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Giovani di Confagricoltura Veneto e Brescia , viveri e attrezzature da lavoro agli agricoltori dell’Emilia-Romagna colpiti dall’alluvione

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10 giugno 2023, soci Argav nell’ alto vicentino, tra ciliegie e tradizioni contadine

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I soci Argav sabato 10 giugno p.v. saranno nell’Alto Vicentino per scoprire, oltre alle bellezze artistico-culturali del centro storico di Marostica, un prodotto agricolo importante per il territorio, le ciliegie di Marostica Igp, insieme a una realtà museale che documenta una lavorazione molto importante per la vita di un tempo, quando plastica e materiali sintetici non esistevano, l’Ecomuseo della Paglia,  a Crosara di Marostica.

Programma. Ore 14.45: ritrovo in piazza Castello a Marostica, davanti al Castello Inferiore. Insieme alla guida Ornella Minuzzo (Associazione culturale Terra e Vita), visiteremo il centro storico della città. Ore 17.00: arrivo all’Ecomuseo della Paglia ed incontro con Giuseppe Zuech, presidente Consorzio di Tutela Ciliegia di Marostica Igp, che ci parlerà della produzione 2023. Ore 17.30: visita guidata all’Ecomuseo della Paglia (nella foto in alto di Museialtovicentino.it una sala) guidati da Enzina Pizzato, con dimostrazione della lavorazione della treccia, a cura di una maestra intrecciatrice della paglia.

“I miei migliori ristoranti”, storie di cuochi nel nuovo libro del consigliere Argav Maurizio Drago

Libro Maurizio Drago

Si va spesso nel ristorante o nella trattoria e non si conosce la storia del cuoco. Il consigliere Argav Maurizio Drago, giornalista ed enogastroturista, ha rimediato a questa mancanza raccontando nel suo libro “I miei migliori ristoranti” (260 pp riccamente illustrate, editore Il Fontego delle Farine, euro 18.70) la storia di chi ogni giorno prepara i piatti quando andiamo nel loro locale.

Sapori, storie e ricette delle trattorie e dei ristoranti del Triveneto. “Il libro, non vuole essere una guida, bensì uno strumento che solletica la curiosità del lettore verso le storie di vita del cuoco o del titolare del locale”, racconta Drago. Che per la scelta dei locali si è basato sulle esperienze delle precedenti pubblicazioni scritte con Arrigo Cipriani, il più famoso ristoratore italiano nel mondo, proprietario dell’Harry’s Bar a Venezia, e con l’editorialista e già vicedirettore de Il Gazzettino Edoardo Pittalis. Scrive quindi di trattorie, di ristoranti e di stellati valorizzando il territorio e raccontando dell’accoglienza, del servizio, della buona e genuina cucina, del gusto dei cibi, dell’emozione sensoriale.

Non solo storie. All’interno del libro si parla anche di sostenibilità: ad esempio, viene suggerito di chiedere la “doggy bag” se si avanza del cibo al ristorante. I ristoratori ne saranno ben felici. Non mancano le ricette che ogni cuoco ha proposto, con il relativo abbinamento al vino. Ultteriori informazioni: info@fontegodellefarine.it

Anbi Veneto: mese di maggio in surplus pluviometrico, il rischio ora è dimenticare i due anni di siccità

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Non occorre attendere il dato complessivo del mese, per capire che maggio 2023 è stato per il Veneto un mese particolarmente piovoso: a fronte di una media nei trenta giorni stimata in 115 mm, nei primi 15 giorni si sono registrati 130 mm, un surplus pluviometrico che in ragione di successivi episodi temporaleschi è destinato ad accrescere in maniera significativa.Purtroppo, con il ritorno delle piogge intense, tornano anche gli episodi di allagamenti che fortunatamente si sono verificati in aree molto ristrette e con danni contenuti che non sono neanche vagamente paragonabili alla tragedia dell’Emilia-Romagna.

La principale ondata di maltempo si è verificata a cavallo tra il 10 e l’11 maggio e ha colpito tutto il territorio regionale comportando allagamenti e disagi nell’area tra il Polesine, la Bassa Veronese, la Bassa Padovana: le precipitazioni più intense si sono registrate a Trecenta (Ro) con 250 mm, mentre a Cinto Euganeo (Pd) si sono registrati 246 mm. Un tratto del canale Ceresolo è esondato allagando una porzione contenuta della campagna di Rovigo, mentre allagamenti si sono verificati nella Bassa Veronese tra Castagnaro e Villa Bartolomea e nel Padovano, tra Megliadino San Vitale e Monselice. Come purtroppo accade sempre più spesso a causa dei cambiamenti climatici, questi allagamenti sono dovuti a straordinarie quantità di pioggia che si abbattano in poche ore. Nelle aree sopraccitate, per esempio, si sono riversati in 36 ore quantitativi che mediamente cadono in due mesi.

Disagi a parte, le piogge hanno portato ristoro alle campagne, rimpinguato i bacini montani e sostenuto le portate dei fiumi che in molti casi, soprattutto i bacini meridionali, sono superiori alla media del periodo. Benefici sono attesi anche nelle falde acquifere, gravemente colpite dalla siccità, i cui tempi di rimpinguamento sono comunque molto lenti.

Al netto delle logiche considerazioni sull’importanza di un’efficiente rete di scolo, non va dimenticato che fino a poche settimane fa il Veneto – come gran parte del Paese – versava in una condizione di grave siccità che durava da quasi due anni. L’errore principale è dunque quello di dimenticare la situazione in cui corpi idrici e le campagne versavano: una situazione che purtroppo è destinata a riproporsi. Dal 2000 ad oggi sono stati ben sette gli anni caratterizzati da crisi idrica: come dire un anno ogni tre. Con un susseguirsi di record di anni caldi e secchi.

Qualcosa, a dire il vero si muove: l’avvio di una cabina di regia sull’emergenza idrica, la nomina di un Commissario esperto come Nicola dall’Acqua, le risorse stanziate (ultime annunciate, gli oltre 100 milioni stanziati dalla Cabina di regia per 5 regioni, 22 dei quali arriveranno in Veneto a integrare i costi per la realizzazione della nuova barriera anti sale sull’Adige), sono tutti segnali concreti che dimostrano come la crisi climatica sia ormai un tema ben presente nell’agenda politica.

L’alluvione in Emilia-Romagna. Con 350 mm di pioggia caduti in poche ore in un’area pedemontana attraversata da decine di fiumi a carattere torrentizio, la Romagna è stata colpita da una catastrofe naturale che ha tempi di ritorno plurisecolari. Una tempesta perfetta nella quale ha inciso anche un altro fattore: la stessa area, infatti, pochi giorni prima, era stata colpita da altri episodi temporaleschi significativi che avevano saturato il terreno riducendone la capacità di assorbimento. Ogni considerazione riguardante il consumo del suolo eccessivo e il fatto che la pianura Padana ha una natura pluviale, frutto di sedimenti trasportati nei millenni, e pertanto soggetta a questi fenomeni, è più che legittima; è comunque altresì evidente che questi eventi estremi, a conclusione di lunghi periodi siccitosi, sono effetto di cambiamenti climatici che sempre più condizionano e condizioneranno le nostre vite ed è pertanto fondamentale e non più rinviabile un ripensamento generale dei territorio. “Sarebbe miope tacere che quanto accaduto in Emilia-Romagna ha colpito una delle regioni più attente alla sicurezza idrogeologica, evidenziando l’impotente esposizione del nostro Paese alle violente conseguenze della crisi climatica – aggiunge Massimo Gargano, direttore generale di Anbi, – ma l’attenzione, in realtà, dovrebbe concentrarsi sulle troppe emergenze idrogeologiche, evitate per semplice casualità nelle scorse settimane, pur in quadro complessivo di siccità. E’ necessaria una nuova cultura del territorio, perché l’estremizzazione degli eventi atmosferici non è più un’eccezione, ma un ricorrente pericolo, che grava sulla vita delle nostre comunità.” Impressionante è osservare l’evoluzione delle piene in decine di torrenti concentrati in una zona piuttosto limitata dell’Emilia-Romagna e constatare che molti dei torrenti ora esondati segnalavano insufficienza idrica fino a qualche settimana fa; infatti, il bollettino di Arpae (Agenzia Prevenzione Ambiente Energia Emilia Romagna) ricorda che aprile era stato fortemente carente di piogge con un deficit pluviometrico, che a livello regionale aveva toccato il 66,2%! Gli aumenti repentini dei livelli registrati da fiumi e torrenti, evidenziano come siano in grado in poche ore di sprigionare una potenza distruttiva, che rende inadeguata l’attuale rete idraulica ed obbliga ad una riflessione anche sui criteri di manutenzione.

Fonte: ANBI Veneto

Domenica 4 giugno apertura straordinaria al pubblico di Villa Mocenigo Biaggini Ivancich di San Michele al Tagliamento (VE), con visita gratuita al parco, concentrato di secoli e di storie

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Il complesso architettonico di Villa Mocenigo Biaggini Ivancich a San Michele al Tagliamento (VE) partecipa all’edizione 2023 di “Appuntamento in Giardino” proponendo nella giornata di domenica 4 giugno una visita straordinaria con la guida Mariangela Flaborea (TVO srl).

Una festa del giardino. “Appuntamento in Giardino” è un’iniziativa promossa dall’Api, Associazione Parchi e Giardini d’Italia con il patrocinio del Ministero della Cultura e di ANCI. Pensata come un’autentica “festa del giardino”, la manifestazione ha l’obiettivo di invitare il grande pubblico a scoprire la sorprendente ricchezza storica, artistica, botanica e paesaggistica dei giardini italiani. Un’occasione per far conoscere giardini normalmente chiusi e per arricchire le possibilità di fruizione dei giardini regolarmente aperti con eventi e attività.

La visita, a cui sarà possibile prendere parte gratuitamente previa prenotazione obbligatoria, avrà luogo a partire dalle ore 10:30, con una durata di 60 minuti circa. La richiesta di prenotazione può essere inoltrata via mail contattando l’Ufficio IAT di Bibione iat@comunesanmichele.it o l’Ufficio Turismo del Comune turismo@comunesanmichele.it.

Fonte: Ufficio Turismo/Comunicazione di San Michele al Tagliamento

Inaugurato a Schiavon (VI) l’impianto di biometano più grande d’Europa

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“Oggi, grazie all’agricoltura, creiamo un valore aggiunto di 485 miliardi di euro ed oltre quattro milioni di occupati e siamo il primo settore, per importanza, per il prodotto interno lordo. Il settore primario, quindi, non conta il 2-3 per cento del Pil o degli occupati, come per decenni ci è stato raccontato. Ma è vero esattamente l’opposto, in quanto si deve considerare ciò che muove l’agricoltura, in termini di artigianato, di piccola impresa e di energia. E proprio in questo senso, l’impianto di oggi rappresenta un’eccellenza, un modello da replicare”. Con queste parole il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, è intervenuto lo scorso 26 maggio a Schiavon (VI) in occasione del Festival del biometano e, in particolare, dell’inaugurazione dell’impianto più grande d’Europa, che trasforma i reflui zootecnici in energia rinnovabile e fertilizzante naturale, alla presenza dei vertici territoriali di Coldiretti, di Vicenza e di tutto il Veneto, nonché di un ampio parterre di autorità.

L’impianto, promosso da Iniziative Biometano (Gruppo FemoGas), è gestito da due società operative, Motta Energia ed EBS, di cui sono socie 117 aziende agricole attive nel territorio del Brenta, principalmente nei comuni di Schiavon, Pozzoleone, Bressanvido, Sandrigo e sono proprio questi allevatori che “alimentano” l’impianto stesso e gli permettono di produrre sostenibilità. A confrontarsi sul tema “Biometano, un circolo… virtuoso” sono stati, oltre al presidente nazionale di Coldiretti Prandini, Piero Gattoni (presidente del CIB-Consorzio italiano biogas), Stefano Ciafani (presidente nazionale di Legambiente), il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, Roberto Marcato (assessore allo Sviluppo economico e all’Energia della Regione Veneto), Luca De Carlo (presidente della IX commissione – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), Angelo Baronchelli (presidente del Gruppo AB), Stefano Bozzetto (amministratore delegato di FemoGas). “Ogni anno l’impianto di Schiavon produce settemila tonnellate di biometano – ha spiegato Stefano Svegliado, amministratore delegato di Motta Energia e EBS – una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno annuale di duecento mezzi pesanti, che percorrono centomila chilometri ciascuno. Se il metano diventa biometano liquido, la componente gassosa, cioè l’anidride carbonica, sarà presto recuperata e ceduta alle industrie che se ne servono: il settore alimentare, per esempio, la impiega nelle bibite gassate”.

Oltre al biometano, l’impianto produce il digestato. Questo compost è utilizzato, nella sua frazione liquida azotata, per concimare i campi delle stesse aziende socie, e nella frazione solida per la concimazione di precisione in viticoltura, in floricoltura ed in orticoltura. Il digestato viene dunque restituito alla campagna, in alternativa ai concimi chimici, contrastando la desertificazione dei suoli e contribuendo a preservare la purezza della falda acquifera. Da Schiavon ne escono 250 mila tonnellate l’anno ed a beneficiarne sono circa 10 mila ettari di campagna. Per realizzare tutto ciò occorre riconsiderare il valore dell’Agricoltura. “Bisogna sburocratizzare. Nei territori, occorre rendere più celeri le procedure che consentono di realizzare questi impianti. L’Italia è il paese più sostenibile a livello globale – ha aggiunto il presidente Prandini – ed il dato degli allevamenti, che oggi in termini di emissioni rappresentano il 5,5 per cento, può essere ulteriormente migliorato. E, grazie all’evoluzione di impianti come quello presentato oggi, si potrà trattenere ulteriormente l’ammoniaca, creando i principi per i quali andremo a fissare il carbonio nel suolo. Con questo intento Coldiretti vuole, nei prossimi cinque anni, arrivare ad un impatto zero, diventando un paese sostenibile per quanto riguarda le filiere zootecniche”. 

Per farcela, l’Europa deve sostenere queste iniziative virtuose. “Ci aspettiamo un atteggiamento di un’Europa che favorisca ed accompagni gli agricoltori in questo percorso – sottolinea il presidente Prandini – dando certezze ai cittadini e consumatori che il mondo agricolo può produrre ancora di più e meglio rispetto ai bisogni della collettività, senza dover ricorrere ai cibi di laboratorio”. 

L’agricoltura ed il territorio hanno bisogno di tempestività. “Lo dimostra ciò che sta vivendo l’Emilia Romagna – conclude il presidente Prandini – rendendo evidente che la manutenzione del letto dei fiumi va fatta, per evitare che si replichino analoghe situazioni. Anche al tema della fauna selvatica e delle nutrie, di conseguenza, va data una pronta risposta, altrimenti la caduta degli argini e l’abbandono delle aree interne, saranno all’ordine del giorno, mentre devono essere limitati il più possibile. Dobbiamo pensare, infine, alle prospettive che avranno i nostri giovani. Dobbiamo pensare alla redditività dei nostri allevamenti, perché se non abbiamo un giusto reddito economico, l’agricoltura rischierà di essere ad appannaggio di pochi. Per questo, l’iniziativa di oggi, attraverso l’attività tradizionale, consentirà di garantire un maggior valore al lavoro agricolo”. Concetti sostenuti in toto dal ministro Lollobrigida, in videocollegamento, che ha precisato come “Il sostegno del governo per il settore primario è assicurato, così come occorre adoperarsi per sfruttare al meglio le fondamentali risorse messe a disposizione del Pnrr per lo sviluppo delle attività e, di conseguenza, del paese”. Al termine della mattinata, con il taglio del nastro, gli agrichef di Campagna Amica hanno realizzato con i prodotti tipici locali un buffet per tradurre in concreto i concetti espressi nel corso delle due tavole rotonde, esaltando i valori della terra e le sue produzioni, oltre al saper fare dei cuochi contadini.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

31 maggio, alla Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza una “degustazione (im)possibile” con i vitigni vicentini ritrovati

copertina La biodiversità viticola di Vicenza

La Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, in collaborazione con il Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e la Preservazione dell’Originalità e biOdiversità viticola (Graspo) e il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza, presenta al pubblico mercoledì 31 maggio, alle ore 18, una collezione di vini provenienti da vigneti con una storia centenaria.

Un viaggio di oltre 50.000 chilometri attraverso i territori italiani, alla scoperta di 150 produttori e l’esecuzione di 250 prelievi di materiale vegetale. Graspo, in collaborazione con numerose istituzioni sensibili alla conservazione delle varietà viticole, ha intrapreso un’intensa attività di ricerca e un’accurata vinificazione con vitigni scoperti dal Gruppo di ricerca stesso o con vitigni che da almeno 100 anni non sono stati vinificati in purezza. Attraverso l’impegno dei viticoltori custodi, Graspo è riuscito a individuare, seguire, studiare e vinificare questi tesori viticoli. Grazie a 150 analisi del Dna, sono state identificate 10 nuove varietà di uva. Solo nell’ultima vendemmia sono state realizzate oltre 60 microvinificazioni, testimoniando l’impegno appassionato di Graspo nel ripristinare la preziosa biodiversità viticola.

L’eccezionale attività è raccontata in una pubblicazione dal titolo “La Biodiversità viticola, i custodi, i vitigni, i vini”. Questo libro, con oltre 300 pagine che invitano alla lettura e alla degustazione, narra la storia dei custodi dei vigneti e rivela la riscoperta di varietà viticole perdute. Una pubblicazione che fa sintesi del lavoro fatto fino ad oggi e diventa lo strumento ideale per accompagnare le degustazioni di questi originalissimi vini. Si tratta di un testo realizzato proprio con questo scopo, un “libro da bere”, una esperienza che affonda saldamente le radici nei vitigni del passato, ma che presenta o ripresenta sorprendentemente vini moderni che guardano al futuro.

I presenti all’incontro potranno sperimentare “Le degustazioni impossibili” di Graspo con vini delle varietà: Cenerente, Uva d’oro, Gambugliana, Groppello dei Berici, Groppello di Breganze, Gruaja, Leonicena, Marzemina Bianca, Moschina, Negrara, Piccola nera, Pomella, Uva gatta, Pontedara, Rossa Durlo, Saccola bianca. Interventi. Riccardo Velasco, Crea-Ve: La Ricerca per la viticoltura del futuro; Aldo Lorenzoni, enologo: Di Graspo e dei custodi; Giovanni Ponchia, direttore Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza: La biodiversità viticola di Vicenza; Luigino Bertolazzi, enologo: Dei vitigni e dei vini. Partecipazione su prenotazione E-mail: info@lavigna.it Tel. 0444 543000

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Dal 4 al 6 giugno 2023, a Riva del Garda (TN) c’è il Festival Nazionale Spumantitalia

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La quinta edizione del Festival Nazionale Spumantitalia, dedicata a operatori del mercato Horeca e appassionati delle bollicine, si svolgerà dal 4 al 6 giugno a Riva del Garda (TN). Intenso il calendario di degustazioni, master class e talk show in programma,  momenti di grandi relazioni e incontri fra gli svariati elementi che compongono la filiera produttiva e il sistema tecnico scientifico del vino.

Saranno presenti Denis Pantini (Wine Monitor), Luca Giavi (direttore del Consorzio Prosecco DOC), Diego Tomasi (direttore del Consorzio Prosecco Superiore Conegliano –Valdobbiadene DOCG), Carlo Veronese (direttore del Consorzio Oltrepo’ Pavese), Carlo Alberto Panont (direttore del Consorzio Garda DOC), Giulio Somma e Carlo Flamini (Osservatorio vini UIV), il professore Attilio Scienza e Fulvio Mattivi, Vincenzo Russo, l’agronomo Marco Simonit, il presidente dell’associazione Enologi Riccardo Cotarella e gli enologi Mattia Vezzola, Tonino Guzzo, Mario Pojer, Massimo Tripaldi, Pierluigi Zema, Paolo Chiasso, Vittorio Festa, Vittorio Fiore, Gianni Menotti, Vito Giovinco, oltre a Carlos Santos di Amorin Cork, il direttore dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio di Sicilia Gaetano Aprile, oltre a giornalisti/relatori come Stefano Cosma, Fabio Piccoli e tanti altri che vanno ad allungare giornalmente una lista che contribuisce a dare valore a un comitato tecnico scientifico di elevato profilo professionale, ai quali si aggiungeranno, certamente nei prossimi giorni, tantissimi altri, compresi ricercatori, enotecnici, giornalisti e opinion leader.

La mattina di lunedì 5 nella sede del Centro Congressi del PalaVela ai iniZIA con il talk ahow dal titolo “Cambia il clima, cambiano i mercati, cambiano i consumatori, ma gli Spumanti come stanno cambiando?” per poi proseguire nel pomeriggio con la tematica “Il sound del tappo e il gusto del tatto. Il percepito e l’occulto del pensiero”. La giornata di martedì 6 giugno invece proporrà, al mattino, il talk show “Verso la costruzione di una nuova spumantistica italiana: tra varietà autoctone e nuovi cuvée – Ipotesi di visione di lavoro e di ricerca nella spumantizzazione”, e alle 15,00 l’ultimo incontro, che vuole costruire “Un confronto dei valori necessari nella comunicazione del vino, per un dialogo possibile tra informazione e cultura”. Il programma è consultabile sul sito della manifestazione www.spumantitalia.it.

Fonte: Servizio stampa Spumantitalia

Cavallino-Treporti si riconferma “Comune ciclabile”

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Con il massimo dei voti, cinque bike smile, Cavallino-Treporti si riconferma “Comune ciclabile” per il sesto anno consecutivo. La Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) ha riconfermato la Bandiera Gialla alla prima spiaggia veneta. «È uno degli importanti riconoscimenti che qualifica il nostro territorio. Come amministrazione stiamo continuando a lavorare per rendere tutto il litorale percorribile, in sicurezza, con nuove piste ciclabili, aree verdi e percorsi dedicati alle bici, arredi e attrezzature dedicate. Muoversi in bicicletta in sicurezza, godendo pienamente della ricchezza ambientale e paesaggistica del territorio, favorisce il miglioramento della qualità di vita dei cittadini e consente ai nostri ospiti di visitare, e portare economie, al territorio», afferma l’assessore allo Sport Lisa Targhetta, che sta seguendo la progettualità dei percorsi ciclabili.

Tra gli obiettivi di potenziamento della mobilità sostenibile, tra fine maggio e i primi di giugno inizieranno i cantieri per realizzare la nuova pista ciclabile di via Vettor Pisani a Ca’ Savio e via di Ca’ Vio. Un percorso in sicurezza, da 1,5 milioni di euro, che si congiunge alle tratte di ciclabile già esistenti, fino alla pista a sbalzo di via Pordelio. «Con questi interventi metteremo in sicurezza anche la mobilità dei nostri studenti che raggiungono in bicicletta sia il plesso V. Carpaccio sia gli impianti sportivi. Per quanto riguarda il cantiere, si interverrà cercando di limitare il più possibile l’intralcio alla viabilità. I lavori, invece, all’altezza di Ca’ Pasquali, legati alla posa delle palancole per realizzare il nuovo tratto di ciclabile a sbalzo sulla laguna di via Pordelio, previsti per la primavera, sono stati posticipati dopo la stagione estiva», aggiunge l’assessore alla viabilità Nicolò D’Este.

Fonte: Servizio stampa comune Cavallino-Treporti

Venerdì 26 maggio, si parla di impoverimento della materia organica nei terreni al corso di formazione giornalisti al Wigwam di Arzerello (PD)

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Venerdì 26 maggio p.v., alle ore 18.30, i soci Argav si ritroveranno al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per la consueta conviviale di fine mese. Questa volta il tema sarà “Il suolo si sta estinguendo, un problema epocale del nostro tempo: l’impoverimento di materia organica nei terreni. Analisi mondiale ed esperienze di contrasto a Nordest, il ruolo dell’informazione”.

Entro il 2050 il 90% del suolo coltivabile del Pianeta può trasformarsi in un deserto, se non agiamo subito. La carenza di contenuto organico trasforma il suolo in sabbia, causando crisi alimentare, scarsità idrica, perdita di biodiversità, cambiamenti climatici, conflitti e migrazioni. L’incontro analizzerà l’allarme lanciato dall’Onu, proponendo anche alcune sperimentazioni di contrasto del fenomeno in atto a NordEst e valorizzando il ruolo dei giornalisti nel raccontare questa emergenza ambientale.

Relatori. Elena Zanato, referente Italia del movimento Conscious Planet – Salva il Suolo: “12 obiettivi per lo sviluppo sostenibile indicati dall’ONU”; Wittfrida Mitterer, direttrice master 2° livello Casaclima/Bioarchitettura Università Lumsa Roma: “L’humus, una bioricostituente per il suolo agricolo”; Giampaolo Rossi, capo settore agrario ambiente Consorzio di bonifica Veneto Orientale: “La sperimentazione in località Fiorentina di San Donà di Piave: sistemare il terreno per ridargli vigore”; Pietro Teatini, docente associato idrologia ed ingegneria idraulica Università Padova: “Il progetto MoST per il contrasto alla salinizzazione degli ambienti costieri”. Coordina: Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

Iscrizioni giornalisti. L’iniziativa formalmente organizzata, a complemento della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, dal Sindacato Giornalisti del Veneto per iniziativa di Argav, è accreditata come corso di formazione dall’Ordine dei Giornalisti; coloro, che fossero interessati ad ottenere i 2 crediti formativi previsti, devono obbligatoriamente iscriversi sulla piattaforma www.formazionegiornalisti.it entro giovedì 25 Maggio p.v. .