Il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, la Nuova di Venezia e Mestre, il Corriere delle Alpi. A far da spunto per la discussione, le immagini, pressochè esclusive, degli anni ‘70 tratte da trasmissioni televisive. Antonio “Toni” Mazzetti è naturalista e profondo conoscitore ed amante dei Colli Euganei che costantemente presenta con visite guidate e consulenze. Di rilievo, oltre a “I colli ritrovati”, le altre sue opere “La flora dei Colli Euganei ed “I nomi della terra – Toponomastica dei Colli Euganei”. Renato Malaman è giornalista, socio Argav, specializzato in reportage ambientali, culturali e culinari che unisce in modo magistrale. Ha viaggiato in ben 122 paesi, ha, quindi, una eccezionale visione del mondo e dei nostri Colli Euganei.

Fonte: “Gruppo per l’Idrovia”

“Veneto in ciabatta”, il panino sostenibile 2023 targato Molino Cosma di San Martino di Lupari (PD)

Il Cosma Panino Green 2023_MOLINO COSMA“Veneto in ciabatta”, farcito con sopressa vicentina, radicchio di Treviso saltato e formaggio Asiago, è il panino risultato vincitore del concorso della prima edizione del Cosma Panino Green 2023: a decretarlo una giuria di esperti, tra cui il presidente Argav Fabrizio Stelluto, chiamata a scegliere tra i cinque panini finalisti nel corso di una originale iniziativa organizzato da Molino Cosma, storica azienda (1900) di San Martino di Lupari (PD) all’interno della sua Academy.

Veneto in ciabatta_Il Cosma Panino Green 2023_ Molino CosmaLo chef Mariola ha utilizzato per le sue creazioni le farine sostenibili tipo 1 e un ampio paniere di gustosi ingredienti naturali. “Veneto in ciabatta” verrà proposto dagli organizzatori del concorso per tutto il 2023 nei propri momenti di promozione quale “Primo Panino Sostenibile”. “Da sempre rispettosi dell’ambiente – dichiara Marta Cosma, direttore commerciale di Molino Cosma -, abbiamo deciso di investire sulle farine sostenibili e i suoi valori socio-ambientali, tracciando dal seme alla tavola la nostra produzione. Questa iniziativa si colloca perfettamente all’interno della nostra strategia per garantire al mercato una produzione naturale e soprattutto ecosostenibile”.

Il chi è di Molino Cosma. L’azienda ha una ventina di dipendenti ed un fatturato di 18milioni di euro. Produce ogni anno62 mila t di sfarinati e semilavorati,  ha una capacità produttiva di 200 t al giorno e una capacità di stoccaggio di 3mila t di frumento. Oltre a coprire integralmente il mercato italiano, l’azienda esporta in Germania, Portogallo, Polonia, Albania e Croazia.

Fonte: Servizio stampa Molino Cosma