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Un mondo a rifiuti zero? Se ne parla giovedì 5 aprile 2018 a Padova nell’auditorium dell’Orto Botanico con l’esperto internazionale Michael Braungart, ideatore dell’approccio Cradle to Cradle (dalla culla alla culla)

Una società a rifiuti zero. Utopia? No. Secondo l’ingegnere chimico Michael Braungart è una possibilità concreta, grazie all’approccio Cradle to Cradle (dalla culla alla culla), di cui è l’ideatore. Di che si tratta? Braungart, intervistato da Gabriele Beccaria, lo racconterà giovedì 5 aprile alle ore 17:45 a Padova, nell’Auditorium Orto Botanico (ingresso da Prato della Valle 57 C) in occasione del secondo appuntamento dell’ottava edizione di “Segnavie. Orientarsi nel mondo che cambia”, il ciclo di incontri ideato e realizzato dalla Fondazione Cariparo.

Ingresso gratuito, registrazione obbligatoria. La domanda che unisce i sette appuntamenti dell’edizione 2018 di Segnavie è “Come fare i conti con la “complessità”? Gli incontri, in cui leader internazionali del pensiero si confrontano con il pubblico, sono tutti a ingresso gratuito con registrazione obbligatoria.

Un sogno da trasformare in realtà. “Il nostro obiettivo è un mondo deliziosamente diverso, sicuro, sano e giusto con aria, acqua e terra pulite, energia prodotta economicamente ed ecologicamente, goduto con piacere!“, spiega Michael Braungart. Cosa si può chiedere di più? A tutti piacerebbe sottoscrivere questa visione.Tuttavia Braungart non si limita a suggerire un bell’orizzonte, ma si sta impegnando concretamente per trasformare un sogno in realtà. I progettisti che si ispirano all’approccio C2C considerano infatti l’intero ciclo di vita di un prodotto, dalla creazione con materiali sostenibili in modo che rispetti l’ambiente e le persone coinvolte nel processo di produzione, al completo riciclo dei materiali quando l’oggetto non sarà più utilizzato.

Profilo del relatore. Chimico tedesco, Michael Braungart è fermamente convinto che l’essere umano possa aiutare l’ambiente ridisegnando la produzione industriale. Fondatore dell’EPEA – Environmental Protection Encouragement Agency, insegna Ingegneria dei processi all’Università Leuphana di Lüneburg. La sua disciplina, l’approccio Cradle to Cradle, è oggetto di insegnamento all’Università Erasmus di Rotterdam, in OIanda.

Fonte: Servizio Stampa Segnavie

 

Il mondo della bonifica e dell’agricoltura si dà appuntamento a San Donà di Piave (Ve) a maggio in un inedito evento firmato Anbi veneto e Università di Padova

Sala gremita per la presentazione di Terrevolute/Festival della bonifica

Quattro giorni di spettacoli, musica, mostre e convegni dedicati al rapporto tra uomo e territori di pianura. Anbi Veneto, l’associazione regionale dei Consorzi di Bonifica, e DiSSGeA, Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, organizzano dal 24 al 27 maggio 2018 a San Donà di Piave (Ve) Terrevolute | Festival della Bonifica.

L’origine del nome. Terrevolute è un titolo con due interpretazioni ugualmente valide:  Terre volute perché desiderate, necessarie per soddisfare i bisogni di comunità in continua evoluzione, e Terre evolute, perché sviluppate, trasformate da esperienza, know how e innovazione tecnologica. Il Festival vede la partecipazione attiva degli 11 consorzi di Bonifica del Veneto – Adige Euganeo, Adige Po, Acque Risorgive, Alta Pianura Veneta, Bacchiglione, Brenta, Delta del Po, L.E.B. (Lessinio Euganeo Berico), Piave, Veneto Orientale, Veronese – e rappresenta l’originale approccio del sistema della bonifica veneto alla “Settimana delle Bonifica” che l’Anbi nazionale da anni colloca a maggio. Sotto il marchio di Terrevolute saranno infatti riunite anche le singole iniziative che ciascun Consorzio veneto, in piena autonomia, organizzerà nella settimana tra il 20 e il 27 maggio nel rispettivo comprensorio; si sperimenterà così un modello di Festival diffuso su tutto il Veneto, che avrà come cuore San Donà di Piave.

La scelta della città non è casuale. San Donà di Piave, nel territorio del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, ha per il mondo della bonifica un valore simbolico importantissimo. Qui, nel 1922, si tenne infatti il Primo Congresso Regionale per le Bonifiche Venete che vide la presenza di esperti e politici da tutta Italia e nel quale furono poste le basi per la moderna bonifica, definita “integrale” perché unisce azioni finalizzate alla sanificazione del territorio con strategie d’irrigazione. Con Terrevolute | Festival della Bonifica si avvia così un percorso di iniziative che porterà, nel 2022, alla grande celebrazione del centenario del Congresso.

Il festival. Tratterà tematiche legate al territorio e al paesaggio, al rapporto tra uomo e ambiente, alla storia e alle attività produttive a partire dall’agricoltura.  È un Festival che intende giocare anche con la metafora, con il concetto di “uscire dalla palude” che oltre al senso letterale assume valenze simbolica anche dal punto di vista personale, sociale, professionale. In una parola “umano”. È un evento che si rivolge al grande pubblico ma che include anche momenti di confronto per addetti ai lavori: professionisti, amministratori, rappresentanti del mondo accademico e imprenditoriale.

Per questo il Festival prevede più articolazioni: spettacoli teatrali e musicali, convegni, animazioni di piazza, mostre e installazioni multimediali, eventi collaterali. Patrizio Roversi, Antonio Pennacchi, Mario Tozzi, Massimo Cirri, Luca Mercalli e la Banda Osiris sono solo alcuni dei nomi che affollano il cartellone degli spettacoli rivolti al grande pubblico, tutti gratuiti previa registrazione al sito dell’evento www.festivalbonifica.it. Grande rilievo è dato inoltre ai simposi scientifici con esperti provenienti da tutta Italia, ma anche Spagna e Marocco. Si terranno nella sala Ronchi del Consorzio Veneto Orientale e sono così intitolati: Rigenerare la città (giovedì 24, mattina); Ripensare il territorio (giovedì 24, pomeriggio);  Cambiamenti climatici e sicurezza idraulica (venerdì 25, mattina); Cambiamenti climatici e gestione delle risorse idriche (venerdì 25, pomeriggio); Patrimonio culturale della bonifica: paesaggio e memoria (sabato 26, mattina).

Vi saranno anche iniziative dedicate alla scolaresche, con la lezione plenaria conclusiva del Progetto Scuola di Anbi Vento “Alla Scoperta del meraviglio Mondo dell’Acqua” che porterà a San Donà di Piave studenti da tutto il Veneto, e il progetto didattico del Consorzio Veneto Orientale “Bonifica in gioco”. Sono previste poi iniziative a favore di ordini professionali valevoli per il conseguimento di crediti formativi. Ad arricchire la manifestazione saranno animazioni di piazza, mostre fotografiche, istallazioni multimediali, tour in bicicletta, iniziative gastronomiche e mercatini con prodotti agroalimentari del territorio (in collaborazione con le associazioni di categoria agricole).

La manifestazione è curata da Elisabetta Novello, prof.ssa di Storia economica all’Università di Padova, è sostenuta da Anbi Nazionale e si svolge in collaborazione con le associazioni di categoria del mondo agricolo – Coldiretti, Cia e Confagricoltura – e il Comune di San Donà di Piave. Enti patrocinanti sono: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dell’Ambiente, Regione del Veneto (che ha inserito il Festival tra i Grandi Eventi), Comune di San Donà di Piave e Università di Padova.

Fonte: Servizio stampa Terrevolute/Festival della Bonifica

 

 

Desertificazione, Sud Italia zona a rischio, la Corte dei conti europea esamina la strategia Ue di contrasto a questo problema, risultato ma anche causa del cambiamento climatico

La Corte dei conti europea ha intrapreso un audit sul quadro strategico posto in essere dall’UE per combattere la desertificazione, laddove terre precedentemente fertili divengono sempre più aride e improduttive. L’audit intende appurare se il rischio di desertificazione nell’UE sia affrontato in maniera efficace ed efficiente.

Desertificazione, risultato ma anche causa del cambiamento climatico. La Convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione (UNCCD) definisce questo problema come “il degrado del suolo in aree aride, semiaride e secche subumide in conseguenza di svariati fattori, tra cui le variazioni climatiche e le attività umane”. La desertificazione non è solo un risultato, ma anche una delle cause, del cambiamento climatico. È anche frutto di pratiche di gestione dei terreni non sostenibili. Amplifica i cambiamenti climatici, poiché un terreno desertificato perde la capacità di stoccaggio del carbonio e, di conseguenza, diminuisce la capacità di assorbimento dei gas a effetto serra. “La desertificazione può comportare un calo della produzione alimentare, infertilità del suolo e una diminuzione della naturale resilienza del terreno e della capacità di stoccaggio del carbonio”, ha dichiarato Phil Wynn Owen, il Membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit. “Questi effetti possono, a loro volta, causare povertà, peggiorare i problemi di salute dovuti alla polvere portata dal vento nonché comportare una diminuzione della biodiversità. Ne può conseguire una perdita dei mezzi di sostentamento, a seguito della quale le persone colpite possono essere costrette a migrare”.

Tra le aree a rischio desertificazione in Europa c’è il Sud Italia. L’erosione del suolo, unita alla carenza d’acqua e alle temperature più elevate che aumentano l’evaporazione, aggrava ulteriormente il rischio di desertificazione. La situazione è particolarmente grave in una vasta area della Spagna, nel Sud del Portogallo e dell’Italia, nella Grecia sud-orientale, a Cipro e in alcune regioni della Bulgaria e della Romania che si affacciano sul Mar Nero. La ricerca indica che le aree ad alto rischio di erosione interessano fino al 44% del territorio della Spagna, il 33% del Portogallo e quasi il 20% della Grecia e dell’Italia. A Cipro, stando al programma nazionale per combattere la desertificazione, la situazione del 57% del territorio è, dal punto di vista di tale rischio, critica.

I finanziamenti UE destinati a progetti per contrastare la desertificazione provengono da varie fonti, come il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il programma LIFE e i programmi di ricerca dell’UE. Ad oggi sono tredici gli Stati membri dell’UE che hanno dichiarato all’UNCCD di essere colpiti da desertificazione (Bulgaria, Croazia, Cipro, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Malta, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna). Gli auditor della Corte stanno conducendo visite di audit in cinque di essi: Romania, Cipro, Italia, Spagna e Portogallo. La pubblicazione della relazione di audit è prevista per la fine del 2018. Più tardi nel corso dell’anno è prevista anche la pubblicazione delle risultanze di un audit correlato sulla gestione del rischio di inondazioni nell’UE.

 

Fonte: Servizio Stampa Corte dei conti europea

Questa sera, alle ore 20:30, scatta l’Earth Hour, evento mondiale del Wwf a sostegno dei progetti sul clima e sulla conservazione

Questa sera, sabato 24 marzo alle 20:30, gli orizzonti di tutto il mondo si vestiranno di buio per un’ora e milioni di persone celebreranno l’Earth Hour, evento mondiale del Wwf che quest’anno vuole puntare sulla consapevolezza per un’azione in difesa della natura e dell’ambiente, messi a dura prova dal surriscaldamento globale.

Una “ola di buio”. Dalla Torre Eiffel alla Sydney Opera House, dallo stadio Bird’s Nest di Pechino al Burj Khalifa di Dubai (l’edificio più alto del mondo) e poi in Italia decine di monumenti e piazze tra cui il Colosseo a Roma, le luci di Piazza San Marco a Venezia, il Castello Sforzesco e UniCredit Tower a Milano, la Mole Antonelliana a Torino, 8 simboli a Firenze tra cui Palazzo Vecchio e il Davide a P.zzale  Michelangelo, la Basilica di San Francesco ad Assisi, il Maschio Angioino e Castel dell’Ovo a Napoli, il Santuario di Santa Rosalia a Palermo, il Palazzo Civico a Cagliari. Una ‘ola di buio’ di  un’ora come ‘gesto di solidarietà’ per il pianeta e per esortare  individui, aziende e governi in tutto il mondo a contribuire nelle discussioni e nella ricerca di soluzioni per  costruire un futuro sano e sostenibile per tutti.

Gli appuntamenti in Veneto e in Italia. La manifestazione centrale dell’edizione italiana si svolgerà a Roma al Colosseo con lo spegnimento insieme a Paolo Nespoli, l’astronauta ESA protagonista della missione VITA dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), e la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi. Dalle 20.30 davanti al Colosseo prenderà anche il via alla “Pedalata per il Clima”, una manifestazione totalmente gratuita a cui hanno già aderito oltre 1.000 cittadini. L’invito del WWF è quello di partecipare a Earth Hour in tanti di modi diversi,  dalle cene a lume di candela agli eventi di piazza previsti in tutta Italia.Guarda la mappa degli eventi in Italia

Spot d’autore in difesa dell’orso polare. In occasione di Earth Hour il Wwf ha lanciato uno spot d’autore sugli effetti dei cambiamenti climatici, con al centro il difficile percorso di mamma orsa con i suoi cuccioli, prodotto e realizzato da Edi Effetti Digitali Italiani per la regia di Gabriele Muccino, con la voce fuori campo di Stefano Accorsi e le musiche di Paolo Buonvino. L’orso polare è stato creato digitalmente da EDI per raccontare la condizione precaria della specie e della sua “casa” che si sta letteralmente sciogliendo a causa del riscaldamento globale. Secondo le stime gli orsi sono complessivamente tra i 22.000 e i 31.000 ma gli ultimi dati forniti dal gruppo degli specialisti dell’orso polare dell’IUCN mostrano che tre sottopopolazioni sono in declino e che esiste un alto rischio di futuro declino vista la velocità di riduzione del ghiaccio marino. Sottolinea la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi: “Entro i prossimi 35 anni rischiamo di perdere il 30% della popolazione di orso polare finora stimata tra i ghiacci artici. La riduzione dell’habitat di questo magnifico mammifero è uno dei tanti segnali che il Pianeta sta lanciando sul cambiamento climatico. Earth Hour, l’evento globale del WWF serve proprio a sollecitare i governi, le aziende, i cittadini ad impegnarsi concretamen-te per salvare, insieme alla casa dell’orso polare l’intero Pianeta”.

Fonte: Servizio stampa Wwf italia

22 marzo, nella Giornata mondiale dell’Acqua, a San Donà di Piave (Ve) la presentazione alla stampa del Festival della Bonifica – Terrevolute, che si terrà a maggio 2018

Giovedì 22 marzo 2018, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Anbi Veneto, l’associazione regionale dei Consorzi di bonifica e Università di Padova, Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA), presentano alla stampa alle ore 11, “Terrevolute-Festival della Bonifica” nella sede del Consorzio di bonifica Veneto Orientale (piazza Indipendenza 25) a San Donà di Piave (Ve).

Il Festival si terrà dal 24 al 27 maggio, sempre a San Donà di Piave. Attraverso spettacoli, mostre e convegni, tratterà temi quali lo sviluppo dei territori, il rapporto uomo-ambiente, agricoltura e alimentazione, storia e cultura, partendo dall’assunto che le aree di pianura sono state rese abitabili grazie a plurisecolari lavori di bonifica e che l’attenta gestione del territorio, a partire della risorsa idrica, è garanzia futura di sicurezza e qualità della vita. L’iniziativa è patrocinata da Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dell’Ambiente, Regione del Veneto, Comune di San Donà di Piave e Università di Padova.

Programma della presentazione. L’incontro, presentato e moderato da Antonio Boschetti, direttore de l’Informatore Agrario, inizierà alle ore 10:30 con la registrazione ospiti, alle ore 11:00 ci sarà la proiezione del video “Cattedrali dell’Acqua” prodotto dall’Associazione Triveneta dei Dirigenti di Bonifica in collaborazione con le Anbi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige; alle ore 11:30 saluti istituzionali di Giorgio Piazza, presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, Andrea Cereser, sindaco di San Donà di Piave, Giovanni Luigi Baldo, direttore DiSSGeA Università di Padova, Giuseppe Romano, presidente di ANBI Veneto, Gianluca Forcolin, vice presidente della Regione del Veneto; ore 12:00 presentazione di Terrevolute- Festival della Bonifica da parte di Andrea Crestani, direttore di ANBI Veneto ed Elisabetta Novello, curatrice del Festival. Orario previsto di conclusione, ore 12:30; gradita conferma di partecipazione a segreteria@anbiveneto.it t. 041 716 533 (Laura Carestiato)

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto

Lagune venete sempre più “rosa”

foto Renato Palazzi di Veneto Agricoltura

Ai fenicotteri rosa il Veneto piace sempre di più, scatenando l’interesse di fotografi e appassionati. È la volta del lago di valle del “Centro Bonello” di Veneto Agricoltura (Sacca di Scardovari), nel comune di Porto Tolle (Ro) sul Delta del Po.

La specie, il cui avvistamento sino a non molti anni fa era sporadico nelle lagune venete, sembra oggi in incremento numerico. Dopo l’avvistamento segnalato sul finire della scorsa settimana di un grande stormo nella laguna di Torcello, nei giorni scorsi numerosi altri esemplari di fenicotteri rosa hanno sostato anche in questa area del Delta del Po. La comparsa dei fenicotteri rosa al Bonello sottolinea l’importanza dell’area dal punto di vista naturalistico del biotopo. Negli ultimi anni sono comunque in aumento gli avvistamenti anche di altre specie di uccelli legati agli ambienti deltizi quali Cavalieri d’Italia, Aironi, Beccacce di Mare, Gruccioni, Avocette, Ibis, ecc. presenti anche nell’attigua area di Cà Mello.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

18 marzo 2018, festa di Primavera al Fontego dei Turchi (VE)

Durante la festa di Primavera possibilità di visita guidata alle collezioni di botanica conservate nei depositi del Museo di Storia Naturale di Venezia

Venezia si arricchisce di un nuovo “campo” domenica 18 marzo, quando il Fontego dei Turchi, sede del Museo di Storia Naturale, accoglierà dalle 10 alle 18 nel suo cortile e nel giardino numerose realtà del territorio che in vari modi si occupano del mondo vegetale. Nell’occasione, sarà possibile visitare il museo con biglietto ridotto, acquistabile in biglietteria (gratuito per i residenti e nati nel Comune di Venezia).

Manifestazione e attività in programma gratuite ritirando il pass al punto di accoglienza. Il cortile del Museo diventa uno spazio di incontro e di attività, un luogo di divertimento e svago dove scambiarsi esperienze e informazioni. In programma conversazioni e animazioni, laboratori per adulti e bambini, vendita di piante e prodotti del territorio.  La partecipazione alle attività è garantita fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’accesso alla manifestazione potrà essere temporaneamente limitato per motivi di sicurezza. E’ richiesta la prenotazione solo ed esclusivamente per le visite alle collezioni botaniche per le quali è necessario prenotare on-line dal 12 al 16 marzo 2018 collegandosi alla piattaforma di prenotazione dei Musei Civici di Venezia e selezionando “adulti” – “percorsi speciali gratuiti” (fino ad esaurimento posti).

Fonte: Wigwam Club Giardini Storici di Venezia

 

 

23 marzo 2018, crediti formativi per agronomi, forestali e giornalisti al convegno “Il risveglio della foresta, il Veneto e le politiche forestali” che si terrà a Longarone (BL)

I faggi della foresta demaniale reg.le del Cansiglio gestita da Veneto Agricoltura, visita soci Argav (foto Mirka Cameran Schweiger)

Veneto Agricoltura, con Regione, Università di Padova, Crea ed Eustafor, organizza il prossimo 23 marzo dalle ore 9,00 nella fiera di Longarone (BL) il convegno “Il risveglio della foresta, il Veneto e le politiche forestali” (crediti formativi riconosciuti all’Ordine dottori agronomi e forestali e agli iscritti all’Ordine dei Giornalisti, a quest’ultimi riconosciuti 4 crediti formativi, iscrizione nella piattaforma SIGEF).

Tematiche affrontate e relatori. L’incontro vuole riprendere le riflessioni sorte dopo la pubblicazione del volume “Il risveglio della foresta” edito da Veneto Agricoltura (sarà distribuito ai partecipanti del convegno). Si discuterà su: quali punti di forza e di debolezza, quali le opportunità e le minacce per la foresta veneta? Quali gli orientamenti delle politiche europee tra ambiente e produttività? Quale rinnovamento della legislazione veneta alla luce del nuovo “Testo unico forestale” nazionale? Quale il ruolo attivo degli operatori e delle istituzioni locali?  A moderare l’incontro sarà Mimmo Vita, presidente Unaga e socio Argav. Tra i relatori: Laura Secco, Salvatore Martire, Luca Cesaro, Alessandra Stefani, Giustino Mezzalira, Giampaolo Bottacin, Sergio Zen, Luca Canzan, Enzo Bozza, Orazio Andrich, Gian Luigi Pippa, Mario Berton.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Insetticidi neonicotinoidi, poco efficaci e dannosi per l’ecosistema, finalmente sulla via del tramonto? Rischio economico degli agricoltori ridotto grazie al fondo mutualistico mais.

Secondo uno studio della Task Force Internazionale sui Fitofarmaci Sistemici (TFSP), pubblicato dalla rivista scientifica “Environmental Science and Pollution Research”, l’uso degli insetticidi neonicotinoidi nelle pratiche agricole, particolarmente l’uso profilattico su larga scala (concia dei semi di mais e altre colture), non è così efficace come si poteva pensare e causa di un forte impatto sull’ambiente.

Il controllo dei parassiti potrebbe più efficacemente essere effettuato applicando pienamente la Difesa Integrata individuando quali zone effettivamente richiedono interventi di controllo e qualora necessario adottando  metodi alternativi più vantaggiosi per l’ambiente e le tasche degli agricoltori. Gli insetticidi neonicotinoidi sono tra i più usati in agricoltura, ma allo stesso tempo sono ritenuti corresponsabili della riduzione delle popolazioni di api, bombi, farfalle, insetti acquatici e persino di alcune specie di uccelli. La stessa Unione Europea si sta occupando della questione ed in questi giorni ha pubblicato, attraverso l’EFSA (l’Agenzia europea sulla sicurezza alimentare), una nota in cui riconosce il rischio derivante dall’uso dei neonicotinoidi per le api.

Danno ambientale molto serio, già nel 1996 testimoniata la poca efficacia. La TFSP, nello studio appena pubblicato, di cui è primo autore Lorenzo Furlan, dirigente del Settore Ricerca Agraria di Veneto Agricoltura, ha sintetizzato ben 200 studi con l’obiettivo di valutare l’effetto reale dell’uso massiccio dei fitofarmaci sistemici in agricoltura, e lo sviluppo di meccanismi di resistenza da parte dei parassiti. Nonostante i neonicotinoidi siano stati introdotti nel mercato nel 1991, già nel 1996 ci furono casi documentati di resistenza da parte dei parassiti. Ora, la TFSP ha presentato una serie di strategie alternative per la difesa delle colture coltivate su larga-scala, concludendo che un nuovo quadro di riferimento è necessario per realizzare un modello di agricoltura realmente sostenibile, basato principalmente sui servizi ecosistemici naturali anziché su prodotti fitosanitari tossici. “L’essersi troppo affidati agli insetticidi sistemici per il controllo dei parassiti – ha detto al riguardo il vicepresidente della Task Force e ricercatore del Centro Nazionale di Ricerca Scientifica francese Jean-Marc Bonmatin – ha portato ad un danno ambientale molto serio che sta mettendo a rischio la stessa produttività agricola per gli effetti negativi sugli organismi utili che forniscono direttamente e indirettamente servizi eco sistemici fondamentali. Questo nuovo studio è importante perché prova che esistono diverse alternative percorribili all’uso degli insetticidi sistemici, facenti parte della difesa integrata, applicazione dei cui principi è obbligatoria nell’UE”.

Fondo mutualistico mais. Lo studio presenta, tra l’altro,  i risultati di un sistema assicurativo innovativo per il mais che protegge gli agricoltori da eventuali rischi economici, sostituendo buona parte dei geodisinfestanti, con costi molto inferiori all’uso profilattico dei neonicotinoidi come concianti, senza causare danni ambientali. Il sistema (Fondo mutualistico Mais) è stato messo a punto proprio  in Italia e particolarmente nel Veneto grazie a Condifesa Veneto e Friuli e Veneto Agricoltura. Trattasi di un fondo di solidarietà tra gli agricoltori che compensa eventuali perdite di raccolto impreviste. La compensazione è proporzionale alle risorse finanziarie del fondo e copre rischi attualmente non coperti dalle compagnie assicurative private, tra cui le calamità naturali (inondazioni) e danni da animali selvatici e parassiti. “Nell’esperienza veneta, il Fondo Mutualistico Mais riduce il rischio economico per gli agricoltori. L’approccio assicurativo risulta molto meno costoso rispetto all’acquisto degli insetticidi stessi, con vantaggio economico netto per gli agricoltori e allo stesso tempo per l’ambiente”, sottlinea Lorenzo Furlan.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Dal 9 marzo al 6 aprile 2018, a Vittorio Veneto (TV) 4 serate per conoscere meglio l’ecosistema del Cansiglio e della montagna veneta, partecipazione gratuita, crediti formativi per guide ambientali ed escursionistiche

L’Associazione Naturalistica “G. Lorenzoni”, in collaborazione con Legambiente del Vittoriese organizza dal 9 marzo al 6 aprile 2018 quattro serate per conoscere meglio gli ambienti naturali del Cansiglio-Dolomiti. Gli incontri sono condotti da esperti, che approfondiranno gli aspetti che rendono unico il patrimonio naturale del Cansiglio e della montagna veneta.

Gli incontri. A partecipazione gratuita, si terranno alle ore 20.30 nel Parco Area Fenderl – Consulta Culturale, in via S. Gottardo (dietro la stazione FS) a Vittorio Veneto  (TV). Durata circa 2 ore. Grazie al patrocinio di AIGAE la partecipazione alle serate è riconosciuta come credito formativo per le Guide Ambientali ed Escursionistiche. Venerdì 9 marzo – Veronica Borsato – Biologa ambientale, Passeggiata virtuale nei boschi e sui prati della Foresta del Cansiglio. Venerdì 16 marzo – Cesare Lasen – Geobotanico, Paesaggio vegetale delle montagne venete: un grande patrimonio di biodiversità; Venerdì 23 marzo – Francesco Mezzavilla – Biologo faunista, Alla scoperta della ricca fauna tra boschi, radure e praterie del Cansiglio; Venerdì 6 aprile – Veronica Borsato – Biologa ambientale, Passeggiata virtuale per scoprire la vita pulsante nelle lame e nelle torbiere del Cansiglio. Poiché la sala ospita circa 40 persone, sarà data precedenza a chi avrà prenotato via mail ad associazionelorenzoni@gmail.com

Fonte: Ass. Naturalistica Lorenzoni – Amici Giardino Botanico Alpino – Cansiglio