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Riforma Veneto Agricoltura, approvate le direttive regionali per la dismissione delle società partecipate

La Giunta veneta, su iniziativa dell’assessore Franco Manzato, ha approvato direttive e cronoprogramma per la dismissione, da parte dell’azienda Veneto Agricoltura, delle proprie partecipazioni a società di vario tipo non funzionali alla propria attività istituzionali o per rispetto alle cui peculiarità non sia utile il normale ricorso al mercato.

Ridurre costi non funzionali agli obiettivi. “Lo scopo è duplice – ha fatto presente Manzato – tenuto anche conto che abbiamo presentato una riforma complessiva che prevede la soppressione dell’attuale Veneto Agricoltura e l’istituzione della nuova Agenzia per l’innovazione nel settore primario (vedi articolo precedente, ndr), attualmente all’esame del Consiglio regionale: ridurre incombenze e spese non funzionali agli obiettivi e ai compiti istituzionali e semplificarne l’operatività. Su questa linea era già stata fatta, del resto, una prima “scrematura”, sempre su richiesta della Giunta, e all’inizio del 2009 l’Amministratore Unico di Veneto Agricoltura aveva presentato un “Piano di mantenimento e di dismissione delle società partecipate”.

Fissata la road map per la dismissione delle società partecipate. Di questo elenco ora richiediamo l’aggiornamento e l’ampliamento, con il relativo rendiconto economico, giustificando l’eventuale prosecuzione in residue partecipazioni. Entro tre mesi attendiamo la proposta circa le partecipazioni nelle società ed enti individuati come funzionali; entro un anno dovranno essere dismesse o alienate le partecipazioni già individuate nel 2009 (fra cui Nuova Pramaggiore srl, Intermizoo SpA, Corte Benedettina srl, CSQA Certificazioni, ndr); entro due anni dovrà avvenire la completa dismissione”. Sempre in previsione della riforma presentata in Consiglio, è stato inoltre chiesto a Veneto agricoltura di predisporre il Programma d’attività per l’esercizio 2013, in modo da garantire una transizione morbida e funzionale all’agenzia per l’innovazione”.

(Fonte: Regione Veneto)

Sabato 15 settembre 2012, apre la prima bottega di Campagna Amica del Polesine, la quinta in Veneto

Coldiretti Rovigo annuncia l’apertura della prima “Bottega di Campagna amica” del Polesine, la quinta in Veneto. L’inaugurazione sarà sabato 15 settembre prossimo, a partire dalle 11, alla sede in via Guccia 12 a Gavello (Ro). Gestore della nuova realtà distributiva è l’azienda agricola Galassa di Lorenzo Zecchin e Giovanna Gioli, già certificata “Punto Campagna amica” e dedita alla vendita diretta.

Una rete di 178 botteghe in tutta Italia. E’ passato quasi un anno dal lancio nazionale del progetto Coldiretti per una rete di negozi, alternativi alla Grande distribuzione organizzata, che presenti solo prodotti delle aziende agricole certificate Campagna amica. La rete è nata ed è attualmente composta da 178 botteghe in tutta Italia, contraddistinte dagli stessi loghi e colori. In Veneto le botteghe sono cinque: la prima è stata inaugurata a Thiene (Vi) il 2 dicembre 2011, una seconda si trova a Belluno, una terza a Feltre (Bl) e la quarta a Verona. La Bottega di Gavello, di cui è referente Giovanna Gioli di Galassa, occuperà gli spazi aziendali precedentemente utilizzati da Galassa per la vendita diretta dei propri prodotti, debitamente allestiti secondo gli standard approvati da Campagna amica e Coldiretti.

Garantita la remunerazione degli agricoltori. La Bottega proporrà esclusivamente prodotti Campagna amica provenienti da aziende Coldiretti certificate di tutta Italia. Sarà, dunque, un’opportunità per gustare prelibatezze ed eccellenze gastronomiche di vari territori, dalle Alpi alla Sicilia. L’approvvigionamento avviene sia per contatto diretto con i fornitori più vicini, sia attraverso il Consorzio dei produttori di Campagna amica, che gestisce e sovrintende alle consegne di tutte le 178 botteghe italiane. I prezzi praticati all’origine sono fissati dagli stessi produttori/ fornitori e garantiscono la remunerazione della lavorazione agricola senza speculazioni; il prezzo finale alla Bottega prevede un ricarico concordato e calmierato col e dal Consorzio.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Dal 19 settembre al 17 ottobre 2012 nel padovano si tiene Girogustando, serate enogastronomiche “a 4 mani” alla scoperta dei sapori italiani

da sx, Mauro Cinefra (Confesercenti Padova), Flavio Manzolini (Turismo Padova Terme Euganee), Sonia Pallai (Confesercenti Siena) e Nicola Rossi (Confesercenti Padova)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) La crisi? Nel padovano, si prova a vincerla anche a…forchettate! Dal 19 settembre al 17 ottobre p.v. si tiene infatti per la prima volta in Veneto “Girogustando“, manifestazione promossa da Confesercenti con la collaborazione di CCIAA Padova, Turismo Padova Terme Euganee e Crediveneto. L’iniziativa vede l’organizzazione di cinque serate in altrettanti ristoranti di Padova e provincia che apriranno le porte agli chef di altre regioni italiane per preparare insieme le proprie specialità. Il tutto ad un prezzo contenuto, 35 euro a persona, vini in abbinamento dei territori inclusi.

Gli organizzatori. La manifestazione è stata presentata ieri alla stampa nelle sale del ristorante Forcellini di Padova. “In un momento di pesante recessione come quella attuale è giusto dare un aiuto concreto alle nostre imprese della ristorazione“, ha spiegato Nicola Rossi, presidente di Confesercenti Padova -, per questo abbiamo pensato di proporre anche nella città del Santo questa iniziativa che ha riscosso grande successo in terra di Siena, dove è nata e cresciuta per un decennio e che da cinque anni viene realizzata anche in Umbria“.”Il buon esito di questa manifestazione si deve alla volontà dei ristoratori di lavorare insieme per trovare nuove opportunità di crescita – ha aggiunto Sonia Pallai, di Confesercenti Siena, ideatrice della manifestazione”. “Siamo conosciuti in tutto il mondo per la nostra cucina e questo “giro d’Italia” culinario consentirà di creare un’offerta turistica dal grande valore aggiunto“, ha concluso Flavio Manzolini, di Turismo Padova Terme Euganee.

Connubio con cucina ligure, toscana, lombarda e sarda. Come si diceva, filo conduttore della manifestazione è l’incontro di due cuochi che condividono passioni e conoscenze e preparano insieme un inedito menu. La rassegna si apre mercoledì 19 settembre con un menu a base di pesce al ristorante Al Gatto Rosso (tel. 049-750487) di Padova, che ospiterà in cucina lo staff del ristorante Santa Caterina di Varazze (Sv). Mercoledì 26 settembre il menu sarà a base dei piatti più tipici di Veneto e Toscana, come le sarde in saor, il risotto e il baccalà, la cinta senese ed il brasato di Chianina e andrà in scena a Torreglia, dove il ristorante Corte Sconta (tel. 049-9930111) accoglierà il Santorotto, elegante ed affermato locale di Sinalunga (Siena). Sempre a Torreglia, giovedì 4 ottobre l’Antica Trattoria Ballotta (tel. 049-5212970), che peraltro chiuderà a novembre 2012 Girogustando in Toscana, spartirà le proposte in degustazione al pubblico con il ristorante San Marco di Pontedilegno (Brescia), tema della serata lo “spiedo”. Mercoledì 10 ottobre Girogustando si sposterà a Monselice, per una serata al sapore di mare presso il ristorante Tavern Villa Correr (tel. 0429-080003), che ospiterà il Cavalluccio di Castelsardo (Sassari). La prima edizione del Girogustando padovano culminerà mercoledì 17 ottobre a Vescovana, con un menu a quattro mani di piatti veneti e toscani presentato dal ristorante Al Porto (tel. 0425-920055) assieme al Maccherone di Pontassieve (Firenze). Consigliabile sempre la prenotazione.

Giroquiz con premi a carattere culturale per il pubblico. Durante ogni serata, ad esprimere il territorio non sarà solo la cucina, ma ci saranno anche musicisti ed attori chiamati ad allietare l’atmosfera ed artisti che dipingeranno in maniera originale i”forchettoni” di legno che saranno consegnati agli chef a ricordo delle serate. Inoltre, tra una portata e l’altra, il pubblico sarà coinvolto nel “giro-quiz“, semplice gioco che metterà in palio ingressi a musei e mostre d’arte. Informazioni dettagliate sulle serate della manifestazione sono disponibili anche sul sito internet di Girogustando e sulle pagine Facebook (Girogustando Cuochi d’Italia) e Twitter (@girogustando).

Normative anticendio: proroga di un anno anche per l’agricoltura

Le imprese agricole avranno tempo un anno – ovvero fino al 7 ottobre 2013 – per adeguarsi ai nuovi obblighi introdotti dal decreto 151/ 2011 sulle norme antincendio. Lo rende noto Coldiretti Veneto che con soddisfazione ha appreso della proroga concessa in questi giorni dal Governo.

Sono migliaia le aziende interessate al provvedimento – spiega Coldiretti – che potranno concedersi un po’ di tregua per ottemperare al peso burocratico ed economico previsto dalle novità introdotte della norma.  Allarme, dunque, rientrato nonostante rimanga ancora in attesa di risposte la richiesta fatta da Coldiretti Veneto al Ministero degli Interni per ottenere ulteriori deroghe specifiche in materia.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Vendemmia 2012 con il “timbro” di riconoscimento

La vendemmia 2012 è stata buona o cattiva? Più corretto parlare di “timbro” che ogni annata lascia sulle uve e dunque sul vino che si produrrà. A dirlo sono gli esperti che si sono incontrati ieri a Legnaro (Pd) per il tradizionale convegno sulle previsioni vendemmiali nel NordEst e nel resto d’Italia promosso da Veneto Agricoltura, Regione Veneto e Ente CRA-Vit di Conegliano, moderato dal socio ARGAV Renzo Michieletto di Europe Direct Veneto-Agricoltura-Ufficio Stampa.

Un nuovo modo di “leggere” la vendemmia. Visto l’andamento climatico di un’estate che ha portato alte temperature e pochissime piogge (mancano all’appello 255 mm di acqua da ottobre 2011 ad agosto 2012, rispetto all’annata precedente, mai così in basso dal 1993), la vendemmia 2012 lascerà senz’altro un “timbro” del tutto particolare. In sostanza, le uve bianche già raccolte, che hanno sofferto pesantemente lo stress idrico e termico estivo, lasceranno sui vini una timbratura carica di aromi che ricordano la frutta tropicale matura. Le uve nere invece, ancora da vendemmiare e avvantaggiate dalle piogge di questi ultimi giorni, godranno un timbro orientato alla morbidezza con più tannici che alcolici. Complessivamente si registra quest’anno una minore gradazione zuccherina e una diminuzione di acidità.

Nel Nordest l’unico convegno sulle previsioni vendemmiali in Italia. “Il vigneto veneto rappresenta una vera e propria miniera d’oro a cielo aperto, ha detto in apertura Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura; un tesoro di ben 75.400 ettari che nel 2011 ha prodotto 1,13 milioni di tonnellate di uva pari a 8,68 milioni di ettolitri di vino di qualità, di cui il 41,8% a Denominazione di origine e il 41,1% a Indicazione geografica. L’export, sempre nel 2011, è stato di 1,33 miliardi di euro, posizionando la nostra Regione al primo posto in Italia con circa il 30% del valore complessivo delle esportazioni. Parlare di vino, di marketing del vino, di vendemmia, di OCM Vitivinicolo, di problematiche legate al comparto è dunque una faccenda seria e importante. Veneto Agricoltura lo sta facendo da molti anni promuovendo, tra l’altro, questi incontri unici nel loro genere agli operatori del settore”.

Ad influire, il deficit termico. “E comunque, più che il deficit idrico – ha sottolineato Diego Tommasi del CRA-vit di Conegliano – nella vendemmia 2012 ha inciso il deficit termico (le giuste temperature per le diverse fasi di maturazione dell’uva), e lo si vede dalle conseguenze evidenti anche sui vigneti irrigati, al punto da mettere in discussioni le tecniche colturali per le prossime stagioni”. Ma se la qualità delle uve è dunque data dal “timbro” dell’annata, la quantità stimata di prodotto raccolto continuerà ad essere legata ai numeri, che quest’anno parlano chiaro. A causa di un’estate particolarmente siccitosa, la vendemmia 2012 si annuncia, rispetto allo scorso anno, generalmente in calo (-12 / 15% le uve bianche e -8 / 10% le uve rosse) e in alcune aree addirittura in forte riduzione.

La situazione nelle provincie venete. L’analisi dei dati illustrati dai tecnici ieri a Legnaro evidenzia che nei vigneti non irrigati del Veneto, ma anche delle altre regioni del NordEst, il calo produttivo si farà fortemente sentire come detto, con punte che rischiano di raggiungere anche il -50%. Con dei distinguo a seconda delle diverse aree di produzione. Nel padovano la riduzione dovrebbe essere del 30% per le uve nere e del 40% per quelle bianche; sui Colli Euganei, dove da fine maggio fino alla scorsa settimana non ha praticamente quasi mai piovuto, il calo potrebbe raggiungere anche il 50%. Nel rodigino i vigneti irrigati potrebbero quest’anno rendere il 10% in meno rispetto allo scorso anno, ma quelli che non hanno potuto beneficiare dell’irrigazione assistita rischiano di arrivare al -30%. Nella Marca trevigiana, in particolare nell’areale del Prosecco DOCG, dove da metà giugno a metà agosto sono state registrate temperature medie di 31°, le varietà precoci (Pinot e Chardonnay) hanno subito un calo cha varia dal 20 al 30%. Nel veneziano il calo produttivo è invece stimato attorno al 20-25%, mentre nel vicentino del 10-15%. Nei vigneti irrigati del veronese la riduzione non dovrebbe raggiungere il 10% ma sarà anche del 15% in quelli che hanno subito un forte stress idrico e termico.

Le uve. Per quanto riguarda la glera (Prosecco) si dovrebbe avere una produzione in Veneto nel 2012, rispetto al 2011, inferiore del 10% (-5% a Treviso); -16% il pinot grigio, -10% chardonnay, -10% garganega, -5% corvina e corvinona, invariata la raccolta di merlot. Quasi ovunque nel Veneto le uve si presentano sane, con ottima gradazione zuccherina, buona acidità e pigmentazione. Saranno determinanti le condizioni meteorologiche dei prossimi giorni, ma le analisi degli addetti ai lavori fanno ben sperare.

Anche in Friuli-Venezia Giulia e in Trentino-Alto Adige la vendemmia, sotto il profilo quantitativo, è annunciata in calo. I viticoltori friulani “piangono” un calo che potrà raggiungere punte del 50% nei vigneti non irrigati e il 25-30% negli altri. Nelle province di Trento e Bolzano il calo stimato dovrebbe essere del 10%. Assolutamente interessante per tutti gli operatori vitivinicoli presenti all’incontro promosso da Veneto Agricoltura, sono risultati i collegamenti in videoconferenza effettuati con vari esperti del Piemonte, Toscana, Puglia e Sicilia, vale a dire le principali regioni viticole italiane, nonché una parentesi internazionale con gli esperti di Spagna (grande calo produttivo, -20/25%) e Francia (annata discreta). Un modo per avere un quadro completo della vendemmia 2012. Tutti i dati provincia per provincia e le slides delle relazioni sono disponibili a questo link.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Siccità, incontro Manzato-Catania, il problema è di governo nazionale non di settore

“Il problema della siccità non è una questione settoriale agricola ma nazionale e di governo nel suo insieme. I danni ricadono certo principalmente sulle aziende agricole, ma si riflettono sulla collettività, sui consumatori, su tutti i cittadini e coinvolgono anche gli interventi per prevenire carenze idriche. Noi accompagneremo il ministro nella necessaria azione di coinvolgimento dell’intera compagine governativa”. Lo ha affermato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato al termine dell’incontro tra le Regioni e il ministro delle politiche agricole Mario Catania per mettere a punto un piano d’azione finalizzato a contrastare gli effetti della lunga carenza di precipitazioni, accompagnata da alte temperature.

Un problema che rientra nelle “eccezionali avversità atmosferiche”. Su questo argomento gli assessori stanno preparando un Ordine del Giorno per la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, che indicherà appunto come essenziale il coinvolgimento del governo nella sua interessa nelle risposte che servono. “Non abbiamo imboccato la strada della dichiarazione di calamità – ha aggiunto Manzato – mantenendo le problematiche amministrative all’interno del capitolo che riguarda le eccezionali avversità atmosferiche. Questo ci consentirà di garantire meglio il rapporto contrattuale tra imprenditori e fornitori e, all’interno dei meccanismi previsti, di attivare finanziamenti con i fondi disponibili per garantire liquidità alle imprese intervenendo sotto il profilo fiscale e previdenziale, nella dotazione di finanziamenti e sui mutui”.

Chiesto investimenti per un piano irriguo nazionale. “Al di là della situazione, grave e ripetibile, ma in un certo senso contingente – ha detto ancora Manzato – abbiamo chiesto di verificare la possibilità di un forte investimento su un piano irriguo nazionale, determinante per prevenire carenze e gestire al meglio la risorsa idrica. Questo secondo noi è fattibile anche utilizzando risorse che risultano al momento bloccate e non spese. Nei prossimi giorni vedremo come procedere operativamente lungo il percorso tracciato stamani”.

(Fonte: Regione Veneto)

Patto con i giovani agricoltori, CIA Veneto chiede alla Regione di passare dalle parole ai fatti

Un pubblico registro, costituito dall’elenco completo dei terreni agricoli regionali da assegnare con diritto di prelazione nella vendita, o in affitto, ai giovani agricoltori. A chiederlo sono i giovani imprenditori agricoli della Confederazione italiana agricoltori del Veneto, rivolgendo alla Regione la richiesta di predisporre al più presto l’elenco dei terreni pubblici regionali, sia per l’acquisto che per l’affitto.

Caro Manzato ti scrivo…La richiesta è stata inviata nei giorni scorsi con una lettera indirizzata all’assessore all’agricoltura Franco Manzato, nella quale i giovani imprenditori agricoli della Cia del Veneto chiedono l’applicazione, a livello regionale, dell’articolo 66 della legge 27/2012, la legge sulle liberalizzazioni convertita dal precedente decreto 1/2012 e approvata lo scorso 24 marzo, che prevede la “privatizzazioni dei terreni agricoli pubblici”. Lo stesso articolo concedeva al governo di predisporre entro 90 giorni i decreti attuativi. L’obiettivo dei giovani Agia del Veneto è quello di avere quanto prima “a portata di mano” la lista dei terreni agricoli pubblici fruibili. Una vera “Banca della terra” alla quale i giovani agricoltori possono rivolgersi per affittare o comprare un terreno.

La strada in sede ministeriale è già stata aperta: entro settembre verrà predisposto l’elenco, ma si tratta di terreni agricoli di proprietà dello Stato, che rappresentano per estensione e numero una minoranza rispetto a quelli posseduti dagli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni, Asl e altri). E nella stessa direzione la Regione Veneto ha già mosso un passo importante, con la firma del “Patto con i giovani”, siglato lo scorso 7 luglio tra i rappresentanti dei giovani agricoltori di Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, l’assessore all’agricoltura Franco Manzato e il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato durante l’ ”Agrishow” a Ca’ Tron (Tv). Nel documento l’impegno di agevolare i nuovi imprenditori nella fase di assegnazione dei pubblici terreni è stato messo nero su bianco. L’assessore Manzato ha inoltre confermato il trend positivo delle assunzioni in agricoltura, con un andamento positivo del mercato occupazionale anche nel secondo trimestre del 2012.

Dare nuove opportunità di lavoro ai giovani. “Vista l’opportunità offerta dall’agricoltura di creare posti di lavoro e la disponibilità dei giovani a investire in questo settore è opportuno che la Regione confermi il suo impegno e intraprenda un percorso analogo a quello del ministero – spiega Daniela Giarin, presidente dei giovani agricoltori Agia del Veneto – Occorre un elenco completo dei beni a disposizione, compresa la più ampia informazione sui beni demaniali regionali e territoriali che non sono compresi nell’elenco nazionale”.

(Fonte: CIA Veneto)

Siccità, secondo Coldiretti, perdite per 300 milioni e danni indiretti destinati al raddoppio. Oggi Manzato a Roma dal ministro Catania.

La siccità presenta il conto all’agricoltura veneta. Dopo un’estate di percentuali che secondo Coldiretti vanno dal 15% nell’alto veneziano fino al 70% nel basso polesine, con la fascia padovana intorno al 50% si tirano le somme. Per Coldiretti il valore delle perdite è intorno ai 300 milioni, cifra che si riferisce però ai mancati redditi per i minori raccolti e non certo per le maggiori spese sostenute per l’irrigazioni oppure per gli ulteriori costi delle imprese per la penuria di approvvigionamenti foraggeri.

Colture e ortofrutta i settori più colpiti. Se si considerano questi ed altri aspetti connessi alla gestione aziendale in prospettiva la somma definitiva può arrivare a più zeri. Da Venezia fino a Rovigo passando per Padova dove maggiormente si concentrano gli ettari vocati a granoturco, il calo della resa è confermato in oltre 7 milioni di quintali (rispetto ai 10 milioni preventivati), per la soia si parla di 560 mila quintali in meno. Un dramma che ha interessato non solo le grandi estensioni ma anche la campagna ortofrutticola. Nel padovano la maggior sofferenza dei vigneti. Sui colli scarsità d’acqua altrove, come nella pedemontana servita dagli impianti di irrigazione si sta provvedendo ad una vendemmia quasi nella norma. Difficoltà ancora più evidente se si considerano piovosità diverse o assenti, aree che pur in siccità hanno potuto irrigare i loro vigneti e altre (poche per fortuna) che raccoglieranno avendo le vigne secche. “Non tutti avranno la possibilità di trasformare la migliore uva in vino – commenta Coldiretti – il caldo, il vento e le alte temperature hanno lasciato il segno, ma sicuramente i viticoltori impiegheranno la loro massima conoscenza tecnica e naturale per aver il miglior risultato”.

Settore pesca. Coldiretti ricorda che non è scampato neanche il comparto della pesca che ha registrato la moria di cozze e mitili nel rodigino per anossia. Le variazioni climatiche pongono un grosso interrogativo sulle annate agricole obbligando gli operatori ad assicurarsi contro eventi atmosferici al di sopra di ogni aspettativa (trombe d’aria, tempeste di sabbia, grandinate abnormi). “Gli agricoltori non chiedono rimborsi – insiste Coldiretti Veneto – ma agevolazioni fiscali e condizioni preferenziali di accesso al credito per far fronte alle anticipazioni colturali della prossima annata e pagare i costi di quella in atto. La Regione Veneto – conclude Coldiretti – deve definire azioni inserite nel Programma di Sviluppo Rurale che introduca la possibilità di irrigazioni di soccorso anche per trasformare gli impianti esistenti oltre che introdurne di nuovi”.

La mappa dei danni. A Padova, è nella bassa dove si registrano le difficoltà maggiori. Non solo per la perdita quasi totale del raccolto ma per la sofferenza dei vigneti dei colli euganei ora in piena vendemmia registra un calo di produzione del 30%.  Dal 50 per cento al 100 % in meno delle rese di soia,  mais, bietole, nonché coltivazioni di ortaggi compromesse. E’ in questa area che si è trinciato e provveduto all’insilato anticipando la stagione con fasi di lavorazione non consone al periodo. Flagellato anche il tabacco con il recente passaggio del ciclone Poppea. Le aziende dovranno fare i conti non solo con l’avvio della prossima campagna già compromessa per niente incoraggiata dall’aumento in prospettiva dei costi di approvvigionamento. 150 milioni la stima quasi definitiva. A Vicenza, danni a macchia di leopardo per mais e soia che vanno dal 30% al 50% fino al 100% nelle zone più aride (quelle pedemontane da ovest a est ). Grande difficoltà anche per le colture orticole. Nelle zone attrezzate per l’irrigazione sono stati chiesti supplementi di carburanti per interventi d’emergenza. Perdite anche nella produzione di foraggi (prati e pascoli): in sofferenza le distese di erba di altura. Nelle malghe dell’Altopiano di Asiago si è provveduto a trasporti eccezionali di acqua per l’abbeveramento degli animali in alpeggio. Ciò significa maggiori costi per approvvigionamenti mangimi e fieno e soprattutto minore rese produttive soprattutto del latte. Con la siccità, si sono evidenziate pure delle infestazioni da parte di insetti e parassiti delle colture: in alcune aree dei Colli Berici, sono apparse le cavallette che compromettono raccolti. Particolarmente diffuso il ragnetto rosso nelle colture di soia. Coldiretti Vicenza stima perdite pari a 20 milioni di euro, cifra destinata ad aumentare.  Anche a Verona, le colture che pagano di più sono quelle estensive che registrano danni dal 50% fino al 100%. La campagna a sud di Verona la più colpita anche dalla tromba d’aria di “Poppea” che ha atterrato il tabacco nella fascia del territorio che comprende i comuni fino al confine di Rovigo. Sotto osservazione la frutticoltura, in particolare le piante di pero e melo in stress idrico per le alte temperature e colpi di sole che non garantiscono ora una maturazione omogenea. Coldiretti Verona conferma un danno intorno ai 10 milioni di euro.  A Treviso, la siccità ha colpito soprattutto nei comprensori di Mogliano-Roncade, Motta-Oderzo e nell’area centrale di Treviso e Montebelluna. La produzione di soia è irrimediabilmente persa e il mais non irrigato è sotto la soglia della convenienza. A soffrire in particolare è la zootecnia da latte e da carne. A Rovigo, la situazione sulle colture agrarie peggiora di giorno in giorno. La bassa pianura veneta è la più provata di questa estate secca e arida. La soia nel polesine che aveva ancora la possibilità di riprendersi ormai è persa al 100%; il mais non irrigato è compromesso dall’80 al 100% a seconda del terreno se irrorato o meno; la frutta ha prodotto una pezzatura piccola e si è dovuto anticipare la raccolta delle barbabietole perché lo sviluppo della pianta si è ormai bloccata. 250 milioni è il conto in rosso totale per le aziende del polesine.  A Venezia, 5 mila aziende situate lungo la fascia che va dal Portogruarese fino alla riviera del Brenta: 27 mila ettari di seminativi lontano dalle fonti irrigue. I vigneti di Lison Pra Maggiore salvati con acqua difficile da recuperare se non a turni notturni con “rotoloni” collegati alle fonti e trattori con motore sempre acceso.

Manzato oggi a Roma dal ministro Catania. Dal canto suo, l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato parteciperà questa mattina, mercoledì 5 settembre, a Roma all’incontro promosso dal ministro delle politiche agricole Mario Catania con le Regioni per discutere dei gravi problemi determinati dai fenomeni di siccità. La riunione si svolgerà nella sede del Ministero in via XX Settembre, con inizio alle ore 11,30.
“Attendevamo da tempo questo incontro – ha sottolineato Manzato – peraltro preceduto da riunioni preparatorie e scambi di comunicazioni, perché le imprese che hanno perso in tutto o in parte il loro raccolto a causa di un andamento climatico straordinariamente sfavorevole hanno bisogno di certezze per il futuro e vanno accompagnate alla prossima annata agraria, tenendo conto della perdita del reddito e, in taluni casi, della situazione d’indebitamento pre raccolto che potrebbero faticare a fronteggiare”. “Con Avepa e con le altre istituzioni interessate – ha aggiunto l’assessore – siamo pronti ad aggiornare la mappa dei danni e delle perdite e a predisporre nei tempi più brevi la parte burocratica della questione. Ma è sulla sostanza che ci servono risposte: dobbiamo capire come il Governo intende intervenire e con quali risorse, tenuto conto che l’eccezionalità delle condizioni meteorologiche avverse richiedono una deroga al Piano assicurativo nazionale 2012. Per quanto ci riguarda, in ogni caso, il reperimento delle risorse economiche necessarie a sostenere le aziende in difficoltà non deve essere coperto da ulteriori aumenti delle accise sui carburanti”.

(Fonte: Coldiretti/Regione Veneto)

E’ partita bene nel Veneto la raccolta di sedano verde da costa

E’ partita bene nel Veneto la raccolta e la commercializzazione del sedano verde da costa, varietà dulce, un ortaggio generalmente presente sulla tavola e in cucina. I consumi sono consolidati, con tendenza a una leggera crescita, rileva il settore commerciale di OPO Veneto, organizzazione di produttori ortofrutticoli con sede centrale a Zero Branco. Ed anche le quotazioni tendono a lievitare.

In Veneto se ne raccolgono 51 mila quintali. Il sedano è uno scrigno di sapori e di valori nutrizionali per la ricchezza di vitamine e di sali. Fino al XVII secolo era stimato soprattutto come pianta medicinale, che veniva impiegata dalla medicina popolare per prevenire e curare tantissimi malanni. Stando agli studiosi del genere, l’uso come alimento incominciò in Sicilia agli inizi del Seicento dopo una terribile peste. Le sue proprietà officinali sono tuttora tenute in grande considerazione. E’ ritenuto un ortaggio valido nelle cure dimagranti, come disintossicante e diuretico. Le sue virtù si dimostrano molto efficaci, soprattutto se se viene consumato fresco. Tra le varietà più conosciute c’è il sedano di Chioggia, la cui produzione, però, è stata negli ultimi anni fortemente ridimensionata. E’ cresciuta, invece, la coltivazione nel Polesine, nelle terre tra i fiumi Po e Adige. Una buona produzione si ha anche in provincia di Padova. Complessivamente nel Veneto su 157 ettari (dato Istat dello scorso anno) si raccolgono oltre 51 mila quintali di sedano. La produzione italiana si aggira sul milione di quintali ottenuti su 3.500 ettari. Il sedano (Apium graveolus) è un’erba biennale della famiglia delle Apiaceae, originaria della zona del mare Mediterraneo e se ne consuma soprattutto il gambo (la costa).

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

In Veneto, radicchi “stressati” dal caldo e dall’esplosione di parassiti

Nel Veneto radicchi fortemente stressati dal caldo, dalla siccità e dall’esplosione di parassiti, con perdite che potrebbero superare il 10 per cento, con costi di produzione alle stelle. L’irrigazione ha funzionato, ma ha compensato soltanto in parte i danni provocati dalle temperature che tanto a lungo hanno sostato su livelli di insopportabilità. “Una situazione veramente problematica, rileva Federico Nadaletto, di OPO Veneto, perché “oltre ai costi per l’acqua, c’è da aggiungere la fatica, ci sono da mettere in conto le notti e i giorni passati per gestire l’irrigazione”.

Costi di irrigazione aumentati del 200/300%. Il radicchio è una pianta rustica e quindi ha resistito più di altri ortaggi che, in generale, hanno subito perdite più elevate. Pesanti dunque i costi di irrigazione per le aziende (più 200, più 300 per cento rispetto ad annate normali). Quasi tutte hanno terminato il carburante agevolato, per cui sono state costrette a ricorrere al mercato normale, a prezzo pieno. Insostenibili i tempi tecnici per ottenere un supplemento di gasolio agevolato: in attesa, gli ortaggi si sarebbero bruciati. Sono infine arrivati i parassiti. C’è stata una vera e propria infestazione di acari (ragnetto rosso) e piralide, che si sono “trasferiti” su radicchi e ortaggi dal mais che hanno abbandonato, poiché questo è seccato prima del tempo. Si tratta degli acari di terza generazione. Costi stellari, dunque, per l’irrigazione, ma anche per combattere i parassiti. Per Paolo Manzan, presidente del Consorzio di tutela del radicchio Igp di Treviso e di Castelfranco, è presto per fare realistiche valutazioni e si spera, a questo punto, almeno in un recupero delle quotazioni.

Il radicchio è l’ortaggio più rappresentativo del Veneto, da dove proviene più della metà della produzione nazionale. Nello scorso anno si sono superate le cento mila tonnellate per un valore stimato attorno ai 50 milioni di euro. Con i radicchi stanno soffrendo tutti gli ortaggi pregiati dell’orto veneto: insalate, cavoli cappucci, cetrioli, pomodori, sedano, finocchi, patate, giusto per ricordare alcune produzioni. Compromesse soprattutto le produzioni di aree dove è problematica l’irrigazione, in particolare nel Padovano e nel Polesine.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)