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Granchio blu, la lotta si sposta in cucina. A settembre in Veneto la prima sagra dedicata alla specie aliena originaria delle coste Atlantiche dell’America che sta prendendo il sopravvento nei fondali delle nostre coste

tavolata coldiretti granchio blu

Dal granchio blu al rosmarino all’insalatina di granchio alla veneziana fino agli spaghettoni all’aglio saltati al granchio: sono alcuni dei piatti preparati dai cuochi pescatori e contadini della Coldiretti, in collaborazione con l’agriturismo Coda di Gatto a Eraclea (VE), per combattere a tavola l’invasione della specie aliena originaria delle coste Atlantiche che sta devastando quelle nazionali con danni per milioni di euro agli allevamenti di cozze e vongole e all’intero ecosistema.

Stanziamenti per contenere danni e proliferazione. “I cambiamenti climatici con il relativo riscaldamento delle acque hanno reso i nostri ambienti più idonei alla sopravvivenza e proliferazione del granchio blu, sottolinea Coldiretti. Il Consiglio dei Ministri con il decreto Omnibus ha deciso lo stanziamento di 2,9 milioni di euro a favore dei consorzi e delle imprese di acquacoltura che provvedono alla cattura ed allo smaltimento. Con decreto del Masaf – verranno individuate le aree geografiche colpite dall’emergenza, i beneficiari, le modalità di presentazione delle domande, i costi ammissibili ed i criteri di riparto”.

Da crisi a opportunità. L’obiettivo dell’iniziativa culinaria è mostrare una possibile soluzione per contenere l’eccessiva diffusione del granchio a beneficio della pesca per il consumo. “In questo modo – continua Coldiretti – sarebbe possibile trasformare quella che oggi è una calamità in un’opportunità, con l’inserimento nei menu a km zero, a partire dalle attività di ittiturismo, pescaturismo e dagli agriturismi sul litorale, nel rispetto delle normative territoriali”. Il granchio blu vanta tra l’altro proprietà nutrizionali importanti, grazie a una presenza forte di vitamina B12, estremamente preziosa per l’organismo umano ma ha anche un sapore delicato e gustoso. I prezzi per chi vuole acquistarlo si aggirano intorno ai dieci euro al chilo.

granchio bluDiffuso in tutte le coste italiane. “Il fenomeno sta assumendo le proporzioni di una vera e propria “calamità naturale” – denuncia Coldiretti -, che mina la sopravvivenza dell’economia ittica di molte regioni. Il granchio blu sta colpendo gli allevamenti di cozze e vongole, ma anche quelli di orate, lungo la costa nord dell’Adriatico, dalla sacca di Goro in provincia di Ferrara alla zona del Polesine, come la Sacca degli Scardovari a Porto Tolle (provincia di Rovigo) fino a Chioggia, nel Veneziano, e al Golfo di Trieste, in Friuli. Ma il crostaceo è ormai una minaccia anche nel Tirreno, a partire dalla Toscana dove sta assediando le coste da Orbetello, nel Grossetano, a Marina di Pisa. La presenza del granchio blu è stata segnalata un po’ lungo tutta la Penisola, dalla Puglia all’Abruzzo, dal Lazio alla Liguria, fino alla Sicilia. Oltre a devastare la biodiversità e l’ecosistema, il granchio blu danneggia anche le attrezzature di pesca, arrivando persino a tagliare le reti con le sue chele. Una minaccia per la sopravvivenza di oltre 3.000 imprese familiari nelle zone più colpite con la scomparsa di vere e proprie eccellenze alimentari”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Inaugurato a Schiavon (VI) l’impianto di biometano più grande d’Europa

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“Oggi, grazie all’agricoltura, creiamo un valore aggiunto di 485 miliardi di euro ed oltre quattro milioni di occupati e siamo il primo settore, per importanza, per il prodotto interno lordo. Il settore primario, quindi, non conta il 2-3 per cento del Pil o degli occupati, come per decenni ci è stato raccontato. Ma è vero esattamente l’opposto, in quanto si deve considerare ciò che muove l’agricoltura, in termini di artigianato, di piccola impresa e di energia. E proprio in questo senso, l’impianto di oggi rappresenta un’eccellenza, un modello da replicare”. Con queste parole il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, è intervenuto lo scorso 26 maggio a Schiavon (VI) in occasione del Festival del biometano e, in particolare, dell’inaugurazione dell’impianto più grande d’Europa, che trasforma i reflui zootecnici in energia rinnovabile e fertilizzante naturale, alla presenza dei vertici territoriali di Coldiretti, di Vicenza e di tutto il Veneto, nonché di un ampio parterre di autorità.

L’impianto, promosso da Iniziative Biometano (Gruppo FemoGas), è gestito da due società operative, Motta Energia ed EBS, di cui sono socie 117 aziende agricole attive nel territorio del Brenta, principalmente nei comuni di Schiavon, Pozzoleone, Bressanvido, Sandrigo e sono proprio questi allevatori che “alimentano” l’impianto stesso e gli permettono di produrre sostenibilità. A confrontarsi sul tema “Biometano, un circolo… virtuoso” sono stati, oltre al presidente nazionale di Coldiretti Prandini, Piero Gattoni (presidente del CIB-Consorzio italiano biogas), Stefano Ciafani (presidente nazionale di Legambiente), il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, Roberto Marcato (assessore allo Sviluppo economico e all’Energia della Regione Veneto), Luca De Carlo (presidente della IX commissione – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), Angelo Baronchelli (presidente del Gruppo AB), Stefano Bozzetto (amministratore delegato di FemoGas). “Ogni anno l’impianto di Schiavon produce settemila tonnellate di biometano – ha spiegato Stefano Svegliado, amministratore delegato di Motta Energia e EBS – una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno annuale di duecento mezzi pesanti, che percorrono centomila chilometri ciascuno. Se il metano diventa biometano liquido, la componente gassosa, cioè l’anidride carbonica, sarà presto recuperata e ceduta alle industrie che se ne servono: il settore alimentare, per esempio, la impiega nelle bibite gassate”.

Oltre al biometano, l’impianto produce il digestato. Questo compost è utilizzato, nella sua frazione liquida azotata, per concimare i campi delle stesse aziende socie, e nella frazione solida per la concimazione di precisione in viticoltura, in floricoltura ed in orticoltura. Il digestato viene dunque restituito alla campagna, in alternativa ai concimi chimici, contrastando la desertificazione dei suoli e contribuendo a preservare la purezza della falda acquifera. Da Schiavon ne escono 250 mila tonnellate l’anno ed a beneficiarne sono circa 10 mila ettari di campagna. Per realizzare tutto ciò occorre riconsiderare il valore dell’Agricoltura. “Bisogna sburocratizzare. Nei territori, occorre rendere più celeri le procedure che consentono di realizzare questi impianti. L’Italia è il paese più sostenibile a livello globale – ha aggiunto il presidente Prandini – ed il dato degli allevamenti, che oggi in termini di emissioni rappresentano il 5,5 per cento, può essere ulteriormente migliorato. E, grazie all’evoluzione di impianti come quello presentato oggi, si potrà trattenere ulteriormente l’ammoniaca, creando i principi per i quali andremo a fissare il carbonio nel suolo. Con questo intento Coldiretti vuole, nei prossimi cinque anni, arrivare ad un impatto zero, diventando un paese sostenibile per quanto riguarda le filiere zootecniche”. 

Per farcela, l’Europa deve sostenere queste iniziative virtuose. “Ci aspettiamo un atteggiamento di un’Europa che favorisca ed accompagni gli agricoltori in questo percorso – sottolinea il presidente Prandini – dando certezze ai cittadini e consumatori che il mondo agricolo può produrre ancora di più e meglio rispetto ai bisogni della collettività, senza dover ricorrere ai cibi di laboratorio”. 

L’agricoltura ed il territorio hanno bisogno di tempestività. “Lo dimostra ciò che sta vivendo l’Emilia Romagna – conclude il presidente Prandini – rendendo evidente che la manutenzione del letto dei fiumi va fatta, per evitare che si replichino analoghe situazioni. Anche al tema della fauna selvatica e delle nutrie, di conseguenza, va data una pronta risposta, altrimenti la caduta degli argini e l’abbandono delle aree interne, saranno all’ordine del giorno, mentre devono essere limitati il più possibile. Dobbiamo pensare, infine, alle prospettive che avranno i nostri giovani. Dobbiamo pensare alla redditività dei nostri allevamenti, perché se non abbiamo un giusto reddito economico, l’agricoltura rischierà di essere ad appannaggio di pochi. Per questo, l’iniziativa di oggi, attraverso l’attività tradizionale, consentirà di garantire un maggior valore al lavoro agricolo”. Concetti sostenuti in toto dal ministro Lollobrigida, in videocollegamento, che ha precisato come “Il sostegno del governo per il settore primario è assicurato, così come occorre adoperarsi per sfruttare al meglio le fondamentali risorse messe a disposizione del Pnrr per lo sviluppo delle attività e, di conseguenza, del paese”. Al termine della mattinata, con il taglio del nastro, gli agrichef di Campagna Amica hanno realizzato con i prodotti tipici locali un buffet per tradurre in concreto i concetti espressi nel corso delle due tavole rotonde, esaltando i valori della terra e le sue produzioni, oltre al saper fare dei cuochi contadini.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Pnrr, bando regionale per l’architettura rurale. Coldiretti veneto: 43mln per restauro di casoni, edifici e corti, domande fino al 20 maggio

Fabbricati rurali

C’è tempo fino al 20 maggio per poter accedere ai fondi previsti per la protezione e valorizzazione dell’architettura e paesaggio rurale. Il bando predisposto dalla Regione del Veneto su un portale appositamente reso disponibile da AVEPA è una opportunità inserita nell’Investimento 2.2 del PNRR  – spiega Coldiretti – aperta a circa 290 interventi che possono interessare gli immobili con particolari caratteristiche: che siano costruiti da almeno 70 anni, censiti nelle banche dati regionali e comunali di pianificazione territoriale per la loro valenza, o soggetti a vincolo paesaggistico.

A disposizione 43milioni di euro per edifici rustici, ville venete, casoni e corti per valorizzare un importante patrimonio culturale della campagna veneta. Questa occasione di finanziamento consente di restituire il giusto valore all’eredità contadina – commenta Coldiretti Veneto – per preservarla quale esaltazione del paesaggio e della sua bellezza, anche al fine di legare le comunità locali in un contesto identitario e storico. Le misure previste riguardano anche l’efficientamento energetico quale valore aggiunto di sostegno al contesto attuale. Gli uffici di Coldiretti diffusi sul territorio sono a disposizione per l’assistenza e consulenza personalizzata. I contenuti sono consultabili al seguente link 

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Ambiente, Coldiretti e Anbi Veneto riuniscono il 7 marzo a Mestre (VE) gli amministratori dei Consorzi di bonifica del Veneto per parlare di autonomia finanziaria, autogoverno e sussidarietà orizzontale. A moderare la tavola rotonda il presidente Argav Fabrizio Stelluto.

Il biglietto da visita del sistema consortile veneto è fatto di una serie di numeri non indifferenti, a cominciare dai 12mila kmq di territorio servito (il 60% della Regione), dai quasi 5milioni di cittadini assistiti (l’89% della popolazione), 26mila km di canali irrigui e di scolo, circa 400 idrovore (delle 700 totali in Italia). Un esempio nazionale per professionalità, capacità d’intervento, progettualità e innovazione: il tutto sostanziato ulteriormente da conti in ordine, sprechi azzerati e senza oneri sul bilancio regionale.

Relatori della tavola rotonda. Con questa premessa, Coldiretti e Anbi Veneto convocano tutti gli amministratori dei Consorzi di bonifica per parlare di autogoverno, autonomia finanziaria e sussidarietà orizzontale quale modello virtuoso di gestione del territorio. L’appuntamento è per giovedì 7 marzo alle ore 10 a Mestre (VE) nella sala dell’hotel Laguna Palace (via Ancona 2). A confrontarsi sulle esperienze maturate, risultati raggiunti e sulle sfide di una realtà efficiente da sempre a  servizio della collettività, degli agricoltori e del paesaggio rurale ci saranno: Massimo Gargano, direttore Anbi, Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, Maria Rosa Pavanello, presidente dell’Anci Veneto, Onofrio Rota, segretario Generale Fai Cisl, Claudio Martino, avvocato dello Studio Legale Compagno. Dopo l’introduzione di Andrea Crestani direttore di Anbi Veneto, i lavori saranno aperti da Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto e chiusi da Pietro Piccioni, direttore regionale. La moderazione della tavola rotonda è affidata al presidente Argav, il giornalista Fabrizio Stelluto.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Veneto, vendemmia record 2018 (+20%), sinergia Confartigianato e Coldiretti regionali per procedura di riserva in assenza di ricevuta Pec del documento Movimenti VitiVinicoli, fondamentale per evitare intasamenti e danni economici

Il buon senso e la convergenza di interessi tra i produttori agricoli, rappresentati da Coldiretti del Veneto e gli autotrasportatori della Confartigianato Imprese Veneto (Confartigianato Trasporti regionali), hanno impedito ad un assurdo cavillo burocratico di trasformarsi in un grande danno economico.

La loro azione congiunta ha portato, infatti, alla definizione di una procedura di riserva, da applicare nell’eventualità di ritardi nella ricezione del messaggio di notifica di avvenuta consegna della convalida del documento vitivinicolo MVV mediante PEC (v. decreto dipartimentale 1021 del 17 giugno 2014), che permette ai camion di effettuare comunque la consegna della merce in tempi certi.

Vendemmia straordinaria in quantità. “Si tratta -spiegano Nazzareno Ortoncelli, leader regionale Autotrasportatori Confartigianato e Giancarlo Vettorello, dell’ufficio vitivinicolo Coldiretti – di una novità arrivata giusto in tempo per agevolare sia le imprese di autotrasporto che i numerosi viticoltori e cantine che operano sul territorio regionale che quest’anno, si trovano a gestire una vendemmia straordinaria, superiore del 20% rispetto allo scorso anno. Senza la necessaria flessibilità si sarebbe incorsi in danni economici particolarmente ingenti”.

Come funziona. In sintesi, l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) ha definito, mediante la circolare n. 000617 del 3 agosto 2018, la prassi secondo la quale, nel caso in cui la ricevuta non ritorni entro un’ora, l’operatore, ferme restando le annotazioni da riportare nell’apposita casella (n. 18, sul fronte del documento), annoterà sul retro del documento una dicitura del tipo “Non è arrivata ricevuta di avvenuta consegna. Allego la PEC inviata”. In questo modo sarà possibile iniziare il trasporto con il documento MVV e con la stampa del messaggio di PEC per la convalida.

Sì alla semplificazione e ai dovuti controlli. “Grazie alla collaborazione di alcuni nostri colleghi –spiega Ortoncelli – abbiamo potuto, documenti alla mano, dimostrare come in taluni casi, la ricevuta ritornasse all’operatore soltanto dopo alcune ore dall’invio della PEC per la convalida, causando disservizi ed ostacoli all’attività economica degli operatori vitivinicoli e agli autotrasportatori costretti a ritardare la partenza del trasporto”. “Semplificazione sì ma non assenza di controlli, specifica Vettorello. Infatti, se entro le 24 ore successive all’invio del messaggio di PEC per la convalida, l’operatore viene in possesso della ricevuta attestante che l’invio della copia del documento MVV alla casella di PEC “AOO” degli Uffici territoriali competenti è andato a buon fine, non dovrà fare altro che allegare tale ricevuta alla propria copia del documento MVV e conservarlo in atti. Se invece riceverà un messaggio di notifica di mancata consegna definitivo, l’operatore entro il primo giorno lavorativo successivo, dovrà inviare nuovamente il messaggio PEC (con allegato l’MVV emesso) con le stesse modalità seguite nel primo invio. Nell’oggetto del messaggio PEC si dovrà aggiungere la seguente dicitura: “Reinvio PEC”. Qualora non si provvedesse secondo le modalità sopra indicate, la convalida non viene considerata effettuata”.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Imprese Veneto e Coldiretti Veneto

Il Governo approva la riforma Agea (erogazione aiuti comunitari in agricoltura), Veneto Confagricoltura disapprova (accentra a discapito degli agricoltori veneti), Coldiretti approva (bene razionalizzare e mettere in rete le Regioni)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Paolo Gentiloni in qualità di Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che, in attuazione della legge sulla semplificazione, la razionalizzazione e la competitività dei settori agricolo e agroalimentare (legge 28 luglio 2016, n. 154), introduce norme in materia di riorganizzazione delle competenze nel sistema di erogazione degli aiuti comunitari cui sono preposti l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA).

Obiettivi del Governo. Il decreto, in attuazione dell’articolo 15 della legge delega e in linea con la nuova politica agricola comune 2014-2020, prevede la riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), in modo da renderla maggiormente rispondente alle specifiche esigenze del settore e da assicurare il raggiungimento di diversi obiettivi: migliorare la qualità dei servizi erogati alle imprese agricole; razionalizzare e contenere la spesa; innalzare l’efficienza del sistema di pagamenti; rivedere e ottimizzare il modello di coordinamento degli organismi pagatori a livello regionale; rivedere l’attuale sistema di gestione del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale); ottimizzare l’accesso alle informazioni, mediante la realizzazione di una piattaforma informatica che permetta una più forte integrazione tra le articolazioni regionali e la struttura centrale. Il decreto mira ad assicurare in modo più strutturato e netto la separazione tra le funzioni di Organismo di coordinamento e di Organismo pagatore attribuite all’AGEA.

Confagricoltura Veneto esprime la propria contrarietà. “La riforma rappresenta un atto di insensibilità istituzionale e di lesione dell’autonomia regionale, a discapito degli agricoltori e dei contribuenti – sottolinea il presidente di Confagricoltura Veneto, Lodovico Giustiniani -. La riforma accentrerà, infatti, la gestione dei procedimenti amministrativi, imponendo alle Regioni di uniformare il sistema informativo a quello nazionale. Questo significa che il Veneto dovrà abbandonare il sistema adottato dall’agenzia regionale Avepa, che ha dimostrato di operare bene, per adottare quello nazionale che è al contrario inefficiente, lacunoso e causa di gravi ritardi nei pagamenti. Quello che serve per Agea è una riforma radicale, che vada a rifondare completamente l’agenzia per metterla in grado di fornire risposte puntuali ed esaustive alle esigenze degli agricoltori”.

La razionalizzazione dei servizi e delle competenze è sempre utile invece per Coldiretti Veneto. Nel caso di Agea, “se la riforma contribuirà ad accentrare i servizi amministrativi, mettendoli di fatto in rete con le Regioni, il passo avanti compiuto sarà innegabile”, ha affermato Martino Cerantola, aggiungendo che occorre mettere da parte i personalismi: “in Veneto Avepa funziona molto bene. Dobbiamo continuare a lavorare in termini di efficienza e pensare che la riorganizzazione proposta dal governo contribuirà ad efficientare i processi ed al tempo stesso a razionalizzarli”. Si interverrà sull’intera filiera ed il sistema dei pagamenti, in previsione, dovrà essere più rapido. “Cerchiamo di pensare in rete e, soprattuttodi tagliare i procedimenti macchinosi di cui il nostro Paese, nessuna Regione esclusa, è pieno. Solo così potremo dirci un paese davvero democratico e dalla parte di chi lavora, peraltro con un ritorno sull’economia dei territori indubbiamente sensibile”.

Fonte: Servizio stampa Mipaaf, Confagricoltura Veneto, Coldiretti Veneto

“Dalla parte dell’agricoltura veneta”, i candidati a governatore del Veneto sottoscrivono il documento Coldiretti che li impegna in 7 punti da qui a fine 2015

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiSicurezza alimentare, sburocratizzazione, riorganizzazione degli enti strumentali agricoli, accesso ai mercati, ruolo guida dei poli tecnologici, fondi strutturali europei commisurati alle imprese e tutela del territorio rurale, questi i temi ricorrenti all’incontro con i candidati alla presidenza della Regione Veneto organizzato ieri da Coldiretti all’Hotel Russot di Mestre (Ve). Alessandra Moretti, Flavio Tosi e Luca Zaia si sono alternati sul palco davanti a 250 imprenditori agricoli rispondendo alle domande dei dirigenti dell’associazione rappresentata dal presidente regionale Giorgio Piazza e dal direttore Pietro Piccioni.

firma bertiJacopo Berti (M5S) , gestione delle acque e Ogm. Il candidato per il Movimento 5 Stelle Jacopo Berti ha sottolineato l’importanza della gestione delle acque ai fini della prevenzione dei fenomeni di inquinamento generati dalle fonti extra agricole, nell’interesse della qualità della vita dei cittadini. Gradita dal pubblico presente in sala la condivisione sulla necessità di non omologazione delle produzioni attraverso l’uso di Organismi Geneticamente Modificati vera e propria pietra tombale sulla biodiversità vanto del Veneto ed espressione del Made in Italy nel mondo. Tra le parole usate l’espressione “umiltà politica” citata più volte per spiegare il senso del rapporto con le forze sociali.

firma morettiAlessandra Moretti (Centrosinistra), attenzione al consumo del suolo e semplificazione burocratica.  A seguire l’intervento di Alessandra Moretti per lo schieramento di Centro Sinistra che ha già nel cassetto una proposta di legge sul consumo di suolo azzerato e sulla necessità di ricostruire riqualificare e rigenerare il tessuto urbano senza sprecare più zolle di terra. Sulla semplificazione burocratica serve una riduzione delle norme e l’organizzazione di un sistema unico dove convergano le innumerevoli informazioni a disposizione degli enti di controllo per evitare le perniciose visite ispettive: 8 controllori a cui corrisponde un verbale moltiplicato per gli stessi enti. Alla fine la candidata ha lanciato una sfida a Coldiretti ovvero quella di preparare una rosa di nomi  per il futuro assessore all’agricoltura e alla caccia.

firma tosiFlavio Tosi, caccia, prodotti a denominazione e distretti.  Con il pragmatismo di un ‘sindaco abituato a non promettere ma a fare’,  Flavio Tosi terzo in ordine alfabetico, provato dall’esperienza dei lupi della Lessinia, ha affermato che non va demonizzata la caccia, anzi, se programmata assicura l’equilibrio dell’ecosistema considerato che non abitiamo in una foresta amazzonica e nemmeno nella savana africana. Per l’accesso al mercato di prodotti come il latte che soffrono ora della libera concorrenza, secondo Tosi,  occorre puntare tutto sulla trasformazione e sui marchi caseari a denominazione. La competizione dal lato dei costi è perdente, mentre molto ancora si può fare sulla valorizzazione delle tipicità. Ha quindi detto ‘si’ ai distretti definendoli  luoghi ideali per calibrare l’offerta e la domanda.

firma zaiaLuca Zaia (Lega e FI): PSR, ricerca e innovazione nel primario. Il governatore uscente Luca Zaia, molto pratico della materia, ha promesso un confronto serrato con Coldiretti sulla scrittura dei bandi del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. Richiamando lo slogan del documento di Coldiretti “L’agricoltura al centro dell’Europa” ha commentato come sia difficile armonizzare una terra di grande identità e diversità produttiva con gli schemi dell’agricoltura standardizzata pro transgenico e senza specialità, vocata al puro profitto. Il percorso sulla riorganizzazione degli enti collaterali agricoli ha rilevato come sia stato duro affrontare l’iter amministrativo. “A processo avviato – ha detto – con la prossima legislatura si riuscirà nell’obiettivo di rendere più rispondenti alla realtà le varie attività di ricerca e innovazione nel primario”.

Sette punti in 100 giorni. Tutti, dopo la loro esposizione, hanno firmato digitalmente il documento di Coldiretti “Dalla parte dell’agricoltura” con il quale si impegnano a perseguire sette punti nell’arco di cento giorni fino a dicembre 2015. Nel sito www.veneto.coldiretti.it  l’estratto con le sigle di Berti, Moretti, Tosi e Zaia.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

 

11-17 maggio, ad Expo 2015, salgono in terrazza i giovani chef veneti di Campagna Amica

STAND CD“Cucina molecolare ? No, grazie. La nouvelle cousine la lasciamo agli altri e al risotto al sentore di….o aromatizzato a …. preferiamo ‘risi e bisi’ ovvero la consistenza del vialone nano, il chicco della festa e i piselli appena sgranati e solo di stagione”. Lo dicono gli chef green di Coldiretti Veneto in partenza per l’ Expo pronti ad animare il roof garden dello stand allestito a Milano dall’11 al 17 maggio prossimo, proprio sul crocevia dei popoli.

Menù regionale. I cuochi di Campagna Amica giovani e rampanti sono pronti a sfidare a colpi di menù regionale i pasti proposti nei padiglioni internazionali. Toccherà a loro e quindi al Veneto portare i prodotti agroalimentari e le scorte necessarie per l’intera settimana. Nella terrazza con vista Mexico, Spagna e all’orizzonte l’America e dintorni, le province venete si alterneranno con le loro specialità’. Sette esperti di tradizione nel piatto saranno in trasferta per sette giorni: sono i professionisti di Terranostra, sportivi, under 40, belli, bravi e motivati tanto che li hanno già definiti il nuovo team dei fornelli di Campagna Amica. Guidati da Diego Scaramuzza convertito all’agriturismo dopo una carriera in un ristorante stellato di Venezia sono i maestri dei pasti a kmzero, ed animeranno il primo piano con degustazioni e incontri a tema mentre sotto continua la rassegna delle tipicità italiane curiose suddivise per categorie tra le quali non manca il tris colorato delle farine di mais giallo vicentino, bianco di Treviso e quello ocra dello sponcio bellunese, il formaggio ‘volgare’ Bastardo, lo storico ‘Imbriago’ e tra i nati per caso ‘il brodo di giuggiole’ di Arquà Petrarca.

Ogni giorno della settimana, una provincia in cucina. Si comincia lunedì col turno assegnato a Rovigo: terra tra mare e fiumi. Il pezzo forte è il pesce povero servito anche in modalità sea finger food ma anche in versione da “passeggio”. L’idea è dei fidanzatini futuri sposi Enrico Rizzato e Elisa Braggion tra l’altro titolari di un blog ‘la patata bollente’ dove clienti e sostenitori cliccano ricette e le suggeriscono. Con loro anche un’altra coppia di “portata” polesana stregati dal lavoro e negli affetti tra cucchiai e forchette Barbara Belloni e Cristiano Pasqualin. Visto che il decumano, lungo quasi 2 chilometri, e si affacciano tutti i Paesi del mondo meglio camminarci su sgranocchiando qualcosa. Il martedi ha gli occhi dolci con Verona: citta’ dell’amore. Il braccio destro di Diego sarà Maria Teresa Sambugaro, che a colpi fragole e amarone stupirà gli innamorati che potranno anche lasciare una lettera a Giulietta. Mercoledì protagonista Venezia con le gemme della laguna dal top delle verdure degli orti dei Dogi alle castraure con frittelle di fiori di sambuco e acacia.

Giovedi tocca a Padova con la primavera dei colli. Fabio Legnaro, inventore dello stecconiglio e steccodè, farà gustare il meglio della terra del Santo. Il venerdi è nelle mani di Cristina Andreola ventiseienne di Farra di Soligo in rappresentanza  della Marca gioiosa. Produttrice della zona vitivinicola del Prosecco dalle doti culinarie è allenata per far mangiare ‘Signore e Signori’. Sabato eroico con Vicenza nel centenario della Grande Guerra. Un viaggio nella storia, dentro le trincee senza trascurare la grappa, carica adrenalinica degli Alpini e la polenta gialla di Marano buona calda, rafferma e pure in crosta. Domenica sportiva e personalizzata dal discesista olimpionico Riccardo Gaspari, che appesi gli sci al chiodo ora vive tra pentole e coperchi in una malga a Cortina. Trasformerà il pergolato in un prato dove fare pic nic e godersi lo skyline. Attenzione al particolare degli aperitivi, momento pomeridiano di relazioni sociali e appuntamento fisso per tutte le generazioni che si ritrovano nelle piazze del Veneto. La movida è assicurata anche nel quartiere Coldiretti: con lo spritz bianco d’ordinanza nella versione mozzafiato, di spirito, di fuoco, all’ombra, di serie o alcol free, con bollicine oppure senza,  insieme agli immancabili ‘cicheti e spuncioti’ offerti senza elemosinarli nell’osteria settimanale degli chef del team green Coldiretti che hanno un volto una storia e tanto da dire a tutto il mondo riunito nel capoluogo lombardo.

Fonte: Coldiretti Veneto

 

A Padova, la prima birra accreditata ufficialmente “a Km zero” in Veneto

Birra AntonianaE’ ufficiale: la “birra Antoniana” è la prima a kmzero, almeno in Veneto, dove è nata la prima legge regionale che disciplina l’orientamento al consumo di prodotti locali. Nonostante non ci sia ancora una circolare applicativa, i fan di questo stile di vita, perché di questo si tratta, sono in continuo aumento come le richieste rivolte alla commissione per essere “accreditati”.

Gruppo specialisti “kmzero”. E’ stato cosi anche per il Birrificio Antoniano di Villafranca Padovana che oggi, lunedì  13 ottobre, ospiterà in azienda il gruppo degli  specialisti del ‘kmzero’ (rappresentante di Federconsumatori, il presidente di  Coldiretti Veneto, il dirigente dell’ente certificatore Csqa, il referente dei giornalisti enogastronomici, uno per l’Accademia della Cucina, oltre che i funzionari della Regione Veneto)  che esaminata la documentazione dichiarerà questa realtà a tutti gli effetti idonea all’iscrizione, targandola ufficialmente e inserendola nella rete dei locali che hanno deciso di impiegare nella loto attività in prevalenza la produzione agroalimentare ‘a breve distanza’.

Orzo padovano e luppolo veneziano. “Dubbi non ce ne sono” – sostiene Coldiretti Veneto, l’associazione che in pochi mesi raccolse 25mila firme per fare approvare una norma che orientasse il consumo dei prodotti di stagione e di provenienza regionale nelle mense collettive come nella ristorazione privata, anticipando già allora esigenze ancora attuali, come una corsia dedicata alla produzione locale nella Grande Distribuzione Organizzata.” La documentazione consegnata dai titolari – continua Coldiretti – attesta che l’orzo è padovano, il luppolo arriva dalla provincia di Venezia e che tutto il processo di trasformazione avviene integralmente in Veneto”. Insieme al Birrificio Antoniano, i tecnici dovranno valutare l’istanza presentata dalla Macelleria Mattarollo di Paese (Tv), dal Ristorante Il Concerto di Silea (Tv) e dalla Gastronomia Da Carlo Alberto di San Giovanni Lupatoto (Vr).  Il circuito composto da 73 locali e 22 panifici si potrebbe dunque arricchire di altri tre esercizi pronti a testimoniare con il loro lavoro e la loro scelta,  scritta nero su bianco, che tutelare l’ambiente, salvaguardare il territorio, promuovendo qualità e tipicità a favore dei clienti è possibile, basta volerlo.

Fonte: Coldiretti Veneto

Ortofrutta veneta, crisi strutturale per Coldiretti Veneto

ortofruttaA poche settimane dalla produzione di radicchio,  ortaggio di punta del comparto nazionale dove il Veneto primeggia con le sue eccellenze, Coldiretti traccia un’analisi del settore messo a dura prova da un calo dei consumi e dalle turbolenze provocate dall’embargo russo che ha toccato, per la verdura, il – 8% nel primo semestre.

Il carrello di frutta e verdura si svuota. Il Veneto che coltiva più del 40% della produzione esporta in Germania e in Austria grossi quantitativi che nel complesso nazionale valgono per questa cicoria 314 milioni dell’export delle lattughe e radicchi. Se questo quadro è incoraggiante preoccupa sul fronte interno la riduzione degli acquisti  che interessa in particolare i prodotti orticoli di pregio.  Dal 2008 ad oggi sono spariti 48 chili di frutta e verdura dal carrello delle famiglie – spiega Coldiretti Veneto –  Ad aggravare la situazione già critica anche i flussi di importazione che vedono la Spagna immettere nella nostra regione tonnellate di pesche ed altri Paesi che con triangolazioni apparentemente impossibili riescono a far arrivare dall’Olanda migliaia di quintali di pere. Il consumatore, oltre tutto,  ignora che nella penisola Iberica è autorizzato un principio attivo per la conservazione della frutta che il Ministero della Salute italiana ha assolutamente vietato. La domanda interna è comunque fondamentale per il comparto che, purtroppo, deve fare i conti con una prolungata contrazione della spesa che anche nel 2014 manifesta riduzioni notevoli.

Embargo Russo, risvolti negativi non facili da stimare. Nelle tabelle, presentate ieri dai dirigenti di Coldiretti Veneto,  si analizzano alcuni prodotti ortofrutticoli, i principali, ovvero quelli che più stanno soffrendo, o che nel prossimo futuro potrebbero avere ripercussioni a causa del blocco in Russia e della recessione a tavola.  I dati rilevano flussi verso la Russia nel comparto ortofrutticolo significativi ma non decisivi – commenta Coldiretti – Tuttavia, è importante rilevare che la chiusura di alcuni sbocchi commerciali determina, in una situazione di eccesso di offerta per molti prodotti in una situazione di crisi dei consumi risvolti negativi che non sono facili da stimare. Lo studio evidenzia che per il Veneto il primo partner commerciale nell’ortofrutta è la Germania che, con ogni probabilità, non solo si approvvigiona in Italia per il mercato interno, ma anche per poi commercializzare le produzioni ortofrutticole verso l’est dell’Europa fino alla Russia. I segnali che sono stati registrati in primis per le pesche e nettarine e che, purtroppo, stanno incominciando a pervenire anche per le pomacee (mele e pere), non sono positivi. Esistono timori quindi anche per le quotazioni del kiwi e del radicchio, anche se in questa fase è temerario giungere a conclusioni. Per sovvertire questo trend negativo nel settore dell’ortofrutta, non basta il ritiro dell’embargo da parte della Russia, né possono rappresentare una soluzione le misure di compensazione ai produttori che non immettono in commercio i prodotti recentemente varate dall’Unione europea.  Solo una decisa ripresa dei consumi domestici può consentire il recupero del prezzo per gli agricoltori che, praticamente, subiscono la gran parte degli effetti della domanda al ribasso con quotazioni che, come nel caso delle pesche, sono addirittura al di sotto dei costi di produzione.

 “Meglio italiano, scelgo veneto” è lo slogan di lancio del cronoprogramma di Coldiretti al fine di stringere un patto, che è già alleanza con i consumatori,  assieme alla Regione, ai rappresentanti del Governo, ai mercati ortofrutticoli e alla Grande Distribuzione Organizzata. Nei prossimi giorni le delegazioni provinciali incontreranno i Prefetti e gli assessorati regionali competenti oltre che la Presidenza del Consiglio Veneto per definire una politica d’interventi necessari a sostenere la fiducia delle famiglie verso la tipicità nostrana che vede frutta e  verdura al top della qualità e della sicurezza alimentare come tutto il patrimonio agroalimentare regionale.

Fonte: Coldiretti Veneto