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Regione Veneto aderisce a piattaforma di garanzia del Fondo Europeo Investimenti a sostegno del credito agricolo

La Regione Veneto ha aderito alla piattaforma di garanzia “Agri” lanciata in Italia dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), emanazione diretta della Banca Europea per gli Investimenti (BEI). La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, ha sottoscritto il protocollo che dà il via allo strumento finanziario, finalizzato a sostenere il credito agricolo. Al momento sono tre le Regioni che vi hanno aderito (oltre al Veneto, anche Puglia e Umbria), 11 le Regioni coinvolte, 157 i milioni stanziati, con un rapporto minimo di leva di 1 a 4 e con una percentuale di finanziamento garantito che arriva al 50%.

Il Fondo Agri risponde ad uno dei maggiori problemi per le imprese del settore primario: l’accesso al credito. La riduzione del valore delle ipoteche e le nuove regole imposte dal Basilea 3, associate alla crisi generalizzata dalla quale si sta provando ad uscire solo in questi mesi, sono fattori che inducono ad una stretta creditizia anche nel comparto agricolo e agroalimentare. A pagarne il conto sono in particolare le piccole e medie imprese, comprese quelle beneficiarie di contributi a fondo perduto, per esempio per il 30-50%, che spesso non riescono a trovare le fonti finanziarie per coprire il fabbisogno riconducibile al resto dell’investimento. Da qui l’iniziativa della Banca Europea per gli investimenti, promossa e caldeggiata dal commissario all’agricoltura Hogan, per porre in essere strumenti finanziari a sostegno delle regioni a forte vocazione agricola in Europa.

Veneto maggior investitore nel fondo di garanzia fra le regioni aderenti. “Il Veneto è stata la prima regione italiana a manifestare ufficialmente il proprio interesse per questa iniziativa, con una lettera inviata al FEI nel luglio dello scorso anno – ricorda l’assessore all’Agricoltura – e da allora ha sempre attivamente collaborato con il FEI per la configurazione tecnica dello strumento e per la stesura dei documenti dell’accordo. Inoltre, la Regione Veneto risulta il maggior investitore nel fondo di garanzia fra tutte le Regioni aderenti, poiché rappresenta da sola circa il 20% del totale dei fondi regionali stanziati”.

Funzionamento. Il meccanismo del fondo Agri funzionerà secondo lo schema seguente: le Regioni italiane che aderiranno, costituiranno una serie di fondi regionali conferendo agli stessi risorse del proprio Programma di sviluppo rurale e ne affideranno la gestione al Fondo Europeo per gli Investimenti. Questi stanziamenti costituiranno il fondo di primo rischio (junior), a valere sul quale verranno escusse le prime perdite; BEI, FEI e Cassa Depositi e Prestiti (CDP) stanzieranno a loro volta proprie risorse, al fine di creare un fondo di secondo rischio (mezzanine o senior), a valere sul quale potranno essere escusse perdite che dovessero eccedere la percentuale di leva applicata al fondo junior. Questo ulteriore stanziamento consentirà di dare alle garanzie che verranno emesse la caratteristica di essere ‘uncapped,’ ossia senza un limite verso l’alto, assicurando alle banche finanziatrici l’assoluta copertura delle perdite garantite.

Portafoglio finanziamenti. FEI, in base al mandato conferitogli dalle Regioni, selezionerà un gruppo di banche affidando loro il compito di costruire un portafoglio di finanziamenti a favore di imprese agricole e agroalimentari, che troverà supporto nelle garanzie emesse da FEI a valere sui fondi di garanzia sopra citati. Il tutto funzionerà in parte sulla base di un accordo generale, che regolamenterà le parti comuni ai rapporti con tutte le Regioni (la cosiddetta ‘piattaforma’), in parte sulla base di un accordo particolare stipulato da FEI con ciascuna Regione (i ‘termini specifici’), che regolamenterà l’uso dei fondi regionali singolarmente stanziati, sulla base delle esigenze differenziate di ciascuna di esse.

Uno strumento-volano per i finanziamenti. “L’attivazione del Fondo FEI – spiega l’assessore – consentirà alla Regione di creare finanziamenti in favore di imprese del primario per circa 6 volte rispetto alle risorse del Programma di sviluppo rurale effettivamente stanziate. Usando 15 mln di fondi FEASR, si creeranno portafogli di prestiti a PMI del settore per 92 mln . Se i fondi delle misure 4.1 e 4.2 del FEASR fossero stati utilizzati solo come contributi a fondo perduto, avrebbero generato aiuti per soli 15 milioni. Inoltre, con l’ulteriore intervento finanziario del Fei e della Cassa Depositi e Prestiti, le risorse regionali a favore delle PMI agricole potranno essere incrementate del 90%”.

I vantaggi dell’attivazione del fondo di garanzia sono molteplici, fa notare il referente delle politiche per il settore primario in Veneto: “Potremo raggiungere un maggior numero di destinatari e potremo anche risparmiare risorse, perché mentre l’erogazione del contributo a fondo perduto porta inevitabilmente alla dispersione di risorse pubbliche (non a caso erogate “a fondo perduto”), l’attivazione del fondo di garanzia, adeguatamente gestito, porta a risparmi qualora le perdite effettivamente subite nei portafogli siano inferiori a quelle ipotizzate sulla base della leva applicata”.

La leva applicata al Veneto (1 a 7) è la più elevata fra quella applicate alle regioni aderenti, “a dimostrazione – sottolinea ancora l’assessore – di come il nostro settore primario sia considerato uno dei più sani”. Avremmo potuto adottare anche un moltiplicatore maggiore, vista la sostenibilità del nostro sistema, ma – chiarisce l’assessore – abbiamo preferito mantenere una linea più prudenziale al fine di consentire alle banche finanziatrici di aprire linee di credito anche alle piccole e medie imprese con classe di rischio più elevata”.

La gestione del fondo sarà affidata direttamente al Fondo Europeo per gli Investimenti (che gode di un rating di tripla A), con benefici diretti per le banche selezionate e per le imprese, che potranno godere di costi di commissione azzerati. “Ipotizzando che i finanziamenti concessi dalle banche in virtù delle garanzie emesse possano mediamente rappresentare l’80/85% delle spese per investimento – esemplifica l’assessore – si può ipotizzare che lo strumento possa attivare, al netto di possibili riutilizzi di risorse non escusse, un complesso di investimenti quantificabile intorno ai 110-120 milioni. Una vera boccata d’ossigeno per il credito al settore primario, che potrà rappresentare un importante impulso agli investimenti proprio nel momento in cui l’agroalimentare sta dimostrando tutte le proprie potenzialità di crescita e di apporto all’espansione del PIL regionale”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Siccità estate 2017, la situazione in Veneto

Acqua, nella siccitosa estate 2017 in Veneto, l’emergenza è su Adige e Po.

Le portate dell’Adige, a Boara Pisani, sono sui 80 mc/s, il livello idrometrico invece è pari a -3,75 m (ore 9:30). È importante ricordare che sotto ai -3,50 metri la barriera anti intrusione del cuneo salino va in crisi. La portata del Po, a Pontelagoscuro, è invece di 551 mc/s, con un livello idrometrico pari a -6,23 m (ore 10:00). Anche per il Po i livelli sono preoccupanti. Questo ha comportato la chiusura di tutte le derivazioni nel tratto compromesso dal sale, che ha risalito la corrente dei fiumi per circa 10 km. E’ una situazione che perdura ormai da aprile e solo una portata d’acqua importante può lavare via il sale che finora ha risalito il fiume, con le relative conseguenze per l’agricoltura e gli impianti idropotabili. Per fare un paragone, lo scorso luglio la portata media del fiume era intorno ai 600 metri cubi al secondo. Non ci sono allarmismi per l’area della Piave. Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto rassicura: “Bacini montani al 95% del volume invasabile. Situazione sotto controllo”.

Per quanto riguarda il Brenta, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha adottato diverse misure straordinarie, come pompe d’emergenza sul Novissimo, accordi con il Genio Civile per la regolazione delle paratoie che scaricano in laguna e sfalci straordinari per migliorare il deflusso d’acqua. Il Consorzio Brenta, inoltre, da anni segnala alle superiori Autorità la necessità di finanziare interventi di trasformazione pluvirrigua e di rimpinguamento delle falde, per l’attuazione dei quali si è già attivato con la predisposizione di appositi progetti. Sul canale Leb la portata concessa è di 32 metri cubi di acqua, derivata totalmente per l’irrigazione. La richiesta d’acqua è massima.

Le variazioni climatiche obbligano i politici ai fatti. Afferma al proposito Coldiretti Veneto: “Non è più derogabile il varo di un piano infrastrutturale nè si può far affidamento ai fondi nazionali oramai insufficienti e tardivi. La Regione Veneto deve intraprendere azioni per individuare le zone critiche, agire sulla politica integrata dei finanziamenti coinvolgendo tutte le risorse economiche possibili, sbloccare quanto già previsto sul Programma di Sviluppo Rurale per il risparmio del bilancio idrico nelle aziende agricole. Nel complesso questa operazione non ha tempi lunghi perché sostenuta dai Consorzi di Bonifica, partner progettuali per 146 milioni di euro. E’ ora di prendere atto che le variazioni climatiche obbligano anche i politici ai fatti”.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto/Coldiretti Veneto

30 giugno 2017, da oggi aperti i termini per i nuovi bandi del Psr Veneto dedicati a diversificazione e settore forestale

La Giunta Regionale, con l’approvazione della deliberazione n. 989 ha disposto l’apertura dei termini per la presentazione delle domande di aiuto per sei diversi tipi d’intervento nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

Il provvedimento stanzia complessivamente 25,8 milioni di euro. L’approvazione definitiva da parte della Giunta è arrivata a seguito del parere positivo espresso negli scorsi giorni dalla Terza Commissione del Consiglio Regionale. I tempi previsti per la presentazione delle domande di sostegno sono di 60 o di 90 giorni a partire da venerdì 30 giugno, data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale. “I bandi, cofinanziati dall’Unione europea, dallo Stato italiano e dalla Regione Veneto – ricorda l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan – mirano a favorire la diversificazione delle attività agricole, la diffusione di attività extra-agricole e lo sviluppo del settore forestale”.

Diversificazione delle imprese agricole. Il bando sosterrà investimenti finalizzati alla diversificazione delle imprese agricole, finanziando attività legate all’agricoltura sociale, all’ospitalità agrituristica, alla trasformazione dei prodotti, alla cura dell’ambiente e alla produzione energetica da fonti rinnovabili. Destinatari del bando sono gli imprenditori agricoli, che potranno contare su un sostegno complessivo di 13 milioni di euro. Il tipo d’intervento contribuisce sia al miglioramento delle prestazioni economiche delle imprese, sia alla diffusione delle energie rinnovabili. Termine per la presentazione delle domande: 90 giorni.

Sviluppo attività extra-agricole. Il bando sostiene gli investimenti finalizzati alla creazione di nuova occupazione e alla crescita economica e sociale del territorio rurale, attraverso lo sviluppo di attività extra-agricole, sia produttive che di servizio. A beneficiare dei finanziamenti saranno microimprese, piccole imprese e persone fisiche. Il bando attiverà complessivamente 6 milioni di euro, che contribuiranno all’obiettivo europeo di sviluppo rurale di diversificazione e sviluppo delle piccole imprese. Termine per la presentazione delle domande: 90 giorni.

Investimenti forestali. Per gli investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti forestali sono stati stanziati 3,5 milioni di euro. A essere interessati al sostegno sono sia le micro, piccole e medie imprese forestali, sia i Comuni e i soggetti privati che gestiscono aree forestali. Potranno essere finanziati, ad esempio, l’acquisto di attrezzature e macchinari e la realizzazione o ammodernamento di strutture legate ai prodotti forestali. Termine per la presentazione delle domande: 90 giorni.

Risanamento e calamità naturali. Il bando attiverà 2,5 milioni di euro a favore del risanamento e ripristino delle foreste danneggiate da calamità naturali. A beneficiare degli aiuti saranno soggetti sia pubblici che privati, proprietari o gestori di aree forestali. Gli investimenti vanno dal ripristino del potenziale forestale, alla stabilizzazione delle aree colpite da fenomeni di dissesto idrogeologico. Termine per la presentazione delle domande: 90 giorni.

Interventi di imboschimento. È previsto anche il finanziamento per interventi di imboschimento di terreni agricoli e non agricoli. Si tratta di investimenti per l’imboschimento permanente o temporaneo, attraverso l’impianto di pioppeti, di terreni agricoli e non agricoli, destinato a soggetti pubblici e privati possessori o gestori di terreni. Le risorse a bando ammonteranno a 600 mila euro. Termine per la presentazione delle domande: 60 giorni.

Sistemi silvopastorali e impianti arborati. Ulteriori 250 mila euro andranno invece a finanziare l’impianto di seminativi arborati. Beneficiari dell’intervento saranno Comuni e soggetti privati, proprietari o gestori di terreni agricoli e forestali. Termine per la presentazione delle domande: 60 giorni.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Agroalimentare Veneto, nel 2016 vale 5,7 miliardi di euro

Vale 5,7 miliardi di euro l’agricoltura veneta nel 2016 che, complessivamente, ha mostrato segnali di stabilità rispetto al 2015 (+0,3%). Vanno fatti però dei distinguo. Alle performance da record del settore vitivinicolo, trainato dal “fenomeno” Prosecco (+22% in valore e +21% in quantità) si contrappone l’arretramento degli allevamenti, per i prezzi in picchiata del latte (-7,4%) e degli avicoli (-7,5%). Con queste parole il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro, ha introdotta presentazione della congiuntura del settore agroalimentare veneto, ovvero la fotografia dell’andamento del settore lo scorso anno, svoltasi mercoledì 28 giugno scorso, a Legnaro (PD). Anche nel comparto degli ortofrutticoli si segnala lo stesso andamento in chiaroscuro: alcune produzioni hanno registrato ottime performance mentre altre, al contrario, hanno subito dei cali anche non indifferenti. La presentazione nel dettaglio durante l’evento è stata a cura della responsabile dell’Osservatorio economico dell’Agenzia, Alessandra Liviero.

Cereali e colture industriali. Il comparto è stato fortemente condizionato dall’andamento climatico stagionale. L’eccessiva piovosità primaverile 2016 ha penalizzato infatti il frumento duro e l’orzo, che hanno registrato rese inferiori agli standard. Al contrario, la buona stagione estiva è stata come una manna per il mais, la soia e la barbabietola da zucchero, che hanno avuto delle buone rese. Va però sottolineato che il mais ha visto ridursi ulteriormente le superfici coltivate, scese a circa 170.000 ettari. Buona la produzione di girasole, colza e riso.

Colture ortofrutticole. Le superfici investite a orticole sono aumentate a circa 27.500 ha (+5%) di cui il 75% è rappresentato da ortaggi in piena aria (20.100 ha, +2,1%). In aumento anche le patate (2.700 ha, +4%) e soprattutto le orticole in serra (4.200 ha, +21%). Bene il valore complessivo della produzione (622 mio/€, +2,7%). Circa le colture legnose, queste occupano una superficie di 100.900 ha (‐2,8%) di cui il 76% è rappresentato da vigneto e il 24% da olivo (5.000 ha) e da colture frutticole (18.900 ettari). Il valore di questa produzione ha raggiunto 1,3 miliardi di euro (+7,5%) di cui il 77% è dovuto alla viticoltura.

Vitivinicoltura. La vendemmia 2016 è stata abbondante, arrivando a 13 mio/q.li di uva (+2,6%), pari a 10,1 mio/h.li di vino (+10,1%). La superficie del vigneto veneto è cresciuta a 87.183 ettari. Il prezzo medio delle uve è salito a 0,68 €/kg (+5,5%). Ancora in crescita le esportazioni di vino veneto che nel 2016 hanno sfondato il tetto dei 2 miliardi di euro (+9%), sempre più trainate dall’esplosione del Prosecco sui mercati internazionali.

Zootecnia. Il 2016 registra prezzi bassi e una stagnazione dei consumi. Cresce la produzione di latte (+1,6%), ma i prezzi alla stalla crollano (‐7,4%) con conseguente calo del valore produttivo (‐7,3%). Calano anche i consumi di latte e formaggi, tiene lo yoghurt. La produzione di carne bovina è calata leggermente (‐0,7%). I consumatori acquistano meno carne ma quando lo fanno preferiscono la carne italiana, e questo è un buon segnale. Aumenta invece la produzione di carne suina (valore +4,1%, quantità +3%) che da una parte deve fare i conti con il calo dei consumi interni ma dall’altra ha visto crescere l’export: prosciutti cotti +13,8%; prosciutti con osso +11,1%; salsicce e salami stagionati +9,5%. Bene la produzione veneta di carne avicola (polli, galline, tacchini +6,7%) ma male i prezzi che trascinano giù il valore della produzione (‐7,5%). Stagnanti i consumi.

Pesca e acquacoltura. Comparto ittico in chiaroscuro: cresce la flotta peschereccia (+0,3%) come pure il numero delle imprese (+1,4%); cala però la produzione sbarcata dalle locali marinerie e conferita nei 6 mercati ittici regionali (-15,5%). Sale il fatturato (+5,1%).

Industria alimentare. Il numero di “industrie alimentari, delle bevande e del tabacco” è stato pari a 3.677 (-1,2%), calano anche le altre imprese manifatturiere (-1,5%). Di segno positivo invece le variazioni dei principali indicatori congiunturali: produzione (+2,7%), fatturato (+2 %), domanda interna (+2,2%) e ordinativi esteri (+4,3%).

Import/Export. La bilancia commerciale agroalimentare veneta segna anche nel 2016 un saldo negativo, pari a 215 milioni di euro. Va detto però che il deficit è diminuito del 56% rispetto al 2015, grazie soprattutto all’incremento delle esportazioni (6,3 mld di €, +7%), che aumentano più delle importazioni (6,5 mld di €, +2,1%). Ottime performance arrivano dalle esportazioni di bevande (vino in particolare), carne lavorata e conservata, prodotti di colture agricole permanenti e non permanenti. Relativamente alle importazioni, in aumento soprattutto quelle di pesce, crostacei e molluschi lavorati e conservati (+16,4%) e di prodotti di colture agricole non permanenti (+15,2%). Aumenti a due cifre anche per i prodotti di colture permanenti (+11,5%) e i prodotti da forno e farinacei (+11%), mentre sono in calo le importazioni di tabacco (‐22%), di prodotti delle industrie lattiero‐casearie (‐8,9%), di oli e grassi vegetali e animali (‐8,6%) e di carne lavorata e conservata e prodotti a base di carne (‐7%).

Imprese e occupazione. In calo il numero delle imprese agricole iscritte al Registro delle Imprese delle CCIAA del Veneto (64.108, -1,3%), trend che continua dal 2007. Il dato va però analizzato in dettaglio: risultano in crescita infatti sia le “società di capitali” (+2,8%) che le “società di persone” (+3,9%), che le “altre forme” di impresa (+1,3%), mentre prosegue il calo delle “ditte individuali” (‐2,3%), che tuttavia costituiscono la maggioranza delle aziende agricole venete (83%). Cresce il numero degli occupati (+16,1%) per un totale di 72.627 addetti.

Come sta andando il 2017? “Le prime stime indicano una contrazione degli investimenti nei cereali a paglia: in flessione soprattutto gli ettari coltivati a frumento tenero (-14%) e duro (-35%), mentre tiene l’orzo. In ulteriore riduzioni anche le superfici coltivate a mais che, secondo le dichiarazioni di semina raccolte presso gli operatori, dovrebbero scendere a circa 160 mila ettari (-5%), a vantaggio della soia, prevista in crescita a oltre 150 mila ettari (+13%); stabile la barbabietola da zucchero, per la quale l’annata si presenta comunque buona dal punto di vista agronomico. Difficoltà per alcune orticole (in particolare melone) e frutticole (melo e kiwi), colpite dalle gelate tardive di aprile; mentre asparago e fragola (quest’ultima in sofferenza per le gelate invernali) sono state penalizzate dalle temperature sopra la norma di fine inverno/inizio primavera che ha accavallato i cicli produttivi con quelli di altre zone del sud Italia, con conseguenti prezzi in calo.

Andamento di mercato. Il calo delle quotazioni sembra essere un aspetto critico di questa prima parte dell’anno anche per altre colture, come le ciliegie e le pesche/nettarine.  Qualche difficoltà da gelate tardive anche per la vite, che comunque sembra aver recuperato meglio di altre colture. Positivi i primi mesi del 2017 per il latte, con prezzi in recupero rispetto al 2016, mentre le carni (sia bovine che suine e avicole) hanno avuto una partenza in salita: si segnala in particolare l’aumento dei costi di produzione che potrebbero ripercuotersi sulla redditività aziendale.”Al seguente link è possibile scaricare il Rapporto congiunturale 2016.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

 

Cina riconosce e protegge Asiago Dop

Entro la fine del 2017, Asiago Dop otterrà il pieno riconoscimento e la protezione in Cina. E’ questo l’importante risultato raggiunto nei giorni scorsi dal summit economico UE-Cina inserito nell’accordo bilaterale sulla cooperazione e la protezione delle indicazioni geografiche avviato fin dal 2010. Il primo passo di questo processo è la pubblicazione formale degli elenchi dei 100 prodotti italiani e 100 cinesi che verranno protetti una volta entrato in vigore l’accordo.

Le importazioni lattiero casearie da parte della Cina sono in costante crescita. Nel 2016, hanno toccato quota 2,28 milioni di tonnellate, con un aumento del 20% in volume rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei consumi, l’import cinese di formaggi cresce del 18% fra gennaio e aprile 2017, mentre l’export dei formaggi italiani è aumentato del 35% (dati CLAL.it). Un mercato agroalimentare, quello cinese, tra i più grandi del mondo e in continua crescita, sostenuto dall’interesse di una classe media vicina ai prodotti alimentari europei, spesso apprezzati durante i viaggi internazionali e dove l’antica tradizione di indicazioni geografiche, molte delle quali sconosciute ai consumatori europei, ha costituto un terreno comune e favorito il dialogo e il confronto sul reciproco riconoscimento delle tipicità.

Strumento di protezione e riconoscimento. «Rivendichiamo il successo del ruolo del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago e di tutto il sistema di tutela italiano che ha visto riconoscere l’impegno pluriennale in Cina. Oggi siamo a celebrare l’importanza degli accordi bilaterali come strumento di protezione e di riconoscimento del valore economico, sociale e culturale delle DOP e la piena applicazione del Regolamento UE 1151/2012, in base al quale la protezione delle Indicazioni Geografiche è uno strumento per proteggere “il patrimonio culturale e gastronomico vivo” dell’UE”, ha affermato Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Tutela Formaggio Asiago

 

Aziende agricole, Regione Veneto finanzia il loro credito a breve, priorità alle imprese zootecniche

San Patrignano, la nascita di un vitellino

La Giunta regionale del Veneto ha approvato l’aiuto per prestiti a breve termine contratti dalle imprese agricole. La posta a bilancio ammonta a 530.000 euro, destinati ad abbattere gli interessi per prestiti fino a 12 mesi contratti per sostenere le spese anticipate per il completamento del ciclo produttivo-colturale fino alla vendita dei prodotti.

Definizione importi. Al fine di facilitare la presentazione delle domanda e garantirne velocità di gestione, l’importo massimo del prestito per cui può essere riconosciuta l’agevolazione è determinato in modo forfetario sulla base della tipologia di produzione e delle unità di produzione (superficie agraria o animali allevati) dell’azienda agricola. Il contributo massimo è calcolato al tasso di riferimento per il credito di esercizio fino a dodici mesi in vigore alla data del 1 marzo 2017 incrementato, al massimo, di 0,5 punti percentuali, e fino ad un massimo di 2.500 euro, che è il massimo possibile per la tipologia di aiuto ‘de minimis’.

Priorità alle aziende zootecniche. “I fondi non sono molti – spiega l’assessore regionale all’agricoltura – per cui sono state definite alcune priorità, con precedenza per le aziende zootecniche bovine da latte e carne che stanno scontando situazioni congiunturali difficili sul mercato internazionale per squilibri tra l’offerta e la domanda a livello mondiale. Le misure disponibili nell’ambito del regolamento (UE) n. 1308/2013 risultano insufficienti per ovviare a una situazione di ulteriore calo dei prezzi e di aggravamento delle perturbazioni del mercato; risulta importante, pertanto, individuare interventi complementari finalizzati ad aiutare gli imprenditori zootecnici a fronteggiare le criticità determinate dalle perturbazioni di mercato che hanno gravemente indebolito la loro redditività e liquidità”.

Modalità. Le domande dovranno essere presentate ad Avepa entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della deliberazione sul BUR, accompagnate dal contratto di prestito stipulato con la banca o dalla lettera di disponibilità dell’Istituto bancario a concedere il prestito.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

3 giugno 2017, i soci Argav visitano la cooperativa agricola La Fiorita di Cesiomaggiore (BL)

campo di orzo a Cesiomaggiore (BL), foto Stefano Sanson

Questa mattina, sabato 3 giugno, i soci Argav saranno a Cesiomaggiore (BL) in visita a La Fiorita, cooperativa agricola che produce, trasforma e distribuisce specialità agroalimentari e tradizionali della Val Belluna.

Programma.Alle 9.30 – ritrovo e incontro con Stefano Sanson della cooperativa La Fiorita, presso il Bicigrill di Busche a Cesiomaggiore, visita al punto vendita (piazza dei Sapori) delle tre cooperative locali, Coop. Agr. La Fiorita, Coop. Valcarne e Coop. Lattebusche; ore 10.15 – spostamento verso la campagna di Cesiomaggiore con osservazione lungo la strada ai campi di orzo da birra “Dolomiti”, mais Sponcio, farro Spelta, patata di Cesiomaggiore; ore 11.00 – visita ad una piccola azienda agricola, a Fianema di Cesiomaggiore, di produzione di fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese I.G.P. ore 12.00 – visita al Centro di Conservazione della Biodiversità allevata e coltivata dell’azienda agraria dell’Istituto Agrario “Antonio Della Lucia” a Vellai di Feltre e, in particolare, all’allevamento di pecora di Lamon, razze venete di polli e anatre, mais Sponcio, orzo Bellunese-agordino, farro Spelta, vite Bianchetta trevigiana; ore 13.15 – spostamento verso Grum di Villabruna in comune di Feltre, visita al molino a pietra della Coop. Agr. La Fiorita con spiegazione dell’attività e dei progetti futuri della Cooperativa (in particolare i recenti di Innovation Brookering PSR Veneto).

 

Regione Veneto finanzia prosecuzione programma sperimentale contro la moria del kiwi

Dopo aver investito oltre un milione e mezzo di euro per valorizzare e ripristinare la coltura del kiwi, nella quale il Veneto è leader con 55 mila tonnellate annue, mille produttori e 3200 ettari coltivati, di cui 2500 nella sola provincia di Verona, la Giunta della Regione Veneto ha approvato la prosecuzione del progetto per  l’individuazione di idonee strategie di contrasto alla “moria del kiwi” del Veronese.

Stanziati 50 mila euro per il quadriennio 2017-2020. Il progetto, iniziato nel 2015, coinvolge l’Agenzia Veneta per l’innovazione del settore primario (AVISP), in qualità di coordinatore delle attività di gestione del “campo prova”, il Consorzio di tutela del kiwi di Verona e Agrea s.r.l.: sul frutteto  ‘sperimentale’, su cui sono state applicate pratiche agronomiche classiche a confronto con tecniche innovative, sono stati raccolti i primi dati, che devono essere verificati in maniera più sistematica attraverso, appunto, la prosecuzione della prova che prevede anche la verifica della resistenza dei portinnesti. Il programma stanzia 50 mila euro per il quadriennio 2017-2020, suddivisi in moduli annuali che saranno finanziati sulla base delle disponibilità degli esercizi finanziari di competenza del bilancio della Regione Veneto.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

 

Coltivazione del nocciolo, opportunità e prospettive per le imprese agricole, se ne parla stasera a Padova

Hazelnut (Corylus avellana) Europe

Si chiama corilicoltura e anche per gli imprenditori agricoli padovani potrebbe rappresentare un’opportunità concreta. Si tratta della coltivazione del nocciolo ed è una delle nuove strade percorribili dagli imprenditori agricoli per differenziare la propria attività e il proprio reddito, investendo su un prodotto in continua ascesa.

Industria dolciaria e pasticceria artigianale i destinatari della produzione. Per conoscere i dettagli dal punto di vista colturale, le prospettive commerciali e le opportunità di un percorso di filiera dedicato alla nocciola, Coldiretti Padova organizza un incontro aperto a tutti gli imprenditori interessati. L’appuntamento è per stasera, mercoledì 17 maggio, alle 20.30, a Padova, nella sala riunioni del Consorzio Agrario in via Vigonovese 111. Intervengono alcuni tecnici di Coldiretti Piemonte, regione in cui la coltivazione del nocciolo si è affermata con decisione e con ottimi risultati. Per approfondire e discutere insieme gli aspetti legati allo sviluppo, anche nella nostra regione e provincia, di questa filiera, rivolta soprattutto all’industria dolciaria e alla pasticceria artigianale, tutti gli imprenditori interessati sono invitati ad essere presenti.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Padova

A Rimini apre Macfrut (fino al 12 maggio), partecipazione all’insegna di sostenibilità ambientale, tracciabilità, biodiversità e gusto del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Apre oggi Macfrut, fiera internazionale dell’ortofrutta in programma a Rimini fino al 12 maggio e che vede tra i partecipanti, all’interno dello stand OPO Veneto (Padiglione B5 – Stand 35/75), anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp.

Uno stand che evoca il territorio veneto. La partecipazione rientra nel progetto di promozione ed informazione finanziato nell’ambito del Piano di Sviluppo Regionale del Veneto avviato nel 2016 assieme ai Consorzi dell’Insalata di Lusia Igp e dell’Aglio Bianco Polesano Dop. “Siamo all’interno dell’area di Opo Veneto – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato di Chioggia, perché condividiamo assieme le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità. Lo stand è collocato tra due filari di alberi che vogliono idealmente rappresentare uno scorcio di campagna veneta, per significare dove e come vengono coltivati in nostri ortaggi e la frutta: in un territorio sano, con buone pratiche agricole, che danno prodotti garantiti nel rispetto dell’ambiente.

Sullo sfondo il concetto di biodiversità, sulla quale si basano processi innovativi per un’agricoltura sostenibile che mette in primo piano la salute della terra e quindi del consumatore. “E’ un messaggio – prosegue Boscolo – di salubrità, di freschezza, di stagionalità, di garanzia di qualità, certificata dai marchi Igp e Dop, come il nostro Radicchio di Chioggia, il principale tra i radicchi veneti, e l’unico radicchio Igp ad essere in piena produzione in questo periodo, con conferimenti quotidiani all’Ortomercato di Chioggia, col quale stiamo conducendo assieme azioni sinergiche di promozione e valorizzazione del prodotto nonché del suo territorio di produzione, dalla Laguna di Venezia al Delta del Po”.

Una “dolce” sorpresa. Durante la fiera verrà proposta all’assaggio la nuova torta al Radicchio di Chioggia Igp. Si tratta di una preparazione gastronomica elaborata dalla Pasticceria Veneta di Cona (VE) a base di radicchio di Chioggia Igp essiccato (brevetto della ditta di Poiana Maggiore (VI) Aromy, associata Consorzio di Tutela) e carote. Racconta Boscolo Palo: “L’idea innovativa del radicchio essiccato permette una più agevole preparazione delle diverse ricette: dalla birra al gelato. Nei tre giorni di fiera a Rimini, così come in contemporanea al Tuttofood di Milano, proporremo in degustazione questo nuovo dolce, realizzando un primo panel-test tra buyers e visitatori che porterà alla sua definitiva messa in produzione. Avremo così a disposizione una specialità gastronomica che porterà in tutto il mondo il nome del nostro Radicchio di Chioggia Igp, essendo Pasticceria Veneta un’azienda leader nel settore del dolce surgelato (e perciò senza conservanti aggiunti), che oltre a servire la ristorazione e la grande distribuzione, esporta i suoi prodotti in tutta Europa e in altri continenti, fin’anche in Australia”.

L’ingresso al Macfrut 2017 è gratuito, previa registrazione nel sito internet della fiera o direttamente alla reception. Per gli incontri informativi e d’affari la fiera mette a disposizione una piattaforma informatica, dove, tramite un codice fornito gratuitamente, espositori, operatori e buyer possono vedere la reciproca presenza e disponibilità, concordando in totale autonomia un appuntamento durante i giorni della rassegna presso lo stand dell’espositore o, in alternativa, incontrarsi nell’area business.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di tutela Radicchio di Chioggia Igp