• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Convegni e iniziative green da oggi possono essere organizzati nel museo delle idrovore di Santa Margherita di Codevigo (Pd)

Il museo della Idrovore di Santa Margherita di Codevigo (Pd) del Consorzio di bonifica Bacchiglione apre le porte alle amministrazioni e alle associazioni del comprensorio per promuovere iniziative ed eventi legati al tema dell’acqua, dell’ambiente e del territorio.

L’obiettivo del Consorzio di bonifica è di rendere vivo questo luogo, attraverso un percorso di promozione che parte proprio dalla collaborazione con il territorio. La struttura si propone per ospitare eventi, mostre, dibattiti etc. e ha a disposizione una sala multimediale, uno spazio interno per allestire mostre e infine un ampio spazio esterno per svolgere alcune attività all’aperto. La volontà è quindi quella di rendere fruibili questi spazi al pubblico in modo tale da far conoscere questo prezioso patrimonio e di offrire allo stesso tempo una cornice davvero suggestiva.

Un luogo vivo e significativo per il territorio e non solo. Oltre alle iniziative che verranno ospitate, il Consorzio Bacchiglione ha deciso di aprire l’impianto in diverse occasioni durante l’anno in maniera tale da dare la possibilità di visitare e scoprire questi luoghi vitali per la sicurezza del territorio. “Santa Margherita è il nostro fiore all’occhiello, e non possiamo tenere questo prezioso patrimonio solamente per noi. L’intento è quello di far diventare l’idrovora un luogo vivo e significativo per il territorio e non solo, – afferma Paolo Ferraresso, presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione  – affinché possa continuare a raccontare ancora nuove storie”.  

Recentemente l’Unesco ha approvato il progetto per la creazione di una “Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua”, in cui è inserito anche il Museo delle Idrovore di Santa Margherita. Il progetto, che coinvolge vari musei a livello mondiale, ha lo scopo di creare una rete in grado di  promuovere questi siti e le loro iniziative. È stata creata anche  una newsletter ad hoc in cui vengono inseriti e promossi tutti gli eventi in programma al fine di dare maggiore visibilità a questi luoghi. Maggiori info a questo link.

Fonte: Servizio stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

Ode alla manutenzione

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Ho partecipato a uno dei giorni dedicati al Festival della Bonifica, tenutosi a San Donà di Piave (Ve) dal 24 al 27 maggio scorso, nel quale si è parlato anche di Rigenerazione Urbana nell’ambito di una attività di formazione professionale continua per giornalisti.

avvio di un’idrovora

Abbiamo visitato le strutture idrauliche che garantiscono a un terzo del territorio veneto di non venire allagato dal mare. Idrovore costruite negli anni 20 del secolo scorso e ancora funzionanti. Abbiamo assistito all’avvio a mano di uno di questi “dinosauri” e abbiamo percepito, negli occhi degli operai che ogni giorno si prendono cura di un terzo del territorio veneto, la passione per un lavoro antico ma efficace e necessario tutti i giorni. Un lavoro nascosto, invisibile, fatto di piccoli antichi movimenti. Azioni precise e operose. Non abbiamo assistito all’inaugurazione di nuove opere ma abbiamo preso atto che la più importante e quotidiana opera necessaria è quella relativa alla manutenzione del territorio.

avvio di un’idrovora

E’ un’opera invisibile quanto necessaria. Sicuramente più semplice realizzare una qualsiasi nuova opera ma molto più complesso e faticoso è far si che queste opere possano avere una continuità con il trascorrere del tempo. Ciò vale ancor di più per la manutenzione del territorio costruito (che presenta numerose criticità) e che richiede particolare attenzione e cura. E per far questo ci voglio uomini, passione, cura, attenzione, costanza.

giardinieri comunali all’opera

A proposito di rigenerazione urbana, San Donà di Piave, che ha ospitato questo Festival della bonifica, si distingue per avere mantenuto un gruppo di giardinieri comunali (8) che, oltre agli appalti necessari per mantenere le manutenzioni minime, come gli sfalci d’erba stagionali, si prendono cura quotidianamente degli spazi verdi pubblici: una rigenerazione urbana continua ed attenta che si fa notare ed è un esempio di Gestione del Verde Urbano di qualità.

Aiuola fiorita a ridotte esigenze idriche (Verde Urbano Sostenibile)

Servono le opere straordinarie per far questo? Sicuramente, ma se non ci fosse poi una cura quotidiana, che non può essere appannaggio solamente di ditte appaltatrici, con attività “mordi e fuggi”, tutto sarebbe vano. Così il lavoro quotidiano e appassionato di chi garantisce la tutela idraulica di un terzo del territorio veneto; che è il lavoro misconosciuto dei Consorzi di Bonifica.

Gestione rifiuti, pericolo incendi, bando della regione Veneto per dotare i centri di raccolta di videosorveglianza

La Giunta regionale ha approvato lo scorso 9 agosto un bando rivolto a imprese e amministrazioni comunali che gestiscono impianti di rifiuti situati in Veneto per dotarsi di sistemi di videosorveglianza.

Deterrente. “Nei mesi scorsi ho costituito un apposito gruppo di lavoro per la definizione di linee guida da applicare al territorio del Veneto nel caso di incidenti di rilevanza ambientale. In questo gruppo erano stati coinvolti, oltre alle nostre strutture regionali, il Nucleo Ecologico dei Carabinieri, il Comando Interregionale dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti di ARPAV, ANCI Veneto e dell’Università di Padova. Con questa ulteriore iniziativa, dando seguito a quanto riscontrato anche dal tavolo di lavoro, intendiamo dare una prima risposta diretta alla prevenzione degli incendi agevolando i gestori degli impianti a dotarsi di un sistema di videosorveglianza attivo H24″, ha riferito l’assessore veneto all’Ambiente Gianpaolo Bottacin.

La videosorveglianza in continuo degli impianti di gestione dei rifiuti consente di individuare tempestivamente eventuali fenomeni di combustione spontanea dei rifiuti, ma anche l’eventuale presenza di personale estraneo non autorizzato e di intervenire celermente al fine di evitare l’innesco degli incendi o il suo propagarsi incontrollato o di evitare manomissioni esterne, furti e danneggiamenti dei presidi ambientali. Soprattutto alcuni impianti, compresi i centri di raccolta comunali, per le tipologie di rifiuti in essi gestite possono essere oggetto di sottrazioni indebite di materiali vari immessi poi illegalmente sul mercato.

Gli interventi finanziabili dovranno prevedere una spesa minima pari ad almeno 3.000 euro con una percentuale del contributo stabilita nella misura del 50% della spesa fino ad un contributo massimo di euro 5.000 per intervento e per struttura richiedente. Le domande potranno essere presentate all’indirizzo PEC ambiente@pec.regione.veneto.it entro trenta giorni dalla pubblicazione sul BUR del bando nel quale sono contenute le specifiche per l’ammissibilità oltreché la modulistica. Ulteriori informazioni saranno comunque reperibili presso la Direzione Regionale Ambiente all’indirizzo e-mail ambiente@regione.veneto.it.

Fonte: Ufficio stampa Regione Veneto

Emergenze nel Bel Paese frutto di una supposta modernità, che uccide. L’intervento del presidente Argav.

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Come genovese seppur “emigrato” e figlio d’ingegnere ancor più genovese, mi permetto di spendere qualche considerazione sulla tragedia del ponte Morandi nel capoluogo ligure.

La cosa, che più mi sconcerta, è sentire luminari dell’ingegneria affermare che è notorio (ma per chi?) che le moderne opere pubbliche, realizzate con materiali viavia più evoluti, abbiano una scadenza (20,30, 50 anni…) e che vadano abbattute, quando i costi di manutenzione superino quelli della ricostruzione ex novo; questo per ragioni economiche… ma di chi?

A prescindere dalla follia di una società “usa e getta” e quindi senza memoria postuma, come può accettare tale filosofia un Paese quale l’Italia, dove l’idea di manutenzione (da quella di casa a quella del territorio) è “culturalmente” lontana? Senza considerare che non abbiamo probabilmente le risorse economiche per permetterci adeguati standard manutentori. Dopo ogni sciagura si annunciano risorse eccezionali per piani straordinari; ma qualcuno ricorda #casasicura o #scuolasicura? Senza considerare che uno dei primi atti del nuovo Governo è stato sciogliere la Struttura di Missione #italiasicura, un’intuizione felice di chi lo aveva preceduto e che era riuscita a sbloccare risorse per la sistemazione del territorio, perse nei meandri della burocrazia.

Ora, per qualche settimana, è scattata la caccia alle ammalorate infrastrutture viarie (una miriade). Ma la stabilità dei viadotti ferroviari? Le strutture sanitarie o quelle scolastiche a rischio idrogeologico? E quelle turistiche, minacciate da frane? Se ne “annuncerà” la soluzione alla prossima tragedia, perché la cosa più semplice, cioè costruire “a regola d’arte” (come un tempo) in luoghi consoni, non pare essere argomento all’ordine del giorno di questa supposta modernità, che uccide.

19° Premio Ecologia Laura Conti 2018 per tesi di laurea, domande entro il 30 settembre

L’Ecoistituto del Veneto Alex Langer e la Fondazione ICU – Istituto Consumatori Utenti ripropongono anche per il 2018 il Premio Ecologia Laura Conti dedicato alle tesi di laurea.

In onore di Laura Conti, grande divulgatrice ambientale italiana. Il premio, giunto alla diciannovesima edizione,  continua nell’obiettivo di valorizzare tesi di laurea di neo laureati, lavori spesso pregevoli ma che troppe volte rimangono negli archivi delle Università. Il Premio riconosce con una borsa di studio le tesi migliori e le rende note attraverso la pubblicazione di testi specifici e di articoli, oltre che nell’organizzazione di convegni ed eventi di divulgazione. Questo anche per mantenere vivo il ricordo di Laura Conti, grande divulgatrice ambientale italiana.

Possono concorrere al premio tesi di laurea che trattano vari argomenti: il risparmio e lotta agli sprechi, i Parchi e l’ecoturismo, il consumo sostenibile, la mobilità intelligente, i rifiuti, le energie rinnovabili, l’educazione ambientale, la storia dei movimenti ecologisti e consumeristila legislazione ambientale e tanti altri temi legati all’ambiente e ai consumi. Sono ammesse tesi di tutti i livelli, Master compresi, discusse nelle Università italiane, negli anni accademici dal 2006-2007 in poi, inviate entro il 30 settembre 2018 alla sede dell’Ecoistituto e della Fondazione ICU. Il 1° premio è di 1.000,00 euro, il 2° premio è di 500,00 euro , il 3° premio è di 250,00 euro. La giuria è composta da Michele Boato, Anna Ciaperoni, Paolo Stevanato, Franco Rigosi. Maggiori info: www.facebook.com/premiolauraconti/ , http://ecoistituto-italia.org/cms-4/

Fonte: Ecoistituto del Veneto Alex Langer

Avviso pubblico di gara per la concessione dell’area di sosta e del casone ad uso piccolo bar a Vallevecchia (Caorle, VE), domande entro le ore 12 dell’1 ottobre 2018

Vallevecchia, litorale

ValleVecchia, a Caorle, nel Veneziano, gestita da Veneto Agricoltura, l’agenzia regionale per l’innovazione nel settore primario, non è soltanto una bella ed importante azienda agricola. L’area, di fatto un’isola, strappata al mare dalle ultime attività di bonifica che interessarono il Veneto orientale negli anni ’60 del secolo scorso, a cavallo tra la fine del 1990 e i primi anni 2000, è stata oggetto di un innovativo progetto di riqualificazione ambientale. L’acqua, dolce e salmastra, è tornata su circa 200 ettari dietro la barriera di conifere che per circa 7 km si erge tra la spiaggia e le coltivazioni agricole, frutto di un rimboschimento contemporaneo alla bonifica.

Oggi ValleVecchia è Sito di Importanza Comunitaria della Rete europea Natura 2000 per la conservazione della biodiversità (molte le specie soprattutto uccelli che approfittano di questo mirabile sito) e, nel contempo, è un luogo in cui si fa agricoltura d’avanguardia al servizio dell’imprenditoria veneta ed europea. Ben tre sono i progetti innovativi finanziati dalla UE operativi a ValleVecchia, unico esempio in Europa.

Servizi “ecosistemici”. Nella gestione integrata dell’azienda, l’Agenzia regionale è impegnata anche nella  promozione e valorizzazione dei cosiddetti servizi “ecosistemici”, ovvero l’animazione, la divulgazione naturalistica e lo sviluppo dell’escursionismo ambientale, solo per fare qualche esempio. In particolare quest’ultimo aspetto viene gestito governando con attenzione l’afflusso di visitatori e turisti, avvalendosi delle strutture realizzate nell’ultimo decennio nell’area dell’azienda agricola. Quindi: il Centro Visitatori, il recentissimo pontile pubblico di attracco, nonché l’area di sosta per le autovetture nei pressi della pineta ed il “Casone – piccolo bar”. Veneto Agricoltura ha dimostrato di essere in grado di gestire queste strutture, ma è certamente più opportuno che si concentri verso le attività legate al governo dell’area, sia per la parte agricola che quella di grande valenza ambientale. Non a caso lo slogan di ValleVecchia è “800 ettari tra Natura e Agricoltura”.

Il bando. Per questo motivo l’Agenzia vuole avviare una collaborazione con un soggetto qualificato sul territorio al fine di ottimizzare l’efficienza delle strutture sopra citate coinvolgendo al contempo il tessuto economico locale. Un connubio che certamente favorirà l’avvio di un volano virtuoso per la tutela ambientale e per la produzione di benefici sociali. Proprio per questi motivi Veneto Agricoltura ha messo a bando la concessione in uso dell’area di sosta e del “Casone – piccolo bar”, attraverso un avviso pubblico, la cui scadenza delle offerte è fissata, come detto, per le ore 12:00 del prossimo 01 ottobre 2018. Tutte le informazioni sul bando a questo link.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

A.A.A. Cercansi animatori per il grest Wigwam “Bimbi botanici” ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Il Grest Bimbi Botanici al Wigwam 2018, che si svolgerà l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre, cerca giovani animatori e aiuto animatori, possibilmente con studi in indirizzo agrario, forestale, naturalistico, scienze del territorio. Questo speciale Grest, che si svolge ogni anno ad Arzerello, è organizzato dall’Associazione Si Può Fare e da Wigwam Green Children, in collaborazione con Tesaf dell’Università di Padova e col patrocinio di Veneto Agricoltura.

Sarà una piccola country school ambientale che realizzerà il percorso formativo denominato “Vivere con gli alberi della nostra campagna” mirato all’educazione dei più piccoli a conoscere e a rispettare la natura che ci circonda. Svolgendosi nel Circolo che ospita la sede nazionale della Rete Wigwam per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali, realizzerà anche dei contenuti pilota che si trasformeranno in prassi da trasferire poi in tutti gli altri Grest e scuole primarie e secondarie di tutt’Italia connessi alla rete. Gli animatori selezionati avranno così anche l’opportunità di proseguire il loro percorso di supporto e assistenza su scala regionale e nazionale.

Il programma ludico-educativo si articola in tre attività. Bimbi Botanici: conoscere e realizzare un erbario con le specie autoctone e/o di un quadretto collage di fiori e foglie. Bimbi Artisti di…natura: piccolo corso di disegno e fumetto naturalistico. Bimbi Costruttori: piccolo cantiere per imparare a costruire un wigwam (capanna delle popolazioni native dei Grandi Laghi canadesi). Il programma comprende anche un’escursione lungo il “troso (sentiero campestre) botanico alla scoperta delle essenze arboree/arbustive catalogate; il rinnovo e il ricollocamento di cartelli coi nomi delle piante sull’itinerario botanico. Al termine, una giornata finale di presentazione dei lavori con attestato di Wigwam e Tesaf Università di Padova.

I curricula per l’attività di animatori e vice vanno inviati a: associazionesipuofarearzerello@gmail.com  Info sul progetto nazionale Bimbi Botanici:  bimbibotanici@wigwam.it   maggiori info tel. 327 7787778.

Fonte: Servizio Stampa Wigwam

 

Lupi: Veneto avvia progetto sperimentale di monitoraggio con radiocollare, con il benestare di Ispra e Ministero Ambiente

Radiocollare in arrivo per i lupi nelle aree comprese tra Lessinia, Monte Carega a Altopiano di Asiago. E’ quanto ha annunciato l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, al tavolo regionale per la gestione del lupo e dei grandi carnivori, convocato a Venezia nei giorni scorsi.

Obiettivo del monitoraggio 10 lupi in circa 6 mesi. La cattura di alcuni esemplari e la loro geolocalizzazione mediante radiocollare permanente (con sgancio da remoto) è la nuova proposta presentata dalla Regione Veneto, e già approvata in via preliminare dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ispra, per una gestione ‘proattiva’ dell’animale carnivoro che da qualche anno ha ripopolato l’area montana del Veneto. Potranno essere catturati e anestetizzati fino a 10 esemplari (l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha specificato tecniche, modalità e presidi ai fini di garantire l’incolumità) tra la metà dell’estate e sino alla fine dell’inverno, al fine di dotarli di collari GPS-VHF per monitorarne con precisione abitudini di vita, spostamenti e attività.

Gestione “proattiva”. I sistemi di cattura e di immobilizzazione farmacologica sono già stati sperimentati con successo in Toscana e nel parco della Maiella. Ora, grazie al supporto scientifico del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Sassari e alla collaborazione tra polizia provinciale, personale della Regione, personale del Parco, agenti dei Carabinieri Forestale, sarà possibile gestire un progetto di stretto monitoraggio degli spostamenti, di conoscenza dettagliata della consistenza e delle attività dei branchi, ma soprattutto di allerta agli allevatori: quando il lupo si avvicinerà alle aree di allevamento e di pascolo scatteranno ‘barriere virtuali’ e segnali di allerta in modo da avvisare l’allevatore e da scoraggiare il predatore con luci stroboscopiche e avvisi acustici. “L’utilizzo congiunto di videotrappole, sistemi di rilevazione telemetrica e di analisi genetiche – sottolinea Pan – saranno determinanti per consentire di intervenire prontamente e adeguare gli interventi di prevenzione anche in base agli spostamenti degli animali. L’obiettivo è superare una gestione meramente passiva dei danni inferti con le predazioni e sposare invece un nuovo approccio, proattivo, di gestione del conflitto e quindi della convivenza tra zootecnìa e presenza del lupo”.

Azioni già intraprese. Negli ultimi tre anni, la Regione è intervenuta a tutela degli allevatori con tutti i mezzi consentiti nel rispetto del regime di protezione: monitoraggio dei branchi, indennizzo dei capi predati, fornitura di 200 recinti elettrificati, consegna di 10 pastori maremmani abruzzesi come cani da guardianìa, formazione e supporto agli allevatori per gestire correttamente mandrie e greggi. “Il progetto – specifica l’assessore – servirà anche per lo studio scientifico e la mappatura genetica dei branchi favorendo una migliore conoscenza della specie in un territorio che, nel secolo scorso, ha perso confidenza con la presenza del lupo e si trova impreparato a difendere il proprio patrimonio zootecnico. La mappatura genetica servirà anche ad individuare eventuali esemplari ibridi (la cui presenza per ora non è stata rilevata in Veneto), e a favorirne la cattura. Per la realizzazione del progetto si preventiva una spesa di circa 150 mila euro nell’arco del biennio”.

Quanti sono i lupi in Veneto. I dati più aggiornati del monitoraggio con campioni genetici effettuato nella stagione invernale 2017/2018 nell’ambito del progetto WOLFALPS documentano la presenza in Veneto di 6 branchi, per un totale di almeno 43 lupi, di cui 42 associati ai branchi e 1 vagante, campionato in Cansiglio al confine con il Friuli Venezia Giulia. La dimensione media dei 6 branchi monitorati è di 7 lupi, segno di una buona capacità riproduttiva della specie. La popolazione del lupo sulle Alpi Orientali, dal 2014 ad oggi, risulta in espansione sia a livello demografico sia spaziale (dalla presenza documentata di un branco in Veneto nel 2014/2015 per un totale di almeno 11 lupi stimati, si è passati ad un branco e una coppia nel 2015/2016 per un totale di almeno 14 lupi stimati, ai 6 branchi di oggi). Nel 2017/2018, 4 dei 6 branchi monitorati sono distribuiti lungo il confine regionale con la provincia di Trento. Nell’arco alpino, versante italiano, la presenza del lupo è molto più consistente nel settore Nord-Occidentale, dove è stata censita la presenza di 46 branchi più 5 coppie, per un totale di 51 unità riproduttive e una stima di almeno 287 esemplari. La regione più interessata è il Piemonte, dove si concentra il 95 per cento dei lupi delle Alpi occidentali italiane: in provincia di Cuneo i branchi monitorati sono 19, in quella di Torino 13.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Danni a Padova da eventi meteo, Ferraresso del Consorzio di bonifica Bacchiglione: “Si deve ripensare alla conformazione delle caditoie lungo le strade dei centri abitati e ricordare che l’acqua ha bisogno del suo spazio”

L’estate 2018 è caratterizzata da ripetuti temporali con precipitazioni intense. Ad esempio, sabato 21 luglio scorso, a Padova, in venti minuti si sono registrati 30 mm d’acqua (vale a dire 30 litri d’acqua per metro quadrato). Quasi contemporaneamente, a Bovolenta e Codevigo, comuni della provincia padovana, si sono registrati rispettivamente 36 mm e 34 mm d’acqua. A causa del forte vento, numerosi alberi sono stati sradicati ed i loro rami si sono spezzati; le foglie e la vegetazione hanno rapidamente intasato le caditoie stradali impedendo all’acqua di defluire.

Allagamenti. Pre-alleartati dalle previsioni meteo, gli impianti idrovori gestiti dal Consorzio di bonifica Bacchiglione sono entrati in funzione scaricando nei fiumi Brenta e Bacchiglione oltre 350 mila metri cubi d’acqua. Cinque squadre, composte complessivamente da 18 operai del Consorzio, hanno operato dalle ore 18.00 di sabato alle ore 3.00 di domenica, con il coordinamento del personale tecnico, intervenendo sul territorio padovano per il controllo di canali e manufatti e per la pulizia delle griglie dal materiale trasportato dalla corrente. Ciò nonostante, in alcune zone di Padova ed in alcuni comuni della provincia si sono verificati degli allagamenti.

Il punto critico sono state le caditoie lungo le strade dei centri abitati che, durante questi eventi meteo, si intasano in breve tempo. “Bisognerà ripensare alla conformazione delle caditoie ma, soprattutto, dobbiamo imparare che l’acqua ha bisogno del suo spazio”, commenta in proposito Paolo Ferraresso, presidente del Consorzio Bacchiglione.

Fonte: Servizio stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

 

 

Nato Venetoambientenews.it, il nuovo portale della Regione Veneto dedicato ad ambiente e protezione civile

Quasi mille persone sono all’opera ogni giorno per il controllo ambientale in Veneto. Un lavoro silenzioso ma fondamentale che, tranne in caso di emergenze, arriva all’attenzione dell’opinione pubblica. Per farlo conoscere, ma anche per restare aggiornati in materia di ambiente, difesa del suolo e protezione civile è stato attivato dalla Regione Veneto il nuovo portale www.venetoambientenews.it.

Nel sito web sono stati fatti confluire link e notizie utili agli addetti ai lavori e al cittadino. Sono infatti presenti documentazione e modulistica utili a partecipare, ad esempio, ai bandi aperti dalla Regione, come quelli per la rottamazione delle vecchie stufe e dei veicoli inquinanti. Nel portale si possono consultare le previsioni meteo dell’Arpav – “le uniche veramente attendibili”, ha detto Gianpaolo Bottacin, assessore regionale all’Ambiente – e gli avvisi di criticità emessi dal Centro Funzionale Decentrato della protezione civile regionale. Inoltre, sono stati inseriti anche gli interventi effettuati in Veneto per la difesa del territorio, opere per 500 milioni di euro e altre in progettazione per 400 milioni.

Protezione civile. Nel corso della presentazione, Bottacin ha evidenziato la parte dedicata alla protezione civile. “In Veneto – ha detto – possiamo contare sul prezioso apporto dei volontari. Oltre 500 organizzazioni, con circa 18 mila volontari altamente addestrati. Credo che debbano essere valorizzati e vogliamo dare la massima visibilità al loro lavoro, che vale anche sotto il profilo economico. Solo l’ANA (Associazione Nazionale Alpini) ha calcolato nel 2017 un’attività pari a 2.351.000 ore-uomo, corrispondenti a 65 milioni di euro, che non sono stati a carico dei cittadini”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto