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Fauna selvatica, proposta del Veneto alla Conferenza delle Regioni di modifica della legge per cambiarne il focus, da protezione a gestione degli animali

terreno in Lessinia rimestato dai cinghiali

L’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, a nome della Regione Veneto, ha presentato alla Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni la richiesta di modificare la legge nazionale 157 che dal 1992 regola la fauna selvatica.

Motivazione. “I danni causati alle attività agricole, ma anche alla pubblica incolumità, da specie nocive come cinghiali, ungulati, cormorani sono purtroppo esperienza ormai comune, non solo in Veneto ma anche in molte altre regioni –ha premesso Pan – Appare pertanto sempre più urgente modificare la legge nazionale che regola la fauna selvatica e passare dal concetto di protezione assoluta ad un approccio dinamico di gestione controllata. Non si tratta di dare il via libera alla caccia tout- court, ma di dare il via, con l’ausilio dell’Ispra e del ministero, a piani di gestione controllata delle specie più nocive, lupi compresi”.

Sullo sfondo – nella richiesta della Regione Veneto di modificare la legge 157 varata 27 ani fa – ci sono le difficoltà del processo di regionalizzazione del personale provinciale dedicato alle attività di controllo e vigilanza in materia di caccia e pesca eil progressivo depotenziamento, innescato dalla riforma Delrio, dell’attività gestionale svolta dai corpi di polizia provinciale. Situazione che sta causando anche conflitti di attribuzione di competenze davanti alla Corte Costituzionale con ricadute negative sulla capacità di controllo della fauna selvatica, in particolare cinghiali, ma anche nutrie, volpi e corvidi.

Sintonia con le associazioni agricole di categoria. “Da parte dei colleghi delle altre Regioni – aggiunge Pan – ho trovato attenzione e disponibilità. Come promesso alle nostre categorie economiche, ho voluto coinvolgere le altre Regioni al massimo livello, per far sentire la nostra voce il più possibile in maniera unitaria e porre al governo di fronte alla necessità di affrontare il problema delle proliferazioni fuori controllo di animali nocivi per l’ambiente e le attività dell’uomo”. La proposta di modifica legislativa della legge 157/1992, elaborata dalla Regione Veneto in sintonia con le associazioni di categoria del mondo agricolo, ultima in ordine di tempo la Cia, punta a sostituire il concetto di “protezione” con quello di gestione, a superare la frammentazione tra diversi ministeri in materia faunistico-venatoria e a distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria. La proposta punta inoltre al risarcimento integrale dei danni diretti e indiretti causati da grandi predatori, ungulati e rapaci e l’istituzione di una filiera delle attività di controllo della selvaggina, dai centri di raccolta dei capi uccisi a quelli di lavorazione delle carni e possibile commercializzazione.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

“Rifiuti speciali: la carenza di impianti in Italia apre scorciatoie alla malavita e svantaggia i nostri imprenditori”, la coraggiosa denuncia di Antonio Casotto, presidente Greentech italy e Veneto Green, presente oggi a Mestre ( VE) per l’apertura della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, di cui Argav è partner.

Ing. Antonio Casotto, in occasione di un incontro Argav al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD)

“Nel settore della raccolta e smaltimento di rifiuti industriali c’è una situazione di crescente rischio ambientale, creato dal malaffare, di cui la politica e l’opinione pubblica non possono far finta di non sapere. Gli imprenditori corretti, che operano nel settore, svolgendo un’indispensabile attività a servizio della società industriale, sono stanchi di essere additati come inquinatori per colpa di poche, quanto pericolosissime mele marce“. Lo sfogo è di Antonio Casotto, fondatore dell’associazione Veneto Green e presidente della Rete Innovativa Regionale Greentech Italy fra aziende sensibili ai temi dell’economia circolare.

Discariche regionali pressoché esaurite, rifiuti industriali smaltiti all’estero. “Le ripetute scoperte nelle campagne venete, da parte delle forze di polizia, di capannoni abbandonati, stipati di rifiuti anche pericolosi, testimoniano la gravità del fenomeno legato ad organizzazioni criminali – segnala Casotto – La situazione è presto descritta: le discariche regionali sono quasi esaurite e riservano lo spazio residuo ai rifiuti urbani; i siti aziendali di stoccaggio sono al limite delle capacità; noi siamo costretti a smaltire i rifiuti industriali all’estero con aumento dei costi, ma soprattutto dei tempi anche burocratici, senza contare il pericolo dei tanti camion con sostanze inquinanti, che percorrono le strade. In questo quadro si inserisce facilmente una criminalità in giacca e cravatta, professionale ed organizzata, che si propone di risolvere tempestivamente un problema importante per l’imprenditore. Nascono così vere e proprie società, in capo a prestanome, che con una semplice comunicazione, come previsto dalla legge, informano dell’avvio di un’attività di raccolta di rifiuti non pericolosi per poi allargare illecitamente il raggio d’azione. I rifiuti vengono stoccati in capannoni regolarmente affittati; esaurito lo spazio, la società viene chiusa o fatta fallire ed i pericolosi materiali stoccati restano in capo al proprietario dell’immobile che, considerati i costi dello smaltimento, spesso opta anche lui per il fallimento. A quel punto, l’onere spetta all’ignaro Comune, aggravando i conti della finanza pubblica nell’attesa che la giustizia faccia il suo corso a carico di persone naturalmente insolvibili. Di fronte a questo preoccupante scenario – conclude Casotto – c’è bisogno di non nascondere la testa sotto la sabbia, ma di affrontare il problema con scelte coraggiose quanto impopolari come i termovalorizzatori di ultima generazione. Nell’attesa di un nuovo modello di sviluppo, per il quale la R.I.R. Greentech Italy e l’associazione Veneto Green si stanno adoperando, bisogna essere consapevoli che i rifiuti industriali esistono e per il loro smaltimento non solo paghiamo altri Paesi, ma forniamo loro materia prima per produrre energia. E’ un paradosso, che ci sta costando caro anche in termini di infiltrazioni malavitose nella nostra società.”

Oggi a Mestre. L’imprenditore Antonio Casotto sarà fra i relatori al convegno “Produrre dai rifiuti energia sostenibile e non solo. Esperienze e progetti di economia circolare”, che si terrà oggi, lunedì 17 Giugno (ore 16.30, Hotel Best Western Tritone, in viale della Stazione 16, a Mestre) in apertura della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile , di cui Argav è partner.

 

Api, 14 comuni trevigiani seminano la Facelia per aiutarle a vivere. Un progetto estendibile anche agli agricoltori, in quanto la Pac dà contribuiti specifici per la semina della pianta nei terreni messi a riposo.

Facelia con ape

Quattordici comuni della provincia di Treviso hanno aderito al progetto “Facelia”, promosso da Apat – Apicoltori in Veneto patrocinato da Confagricoltura, Coldiretti e Cia Treviso, per contribuire alla sopravvivenza degli insetti impollinatori. Il progetto consiste in un’azione di diffusione della Facelia (Phacelia tanacetifolia), pianta ad alto potenziale mellifero, produttrice di nettare e polline e dunque richiamo irresistibile per le api e altri insetti impollinatori.

Il progetto fa leva sulla sensibilità dei comuni, ai quali Apat e Confagricoltura chiedono di acquistare i semi della pianta, seminandoli in appezzamenti comunali e mettendoli a disposizione gratuitamente dei residenti. Viene chiesto anche di organizzare un incontro informativo con un agronomo e un apicoltore. La lettera con la proposta è stata inviata a 140 comuni tra Treviso e Venezia. I primi ad aderire sono stati Spresiano e Ponzano Veneto, seguiti da Quinto di Treviso, Asolo, Cison di Valmarino, Cornuda, Crocetta del Montello, Jesolo, Monastier di Treviso, Musile di Piave, Nervesa della Battaglia, Paese, Revine Lago e Villorba. A breve si unirà Resana e altri comuni partiranno in autunno. A Paese sono stati seminati 5.000 metri quadrati di Facelia a fianco al cimitero e in un’ex cava. A Quinto seminati due campi accanto agli orti urbani.

Azione estendibile agli agricoltori. “L’iniziativa ha incontrato i favori non solo degli apicoltori, ma anche di tanti cittadini attenti ai problemi ambientali e alla biodiversità, consapevoli del prezioso lavoro delle api e degli altri impollinatori – spiegano Stefano Dal Colle, presidente regionale di Apat e Dino Masetto, agronomo di Confagricoltura -. In futuro contiamo di estenderla anche agli agricoltori. La Pac, politica agricola comune, prevede infatti la possibilità di seminare la Facelia nei terreni messi a riposo, con contributi specifici. Negli ultimi anni si è assistito a una grande moria delle api, che sono fondamentali perché il loro lavoro rappresenta un terzo di quello che troviamo nel nostro piatto, direttamente e indirettamente. I foraggi, che servono all’alimentazione degli animali, sono prodotti grazie all’impollinazione, così come fiori, frutta ed erbe hanno bisogno delle api. Ma con l’aumento della popolazione di api potrà tornare a crescere anche la produzione di miele. Oggi, infatti, il miele italiano riesce a soddisfare in termini produttivi appena il 50% del fabbisogno interno. Tanto che dobbiamo importare da Cina, Ungheria e Romania”.

La Facelia è anche ottimale per favorire la biodiversità del territorio, abbellire il paesaggio con l’abbondante e prolungata fioritura dal colore violetto. La pianta, originaria dal Nord Messico e California, raggiunge un’altezza compresa tra i 60 e i 100 centimetri. Una volta sfiorita, si trincia e si interra, incrementando la sostanza organica del terreno (sovescio). Il progetto Facelia prevede anche iniziative di sensibilizzazione rivolte al mondo della scuola. All’istituto comprensivo di Spresiano è stato organizzato il concorso di disegno “La mia ape”, che ha coinvolto oltre 200 ragazzi dalla prima alla quinta elementare. In autunno partiranno conferenze nelle scuole dedicate alle api promosse sempre da Apat e Confagricoltura Treviso.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Treviso

Dai Pfas alla Sesa: è il Veneto, la nuova terra dei fuochi?

Fabrizio Stelluto, presidente Argav

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Attenzione: la vicenda Sesa (Società Estense Servizi Ambientali Spa di Este, in provincia di Padova) – Fanpage è una di quelle in cui la comunicazione rischia di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica “sul dito invece che sulla luna” ed è una di quelle, in cui, i colpevoli, se riconosciuti tali, dovranno essere puniti e le chiavi, metaforicamente, buttate via.

Non mi scandalizza la supposta profferta di 300.000 euro in pubblicità pur di “controllare” l’inchiesta giornalistica (non sono nato ieri…), né sono disposto a plaudire, senza ulteriori verifiche, alla “schiena diritta” del sito d’inchiesta (ne ho viste di tutti i colori…), ma vorrei richiamare l’attenzione, oltre al terribile danno all’ambiente ed alla salute pubblica eventualmente arrecati, sulla figuraccia “planetaria”, cui sono stati indotti (ritengo incolpevolmente) Coldiretti e Ministro alle Politiche Agricole (oltre agli altri invitati), promotori di una mega iniziativa, a metà Aprile, per promuovere l’uso di compost di qualità, svolta a Giare di Mira nel veneziano, proprio in un’azienda agricola di Angelo Mandato, coinvolto nell’”affaire” e socio al 49% di Sesa, nel cui compost, allora indicato come esempio di qualità, pare invece siano state riscontrate sostanze altamente inquinanti.

Ora chi glielo dice, al titubante agricoltore mio vicino a quel simposio, che aveva ragione a dubitare di fronte alle forti sollecitazioni dei relatori, ma che l’uso del compost (quello vero) è una scelta indispensabile per un mondo sostenibile? Senza nulla togliere ai gravissimi reati eventualmente commessi e per i quali la giustizia farà, nel caso, il suo corso, è l’uccidere il futuro del Pianeta, l’aspetto che più mi colpisce; di fronte ai sacrosanti appelli dei giovani a garantire il loro domani su questa Terra, è vigliacco approfittare della buona fede del mondo contadino e di chi lo rappresenta. Per questo, se le accuse saranno confermate, è gravissima la “distrazione” del Comune, socio di maggioranza di Sesa: saremmo al paradosso della “terra dei fuochi”, inquinata da suoi stessi abitanti (camorristi). Così, si toglie ogni speranza: le Istituzioni avranno le loro colpe, ma qui, sotto accusa, c’è l’irresponsabilità individuale ed umana di chi non solo avrebbe diffuso materiali inquinanti sulle campagne, ma avrebbe gabbato la fiducia platealmente accordatagli. Per me, è da ergastolo (metaforicamente, perché non sono uomo di legge).

 

Premiata “la cultura del fosso” – sempre meno osservata – al corso di educazione ambientale Wigwam patrocinato da Argav

I bambini premiati. Al centro, Efrem Tassinato

Giovedì 6 giugno scorso, alla scuola primaria Guglielmo Marconi di Vallonga di Arzergrande (Pd), sono stati premiati i giovanissimi studenti partecipanti al percorso di educazione ambientale di Rete Wigwam su “La Cultura del Fosso“. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Comune di Arzergrande e il patrocinio di Argav, ha premiato con attestato di “Prima classificata” Sofia Buggio e di “Secondo classificato” Davide Gabbatore,  entrambi alunni della 5^ Classe.

I bambini a “lezione”

Corretta manutenzione dei fossi. Intervenuti per l’occasione, Luca Giuseppe Bianchi coordinatore nazionale del progetto Bimbi Botanici e che insieme ad Irene Xodo ha sviluppato il progetto, Efrem Tassinato presidente di Wigwam Clubs Italia e, in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Arzergrande, la vicesindaco Teresina Ranzato. Benché da solo non sufficiente, il progetto di educazione ambientale cerca di contribuire a sensibilizzare verso il problema della generale caduta di attenzione sulla corretta manutenzione dei fossi privati.

Il fosso, con tutte le sue componenti, rappresenta una dimensione da recuperare in campagna. Le motivazioni primarie sono la migliore regolazione idraulica, ma anche ambientali per il mantenimento della biodiversità sia vegetale che animale. Non di meno importante è l’aspetto economico perché un bel paesaggio, fatto di coltivazioni inframmezzate da boschetti e corsi d’acqua rappresenta di per sé una attrattiva turistica e perché i pesci e gli anfibi di fosso, con l’impoverimento del patrimonio ittico marino, possono tornare a rappresentare una buona fonte di reddito. Oltretutto, la cucina tradizionale contadina ci ha tramandato svariate e saporite ricette come il risotto di pesce gatto e le rane fritte. Oggi, con la desertificazione dei fossati provocata dalla triturazione indiscriminata di qualunque cosa, compresi rifiuti di ogni genere e persino delle stesse paline stradali in plastica coi rifrangenti, oramai sono praticamente introvabili.

Fonte: servizio stampa Wigwam

Sabato 8 giugno 2019, a Sant’Anna di Chioggia (VE), una giornata per la famiglia all’insegna dell’arte e della natura. Partecipazione gratuita su prenotazione.

Land Art, ovvero un percorso artistico-ambientale che punta a valorizzare la biodiversità, sarà inaugurato sabato 8 giugno alle ore 10,00 a Bosco Nordio, la straordinaria Riserva Naturale di Sant’Anna di Chioggia-Ve (via Pegorina 206) gestita da Veneto Agricoltura. L’iniziativa, promossa dall’Agenzia regionale in collaborazione con Etifor, spin-off dell’Università di Padova, si svolge nell’ambito del progetto IMPRECO del Programma europeo di cooperazione territoriale INTERREG-ADRION (Adriatico-Ionio) che coinvolge, oltre all’Italia, anche Slovenia, Croazia e Grecia.

 Le opere di otto artisti, realizzate con materiale naturale diverso quale legno, canne, cortecce, ecc., compongono un itinerario il cui scopo è quello di valorizzare la biodiversità di questo luogo magico, favorendo il benessere di chi lo attraversa che ancora più facilmente potrà apprezzare la bellezza della lecceta, formazione rara che rappresenta un importante relitto delle foreste anticamente diffuse lungo il litorale dell’Alto Adriatico.

Il programma della giornata prevede, dopo il caffè di benvenuto e i saluti istituzionali, una breve presentazione del progetto Adrion IMPRECO, la premiazione dei vincitori dell’Open Call Bosco Nordio ArteNaura, l’apertura del percorso con relativa passeggiata tra le opere di Land Art e, al termine, un piccolo rinfresco. L’occasione è di quelle buone, anche per intere famiglie con bambini, per conoscere da vicino questa bellissima Riserva ubicata lungo la Strada Romea a pochi chilometri dalle città, costituita da una ricca e preziosa biodiversità sia animale che vegetale.La partecipazione all’evento è gratuita ma è consigliata l’iscrizione a questo link

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

11 giugno 2019, già disponibile sul portale S.i.ge.f l’evento formativo per giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Anbi Veneto e Argav, tema “il cibo è irriguo”

Si svolge martedì 11 giugno 2019, a Nervesa della Battaglia (TV), nella Centrale di derivazione irrigua (via canale della Vittoria) dalle 9 alle 17 l’evento formativo per giornalisti  (7 crediti) “Il cibo è irriguo: stato e prospettive dell’acqua, risorsa vitale” organizzato dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto in collaborazione con Anbi Veneto e Argav.

50 i posti disponibili. Gli argomenti che saranno affrontati sono: L’andamento pluviometrico sul Veneto. Lo scenario di riferimento. L’irrigazione, driver economico per l’agricoltura veneta. I ghiacciai, una ricchezza in via d’estinzione? L’impronta idrica: un parametro da ripensare. Dopo la pausa (dalle 13 alle 14) vista guidata al sistema irriguo dell’Alto Trevigiano con sopralluoghi ad impianti e tecnologie.

Relatori. Andrea Crestani, direttore ANBI Veneto, Franco Secchieri, glaciologo, Alessandro Manzardo, ricercatore Università di Padova. Partecipazione gratuita.

21 maggio 2019, al teatro comunale di Belluno si premia la miglior foto del concorso “Il dolore della nostra Terra” promosso da Wigwam e dal liceo statale Renier. Nella giuria tecnica, anche il presidente Argav Fabrizio Stelluto.

Contribuiamo a salvare il pianeta ma con un atto concreto, magari piccolo, ma tangibile!” Questo è il senso dell’iniziativa di Wigwam, rete associativa non profit per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità Locali e del liceo statale G. Renier, lanciata un paio di mesi fa e che si concluderà con la premiazione delle migliori istantanee su “Il dolore della nostra Terra”, al teatro comunale di Belluno il 21 maggio 2019.

Un percorso di “coscientizzazione ecologica”. Un concorso fotografico, nato da un’idea messa a punto con gli studenti delle classi 2CL e 2AES ed esteso poi a tutti gli indirizzi dell’Istituto che rappresenta il maggior polo scolastico del bellunese. Esso, giunge al termine di un percorso di coscientizzazione ecologica, realizzato da Rete Wigwam, insieme ad ACLI di Belluno e Regione Veneto, cui poi è stato innestato il progetto nazionale di educazione ambientale promosso da Ministero dell’Ambiente e MIUR. Il concorso fotografico ha impegnato i giovani come esploratori del loro territorio individuandone e fissandone con immagini i punti di sofferenza. Uno stimolo affinché, inizino a prendere coscienza sulla necessità che ognuno faccia la propria parte per la salvaguardia degli equilibri ecologici di cui l’umanità intera è parte.

I soggetti degli scatti riguardano gli aspetti di degrado ambientale (abbandono di rifiuti; inquinamento di terra, acqua, aria; edilizia che rovina il paesaggio, ecc.) nel territorio della provincia di Belluno. Le immagini finaliste, sono visionabili nel profilo Instagram “Wigwam_save_the_planet”. Le prime tre classificate, saranno premiate domani, martedì 21 maggio, nell’ambito dell’evento di fine anno scolastico “Talento Renier”. La classificazione è stata determinata dal numero di like totalizzati dalle immagini sul profilo social, cui si è aggiunto il punteggio di una giuria tecnica, formata da Efrem Tassinato, presidente nazionale di Wigwam, da Marina Iarabek e Doriana Castellaz, componenti dello staff di direzione del Liceo Renier, da Ilario Tancon, presidente dell’Associazione Stampa Bellunese e da Fabrizio Stelluto presidente di ARGAV, l’Associazione regionale dei giornalisti agroalimentari ed ambientali del Veneto e Trentino Alto Adige.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam

Fauna selvatica, gli agricoltori chiedono piani di gestione mirata per contenere i danni

Gli agricoltori CIA consegnano la loro proposta di contenimento della fauna selvatica all’assessore all’Agricoltura e Caccia Pan

Cervi, caprioli, cinghiali, cormorani, volpi, lepri, storni stanno proliferando anche in Veneto in modo incontrollato e causano gravi danni all’agricoltura e all’ambiente: dobbiamo cambiare approccio e passare da un regime di protezione assoluta ad uno di gestione controllata mirata”. E’ quanto ha ribadito l’assessore all’agricoltura e alla caccia della Regione Veneto accogliendo i rappresentanti regionali della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) che hanno illustrato a palazzo Balbi i contenuti della loro richiesta di riforma della legge nazionale 157/1992 “per una corretta gestione della fauna selvatica”.

Proposta che sarà presentata ai Ministeri di Agricoltura e Ambiente. L’organizzazione di imprenditori agricoli chiede una inversione di rotta nella legislazione nazionale, per cambiare il regime di protezione di cui gode la fauna selvatica e introdurre una gestione regolata per tutte le specie che causano danni all’ambiente e alle attività dell’uomo. Si prevede, inoltre, il risarcimento totale dei danni diretti e indiretti subiti da agricoltori e allevatori. “Una proposta condivisibile e realistica”, l’ha definita il titolare delle politiche agricole e venatorie del Veneto, che si è dichiarato pronto a condividerla con gli assessori all’agricoltura e all’ambiente delle altre Regioni e a presentarla ai due ministeri interessati, Agricoltura e Ambiente.

Piani di selezione mirati già in essere in Veneto per nutrie e cinghiali. “Solo lo scorso anno la Regione Veneto– ha reso noto l’assessore – ha ricevuto richieste di risarcimento per i danni causati dalla fauna selvatica per oltre un milione e 200 mila euro e ne ha liquidato 814 mila euro. Sono risorse pubbliche, peraltro insufficienti a garantire a tutti un risarcimento integrale dei danni che potrebbero essere spese per scopi più utili, se si adottassero politiche mirate di controllo delle specie più nocive. Le Regioni hanno poteri limitati, perché la fauna selvatica è patrimonio statale protetto. Tuttavia, al momento, è possibile agire con lo strumento delle deroghe alla legge 157 e dei piani di selezione mirati, purchè approvati dell’Ispra e del ministero per l’Ambiente. Il Veneto è riuscito ad ottenere il via libera al piano regionale di eradicazione della nutria nel 2016 e, l’anno successivo, al piano di contenimento dei cinghiali, perché ha fatto perno sulla figura degli operatori volontari selezionati e formati che operano sotto le direttive della vigilanza provinciale e regionale. Solo nel 2018 sono circa 5500 i cinghiali abbattuti, grazie agli operatori abilitati e agli agenti provinciali. Quest’anno sperimenteremo anche la collaborazione diretta con il mondo venatorio per contenere la popolazione dei cinghiali nell’area naturalistica del Baldo e del Veronese”.

Le prossime azioni. “Il Veneto – ha aggiunto l’assessore – sta chiedendo l’autorizzazione ministeriale e dell’Ispra anche per un piano di controllo dei cormorani, che hanno messo in ginocchio le valli da pesca in laguna e nel delta del Po. Servirebbe, inoltre, potenziare i piani di selezione per cervi, camosci e caprioli, che si spingono ormai fino al litorale causando gravi danni a colture e vegetazione di macchia, nonché per storni, gabbiani e volpi. Quanto al lupo, specie protetta a livello europeo stiamo chiedendo da mesi, senza esito alcuno, un incontro con il ministro dell’ambiente per discutere la possibilità di deroghe mirate al piano di protezione. Ma la vera urgenza è quella di una svolta culturale, a livello legislativo, amministrativo e di opinione pubblica per superare il rigido concetto di protezione e adottare quello di gestione dinamica, consapevole e ben gestita della fauna selvatica, sotto il controllo e in stretta alleanza con il corpo forestale dello Stato e nella prospettiva di un coordinamento regionale di polizia faunistico-venatoria”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Spettacoli, simposi, tour, incontri letterari, progetti didattici e laboratori: al via oggi sino al 19 maggio a San Donà di Piave (VE) la seconda edizione di Terrevolute – Festival della Bonifica

Sarà il rapporto tra l’uomo e l’ambiente che lo ospita l’argomento principale di Terrevolute | Festival della Bonifica, con un focus particolare sulle opportunità, le sfide e i rischi legati alla risorsa idrica. L’evento, in programma a San Donà di Piave (Ve) dal 16 al 19 maggio, si inserisce nel contesto della settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione, ed è organizzato dall’Università degli Studi di Padova e dall’Anbi Veneto con i suoi 11 Consorzi di Bonifica: Adige Euganeo, Adige Po, Acque Risorgive, Alta Pianura Veneta, Bacchiglione, Brenta, Delta del Po, L.E.B. (Lessinio Euganeo Berico), Piave, Veneto Orientale, Veronese.

Ideatrice e curatrice di TerrEvolute è Elisabetta Novello, docente di Storia economica e di Storia ambientale presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova. Il Festival rientra a pieno titolo fra le modalità attraverso le quali il settore interpreta la Settimana Nazionale della Bonifica, iniziativa promossa da molti anni da Anbi Nazionale per sensibilizzare la cittadinanza sulla gestione attenta della risorsa idrica e sulla difesa del suolo. Tale iniziativa è declinata in ambito locale dalle Anbi Regionali e dai Consorzi di Bonifica.

Nel 2022, si festeggerà il centenario. Prosegue, così, dopo il successo della prima edizione – oltre 5.000 visitatori, tour, spettacoli e convegni “sold out” – il percorso di avvicinamento alla celebrazione, nel 2022, dei 100 anni dal Primo Congresso Regionale per le Bonifiche Venete che si svolse a San Donà di Piave nel 1922. In quell’occasione venne sviluppata una nuova idea di bonifica, già maturata da alcuni anni, secondo la quale gli interventi di trasformazione di territori improduttivi e malsani dovevano essere coordinati fra di loro fin dalla prima fase progettuale: una ‘bonifica integrale’ che alle azioni tese al prosciugamento unisse quelle di sanificazione, di irrigazione, di fornitura di acqua potabile, di predisposizione di infrastrutture, di gestione dei bacini montani. L’edizione 2019 di TerrEvolute vede nuovamente la curatela artistica di Andrea Pennacchi, regista e attore teatrale e televisivo, che ha definito il cartellone degli spettacoli – con la presenza di artisti di calibro nazionale – incentrati sul rapporto tra uomo e risorsa idrica. Anche questa seconda edizione prevede un grande mix di spettacoli di piazza, tavole rotonde, presentazioni di libri, progetti didattici, laboratori per i più piccoli, visite guidate, concerti, mostre, eventi gastronomici. Una programmazione articolata che si rivolge a cittadini ma anche agli addetti ai lavori, agli amministratori, agli studenti e che vuole sensibilizzare la cittadinanza sul ruolo cruciale di una corretta e oculata gestione della risorsa idrica.

Tra le novità della seconda edizione, il taglio scientifico del Festival. Già dall’inizio del 2019 alcune commissioni tecnico-scientifiche, composte da docenti universitari provenienti da diversi Atenei italiani ed esperti del mondo della bonifica, sono all’opera per produrre documenti programmatici su alcune tematiche di rilievo per lo sviluppo delle aree di bonifica. Durante il Festival il risultato delle Commissioni verrà presentato e discusso pubblicamente alla presenza di politici nazionali e locali, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, portatori di interesse. Tutti i documenti presentati saranno poi condivisi nel sito web. Quattro i temi affrontanti: “Intervenire sul territorio per migliorare la gestione del rischio idraulico e geomorfologico” (giovedì 16 maggio, mattina); “A dieci anni dall’emanazione della l.r. 08/05/2009, n. 12: Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio” (giovedì 16 maggio, pomeriggio); “Paesaggio e turismo culturale: strategie per la valorizzazione del territorio” (venerdì 17 maggio, mattina); “La sostanza organica per migliorare le caratteristiche fisiche e idrologiche dei suoli agrari” (venerdì 17 maggio, mattina). Completa il programma scientifico la tavola rotonda a cura dei ricercatori under 40 anni di AISSA, Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie dedicata ad “Acqua e agricoltura” (venerdì 17 maggio, pomeriggio). Le iniziative scientifiche saranno anche valevoli per il conseguimento di crediti formativi degli iscritti agli ordini professionali.

Sabato mattina avrà luogo l’evento “Università in Piazza”: 8 docenti dell’Ateneo patavino terranno delle brevi lezioni agli studenti delle scuole di San Donà in Piazza Indipendenza, introdotti da Andrea Pennacchi che, per l’occasione, interpreterà il ruolo di Galileo Galilei. Altro aspetto fondamentale, in continuità con la prima edizione, è il programma di tour in bici e bus nei luoghi della bonifica. Queste alcune tra le destinazioni delle visite guidate da personale del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale: Idrovora di Torre di Fine, Idrovora del Termine, Idrovora Valle Tagli, Azienda Agricola Tre Case, Idrovora di Cittanova, Ponte sostegno di Brian, Azienda agricola «La Fagiana», Azienda Genagricola di Ca’ Corniani, Ca’ Savio.

Tra le proiezioni che si terranno presso la sede del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale figurano il documentario sulla bonifica di Ca’ Corniani di Caorle (giovedì 18 maggio) realizzato dal Laboratorio di Storia Orale dell’Università di Padova, e il video realizzato presso l’Idrovora di Santa Margherita di Codevigo (Pd) dagli studenti del Master in sceneggiatura Mazzacurati dell’Università di Padova. Vi saranno anche iniziative dedicate alle scolaresche, con la lezione plenaria conclusiva del Progetto Scuola di Anbi Vento “Alla Scoperta del meraviglioso Mondo dell’Acqua” che porterà a San Donà di Piave studenti da tutto il Veneto, e il progetto didattico del Consorzio Veneto Orientale “Tra altura e bassura, percorsi di bonifica”.

Spettacoli. Altro fiore all’occhiello di questa edizione, i grandi artisti con i loro spettacoli serali gratuiti, che animeranno Piazza Indipendenza, Corte Leonardo e la Corte consorziale L. Fassetta. Il primo a esibirsi sarà Giobbe Covatta, giovedì 16 alle ore 21.30 in Piazza Indipendenza, con lo spettacolo “” (sei gradi). Seguirà venerdì 17 alle ore 20 Corte consorziale L. Fassetta, “Ninèa Serraglia | Donna di Baréna”, di Moira Mion e Francesco Niccolini. Nella stessa giornata, alle ore 21.30, in Piazza Indipendenza andrà in scena lo spettacolo di Teresa Mannino: “Tra terra e acqua. Una riflessione semiseria sull’ambiente”. Sabato 18, protagonisti di Corte Leonardo saranno, alle ore 19.30, Mirko Artuso e Giorgio Gobbo, con “Come alberi appesi a un filo. Musica, parole e riflessioni sul tempo che viviamo”. Alle 21.30, poi, in Piazza Indipendenza Andrea Pennacchi, Francesca Sartori e Tajaf, si esibiranno con “Cena con l’Apocalisse”, di Andrea Pennacchi e Natalino Balasso. Nella giornata conclusiva di domenica 19 si inizierà con Giovanna Digito, in Corte Leonardo, che alle ore 18.30 metterà in scena “Storie de casa nostra”. Alle 19.30 sarà invece la musica la protagonista del centro, grazie alla parata musicale da Piazza Trevisan a Piazza Indipendenza dei Funkasin Street Band. Evento conclusivo del Festival sarà infine “Come gocce d’acqua”, di Pantakin Circoteatro, spettacolo ideato da Emanuele Pasqualini e Carla Marazzato.

Risorsa idrica da gestire attentamente. “Il successo della prima edizione di TerrEvolute dimostra quanto sia vivo l’interesse dei cittadini verso il territorio, un interesse che va inquadrato nel contesto generale di attenzione ai mutamenti climatici che vede l’alternarsi di lunghi periodi siccitosi a nubifragi – afferma Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto -. Da questa riflessione parte la seconda edizione del Festival che ha come focus l’acqua quale fattore di rischio e al contempo opportunità per i territori. I Consorzi di Bonifica del Veneto che gestiscono 26mila km di canali, 400 idrovore, servendo 4,5 milioni di cittadini su una superficie di 1,2 milioni di ettari, sono ben consapevoli che la vera ricchezza per un territorio sono cittadini informati e responsabili e Istituzioni attente ed efficienti. Il festival – continua Romano – nasce proprio con l’obiettivo, condiviso dall’Anbi nazionale, Università di Padova, organizzazioni agricole, comuni e Regione di mantenere vivo il dibattito sull’importanza di una gestione attenta della risorsa idrica.”

Un contenitore scientifico e culturale. «La tutela del territorio e il suo sviluppo sostenibile sono temi centrali per il nostro Ateneo – afferma il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto -. Ed è per questo motivo che siamo lieti di portare il nostro contributo a manifestazioni diffuse che puntano a sensibilizzare cittadinanza e studenti su argomenti sempre più cruciali. Così come è essenziale gestire in maniera responsabile e solidale le risorse che il territorio ci mette a disposizione». “La settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione pubblica su di una gestione etica e responsabile della risorsa idrica – spiega la prof.ssa Elisabetta Novello, curatrice del Festival -. “TerreEvolute | Festival della Bonifica”, vuole essere un contenitore scientifico e culturale che ha come principale obiettivo quello di dare spazio e nuova linfa ai temi della sostenibilità e della tutela del territorio. L’ambiente nel quale siamo ospiti è un patrimonio prezioso che merita di essere conosciuto, valorizzato e partecipato. La salvaguardia di tale ricchezza può essere garantita solo se tutti, ognuno negli ambiti di propria competenza, si impegnano nella realizzazione di azioni condivise”.

Fonte: Servizio stampa Terrevolute Festival della Bonifica