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25 febbraio 2022, incontro Argav-Wigwam all’insegna dello zucchero biologico

Barbabietole da zucchero

Venerdì 25 febbraio p.v., dalle ore 18.30 alle ore 20.30, nella consueta sede del circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), terremo il corso di formazione accreditato dall’Ordine dei Giornalisti (2 crediti) sul tema “Zucchero biologico: una buona carta da giocare per il veneto e l’italia”. Il corso è gratuito ed il numero massimo di partecipanti ammessi è 20 nel rispetto dei protocolli anti Covid. Per chi desiderasse i crediti, le iscrizioni vanno fatte obbligatoriamente attraverso la nuova piattaforma formazionegiornalisti.it.

Programma. Ore 18.30 – Saluti: Ordine Giornalisti Veneto/Sindacato Giornalisti Veneto Fabrizio Stelluto, presidente Argav. Relatori: Alessandro Benincà, direttore generale  Italia Zuccheri/Coprob, “Il mercato dello zucchero italiano dopo la riforma saccarifera comunitaria, prospettive future“; Piergiorgio Stevanato, ricercatore Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente – DAFNAE Università di Padova, “I vantaggi ambientali ed economici della coltivazione della barbabietola da zucchero“; Giovanni Campagna, responsabile agronomico Coprob , “Dalla teoria al campo, lo zucchero italiano che ama le api”; Emidio Pichelan, storico locale e Roberto Franco, sindaco di Pontelongo, “Il ruolo dello storico zuccherificio  nello sviluppo sociale ed economico dell’area”; Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico e chef, presidente Wigwam Clubs Italia, “I Burci, dolcetti di Pontelongo, che parlano di un territorio”. Coordinatrice: Marina Meneguzzi, giornalista, direttivo Argav.

Al termine del corso, ci sarà il consueto “secondo tempo”, avendo ospiti Luca Stevanato, ceo Finapp, spin off dell’Università di Padova per parlare di un tema di grande attualità: le più moderne tecnologie per la ricerca dell’acqua sotterranea. Lorenzo Busetto, pescatore titolare marchio Mitilla – Chioggia e Settimo Pizzolato, titolare Cantina Pizzolato – Valdobbiadene per presentare il progetto “Back to Basic”. A conclusione, sarà data illustrazione dello stato dell’arte del progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa 2021-22 cui aderisce anche ARGAV., cui seguirà un “terzo tempo” con accompagnamento di cozze e vino.

Bottega apre in Friuli-Venezia Giulia una distilleria di whisky, nel Trevigiano il progetto di un nuovo liquorificio

Bottega

“Non potevamo, dopo aver immesso sul mercato grandi vini, grappe, gin e cognac, non pensare all’whisky”: lo dice con grande soddisfazione Sandro Bottega (sax nella foto con il presidente Argav Fabrizio Stelluto) a capo dell’azienda che porta il suo nome, intervenuto lo scorso 28 gennaio all’incontro Argav nel circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco(PD). L’investimento previsto dalla casa vinicola trevigiana, che già esporta in 148 Paesi nel mondo, è di quasi 3 milioni di euro all’interno del sito produttivo di Fontanafredda, nel pordenonese, uno dei 5 stabilimenti di proprietà di Bottega spa. Una parte dei 12 mila mq della sede friulana verrà adibita a distilleria.

Connotazione tutta tricolore. “Avremo il vantaggio – spiega Bottega – di avere a disposizione materie prime, quali luppolo, orzo, grano e cereali tutti italiani. Materie prime che garantiranno la differenza. Impianti sofisticati, realizzati da aziende italiane e metodi di produzione molto complessi ci permetteranno di creare sin dall’inizio circa 200 mila bottiglie che, nell’arco di 5 anni, porteremo a un milione. Gli impianti verranno completati entro l’estate del 2022 e questo porterà automaticamente ad assumere un bel po’ di persone oltre a quelle che stiamo individuando per la nostra sede principali di Bibano di Sant’Urbano (TV). Inizialmente con l’whisky punteremo a 7 milioni di euro di ricavi l’anno”. Il nuovo distillato di Bottega avrà un gusto che ricorderà i migliori vini prodotti dall’azienda veneta (dall’Amarone al Brunello, dal Cabernet al Chianti) poiché verrà invecchiato nelle botti che hanno ospitato i vini e quindi l’whisky avrà caratteristiche ancor più particolari.

Ulteriori aperture. Bottega aprirà un nuovo liquorificio di 10 mila mq in una località, al momento top secret, del trevigiano. Si andrà ad incrementare il numero dei Prosecco e terrazze Bar nel mondo, sette le nuove inaugurazioni, dall’hotel Principe a Lazise a 6 nuovi ippodromi dell’Inghilterra dopo quelli di Windsor e Bath (previsione di 20-22 milioni di euro d’incassi). Come azienda Bottega ha chiuso il 2021 con un fatturato di 67,7 milioni di euro, +50% rispetto al 2020 e con 8 milioni in più del 2019.

Fonte: Garantitaly.it

Rigoni di Asiago (VI) acquisisce un’azienda francese specializzata nel cioccolato biologico

ANDREA RIGONI AD

Rigoni di Asiago (VI), l’azienda italiana leader nel biologico della famiglia Rigoni, ha acquisito Saveurs & Nature, azienda francese specializzata in cioccolato biologico. Partner dell’operazione Crédit Agricole FriulAdria, che ha erogato un finanziamento ESG linked collegato al raggiungimento di precisi obiettivi di sostenibilità da parte dell’azienda.

Fondata nel 1923, Rigoni di Asiago è una delle più importanti aziende produttrici di biologico in Europa, segmento nel quale è stata pioniera. I suoi marchi, realizzati con materie prime biologiche di alta qualità,hanno conquistato milioni di consumatori non solo in Italia ma anche a livello internazionale. Oggi, la Francia è il mercato export più importante per l’Azienda veneta; qui la sua crema spalmabile di nocciole, priva di olio di palma, è diventata la seconda nel ranking delle creme spalmabili (la prima per quanto riguarda il bio).  Nella foto in alto, Andrea Rigoni.

Fondata nel 2001, Saveurs & Nature, incarna i valori dei suoi fondatori, Valérie e Jean-Michel Mortreau, appartenenti a una famiglia di agricoltori biologici . L’azienda è nata nel retrocucina del ristorante biologico “RestObio”, a St Herblain, in cui i cioccolatini bio venivano offerti come accompagnamento al caffè. Il successo di questi cioccolatini fu talmente grande che la famiglia Mortreau decise di dedicarsi completamente alla produzione di cioccolato 100% bio. Nel corso degli anni, i loro prodotti si sono affermati presso la distribuzione specializzata. La società, che si trova in Vandea, nel comune di Saint Sulpice Le Verdon, impiega oggi 70 dipendenti tra cui 32 Maitres Chocolatier.

Fonte: Servizio Stampa Rigoni di Asiago

Gal Patavino, nuovi bandi per oltre 1 milione di euro di contributi

Turismo Sostenibile Tarvisiano

Il GAL Patavino ha aperto i termini per la presentazione delle domande di aiuto – il 22 marzo 2022 scadono i termini di invio – per i seguenti tipi di intervento:

Bando 3.2.1 Informazione e promozione sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, rivolto a Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protetta (DOP), delle indicazioni geografiche protette (IGP) dei prodotti agricoli e alimentari; b) consorzi di tutela delle DOP e IGP dei vini.Contributi a fondo perduto per: azioni d’informazione e promozione riguardanti i prodotti agricoli che rientrano tra i regimi di qualità. Percentuale del contributo: 70% per azioni di informazione e di promozione. Minimo e massimo investimento: 10.000- 35.000 euro. Chi ottiene il contributo partecipa allo sviluppo locale del territorio: aumenta il valore aggiunto delle produzioni e sviluppa le filiere corte locali.

Bando 6.4.2 Creazione e Sviluppo di Attività extra-agricole nelle aree rurali, rivolto a microimprese e piccole imprese; persone fisiche. Contributi a fondo perduto per: creare e sviluppare attività extra agricole (artigianali, turistiche, commercio, di servizio…) a favore dello sviluppo locale nelle zone rurali. Percentuale del contributo: dal 35 al 40%. Minimo e massimo investimento: 15.000 – 80.000 euro. Chi ottiene il contributo partecipa allo sviluppo locale del territorio: Avviando o sviluppando attività imprenditoriali, l’area rurale diventa più attrattiva e competitiva, e accogliente per la comunità locale.

Bando 7.5.1 Infrastrutture e informazione per lo sviluppo del turismo sostenibile  nelle aree rurali rivolto agli Enti locali territoriali e all’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei per la valorizzazione, la riqualificazione e la messa in sicurezza di “infrastrutture su piccola scala” costituite da percorsi e itinerari esistenti, comprese le infrastrutture adiacenti ossia complementari. Il bando rinnova il sostegno ai progetti degli Enti che si aggregano per promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile nell’area del GAL Patavino. Percentuale del contributo: 100% Minimo e massimo investimento: 140.000 – 200.000 euro

Bando 7.6.1 “Recupero e riqualificazione del patrimonio architettonico dei villaggi e del paesaggio rurale”rivolto agli Enti Locali per investimenti di carattere edilizio volti al recupero e riqualificazione di strutture e infrastrutture costituite da immobili ed elementi tipici dell’architettura e del paesaggio rurale. Percentuale del contributo: 100% Minimo e massimo investimento: 25.000 -150.000 euro. I testi integrali dei bandi possono essere scaricati alla sezione Bandi e finanziamenti – Bandi Pubblici. Per informazioni contattare il GAL Patavino: Tel.+39 0429.784872; email: servizio.tecnico@galpatavino.it; pec: galpatavino@pec.it

Fonte: Gal Patavino

Premio “Cucina – Identità del Territorio”, Antica Trattoria al Bosco di Saonara (PD) miglior ristorante 2020 per il periodico “Con i piedi per terra” 

Venturato, Gambin con Stefania Deniele e Renato Malaman

Lunedì 8 novembre scorso,  l’Antica Trattoria al Bosco, storico ristorante di Saonara (PD), è stato proclamato miglior ristorante 2020 dal periodico “Con i piedi per terra”, diretto dal socio Argav Mauro Gambin, per essere riuscito a rappresentare al meglio la tradizione e i valori enogastronomici del proprio territorio.

Premio Cucina Identità del Territorio. Nel corso di un incontro conviviale organizzato nel locale premiato, Mauro Gambin e Giampaolo Venturato, editori del periodico che guida alla conoscenza di arte, storia, natura e prodotti tipici della Bassa Padovana, hanno consegnato nelle mani della titolare, Stefania Daniele, davanti ad un numeroso pubblico, costituito dai migliori ristoranti padovani e da diversi produttori dell’agroalimentare, la targa con l’alberello simbolo della testata. La scelta è ricaduta sullo storico ristorante dopo aver valutato i risultati delle “pagelle” delle recensioni redatte dal giornalista Renato Malaman, socio Argav, nel corso del 2020. Il critico enogastronomico, da anni “firma” della testata, ha visitato anche lo scorso anno alcuni ristoranti della Bassa Padovana e dei territori limitrofi per valutarne la proposta.

A portare in alto il punteggio assegnato all’Antica Trattoria al Bosco, che proprio nel 2020 ha compiuto 40 anni di attività, sono stati il largo impiego in cucina di materie prime locali, la stretta osservanza della stagionalità, la rielaborazione della tradizione secondo fantasia e creatività, l’accoglienza, l’abbinamento ai vini e – ovviamente – il rapporto qualità-prezzo. A fianco della consegna della targa con l’alberello, la serata di premiazione ha visto l’assegnazione anche di due Menzioni Speciali, la prima al ristorante Heros di Piove di Sacco (PD) e l’altra alla pizzeria Mama di Lendinara (PD), entrambi ritenuti dalla giuria del premio, costituita dalla redazione del magazine, sicuri presidi dell’identità gastronomica e capaci innovatori nell’elaborazione di una proposta di ristorazione in chiave moderna e originale.

Premio arrivato alla quinta edizione. Le precedent isono state vinte dal ristorante La Torre di Monselice, dall’Hostaria San Benedetto di Montagnana, dal Ristorante La Montanella di Arquà Petrarca e dal Ristorante Boccadoro di Noventa Padovana.

Fonte: Servizio stampa “Con i piedi per terra”

Nuove varietà di riso e viti resistenti ai cambiamenti climatici

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Nuove varietà di riso e viti  resistenti, pomodori con tolleranza a stress, meli con cicli vegetativi più lunghi. E ancora: flussimetri, stazioni meteo, elettrovalvole e modelli predittivi che indicheranno come comportarsi nei campi in caso di carenze idriche e situazioni meteo anomale. L’agricoltura si affida alla ricerca per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici, che stanno stravolgendo le stagioni e i cicli delle colture, causando danni e perdita di redditività. Una ricerca che ha già un piede nel futuro con interessanti sperimentazioni, presentate nei giorni scorsi al convegno di Verona “Cambiamenti climatici e frutticoltura: subirne le conseguenze o gestirle?”, promosso da Confagricoltura Verona in collaborazione con Crédit Agricole, e moderato da Antonio Boschetti, direttore dell’Informatore Agrario.

Interventi. “I cambiamenti climatici, con frutta e orticole falcidiate da eventi sempre più violenti e imprevedibili, stanno mettendo a dura prova l’agricoltura, che anche quest’anno ha pagato un prezzo altissimo con intere colture decimate da grandine e tempeste, oltre che da gelate tardive e lunghi periodi di siccità – ha detto Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona -. Abbiamo già parziali risposte dalle tecnologie più avanzate per cercare di gestire gli eventi imprevedibili, ma la strada è ancora lunga. Dovremo sempre di più puntare su strumenti innovativi come app, big data, sensori, immagini satellitari e droni, che potranno rendere le coltivazioni italiane più adatte al clima che cambia”. Secondo Davide Leonardi, vicedirettore regionale di Crédit Agricole, “sarà importante garantire forme di sostegno dedicate in questo delicato passaggio, che sta avendo un impatto enorme sui bilanci delle aziende agricole”. Giordano Emo Capodilista, vicepresidente nazionale di Confagricoltura e Paolo Ferrarese, vicepresidente regionale, hanno auspicato più attenzione e sostegno per le imprese agricole e un’accelerazione sulla ricerca, che in Italia e in Europa vede ancora molti pregiudizi nei confronti delle tecniche più innovative. Stefano Vaccari, direttore del Crea, Consiglio per la ricerca e l’economia in agricoltura, ha spiegato che 2.213 persone stanno lavorando nell’istituto per la ricerca italiana, di cui buona parte impegnata sulle nuove frontiere che sono  la genomica, la precisione, l’energia e la sostenibilità. “I cambiamenti climatici stanno spostando i paradigmi e i punti di riferimento – ha chiarito -. Le gemme anticipano i tempi, le gelate arrivano in tarda primavera, tornano fitopatie che non si vedevano da vent’anni, come la maculatura bruna delle pere. Stiamo perciò lavorando per produrre nuove varietà di piante che si adattino alle nuove condizioni, senza però cambiare il prodotto, perché anche tra vent’anni i consumatori vorranno il Prosecco, i kiwi e le mele veronesi, l’Amarone.  Con il genome editing, che non è ogm perché si rafforzano le piante utilizzando il loro dna, stiamo ottenendo piante di glera resistenti alle malattie, altre allo stress idrico e altre ancora agli eccessi di calore. Stiamo lavorando anche sull’agricoltura di precisione con sistemi previsionali per la difesa delle colture, di simulazione per ottimizzare le risorse idriche, di previsione delle rese per i seminativi”.

Risparmio idrico. Raffaele Giaffreda, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler, ente di ricerca al top in Italia con oltre 400 ricercatori e 11 centri dedicati alle tecnologie e all’innovazione, ha sottolineato che il 20 per cento del territorio europeo è già interessato da condizioni di scarsità d’acqua. “Dobbiamo mettere a punto sistemi di risparmio della risorsa – ha precisato – utilizzando sensori che monitorano il contenuto di acqua nelle piante, ma anche reti ad ampia copertura, stazioni meteo, big data. La sensoristica potrà aiutarci anche con le gelate, per capire quando e dove intervenire, oppure nel monitorare le temperature. Tutto questo, però non può ricadere solo sulle spalle degli agricoltori: serve un approccio multidisciplinare che veda in campo istituzioni, enti di ricerca e altri attori del settore”. Oltre a Lucio Fedrigo, direttore di Gestifondo Impresa, che ha illustrato i nuovi strumenti che affiancheranno gli agricoltori nella gestione dei rischi, erano presenti nel parterre numerosi esponenti della politica. Oltre a Elisa De Berti, vicepresidente della Regione Veneto, che vede nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) un’opportunità per spingere l’acceleratore sulla sostenibilità, era presente Marco Andreoli, presidente della Terza commissione della Regione Veneto, che ha puntualizzato come il Veneto abbia il 23% della superficie agricola assicurata per 1,25 miliardi, prima regione in Italia per valore. “I risarcimenti e gli interventi compensativi sono però sempre insoddisfacenti – ha chiosato -, basti pensare che per i danni da gelate di quest’anno, stimati in 220 milioni solo per il Veneto, il ministero ha stanziato160 milioni per tutta Italia, peraltro non ancora assegnati. Nel Psr noi continueremo a dare un sostegno per realizzazione di impianti antibrina, antigrandine e antinsetto. In dicembre lanceremo un bando da 150 milioni con il quale finanzieremo, tra l’altro, attrezzature per il risparmio idrico e investimenti volti alla prevenzione”. Infine l’eurodeputato Paolo Borchia ha espresso preoccupazione per la nuova Pac, la Politica agricola comune, “che dà sempre più oneri e compiti agli agricoltori, tirando però il cordone della borsa sui contributi. Anche gli obiettivi Ue sull’impatto climatico zero entro il 2050 sono poco credibili, in quanto non siamo dotati delle tecnologie necessarie per attuare la rivoluzione verde”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Verona

Profumo di rododendro, tiglio e tarassaco, ecco il miele delle Dolomiti bellunesi Dop

MieledelleDololmitiBellunesi_DOPSono ben 6 le tipologie di miele, l’unico tra i tre mieli a denominazione italiani con questa particolarità che, come sottolinea il presidente di Apidolomiti Luca Stefani,  cooperativa che ha promosso la dolce Dop bellunese, riconosce la complessità della biodiversità floricola delle valli dolomitiche.

Tempo di rinnovare il disciplinare. Il miele delle Dolomiti Bellunesi è prodotto, recita il disciplinare della Dop, con il nettare dei fiori del territorio della provincia di Belluno, da sottospecie indigene della specie Apis mellifera. Un disciplinare che festeggia quest’anno i 10 anni. Una decade di Dop è un risultato importante e proprio per questo Luca Stefani sottolinea che è giunto il tempo di rimodulare, rivedere questi importanti vincoli, in quanto molto è cambiato dal 2011. In particolare, sottolinea, i metodi di produzione si sono evoluti, come hanno avuto delle modifiche i parametri chimico-fisici del prodotto. “Assieme alla Regione Veneto stiamo riscrivendo il disciplinare e speriamo al più presto di avere una nuova “Magna Charta” funzionale alle esigenze dei produttori e dei consumatori”.

Un miele che ha sempre saputo essere al passo coi tempi. La tradizionale cultura culinaria locale sull’uso del miele è testimoniata da documenti apocrifi con ricette databili attorno al 1580 e altre, più numerose, dal Seicento in avanti. Un documento del 1712 ne riporta, catalogati, tre diversi tipi: “miele di fiori d’alta alpe”, “miele di brugo”, “miele de bosco misto”. E questo è rimasto, anzi ampliato.

Le tipologie. Il miele delle Dolomiti Bellunesi Dop si contraddistingue per l’ampio assortimento di colori e sapori del territorio. A seconda della fioritura periodica nel disciplinare si distinguono le tipologie: millefiori con colore che varia dal giallo chiaro all’ambrato; acacia, colore giallo paglierino trasparente, sapore delicato e molto dolce (per l’avverso andamento climatico quest’anno la produzione di acacia è stata minima o nulla); tiglio, dal sapore dolce con leggero retrogusto amaro e colore variabile dal giallo chiaro al verdolino; castagno, bruno scuro, poco dolce e amarognolo; tarassaco, miele con riflessi gialli, poco o normalmente dolce, solitamente acido, leggermente amaro; rododendro, delicato e pressoché trasparente.

Solo tre i produttori che oggi producono questa Dop, per una produzione totale di nicchia di 3-400 kg/anno. Le arnie in cui viene prodotto sono di tipo stanziale, anche se possono essere periodicamente spostate, ma sempre all’interno della provincia di Belluno. L’estrazione del miele avviene dai melari mediante centrifugazione e le api devono essere allontanate solo con metodi che escludono l’impiego di sostanze che potrebbero alterare il prodotto, che è immesso in commercio tutto l’anno nelle diverse tipologie in contenitori di vetro da 250, 500, 1000 g, con tappo metallico e sigillati con l’etichetta Dop.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

28 giugno 2021, a Treviso si parla delle opportunità date dal Pnrr per l’agricoltura irrigua e la tutela del paesaggio in Veneto, a Padova di allevamenti sostenibili, il piano di azione per la zootecnia bovina da carne

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Lunedì 28 giugno prossimo, dalle 10:00 alle 13:00, nell’auditorium di Sant’Artemio (via Cal di Breda 116, edificio 3) a Treviso, nell’ambito del Festival della Bonica Terrevolute, si svolgerà il convegno e tavola rotonda “Veneto: opportunità Pnrr per l’agricoltura irrigua e per la tutela del paesaggio”, organizzaato da Anbi Veneto e Consorzio di bonifica Piave in collaborazione con Coldiretti, Confagricoltura e Cia Veneto.

Programma. Ore 10, registrazione partecipanti. Ore 10:30 saluti di Gian Marco Centinaio, sottosegretario Ministero Politiche Agricole 10:40 Apertura Amedeo Gerolimetto, presidente Consorzio di Bonifica Piave, Stefano Marcon, presidente Provincia di Treviso , Rappresentante del Comune di Treviso. Ore 11:00 Interventi: Fabrizio Dughiero, prorettore Università degli Studi di Padova, Marina Colaizzi, segr. gen. Autorità Bacino Distrettuale Alpi Orientali, Maria Rosa Pavanello, vice presidente vicario ANCI Veneto, Francesco Cazzaro, presidente ANBI Veneto, Massimo Gargano, direttore generale ANBI. La manutenzione gentile a servizio dell’ambiente, presentazione del “Manuale per la gestione ambientale dei corsi d’acqua”, Marco Monaci, curatore del manuale; L’irrigazione in Veneto, scenario attuale e opportunità derivanti dal PNRR, Andrea Crestani, direttore ANBI Veneto. 11:50 Tavola Rotonda, Francesco Vincenzi, presidente nazionale ANBI, Gianpaolo Vallardi, presidente Commissione Agricoltura del Senato, Daniele Salvagno, presidente Coldiretti Veneto, Lodovico Giustiani, presidente Confagricoltura Veneto, Gianmichele Passarini, presidente Cia Veneto. 12:50 Il PRRR della Regione del Veneto, Federico Caner, assessore all’Agricoltura Regione del Veneto, modera Antonio Boschetti, direttore Informatore Agrario.

Carne equina

Sempre lunedì 28 giugno, dalle ore 10, nel salone delle feste dell’hotel Crowne Plaza a Padova (via Po 197, uscita autostrada Padova Ovest), si terrà il meeting in presenza “Allevamenti sostenibili il piano d’azione per la zootecnia bovina da carne”, organizzato da AOP Italia Zootecnica

Programma. Ore 10 Apertura dei lavori del meeting – Fabiano Barbisan, presidente AOP Italia Ore 10.15 Zootecnica, Criticità e potenzialità ambientali dell’allevamento da carne bovina Giacomo Pirlo – Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Ore 10.30 I risultati del progetto LIFE BEEF CARBON Luciano Migliorati – Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Ore 10.45 La sostenibilità certificata Maria Chiara Ferrarese – CSQA Certificazioni Srl. Ore 11 Una strategia per il settore bovino da carne nella nuova PAC Samuele Trestini – Università degli Studi di Padova. Ore 11.15 Presentazione Piano d’Azione per la Zootecnia Bovina da Carne Giuliano Marchesin – Direttore AOP Italia Zootecnica. Ore 11.30 Presentazione APP BEEF COST Claudio Montanari – Andrea Rocchini – CRPA Reggio Emilia Ore 11.45 Interventi programmati Ore 12.15 Domande ai relatori (scritte su modulo distribuito in sala o, per i collegati dall’esterno, tramite WhatsApp al n. 3351225800) – Ore 12.25 Risposte dei relatori Presentazione PDL per istituire la “Giornata nazionale della zootecnia bovina da carne” Ore 12.35 Chiusura dei lavori – Interventi Autorità Presenti Ore 13 A tavola, nel ristorante del Crowne Plaza, per degustare la carne di “Scottona allevata ai cereali” del Sistema Qualità Nazionale Zootecnia “Consorzio Sigillo Italiano”.

Al meeting è stato invitato il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. Il meeting verrà trasmesso in diretta streaming: per collegarsi, questo il link: https://www.youtube.com/verdeanordest L’invito è esteso a tutte le Regioni con un collegamento in diretta su piattaforma ZOOM che verrà inviato per mail prima dell’incontro. Info Covid-19: Per ragioni di sicurezza è obbligatoria la prenotazione dei posti in sala e al ristorante (max 120 persone) inviando una mail a info@italiazootecnica.it oppure un messaggio WhatsApp, con i nominativi, al n. 3351225800.

Fonte: Anbi Veneto/Italia Zootecnica

Alla prima edizione del “Festival So Agro” a Padova lanciato un monito: “Con il cambiamento climatico sparirà il 56 per cento delle regioni vitivinicole mondiali”

lavoro cooperativa agricolaCon il cambiamento climatico e un innalzamento delle temperature di 4°, il 56% delle attuali regioni vitivinicole è destinato a sparire, nel 2100 si arriverà all’85%. Questo significa che dovrà cambiare l’approccio alla viticoltura e al modello agricolo. E questo è un problema economico e di sostenibilità”. Questo è il messaggio lanciato da Tommy Meduri, cofondatore di Rete 231, dal palco di SO AGRO, il nuovo festival dell’Agroalimentare Veneto organizzato da Irecoop e Confcooperative Veneto, conclusosi lo scorso 28 maggio.

Sostenibilità ambientale, aziendale e di economia circolare. Se la sostenibilità per le aziende sta diventando un imperativo per avere successo sul mercato, per il consumatore sta diventando una scelta consapevole. Lo hanno testimoniato i numerosi casi presentati nella due-giorni di SO AGRO. L’agroindustria ha comunque retto l’impatto della pandemia. Nel 2020 il settore ha registrato solo un -0,4% sul 2019, che si era chiuso a sua volta con un +4,5% sul 2018”ha spiegato Gianluca Toschi, ricercatore senior di Fondazione Nordest. “Nell’arco di 11 anni, dal 2008 al 2020, l’export agroindustriale è quasi raddoppiato, crescendo di quasi il 90%, a fronte di un manifatturiero che si è fermato al +18%”.

La cooperazione è resiliente: permette collaborare per uno scopo comune ed è stata ciò che ha permesso la tenuta del settore” ha dichiarato Ugo Campagnaro, presidente di Confcooperative Veneto, che rappresenta 230 cooperative attive nel settore agroalimentare (vino, allevamento, pesca, ortofrutta, cereali, latte e prodotti caseari, carni), con oltre 34.300 soci e quasi 11.500 addetti, per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro.Alla prima edizione di SO AGRO abbiamo voluto presentare stimoli, esempi di successo, proposte operative, perché dal confronto, dalla contaminazione e dalla cultura si crea lo sviluppo”. Nei due giorni di evento, in diretta online dal BUH12 di Padova, Irecoop e Confcooperative, 16 speakers, di grandi aziende dell’agroalimentare, produttori ed esperti hanno offerto nuovi strumenti e leve di accesso ai mercati tra sostenibilità e certificazioni, economia circolare, e-commerce e internazionalizzazione, comunicazione ed etichettatura. Per informazioni: www.soagro.it facebook.com/soagrofestival

Fonte: Servizio stampa So Agro

Consorzio Agrario del Nordest verso l’adesione a Consorzi Agrari d’Italia

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Il Consorzio Agrario del Nordest, superando le divisioni preesistenti tra Consiglieri, lo scorso 11 maggio ha approvato all’unanimità in Cda la proposta di riesame del progetto di adesione a Consorzi Agrari d’Italia Spa.

La proposta sarà delineata al meglio e presentata per l’approvazione ai soci in assemblea deliberativa dal presidente Ettore Prandini insieme al direttore generale Pierluigi Guarise in condivisione con gli attuali soci di Consorzi Agrari d’Italia Spa, ovvero Bonifiche Ferraresi Spa ed i Consorzi Agrari dell’Emilia, del Tirreno, dell’Adriatico e del Centrosud.

Fonte: Servizio stampa Consorzio Agrario del Nordest