• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Ambiente. Giovedì 14 marzo 2019 esplorazione nella laguna di Venezia dedicata al cambiamento climatico e alle misure di adattamento, partecipazione gratuita sino ad esaurimento posti

La Comunità Locale Wigwam della Città di Venezia e la Consulta Lagunare del Polo Nautico di S. Giuliano organizzano giovedì 14 marzo 2019 la prima esplorazione lagunare dedicata al cambiamento climatico e alle misure di adattamento. Si tratta di un’iniziativa aperta alla cittadinanza e con accettazione di adesioni fino a raggiungimento della capienza e che si comporrà di una parte “navigante”, di una di conferenza e di un convivio. Il tema generale sarà quindi: la laguna di Venezia è attrezzata per il cambiamento climatico? Cosa è stato fatto e cosa manca in termini di capacità di adattamento? 

Wigwam-Venice Resilience lab rappresenta il focus della comunità veneziana che promuove lo sviluppo solidale sostenibile offrendo occasioni per agire insieme, prima possibile con quello che c’è, e provare il piacere della collaborazione, a cittadini, istituzioni sociali, ambientali ed economiche, visitatori, professori, ricercatori, studenti, artisti, artigiani, e professionisti.

Il programma in generale prevede alle 13:30 l’imbarco alle Zattere Gesuati, per la gita navigante offerta dagli studenti dell’Università di Reims, cui farà seguito alle 19:00 a San Giuliano al Buffet “Ciò che Ciò”, offerto da Wigwam e dalla Consulta Lagunare. Richieste di adesione: ceccogio@gmail.com o con sms 335-1379177. Dalle 14:00 alle 17:30 escursione con motonave in laguna di Venezia e visita al MOSE con 34 studenti dell’Università di Reims. Il gruppo di studenti sarà accompagnato da: Jon Marco Church, Associate Professor (currently visiting fellow at the IUAV University of Venice), University of Reims Champagne-Ardenne IATEUR – BP 30 – 57 rue Pierre Taittinger – 51571 Reims Cedex, France www.univ-reims.fr

Tema della giornata: “Pathways of Adaptation to Climate Change”. Come è tradizione, in queste occasioni, oltre alla visita e alle spiegazioni per gli studenti,  si svolgerà un workshop a bordo con inviti a veneziani e veneti come occasione di incontro e confronto sui problemi della gestione sostenibile e solidale della laguna. In particolare, si parlerà della gestione del Mose in caso di crescita del livello del mare: limiti operativi, adattabilità e opportunità per la salvaguardia ambientale. Saranno presentati alcuni risultati modellistici delle possibili chiusure per livelli del mare crescenti ed alcuni potenziali utilizzi delle barriere mobili per la gestione ambientale della laguna (ricambio forzato delle acque in occasione di crisi anossiche, gestione di dispersioni di inquinanti, gestione della risospensione e perdita in mare dei sedimenti). Per lo sviluppo di questi temi saranno anche invitati il Provveditorato e il Consorzio Venezia Nuova affinché vi sia un contributo di valutazioni, cui seguirà un dibattito con domande e risposte. La visita al MOSE e il workshop sugli effetti del cambiamento climatico in laguna e sulla gestione delle barriere mobili si svolgeranno nelle lingue inglese e italiano.

Il programma nel dettaglio. Ore 14:00  – imbarco ai Gesuati Zattere e presentazione del Bacino di San Marco e del concetto di co-evoluzione di laguna e società/acqua e terra. Learning and Building with Nature: il ripristino delle strutture naturali biostabilizzanti. Ore 14:30 – visita in Arsenale alla controll room delle barriere mobili in arsenale ed al jack-up il mezzo di manutenzione delle paratoie. Ore 15:30 – trasferimento in bocca di Lido. Le trasformazioni storiche della bocca lagunare per consentire la navigazione: dalle garzine ai moli foranei, al Mose. Ore 16:00 – partenza per Lazzaretto Nuovo, Murano, Arsenale, Zattere. Provveditorato: Stato di attuazione del Mose. Con illustrazione ad opera dell’ing. Giovanni Cecconi degli effetti del cambiamento climatico in generale in Laguna e sulla gestione del Mose. Ore 17:00 – discussione e conclusioni della giornata. Ore 17:30 – sbarco alle Zattere. Dalle ore 19 alle ore 23, al polo nautico di San Giuliano (presiede e controlla i tempi un giornalista di WigwamNews o de Il Gazzettino). Ore 19:00 – Giovanni Cecconi – Linkman della Wigwam Local Community Città di Venezia e Direttore di Venice Resilience Lab | Lo stato di interramento della laguna media e i problemi associati alla navigazione in Laguna. ORE 19:30 –Roberto Mel– L’uso dei modelli matematici nella comprensione dei processi lagunari e nella progettazione delle soluzioni (in attesa di conferma). Ore 20:00 – Alessandro Sartori – Habitat e avifauna in laguna di Venezia, come riconoscerla? (in attesa di conferma). Ore 20:30 – Discussione conviviale. Ore 23:00 – Termine del workshop.

A questo evento faranno seguito nel corso del 2019 di altre 10 giornate dedicate ai problemi lagunari e ai metodi “win-win” per risolverli, normalmente collocate in ogni secondo o terzo venerdì del mese.

Fonte: servizio stampa Wigwam

Sabato 9 marzo, in programma alle 9 a Vicenza il terzo ed ultimo appuntamento di “Innovare & competere con l’economia circolare”, organizzato da Confartigianato Imprese Veneto in collaborazione con Argav. Tema dell’incontro, l’acqua.

Le anomalie climatiche e, in particolare, le prolungate e ripetute siccità, impongono un ripensamento della gestione della risorsa idrica e sull’utilizzo dell’acqua anche da parte del sistema economico. Il volume di acqua complessivamente utilizzata come input produttivo dalle imprese manifatturiere in Italia (dati al 2012) infatti, ammonta a circa 5,2 miliardi di metri cubi (21% del totale) e sono necessari in media 8,5 litri di acqua per ciascun euro di produzione realizzata. Serve una azione di ampio respiro che deve passare da un lato per il superamento della logica “emergenziale”, peraltro costosa e di limitata efficacia, investendo nel lungo periodo in un piano strutturale di investimenti e dall’altro attraverso una maggiore cultura nelle potenzialità dell’economia circolare. “Per questo -annuncia Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Veneto- abbiamo dedicato all’acqua il terzo ed ultimo degli incontri “Innovare & Competere con l’Economia Circolare”, organizzato in collaborazione con Argav e che si terrà domani, sabato 9 marzo, a Vicenza partire dalle 9 nel centro congressi della sede provinciale dell’associazione di categoria.

In Veneto, si perde circa il 40 per cento dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione. Aggiunge Bonomo: “L’“oro blu” come qualcuno la chiama, con una definizione che ne esprime pienamente il valore e il carattere strategico, sarà in futuro un tema sempre più centrale, destinato ad impattare in modo importante nel mondo delle imprese, sia in termini di problematiche connesse con l’uso e il riuso, sia in termini di tecnologie, servizi e prodotti sviluppabili dalle imprese in risposta ai bisogni della collettività. L’acqua, analogamente ai rifiuti e all’energia, su cui abbiamo riflettuto nei precedenti incontri, è quindi una straordinaria leva destinata, anche per effetto dei cambiamenti climatici in atto, a indurre processi d’innovazione e di competitività nel tessuto imprenditoriale”. Come capita sempre più spesso di verificare concretamente, l’acqua è un bene che può diventare scarso rispetto alla richiesta ma, paradossalmente, ne disperdiamo una quantità rilevante. E non è un problema solo del Sud. Anche in Veneto, sulla base dei dati disponibili per il 2015 di fonte ISTAT (dati relativi ai comuni capoluogo di provincia), le perdite ammontano al 37,8% dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione, dato vicino alla media nazionale del 38,3%.

Sul fronte del prezzo del servizio, si registra nel Paese una escalation delle tariffe negli ultimi anni. A dicembre 2018 il prezzo al consumo per fornitura dell’acqua in Italia sale del 3,6% rispetto ad un anno prima, a fronte del +1,6% registrato nell’Eurozona. La crescita negli ultimi anni è tumultuosa: tra il 2012 e il 2018 le tariffe in Italia sono salite mediamente del 40,9% a fronte del +15,5% dell’Eurozona, mentre negli ultimi dieci anni sono quasi raddoppiate, con un aumento del 71% a fronte del 31,9% della media Ue”.

Il convegno. “Contrastare l’inefficienza delle infrastrutture e promuovere l’uso razionale della risorsa acqua per presidiare il contenimento dei costi diretti e indiretti connessi, ma anche favorire processi di ricerca, innovazione e crescita nelle imprese. Queste la nostra mission come sistema veneto di Confartigianato -afferma Bonomo-. A partire dalla economia circolare di cui le testimonianze di impresa che ospitiamo al nostro seminario danno dimostrazione concreta: Marco Attisani di Watly, Cosimo Calciano di Revotree e Paolo Montalbetti di Ricotteria Elda, tre storie d’impresa che hanno saputo coniugare con successo ambiente e business, con soluzioni avanzate e innovazione nell’ambito della manifattura e dei servizi, tre esempi da seguire. Senza dimenticare però il quadro normativo che ci verrà illustrato da Ermete Realacci, Fondazione Symbola, Nicola Dell’Acqua, Regione Veneto Direzione Area tutela e Sviluppo del Territorio e Giancarlo De Carlo, Viveracqua. “Interventi -conclude- che ci aiuteranno a capire lo stato dell’arte, la programmazione regionale degli inventimenti e soprattutto rischi ed opportunità della proposta di legge sulla disciplina delle gestioni idriche, prima firmataria Federica Daga dei Cinque Stelle, che approderà nell’aula di Montecitorio il 25 marzo prossimo. Una legge di riforma che, se dovesse passare così come è scritta, fa correre al nostro Paese il rischio che si trasformi in un inatteso macigno sui conti pubblici. Il 97 per cento della popolazione è servito da società a maggioranza o interamente pubbliche (99,7% in Veneto), il ritorno alla gestione diretta comporterebbe la revoca delle concessioni con un costo stimato di 15 miliardi senza contare il ripetersi dello “scenario Tav”: il fuggi fuggi da un Paese che non rispetta i contratti”.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Imprese Veneto

Ambiente, Coldiretti e Anbi Veneto riuniscono il 7 marzo a Mestre (VE) gli amministratori dei Consorzi di bonifica del Veneto per parlare di autonomia finanziaria, autogoverno e sussidarietà orizzontale. A moderare la tavola rotonda il presidente Argav Fabrizio Stelluto.

Il biglietto da visita del sistema consortile veneto è fatto di una serie di numeri non indifferenti, a cominciare dai 12mila kmq di territorio servito (il 60% della Regione), dai quasi 5milioni di cittadini assistiti (l’89% della popolazione), 26mila km di canali irrigui e di scolo, circa 400 idrovore (delle 700 totali in Italia). Un esempio nazionale per professionalità, capacità d’intervento, progettualità e innovazione: il tutto sostanziato ulteriormente da conti in ordine, sprechi azzerati e senza oneri sul bilancio regionale.

Relatori della tavola rotonda. Con questa premessa, Coldiretti e Anbi Veneto convocano tutti gli amministratori dei Consorzi di bonifica per parlare di autogoverno, autonomia finanziaria e sussidarietà orizzontale quale modello virtuoso di gestione del territorio. L’appuntamento è per giovedì 7 marzo alle ore 10 a Mestre (VE) nella sala dell’hotel Laguna Palace (via Ancona 2). A confrontarsi sulle esperienze maturate, risultati raggiunti e sulle sfide di una realtà efficiente da sempre a  servizio della collettività, degli agricoltori e del paesaggio rurale ci saranno: Massimo Gargano, direttore Anbi, Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, Maria Rosa Pavanello, presidente dell’Anci Veneto, Onofrio Rota, segretario Generale Fai Cisl, Claudio Martino, avvocato dello Studio Legale Compagno. Dopo l’introduzione di Andrea Crestani direttore di Anbi Veneto, i lavori saranno aperti da Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto e chiusi da Pietro Piccioni, direttore regionale. La moderazione della tavola rotonda è affidata al presidente Argav, il giornalista Fabrizio Stelluto.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

8 artisti per 8 opere, un concorso di “Land art” a Bosco Nordio a Sant’Anna di Chioggia (Ve) per interpretare il valore della riserva, adesioni di partecipazione entro le ore 17 del 22 marzo 2019

Artisti nel bosco, ecco un bel concorso. Nell’ambito del progetto Interreg V-B AdrionImpreco – common strategies and best practices to improve the transnational protection of ecosystem integrity and services” (Veneto Agricoltura è partner) verrà realizzato, nella riserva naturale integraledi Bosco Nordio di Veneto Agricoltura a Sant’Anna di Chioggia (VE), un percorso di “Land Art” mirato a valorizzare i servizi ecosistemici offerti dall’area protetta.

Otto Artisti per otto opere che andranno ad interpretare, con un linguaggio capace di parlare anche alle emozioni e ai sensi, e non solo alla mente, i temi che meglio interpretano il valore della riserva: un bosco vivo e diverso, la vita nascosta della riserva – Comunicare il valore e la ricchezza di biodiversità della riserva; ambienti preziosi, la ricchezza del bosco naturale – Comunicare l’importanza della riserva come luogo dove si svolgono attività di studio e ricerca ambientali; laboratorio verde, Bosco Nordio fra ricerca e benessere – Favorire la rigenerazione psico-fisica di chi visita la riserva. Si può aderire alla “chiamata” entro le ore 17 del 22 marzo 2019,  ulteriori informazioni al seguente link

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Obiettivo acqua: concorso fotografico aperto a tutti per raccontare il rapporto tra uomo, acqua e territorio, invio foto entro il 31 marzo

Il concorso fotografico “Obiettivo Acqua”, alla sua prima edizione, è promosso da Coldiretti con ANBI e Fondazione Univerde, con lo scopo di selezionare fotografie che presentino particolari caratteristiche artistiche e che valorizzino i molteplici e differenziati aspetti, ambientali e sociali, legati all’impiego dell’acqua dolce. La premiazione del Concorso gode del patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente (MATTM).

Le iscrizioni al concorso saranno attive sino al 31 marzo 2019. La risorsa idrica non rappresenta soltanto un fattore strategico per l’agricoltura italiana, per la produttività del settore e per la permanenza delle imprese agricole sul territorio, ma costituisce anche un imprescindibile elemento di qualità e di sicurezza alimentare. D’altra parte, l’accessibilità all’acqua, la disponibilità di risorsa in quantità e qualità adeguata, nonché l’efficienza idrica (intesa come complesso delle operazioni che riguardano l’irrigazione, dal prelievo alla fonte, all’efficienza nella distribuzione, fino all’efficienza nell’erogazione alle colture), garantiscono anche benefici economici, ambientali e sociali in termini di presidio del territorio, difesa idrogeologica, conservazione della biodiversità, mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici. Con il Concorso in oggetto, le Organizzazioni promotrici intendono anche valorizzare e promuovere la conoscenza delle peculiarità dei sistemi irrigui collettivi italiani ed il valore aggiunto e le esternalità positive derivanti dall’impiego dell’acqua in agricoltura, in termini ambientali, paesaggistici, di tutela del territorio, di multifunzionalità delle imprese agricole e di sviluppo rurale. Dettagli e regolamento si trovano su www.obiettivoacqua.it.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Piano di gestione e contenimento del lupo in Veneto, secondo l’opposizione la soluzione sta in più recinzioni elettrificate e cani pastore piuttosto che nell’uccisione di una specie protetta

“Sul lupo la maggioranza leghista va a traino di Berlato e continua a vendere aria fritta e a far perdere tempo al Consiglio. Anche ieri è stata approvata l’ennesima mozione inutile, con il nostro voto contrario, anziché affrontare la questione con un approccio scientifico”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico commentando l’approvazione ieri della mozione presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia sul piano di gestione e contenimento del lupo (qui il testo di legge).

Lupi e cervi. “Abbiamo ascoltato interventi incredibili, si è arrivati a parlare di aggressioni ai bambini che vanno a scuola. È puro terrorismo psicologico, ancor più bieco e meschino se fatto da rappresentanti istituzionali. È curioso come gli ‘amici delle doppiette’ adesso si preoccupino per le predazioni dei cervi in Cansiglio, quando solo pochi anni fa avevano lanciato l’allarme sulla loro eccessiva diffusione, sparando cifre a caso, chi tremila chi addirittura seimila esemplari. Naturalmente era un falso problema, utilizzato per fare pressioni sull’apertura della caccia al cervo in un’area protetta. Ora in Cansiglio è arrivato il lupo, che notoriamente non è vegetariano e quindi si comporta da lupo. Nutrendosi di animali selvatici contribuisce quindi a ristabilire l’equilibrio ecologico della foresta. È bizzarro che chi ieri si lamentava dei troppi cervi, oggi protesti per il lupo che li mangia. Una delle soluzioni al problema, a costo zero, è semplice: vietiamo la caccia alle specie di animali selvatici oggetto di predazione”, afferma Zanoni.

Selezione naturale. “Tra l’altro – continua il consigliere democratico – il lupo effettua sulle popolazioni di ungulati come cervi, camosci, mufloni e caprioli una selezione naturale, attaccando i soggetti più deboli, vecchi e malati, con un conseguente miglioramento genetico delle popolazioni. È l’esatto opposto di quanto avviene con la caccia, che danneggia le specie. Infatti l’uomo uccide i soggetti più belli. Pensiamo per esempio ai concorsi dove i vincitori sono coloro che esibiscono gli animali con palco, ovvero le corna, più grande, o maggiormente sviluppato. Anziché auspicare di metter mano ai fucili, dimenticando che il lupo è una specie protetta da norme sia statali che comunitarie – conclude Zanoni – la Regione si attivi per dare risposte concrete ed efficaci agli allevatori. Fornisca recinzioni elettrificate e cani pastore, cosa che ha fatto in pochi casi e con gravissimo ritardo. Sono metodi che hanno dato i frutti attesi anche dove i lupi non sono qualche decina, ma diverse centinaia, come nel Parco d’Abruzzo”.

Fonte:  Consigliere regionale Andrea Zanoni

Laguna di Caorle (Ve): firmato il documento di intenti del Contratto di area umida

Si è tenuta lunedì 4 febbraio alle ore 9.30 nella Sala Consiliare del palazzo Municipale di Concordia Sagittaria (VE), la cerimonia di sottoscrizione del documento di intenti del Contratto di area umida “Sistema della Laguna di Caorle“.

Erano presenti Claudio Odorico (sindaco di Concordia Sagittaria), Pasqualino Codognotto (sindaco di San Michele al Tagliamento), Giovanni Comisso (vicesindaco di Caorle), Maria Teresa Senatore (sindaco di Portogruaro), Gianluca Forcolin (vicepresidente della Regione Veneto), Giuseppe Pan (assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca – Regione Veneto), Sergio Grego (direttore Consorzio di Bonifica della Venezia Orientale) e Domenico Favro (presidente di VeGAL). Presenti anche Veneto Agricoltura, associazioni di categoria, ambientaliste, sportive e culturali.

Obiettivi del progetto. Il documento sottoscritto è il risultato di un processo avviato tra settembre e novembre 2018, che ha permesso la costituzione di un Comitato tecnico, dell’Assemblea e, infine, attraverso un laboratorio partecipativo ha predisposto il “Documento di Intenti”. L’iniziativa interessa le aree umide ricadenti nei territori dei Comuni di Caorle, Concordia Sagittaria e San Michele al Tagliamento ed è stata promossa dalla Direzione Pianificazione Territoriale della Regione del Veneto in qualità di partner capofila (Lead Partner) del progetto “Wetnet – Coordinated management and networking of Mediterranean wetlands”. Il progetto vede coinvolti partner appartenenti a sei Paesi europei dell’area mediterranea (Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Slovenia e Malta) e affronta la necessità di attuare un approccio strategico, sistematico e collaborativo per la gestione delle aree umide protette. Obiettivo principale del progetto è favorire il coordinamento e migliorare l’efficacia della gestione e della pianificazione delle aree umide protette attraverso la definizione e la sperimentazione di strategie integrate, mettendo a punto uno strumento di governance basato sul modello dei Contratti di Fiume che siano in grado di favorire la conservazione e la valorizzazione della biodiversità, conciliare e mitigare l’impatto delle attività antropiche sugli ecosistemi acquatici, incrementare la consapevolezza del valore socio-ambientale delle aree umide.

Dichiarazioni. Domenico Favro“Con la firma di oggi si raggiunge l’impegno da parte della Regione e dei Comuni dell’area affinché si possano attuare politiche efficaci di tutela e salvaguardia ambientale di un territorio che va costantemente protetto sia da un punto di vista naturale sia da un punto di vista degli interessi economici legati alla laguna”. Gianluca ForcolinIl contratto è un documento di intenti che impegna le amministrazioni comunali, la Regione del Veneto, il consorzio di Bonifica solo per citare i più grossi, ma anche le tante realtà e associazioni che vi operano, ad attivare un percorso condiviso e partecipato per la protezione e la tutela degli ambienti naturali, delle acque, del paesaggio e di tutto ciò che rappresenta quella bellezza di cui abbiamo la fortuna di godere. Questo contratto ha l’obiettivo di far lavorare tutti nella stessa direzione per il bene dell’ambiente ed è già diventato caso di studio a livello nazionale. Come spesso accade, il Veneto è capofila grazie alle buone pratiche nate soprattutto dal buon senso e dall’amore verso il nostro territorio”. Giuseppe Pan: “Con questa firma, prende il via un progetto sperimentale di gestione partecipata di una zona dall’alto valore ambientale e naturalistico, ma che deve essere valorizzata anche dal punto di vista turistico e di sviluppo economico”.

Fonte: Servizio stampa VeGal

23 febbraio 2019, nel Padovano appuntamento alle 8:45 lungo il Bacchiglione per pulirne gli argini

Dopo il Brenta, il Bacchiglione. L’Associazione intercomunale Brenta Sicuro, insieme a Spiritus Mundis onlus, Legambiente Pratiarcati di Albignasego (Pd) e Amissi del Piovego organizza sabato 23 febbraioAmiamo e puliamo il nostro fiume Bacchiglione“, iniziativa che vedrà la pulizia degli argini padovani del fiume.

Il ritrovo per tutte le località è alle ore 08:45. La giornata vedrà l’impegno condiviso fra associazioni ed amministrazioni pubbliche, in particolare quelle di Padova, Ponte San Nicolò, Casalserugo, Polverara, Bovolenta e Codevigo e molti cittadini, attenti al tema del rispetto dell’ambiente. Ogni comune organizzerà il ritrovo, fissato alle ore 08:45 e precisamente: Padova (con partenza chiuse Voltabarozzo), Ponte San Nicolò (con partenza via Giorato, fronte chiesa San Nicolò), Casalserugo (con partenza fronte municipio), Polverara (con partenza piazzale chiesa),
 Bovolenta (con partenza via Umberto I°, palasport, Codevigo (con partenza oasi Cà di Mezzo)
. Al termine della mattinata è in programma nel Municipio di Casalserugo (piazza Aldo Moro, 1) la presentazione dei risultati della raccolta. Sarà inoltre resa pubblica l’indagine svolta lo scorso anno dalle Protezioni Civili dei comuni di Ponte San Nicolò, Casalserugo, Polverara, Bovolenta, Pontelongo e Correzzola, sulle criticità arginali del fiume.

un momento della presentazione alla stampa dell’iniziativa

L’idea nasce da molte e diffuse esperienze sul territorio. Da una nota stampa delle associazioni che condividono l’iniziativa si legge: “E’ un tentativo di porre rimedio all’inciviltà e maleducazione di pochi che rischiano, però, di deturpare il nostro maltrattato ambiente, già fortemente sollecitato da inquinanti ambientali legati al traffico, al riscaldamento, agli agenti chimici presenti. L’iniziativa fa seguito ad un progetto diffuso di tutela che vede in “campo” grandi associazioni nazionali, quali Legambiente, ed associazioni locali come “Spiritus Mundi” e Brenta Sicuro. Nel solo 2018, nella nostra area sono stati state organizzate 15 sessioni di pulizia solo nell’ambito dell’evento “Amiamo il nostro fiume Brenta”, con il coinvolgimento di 500 persone in 10 Comuni. L’elenco dei rifiuti è, purtroppo, molto variegato e spazia dal semplice incarto di caramella a voluminosi mobili passando attraverso le tossiche batteria d’auto, pneumatici e tanto altro. E’ del tutto evidente che il problema non è risolvibile solo con alcune meritevoli azioni, seppur importanti, di pulizia del territorio. Serve un autentico cambio di cultura, di consapevolezza dei danni che, con gesti sconsiderati si crea, ai nostri figli ed a tutte le persone che ci stanno attorno. Ecco perchè diventa importante l’informazione a scuola, parlando con i ragazzi, anche molto piccoli oltre che agli adulti. E’ indispensabile anche somministrare qualche esemplare sanzione, per non dare l’impressione che sia molto più conveniente (e meno rischioso) gettare rifiuti che conferirli correttamente. Quindi, constante presenza sul territorio, telecamere e fototrappole. L’ambiente, ed i particolar modo i fiumi, hanno necessità delle nostre cure, della nostra attenzione. E’ importantissimo non trascurarli. Domani potremmo rimpiangere questa incuria. Di certo la trascuratezza si ritorcerà contro l’uomo, sia in termini di conseguenze per l’inquinamento arrecato che in danni idrogeologici“.

Fonte: Servizio stampa associazioni organizzatrici di “Amiamo e puliamo il nostro fiume Bacchiglione”

Cura ecologica del verde, costi maggiori come anche i benefici per la salute di ambiente e dell’uomo

suolo vivente

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Avere città più belle, con maggiori spazi verdi, alberi in salute, ma anche rispettando la salute dei cittadini è un obiettivo a cui molti paesi e città stanno puntando. Ciò per garantire una migliore e più ampia fruizione degli spazi verdi. Ma per far ciò, necessita anche adottare comportamenti che mirino all’equilibrio biologico, nella consapevolezza che il suolo è un organismo vivente e che quindi, in molte situazioni cittadine con le quali si ha a che fare, è necessario adottare comportamenti di cura del suolo, prima ancora di cura degli alberi.

un momento del convegno a Merano

Rapporto costi e benefici direttamente proporzionale. Un interessante convegno tenutosi lunedì 11 febbraio scorso, organizzato dalla Giardineria Comunale e dai Giardini del Castello di Trauttmansdorf di Merano, ha voluto sottolineare come gli alberi in città siano la chiave di svolta per migliorare qualitativamente il benessere dei cittadini. Ma serve una consapevolezza sulle risorse economiche da mettere in campo (costi) in relazione ai benefici multipli che possiamo ottenere. E in questo la realtà di cultura tedesca (dal Trentino Alto Adige in su) dimostra di aver ben compreso come a fronte di costi importanti ci siano comunque molti più aspetti positivi di cui beneficiare.

Gestire al meglio il verde urbano. Il professor Francesco Ferrini ha aperto il convegno svolgendo una serie di considerazioni sulla gestione del verde urbano a partire dal fatto che un albero in città, messo nelle migliori condizioni per potersi sviluppare in salute, ha una performance ambientale da 3 a 5 volte superiore rispetto lo stesso albero in foresta. Poi, anche, come sia importante considerare la sostanza organica da rendere disponibile per gli alberi con l’utilizzo delle foglie come pacciamatura ma anche con l’impiego di Micorrize Autoctone che aumentano la performance sull’utilizzo dell’acqua da parte degli apparati radicali (e in un momento storico, con eventi climatici estremi come sempre più si stanno verificando, risulta essere di particolare importanza).

compost

Micro organismi che rendono più forti le piante. Decisamente interessante la presenza di ditte austriache che stanno diffondendo l’utilizzo di microorganismi effettivi (EM – che aumentano le difese delle piante rendendole più forti agli attacchi parassitari), ma anche attraverso l’uso di concimi organici di particolare effetto nel medio lungo periodo. Ciò all’insegna di “prevenire: che è meglio di curare”. Si è parlato anche dell’uso di erbacee perenni in ambito urbano con l’esperto prof. Bernd Hertle, il quale ha evidenziato come la sfida sia l’utilizzo di erbacee perenni in varietà e non con realizzazioni monospecifiche, cioè monotone, accettando il «ballo delle piante» cioè un loro dinamismo («il giardino in movimento» di Gilles Clement); e per fare ciò non si può prevedere pacciamature con teli sintetici bensì con materiali organici o minerali.

La miscela Trauttmansdorf. Per concludere l’intensa giornata i gestori dei Giardini del Castello Trauttmansdorf hanno illustrato la loro graduale conversione, partita dal 2012 al 2016, periodo in cui da un approccio tradizionale con prodotti fitosanitari si è passati prima all’uso dei prodotti biologici per poi fare un passo ulteriore con prodotti corroboranti (“fortificanti”), cioè mirando a prevenire le fitopatie fortificando le piante con una intensa attività che prevede l’utilizzo di tanti prodotti naturali come Em, micorrize, organismi utili, preparati omeopatici, equiseto, propoli, lecitina, acqua ossigenata, olio di cipolla, sapone di marsiglia, polvere di roccia, calce, concimi con base d’olio di agrumi (con effetti collaterali positivi), glutine di mais, concime ricavato da acido citrico… ma anche definendo una particolare miscela, denominata ‘Trauttmansdorf’. Interventi fino a cinque volte più costosi rispetto alla precedente gestione con fitofarmaci di sintesi ma con benefici per la salute degli operatori, dei cittadini e dell’ambiente.

Ex discarica di Sant’Elena di Robegano a Salzano (Ve), bonifica entro fine 2019

da sx Piccin, Marcato, Vadalà

Partiranno a giorni i lavori per la messa in sicurezza permanente e di bonifica dell’ex discarica di Sant’Elena di Robegano nel comune di Salzano (Venezia), sito che rientra fra quelli oggetto della procedura di infrazione comunitaria nei confronti dell’Italia sulle discariche abusive. Sono stati presentati ieri a Palazzo Balbi dall’assessore regionale allo sviluppo economico e alla legge speciale per Venezia Roberto Marcato, dal gen. Giuseppe Vadalà nella sua veste di Commissario straordinario nominato dal Consiglio dei Ministri per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale e dal col. Alberto Piccin, comandante regionale dei Carabinieri forestali.

Tra febbraio e marzo i lavori saranno avviati e si concluderanno entro l’anno. Erano presenti anche l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, rappresentanti del comune di Salzano, della Città Metropolitana di Venezia, di Arpav e di Veneto Acque, la società “in house” a cui la Regione ha affidato la gestione dell’intervento di bonifica, con un investimento di 2,5 milioni di fondi della Legge speciale per Venezia. Veneto Acque ha sviluppato il progetto definitivo ed esecutivo e ha esperito le procedure di gara per l’affidamento dei lavori che sono stati assegnati all’Associazione di Imprese composta dalla capogruppo Adriatica Strade Costruzioni generali S.r.l. di Castelfranco Veneto (Treviso) e dalla Cos.Idra S.r.l. di Padova. Il contratto è stato sottoscritto il 28 gennaio scorso.

Lavoro in sinergia. L’assessore Marcato ha sottolineato che la discarica, rimasta in attività dal 1979 al 1985, è “una piaga ereditata da anni” ed uno dei siti per i quali anche il Veneto rientra nella procedura di infrazione comunitaria. “Oggi però – ha detto l’assessore – siamo felici di aver trovato una soluzione che restituirà il terreno bonificato al comune di Salzano. E voglio esprimere la grande soddisfazione per la collaborazione con il Commissario straordinario, il gen. Giuseppe Vadalà, e con il col. Alberto Piccin, con cui abbiamo concordato fin da subito sugli obiettivi e sull’operatività. Lo scorso dicembre abbiamo presentato insieme un analogo intervento per la riqualificazione ambientale dell’ex discarica comunale di Val da Rio a Chioggia (Ve). Stiamo lavorando bene e i risultati si vedono e vanno a beneficio anche del bacino scolante e della laguna di Venezia”. Da parte sua il gen. Vadalà ha messo un evidenza l’accelerazione che è stata data agli interventi di bonifica del territorio che hanno un rilevante significato anche sul fronte della prevenzione dell’inquinamento e della salubrità dell’ambiente. Il Veneto è uno degli obiettivi principali su cui si sta lavorando, con interventi importanti sia dal punto di vista tecnico che economico. Le aziende che hanno vinto l’appalto si sono impegnate anche al rispetto degli oneri per la legalità.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto