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29 luglio 2022, incontro serale di saluto prima dello stop estivo al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) all’insegna della musica e del buon mangiare

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Un incontro di saluto sull’aia, prima della pausa estiva, con musica e pasta e fagioli, quello proposto per stasera, venerdì 29 luglio 2022 ai soci Argav in collaborazione con l’Associazione Wigwam al Circolo di Campagna Arzerello di Piove di Sacco (Pd).

La “menestra de fasoi” nella versione fredda estiva è quella classica veneta con battuto di lardo della Saccisica, preparata per l’occasione dal padrone di casa, il giornalista e chef Efrem Tassinato. Una ricetta selezionata e pubblicata nel libro “Pasta & Fagioli – un piatto italiano” recentemente edito col patrocinio della Federazione Italiana Cuochi per i tipi di Studio Verde Editore e Consorzio Zafferano. La summa per questo piatto molto veneto ma anche italiano, che ha raccolto le proposte – tradizionali e magari rivisitate o totalmente creative – dei migliori 69 chef italiani.

La musica sarà invece ad opera di Andrea Vettoretti, chitarrista di fama internazionale che presenterà ai presenti un’anteprima del suo nuovo CD  “Quantum one” dedicato all’Universo ed ai suoi suoni. Un’interazione con i suoni cosmici dove tradizione e innovazione si uniscono per ottenere suggestioni sonore ed emozioni. Un onirico percorso musicale dall’ inizio dei tempi, dalla prima luce dell’Universo, per riscoprire alla fine la grande bellezza del Pianeta Blu, la nostra casa. “Una serata tra amici e colleghi che, in specie, si occupano di informazione e comunicazione specializzata e quindi, in prima linea nella tutela degli eco-sistemi e per il contrasto ai cambiamenti climatici. Categoria particolarmente sotto stress per tutte le emergenze ambientali che tutti oramai iniziano ad avvertire sulla propria pelle” dice Fabrizio Stelluto, presidente Argav, aggiungendo poi che, per riprendere fiato e slancio non vi sia di meglio che una pausa in compagnia, in un luogo tranquillo, con qualche leccornia della tradizione da assaggiare e un po’ di musica non frastornante e riflessiva da ascoltare.

Non è prevista una quota di partecipazione ma solo essere in regola con le quote associative ad ARGAV e/o FNSI e Wigwam, con possibilità di rinnovo o nuova adesione anche nell’occasione e fino ad esaurimento dei posti disponibili. Info e prenotazioni: arzerello@wigwam.it WhatsApp +39 333 3938555

Assemblea Argav di approvazione dei bilancia stasera on line

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Giovedì 28 luglio 2022 è convocata in modalità on-line l’Assemblea Argav per l’approvazione dei bilanci in prima convocazione  alle ore 6.00 ed  in seconda convocazione alle ore 18. L’Ordine del giorno è il seguente: insediamento organi assembleari, relazione del Presidente, discussione ed approvazione bilancio consuntivo 2021, discussione ed approvazione bilancio preventivo 2022, varie ed eventuali.

Nuova Pac, gli europarlamentari promettono battaglia

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Adeguare la Pac al nuovo contesto geopolitico, soprattutto in tema di fitofarmaci, utilizzo dei terreni destinati a greening e di nuove tecniche genomiche. Promettono battaglia a Bruxelles sulla riforma della Politica agricola comune, che entrerà in vigore da gennaio 2023, gli europarlamentari Herbert Dorfmann, Paolo De Castro, Mara Bizzotto, Paolo Borchia e Sergio Berlato, che hanno partecipato all’incontro promosso da Confagricoltura Veneto sulle problematiche dell’agricoltura aggravate dal conflitto in Ucraina.

Gli europarlamentari hanno chiarito che non ci sarà alcun rinvio della Pac, ma che sarà necessario un adeguamento al nuovo contesto geopolitico che si è determinato con la guerra, i problemi logistici e i costi energetici andati alle stelle. “Faremo una battaglia tutti insieme sul nuovo regolamento sui fitofarmaci – ha chiarito Paolo De Castro-, affinché vengano prima fornite alternative agli agricoltori e solo dopo si prosegua nella direzione della diminuzione dei prodotti. Per quanto riguarda le aree di interesse ecologico, annuncio che sarà data la possibilità di coltivarle per un altro anno. Punteremo i piedi, infine, anche sulle new genomic tecnics. Bisogna chiarire per una volta per tutte che sono cosa diversa dal Frankenstein food: la mutagenesi senza innesti è diversa dalla transgenesi. L’Italia è all’avanguardia: abbiamo già tecniche pronte ad essere messe in campo, come i vitigni resistenti alle malattie. Peccato che ancora non si possano applicare perché manca un testo europeo autorizzativo”. Herbert Dorfmann ha chiarito che la nuova Pac non è da smantellare: “È stata discussa per anni e qualche passo in avanti l’abbiamo fatto. È vero, però, che alcuni elementi stridono con la realtà che nel frattempo è andata delineandosi. Quindi dovremo introdurre nuove misure affinché non venga messa a rischio la nostra produzione agricola. Anche se ritengo sbagliato puntare all’autosufficienza: l’industria alimentare europea e italiana vantano un’alta qualità ed efficienza, ma hanno bisogno di prodotti da altri Paesi”. Mara Bizzotto ha ricordato di aver sempre guardato con preoccupazione alla strategia Farm to work, “perché si parte dal principio che gli agricoltori inquinano e perciò bisogna farli produrre meno. Ma è una follia, perché così aumenteranno i costi di produzione e dovremo importare ancora di più dai Paesi extraeuropei. Per bloccare queste normative suicide dobbiamo mettere insieme una maggioranza di buon senso, al di là delle appartenenze partitiche, che abbia i numeri per bloccare al Parlamento Ue strategie come quella sui fitofarmaci o sulla nutri-score, l’etichetta a semaforo”. Concorda Sergio Berlato: “Non essersi resi conto che negli ultimi tre anni il mondo è cambiato vuol dire essere marziani – sostiene -. La Pac e il Farm to work sono superati e vanno cambiati, perché gli indicatori ci dicono che in autunno arriverà una grave crisi economica e occupazionale. No, quindi, a scelte folli che vanno a smantellare le filiere produttive, facendoci diventare sempre più dipendenti dagli altri Paesi”. Infine Paolo Borchia, che essendo componente della Commissione industria, ricerca ed energia offre una chiave di lettura diversa. “Bisogna lavorare su una maggiore autonomia energetica, per recuperare il gap causato dalle scelte sbagliate compiute negli ultimi trent’anni dal nostro Paese. Il piano europeo del Green Deal contribuirà a tenere alti i prezzi sia delle materie prime, che dei prodotti energetici. Serve un maggior coraggio dei gruppi politici per cambiare rotta e porre mano a un impianto troppo restrittivo, che andrà a mettere in difficoltà i nostri operatori”.

“Siamo preoccupati per l’applicazione della nuova Pac – ha detto Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -, licenziata in un momento in cui non si sapeva che si stava andando verso cambiamenti repentini. La pandemia, il conflitto in Ucraina, i rincari delle materie prime e dei costi energetici, la siccità e le temperature mai elevate in Veneto come oggi obbligano gli agricoltori a fare i conti con una realtà molto più difficile e complessa, di cui anche l’Europa dovrebbe tenere conto. Siamo d’accordo con il principio della sostenibilità, ma occorre garantire il livello produttivo e la competitività aziendale.  La Politica agricola comunitaria va attualizzata e modulata con normative meno restrittive e potenziando la ricerca, che deve fornire risposte e soluzioni per adattare l’agricoltura ai cambiamenti climatici”. Concetti ribaditi da Anna Trettenero, presidente di Confagricoltura Vicenza, che ha chiesto un cambio di paradigma sul mondo agricolo, “perché nessuno più di noi può sequestrare l’anidride carbonica nel terreno, con grandi benefici per l’ambiente e la comunità” e per Confagricoltura nazionale dal vicepresidente Giordano Emo Capodilista e da Cristina Tinelli, dell’ufficio di Bruxelles. “L’Europa deve ricordare che non siamo giardinieri, ma agricoltori. Chiederci di produrre meno per favorire l’import da altri Paesi o la produzione di cibo in laboratorio sarà la fine del nostro agroalimentare”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Siccità estate 2022. Alpeggi senza acqua e fieno, prati secchi e fontanili prosciugati, Coldiretti lancia sos animali in oltre 600 malghe venete 

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È emergenza siccità negli alpeggi, con i pascoli che sono sempre più secchi e le pozze per abbeverare gli animali asciutte a causa della mancanza di pioggia e delle alte temperature. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sulla situazione in montagna, in riferimento all’ultima ondata di caldo che coinvolge anche i monti veneti.  “Una situazione drammatica sui pascoli in altura, che coinvolge il territorio bellunese, quello vicentino e la Lessinia con prati secchi che costringono greggi e mandrie  a spostarsi sempre più in alto, o dentro nei boschi, per fuggire al caldo anomalo. Con le fonti d’acqua in affanno  gli animali che rischiano di non avere da bere e in alcuni casi vengono dissetati da rifornimenti di emergenza trasportati con gli elicotteri, con le autobotti e con le cisterne trainate dai trattori”.

Oltre che in pianura gli effetti del cambiamento climatico si fanno sentire anche in montagna, con un profondo cambiamento del paesaggio dai pascoli ai ghiacciai. Oltre 600 malghe punto di presidio degli allevatori e meta di migliaia di turisti registrano difficoltà dovute al climaMolti imprenditori agricoli stanno valutando il ritorno a valle forzato e anticipato di diverse settimane per la difficoltà di approvvigionamento del fieno necessario per sfamare gli animali. Negli alpeggi in difficoltà per scarsità d’acqua e prati pascoli secchi è scattata la solidarietà fra gli agricoltori per ospitare pecore e bovini in stalle situate più in alto. “La situazione dei pascoli in montagna è critica – aggiunge Coldiretti Veneto  – e in diverse zone si sta procedendo anticipatamente con il secondo taglio di fieno, per salvare il salvabile, visto che dal punto di vista della quantità si sta raccogliendo il 40% del foraggio, che molte aziende sono costrette ad acquistarlo a prezzi altissimi, quando riescono a trovarlo”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

20 azioni virtuose per sprecare meno acqua 

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Sprecare meno acqua dovrebbe essere una buona regola da seguire sempre, ma ora più che mai è diventata un’esigenza imprescindibile. La drastica riduzione delle precipitazioni dallo scorso autunno a oggi sta portando a una condizione di sofferenza idrica il nostro Paese, non solo il centro Nord (il Po è ai minimi storici e sono in crisi anche i laghi): infatti, questo trend si sta spostando verso Sud. A questo si aggiunga poi che la disponibilità di risorsa idrica nell’ultimo trentennio 1991-2020 si è ridotta del 19% rispetto al 1921-1950 (fonte Ispra).

Cosa fare? Se da una parte occorre intervenire per efficientare una rete acquedottistica che perde in un anno il 41,2% dell’acqua immessa (dati Arera riferiti al 2021), d’altro canto occorre anche agire per risparmiare acqua nei settori produttivi e a livello domestico. Gli sprechi, infatti, hanno impatti negativi non solo sul consumo di acqua, ma anche di combustibili. Ecco quali comportamenti virtuosi suggerisce ENEA per ridurre gli sprechi. 1) Mantenere efficiente l’impianto idrico e verificare la presenza di perdite occulte (con un rubinetto che gocciola si perdono fino a 5 litri al giorno). 2) Chiudere bene il rubinetto per evitare che l’acqua scorra inutilmente: mentre ci stiamo lavando le mani (in un minuto evitiamo lo spreco di almeno 6 litri d’acqua), i denti (se lasciamo scorrere l’acqua, sprechiamo fino a 30 litri, solo 1,5 litri se non la lasciamo scorrere), durante la rasatura (risparmio fino a 20 litri). 3) Raccogliere l’acqua fredda non utilizzata quando si attende di ricevere quella calda; effettuare prima le operazioni che richiedono acqua fredda (per esempio per lavarsi i denti) e poi quelle che richiedono acqua calda (per esempio per farsi la barba). 4) Stesso consiglio in cucina: per le operazioni di preparazione degli alimenti o il lavaggio della verdura usare le bacinelle anziché l’acqua corrente. Si calcola che per bere e cucinare vengano consumati circa 6 litri di acqua al giorno pro capite e per lavare i piatti a mano almeno 40 litri. Tuttavia lo spreco può arrivare anche a 12 litri al minuto se non si chiude il rubinetto. 4) Riutilizzare l’acqua di cottura della pasta o del lavaggio delle verdure per sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie o per annaffiare (quando non è salata) .5) Utilizzare lavastoviglie e lavatrici sempre a pieno carico. Per un carico di lavastoviglie (classe A) senza prelavaggio vengono utilizzati fino a 15 litri (7 litri in classe A+++), mentre per uno di lavatrice (classe A) si impiegano 45 litri. Preferire inoltre programmi di lavaggio a temperature non elevate (40-60 °C). Inoltre, con l’installazione di pannelli solari si eviterebbero i consumi elettrici per scaldare l’acqua necessaria agli elettrodomestici. 6) Preferire, quando possibile, rubinetti con sensori o con rompigetto aerato che riducono il flusso dell’acqua e hanno maggiore efficacia di lavaggio, avendo cura di mantenerli in efficienza. 8) Installare sciacquoni a doppio tasto per risparmiare anche 100 litri al giorno (a ogni utilizzo di modelli con un solo pulsante si usano fino a 16 litri di acqua).
8) Scegliere la doccia invece che la vasca, risparmiando così fino a 1.200 litri all’anno. Si stima che per fare un bagno in vasca si consumino mediamente fra i 100 e i 160 litri di acqua, mentre per fare una doccia di 5 minuti se ne consumano al massimo 40 litri, ancora meno se si chiude il rubinetto quando ci si insapona. 9) Chiudere l’impianto centrale in caso di periodi prolungati di mancato utilizzo (per esempio, quando si parte per le vacanze). 10) Installare sistemi di raccolta per l’acqua piovana per usi non potabili (lavaggio toilette, lavaggio auto) e per innaffiare, evitando di farlo nelle ore calde per ridurre l’evaporazione. In Italia cadono mediamente circa 800 mm di pioggia l’anno: questo significa che su una superficie di circa 80 m2 si può raccogliere l’acqua necessaria per una persona per un anno. 11) Utilizzare per l’irrigazione sistemi temporizzati, a goccia o in subirrigazione, in virtù della loro maggiore efficienza. 11) Evitare di lavare la propria auto con acqua potabile. 12) Coprire la superficie delle piscine con teli per evitare l’evaporazione. 13) Recuperare l’acqua di condensa dei condizionatori o dell’asciugatrice, per usi domestici. 14) Diversificare l’uso dell’acqua a seconda della sua qualità (potabile, piovana, grigia, nera). 15) Utilizzare, ove possibile, tecnologie per il riutilizzo delle acque grigie, cioè delle acque generate dalle operazioni di igiene personale. Un impianto dedicato al riciclo delle acque da docce, lavabi e vasche e, in alcuni casi, dalle condense dei condizionatori o dalle caldaie ne garantisce il trattamento per il successivo impiego per usi “secondari”, come lo sciacquone del water, l’irrigazione delle aree verdi, le operazioni di lavaggio. 16) In giardino, attorno alle piante, effettuare un’adeguata pacciamatura in modo da mantenere il più possibile l’acqua nel terreno; inoltre preferire piante che necessitano di minori quantità di acqua e fare attenzione a non irrigare zone impermeabili. 17) Installare coperture vegetali sui tetti e giardini pensili. Si tratta di soluzioni che permettono di assorbire fino al 50% di acqua piovana e di rallentare il deflusso della pioggia nel sistema idrico della città, riducendo la possibilità di allagamenti in caso di forti precipitazioni. I tetti verdi favoriscono inoltre l’isolamento termico del tetto, riducono le polveri sottili e favoriscono un microclima più gradevole. 18) Nelle superfici esterne agli edifici utilizzare pavimentazioni drenanti al fine di conservare la naturalità e la permeabilità del sito, favorire la ricarica delle falde, ridurre la subsidenza e mitigare l’effetto noto come isola di calore.

I costi energetici dell’acqua. Qual è l’impatto del consumo d’acqua? I costi energetici dell’acqua, in base ai consumi per persona o per anno sono (dati Enea): doccia: 25.000 litri di acqua – 320 litri di petrolio; bagno: 50.000 litri di acqua – 620 litri di petrolio; rubinetto tradizionale: 40.000 litri di acqua – 240 litri di petrolio; rubinetto a risparmio d’acqua: 23.400 litri di acqua – 150 litri di petrolio; lavatrice tradizionale: 4.700 litri di acqua – 55 litri di petrolio; lavatrice a basso consumo: 2.600 litri di acqua – 40 litri di petrolio; lavastoviglie tradizionale: 7.300 litri di acqua – 250 litri di petrolio; lavastoviglie a basso consumo: 3.650 litri di acqua – 160 litri di petrolio.

Fonte: Viverelacasaincampagna.it

West Nile, meno zanzare, grazie, questa volta, alla siccità, ma l’attenzione rimane alta

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Anche quest’anno il virus della West Nile (WNV) ha fatto la sua comparsa nelle zanzare, negli animali e nell’uomo. Fin dalla prima osservazione nel 2008 in Veneto, la sua circolazione è stata evidenziata tutti gli anni fino ad oggi; il 2018 è stato un anno caratterizzato da un’intensa circolazione virale, con numerosi casi negli animali e nell’uomo e molti ritrovamenti di zanzare positive al virus, mentre gli anni successivi sono stati relativamente “tranquilli” con meno casi a tutti i livelli.

Anche se siamo ancora a metà stagione (il periodo estivo è quello dove si registrano i casi d’infezione, che corrisponde al periodo di attività delle zanzare) si evidenzia un elevato tasso di positività per WNV in zanzare catturate in tutta l’area della Pianura Padana. Finora (metà luglio 2022) è stato trovato un numero di pool di zanzare positivi pari alla totalità di quelli trovati durante tutto il 2021. Tali evidenze indicano un’elevata circolazione del virus nell’ambiente, confermata anche dal ritrovamento di uccelli positivi. Fortunatamente il numero di zanzare presenti quest’anno è inferiore allo scorso anno e al 2018. La siccità è la principale causa del ridotto numero di zanzare, in quanto vengono a mancare molti ristagni e raccolte d’acqua che vengono usati dalle zanzare per deporre le uova e dalle larve di svilupparsi.

Allo scopo di prevenire la circolazione virale anche nell’uomo, negli anni è stato messo a punto un sistema di sorveglianza integrata su tutto il territorio nazionale, descritto nel Piano Nazionale Arbovirosi 2020-2025, che consente di attivare un dispositivo di allerta rapida ed effettuare lo screening di tutti i donatori di sangue e organi per WNV, al fine di evitare la trasmissione del virus con trasfusioni e trapianti. In aggiunta, la Regione del Veneto ha istituito piani regionali che definiscono le attività sanitarie di Aziende ULSS, Comuni e Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), nei rispettivi settori medico e veterinario, comprese quelle di controllo ordinario e straordinario delle zanzare. La Regione Veneto ha già emesso una circolare diretta a tutte le Aziende Sanitarie con l’indicazione di rafforzare le attività di sorveglianza entomologica e di controllo delle attività di disinfestazione per fronteggiare l’elevata circolazione virale osservata. Si ricorda che la malattia può essere tramessa all’uomo tramite la puntura delle zanzare. Pertanto è importante ricordare alla popolazione di proteggersi dalle punture di questi insetti e di evitare di lasciare raccolte d’acqua accessibili alle zanzare.

Fonte: Servizio stampa Istituto Zooprofilattico delle Venezie

18-22 luglio 2022: con Wigwam un ponte gastronomico tra Italia e Turchia

Efrem Tassinato 13 novembre 2021

Nell’ambito del programma di interscambio internazionale tra le Comunità Locali equo-sostenibili Wigwam, nei prossimi giorni – col sostegno del programma EU per il dialogo nella società civile – una delegazione di operatori della cultura, del turismo e della ristorazione della Turchia sarà a Padova e Venezia.

Il programma inizierà lunedì 18 luglio con una visita a piedi e in barca alle attività della Comunità Locale Wigwam di Venezia. Martedì, 19 luglio, facendo base ad Abano Terme (PD) si terrà il workshop dedicato alla cucina della regione di Adana con chef turchi da remoto e chef italiani presso i loro ristoranti in Italia. Attività cui potranno collegarsi quanti altri richiederanno il link di connessione a direzione@wigwam.it. La delegazione sarà quindi in visita guidata al patrimonio agro-alimentare, ambientale e culturale nel territorio del Parco Naturale Regionale dei Colli Euganei e impegnata in incontri con istituzioni e consorzi dell’area termale.

Mercoledì 20 luglio, col supporto della Comunità Locale Wigwam della città di Padova, la delegazione sarà accolta al Palazzo Municipale cui seguirà una visita guidata al Palazzo della Ragione e un incontro coi responsabili settore turismo di Padova. La visita ad alcune attività artigianali e commerciali del settore alimentare di alta gamma nel centro storico, introdurranno all’incontro presso la Camera di Commercio di Padova dove sarà ricevuta da Roberto Crosta, segretario generale, Laura Favaretti, responsabile Padova Convention & Visitors Bureau (Consorzio DMO – Destination Management Organization Turismo Padova) e da Andrea Galeota, responsabile del Servizio Promozione. In serata, infine, tappa conclusiva alla sede nazionale di Wigwam presso il Circolo di Campagna Arzerello di Piove di Sacco, dove sarà il presidente Efrem Tassinato, socio Argav e tesoriere Unaga (nella foto in alto), a fare gli onori di casa e a guidare il gala sull’aia con la presentazione della delegazione e dell’offerta di prodotti tipici e della cucina tradizionale dei Monti del Tauro (Turchia) e viceversa, a rappresentanti del Triveneto del mondo dell’enogastronomia, del turismo, della cultura e delle istituzioni con  anche la degustazione di piatti turchi e preparazioni della cucina locale veneta.

Fonte: Servizio Stampa Wigwam

Ais Veneto: Gianpaolo Breda è il nuovo presidente

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Già consigliere regionale e delegato per la provincia di Venezia con la sua lista “Vino e Cultura. Avanti tutta!”, Gianpaolo Breda è stato eletto nuovo presidente regionale dell’Associazione Italiana Sommelier Veneto. Breda ha raccolto 1225 voti, espressi per la prima volta con il voto elettronico.

Il direttivo regionale. Accanto a lui, per il mandato 2022-2026, la squadra composta dai consiglieri regionali Giancarlo Cestaro, Emanuela Pregnolato, Sergio Castagna, Marco Visentin e Marco Comunian e dai delegati provinciali Lorena Ceolin per Venezia, Rossano Moretto per Padova, Luca Grezzani per Vicenza, Paolo Bortolazzi per Verona, Wladimiro Gobbo per Treviso, Ivan Del Puppo per Belluno e Giovanni Geremia per Rovigo. All’organo di controllo dei Revisori Legali sono stati nominati invece Bettina Solimando (Verona), Mauro Carazzai (Belluno) e Alberto Matteazzi (Vicenza).

Fonte: Garantitaly.it

La Commissione europea sostiene gli agricoltori dell’UE attraverso i fondi per lo sviluppo rurale e intensifica il monitoraggio dei mercati agricoli

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La Commissione europea ha presentato lo scorso 20 maggio una misura eccezionale finanziata dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) per consentire agli Stati membri di versare una somma forfettaria una tantum agli agricoltori e alle imprese agroalimentari colpite da aumenti significativi dei costi dei fattori di produzione. La misura fa seguito al pacchetto di sostegno da 500 milioni di euro per gli agricoltori dell’UE adottato il 23 marzo scorso nel quadro della comunicazione “Proteggere la sicurezza alimentare e rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari”.

Una volta adottata dai legislatori, la misura consentirà agli Stati membri di decidere di destinare i fondi disponibili fino al limite del 5% del loro bilancio FEASR per il periodo 2021-2022 al sostegno diretto al reddito degli agricoltori e delle piccole e medie imprese attivi nella trasformazione, nella commercializzazione o nello sviluppo dei prodotti agricoli. Gli Stati membri sono tenuti a destinare questo sostegno ai beneficiari maggiormente colpiti dalla crisi attuale e impegnati nell’economia circolare, nella gestione dei nutrienti, nell’uso efficiente delle risorse o nei metodi di produzione rispettosi dell’ambiente e del clima.

La Commissione sta inoltre intensificando il monitoraggio dei principali mercati agricoli colpiti dall’invasione russa dell’Ucraina. Gli Stati membri dovranno comunicare alla Commissione il loro livello mensile di scorte di cereali, semi oleosi, riso e sementi certificate di tali prodotti detenute da produttori, grossisti e operatori pertinenti. La Commissione ha inoltre presentato un quadro interattivo che fornisce statistiche aggiornate e dettagliate su prezzi, produzione e commercio di frumento da farina, granturco, orzo, colza, olio di girasole e semi di soia a livello dell’UE e mondiale. Questo fornisce agli operatori di mercato un quadro tempestivo e accurato della disponibilità di prodotti essenziali per alimenti e mangimi.

Fonte: Commissione europea rappresentanza in Italia

La laguna di Venezia non è più mare, raggiunto l’obiettivo del Progetto Life Lagoon Refresh coordinato da Ispra per ripristinare l’habitat naturale lagunare

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Lo scorso 7 luglio sono stati presentati a Venezia i risultati finali di Life Lagoon Refresh, progetto europeo coordinato da ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), partito nel 2017 con lo scopo di ricreare nella laguna di Venezia zone a bassa salinità e favorire, tramite l’immissione di acqua dolce dal Sile, la ri-colonizzazione di circa 20 ettari di canneto e il ripopolamento di numerose specie ittiche e di uccelli.

I cambiamenti avvenuti nella flora e nella fauna lagunare. Nonostante le difficoltà incontrate in questi anni come l’alta marea eccezionale del 12 novembre nel 2019, la pandemia dal 2020 e negli ultimi mesi la siccità, i risultati sono stati raggiunti: il gradiente salino è stato ripristinato e i livelli di salinità (prima degli interventi superiori a 30 in tutta l’area di progetto) sono scesi a valori inferiori a 15 in un’area di 25 ha. In Laguna di Venezia è tornata l’acqua dolce, per cui si rivedono le specie tipiche di questo habitat, anche di interesse conservazionistico, come il ghiozzetto cenerino e quello di laguna, pesci caratteristici degli ambienti lagunari a bassa salinità. Tornano a popolare l’area anche molti esemplari giovani di cefali che utilizzano gli ambienti lagunari dissalati come nursery. Anche la vegetazione è in fase di trasformazione: nell’area vicina al punto di immissione dell’acqua la dominanza delle specie alofile delle barene sta lasciando il posto al canneto che ha ormai attecchito in tutte le aree con salinità idonea e si sta progressivamente diffondendo intorno alle zone di trapianto. Tra settembre e ottobre 2021 si è assistito alla fioritura dell’Aster Tripolium e da giugno 2022 l’Inula tinge di giallo i bordi delle barene più dissalate. Ottimi i risultati ottenuti anche con le piante acquatiche sommerse (Zostera marina, Zostera noltei, Ruppia cirrhosa) che oggi formano chiazze anche di parecchi metri di diametro.

Nei 4 anni e mezzo di monitoraggio il progetto Life Lagoon Refresh ha censito complessivamente più di 32.637 uccelli presenti nell’area di progetto e 128 specie delle quali 62 riferibili al gruppo degli uccelli acquatici. Dal 2018 ad oggi si è assistito ad un cambio nella composizione e abbondanza di varie specie all’interno della comunità ornitica, segnale tangibile a riprova di effetti positivi conseguenti all’apertura dell’acqua dolce. Inoltre, sono stati organizzati corsi di formazione sul riconoscimento dell’avifauna e sulla fotografia naturalistica, seminari e attività didattiche in aula e in campo. Complessivamente sono stati coinvolti oltre 1000 studenti delle scuole primarie e secondarie, ma anche delle Università di Padova e Venezia con seminari e attività didattiche in aula e in campo.

Progetto a tutto campo. Ma le e attività di Life Lagoon Refresh non si fermano: i partner saranno impegnati nella fase “After life” sia per quanto riguarda la gestione dell’opera idraulica, sia per le attività di monitoraggio ambientale in modo da continuare a verificare gli effettivi benefici. Al seguente link il Video del progetto “LIFE Lagoon Refresh: https://www.youtube.com/watch?v=Rnb0eX1j7EI

Fonte: Servizio stampa Ispra