• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

22 marzo, nella Giornata mondiale dell’acqua, Veneto protagonista del simposio nazionale dei Consorzi di bonifica con la videoconferenza “Terrevolute 2022-Il valore dell’acqua”

Terrevolute 2019

C’è molto Veneto nel convegno nazionale dedicato al “Valore dell’acqua” che vedrà riuniti, pur virtualmente, i Consorzi di bonifica di tutto il Paese lunedì 22 marzo In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, infatti, Anbi, l’Associazione Nazionale Consorzi di Gestione e Tutela delle Acque Irrigue, ha promosso la videoconferenza “Terrevolute 2022 – Il valore dell’acqua”, trasmessa in diretta dalle 14.15 sul canale Facebook di Anbi e rilanciata a livello regionale su Facebook.com/AnbiVeneto, nel corso della quale saranno introdotti i temi di Terrevolute 2022, il Festival della Bonifica ideato da Anbi Veneto e dall’Università di Padova, che dopo le prime 3 edizioni a San Donà di Piave (Ve) ha ormai a assunto un’importanza nazionale grazie all’approccio che unisce registri tecnico-scientifici e divulgativi nel trattare il rapporto tra acqua, uomo e ambiente.

Il 2022, del resto, sarà un anno molto importante per la bonifica italiana, ricorrerà infatti il centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete che nel marzo del 1922 pose a livello nazionale le basi di un nuovo modo di fare bonifica, unendo pratiche di sanificazione a pratiche di gestione delle acque a uso irriguo. Da qui, l’importanza di Terrevolute 2022, un festival che, sempre a San Donà di Piave – sotto il coordinamento dell’Anbi nazionale che sta coinvolgendo Università, organizzazioni, istituzioni di tutto il Paese – intende porre le basi per una nuova gestione sostenibile del territorio, partendo dalle acque di bonifica, così come il Congresso del 1922 pose le basi per la bonifica che conosciamo.

Il webinar rappresenta in questo senso un appuntamento da non perdere per una panoramica a 360° sulle tematiche che riguardano l’acqua trasportata dai fiumi e dalla rete idraulica minore. Tanti i temi trattati e i relatori coinvolti, tra i quali spiccano i veneti Giampaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Margherita Vanore, docente di progettazione urbana dello IUAV di Venezia, Maurizio Borin, docente del dipartimento di Agronomia dell’Università di Padova, nonché, sempre per l’Università di Padova, la curatrice di Terrevolute Elisabetta Novello. A fare gli onori di casa: il presidente e il direttore nazionali di Anbi Francesco Vincenzi e Massimo Gargano

Il webinar sarà diviso in due parti. La prima riguarda gli aspetti normativi e amministrativi: si parlerà di “Acqua e Costituzione” (Alfonso Celotto, Roma Tre), “Sostenibilità” (Carlo Pilia, Università di Cagliari), “Comunità Europea” (Paola Grossi, avvocato), “Fisco e incentivi per la valorizzazione delle risorse idriche” (Gabriele Sepio, Accademia Guardia di Finanza), “Programma MIUR 2021-2027” (Fabrizio Borin, Università di Padova). Nella seconda parte (inizio alle 17.00) si parlerà di paesaggio, comunicazione e innovazione tecnologica: “Paesaggio” (Margherita Vanore, IUAV), “Acque reflue” (Claudio Gandolfi, Università di Milano), “Irrigazione” (Marco Mancini, Politecnico di Milano), “Qualità delle acque” (Giuseppe Castaldelli, Università di Ferrara, Parma e Firenze), “Trasferimento tecnologico” (Carlo Maria Medaglia, Link Campus University).

Fonte: Servizio stampa Anbi Venet

Aumenta il fabbisogno idrico dell’agricoltura veneta, ma l’acqua irrigua fa bene a tutto il territorio

Per mantenere i suoi alti standard di qualità, l’agricoltura veneta necessita di una quantità d’acqua maggiore rispetto al passato. Questo è dovuto a due fattori: da un lato i sempre più lunghi periodi siccitosi causati dai mutamenti climatici, dall’altro l’estensione del periodo in cui le campagne necessitano di acqua, ben oltre la consueta stagione irrigua che inizia il 15 marzo e si conclude il 15 ottobre.” Ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi regionali di bonifica e irrigazione, nel webinar “Giornata dell’Irrigazione 2021” tenutosi ieri mattina in occasione dell’apertura della stagione irrigua 2021. 

Le principali sfide. “Per quanto riguarda la gestione della risorsa irrigua, non potendo utilizzare più risorsa di quanta già se ne utilizzi, è necessario efficientare la rete di distribuzione realizzando bacini di accumulo e provvedendo, ove necessario, alla riconversione dell’irrigazione a scorrimento in irrigazione a pressione – spiega Cazzaro –. Per far fronte alla sempre maggiore richiesta d’acqua nei periodi “pre” e “post” stagione irrigua è importante concordare con la Regione del Veneto una rimodulazione più flessibile dei prelievi dai grandi fiumi.” “Ma il concetto di “risparmio idrico” è fuorviante – precisa il presidente di ANBI Veneto -. L’acqua irrigua non è mai sprecata, anzi, da essa derivano fondamentali servizi ecosistemici a beneficio di tutti i cittadini”.

L’acqua trasportata dalla rete irrigua dei Consorzi di bonifica (27 mila km di canali, dei quali 8,7 mila km a uso irriguo e 10 mila km a uso sia di scolo sia irriguo; 600 mila ettari di territorio, pari a un terzo della regione, che necessita di irrigazione) oltre a nutrire le campagne svolge compiti di vivificazione ambientale dei corsi d’acqua, ricarica di falda, salvaguardia di biodiversità, produzione idroelettrica, attività produttive quali turismo, pesca, sport d’acqua. “È giusto parlare di efficientamento idrico, bene la riconversione degli impianti che permette di utilizzare fino al 50% in meno di acqua sulle coltivazioni, ma occhio a non sottrarre al territorio acqua vitale” chiosa il direttore di ANBI Veneto Andrea Crestani

Il contesto generale è quello profondamente condizionato dai mutamenti climatici. “Vi sono effetti del cambiamento climatico particolarmente evidenti sul territorio regionale, a partire da un aumento delle temperature di oltre 2 gradi – sia in inverno che d’estate – negli ultimi 50 anni  – ha spiegato Francesco Rech, tecnico di Arpav – . Per quanto riguarda le precipitazioni è complesso prevedere quale sarà il futuro andamento ma è necessario prepararsi a fronteggiarne la scarsità anche eventualmente a fronte di una concentrazione della piovosità in periodo non irriguo”. In questo contesto i finanziamenti previsti dal Recovery Plan sono di fondamentale importanza. “Il Recovery Plan è un treno da non perdere – ha affermato Crestani – , la Regione ha infatti accolto nel Piano Regionale per la Ripresa e Resilienza (PRRR) 13 schede progettuali dei Consorzi di bonifica riguardanti l’irrigazione per un valore di 345 milioni di euro. Cifre importanti che si sommano agli oltre 213 milioni di euro già ottenuti dai Consorzi negli ultimi 3 anni per l’ammodernamento della rete irrigua e si è già provveduto alla riconversione di 21 mila ettari”. “Nella Giornata dell’irrigazione 2021 vorrei prima di tutto ringraziare i Consorzi di bonifica per la vivacità dimostrata in occasione della redazione delle proposte relative a VAIA e al Piano di ripresa e resilienza (PRR) della Regione Veneto – ha affermato l’assessore Regionale all’Agricoltura Federico Caner – . In occasione della tempesta si sono impegnati da subito per sostenere le popolazioni colpite, realizzando successivamente importanti opere per garantire la sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio di competenza. Per quanto riguarda il Piano di ripresa e resilienza grazie al loro prezioso contributo sono stati stilati 21 progetti, relativi all’irrigazione e alla sicurezza idraulica, per un importo complessivo di 708 milioni di euro”.

Il canale LEB apre le paratoie. Il webinar, promosso da ANBI Veneto e dal Consorzio di Bonifica Lessinio Euganeo Berico (LEB), si è svolto in occasione dell’apertura delle paratoie del canale LEB, principale arteria irrigua del Veneto (48 km, 82 mila ettari serviti grazie a 34 derivazioni), a servizio delle campagne delle province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. Nel corso del webinar, spazio è stato dato alla diretta video, tramite drone, dell’apertura delle paratoie a Cologna Veneta (VR) dove il Consorzio LEB ha sede e dove il canale, che inizia a Belfiore (Vr), si intuba per proseguire sottoterra fino a Montegaldella (Vi) dove si immette nel Bacchiglione, portando quindi le sue acque fino a Chioggia.  “Il Consorzio LEB sta realizzando, attraverso un finanziamento di 20 milioni di euro ricadente nel Piano Invasi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 4,6 km di nuovo rivestimento del canale Adige Guà, oltre ad importanti interventi di controllo telematico dei sistemi di rilevamento delle portate – ha spiegato il presidente del Consorzio LEB Moreno Cavazza -. E’ stato di recente approvato dal Consiglio di amministrazione del Consorzio LEB il progetto esecutivo, di importo pari a 33 milioni di euro, per dare continuità all’opera di rifacimento del Canale per i restanti 8 km, con l’obiettivo di arrivare al rifacimento completo dell’infrastruttura irrigua”.  “Con la riapertura delle paratoie del Leb oggi si apre simbolicamente la stagione irrigua del Veneto – ha affermato l’assessore Regionale all’Agricoltura Federico Caner -. Un modello quello del Leb che, dalle problematiche conseguenti ai Pfas, alla valorizzazione della risorsa idrica nell’irrigazione di territori caratterizzati dalla presenza di colture di pregio, anche orticole, unitamente alle colture seminative legate alla presenza di un vivace settore zootecnico, vogliamo estendere all’intera regione.”

Il problema del deflusso ecologico. Nel corso della conferenza grande spazio ha avuto il tema del Deflusso Ecologico (DE), criterio previsto nella Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE, che definisce la portata minima d’acqua che deve essere mantenuta nei fiumi per preservarne caratteristiche, la flora e la fauna, e la cui effettiva applicazione è prevista dal 1° gennaio 2022. La criticità del DE è legata al fatto che il rispetto di tali valori, determinati rigidamente a livello comunitario, comporterebbe la riduzione, fino all’azzeramento, delle derivazioni della rete idraulica minore che innerva la stragrande maggioranza del territorio regionale garantendo agricoltura, vivificazione ambientale, paesaggio, produzione elettrica, turismo, sport, pesca, e soprattutto mitigazione degli effetti dei mutamenti climatici. “Condivido – ha concluso Caner – con i presidenti e i tecnici dei Consorzi la preoccupazione per l’evidente danno che il deflusso ecologico sta creando a tutto il territorio. Assicuro che anche su questo fronte siamo al loro fianco, per affrontare insieme le difficoltà per l’attività irrigua provocate dalla impulsiva applicazione della disposizione comunitaria”.  “L’acqua produce ambiente e territori – ha chiosato il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi – dobbiamo lavorare anche per le generazioni che verranno consapevoli che raccogliendo la sfida della sostenibilità possiamo rendere migliore anche il mondo in cui viviamo oggi”.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto e Consorzio di bonifica LEB

11-13 settembre 2020, a San Donà di Piave (VE) la 3a edizione di TerrEvolute, il Festival della bonifica

Torna TerrEvolute, il Festival della bonifica organizzato da Anbi Veneto, con i suoi 11 Consorzi di Bonifica, e dall’Università degli Studi di Padova, la cui terza edizione si svolgerà nelle giornate di venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre.

La manifestazione, dedicata ai temi dell’ambiente, dell’agricoltura, del paesaggio e, più in generale, al rapporto tra acqua e territorio, è un’occasione di incontro e confronto per gli operatori del settore ambientale e dell’agricoltura, ma si rivolge anche a tutti i cittadini coinvolgendoli in tanti eventi a loro dedicati, come spettacoli, mostre artistiche, presentazioni di libri, visite guidate e degustazioni gastronomiche. Un Festival che si pone obiettivi di tutto rilievo dunque, ma che cerca di coinvolgere e sensibilizzare su importanti tematiche anche i singoli cittadini, attraverso un grande mix di eventi, come spettacoli di piazza, incontri, presentazioni di libri, visite guidate, mostre artistiche, degustazioni ed e mercatini, realizzati con il coinvolgimento delle Organizzazioni Agricole. Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie anti Covid-19.

Questi i principali appuntamenti del Festival, tutti ospitati in p.zza Indipendenza e, in caso di maltempo, presso l’auditorium Leonardo da Vinci: venerdì 11, ore 21.30Un paese da raccontar” di e con Giovanni Digito, sabato 12, ore 21.30, “Il CaNminante”, di e con Mirco Artuso e Hanky Panky; domenica 13, ore 21.30AcquaDueO” di e con Banda Osiris e Telmo Pievani. Sempre in p.zza Indipendenza sabato 12, alle 18.30 si terrà l’incontro “Ca’ Corniani. Terre d’Avanguardia”, mentre domenica 13, alle 18.30, in Corte “Luigi Fasseta” nella sede del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (ingresso da p.zza Indipendenza) Andrea Pennacchi sarà protagonista di “Pojana e i suoi fratelli a Terrevolute”, con accompagnamento musicale di Giorgio Gobbo.

Tra gli anniversari che ricorrono quest’anno, oltre ad essere passati 5 anni dalla sottoscrizione dell’Agenda 2030, anche quello della Conferenza Cop21, che ha visto l’adozione dell’Accordo di Parigi sul clima, e della Conferenza di Addis Abeba sul finanziamento allo sviluppo. 5 anni sono gli anni trascorsi anche dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato sì”, secondo la quale l’ecologia integrale deve diventare un nuovo paradigma di giustizia. «Questa edizione in particolare sarà caratterizzata dal rapporto tra il mondo della bonifica e l’Agenda 2030» spiega l’Ideatrice e curatrice di TerrEvolute Elisabetta Novello, docente di Storia economica e di Storia ambientale presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, «il programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai 193 paesi membri dell’ONU, ha l’obiettivo di coinvolgere tutta la collettività per garantire una migliore qualità della vita in un ambiente tutelato. Contiene 17 obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile che raccolgono temi quali il rispetto per l’ambiente, il diritto a un lavoro dignitoso, consumo e produzioni responsabili, lotta contro il cambiamento climatico, energia pulita e accessibile, un’economia etica. Proprio su queste tematiche i tecnici e gli esperti del mondo della bonifica dialogheranno insieme con quello accademico».

Un percorso di confronto e studio che non si esaurisce con le giornate del Festival. «Proprio questo momento di confronto – continua Novello – sarà l’occasione e l’inizio di un lavoro che ci porterà al 2022, per festeggiare assieme il centenario del famoso convegno che nel 1922 ha segnato una tappa davvero importante per lo sviluppo della bonifica contemporanea». «Nel marzo del 1922, dal famoso congresso che si è tenuto a San Donà di Piave, è partita l’azione di bonifica integrata, che ha continuato a svilupparsi fino ai nostri tempi» aggiunge Francesco Cazzaro, presidente Anbi Veneto. «Per questa edizione ci siamo proposti di guardare al passato, per vedere cosa è cambiato e cercare di riprogrammare il futuro. E questo ci impegniamo a farlo con tutte le forze sociali e produttive che hanno qualcosa da dire e da proporre per i prossimi decenni. I consorzi di bonifica stanno toccando con mano cosa vuol dire sfruttare esageratamente il territorio, cementificarlo oltre la misura sostenibile. Ecco che il tema della sostenibilità diventa sempre più fondamentale. Lo vediamo quotidianamente nell’attività ordinaria e in quella straordinaria, trovandoci a fare i conti con le conseguenze di uno sfruttamento esagerato del territorio. Sfruttamento che ci porta poi a problematiche difficili da risolvere e da contenere». «TerrEvolute ha tra gli obiettivi anche quello di stimolare la partecipazione della società civile a un cambiamento non più differibile – conclude Novello –. È necessario avviare una profonda riflessione sull’opportunità di adottare un’etica ambientale per promuovere uno sviluppo sostenibile». La manifestazione è patrocinata da Ministero dell’Ambiente, Anbi, Regione del Veneto, Anci Veneto, Comune di San Donà di Piave, Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Siccità, appello Anbi Veneto a Regione: da rivedere modulazione derivazioni irrigue, in crisi idrica si disperde acqua dolce in mare

“È necessario che la Regione del Veneto riveda la modulazione delle derivazioni irrigue per far fronte alle rinnovate esigenze agricole e ai cambiamenti climatici in atto”. Ad affermarlo è Andrea Crestani, direttore di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce i consorzi di bonifica e irrigazione.

Cosa succede. “La disponibilità di risorsa idrica che i consorzi  possono prelevare dai fiumi è indicata in decreti di concessione regionali che risalgono a vari decenni fa – spiega – quando la situazione climatica era ben diversa da quella odierna. Tali decreti, nella loro rigidità, non collimano più con le esigenze del mondo agricolo; i parametri devono essere aggiornati per soddisfare le nuove esigenze delle campagne, prevedendo anche forme di flessibilità. È evidente, infatti, che l’aumento dei prelievi va fatto tenendo in considerazione la disponibilità della risorsa. Per esempio – continua Crestani – nel 2017 questa disponibilità non c’era perché oltre alla mancanza di precipitazioni, mancava anche la neve in quota, i fiumi erano in secca e il livello d’acqua nei bacini montani era al di sotto della media. Quest’anno, per lo meno in questo periodo, invece la disponibilità d’acqua c’è, i fiumi infatti sono in morbida grazie allo scioglimento delle nevi in alta quota e i bacini montani sono in media all’80 % della loro capacità d’invaso. Oltre al danno, dunque, la beffa: abbiamo bisogno di acqua nei campi e al contempo stiamo perdendo molta acqua dolce che dai fiumi va direttamente a mare”.

Il caso più esemplare è quello del canale LEB, il principale canale irriguo del Veneto, che deriva acqua dal fiume Adige e la distribuisce in un territorio di oltre 350 mila ettari tre le province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. “Il LEB in questi giorni – spiega il direttore di ANBI Veneto – sta prelevando 21 metri cubi d’acqua al secondo e, a inizio maggio, coerentemente con quanto previsto dal decreto regionale di concessione, potrà aumentare la derivazione fino a 25 metri cubi, ma è sempre troppo poco rispetto alle attuali necessità irrigue dell’agricoltura. In questo inizio di primavera il bisogno d’acqua delle campagne è pari a quello di giugno-luglio, ma d’estate la concessione di derivazione del LEB è di 34 metri cubi al secondo, stiamo dunque prelevando 10 metri cubi in meno rispetto a quanto previsto in un’analoga situazione, pur in un periodo diverso dell’anno. L’acqua nell’Adige c’è, ma non possiamo prelevarne a sufficienza, e la stiamo dunque perdendo in mare.”

L’appello lanciato da Crestani segue la riunione dell’Osservatorio per la crisi idrica istituito presso l’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali tenutasi venerdì 24 aprile nel corso della quale è stato riconosciuto lo scenario di “severità idrica bassa”: insomma possibile continuare a derivare acqua a uso irriguo, mentre è stato chiesto ai gestori idroelettrici dei laghi alpini di invasare tutta l’acqua possibile, mantenendo ovviamente un livello adeguato per far fronte a possibili rovesci. “È comunque da segnalare – spiega Crestani – che né l’amministrazione centrale, né quelle regionali hanno autorità per obbligare i gestori a invasare; i piani di riempimento e utilizzo
dell’acqua nei bacini alpini sono basati unicamente sulle esigenze legate alla produzione di energia idroelettrica”.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

29 novembre 2019, si parla di MOSE, laguna e buon governo delle acque alla conviviale Argav-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

foto di repertorio con Fabrizio Stelluto, presidente Argav in piedi, moderatore degli incontri al Wigwam

Domani, venerdì 29 novembre, alle ore 19, è in programma la consueta conviviale di aggiornamento Argav in collaborazione con Wigwam, che ci ospita per l’occasione in via Porto 8 ad Arzerello di Piove di Sacco (PD). Saranno con noi: Giovanni Cecconi, direttore Venice Resilience Lab per un aggiornamento sulla vicenda MOSE, Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, per un bilancio regionale di fine mandato sull’attività dei Consorzi di bonifica, Marco Santori, presidente Ethimos Foundation, per presentare il biodistretto di Amatrice, Ivan Furlanetto, itticoltore, per presentare l’attività dell’azienda agricola Sant’Ilario e Valle Miana Serraglia.

Parte dal Consorzio Leb il “piano anti-siccità” del Veneto

Entra nel vivo il grande progetto di efficientamento della gestione della risorsa idrica del Veneto, una sorta di “piano anti-siccità” che ha visto il sistema regionale della bonifica destinatario, nel 2018, di 161 milioni di finanziamenti ministeriali tra PSRN – Piano Sviluppo Rurale Nazional (MIPAAFT), Piano Invasi (MATTM e MIT) e Fondo per le infrastrutture Strategiche (MISE e MEF).

Prima opera interessata è il Canale Leb, principale arteria irrigua della regione che grazie a 20 milioni finanziati con il Piano Invasi potrà ricostruire la parte iniziale (circa 4.665 m in territorio veronese) arrivando a contenere le perdite idriche di oltre il 50% a beneficio di un territorio di 350mila ha tra le province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. È fissata per l’11 aprile alle 12 la scadenza della presentazione dell’offerta per gli appalti. Il cantiere aprirà in ottobre. “Grazie alla sinergia tra Anbi Veneto, Consorzi e Regione, il Veneto – spiega il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano – si è aggiudicato una cospicua quota di finanziamenti (il 20% di tutte le linee di finanziamento nazionali) la cui importanza emerge in tutta la sua chiarezza in questo periodo caratterizzato da una forte siccità che potrebbe avere effetti gravi sulle colture se perdurasse fino a metà aprile, ovvero con l’apertura della stagione irrigua”. “Serve un grande investimento, costante e prolungato negli anni, che può essere affrontato solo con risorse nazionali ed europee”, afferma l’assessore alle Politiche Agricole del Veneto Giuseppe Pan. “L’acqua sarà sempre più un bene prezioso e limitato: dobbiamo tutti imparare a farne un uso intelligente, controllando i consumi ed evitando gli sprechi, anche nell’uso domestico”.

Stato della risorsa idrica. “L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici per il Distretto delle Alpi Orientali, del quale fa parte anche Anbi Veneto, ha classificato la situazione attuale ad un livello diseverità idrica bassa” – ha spiegato il direttore di Anbi Veneto Andrea Crestani – in pratica, la domanda idrica è ancora soddisfatta, del resto non è ancora stagione irrigua, ma gli indicatori mostrano una tendenza verso valori meno favorevoli. In mancanza di precipitazioni rilevanti nei prossimi giorni, potremmo trovarci in seria difficoltà”. Nello specifico, secondo le rilevazioni Arpav, le precipitazioni in Veneto, al 15 marzo (ma non vi sono state precipitazioni significative nei giorni successivi), segnavano una media di 7,4 mm contro i 70 mm di media dell’intero mese (periodo di riferimento 1994-2018): situazione migliore nel bacino del Piave dove la percentuale arriva al 23%, situazione critica nella pianura centrale e meridionale con il 3%-5% delle precipitazioni mensili. Sotto la media anche le precipitazioni nevose e conseguentemente la copertura nevosa. Bisogna raggiungere i 1.700 metri (dato del 15 marzo) per avere almeno il 50% dei pendii innevati. L’indice di spessore medio neve al suolo (I-HSmed) è di 66 cm, contro il valore normale di 101 cm.
Superiore alla media è il livello del lago di Garda. In crescita anche il volume d’acqua invasato nei principali serbatoi del Piave, circa 120 mm³ corrispondenti al 71% del volume massimo invasabile (laghi di Pieve di Cadore, Mis e Santa Croce). In calo il volume invasato sul serbatoio del Corlo (che alimenta il Brenta) che segna il 41% del volume invasabile ed è sotto la media del periodo del 14%.

Per quanto riguarda le portate dei fiumi, i deflussi medi, al 15 marzo, risultano ovunque al di sotto della media del periodo: -6% sull’Adige; – 26% sul Brenta; -50% sul Bacchiglione; – 47% sul Po. Per quanto riguarda il Piave le sezioni montane presentavano al 15 marzo una percentuale sopra la media del periodo (+60% bacino del Boite; +34% il bacino Fiorentina), in calo invece il deflusso del torrente Sonna nel bacino prealpino del Piave (-22% rispetto alla media).

Il “piano anti-siccità”. Opere irrigue efficienti, in grado di distribuire la risorsa idrica con attenzione e contenere le perdite sono fondamentali per affrontare periodi siccitosi sempre più frequenti e lunghi. In quest’ottica, estremamente preziosi sono i 161 milioni di risorse ministeriali intercettati dai Consorzi di Bonifica del Veneto con la collaborazione della Regione. Tali risorse provengono da tre linee di finanziamento: 93 milioni provengono dal Piano di Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN) gestito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e Turismo); 23,5 milioni del Piano Invasi (Ministero Ambiente e Ministero delle Infrastrutture e Trasporti); 45 milioni provenienti dal Fondo per le infrastrutture strategiche (gestito da Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero Economia e Finanza). I 93 milioni del PSRN finanzieranno le seguenti opere: Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (€ 13.100.000) miglioramento della rete irrigua del Bacino di Brian e dei canali S. Osvaldo e Lison. Consorzio di Bonifica Piave (€ 20.000.000): miglioramento delle reti irrigue di Istrana, Paese, Quinto di Treviso, Arcade, Nervesa della Battaglia, Crocetta del Montello e Montebelluna. Consorzio di Bonifica Acque Risorgive (€ 16.228.000): recupero dell’efficienza irrigua del Canale CUAI (sigla del soppresso Consorzio Utenti Acquedotti Industriali) che interessa i comuni di Venezia, Quarto d’Altino, Mogliano Veneto e Casale sul Sile. Consorzio di Bonifica Bacchiglione (€ 4.550.000): ottimizzazione della capacità d’invaso e dei sistemi di telecontrollo della Riviera del Brenta. Consorzio di Bonifica Delta del Po (€ 19.404.974): adeguamento della rete irrigua di distribuzione dell’Isola di Ariano (Ro). Consorzio di Bonifica Veronese (€ 20.000.000): conversione irrigua dell’impianto a scorrimento con sollevamento meccanico di Palazzolo nei comuni di Sona e Bussolengo; conversione irrigua del vacino di Ca’ degli Oppi a Oppeano, Bovolone e Isola Rizza; conversione irrigua a Villafranca di Verona, Sommacampagna e Valeggio sul Mincio. I ca. 23,5 milioni del Piano Invasi interesseranno: Consorzio Leb (€ 20.000.000): rifacimento del fondo del canale nel tratto Adige-Gua per una lunghezza di 4.665 m. per un significativo contenimento delle perdite idriche. Delta del Po (€ 3.450.000): sistemazione del collettore Padano Polesano dalla conca di Volta Grimana alla chiavica emissaria per la sicurezza idraulica dell’unità territoriale di Porto Viro. I 45 milioni del Fondo per le infrastrutture strategiche interesseranno: il Consorzio Adige Euganeo per la realizzazione di un nuovo condotto irriguo per l’utilizzo delle acque dell’Adige portate dal Leb, in sostituzione delle derivazioni dal Fiume Fratta nelle province di Verona e Padova.

Il Leb: lavori strutturali di rifacimento della principale opera irrigua del Veneto.
In questo contesto il rifacimento di parte del canale Leb (Lessinio Euganeo Berico), finanziato con 20.000.000 del Piano Invasi è particolarmente significativo vista l’importanza dell’opera ad uso irriguo. Il Leb (Sede a Cologna Veneta – Vr) è un Consorzio di II Grado istituito per far fronte alle necessità irrigue dei Consorzi di Bonifica Adige Euganeo (con sede a Este- PD), Alta Pianura Veneta (sede a S. Bonifacio – VR), Bacchiglione (sede a Padova). Il comprensorio copre una superficie di 349.826 ettari. Preleva acqua pulita dell’Adige a Belfiore d’Adige (Vr) e le riversa sul Bacchiglione a Cervarese S. Croce (PD) in un percorso di 48,063 km. Attraversa 103 comuni tra le province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. Intersecandosi con il fiume Fratta Gorzone a Cologna Veneta (dove ha sede il Consorzio Leb) consente di diluirne le acque inquinate con acqua pulita. 42 opere di derivazione permettono l’irrigazione dell’ampio territorio attraversato. “I lavori interessano 4.665 m nel tratto iniziale denominato Adige -Guà – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica Leb Moreno Cavazza –, nello specifico si provvederà a sostituire le lastre del fondale aumentando sensibilmente l’impermeabilità: dagli attuali 4,8 m³/s di risorsa idrica persa oggi si scenderà a 2,06 m³/s, il risparmio idrico a lavori ultimati sarà di oltre 87,2 milioni di m³ all’anno. A beneficiarne saranno le colture e la vivificazione del Fratta, del Guà-Frassine e del Bacchiglione. Ridotti anche i prelievi dell’Adige”.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto e Consorzio Leb

Conto alla rovescia per la seconda edizione di Terrevolute | Festival della Bonifica (16-19 maggio 2019), focus sull’acqua fattore di rischio e opportunità di sviluppo per i territori

tour in bici per la visita ad un impianto idrovoro in occasione della prima edizione di Terrevolute/Festival della Bonifica

Dalla tempesta Vaia, che lo scorso autunno mise in ginocchio buona parte del Veneto, alla “sostanza organica”, fondamentale per rendere i terreni fertili e ottimizzare il consumo d’acqua in ambito agricolo. La seconda edizione di Terrevolute | Festival della Bonifica, organizzato da Anbi Veneto, con i suoi 11 Consorzi di Bonifica – Adige Euganeo, Adige Po, Acque Risorgive, Alta Pianura Veneta, Bacchiglione, Brenta, Delta del Po, L.E.B. (Lessinio Euganeo Berico), Piave, Veneto Orientale, Veronese – e dall’Università degli Studi di Padova, avrà luogo a San Donà di Piave (Ve) dal 16 al 19 maggio p.v., nel territorio del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, e sarà incentrata quest’anno sulle opportunità, le sfide, i rischi legati alla risorsa idrica.

Ideatrice e curatrice di Terrevolute è Elisabetta Novello, docente di Storia economica presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità. Il Festival rientra a pieno titolo fra le modalità attraverso le quali il settore interpreta la Settimana Nazionale della bonifica, iniziativa promossa da molti anni da Anbi Nazionale per sensibilizzare la cittadinanza sulla gestione attenta della risorsa idrica e sulla difesa del suolo. Tale iniziativa è declinata in ambito locale dalle Anbi Regionali e dai Consorzi di Bonifica. Prosegue, così, dopo il successo della prima edizione – oltre 5.000 visitatori, tour, spettacoli e convegni “sold out” – il percorso di avvicinamento alla celebrazione, nel 2022, dei 100 anni dal Primo Congresso Regionale per le Bonifiche Venete che si svolse a San Donà di Piave nel 1922. In quell’occasione venne sviluppata una nuova idea di bonifica, già maturata da alcuni anni, secondo la quale gli interventi di trasformazione di territori improduttivi e malsani dovevano essere coordinati fra di loro fin dalla prima fase progettuale: una ‘bonifica integrale’ che alle azioni tese al prosciugamento unisse quelle di sanificazione, di irrigazione, di fornitura di acqua potabile, di predisposizione di infrastrutture, di gestione dei bacini montani.

In programma. Confermata per l’edizione 2019 di Terrevolute la curatela artistica di Andrea Pennacchi, regista e attore teatrale e televisivo, che sta definendo il cartellone degli spettacoli – con la presenza di artisti di calibro nazionale – incentrati sul rapporto tra uomo e risorsa idrica. Confermato anche il format di successo della prima edizione, un mix di spettacoli di piazza, tavole rotonde, presentazioni di libri, progetti didattici, laboratori per i più piccoli, visite guidate, concerti, mostre, eventi gastronomici. Una programmazione articolata che si rivolge a cittadini ma anche agli addetti ai lavori, agli amministratori, agli studenti e che vuole sensibilizzare la cittadinanza sul ruolo cruciale di una corretta e oculata gestione della risorsa idrica.

Tra le novità della seconda edizione, il taglio scientifico del Festival. Già dall’inizio del 2019 alcune commissioni tecnico-scientifiche, composte da docenti universitari provenienti da diversi Atenei italiani ed esperti del mondo della bonifica, sono all’opera per produrre documenti programmatici su alcune tematiche di rilievo per lo sviluppo delle aree di bonifica. Durante il Festival il risultato delle Commissioni verrà presentato e discusso pubblicamente alla presenza di politici nazionali e locali, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, portatori di interesse. Tutti i documenti presentati saranno poi condivisi nel sito web. Quattro i temi affrontati: “Intervenire sul territorio per migliorare la gestione del rischio idraulico e geomorfologico” (giovedì 16 maggio, mattina); “A dieci anni dall’emanazione della l.r. 08/05/2009, n. 12: Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio” (giovedì 16 maggio, pomeriggio); “Paesaggio e turismo culturale: strategie per la valorizzazione del territorio” (venerdì 17 maggio, mattina); “La sostanza organica per migliorare le caratteristiche fisiche e idrologiche dei suoli agrari” (venerdì 17 maggio, mattina). Completa il programma scientifico la tavola rotonda a cura dei ricercatori under 40 anni di AISSA, Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie dedicata ad “Acqua e agricoltura” (venerdì 17 maggio, pomeriggio). Le iniziative scientifiche saranno anche valevoli per il conseguimento di crediti formativi degli iscritti agli ordini professionali.

Visite guidate. Sabato mattina avrà luogo l’evento “Università in Piazza”: 8 docenti dell’Ateneo patavino terranno delle brevi lezioni agli studenti delle scuole di San Donà in Piazza Indipendenza, introdotti da Andrea Pennacchi che, per l’occasione, interpreterà il ruolo di Galileo Galilei. Altro aspetto fondamentale, in continuità con la prima edizione, è il programma di tour in bici e bus nei luoghi della bonifica. Queste alcune tra le destinazioni delle visite guidate da personale del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale: Idrovora di Torre di Fine, Idrovora del Termine, Idrovora Valle Tagli, Azienda Agricola Tre Case, Idrovora di Cittanova, Ponte sostegno di Brian, Azienda agricola «La Fagiana», Azienda Genagricola di Ca’ Corniani, Ca’ Savio.

Mondo dell’istruzione. Tra le proiezioni che si terranno presso la sede del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale figurano il documentario sulla bonifica di Ca’ Corniani di Caorle (giovedì 18 maggio) realizzato dal Laboratorio di Storia Orale dell’Università di Padova, e il video realizzato presso l’Idrovora di Santa Margherita di Codevigo (Pd) dagli studenti del Master in sceneggiatura Mazzacurati dell’Università di Padova. Vi saranno anche iniziative dedicate alle scolaresche, con la lezione plenaria conclusiva del Progetto Scuola di Anbi Vento “Alla Scoperta del meraviglio Mondo dell’Acqua” che porterà a San Donà di Piave studenti da tutto il Veneto, e il progetto didattico del Consorzio Veneto Orientale “Tra altura e bassura, percorsi di bonifica”. Altre iniziative sono in fase di organizzazione con la collaborazione delle associazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura e CIA.

Organizzatori. “Il successo della prima edizione di Terrevolute dimostra quanto sia vivo l’interesse dei cittadini verso il territorio, un interesse che va inquadrato nel contesto generale di attenzione ai mutamenti climatici che vede l’alternarsi di lunghi periodi siccitosi a nubifragi – afferma Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto -. Da questa riflessione parte la seconda edizione del Festival che ha come focus l’acqua quale fattore di rischio e al contempo opportunità per i territori. I Consorzi di Bonifica del Veneto che gestiscono 26mila km di canali, 400 idrovore, servendo 4,5 milioni di cittadini su una superficie di 1,2 milioni di ettari, sono ben consapevoli che la vera ricchezza per un territorio sono cittadini informati e responsabili e Istituzioni attente ed efficienti. Il festival – continua Romano – nasce proprio con l’obiettivo, condiviso dall’Anbi nazionale, Università di Padova, organizzazioni agricole, comuni e Regione di mantenere vivo il dibattito sull’importanza di una gestione attenta della risorsa idrica.” «La tutela del territorio e il suo sviluppo sostenibile sono temi centrali per il nostro Ateneo – afferma il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto -. Ed è per questo motivo che siamo lieti di portare il nostro contributo a manifestazioni diffuse che puntano a sensibilizzare cittadinanza e studenti su argomenti sempre più cruciali». “TerreEvolute | Festival della Bonifica si propone come contenitore scientifico e culturale che ha come principale obiettivo quello di dare spazio e nuova linfa ai temi della sostenibilità e della tutela del territorio – spiega la prof.ssa Elisabetta Novello, curatrice del Festival . L’ambiente nel quale siamo ospiti è un patrimonio prezioso che merita di essere conosciuto, valorizzato e partecipato. La salvaguardia di tale ricchezza può essere garantita solo se tutti, ognuno negli ambiti di propria competenza, si impegnano nella realizzazione di azioni condivise”.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

 

Ambiente, Coldiretti e Anbi Veneto riuniscono il 7 marzo a Mestre (VE) gli amministratori dei Consorzi di bonifica del Veneto per parlare di autonomia finanziaria, autogoverno e sussidarietà orizzontale. A moderare la tavola rotonda il presidente Argav Fabrizio Stelluto.

Il biglietto da visita del sistema consortile veneto è fatto di una serie di numeri non indifferenti, a cominciare dai 12mila kmq di territorio servito (il 60% della Regione), dai quasi 5milioni di cittadini assistiti (l’89% della popolazione), 26mila km di canali irrigui e di scolo, circa 400 idrovore (delle 700 totali in Italia). Un esempio nazionale per professionalità, capacità d’intervento, progettualità e innovazione: il tutto sostanziato ulteriormente da conti in ordine, sprechi azzerati e senza oneri sul bilancio regionale.

Relatori della tavola rotonda. Con questa premessa, Coldiretti e Anbi Veneto convocano tutti gli amministratori dei Consorzi di bonifica per parlare di autogoverno, autonomia finanziaria e sussidarietà orizzontale quale modello virtuoso di gestione del territorio. L’appuntamento è per giovedì 7 marzo alle ore 10 a Mestre (VE) nella sala dell’hotel Laguna Palace (via Ancona 2). A confrontarsi sulle esperienze maturate, risultati raggiunti e sulle sfide di una realtà efficiente da sempre a  servizio della collettività, degli agricoltori e del paesaggio rurale ci saranno: Massimo Gargano, direttore Anbi, Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, Maria Rosa Pavanello, presidente dell’Anci Veneto, Onofrio Rota, segretario Generale Fai Cisl, Claudio Martino, avvocato dello Studio Legale Compagno. Dopo l’introduzione di Andrea Crestani direttore di Anbi Veneto, i lavori saranno aperti da Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto e chiusi da Pietro Piccioni, direttore regionale. La moderazione della tavola rotonda è affidata al presidente Argav, il giornalista Fabrizio Stelluto.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Obiettivo acqua: concorso fotografico aperto a tutti per raccontare il rapporto tra uomo, acqua e territorio, invio foto entro il 31 marzo

Il concorso fotografico “Obiettivo Acqua”, alla sua prima edizione, è promosso da Coldiretti con ANBI e Fondazione Univerde, con lo scopo di selezionare fotografie che presentino particolari caratteristiche artistiche e che valorizzino i molteplici e differenziati aspetti, ambientali e sociali, legati all’impiego dell’acqua dolce. La premiazione del Concorso gode del patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente (MATTM).

Le iscrizioni al concorso saranno attive sino al 31 marzo 2019. La risorsa idrica non rappresenta soltanto un fattore strategico per l’agricoltura italiana, per la produttività del settore e per la permanenza delle imprese agricole sul territorio, ma costituisce anche un imprescindibile elemento di qualità e di sicurezza alimentare. D’altra parte, l’accessibilità all’acqua, la disponibilità di risorsa in quantità e qualità adeguata, nonché l’efficienza idrica (intesa come complesso delle operazioni che riguardano l’irrigazione, dal prelievo alla fonte, all’efficienza nella distribuzione, fino all’efficienza nell’erogazione alle colture), garantiscono anche benefici economici, ambientali e sociali in termini di presidio del territorio, difesa idrogeologica, conservazione della biodiversità, mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici. Con il Concorso in oggetto, le Organizzazioni promotrici intendono anche valorizzare e promuovere la conoscenza delle peculiarità dei sistemi irrigui collettivi italiani ed il valore aggiunto e le esternalità positive derivanti dall’impiego dell’acqua in agricoltura, in termini ambientali, paesaggistici, di tutela del territorio, di multifunzionalità delle imprese agricole e di sviluppo rurale. Dettagli e regolamento si trovano su www.obiettivoacqua.it.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

1 dicembre 2018, per la prima volta a Venezia si tiene il Consiglio nazionale Unaga, ospitato dal Sindacato Giornalisti Veneto, Anbi Veneto e Confartigianato Veneto. Al termine dell’incontro, nella sede Anbi Veneto si riunisce il direttivo Argav.

Il Consiglio nazionale di UNAGA, al centro il presidente Roberto Zalambani

Sarà la sede del Sindacato Giornalisti Veneto a Venezia ad ospitare, sabato 1 Dicembre prossimo dalle ore 10.00, la sessione mattutina del Consiglio Unaga (Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili), gruppo di specializzazione della Fnsi presieduto da Roberto Zalambani e  rappresentato in Veneto da Argav, presieduta da Fabrizio Stelluto.

Ai lavori, che si terranno per la prima volta a Venezia, hanno già confermato la presenza, Franco Manzato (Sottosegretario Politiche Agricole Alimentari Forestali e Turismo) e Monica Andolfatto (Segretario Sindacato Giornalisti Veneto). Nel pomeriggio, il Consiglio Nazionale proseguirà nella sede di Anbi (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) Veneto; all’arrivo del venerdì sera, invece, i partecipanti da tutta Italia saranno ospiti di Confartigianato Imprese Veneto per un momento conviviale di benvenuto.

Direttivo Argav. Al termine dell’incontro, verso le 16.30, sempre nella sede a Venezia di Anbi Veneto si riunirà il direttivo Argav per discutere il seguente ordine del giorno: pprovazione verbale precedente; comunicazioni del Presidente; comunicazione della Segretaria; domande iscrizione nuovi soci; definizione premio Argav 2018; pranzo di Natale, attività 2019, varie ed eventuali.