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Protesta pastori: al via commissione per far luce su “falso Made in Italy di Stato”

gregge di pecore in Sardegna

La piattaforma per il rilancio e lo sviluppo del settore proposta da Coldiretti per “Una filiera ovi-caprina tutta agricola e tutta italiana” è stata ulteriormente definita nel corso del vertice che si è tenuto ieri a Roma a Palazzo Rospigliosi, sede della Coldiretti, al quale hanno partecipato oltre mille pastori provenienti soprattutto da Sardegna, Lazio, Toscana, Sicilia, Umbria, ma anche da altre Regioni italiane, insieme al presidente nazionale Sergio Marini. Entro dieci giorni – ha sostenuto Marini – le proposte contenute nella nostra piattaforma dovranno trasformarsi in risposte concrete al tavolo annunciato dal Ministero delle Politiche Agricole.

Formaggi prodotti da Lacitalia in Romania

Il “falso Made in Italy di Stato”. “Noi continuiamo comunque a tenere alta la guardia – ha continuato Marini – soprattutto dopo le conferme che abbiamo avuto alla nostra denuncia sul fatto che lo Stato italiano è incredibilmente proprietario di un’industria in Romania che, con latte romeno e ungherese produce formaggi di pecora che vengono “spacciati” come Made in Italy sui mercati europeo e statunitense contribuendo ad uccidere con la concorrenza sleale i pastori italiani. Un “falso Made in Italy di Stato” sul quale il Ministero delle politiche Agricole si è impegnato ad indagare con l’istituzione di una apposita Commissione per fare luce sul caso denunciato dalla Coldiretti e su casi analoghi”.

(fonte Coldiretti)

Accordo Anci-Coldiretti per mercati degli agricoltori nei comuni

I Presidenti di Coldiretti ed ANCI, Sergio Marini e Sergio Chiamparino, hanno sottoscritto l’ Accordo Quadro per il perseguimento di obiettivi di sviluppo territoriale attraverso la promozione del progetto Coldiretti per una “Filiera agricola tutta italiana” e la valorizzazione di tutte la potenzialità della multifunzionalità in agricoltura. L’Accordo avrà una durata di quarantotto mesi a decorrere dal luglio 2010 e sarà tacitamente prorogabile.

Più mercati di campagna e uso di prodotti Km zero nella ristorazione collettiva. L’Accordo ha ad oggetto le principali tematiche del progetto di Coldiretti che vede nei Comuni i partners essenziali per un’attuazione capillare in tutto il territorio nazionale. In particolare, per superare le diseconomie derivanti da una filiera agroalimentare inefficiente e caratterizzata da un irrazionale aumento dei prezzi praticati al consumatore finale, si sancisce un formale impegno ad incentivare la rete di vendita diretta dei prodotti agricoli ed agroalimentari basata sullo sviluppo capillare dei “Mercati di Campagna amica” promossi dalla Fondazione Campagna Amica. Inoltre si evidenzia la necessità di incentivare l’utilizzo dei prodotti agroalimentari a “Km 0” nell’ambito della ristorazione collettiva gestita direttamente o tramite appalto dai Comuni.

Sinergie tra Comuni e Coldiretti per la salvaguardia del territorio. Altro ambito di intervento è quello volto a favorire lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura ed al mantenimento dell’assetto idrogeologico: al tale fine le Parti si impegnano ad incrementare il ricorso a strumenti contrattuali, già previsti dalla “legge di orientamento”, che consentano ai Comuni ed alle imprese agricole di effettuare una manutenzione organica del territorio e dell’ambiente rurale. Quanto alla tematica della semplificazione amministrativa di interesse per le imprese agricole, ANCI e Coldiretti, tra l’altro, per giungere alla razionalizzazione dei procedimenti amministrativi di competenza comunale, intendono favorire la più ampia sinergia tra i Comuni e i CAA Coldiretti anche al fine di adottare protocolli operativi per l’informatizzazione e la standardizzazione dei procedimenti che coinvolgono le imprese agricole.

(fonte Coldiretti)

In aumento le vacanze degli italiani a settembre

Un italiano su dieci sara’ in vacanza nel mese di settembre quando meno affollate sono le localita’ turistiche e piu’ convenienti le offerte di soggiorno. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che con il grande controesodo di fine agosto non si esauriscono le vacanze degli italiani che quest’anno in misura superiore al passato hanno scelto di partire anche a settembre. Rispetto a giugno, luglio e agosto, nel mese di settembre – sottolinea la Coldiretti – si registra, insieme alle mete tradizionali del mare e delle citta’ d’arte, un aumento in percentuale del turismo legato alla natura in montagna, nei parchi e nelle campagne.

In cerca di funghi e sagre, oppure per la raccolta di frutta e uva. Ad apprezzare il mese di settembre sono soprattutto – precisa la Coldiretti – gli amanti della tranquillita’ che vogliono cogliere l’ultimo scampolo dell’estate per riposarsi e tornare in forma alla routine quotidiana. Una vacanza spesso a contatto con la natura con lunghe passeggiate nei boschi dove inizia la stagione di raccolta dei funghi che raccoglie un numero elevato di appassionati. Non mancano pero’ quanti scelgono di alloggiare nelle aziende agricole dove partono le attivita’ di vendemmia e si raccoglie la frutta. Un interesse riscuotono anche – continua la Coldiretti – i centri minori dove i buongustai possono approfittare delle tradizionali sagre di settembre per scoprire tradizioni gastronomiche locali attraverso piatti tipici e specialita’ prima di arrendersi ai classici sandwich consumati in fretta nelle citta’ durante la pausa pranzo.

Cresce il turismo verde
. Il turismo ecologico fa la parte del leone con una cresciuta che gli ha permesso di raggiungere in Italia il valore di oltre 10 miliardi all’anno con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze, anche per l’offerta di sistemazioni low cost in agriturismi o campeggi. L’Italia puo’ contare – sottolinea la Coldiretti – su ben 772 i parchi e aree protette presenti che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale. I turisti ecologici – continua la Coldiretti – cercano soprattutto il contatto con la natura (38%), ma anche relax e tranquillita’ (13,7%), le tradizioni culturali, folcloristiche ed enogastronomiche (12,6%), la possibilita’ di avere prezzi piu’ bassi rispetto alle altre tipologie di turismo (10,3%) e, infine, sport (trekking, mountain bike, birdwatching, sci, equitazione, climbing) e attivita’ all’aria aperta (9,9%), secondo il rapporto Ecotur.

(fonte Asca)

Task force anti-Ogm: Galan esca dall’ambiguità

”Il Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan deve chiaramente dire da che parte sta nella vicenda degli Ogm e uscire dalle sabbie mobili dell’ambiguita”’. Lo sostiene la ”Task force per una Italia libera da Ogm” composta da 27 organizzazioni del mondo produttivo, del consumo e dell’ambiente, come riporta una nota della Coldiretti.

Un vuoto politico che ostacola lo sviluppo delle filiere Made in Italy
. ”Questa – prosegue il comunicato – e’ la domanda a cui Galan sfugge: gli Ogm sono un modello economicamente vantaggioso per la valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare oppure una soluzione incompatibile all’affermazione di prodotti competitivi? Se Galan e’ favorevole agli Ogm si assuma, da Ministro, la responsabilita’ di modificare la legge in Parlamento altrimenti cominci ad occuparsi dei problemi veri e smetta di alimentare confusione, come sulla ricerca che, come si a bene, in Italia non e’ stata mai vietata. I sotterfugi e le ipocrisie a cui il Ministro ha fatto continuamente ricorso nascondono un vuoto politico che rischia di compromettere gravemente la direzione e la coerenza dei progetti di sviluppo delle filiere autenticamente Made in Italy”.

Il rispetto della legge. ”Nel caso dei campi di mais seminati illegalmente in Friuli le omissioni – conclude la Task force – si sono tradotte in una grave responsabilita’ politica, e a pensare che qui neanche si e’ trattato di Ogm si’ o no, ma semplicemente di pronunciarsi sul rispetto di una legge dello Stato”.

(fonte Asca)

Nel piatto meglio il locale che il globale

Il 54 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali piuttosto che le grandi marche, che si fermano al 12 per cento. E’ quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Swg che giustifica il successo di esperienze di vendita di prodotti locali rispetto ai quello delle multinazionali come McDonald’s. Secondo l’indagine – continua la Coldiretti – per il 29 per cento degli italiani la scelta tra le due tipologie di prodotto dipende dalla qualità mentre per il 5 per cento dal prezzo.

Boom di acquisti diretti dai produttori. La vittoria del prodotto legato al territorio è confermata dal fatto che quasi due terzi degli italiani (65 per cento) si sentirebbero piu’ garantiti da un marchio degli agricoltori italiani rispetto al marchio industriale (13 per cento) e a quello della distribuzione commerciale (8 per cento). Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una opinione confermata da un vero boom degli acquisti diretti dai produttori dove compra regolarmente l’11 per cento degli italiani e ben il 47 per cento ha dichiarato di farlo almeno qualche volta durante l’anno.

Il risparmio sposa la sicurezza del cibo. La spesa in cantine, malghe o frantoi per acquistare direttamente dai produttori vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità supererà nel 2010 i 3 miliardi di euro secondo la Coldiretti e coinvolge 63mila imprese agricole attraverso spacci aziendali, chioschi, bancarelle, sagre e oltre 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica. L’acquisto di un alimento direttamente dal produttore – sottolinea la Coldiretti – è una opportunità per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude dalle parole di chi a contribuito a conservare un patrimonio che spesso non ha nulla da invidiare alle bellezze artistiche e naturali del territorio nazionale. Si tratta – continua la Coldiretti – di un fenomeno in controtendenza rispetto alla crisi generale perché concilia la necessità di risparmiare con quella di garantirsi la sicurezza del cibo. Tra le motivazioni di acquisto dell’indagine Swg/Coldiretti spicca infatti la genuinità (71 per cento) seguita dal risparmio (40 per cento) e dal gusto (26 per cento).

Obiettivo: offrire prodotti alimentari italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo. “Favorire la presenza di prodotti locali nei punti vendita è anche l’obiettivo del progetto per una Filiera agricola tutta italiana per arrivare ad offrire prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo” ha affermato il presidente della Coldiretti Marini nel sottolineare che “questi prodotti sono già offerti tramite la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i mercati di campagna amica, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, agriturismi e aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà partecipare”.

(Fonte Coldiretti)

Nasce Unci-Coldiretti, l’associazione delle cooperative “made in Veneto”

Una cordata di 60 cooperative ha dato vita all’UNCI COLDIRETTI Veneto, l’associazione del mondo cooperativo nata con la precisa volontà di valorizzare la produzione agroalimentare prodotta e trasformata nello stesso territorio d’origine. Una novità nel panorama della cooperazione agroalimentare regionale frutto della sinergia nazionale tra Coldiretti e Unci (ente che raggruppa le strutture agricole e di trasformazione agro-industriale).

Le cariche dirigenziali della neo-associazione. A pochi mesi dalla formalizzazione dell’accordo e completati gli insediamenti provinciali, con l’assemblea convocata venerdi 23 luglio scorso a cui ha partecipato il presidente della Coldiretti Veneto Giorgio Piazza, il commissario costituente Luca Saba, il presidente nazionale di UNCI Paolo Galligioni il nuovo sistema cooperativo è di fatto pienamente operativo. Definite anche le cariche dirigenziali: a guidare UNCI-Coldiretti Veneto sarà Francesco Zoia allevatore padovano con il supporto alla segreteria di Pier Andrea Odorizzi. Vicepresidenti Damiano Giacometti e Luciana Chioatto. Consiglieri: Silvio Beghini, Giovanni Baù, Nazzareno Gerolimetto, Silvano Dal Paos , Patrizio Liviero, Valerio Bonato e Giorgio Vicentini.

Garantire un reddito adeguato agli agricoltori e acquisti convenienti ai consumatori. “Unci Coldiretti Veneto – sottolinea il neo-Presidente Francesco Zoia – abbraccia appieno l’idea di dar vita ad “una filiera agricola tutta italiana, firmata, dagli stessi agricoltori”, che renda visibile e riconoscibile l’italianità nei confronti del consumatore e distingua l’intero prodotto agricolo autenticamente Made in Italy, basandosi sulla trasparenza, sulla identificazione dell’origine in etichetta, sulla valorizzazione delle distintività territoriali, delle tradizioni e delle specificità locali: sono questi gli elementi chiave per arginare lo strapotere della grande distribuzione ed il meccanismo delle vendite sotto costo, che stanno provocando effetti devastanti sul tessuto imprenditoriale e sul potere d’acquisto dei consumatori”. “Tra gli scopi di Unci-Coldiretti – ricorda Zoia – spiccano il consolidamento e lo sviluppo della cooperazione agricola e della trasformazione agroindustriale in tutte le sue forme avvalendosi anche delle strutture territoriali di Unci e di Coldiretti, senza dimenticare, l’assistenza, la rappresentanza e la tutela degli organismi associati”.

(fonte Coldiretti Veneto)

Quote latte: allevatori in piazza per far chiarezza sulle multe

Migliaia di allevatori da tutte le regioni saranno oggi in piazza davanti a Montecitorio durante la discussione della manovra alla Camera dei Deputati che sospende il pagamento delle multe sulle quote latte. La protesta e’ stata decisa dal Consiglio nazionale della Coldiretti per chiedere chiarezza sulle quote latte. Anche una nutrita delegazione di oltre un centinaio di allevatori veneti, guidata dal presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza raggiungerà Roma per partecipare al sit-in in piazza Montecitorio. Per la migliore comprensione del perché si è arrivati a questa manifestazione, ecco riassunti di seguito gli eventi che nel tempo si sono avvicendati in merito alle “quote latte”.

Antefatto. Nel 1983-84, per far fronte alle eccedenze di produzione, l’UE ha introdotto un regime di quote latte che comprendeva il pagamento di un prelievo supplementare a carico dei produttori di latte nei paesi che superavano la quota loro assegnata. Per molti anni dopo l’introduzione del regime delle quote latte l’Italia ha incontrato considerevoli problemi nella corretta applicazione del regime e nell’applicazione delle corrispondenti sanzioni. Dopo molti anni di trattative, nel luglio 2003  il Consiglio ha raggiunto un accordo all’unanimità – la Decisione del Consiglio 2003/530 – che concedeva ai produttori italiani di rimborsare i prelievi supplementari pendenti dal 1995/96 al 2001/02, per un valore € 1,386 miliardi di euro, in 14 rate annuali di pari entità, a partire dal 2004.

L’emendamento alla Manovra su quote latte. Lo scorso 7 luglio un emendamento al decreto legge sulla manovra, fortemente voluto dalla Lega e presentato in commissione Bilancio del Senato dal relatore Antonio Azzollini (Pdl),  ha stabilito che il pagamento delle rate per la restituzione delle quote latte venisse sospeso fino al 31 dicembre 2010. La copertura, pari a 5 milioni per il 2010, sarà a valere del Fondo di riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi di natura corrente.  La presentazione dell’emendamento ha suscitato la protesta degli allevatori in regola con il pagamento delle quote latte, di associazioni di categoria come la Coldiretti, Cia, Confagricoltura nonché del ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, “istituzionalmente rispettoso” ma al contempo “sconcertato” di quanto avvenuto in Parlamento. L’emendamento ha invece trovato l’appoggio dell’associazione di categoria Copagri.

Dacian Ciolos, Commissario Ue all'Agricoltura

Il Commissario Dacian Ciolos. In risposta all’emendamento, il Commissario UE per l’Agricoltura Ciolos ha riferito che “qualsiasi provvedimento il Governo italiano adotti per sospendere il pagamento da parte dei produttori italiani di latte delle sanzioni per la passata sovrapproduzione sarebbe contrario ad diritto dell’Unione europea e la Commissione sarebbe costretta ad avviare un procedimento d’infrazione contro l’Italia“. Il Commissario ha ricordato che l’accordo politico che consente ai produttori italiani di pagare il prelievo supplementare in 14 rate annuali di pari importo – come concordato nel 2003 e riconfermato dall’esercizio di valutazione dello “stato di salute” della PAC nel 2009 – prevede già il beneficio finanziario del rimborso di somme arretrate senza alcun pagamento di interessi. “Sospendere i pagamenti di quest’anno priverebbe i produttori di latte italiani affiliati dei vantaggi finanziari previsti dall’accordo politico”, ha affermato Ciolos, che ha inviato una lettera molto ferma al ministro italiano Giancarlo Galan.

Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche agricole

La posizione del Ministro Galan. “Pur riconoscendo lo stato di crisi che sta attraversando il settore non risulta, al momento, possibile sospendere la riscossione del prelievo afferente ai periodi dal 1995/1996 in poi in ogni sua forma. Abbiamo effettivamente registrato la voce che nell’ambito della manovra vi sarebbe l’intenzione di presentare un emendamento che sospenda la riscossione del prelievo. Su una norma siffatta sono assolutamente contrario. E’ la contrarietà del Parlamento e più in particolare di quasi tutte le forze politiche di questa Camera che lo scorso anno – in sede di approvazione della legge 33 –  costrinsero al ritiro i presentatori di identici emendamenti. E’ la contrarietà della Commissione europea che aprirebbe nei nostri confronti una procedura di infrazione con conseguenze economiche a carico dell’Erario di svariate centinaia di milioni di euro. E’ la contrarietà della legalità, della trasparenza, dei comportamenti onesti derivanti dall’ordinamento comunitario e da quello nazionale. Non voglio credere alla eventualità della presentazione di una norma dagli effetti così devastanti ed immorali. Ma se questa ipotesi dovesse verificarsi, mi riservo tutte le valutazioni di mia competenza a salvaguardia di  quei valori di cui prima ho parlato. Valori irrinunciabili ai quali l’Autorità di Governo non può non ispirarsi”.

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto

La posizione di Coldiretti Veneto. “Ancora una volta gli allevatori sono costretti ad abbandonare le proprie aziende per una questione di legalità – spiega Giorgio Piazza – Noi rispettiamo sempre la legge ma la legge rispetti noi. Se gli accertamenti in corso sono così “importanti” da determinare nella manovra la sospensione delle rate delle multe sulle quote latte, allora lo Stato rifaccia per l’ennesima volta i suoi conti ma, visto che venti anni non gli sono ancora bastati, intanto restituisca i soldi a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo stesso Stato oggi, con tanto di legge, ritiene non ancora certi. Se sono ancora da rifare i conti “chi sbaglia paga” deve valere per i produttori ma anche per lo Stato”. In Veneto, ricorda Coldiretti, la questione delle quote è sentita in particolare nel vicentino, nell’alta padovana, nel veronese, nel trevigiano e nel bellunese,  dove sono presenti circa 4.300 allevamenti ad indirizzo lattiero caseario che producono 11 milioni di quintali latte l’anno. Il settore zootecnico ha vissuto una profonda ristrutturazione non senza sacrifici e a fronte di notevoli investimenti da parte delle aziende che hanno scelto di stare sul mercato rispettando le regole. Regole che dovrebbero essere uguali per tutti. In più occasioni Coldiretti ha ricordato che il problema del settore latte non è quello delle quote ma piuttosto il prezzo, perché manca ancora una giusta remunerazione nei confronti dei produttori. Il prezzo alla stalla in Veneto è diminuito del 17% nell’ultima campagna assestandosi sui 34-36 euro al quintale (iva inclusa), importo non sufficiente per garantire un’adeguata redditività degli allevamenti.

(fonti Coldiretti Veneto/Commissione Ue Agricoltura/Ministero Politiche agricole alimentari e forestali)

Arriva il superpomodoro anti-eta’

foto Coldiretti

E’ arrivato sul mercato il superpomodoro naturale efficace contro l’invecchiamento per effetto di un contenuto di licopene superiore al 50 per cento, che aiuta anche nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari e tumorali. La novita’ e’ stata presentata in occasione dell’assemblea di Coldiretti, nell’ambito del Salone dell”Innovazione nella tradizione’.

Sta nel licopene la marcia in più. Si tratta – sottolinea Coldiretti – di una varieta’ senza organismi geneticamente modificati (Ogm), che vanta una concentrazione superiore del 50 per cento di licopene, una sostanza che svolge un’azione antiossidante superiore al betacarotene. Da un numero sempre maggiore di studi sta emergendo che il licopene aiuta anche a prevenire alcuni tipi di tumore e malattie cardiovascolari, e ritarda l’invecchiamento delle cellule del corpo. Da ultimo, oltre che da parte di Umberto Veronesi, anche la World Foundation of Urology ha evidenziato la sua importanza nel pomodoro per combattere non solo il tumore alla prostata ma tutte quelle malattie causate da stress-ossidativi e dalla formazione di radicali liberi.

Una filiera agricola tutta italiana, utile per la salute e…la bellezza. Il superpomodoro, che ha una forma squadrata, e’ stato intanto coltivato nelle aziende agricole situate in Emilia Romagna e Lombardia per essere poi trasformato in passate e polpe ad alta concentrazione di licopene. Questa novita’ – osserva Coldiretti – si inserisce nel progetto portato avanti dall’organizzazione agricola per una filiera agricola tutta italiana che punta a offrire prodotti al cento per cento italiani, e difende il consumatore dalle contraffazioni. I derivati del pomodoro sono infatti la prima voce delle importazioni agroalimentari dalla Cina, con un quantitativo di 82 milioni di chili sbarcato in Italia nel 2009 da ‘spacciare’ come Made in Italy. Nell’ambito del ‘Salone dell’innovazione nella tradizione’ sono stati presentati anche alcuni rimedi per la cura del corpo e per il benessere ispirati ai vecchi trucchi della nonna: dal bagno anti stanchezza al rosmarino, all’impacco per occhi stressati dal computer, dalle maschere antirughe alla patata a quella contro le occhiaie a base di miele.

(fonte Ansa)

Da giugno 2010: studenti al lavoro in campagna con i voucher

Da giugno 2010, i giovani dai 16 ai 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi, possono lavorare durante l’estate ed essere remunerati con voucher, i buoni lavoro che comprendono già la copertura assicurativa e previdenziale e non sono soggetti a ritenute fiscali.

Fine della scuola, inizio delle attività di raccolta in campagna. Lo rende noto la Coldiretti, l’organizzazione con il maggior numero di imprese che assumono lavoratori in agricoltura che, insieme al turismo e ai servizi, è il settore che più utilizza questa opportunità per agevolare l’accesso di studenti, pensionati e casalinghe ad un’esperienza di lavoro e di integrazione al reddito assicurando trasparenza al rapporto. La fine della scuola coincide infatti – sottolinea la Coldiretti – con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne, dove iniziano le attività di raccolta di verdura e frutta come ciliegie, albicocche o pesche durante l’estate fino alla vendemmia che si concentra nel mese di settembre.

Voucher: semplifica le procedure, combatte il lavoro sommerso. Lo strumento dei voucher, introdotto per la prima volta proprio in occasione della vendemmia 2008, è stato già utilizzato – precisa la Coldiretti – per pagare circa 20.000 giovani che rappresentano ben un quarto del totale di 80mila lavoratori che hanno usufruito di questo sistema di pagamento. Il 46 per cento dei voucher sono serviti – continua la Coldiretti – per remunerare il lavoro in campagna, il 14 per cento per manifestazioni sportive, culturali o di solidarietà, il 9 per cento nel commercio, l’8 per cento nei servizi, il 4 per cento per attività turistiche. Si tratta di una opportunità che attraverso la semplificazione delle procedure ha permesso di ottenere importanti risultati nella lotta al lavoro sommerso. Nonostante le difficoltà determinate dai bassi prezzi riconosciuti per i prodotti agricoli (-7 per cento nel primo trimestre del 2010) per effetto delle distorsioni e speculazioni lungo la filiera, la campagna – sostiene la Coldiretti – continua ad offrire opportunità di lavoro ad un milione di persone in Italia delle quali più del 10 per cento sono di origine extracomunitaria.

Lavoro in campagna: importante opportunità di crescita per i giovani. Per gli studenti – continua la Coldiretti – lavorare nei campi significa, oltre che prendere contatto con il mondo del  lavoro, anche fare una esperienza diretta a contatto con la natura, i suoi prodotti ed una cultura che ha fatto dell’Italia un Paese da primato a livello internazionale nell’offerta di alimenti e vini di qualità. Una occasione per conoscere la genuinità e le caratteristiche dei veri prodotti del Made in Italy per impararli a distinguere da quelli importatati spacciati come nazionali anche – conclude la Coldiretti – sugli scaffali dei mercati al momento di fare la spesa.

(fonte Coldiretti)

Unione Veneta Bonifiche: Andrea Crestani nuovo direttore

Andrea Crestani, nuovo direttore Unione Veneta Bonifiche

E’ Andrea Crestani, 45 anni originario di Legnago (Verona), il nuovo direttore dell’Unione Veneta Bonifiche. Subentra nell’incarico a Luigi Veronese. Crestani negli ultimi 25 anni ha maturato una significativa esperienza lavorativa in seno alla Coldiretti e dal 1999 ha ricoperto il ruolo di direttore provinciale in Toscana, Veneto ed Emilia Romagna. Nel comune di Legnago è stato assessore ai lavori pubblici dal 1987 al 1990, nonché revisore in vari collegi sindacali di cooperative ortofrutticole e nel Consorzio di bonifica II Circondario Polesine San Giorgio a Ferrara. Sempre nella città estense ha ricoperto per un triennio, fino al gennaio 2010, l’incarico di direttore della federazione provinciale di Coldiretti.

(fonte Asterisco)