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Anche in Trentino si salvano gli anfibi con l’iniziativa “Save the prince” 

foto Matteo Trentin

(di Giancarlo Orsingher, vice presidente Argav. Foto Matteo Trentin) Se doveste passare in queste settimane in tarda serata sulla vecchia provinciale che costeggia il Lago di Levico (TN), potreste notare qualcosa di strano. La stessa cosa, poi, accade sulla provinciale che dai camping di Levico porta a Tenna, o nei pressi del Lago Costa di Pergine o in località “Paluatti”, nei pressi della Riserva Naturale Provinciale e Oasi WWF di Inghiaie oppure sulla strada provinciale del Tesino a Pradellano per rimanere in Valsugana, ma anche nel pinetano a Valt o al Lago di Serraia, oppure al Lago di Santa Colomba.

Dovreste, infatti, vedere delle persone a lato strada con tanto di giubbotto catarifrangente, torcia elettrica o frontalino, un secchio e magari un block notes. Sono i volontari di tutte le età, in tutto quasi quaranta, che partecipano all’iniziativa “Save the prince”, cioè “il principe” e in particolare “il principe ranocchio”, quello della favola dei fratelli Grimm. Il progetto, infatti, è un’iniziativa di salvataggio e protezione degli anfibi, una categoria di animali particolarmente colpita da declini ed estinzioni e con specie che vivono anche in Trentino inserite nelle liste di quelle considerate a rischio, come il rospo comune o il tritone alpestre. Una ricchezza di biodiversità che è sempre più in pericolo e che è necessario conservare per preservare sia questi animali sia l’intero equilibrio naturale che solo questa ricchezza e varietà di specie può garantire.

“Save the prince” è un progetto sovraregionale vede coinvolti territori lombardi ma soprattutto veneti e trentino e proprio in queste settimane i volontari sono impegnati praticamente tutte le sere. Come ci dice Aaron Iemma, presidente dell’Associazione per il WWF Trentino e coordinatore del progetto, è infatti generalmente tra fine marzo e fine aprile che rane e rospi lasciano i rifugi in cui hanno trascorso l’inverno per spostarsi nelle zone di deposizione delle uova, coprendo tragitti che possono arrivare a qualche chilometro per raggiungere le aree umide, gli stagni, le paludi e i laghetti dove nasceranno i girini. L’itinerario di avvicinamento prevede molto spesso l’attraversamento di strade anche piuttosto trafficate e in questi casi si assiste a una vera e propria strage con innumerevoli rane e rospi schiacciati dal passaggio delle automobili. Particolarmente negativo è lo schiacciamento delle femmine perché con la morte di ognuna vengono distrutte centinaia di uova minando così gravemente la possibilità di perpetuazione della specie.

Per quanto riguarda il Trentino, la Provincia autonoma di Trento è intervenuta negli ultimi anni con azioni estremamente valide, posizionando delle barriere in plastica a lato delle strade più trafficate dalle automobili e più utilizzate dagli anfibi, per impedirne l’attraversamento cercando di convogliare gli animali nei “rospidotti” appositamente realizzati: dei veri e propri sottopassaggi che dovrebbero consentire a rane e rospi di attraversare la strada e dirigersi in sicurezza verso le zone di deposizione. Non è però detto che questi utili accorgimenti funzionino sempre al meglio, per cui è indispensabile l’intervento dei “salvatori” per raccogliere gli animali e portarli al sicuro oltre l’altro lato della strada. L’intervento di salvataggio è anche l’occasione per monitorare la consistenza delle popolazioni di anfibi, registrando le specie presenti, il numero di maschi e femmine e anche il numero di soggetti schiacciati; tutti dati utili per tenere sott’occhio l’evoluzione delle comunità di Anfibi e che si trovano riassunti sul sito internet del progetto all’indirizzo savetheprince.net.

La migrazione verso i luoghi di deposizione delle uova non è l’unico momento di pericolo per gli animali: una volta deposto, maschi e femmine tornano da dove sono venuti in quella che viene chiamata “migrazione di ritorno”; un viaggio un pochino meno rischioso perché gli individui sono più reattivi e quindi più veloci grazie al fatto che si sono nutriti (si alimentano infatti solo dopo la deposizione) e le femmine sono anche sgravate dal peso delle uova. Questa è anche una migrazione più diluita nel tempo, a differenza di quella di andata che vede fino a centinaia di individui spostarsi contemporaneamente. Se transitate, dunque, in questo periodo in zone di “passaggio anfibi”, rallentate e fate attenzione, sia a rane e rospi… che ai volontari e! Se poi volete unirvi al gruppo, potete contattare l’Associazione per il WWF Trentino a questo indirizzo di posta elettronica: trentino@wwf.it

In occasione della Giornata della Terra (22 aprile), sabato 23 aprile 2022 il webinar “Veneto, giovani e ambiente. Che futuro intravvediamo?”., patrocinato da Argav e organizzato da Unione Cattolica Stampa Italiana, presieduta da Mimmo Vita, presidente Cts Unaga

Webinar Ucsi Veneto

Sabato 23 aprile p.v. dalle ore 10.00 alle ore 12.00, in occasione della Giornata della Terra (prevista quest’anno venerdì 22 aprile), Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana) Veneto, presieduta da Mimmo Vita, socio Argav e presidente del Comitato tecnico scientifico di Unaga, ha organizzato il webinar “Veneto, giovani e ambiente. Che futuro intravvediamo?”cui Argav ha concesso il patrocinio.

Il programma. Alle ore 10.00 Saluti del presidente UCSI Veneto, Mimmo Vita; ore 10.10 Roberta Carlucci, giornalista freelance e Luca Ciciriello, giornalista di Teledehon; ore 10.40 Alberto Laggia, giornalista di Famiglia Cristiana; ore 11.10 Antonio De Lorenzi, ingegnere ricercatore del Consorzio RFX; 11.45 domande e risposte; 12.00 saluti finali. A moderare l’incontro, Maria Giovanna Romanelli.

Il Premio Carlo Scarpa 2022 va al Natur-Park Schöneberger Südgelände e la natura urbana berlinese

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Al Natur-Park Schöneberger Südgelände e al formarsi di una “natura urbana berlinese” che esso rappresenta viene dedicata la trentaduesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, istituito e organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche dal 1990. Le ricerche e le attività del Premio, rivolte annualmente a un luogo ritenuto particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione, hanno messo al centro dell’edizione 2022 questo grande parco pubblico, situato nella parte sud-est del quartiere di Schöneberg, aperto ufficialmente per la prima volta nel 1999 ma con una storia molto più lunga: il parco è frutto del lungo periodo di abbandono di un’immensa area ferroviaria e del successivo riconoscimento del luogo come espressione di una “natura urbana berlinese”, punto d’incontro tra le aspirazioni degli abitanti, la cultura contemporanea del paesaggio e l’affermazione di una profonda attenzione ecologica per la città.

Si tratta di un grande spazio pubblico che ha contribuito a rinnovare la concezione di parco urbano, caratterizzato dalla commistione di strutture ferroviarie abbandonate, grandi estensioni di vegetazione, che in gran parte si è deciso di assecondare nella sua crescita spontaneainterventi artistici che ne accompagnano la visita e il godimento, sottolineando il dialogo tra i segni della presenza umana e il divenire della natura. I principali momenti pubblici del Premio Carlo Scarpa 2022 si svolgeranno nel mese di maggio: venerdì 13 maggio alle 18 sarà aperta negli spazi Bomben di Treviso la mostra dedicata al Natur-Park Schöneberger Südgelände, nel cui contesto sarà anche proiettato il film documentario sul luogo, prodotto dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e diretto dal regista Davide Gambino, e sarà disponibile, in italiano e in inglese, il volume collettivo Natur-Park Schöneberger Südgelände e la natura urbana berlinese, a cura di Patrizia Boschiero, Thilo Folkerts, Luigi Latini (coedizione Fondazione Benetton Studi Ricerche-Antiga, Treviso 2022). La mostra sarà aperta fino a domenica 31 luglio. Sabato 14 maggio, dalle 9.30 alle 13.30, si terrà nell’auditorium della Fondazione Benetton a Treviso un convegno pubblico internazionale dedicato al luogo e ai temi di questa edizione del Premio. Alle ore 17 di sabato 14 maggio si terrà, nel Teatro Comunale di Treviso, la cerimonia pubblica con la consegna del sigillo simbolo del Premio.

Foto in alto: tunnel in acciaio realizzato da Odious nell’ambito dei diversi percorsi che attraversano il Natur-Park Schöneberger Südgelände. Fotografia di Marco Zanin, Fabrica, per Fondazione Benetton Studi Ricerche, ottobre 2021.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studio Ricerche

1922-2022: dal Veneto all’Italia, cento anni fa, a San Donà di Piave, nasceva la bonifica moderna

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Cento anni fa, tra il 23 e il 25 marzo del 1922, rappresentanti della politica nazionale, grandi proprietari terrieri, economisti, ingegneri e agronomi s’incontravano a San Donà di Piave, in provincia di Venezia, nel Congresso Regionale Veneto delle Bonifiche, per coordinare la futura azione di bonifica al fine di recuperare terre coltivabili dalle paludi creando così nuove opportunità di lavoro e aumentare la produzione agricola in un’Italia che stava ancora facendo i conti con i danni della Grande Guerra.

Il Congresso di San Donà – al quale parteciparono personalità del calibro di Silvio Trentin, Don Luigi Sturzo, Arrigo Serpieri, Emiliano Carnaroli – pose le basi, a livello nazionale, della “bonifica integrale” che unisce tre approcci nella gestione del territorio che fino ad allora si muovevano su binari diversi: la bonifica sanitaria, che aveva come obiettivo sanificare le paludi soprattutto in ottica di contrasto alla malaria, la bonifica agraria, finalizzata all’appoderamento delle nuove campagne e alla gestione dell’acqua irriga, la bonifica umana che si faceva carico degli aspetti sociali, culturali e del diritto del lavoro di chi operava nelle terre emerse. Questo momento così importante e al contempo poco conosciuto della storia d’Italia, ha dato spinta a un’azione di riprogettazione dei territori che nei cento anni successivi ha consentito l’emersione di nuove campagne, lo sviluppo dell’agricoltura e la nascita di nuovi centri abitati, in Veneto come in gran parte d’Italia, nelle aree costiere come nell’entroterra (il Basso Piave e la Zerpa veronese, ovviamente, ma anche l’Agro Pontino, la Piana di Catania, il Tirso in Sardegna). La moderna Bonifica nasce dunque nel 1922 in Veneto, in quello che è stato uno degli ultimi atti dell’Italia liberale prima della salita al potere di Mussolini (ottobre ’22).

Tante iniziative di celebrazione sul territorio. Per ricordare il Congresso Regionale Veneto delle Bonifiche e le importanti ricadute che ha avuto – e ha tutt’oggi – per il Paese, gli 11 Consorzi di Bonifica del Veneto coordinati da ANBI (Associazione Regionale Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) e Università degli Studi di Padova organizzano nell’arco di tutto il 2022 un programma di iniziative organizzate dai Consorzi di Bonifica di tutta Italia nei rispettivi territori e che a livello regionale si declina nel marchio Terrevolute. Evento principale di Terrevolute è “Terrevolute 100 – Festival della Bonifica” in programma a San Donà di Piave dal 26 al 29 maggio 2022.  “Oggi come 100 anni fa il Veneto si propone come laboratorio per un nuovo approccio alla gestione del territorio attraverso la gestione dei corsi d’acqua e della risorsa – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro –. Ieri le attenzioni si concentravano sulle esigenze vitali dell’uomo, come la necessità di abitare e lavorare in terre salubri e coltivabili. Oggi, a questo obiettivo fondamentale, si affianca la necessità di preservare l’equilibrio tra attività umane e natura, nel segno di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Con TerrEvolute e le celebrazioni per il Centenario del Congresso del 1922, i Consorzi di Bonifica mettono le basi per un nuovo approccio alla gestione del suolo che guarda avanti di 100 anni.”

Il sistema della formazione superiore sta promuovendo già da qualche anno un processo di valorizzazione e di riconoscimento di tutte le attività di Terza Missione delle Università. La Terza Missione è a tutti gli effetti un elemento imprescindibile per le istituzioni universitarie accanto alla didattica e alla ricerca – sottolinea la prof.ssa Monica Fedeli, prorettrice dell’Università di Padova –. Con il preciso mandato di diffondere cultura, conoscenze e trasferire i risultati della ricerca al di fuori del contesto accademico, contribuire alla crescita sociale, culturale ed economica del territorio, l’Università di Padova realizza numerosissime attività di dialogo con le istituzioni, con i cittadini e le cittadine e con le organizzazioni. Il Progetto TerrEvolute, si inserisce in questa dimensione di sviluppo e dialogo e vede la partecipazione attiva di sette dipartimenti dell’Ateneo. Si tratta di una iniziativa che si è sviluppata negli anni e che rappresenta una importante occasione di condivisione di idee, ricerche e percorsi futuri tra il mondo accademico e tutti gli enti coinvolti che insieme perseguono l’obiettivo della salvaguardia e della valorizzazione del territorio, includendo anche iniziative socio-culturali ed educative di rilevanza regionale e nazionale”

“È necessario ricordare Il Congresso della Bonifica di San Donà perché ha cambiato la fisionomia del Veneto ma anche perché è un evento assolutamente identitario – ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia – . L’opera della bonifica ha permesso di strappare aree originariamente acquitrinose e malariche e ha rafforzato la dimensione agricola del Veneto permettendole di diventare una dimensione internazionale, siamo la seconda agricoltura d’Italia, 6 miliardi di fatturato, dei 350 prodotti tipici e del maggior numero di denominazioni, l’agricoltura con il maggior numero di vini con 11 milioni di ettolitri. Tutto questo grazie alla bonifica, a quell’acqua che viene regimentata, distribuita e data all’agricoltura dai Consorzi di Bonifica.”

Attività di bonifica produttrice di benessere. “Partendo dalle radici storiche dell’attività di bonifica, che ha consentito di superare la malaria avviando la coltivazione dei suoli, ora si guarda alle nuove sfide poste dal cambiamento climatico e dalla crisi ambientale – ha affermato l’assessore al Turismo e all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner. Quanto realizzato negli ultimi cento anni conferma, infatti, come la bonifica, anche e soprattutto a livello territoriale, sia un prerequisito per dare un futuro alle nostre terre. Un sistema che ha dimostrato di saper garantire la sicurezza idraulica, indispensabile per un territorio dove l’acqua rimane uno degli elementi naturali predominanti. All’attività di bonifica deve essere, quindi, riconosciuto il ruolo di produttrice di benessere, non solo per chi vive nel territorio, ma anche per chi lo frequenta per turismo e vuole conoscere ed apprezzare i prodotti agricoli di eccellenza. Questi cent’anni devono non solo riportare alla memoria quanto fatto per salvaguardare la nostra terra agricola, ma anche essere da sprono per i Consorzi di bonifica che oggi devono gettare le basi per il futuro, programmare e sostenere nuovi investimenti per adeguare l’infrastruttura della bonifica idraulica ai bisogni del presente. Oggi, come nel passato, la tutela della risorsa idrica è l’elemento che unisce la salvaguardia dei territori con uno sviluppo sostenibile attento all’ambiente”.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Venerdì 25 marzo, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD), corso di formazione per giornalisti/e “A cent’anni dal congresso di San Donà di Piave: dalle origini alle nuove frontiere della moderna bonifica”. Al termine, si parla di turismo montano ed esperenziale.

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Si celebrano quest’anno i 100 anni dal Congresso di San Donà di Piave (VE), dove primari esponenti del mondo scientifico e politico disegnarono la moderna Bonifica; il corso, che si svolgerò dalle 18.30 alle 20.30, si propone di partire dal dato storico per illustrare attuali e futuri obbiettivi di un’originale esperienza italiana di autogoverno democratico del territorio per la salvaguardia idrogeologica, la gestione delle acque irrigue, la tutela ambientale, la produzione di energia rinnovabile. Il corso è gratuito ed il numero massimo di partecipanti ammessi è 20 nel rispetto dei protocolli anti Covid. Iscrizione obbligatoria su piattaforma formazione giornalisti.

Programma. A coordinare l’incontro sarà Mauro Poletto, giornalista, direttivo Argav. Ore 18.30 – Saluti: Ordine Giornalisti Veneto/Sindacato Giornalisti Veneto; Francesco Cazzaro, presidente ANBI Veneto, Fabrizio Stelluto, Presidente Argav. Relatori: Elisabetta Novello, docente storia economica e contemporanea Università Padova, “Il Primo Congresso delle bonifiche venete nel marzo del 1922: riflessioni sul passato e proiezioni future”; Maurizio Borin, docente Università Padova presso Dipartimento Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE), “Bonifica ed il futuro dell’irrigazione”; Alberto Barausse, ricercatore dipartimento biologia Università Padova, “Cos’è l’ingegneria naturalistica”; Arianna Toffanin, esperta Consorzio di bonifica Veneto Orientale, “Terre di bonifica e cover crops”; Carmelo Mauceri, docente Università Padova presso Dipartimento  Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE) “Forestazione urbana: i tetti verdi”.

Dopo il corso, si parla di turismo esperienziale. A seguire, terminato il corso di formazione, si proseguirà con il consueto convivio Argav/Wigwam, in cui parleremo di “Nevegal: prospettive turistiche, ristorative e sciistiche dello storico comprensorio bellunese” con Yuki D’Emilia, assessore turismo Comune Belluno, Marco Vuerich, agrichef e gestore Malga Faverghera, Roberto Pierobon, direttore impianti sci e risalita. Si continuerà a conversare di turismo del territorio con Cristiano Luigi Gaggion, presidente Alimentazione Confartigianato Veneto, Cecile Roussot, promotrice turistica (Vivo Venetia), che presenteranno il nuovo progetto esperienziale “La promozione e valorizzazione dell’artigianato alimentare veneto”, per il quale sono state selezionate 11 imprese, con cui è stato progettato, creato e testato un format capace di far incontrare, dialogare e collaborare produttori artigiani con strutture ricettive per creare un’offerta turistica, capace di promuovere il bello ed il buono del territorio. Infine, Giulia Briguglio, (azienda vitivinicola Le Volpi e Monte Fasolo dei Colli Euganei) presenterà la produzione vinicola, nonchè il progetto enogastronomico e ricettivo alla luce degli investimenti effettuati in questi ultimi anni. Al termine si terrà la tradizionale degustazione con prodotti tipici.

Oggi è la Giornata internazionale delle foreste. Tra le iniziative, la festa degli alberi nelle scuole venete con Coldiretti.

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Oggi, lunedì 21 marzo, è la Giornata internazionale delle foreste, istituita il 28 novembre 2012 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e celebrata per la prima volta nel 2013. Vari gli eventi organizzati in Italia per ricordare l’importanza di tutti i tipi di foreste e di alberi fuori dalle foreste, a beneficio delle generazioni attuali e future.

Le foreste coprono un terzo della superficie terrestre della Terra, e svolgono funzioni vitali per tutto il mondo. Circa 1,6 miliardi di persone, tra cui oltre 2 mila culture indigene, dipendono dalle foreste per i loro mezzi di sostentamento, medicinali, energia, cibo e riparo, ma la deforestazione continua a essere allarmante a scala globale: 12 milioni di ettari di foreste vengono distrutti ogni anno, come rischia la foresta di Bugoma in Uganda, e spesso anche dal fuoco, causando, così, l’aumento delle emissioni globali di gas serra.

Tra le iniziative in programma, Donne Impresa Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra segnalano le iniziative intraprese in diversi istituti scolastici del Veneto in collaborazione con Fondazione Univerde. Un tiglio, donato dalla Consulta Nazionale dei Florovivaisti, sarà piantato nella scuola primaria ‘F.Petrarca’ di Solesino Stanghella in provincia di Padova dove insegnanti, bambini e autorità locali assisteranno alla lezione promossa dalle agricoltrici di Coldiretti impegnate nel progetto di educazione ‘Semi’nsegni’, che prevede anche la coltivazione dell‘orto didattico sotto la guida della presidente regionale detta anche  ‘Maestra’  Chiara Bortolas‘, titolo ormai guadagnato sul campo per le varie attività pratiche svolte con gli studenti di ogni ordine e grado su tutto il territorio regionale. Il tutor del verde di Coldiretti, per l’occasione, illustreranno fuori e dentro le aule le caratteristiche delle piante e la loro importanza per la  salute, l’ambiente e il paesaggio. A Longare (Vi) nella scuola secondaria ”B.Bizio’, oltre a mettere a dimora le piante di salice, ontano e pioppo si seminerà la facelia, fiore di richiamo per le api, per poi approfondire la lettura in classe di “Arboretum Selvatico‘” di Mario Rigoni Sterm. Un melograno è stato destinato ai bambini della scuola statale dell’infanzia “Acquerello” dell‘stituto comprensivo Enrico Mattei di Meolo nel veneziano e un altro arriverà anche nel giardino della scuola dell’infanzia di ‘Borgo Pieve’ a Castelfranco nel trevigiano.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

E’ veneto il vincitore del concorso fotografico nazionale obiettivo acqua di Anbi, Coldiretti e Fondazione Univerde

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Con la fotografia dal titolo “Darla a Bere” che ritrae una formica nell’atto di bere da una goccia di rugiada sospesa su un ramoscello, il vicentino Piero Munari (risiede a Marano Vicentino) si è aggiudicato il primo premio del concorso fotografico nazionale “Obiettivo Acqua” promosso da ANBI, associazione nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, Coldiretti e Fondazione Univerde. “È una foto che racconta molte storie – ha affermato il direttore generale di ANBI Massimo Gargano – parla di vita, di biodiversità, del nostro pianeta e di quell’universale bisogno d’acqua che accomuna tutte le specie”. “Obiettivo del concorso – ha ricordato il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi – è mantenere viva l’attenzione delle Istituzioni su politiche dell’acqua che guardino al futuro, in un’epoca caratterizzata dai mutamenti climatici ma anche dall’epidemia di Covid durante la quale, la garanzia di disponibilità di cibo sugli scafali è stata elemento di tenuta sociale. Senza acqua, senza irrigazione, non può esserci cibo e men che meno l’eccellenza agroalimentare del nostro Paese”.

Mostra itinerante. “Siamo felici che il primo premio di questo prestigioso concorso arrivi in Veneto terra di acqua e di bonifica – ha affermato il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro -. La foto, insieme alle altre foto che hanno partecipato al concorso, saranno esposte in una mostra che ANBI Veneto sta definendo nel contesto delle celebrazioni del Centenario del Congresso di San Donà di Piave del 1922 che pose le basi della moderna bonifica, un anno di eventi che inizierà a marzo e avrà come momento principale il Festival della Bonifica, proprio a San Donà, dal 26 al 29 maggio“.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

Ad Expo 2020 Dubai, il Cile espone l’opera “Pigafetta Pinguinos”, creata da un’artista vicentina per celebrare la prima circumnavigazione del globo terreste con il legno delle foreste abbattute in Veneto dalla tempesta Vaia, se ne parla il 3 marzo alla Biblioteca La Vigna di Vicenza

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Giovedì 3 marzo alle ore 17.00 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza l’appuntamento culturale La Vigna ad Expo 2020 con PigafettaPinguinos di Margherita Michelazzo. Celebrazione del passato – solidarietà – sostenibilità per il futuro”.

Opera nata per celebrare la prima circumnavigazione del globo terrestre. Dopo la presentazione dei PigafettaPinguinos di Margherita Michelazzo alla 16° Giornata del Contemporaneo da parte della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, attraverso una rete di relazioni e collaborazioni locali e internazionali, “La Vigna” ha accompagnato l’opera dell’artista vicentina ad Expo 2020 Dubai – Padiglione cileno. L’opera, nata per celebrare la prima circumnavigazione del globo terrestre, di cui resta una splendida testimonianza nel diario del vicentino Antonio Pigafetta, è diventata simbolo di rinascita, grazie all’impiego del legno di abete rosso delle foreste abbattute in Veneto dall’uragano Vaia, ed è stata scelta dalla Direzione Generale di Promozione di Esportazione del Cile ProChile per il proprio padiglione ad Expo 2020 Dubai “per i valori artistici, culturali e simbolici che il progetto contiene, in linea con il tema dell’Esposizione Universale “Connecting minds, creating the future”. La presentazione dell’opera e l’intervento di Antonio Brunori, segretario generale PEFC Italia, avranno modo di mettere in risalto l’importanza del recupero e della filiera del legno per un futuro sostenibile delle foreste e di conseguenza del pianeta. I Pinguini sono infatti stati realizzati con pannelli X-LAM, inseriti nella Filiera Solidale PEFC.

Ospite dell’incontro sarà Ana Principe, portoghese, coordinatrice del Progetto Marinheiros da Esperanca (che coinvolge le pediatrie di Portogallo, Spagna e Italia) che, nell’ambito delle celebrazioni dei 500 anni del primo viaggio intorno al mondo, è diventata una delle maggiori sostenitrici nella comunicazione del progetto e con la quale anche “La Vigna” ha avuto il piacere di collaborare nell’ambito di alcune iniziative dove ha potuto far conoscere il proprio patrimonio librario. Con un libro d’artista realizzato da Margherita Michelazzo, una specie di “Diario di bordo”, costruito con un tessuto di canapa antico di produzione vicentina, lo stesso tessuto che veniva utilizzato per la fabbricazione delle vele delle navi, Ana Principe sta raccogliendo autorevoli firme e messaggi per un futuro di Speranza, Sostenibilità e Solidarietà. Dopo i saluti inziali del presidente della Biblioteca “La Vigna” Remo Pedon e delle autorità (rappresentanti del Comune di Vicenza, Regione del Veneto, Consolato onorario del Cile in Vicenza, Associazione Pigafetta 500, Consorzio Legno Veneto) interverranno Ana Principe (Marinheiros da Esperanca), l’artista Margherita Michelazzo e Antonio Brunori (segretario generale PEFC Italia). Farà da moderatore Giustino Mezzalira (vicepresidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna).

PartecipazioneIn presenza: sono richiesti Green Pass rafforzato, mascherina FFP2 e prenotazione obbligatoria presso la segreteria della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: info@lavigna.it |Tel. 0444543000.

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Siccità, senza nuovi invasi il 95 per cento dell’acqua piovana continuerà ad andare dispersa a mare

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“In periodi siccitosi come quello che stiamo attraversando è ancora più intollerabile il fatto che in Veneto appena il 5% dell’acqua meteorica viene trattenuto sul territorio a fronte di un 95% che viene dispersa a mare. Non è più procrastinabile la realizzazione di invasi per trattenere la risorsa: serve realizzare bacini nuovi, a partire dal riutilizzo delle cave dismesse nella media pianura, ma serve anche realizzare piccoli invasi interaziendali. Per fare questo servono risorse e pianificazione. I Consorzi di Bonifica sono alle prese con un’importante azione di efficientamento della rete irrigua grazie a risorse del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale per 150 milioni di euro a cui si aggiungeranno interventi per 300 milioni di euro che arriveranno con il PNRR. È strategico efficientare la distribuzione della risorsa ma proprio per questo è necessario trovare il modo di trattenerla.” Ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica e irrigazione regionali, commentando dei dati sulla disponibilità della risorsa idrica riguardanti il mese di gennaio pubblicati nei giorni scorsi da Arpav, dati che evidenziano una generalizzata situazione di siccità con scarsità di depositi nivali in alta quota e livelli di risorsa nei laghi alpini, nei fiumi e nelle falde ben al di sotto delle medie del periodo.

Fonte: Servizio stampa Anni Veneto

Venerdì 18, giovedì e venerdì 24-25 febbraio, tornano le Giornate internazionali di studio sul paesaggio 2022, tema “Abbandoni. Il paesaggio e la pienezza del vuoto”

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Venerdì 18, giovedì 24 e venerdì 25 febbraio 2022 la Fondazione Benetton Studi Ricerche propone online, sulla piattaforma Zoom, con traduzione simultanea italiano/inglese, la diciottesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, dedicate al tema Abbandoni. Il paesaggio e la pienezza del vuoto, a cura di Luigi Latini (presidente del Comitato scientifico) e Simonetta Zanon (progetti paesaggio). La riflessione proseguirà con un incontro extra in programma venerdì 11 marzo 2022 alle ore 18. È richiesta l’iscrizione attraverso il link che, con tutte le informazioni utili, sarà pubblicato nei canali social e nel sito della Fondazione.

Il tema dell’abbandono dei luoghi di lavoro e degli spazi di vita – dal mondo rurale alla montagna, dagli spazi minimi dell’abitare ai grandi complessi industriali – è da tempo al centro di ogni discussione sul futuro del nostro mondo e all’origine di una vitalità progettuale che, anche nel campo del paesaggio, sta generando nuovi metodi di lavoro e mentalità operative. Lo sguardo sulle forme attuali di abbandono necessita, infatti, di un approfondimento che la cultura del paesaggio e del giardino può affinare con una attitudine e una strumentazione che guarda a questa condizione come valore in sé, e condizione di crescita, immaginando ogni azione non come misura riparatoria, ma prezioso esercizio di coesistenza. I luoghi dell’abbandono non sono dunque, soltanto, il teatro della memoria o lo spazio in attesa di processi di sostituzione, e le giornate di studio intendono aprire una discussione su come la condizione di sospensione o di rifiuto possa generare una “natura dell’abbandono” che lo sguardo paesaggistico, con la complicità di molti altri contributi, è capace di cogliere e “coltivare” in chiave fattiva e condivisa.

Nello spazio di tre sessioni, che coinvolgeranno studiosi, esperti e professionisti di diverse discipline, saranno messi a confronto e discussi contributi che si muovono, il primo giorno, in ambiti diversi come quello dell’abbandono della montagna, delle foreste, della campagna coltivata, dei borghi, affrontati da sguardi plurali come quello geografico, antropologico o paesaggistico, agronomico e forestale. I temi dell’evoluzione del paesaggio urbano contemporaneo e del destino degli spazi dedicati al “loisir”, che hanno visto l’abbandono di grandi strutture dedicate al tempo libero, saranno invece al centro della seconda e terza sessione del convegno. Anche quest’anno, un contributo alla riflessione sarà affidato alle suggestioni del linguaggio del cinema, a cominciare dal cortometraggio Corrispondenze di Marco Zuin e Alessandro Padovani, prodotto in occasione delle giornate.

Programma completo. Venerdì 18 febbraio 2022 ore 15-19 Sguardi diversi sui luoghi abbandonati. Corrispondenze, un cortometraggio di Marco Zuin e Alessandro Padovani realizzato in occasione delle giornate di studio 2022. Antropologia del terzo paesaggio, Nadia Breda, docente di Antropologia culturale, Università di Firenze; La soddisfazione dell’abbandono, Michela De Poli, architetto paesaggista, MADE associati, Treviso; Paesaggi non intenzionali, Matthew Gandy, docente di Geografia culturale e storica, University of Cambridge; Integrazione o segregazione negli usi delle terre e nei paesaggi? Marco Marchetti, docente di Ecologia e Pianificazione delle risorse forestali, Università del Molise; Montagne di mezzo: prendere le misure dell’abbandono. Mauro Varotto, docente di Geografia e Geografia culturale, Università degli Studi di Padova. Bianco, grigio, verde – paesaggi alpini in morfosi, Günther Vogt, Vogt Landschaftsarchitekten, Zurigo-Londra-Berlino-Parigi; Spaesati. Luoghi dell’Italia in abbandono tra memoria e futuro. Antonella Tarpino, storica e saggista, Fondazione Nuto Revelli, dialoga con Daniele Ferrazza, giornalista gruppo editoriale Gedi. Giovedì 24 febbraio 2022 ore 16.30-19 Paesaggi urbani Dall’incolto: ripensare il paesaggio urbano, Jill Desimini, docente di Architettura del paesaggio, Harvard Graduate School of Design; Abbandono con cura Pablo Georgieff, Coloco, Parigi, e Lorenzo Romito, Stalker, Roma; Isole. Paesaggi dello scarto e nuove terre, Sara Marini, docente di Composizione architettonica e urbana, Università Iuav, Venezia, a seguire proiezione in streaming del film Stalker di Andrej Tarkovskij (URSS, 1979, 161’) introducono Pablo Georgieff e Lorenzo Romito. Venerdì 25 febbraio 2022 ore 16.30-19 paesaggi del loisir, L’abbandono: un compito per l’arte e il paesaggismo, Katja Aßmann, direttrice artistica Spreepark, GrünBerlin, Berlino. Dolomiti Contemporanee, Gianluca D’Incà Levis, fondatore di Dolomiti Contemporanee, direttore di Spazio di Casso al Vajont. Regimi di cura e abbandono, Martì Franch, architetto paesaggista, EMF paisatge, Girona; Memoria, topofilia, conflitto e trasformazione urbana: gli stadi calcistici “abbandonati”Fabio Salomoni, sociologo, Dipartimento di Lingue straniere, Koç University, Istanbul. Extra, venerdì 11 marzo 2022 ore 18, Chernobyl Herbarium. La vita dopo il disastro nucleare, conversazione con Anaïs Tondeur, artista visuale, e Michael Marder, filosofo.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studi e Ricerche