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Bandi PSR Veneto, impegni agroambientali e indennità in zona montana, proroga al 15 giugno 2019 per presentare le domande

Si ampliano i tempi per la presentazione delle domande per alcuni dei recenti bandi del PSR Veneto. La Giunta Regionale ha approvato, infatti, al 15 giugno 2019 la proroga dei termini per presentare le domande di aiuto per quattro tipi d’intervento e per le domande di conferma pluriennali in ambito agroambientale.

La proroga riguarda nello specifico i seguenti bandi: Tipo intervento 10.1.3 – Gestione attiva di infrastrutture verdi; importo a bando: 4 milioni di euro (collegato a Tipo di intervento 4.4.2); Tipo intervento 10.1.6 – Tutela ed incremento degli habitat seminaturali, importo a bando: 2. Milioni di euro (collegato a Tipi di intervento 4.4.2 e 4.4.3); Tipo intervento 10.1.7 – Biodiversità – Allevatori custodi, importo a bando: 750 mila euro; Tipo intervento 13.1.1 – , importo a bando: 20 milioni di euro. Misura 221 del PSR 2007-2013; Misure 6 e 8 del PSR 2000-2006; Regolamenti CEE 2078 e 2080/1992.

La domanda riguarda i beneficiari degli impegni pluriennali sottoscritti nel corso delle programmazioni 2007-2013, 2000-2006 e con i regolamenti del 1992 in materia agroambientale e forestale. In particolare sono coinvolti quanti hanno assunto impegni pluriennali nell’ambito delle misure: 221 – Primo imboschimento dei terreni agricoli del PSR 2007-2013, 6 – Agroambiente e 8 – Forestazione nel periodo 2000-2006, e infine, quanti hanno assunto impegni nel quadro dei regolamenti europei sui programmi agroambientali e forestali n. 2080 del 1992. Misure 10 e 11 del PSR 2014-2020
 Riguarda i beneficiari che negli ultimi quattro anni hanno presentato domanda di aiuto per gli impegni pluriennali nel quadro del PSR 2014-2020, a seguito dei bandi aperti con le deliberazioni n. 465 del 19 aprile 2016, n. 440 del 31 marzo 2015 e n. 435 del 6 aprile 2017 e n.396 del 2018. Si tratta in particolare dei beneficiari dei tipi d’intervento: 10.1.1 – Tecniche agronomiche a ridotto impatto ambientale, 10.1.2 Ottimizzazione ambientale delle tecniche agronomiche ed irrigue, 10.1.3 – Gestione attiva di infrastrutture verdi, 10.1.4 Gestione sostenibile di prati, prati-seminaturali, pascoli e prati-pascoli in zone montane, 10.1.7 – Biodiversità – Allevatori e coltivatori custodi, 11.1.1 – Pagamenti per la conversione all’agricoltura biologica e 11.2.1 – Pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica del PSR 2014-2020. Si precisa che la proroga è condizionata all’approvazione dell’analogo provvedimento da parte della Commissione europea e del Ministero delle politiche agricole. Il testo ufficiale del provvedimento è stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto il 14 maggio.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Arrivano le zanzare, che fare?

Con i primi tepori arrivano puntuali anche le fastidiose zanzare, che con il loro ronzio e le loro punture non ci tormentano soltanto nelle ore notturne ma anche di giorno. Da quasi 20 anni, infatti, alla zanzara comune (Culex pipiens molestus), che si fa vedere e soprattutto sentire dopo il tramonto, si è aggiunta l’aggressiva zanzara tigre (Aedes albopictus) attiva anche durante il giorno.

Cosa possiamo fare per prevenire la proliferazione di questi insetti? Come possiamo difenderci? Quali sono i rischi dovuti allo loro presenza? A queste e a tante altre domande ha risposto il biologo Fabrizio Montarsi, entomologo del laboratorio di parassitologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie intervenuto nell’ultima puntata di Radio Veneto Agricoltura, servizio informativo curato dall’Ufficio Stampa dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario.

Tanti i consigli pratici, rivolti sia alle pubbliche amministrazioni che ai cittadini, utili per affrontare questa sorta di “calamità” che negli ultimi anni ha fortemente peggiorato la qualità della vita all’aria aperta. Ricordando che l’uovo di zanzara per svilupparsi necessita di pochissima acqua, i primi consigli sono quelli di non abbandonare oggetti sui quali possa ristagnare l’acqua piovana, togliere o capovolgere i sottovasi, pulire i tombini di scolo, controllare che le grondaie non siano intasate, ecc. Anche le amministrazioni comunali devono, comunque, fare la loro parte nella “battaglia” contro le zanzare intervenendo con frequenti interventi di pulizia dei fossati e dei tombini stradali e di tutti i siti che possono ospitare focolai di sviluppo di larve di zanzara. Infine, si ricorda che ormai tutti i Comuni forniscono gratuitamente dei prodotti insetticidi antilarvali, che tra l’altro possono essere acquistati anche nei negozi specializzati e nelle farmacie. Utili informazioni in tema di zanzare possono essere reperite sul sito internet dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

 

All’insegna del rispetto per l’ambiente e della cura del territorio, oggi 700 ragazzi popoleranno l’idrovora di Santa Margherita (PD)

Idrovora di Santa Margherita a Codevigo (PD)

Oggi, domenica 12 maggio, dalle ore 15.30, nell’idrovora di Santa Margherita di Codevigo (PD) ci sarà la premiazione del concorso scuole “Conosci le Acque del tuo Consorzio” realizzato dal Consorzio di bonifica Bacchiglione in collaborazione con il Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua. L’edizione 2019 ha visto 30 classi partecipanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado delle province di Padova e Venezia.

La novità di quest’anno, oltre alla caccia al tesoro, è lo slogan scelto dal Consorzio Bacchiglione: #Respect. Santa Margherita si colorerà di centinaia di magliette bianche che porteranno questo slogan sulle spalle, a testimoniare che il rispetto dell’ambiente e la cura del territorio in cui viviamo è un valore che deve essere condiviso da tutti, perché ognuno deve fare la propria parte. «Il nostro territorio ha bisogno di tutti e il Consorzio di bonifica Bacchiglione lo ripeteva da tempo. Siamo stati in un certo senso i precursori dei movimenti nati “poi” per “salvare” l’ambiente. Abbiamo deciso di coinvolgere anche i più piccoli perché sono loro la forza più grande, dando voce ai loro pensieri- afferma il presidente del Consorzio Bacchiglione Paolo Ferraresso– . Sarà una grande festa per tutti quanti e un’occasione per sensibilizzare le persone sul prezioso patrimonio di cui siamo detentori e dell’importanza del lavoro di ognuno anche nella routine di tutti i giorni ».

L’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di responsabilizzare i ragazzi perché possano anche loro diffondere questo messaggio. Per fare ciò, è stato realizzato un pannello magnetico in cui ogni classe lascerà il proprio talloncino contenente lo slogan per mostrare verso quale direzione lavorare. Saranno raccolti tutti i messaggi e gli slogan che i ragazzi lasceranno e che saranno da spunto per poter lasciare a loro un mondo migliore.

Fonte: Servizio stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

 

Maltempo, in Trentino danni limitati per l’agricoltura, ma resta il rischio gelo. In Veneto, danni ancora non quantificabili.

La memoria corre subito a fine aprile 2017, quando le colture nella provincia di Trento sono state fortemente colpite da una gelata che non si registrava da decenni. Evento meteo straordinariamente negativo che ha causato ingenti danni alle produzioni.

Problemi limitati. “La nevicata a bassa quota di domenica, non ha causato danni ingenti – spiega Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. Trento – i nostri tecnici ci hanno segnalato problemi limitati in alcune aree della nostra provincia che potrebbero eventualmente compromettere leggermente la qualità delle produzioni colpite. L’evento meteo avverso del 2017 – sottolinea Berti – ha permesso la nascita di un progetto PEI (Partenariato europeo per l’innovazione) proprio per conoscere il rischio gelo delle diverse microaree produttive della nostra provincia e, attraverso la stretta collaborazione tra ricerca e mondo produttivo di delineare le migliori soluzioni di difesa da adottare. Sono alla prova da parte della Fondazione Mach, diversi sistemi di difesa attiva (wind machine, fog machine e antibrina a basso consumo d’acqua). Nel contempo la Fondazione Kessler e l’Università di Trento sono impegnate nello studio e caratterizzazione delle diverse aree attraverso lo studio dei dati sfruttando l’intelligenza artificiale. Inoltre, anche i Consorzi di miglioramento fondiario, Apot e CIF stanno lavorando all’interno del PEI al fine di creare un vero e proprio strumento di supporto alle decisioni a disposizione di agricoltori e tecnici per conoscere quale sia la migliore scelta agronomica per un determinato appezzamento, varietà, portinnesto, sistema di difesa, concimazione, ecc.”.

La domanda è: questi eventi estremi potrebbero diventare più frequenti? “Eventi come quello di domenica – spiega Andrea Piazza di Meteotrentino – sono molto rari. Il rischio gelo resta confermato tra la notte di lunedì e martedì ma, alle quote basse, solo limitatamente alle zone pianeggianti dove cesserà del tutto il vento. Fortunatamente – continua Piazza – non si attendono abbassamenti particolarmente consistenti, al più di qualche grado sotto lo zero”. “Come Università di Trento – evidenzia Dino Zardi, responsabile del nuovo corso di laurea in meteorologia delle Università di Trento e Innsbruck – stiamo cercando sia di affinare la precisione del nostro modello meteorologico previsionale (meteo.unitn.it), sia di approfondire le dinamiche di quest’ultimo evento, così come di quello devastante dello scorso ottobre, per capire come si inseriscono in un quadro di cambiamenti climatici in corso. La domanda è: questi eventi estremi potrebbero diventare più frequenti? Come impattano sulle colture, tenuto conto dell’epoca vegetativa in cui si verificano? Infatti, le piante potrebbero trovarsi in una fase fenologica anticipata rispetta alla media, a causa delle temperature medie più elevate che sempre più spesso si sono registrate nei mesi di febbraio e marzo negli ultimi anni”.

Il 2019, comunque, fa rimanere con il fiato sospeso gli agricoltori, sempre con la paura di rivivere il 2017. “Fortunatamente – evidenzia Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. Trento – nel 2017 sono entrate in gioco le coperture assicurative che hanno liquidato oltre 155 milioni di euro a favore degli agricoltori colpiti dalla catastrofica gelata”. Per quanto riguarda la campagna assicurativa in corso – continua il direttore – possiamo dire che oltre 320 milioni di euro di valore di produzione sono assicurati nella nostra provincia evidenziando un trend in crescita, anche grazie alle sempre più innovative soluzioni di gestione del rischio disponibili per gli agricoltori. Mi riferisco alle garanzie di polizza migliorate e, in particolare, ai fondi per la stabilizzazione del reddito IST, che da quest’anno permetteranno di tutelare il reddito di melicoltori e allevatori”.

In Veneto, la situazione nella provincia veronese. Il maltempo di sabato notte si è abbattuto con vento e grandine a macchia di leopardo. Nell’est veronese, specie a Soave, Zevio, Belfiore ci sono state zone colpite da vento e grandine che si sono abbattuti su vitigni e produzioni frutticole come mele e pere. “I danni al momento – evidenzia Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona – non sono quantificabili. Infatti, i vigneti sono nella fase della inflorescenza per cui la valutazione potrà essere effettuata più avanti nel tempo quando si formeranno i grappoli. La frutticoltura è stata colpita da grandine molto sottile in un momento in cui i frutti sono ancora molto piccoli per cui bisognerà aspettare l’evoluzione e l’accrescimento dei frutti per stabilire l’effettiva entità dei danni”. Nella zona di San Giovanni Ilarione fino a Brognoligo – Castelcerino si è verificata una grandinata sui frutteti con danni visibili sulle varietà precoci di ciliegio. Per quanto riguarda il territorio di Sona e San Giorgio in Salici, ci sono stati vento e grandine molto sottile, quasi una sorta di nevicata. Le temperature non sono scese sotto lo zero per cui si presume che i danni non dovrebbero essere elevati. La zona Lago è stata colpita da forte vento che si è riscontrato anche ad Affi e Cavaion Veronese, e con grandine in una striscia di Peschiera. A Bardolino c’è stato un forte vento che ha sradicato piante anche secolari ma i danni in agricoltura al momento sembrano contenuti come nell’entroterra gardesano. Si riscontrano danneggiamenti alle piante di kiwi in diverse zone del veronese per il forte vento. “I nostri tecnici – conclude Ruffini – proseguiranno nei prossimi giorni analisi più approfondite delle zone colpite per ulteriori verifiche. La questione, pertanto, resta aperta”.

Fonte: Servizio stampa Codipra Trento/Coldiretti Verona
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Si chiama “Nonni guardiani dell’ambiente” il progetto rivolto ai territori del Padovano e del Veneziano da votare on line fino al 7 maggio

C’è tempo fino al 7 maggio per votare on line e contribuire al successo del progetto “I nonni: guardiani dell’ambiente” lanciato da Legambiente Selvazzano (PD) con le associazioni Brenta Sicuro e Spiritus Mundi-onlus. Il progetto si pone l’obiettivo di rendere partecipi le persone anziane alla vita sociale e di integrarle nelle attività di tuti i giorni attraverso la vigilanza del territorio.

Un progetto che andrà in ogni caso in parte realizzato. “L’appello va a tutti Comuni del padovano e veneziano che volessero partecipare, votando direttamente  ed incentivando le adesioni tra i propri cittadini. Anche non raggiungendo i voti che danno diritto all’apporto economico ci impegneremo a realizzarlo, seppur parzialmente, assieme ai comuni che  condivideranno l’intento”, spiegano Paolo Cestaro di Legambiente e  Marino Zamboni di Brenta Sicuro. Che aggiungono: “Si tratta di un concorso dedicato al sociale e il sostegno alle fasce più deboli indetto da Aviva, gruppo assicurativo internazionale. I progetti maggiormente votati ottengono 20mila oppure 10mila euro (quest’ultima la spesa da noi prevista) per realizzare concretamente l’iniziativa proposta”.

Cosa potrà fare il nonno guardiano dell’ambiente? Pulire gli argini ed i parchi,  monitorare e tenere sotto controllo lo stato di frane e smottamenti, mappare le aree più critiche, segnalare abusi ambientali o atti vandalici. Potranno essere inoltri coinvolti in attività di piantumazione e ripristino boschivo. “Formeremo delle squadre – raccontano ancora Cestaro e Zamboni – e ognuno sarà dotato di un kit: con una borsa di primo soccorso, pettorina catarifrangente, guanti, pinze e sacchi per la raccolta rifiuti. Ogni gruppo avrà anche una macchina fotografica con gps per trasmettere segnalazioni al coordinatore che darà una mano stando davanti al pc, anche questo previsto dal progetto”.

Tutte le persone coinvolte opereranno in assoluta sicurezza. “Questo grazie alle preventive indicazioni dei locali assessori all’ambiente sia grazie alla dotazione assicurativa, a copertura di qualsiasi evenienza. Prima di partire ci saranno vari  incontri formativi, dapprima in aula e poi all’aperto, sempre con il coinvolgimento e la guida del caposquadra e la collaborazione del Comune di competenza. Si può votare a questo link“.

Fonte: Associazione Intercomunale Brenta Sicuro

Arpav trova tracce di Pfas di nuova generazione nel Po. Zaia: “Questione nazionale, il Governo metta il limite zero”

Arpav ha comunicato agli uffici del Commissario delegato per i primi interventi urgenti di Protezione Civile, Nicola Dell’Acqua, in conseguenza della contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova, quanto segue:

Pfas di nuova generazione. “Facendo seguito a quanto convenuto con gli organi regionali, a partire dalla fine di gennaio Arpav ha esteso la ricerca di un nuovo composto C6O4 ad alcuni punti di acqua superficiali collocati in punti di attingimento idropotabile. L’inquinante emergente in questione era in passato stato ritrovato nelle acque contaminate nei pressi dello stabilimento della Miteni, che lo utilizzava nel processo produttivo a sostituzione dei Pfas tradizionali. Ma si è ritenuto di ricercarlo nell’ambiente per verificare la presenza da altre possibili fonti. A marzo è stata riscontrata una positività presso la stazione di acque superficiali sul fiume Po in località Corbola con la determinazione di un quantitativo di alcune decine di nanogrammi litro. Il campionamento è stato ripetuto il 2 aprile scorso, confermando il ritrovamento sia nella stazione già campionata che a monte e a valle della stessa”.

Possibili fonti di inquinamento importanti. “Considerato che, data l’ubicazione dei punti di campionamento, risulti pressoché impossibile che derivi dal sito inquinato nell’area dell’azienda Miteni, il composto quasi sicuramente deriva dalle regioni del bacino padano a monte idraulico delle prese in cui è stata ritrovata la sostanza con una concentrazione di circa 80 nanogrammi/litro. Ricordiamo, infatti, che la stazione è ubicata in prossimità di Castelmassa, al confine con Lombardia ed Emilia. Una sostanza così poco utilizzata e di nuova generazione per essere riscontrata in queste quantità nel fiume più grande d’Italia fa supporre che si possano trovare a monte fonti di inquinamento importanti. Si ricorda che per questa sostanza di nuova generazione gli standard analitici commerciali non sono disponibili e le analisi, ad oggi, sono sperimentali.

Segnalazione ad altre regioni. Per questo motivo la Regione del Veneto sta predisponendo una segnalazione alle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte riguardo a questo ritrovamento. Non essendovi limiti europei e nazionali, per motivi precauzionali il gestore della rete idropotabile Acque Venete ha già ordinato nuove batterie di filtri. Queste azioni sono rese possibili anche grazie all’attività che la Giunta Regionale ha impostato già un anno e mezzo fa, con la Dgr 2232 del 2017, richiedendo a tutti i gestori della rete idropotabile di studiare sistemi di abbattimento da implementare qualora si trovassero ad affrontare situazioni impreviste come questa.”

Luca Zaia: “Una primaria questione ambientale nazionale”. In merito alla comunicazione, il Presidente della Regione ha commentato: “Questa è la conferma che la questione Pfas è un tema che interessa tutto il Paese, ed è una primaria questione ambientale nazionale. Per questo motivo è necessario che il Governo, come ha già fatto il Veneto da tempo, intervenga fermamente, ponendo limiti zero. Invitiamo, quindi, il Ministero dell’Ambiente a muoversi sulla linea già tracciata dalla nostra Regione, agendo il più rapidamente possibile. Ciò a tutela della popolazione non solo delle aree interessate da questo tipo di inquinamento in Veneto, ma di tutti i cittadini del nostro Paese”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Reati ambientali, grave intimidazione alla troupe della Tgr Veneto

Gli atti di vandalismo e le intimidazioni non fermeranno il diritto di cronaca. Il comitato di redazione della Tgr del Veneto, l’Usigrai, il Sindacato giornalisti del Veneto (Sgv), di intesa con la Fnsi, esprimono assoluta vicinanza ai colleghi della troupe Rai, ai quali sono state tagliate le gomme della macchina mentre erano al lavoro per un servizio a Rosà in provincia di Vicenza. Nello specifico, i colleghi si stavano occupando di vicende legate alla tutela dell’ambiente, con l’obiettivo di garantire il diritto di tutti i cittadini di essere informati.

Solidarietà ai colleghi della Tgr del Veneto anche da parte del direttivo e dei soci Argav.

Fonte: Sindacato giornalisti del Veneto

Dal 13 aprile al 19 maggio 2019, “pellegrinaggio” musicale nella natura con Giorgio Gobbo, voce storica della Piccola Bottega Baltazar. 7 i concerti gratuiti, tra montagna e pianura, in cammino con l’artista per cogliere il legame tra musica e natura.

Un tour unico, diverso, dove la musica è connessa alla natura e il pubblico è invitato a camminare e scoprire dei luoghi, come parte integrante dell’esperienza live: è il “pellegrinaggio” musicale di Giorgio Gobbo, una delle più apprezzate voci del folk italiano, ospite nell’incontro Argav-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) lo scorso fine marzo, voce storica della Piccola Bottega Baltazar. Da sabato 13 aprile partirà l’originale tour (partecipazione ai concerti gratuita e aperta a tutti): “Un omaggio ad alcuni dei paesaggi naturali nei quali ho trovato il filo di un canto o un sentiero di parole. Una serie di performance all’aria aperta, rigorosamente acustiche, che ho pensato per me e aperte a tutti i viandanti”.

Sette concerti che saranno anche occasione di cammino e di incontro e il modo più adatto per scoprire le canzoni dell’album Nettare dell’estate, proprio nei luoghi che hanno regalato l’intuizione che ha ispirato questo lavoro. Sette tappe, sette esibizioni dal vivo, sette percorsi, facili e suggestivi, dove Gobbo camminerà portando con sé la chitarra. “E’ il mio personale pellegrinaggio musicale: un viaggio che incontra l’alba, il giorno e la notte in ambienti dove il selvatico ancora si rifugia. Io ci metterò la musica, chi vuole può portarsi un plaid e vettovaglie; ci sarà da vivere l’esperienza offerta da sette scenari diversi fatti di alberi, alture, cielo.”

Il tour andrà dalla pianura ai 2200 metri di Passo Giau, sulle Dolomiti: partirà dal grande albero della Certosa, a Vigodarzere (PD), sabato 13 aprile, e toccherà poi l’ex cava di Monte Croce, a Battaglia (PD), il Rifugio Monte Comun, a Zovon di Vò (PD), il Rifugio Alpe Madre, sul Monte Grappa (VI), il Forte Interrotto, sull’Altopiano di Asiago (VI), il cerchio dei Druidi, sul sentiero delle creste, a Castelnuovo di Teolo (PD) e infine, domenica 19 maggio, la chiesetta di San Giovanni Gualberto al Passo Giau (BL).

Progetto nato dal contatto con la montagna. Nettare dell’estate, il primo album solista di Giorgio Gobbo, pubblicato alla fine del 2018, è un progetto nato dal contatto con la montagna e la natura, alla natura e alla montagna doveva tornare. Un omaggio che assume un valore speciale quest’anno, dopo il disastroso evento che ha colpito i boschi delle Dolomiti e delle Prealpi. “Nettare dell’estate” è disponibile negli store digitali e nel sito di Azzurra Music. I dettagli delle date sono disponibili alla pagina www.giorgiogobbo.it

Fonte: Servizio stampa Azzurra Music

A giardini del tè di Dazhangshan, in Cina, la XXX edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino

ll Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso di dedicare la trentesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino a I giardini del tè di Dazhangshan, situati nella contea di Wuyuan, nella parte nord-orientale della provincia del Jiangxi, nella Cina meridionale.

Ai piedi della montagna Dazhangshan, un vasto sistema di rilievi collinari accoglie in questa regione le coltivazioni del tè: campi ondulati, inconfondibili per il disegno ordinato delle piantagioni che scorrono in forma di siepi parallele e a tratti interrompono la copertura del manto boschivo o la distesa delle risaie nei fondivalle. La pianta del tè – quella Camellia sinensis che in quest’area della Cina ha avuto buona parte delle sue origini storiche – dà forma a un paesaggio contemporaneo condotto secondo rigorosi criteri agroecologici, in grado di raccogliere il senso della storia e di proiettare nel futuro il valore di un ambiente rurale nel quale l’uomo stabilisce una relazione di armonia con la natura.

Appuntamenti. Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2019 prevede nel mese di maggio, a Treviso, i suoi principali appuntamenti pubblici: venerdì 10 maggio alle ore 18 è in programma, nelle Gallerie delle Prigioni, l’apertura dell’esposizione The Ground We Have in Common. Sabato 11 maggio si svolgeranno un convegno internazionale di approfondimento nella sede della Fondazione Benetton (ore 9.30-13.30) e la cerimonia pubblica del Premio nel Teatro Comunale di Treviso (ore 17). Domenica 12 maggio alle ore 18 sarà proposto, nella chiesa di San Teonisto, un concerto di musica cinese in omaggio al luogo designato dal Premio.

Fonte: servizio stampa Fondazione Benetton Studi e Ricerche

A.A.A. Cercansi animatori estivi in grado di gestire e progettare attività di educazione ambientale (e musica corale) al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Rete Wigwam ha aperto la selezione per animatori da impiegare nel Grest estivo 2019 ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd), dove c’è la sede centrale dell’associazione. Qui si sperimentano e mettono a punto i nuovi modelli di educazione ambientale e di socializzazione per bimbi tra tre e undici anni, che poi saranno proposti nelle scuole e nei comuni di tutte le comunità locali che formano la rete nazionale.

L’attività di animazione di base, organizzata dall’Associazione Sipuòfare!, occuperà le quattro settimane di luglio, la prima e l’ultima di agosto e si concluderà con la prima di settembre. Inoltre, potrà avere un seguito nella gestione dei progetti educativi che saranno attivati, nel corso del biennio 2019-2020. Le figure che saranno selezionate – studenti del quarto o quinto anno di scuola superiore di secondo grado, universitari o neo diplomati o neo laureati – dovranno dimostrare propensione per il ruolo da svolgere e competenze, sia pure minimali, nella progettazione e gestione di attività di educazione ambientale e di musica corale. Tale attività prevede il riconoscimento di un compenso. I candidati dovranno inviare il proprio curriculum in formato standard europeo, entro il 14 aprile 2019 a direzione@wigwam.it

Fonte: servizio stampa Rete Wigwam