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I fondi Pnrr per la ricerca sulle zanzare promuovono la scienza partecipata attraverso l’app Mosquito Alert

MosquitoAlertArriva la primavera e con essa tornano le zanzare. Dopo un inverno così mite e le piogge di questi ultimi giorni si teme che nei prossimi mesi la loro presenza possa essere maggiore degli anni scorsi. Ma non si tratta solo di un fastidio: le zanzare infatti possono trasmettere virus – come quelli del West Nile, del Chikungunya e del Dengue – capaci di causare gravi malattie all’uomo. Per questo è importante sapere dove, quando e quante specie abbiamo sul nostro territorio, dove si raggiungono maggiori densità e maggiori rischi e dove è più opportuno concentrare gli interventi di disinfestazione.

Già dal 2021, la task force di Mosquito Alert Italia – capitanata dal Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive di Sapienza con il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, di Muse – Museo delle Scienze di Trento e dell’Università di Bologna – ha puntato sulle segnalazioni fotografiche dei cittadini per ottenere dati a livello nazionale. In due anni, l’app Mosquito Alert è stata scaricata da oltre 18.000 utenti, che hanno inviato oltre 8.000 foto da 103 su 107 province italiane. La maggior parte di queste appartengono alla specie più diffusa in Italia – la zanzara comune Culex pipiens – e alla specie invasiva Aedes albopictus, la famosa zanzara tigre che è approdata in Italia ormai da oltre 30 anni e diffusa in tutto il territorio, condizionando la possibilità di godere appieno delle attività all’aperto da maggio a ottobre. Ma i cittadini hanno anche inviato fotografie anche di specie più rare, come la zanzara coreana (Aedes koreicus) e quella giapponese (Aedes japonicus) – specie invasive giunte più recentemente nel nostro paese e in espansione soprattutto nel nord Italia.

Grazie alle segnalazioni dei cittadini effettuate all’interno delle loro abitazioni, si è cominciato a capire quali specie pungono maggiormente all’aperto e quali al chiuso, un dato che può sembrare banale per chi di noi è frequentemente vittima delle punture, ma che finora non era stato possibile valutare scientificamente per la difficoltà di fare campionamenti e posizionare trappole negli ambienti domestici. Il successo dell’iniziativa ha portato i ricercatori a un salto di qualità nel 2023, anche grazie ai finanziamenti ricevuti da gruppi di ricerca di 10 Università, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Associazione degli Istituti zooprofilattici sperimentali e della Fondazione Bruno Kessler grazie al progetto “INF-ACT – One Health Basic and Translational Research Actions addressing Unmet Needs on Emerging Infectious Diseases” finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca su fondi PNRR Next Generation EU. Da maggio e per tutti i prossimi mesi dell’anno, verranno avviate attività di promozione dell’app Mosquito Alert nelle università, nei musei, nelle scuole e nei comuni con alcuni dei quali è già iniziata una proficua collaborazione. L’obiettivo è quello di ottenere un maggior numero di segnalazioni attraverso l’ulteriore sensibilizzazione dei cittadini al progetto, ma anche quello di sfruttare questa occasione per creare una maggior consapevolezza sui rischi sanitari associati alle punture di zanzare, sulla necessità di sorvegliare la possibile introduzione della specie più pericolosa – la Aedes aegypti, non presente in Italia ma segnalata l’anno scorso per la prima volta da molto tempo nel Mediterraneo, nell’isola di Cipro – e, infine, sul ruolo essenziale di ognuno di noi nell’evitare di fornire alle zanzare luoghi per la riproduzione.

È importante sottolineare che le larve di zanzara vivono e si sviluppano in acqua, e che molte volte, specialmente in caso di stagioni poco piovose, sono le stesse persone a mettere a disposizione siti idonei per la loro riproduzione, dalle vasche ai bidoni ai sottovasi e una miriade di altri piccoli contenitori spesso pieni d’acqua, non di origine piovana, utilizzati per le attività di innaffiamento e irrigazione. Riferimenti: www.mosquitoalertitalia.it Info: Alessandra della Torre, coordinatore Research Node 2, progetto INF-ACT, Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive, Sapienza Università di Rom alessandra.dellatorre@uniroma1.i Beniamino Caputo, coordinatore di Mosquito Alert ITALIA, Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive, Sapienza Università di Roma beniamino.caputo@uniroma1.it

Fonte: Servizio stampa ISVe

20 maggio 2023, alla Biblioteca La Vigna “il caso Laverda”, 150 anni di storia di uno dei maggiori produttori italiani di macchine agricole

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In occasione del 150° anniversario della fondazione della storica azienda vicentina Pietro Laverda, la Biblioteca Internazionale “La Vigna” presenta il convegno “Da archivio d’impresa ad impresa culturale: il caso Laverda“, che si terrà il prossimo 20 maggio alle ore 10.00 presso la sede della Biblioteca stessa, in contra’ Porta S. Croce, 3, a Vicenza.

Il convegno sarà l’occasione per presentare il progetto di valorizzazione dell’Archivio Laverda macchine agricole, avviato dalla Biblioteca “La Vigna” nel 2018 dopo la donazione da parte degli eredi, che ha consentito di preservare e promuovere un patrimonio culturale di inestimabile valore. L’archivio Laverda, infatti, conserva la memoria di uno dei maggiori produttori di macchine agricole dell’ultimo secolo, con documenti e testimonianze che raccontano l’evoluzione dell’azienda e della tecnologia agricola italiana. Sarà affrontato anche il tema del valore degli archivi storici industriali e della funzione di tutela come importante strumento per definire il valore pubblico degli archivi stessi, un patrimonio da preservare e valorizzare per le generazioni future. I documenti aziendali sono infatti elementi di importanza storica e culturale che vanno tutelati e valorizzati come patrimonio culturale, in grado di generare valore per la società attraverso la ricerca, la formazione e la divulgazione della cultura d’impresa.

Programma. Saluti iniziali Remo Pedon, presidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Danilo Gasparini, presidente del Consiglio scientifico della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Piergiorgio Laverda, storico della meccanizzazione agricola. Interventi: Annalisa Rossi, Soprintendente ai Beni Archivistici e Bibliografici del Veneto e del Trentino Alto Adige “Archivi & Heritage d’impresa: da asset a principio generativo di valore pubblico”, Primo Ferrari, archivista – Archivio Storico SDF “Il valore della memoria: l’Archivio storico SDF e il Museo SAME”, Team Progetto ALma – Archivio Laverda macchine agricole, Alessia Scarparolo, referente di progetto, Valentina Casara, grafico, Paolo Bordin, archivista “Il progetto di valorizzazione dell’Archivio Laverda macchine agricole”, Giovanni Luigi Fontana, presidente dell’Accademia Olimpica di Vicenza e Storico dell’Economia. Conclusioni. Moderatore: Raffaele Cavalli, consigliere scientifico Biblioteca Internazionale “La Vigna”. Partecipazione: in presenza, è gradita la conferma presso la segreteria della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: info@lavigna.it |Tel. 0444543000.

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Aperta oggi alla Fondazione Edmund Mach la manifestazione che valorizza le produzioni enologiche del territorio, al via il 6° concorso con il premio “Sergio Ferrari” 

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Due giorni di degustazioni, 102 etichette in gara, otto categorie, 30 commissari al lavoro. Sono i numeri della sesta edizione del concorso sui vini del territorio organizzato dalla Fondazione Edmund Mach. La manifestazione, autorizzata dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste,  come concorso ufficiale, si è aperta oggi con l’assegnazione del premio dedicato al prof. Sergio Ferrari, stimatissimo socio Argav.

Oggi e domani una commissione di esperti degusterà e valuterà le etichette provenienti dalle cantine trentine e altoatesine. Si tratta di trenta professionisti del vino tra enologi, enotecnici, sommelier, comunicatori e giornalisti del settore provenienti da tutta Italia. Protagonisti sono i vitigni autoctoni o interpretazioni territoriali di vitigni internazionali. L’apertura del concorso si è svolta questa mattina, presso la sala Versini del Palazzo Ricerca e Conoscenza. Erano presenti il presidente FEM, Mirco Maria Franco Cattani, il direttore generale Mario Del Grosso Destreri, il preside prof. Manuel Penasa, il prof. Andrea Panichi, responsabile del Dipartimento istruzione post secondaria e referente organizzativo del concorso, l’enologo Luciano Groff, la commissione e una classe di studenti del corso enotecnico, che in questa manifestazione svolgono un importante ruolo organizzativo e di supporto alla commissione.

Il presidente Cattani ha consegnato assieme alla moglie Grazia e alla figlia Chiara il premio intitolato al prof. Sergio Ferrari allo studente Riccardo Tebaldi, (foto in alto) per la serietà e i valori etici dimostrati nell’apprendimento dei principi teorico pratici della viticoltura ed enologia, distinguendosi in particolar modo per la costanza di impegno e per la crescita personale durante tutto il percorso di studio. “Questo premio – evidenzia il presidente Cattani- rammenta la dedizione e la passione, di professore e giornalista, che Sergio Ferrari ha svolto per tutta la sua vita professionale, dedicandosi ai giovani ed al comparto agricolo in particolare, contribuendo nel contempo a sensibilizzare e stimolare il valore etico di studenti e lettori“.

L’iniziativa, organizzata dal Centro Istruzione e Formazione, conta sul patrocinio dei tre comuni della Piana Rotaliana: San Michele all’Adige, Mezzocorona, Mezzolombardo, delle due sezioni Assoenologi del Trentino e dell’Alto Adige e vede il coinvolgimento del Consorzio turistico Piana Rotaliana Königsberg e del Museo etnografico trentino. L’evento, ha evidenziato il prof. Manuel Penasa si propone, al tempo stesso, come opportunità didattica per gli studenti del Corso enotecnico per iniziare a prendere confidenza con i vini del territorio e con le aziende produttrici, ampliando le competenze tecniche degli studenti.

Per la sesta edizione sono state individuate le seguenti categorie: Teroldego Rotaliano DOP vendemmia 2020, Trentino DOP Marzemino, Trentino DOP Pinot bianco, Trentino DOP Riesling, Trentino DOP, Vigneti delle Dolomiti IGP, Vallagarina IGP con indicazione vitigno Nosiola, Alto Adige – Südtirol DOP Pinot bianco, Alto Adige – Südtirol DOP Riesling, Vini dolci (con residuo zuccherino superiore a 45 g/l), appartenenti alle seguenti DOP o IGP del territorio Trentino Alto Adige/Südtirol: DOP Alto Adige, DOP Trentino, DOP Trento, IGP Vigneti delle Dolomiti, ISP Vallagarina. Giovedì primo giugno saranno premiate le prime tre posizioni per ogni singola categoria delle otto previste, nell’ambito di un incontro in programma, alle 14, presso l’aula magna, che sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube FEM.

Fonte: Servizio stampa FEM

Formazione giornalisti, entro oggi le iscrizioni al corso “Il Parco Regionale dei Colli Euganei e la necessità di raccontare un territorio in evoluzione, che si svolgerà a Galzignano (PD) il 20 maggio

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Scadono oggi, giovedì 18 maggio, i termini di iscrizione sulla piattaforma Sigef del corso di formazione giornalisti “Il Parco Regionale dei Colli Euganei e la necessità di raccontare un territorio in evoluzione“, organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav e l’Ente Regionale Parco dei Colli Euganei. Il corso si svolgerà il prossimo 20 maggio dalle ore 9.30 alle ore 13.30 presso Casa Marina, in via Sottovenda, 3 a Galzignano Terme (PD).

La candidatura a Riserva della Biosfera Mab Unesco, la Carta Europea del Turismo sostenibile, progetti per il mantenimento di habitat esclusivamente euganei saranno gli argomenti trattati. Relatori: Riccardo Masin, presidente Parco Regionale Colli Euganei; Marco Pavarin, referente CETS Ufficio Educazione Naturalistica Parco Regionale Colli Euganei; Giorgio Ziron, responsabile progetto flora Ente Parco Regionale Colli Euganei; Maurizio Drago, giornalista, consigliere Argav; Mauro Gambin, giornalista, direttore “Con i piedi per terra”.

Bonifica è sostenibilità, al Museo regionale della bonifica “Ca’ Vendramin” l’evento conclusivo del progetto scuola di ANBI Veneto

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“Acqua, ambiente, territorio. Bonifica è sostenibilità” – il progetto didattico curato da ANBI Veneto con i suoi 11 Consorzi di Bonifica, in collaborazione con la Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto – giunge al termine dopo un anno ricco di lezioni, visite guidate, laboratori didattici sul tema della bonifica e dell’acqua che hanno coinvolto 50 scuole del Veneto (Istituiti comprensivi Istituti superiori e Istituti professionali) e 80 classi per un totale di oltre 1500 studenti dalle scuole primarie alle scuole secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie fino agli istituti professionali del Veneto.

L’evento conclusivo, occasione per i ragazzi di raccontare e mostrare ai propri coetanei i lavori svolti in questi mesi, si terrà presso il Museo Regionale della Bonifica “Ca’ Vendramin” di Taglio di Po, in via Veneto 38, domani, giovedì 18 maggio 2023, alle 10.00 in un evento che ANBI Veneto promuove nel contesto della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione e nell’ambito della Settimana della Sostenibilità #PoDeltaSWEEK, organizzata da Fondazione Ca’ Vendramin e Consorzio di Bonifica Delta del Po. “La conoscenza dei corsi d’acqua è una chiave di lettura fondamentale per comprendere il proprio territorio, la sua storia, le sue peculiarità ambientali, produttive e sociali. Questa conoscenza è ancora più importante in epoca di cambiamenti climatici, dove lunghi periodi siccitosi sono interrotti da eventi temporaleschi anche estremi – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro -. Insieme alla Direzione Formazione e Istruzione della Regione del Veneto e all’Ufficio Scolastico Regionale, abbiamo individuato un format composito di attività rivolte ai ragazzi finalizzate non solo alla conoscenza dei corsi d’acqua, ma addirittura a instaurare un rapporto di amicizia tra i ragazzi e i canali o fiumi che passano in prossimità delle loro scuole. Il concetto di fondo è molto semplice: con l’amicizia e la conoscenza si accompagna il rispetto.”

Rappresentante nell’evento di Ca’ Vendramin sono le Scuole Primarie di Porto Viro “Porticino” e “Mons. Sante Tiozzo” dell’Istituto comprensivo di Porto Viro, la Scuola Primaria “Vittorino da Feltre” dell’Istituto Comprensivo 1 di Adria, la scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” di Pozzonovo  (Pd) e l’Istituto Professionale IRIGEM di Rosà (Vi). Oltre a bambini e ragazzi, e ai rispettivi docenti e dirigenti scolastici, interverranno il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro, il direttore Andrea Crestani, i rappresentanti dei Consorzi di Bonifica, i rappresentanti della Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto e dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale, tra i progetti approvati l’aggiornamento del Piano Congiunto per l’Energia, l’Ambiente e il Clima “Venezia Orientale Resiliente”e la riqualificazione di aree ed edifici industriali inutilizzati

e409d76c-2e07-e13c-252a-6b009c134b18Ambiente, archeologia, aree produttive, lavoro e sociale i temi dei progetti strategici approvati dalla Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale. Condivisi in tutti i 22 Consigli comunali della Venezia Orientale, la Conferenza dei Sindaci, riunitasi lo scorso 11 maggio, nella sua sede di Portogruaro, presso il VeGAL, ha approvato cinque progetti che saranno proposti nei prossimi giorni, nel quadro della LR n.16/93, provvedimento legislativo che il 22 giugno di 30 anni fa, la Regione del Veneto approvó per favorire lo sviluppo di un’area che tuttora presenta alcuni svantaggi rispetto alle aree contermini, destinatarie di maggiori risorse, benefici per la pubblica amministrazione, le imprese e i cittadini.

Ogni progetto, che sarà coordinato da un Comune capofila, si concluderà entro il 2023 e metterà a disposizione una serie di studi, approfondimenti normativi e analisi di buone prassi, che saranno curati da esperti delle varie discipline. I progetti, presentati in anteprima all’Assessore regionale agli Enti locali, Francesco Calzavara, saranno avviati a giugno 2023 e prevedono un costo totale di 228.500€, per il 30% cofinanziato dai Comuni, pari a 68.617€.

I progetti. In materia ambientale, verrà effettuato un aggiornamento del PAESC, il Piano Congiunto per l’Energia, l’Ambiente e il Clima “Venezia Orientale Resiliente”, con il coordinamento del comune di San Stino di Livenza. Il comune di Concordia Sagittaria coordinerà un masterplan delle aree archeologiche, in una logica di sistema che coinvolga le zone archeologiche, i tre Musei nazionali presenti nell’area ed i più significativi siti di scavo nei quali sono previsti attività di ricerca. Capofila del progetto sulle aree produttive è il comune di Gruaro, che guiderà la stesura di un masterplan finalizzato a favorire gli obiettivi di promozione dello sviluppo sostenibile, di riconversione e di limitazione del consumo di suolo, riqualificando le aree e gli edifici industriali non utilizzati, dismessi o degradati. In tema di lavoro, saranno concertate ed individuate dal comune di Jesolo, una serie di azioni integrate di formazione di base come strategia per lo sviluppo locale. Infine, in ambito sociale, il comune di Portogruaro coordinerà l’avvio e il sostegno alla formazione nell’Ambito Territoriale Sociale del Veneto Orientale per la gestione ed erogazione dei Servizi sociali. Gianluca Falcomer, presidente della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale: “La salute di un territorio si percepisce dalla capacità di progettare insieme. Una realtà complessa e articolata come quella della Venezia Orientale contando sulla sola disponibilità dei Comuni e di VeGAL riesce a vedere lontano. Si fa pianificazione sui temi più importanti del territorio: lavoro, archeologia, formazione, ambiente e governance. Ai Comuni capofila e a VeGAL va il riconoscimento e la gratitudine di tutta la Conferenza.”

Fonte: Servizio stampa VeGal

L’associazione intercomunale Brenta Sicuro invita ad andar per argini fluviali il 28 maggio, il 18 giugno e l’1 ottobre 2023

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L’associazione intercomunale Brenta Sicuro organizza tre gite in bici lungo le arginature fluviali con l’intento di sensibilizzare i partecipanti verso le criticità che questi ambienti presentano e la conseguente necessità di rispettare il territorio, i particolare i corsi d’acqua.

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La partenza dei ciclotour, realizzati in collaborazione con Coop Alleanza 3.0,è dai loro punti vendita di Vigonza (28 maggio), Sant’Angelo di Piove di Sacco (18 giugno), Ponte san Nicolò (1 ottobre), sempre alle 8:45. Previste varie ed interessanti soste, con spiegazioni dei territori attraversati, visite a produttori di miele, agriturismi, idrovore ed aree umide.

Cicloturisti assicurati, meglio se provvisti di casco. L’organizzazione garantisce ad ogni partecipante l’assicurazione per la responsabilità civile, oltre ad offrire una merenda. Le iniziative sono alla portata di tutti, sia per la brevità del tragitto che per gli argomenti trattati. I costi di partecipazione sono simbolici: offerta minima di euro 5 (3 euro i soci Coop) per tutte e tre le gite. Ulteriori informazioni al n° whatsapp 347 2305979 oppure all’indirizzo mail: eventibrentasicuro@gmail.com

Fonte: associazione intercomunale Brenta Sicuro

13-21 maggio 2023, torna la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione con un vasto programma di convegni, visite guidate e mostre

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“Tra siccità e perturbazioni estreme stiamo constatando quotidianamente con mano gli effetti dei cambiamenti climatici sulle nostre vite. In questo contesto, la settimana della bonifica che inauguriamo in questo fine settimana acquisisce un valore speciale per la sua missione di avvicinare i cittadini a temi e soprattutto luoghi fondamentali per i nostri territori”. Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, saluta con queste parole la Settimana della Bonifica e dell’Irrigazione promossa a livello nazionale da ANBI e coordinata a livello regionale da ANBI Veneto, che vede, tra il 13 e il 21 maggio 2023, i Consorzi di bonifica protagonisti di iniziative rivolte alla cittadinanza quali visite guidate ad aree ambientali e impianti idrovori, biciclettate, incontri e convegni, inaugurazioni, attività con le scuole. Tutte le iniziative sono gratuite, programma generale su www.anbiveneto.it, dettagli e modalità di partecipazione nelle pagine web dei singoli Consorzi.

Il tema di questa edizione, “Acqua, risorsa di vita e di coesione sociale”, pone l’accento sull’importanza che la risorsa idrica ha nel costruire, preservare, rafforzare comunità e identità. Spiega Cazzaro: “Fondamentale per l’agricoltura, l’acqua che scorre nei fiumi, nei canali e negli scoli rappresenta un elemento generatore di paesaggio, di ambienti, di attività economiche molteplici che riguardano il settore primario ma anche il primo comparto economico del Paese, ovvero il turismo, nonché numerose attività industriali. La siccità, del resto, ha dimostrato come la mancanza di acqua oltre a mettere in crisi l’agricoltura, metta in crisi il mondo in cui viviamo, la sua biodiversità, i colori (dal verde al marrone delle piante seccate), fino anche alla qualità dell’aria. Metta, insomma, in crisi paesaggio e ambiente fondamentali nel definire la nostra identità di persone e cittadini.”

Sono oltre 60 gli eventi promossi dagli 11 Consorzi regionali nella Settimana. 3 di questi, vedono il coinvolgimento diretto nell’organizzazione di ANBI Veneto: mercoledì 17 maggio a Lison di Portogruaro (Tenuta Planitia), alle 10.30, si terrà l’inaugurazione dell’intervento di efficientamento irriguo dei bacini di Sant’Osvaldo-Lison e Brian, realizzato dal Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale grazie a un finanziamento di 13,1 milioni di euro del PSRN messi a disposizione dal Ministero dell’Agricoltura. Interverrà il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi. Giovedì 18 maggio, presso il Museo Regionale della Bonifica “Ca’ Vendramin” a Taglio di Po (Ro), alle 10.00, si terrà l’incontro conclusivo del progetto scuola “Acqua, ambiente, territorio. Bonifica è sostenibilità” realizzato con la Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto, e con l’Ufficio Scolastico Regionale. Nei 6 mesi di realizzazione, il progetto ha coinvolto 1.500 studenti delle scuole primarie e secondarie di tutto il Veneto. Venerdì 19 maggio, sempre a Ca’ Vendramin di Taglio di Po, si terrà nel pomeriggio (ore 16.00) il convegno da Valle a monte: nuovi scenari per il Delta del Po. Con il presidente della commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo e il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi. Le iniziative di Ca’ Vendramin sono realizzate con il Consorzio di Bonifica Delta del Po, in collaborazione con la Fondazione Ca’ Vendramin, nel contesto della Settimana della Sostenibilità #DeltaPoSWEEK

Conoscere i territori della bonifica veronese e come avviene la gestione dell’acqua, in particolare nella Valla Zerpana, attraverso un’escursione guidata in bicicletta. È questo l’obiettivo dell’iniziativa organizzata dai Consorzi di Bonifica Alta Pianura Veneta e LEB domenica 14 maggio dalle ore 9.45 con partenza dal Centro Operativo Zerpa di Arcole. Un’esperienza dedicata soprattutto alle famiglie con bambini attraverso un percorso facile e di breve durata ma volto a conoscere la storia e la natura locali.  Nell’occasione, il personale tecnico del Consorzio LEB presenterà più da vicino i punti principali di prelievo dell’acqua dal Canale LEB e quindi le opere a servizio del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. Al termine del tour in bicicletta, della durata di circa un’oretta e mezza, sarà possibile visitare l’idrovora Zerpa del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. La storia della bonifica del comprensorio Zerpano è estremamente complessa. In tempi antichi quella della Zerpana era una “valle” paludosa e non adatta ad ospitare un sistema agricolo produttivo. Dalla fine del XVIII secolo si susseguirono infatti numerosi tentativi scoordinati e comunque inadeguati alla risoluzione dei problemi idraulici del territorio, finché all’inizio del secolo scorso venne realizzata la Botte Zerpana ed il relativo collettore che strapparono dal secolare impaludamento l’omonimo terreno vallivo, compreso tra l’Adige e l’Alpone. La bonifica fu completa quando negli anni ’60 del Novecento il collettore Zerpano fu dotato di un impianto idrovoro. “Creare momenti di condivisione con le famiglie del territorio è molto importante per noi” ricorda Silvio Parise, presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta –  “Si tratta di occasioni di sensibilizzazione alle tematiche che ci stanno a cuore, l’acqua e la sua gestione, l’ambiente e la valorizzazione del nostro territorio”.“Ormai da due anni dobbiamo fare i conti con eventi estremi, come la siccità, a causa dei mutamenti climatici”, precisa il presidente del Consorzio LEB Moreno Cavazza, che aggiunge “Il nostro Consorzio sta portando avanti un progetto per il rifacimento del canale Adige Guà e di sperimentazione con le Università di Padova e Verona per preservare la risorsa idrica e utilizzarla al meglio senza sprechi”.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto/Servizio stampa Consorzio di Bonifica LEB

 

Progetto Life PollinAction nel Vicentino, positivi gli esiti delle iniziative private, meno (al momento) quelli messi in atto dal Pubblico

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Il progetto Life PollinAction, rivolto a “mitigare la crisi dell’impollinazione attraverso la pianificazione strategica e la realizzazione di infrastrutture verdi finalizzate ad aumentare l’eterogeneità dei paesaggi rurali e urbani nelle pianure del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Aragona – Spagna”, ha previsto per il comune di Caldogno (VI) tre incontri: due teorici e uno pratico. Nel terzo di questi incontri c’è stata l’uscita sul campo per vedere concretamente le azioni messe in atto.

Abbiamo avuto modo di visitare alcuni siti di proprietà comunale in cui sono state realizzati alcuni prati polifiti (in cui sono coltivate più specie di piante) e l’azienda agricola Orna, in strada Lobia a Vicenza, in cui sono state adottate delle iniziative a favore della biodiversità, anche a prescindere da questo Life. Nei prati polifiti del comune di Caldogno non erano presenti i cartelli di presentazione del progetto, ma trattandosi di una attività pluriennale confidiamo che si provvederà alla loro apposizione per divulgare questa importante iniziativa.

Sarà anche necessario che, per la gestione dei prati polifiti, sia prestata una maggior attenzione in quanto, come generalmente è in uso in tutti i comuni, vengono realizzati sfalci indiscriminati di riordino e pulizia banalizzando e semplificando le aree verdi (e quindi riducendo la biodiversità). Questa gestione dei prati deve invece essere multiobiettivo, cioè che contemperi sia lo sfalcio, per avere una situazione di ordine e fruibilità, ove necessario, ma anche il mantenimento di zone fiorite con taglio differenziato. Pertanto questa attività di gestione dovrà essere definita in modo più puntuale in modo che le azioni già messe in atto non siano fine a se stesse ma possano avere una loro continuità e quindi le specie fiorite abbiano modo di andare a seme e incrementare la biodiversità.

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In compenso abbiamo visitato l’azienda agricola Orna, gestita da una appassionata coppia che, con continuità e attenzione, persevera con una gestione agricola diversa a dimostrazione di come ci possa essere un reddito con un approccio più sostenibile, offrendo spazi anche alla biodiversità. Questa azienda agricola alleva bestiame da latte e da carne con gli animali che possono muoversi liberamente dall’interno all’esterno con spazi di movimento adeguati che garantisce il miglior benessere animale. A questa attività principale, Pierluigi e Valentina, hanno affiancato un lavandeto e la coltivazione di piante officinali, come Calendula ed Elicriso, producendo olii essenziali ma anche dando disponibilità per feste e attività didattiche sotto una pergola circondata da filari di lavande.

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Nelle tare di questa attività, cioè nei bordi dei campi coltivati a lavanda e officinali, hanno iniziato a mettere a dimora siepi autoctone ma anche piante erbacee da lasciare fiorire e quindi effettuando tagli limitati a garantire le fioriture. Bordi dei campi di qualche metro di profondità possono essere molto importanti per offrire cibo agli impollinatori, rifugio agli insetti utili ma anche protezione alle colture dal vento. Sono attenzioni fonte di una serie di benefici che indirettamente riducono spese per l’acquisto di prodotti fitosanitari e quindi vanno a migliorare anche la situazione di inquinamento diffuso di cui ben conosciamo dai report di istituti di ricerca come Ispra. Mantenere le attenzioni che stanno adottando in questa azienda è una attività impegnativa che va oltre l’attività reddituale e si configura come un vero e proprio servizio per la comunità offrendo benefici multipli sanitari, ambientali e di benessere generale. Pierluigi e Valentina, da appassionati quali sono, hanno continue visite di scolaresche che si immergono nel loro mondo entrando in contatto con gli animali, che essendo mantenuti liberi e senza restrizioni risultano più affabili e avvicinabili da parte dei bambini.

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Progetti Life come quello che abbiamo avuto modo di conoscere, toccando con mano aspetti concreti grazie a persone appassionate e attente come Pierluigi e Valentina, dovrebbero avere anche amministrazioni locali altrettanto impegnate, oltre a lanciare in modo roboante articoli e messaggi sui social, a dare continuità alle azioni iniziate, per esempio mantenendo la coerenza con una corretta gestione dei prati polifiti (secondo quanto previsto dalla pianificazione strategica del progetto, ovvero per garantire l’eterogeneità dei paesaggi rurali e urbani), ma anche assumendo un’attività di promozione per un coinvolgimento e diffusione delle buone pratiche in tutte le aziende agricole della zona affinché un lavoro così importante possa diventare una grande opportunità di rigenerazione ecologica del territorio.

Come contrastare l’avvelenamento degli animali? Ce lo spiega l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie nel video della serie “100 secondi”

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Gli avvelenamenti animali possono avere origine accidentale oppure dolosa. Il Ministero della Salute negli anni ha rinnovato una specifica ordinanza che vieta l’utilizzo e la detenzione di esche e bocconi avvelenati: il loro spargimento sul territorio è un reato penalmente perseguibile. Ma cosa fare per prevenire l’avvelenamento accidentale o doloso del proprio animale? Come comportarsi se si rinviene un’esca avvelenata? Come riconoscere i segni di un possibile avvelenamento? E cosa fare in caso un animale presenti questi segni? Tutte le risposte in questo in questo video della serie «100 secondi» realizzato dal Laboratorio comunicazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.