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Pioppo, il Veneto sottoscrive la nuova intesa intrregionale per lo sviluppo della filiera

Lo scorso 12 settembre, nella sede della Regione Lombardia, è stata sottoscritta la nuova Intesa interregionale per lo sviluppo della filiera del pioppo, alla presenza degli assessori all’Agricoltura delle principali Regioni italiane a vocazione pioppicola (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna).

La nuova intesa aggiorna e rinnova, a dieci anni di distanza, l’accordo di Venezia del 2014 e ha a sua volta validità decennale. L’obiettivo è di rafforzare il ruolo strategico della pioppicoltura per l’economia nazionale, la sostenibilità ambientale e la sicurezza delle forniture di legname.

Hanno firmato l’accordo, oltre agli assessori all’agricoltura delle cinque Regioni (Federico Caner – Veneto, Alessandro Beduschi – Lombardia, Stefano Zannier – Fvg, Marco Gallo – Piemonte, Alessio Mammi – Emilia-Romagna), i rappresentanti di Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Associazione Pioppicoltori italiani, FederLegnoArredo, Crea, Pefc Italia, Fsc Italia, Cluster Italia Foresta Legno.

“La pioppicoltura, pur coprendo solo l’1% della superficie boscata italiana, rappresenta la principale fonte interna di approvvigionamento di legname: garantisce il 45% del legname lavorato di origine nazionale e circa il 33% del totale utilizzato nel settore legno-arredo – ha dichiarato l’assessore Federico Caner -. La superficie nazionale coltivata a pioppo è stimata in 54.000 ettari, ma per garantire l’autosufficienza del comparto ne servirebbero almeno 115.000. Il fabbisogno nazionale è stimato in 2,2 milioni di metri cubi l’anno, mentre la produzione interna non supera il milione di metri cubi, costringendo l’Italia a essere il secondo importatore mondiale di pioppo dopo la Cina”.

Negli anni, anche alla luce dell’accordo di Venezia del 2014 con le altre Regioni pioppicole, il Veneto ha sostenuto la pioppicoltura attraverso la programmazione dello Sviluppo rurale. Grazie al PSR 2007-2013 sono state soddisfatte 407 domande, con 1.317 ettari finanziati per 4,7 milioni di euro di contributi. La successiva programmazione, il PSR 2014-2022, ha visto finanziate 261 domande, per 1.248 ettari e 3,9 milioni di euro. L’attuale CSR 2023-2027 per ora ha accolto 123 domande, per 463 ettari e 2,2 milioni di euro; in aggiunta, sono stati avviati in Veneto Sistemi Agroforestali Innovativi con 6 domande finanziate per circa 70 ettari”.

“Da parte sua, il Veneto conta oggi circa 3.000 ettari di pioppeti. Un dato che, sebbene inferiore rispetto alle altre regioni del bacino padano, mostra grandi potenzialità di sviluppo. La filiera regionale – specifica Caner – si completa con la presenza di 4 vivai specializzati che producono circa 100.000 pioppelle all’anno, di cui il 20% cloni a maggior sostenibilità ambientale più resistenti agli agenti patogeni. Diverse imprese venete di trasformazione vantano inoltre la certificazione PEFC “Chain of custody” per la tracciabilità del legno. Grazie a questa coltura si sono sviluppate filiere ad alto valore aggiunto – dagli sfogliati ai tranciati, dai compensati ai pannelli a base di legno, fino alla carta e alla biomassa energetica – alimentando per decenni la nostra industria”.

A tutela del settore l’intesa interregionale firmata oggi prevede una serie di impegni condivisi: aumentare la superficie coltivata a pioppo per soddisfare la domanda di legno nazionale; favorire pratiche colturali sostenibili e l’utilizzo di cloni resistenti ai patogeni; orientare al settore adeguati strumenti di sostegno economico tramite fondi UE e risorse regionali; realizzare accordi di filiera; integrare la pioppicoltura nei sistemi agroforestali policiclici; riconoscere e valorizzare i servizi ecosistemici, come l’assorbimento di CO₂ e i crediti di carbonio; promuovere campagne di comunicazione rivolte a istituzioni, cittadini e consumatori.

Caner evidenzia anche la valenza green: “I pioppeti sono tra i sistemi agro-forestali più efficaci per l’assorbimento dei gas serra, utilizzano meno fitofarmaci rispetto alle colture annuali e contribuiscono al riequilibrio del bilancio del carbonio. Sostenere la pioppicoltura significa investire nella sostenibilità, nel paesaggio e nella competitività del nostro Made in Italy. Il Veneto, con i suoi 3.000 ettari coltivati a pioppo e oltre 3.000 imprese del legno, ha molto da guadagnare da questa intesa: più superfici, più valore aggiunto, più occupazione. È un passo concreto per dare futuro alle nostre filiere agricole, forestali e industriali”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Bando regionale 2025 rottamazione vecchie stufe, entro il 15 ottobre le domande

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Gianpaolo Bottacin (foto a sinistra), ha approvato una delibera con cui si aggiungono 890mila euro alla dotazione iniziale prevista al bando stufe 2024, portando così lo stanziamento a 6,9 milioni di euro complessivi. I contributi sono destinati alla rottamazione delle vecchie stufe e al conseguente acquisto di impianti termici domestici a combustione di biomassa legnosa di potenza nominale inferiore a 35 kW oppure di pompe di calore elettriche, anche in questo caso di potenza massima inferiore o uguale a 35 kW.

“Nel frattempo è ancora aperto il bando 2025 https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/bando-stufe-2025, a cui sarà possibile fare domanda fino al prossimo 15 ottobre – specifica Bottacin -. Anche in questo caso siamo partiti con una dotazione di 4 milioni, ma non si escludono ulteriori aggiunte qualora ci fosse una risposta importante in termini di richieste”.

Non va dimenticato che il riscaldamento domestico a biomassa è nel territorio veneto la principale sorgente di PM10 primario, come rilevano le analisi condotte da ARPAV che sulle emissioni di polveri in atmosfera attribuiscono alla combustione della legna il 65% delle emissioni di PM10 e il 70% delle emissioni di PM2,5: “i dati peraltro continuano a migliorare – specifica l’assessore – e ciò grazie alle moltissime azioni messe in campo in questi anni.

“Anche nel bando in corso è possibile sommare il contributo regionale a quello statale previsto dal conto termico – ricorda in conclusione Bottacin -. Cosa che può permettere ai cittadini di arrivare a ottenere un contributo complessivo fino al 100% della spesa ammessa”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

30 settembre: a Mirano (Venezia), nell’ambito del Festival dell’acqua 2025, il corso di aggiornamento Org Veneto dedicato a “Realtà e valore delle risorse idriche in Veneto”

Si svolgerà martedì 30 settembre p.v. a Mirano (Venezia), dalle ore 9 alle ore 13, nel teatro Villa Belvedere (via Belvedere, 41), il corso di formazione professionale Org Veneto organizzato in collaborazione con Argav dedicato a “Realtà e valore delle risorse idriche in Veneto” (4 crediti, iscrizioni piattaforma Sigef).

Il corso è inserito nel programma del Festival dell’Acqua 2025 e fornirà un quadro sulle reti idriche (irrigue, potabili, Idroelettriche, navigabili) presenti nel Veneto (stato, funzioni, problematiche, prospettive), allargando poi l’orizzonte al progetto Interreg WABIN Italia-Slovenia “Risorsa acqua”: l’azione integrata tra ricerca, informazione e responsabilizzazione.

Coordinatore dell’incontro sarà Mauro Poletto, consigliere Argav e responsabile ufficio comunicazioni ANBI Veneto. I relatori al corso saranno: Pietro Casetta, giornalista e geografo; Silvio Parizzi, direttore ANBI Veneto; Monica Manto, presidente Viveracqua; Rudy Toninato, presidente Assonautica Acque Interne Veneto; Efrem Tassinato, giornalista e presidente Wigwam Clubs Italia APS; Goran Vizintin, docente di geofisica applicata all’Università di Lubiana – facoltà di Scienze e Tecnologie; Chiara Scaini, PhD, prima tecnologa dell’Istituto Nazionale di Oceonografia e Geofisica (OGS) di Trieste; Diego Santaliana, innovation manager del Polo Tecnologico Alto Adriatico “Andrea Galvani” di Pordenone; Andrea Rumor, consigliere Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Venezia; Marco Baldin, consigliere Collegio Ingegneri Venezia.

27 settembre – 4 ottobre, al via a Mirano (Venezia) la terza edizione del Festival dell’acqua, che vede Argav, per la prima volta, tra gli organizzatori

Dal 27 settembre al 4 ottobre 2025 si terrà la terza edizione del “Festival dell’acqua” di Mirano (Venezia), organizzato dall’Amministrazione Comunale con la partecipazione di enti, associazioni e imprese del territorio: 7 giorni e 11 appuntamenti di approfondimento scientifico, culturale e di ri-scoperta del territorio. Un ricco programma che coinvolgerà la cittadinanza e che vedrà la partecipazione di esperti e studiosi del settore, enti di categoria regionali e professionisti, per una riflessione locale e globale sul significato e il senso dell’acqua, sulle cause e gli effetti della sua carenza e sulla sua importanza come risorsa (nella foto a sinistra, i partecipanti alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione).

«Dopo il successo delle prime due edizioni, siamo orgogliosi di presentare il terzo Festival dell’acqua di Mirano, un evento che vuole promuovere il territorio, il suo paesaggio, la sua storia, le sue bellezze e, nello stesso tempo, proporre una riflessione sull’acqua quale bene e diritto primari ed essenziali. Il Festival celebra ed esalta l’acqua come valore pubblico e umano, rappresentandola come cultura, scienza, sostenibilità, paesaggio e solidarietà, come icona di chi siamo e di dove vogliamo andare», dichiara il sindaco Tiziano Baggio che continua: «Grande novità di quest’anno la collaborazione con Fabbrica del Mondo di Marco Paolini e Michela Signori: una collaborazione di prestigio che, grazie alla regia di Farmacia Zooè, ci permetterà di indagare il passato, il presente e il futuro del pianeta, di cui l’acqua è l’elemento essenziale,  in un fruttuoso dialogo intergenerazionale. Altra novità la collaborazione con Argav l’associazione regionale dei giornalisti dell’agricoltura».

Ospite di eccezione di questa edizione sarà Nicola Dell’Acqua, Commissario nazionale per la crisi idrica, che dialogherà con i giovani degli istituti scolastici sul nostro futuro. Molti gli appuntamenti di assoluto rilievo in programma. Tra questi si evidenziano la presentazione del libro e l’inaugurazione della mostra fotografica “6 Fiumi per 70 Mulini”, la performance teatrale “Il Terzo Elemento”, che apriranno il Festival. Di particolare importanza, per la qualità dei relatori e per i temi affrontati, che interessano direttamente la sicurezza idraulica del territorio, i convegni del 30 settembre sulla gestione del Muson Vecchio e del 2 ottobre sull’acqua nascosta, realizzati con la collaborazione di ANBI Veneto, Consorzio di Bonifica Acque Risorgive e Argav. Di grande valore il convegno sul turismo fluviale del 3 ottobre che prevede la partecipazione del professor Francesco Vallerani e il cui focus sarà la presentazione di una proposta di un itinerario turistico lungo le rive del Muson, che si snoderà tra il Castelletto di Mirano, gli argini del Muson e il Museo della Filanda di Salzano e che sarà sperimentato dagli operatori del settore. Gran finale il 4 ottobre tutto dedicato a Mirano: le visite guidate alle chiuse dei Molini di Sotto e di Sopra e la performance collettiva partecipata “Per un Atlante delle rive” che si svolgerà in centro storico e che avrà i giovani come protagonisti.

Il Festival, patrocinato dalla Regione del Veneto e dalla Città Metropolitana di Venezia, è stato organizzato in stretta collaborazione col territorio, a partire dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, dall’ANBI Veneto – Associazione Regionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue e dall’ Argav., gruppo di specializzazione del Sindacato Giornalisti del Veneto per finire con associazioni, imprese e organizzazioni di categoria: CIA, Confagricoltura Venezia, Coldiretti Venezia, Fabbrica del Mondo, Jolefilm, Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali, I.I.S. “8 Marzo–K. Lorenz”, I.I.S. “Levi–Ponti”, I.I.S. “Ettore Majorana – Elena Corner”, Confcommercio del Miranese, Free Waters, Farmacia Zooè, Bel-Vedere Lab, Echidna, Kardines Walking, F&M Ingegneria, Ordine dei Giornalisti del Veneto, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Venezia, Ordine degli Ingegneri di Venezia, Veritas.

«Vogliamo che anche questa terza edizione affronti il tema in modo concreto e utile, attraverso la ricerca di soluzioni e di progettualità che abbiano sì un respiro ampio, ma che possano anche essere declinate sul territorio», chiosa il sindaco Baggio. «Il Festival dell’acqua di Mirano vuole caratterizzarsi per essere non solo riflessione e approfondimento sul governo e l’utilizzo dell’acqua, cercando strade fatte di soluzioni per il nostro territorio, idee che possiamo realizzare noi qui, in casa nostra, evitando di dire solo quello che dovrebbero fare gli altri, ma anche celebrazione di un elemento che per millenni ha ispirato le arti e la sensibilità degli esseri umani. Quindi spettacoli, concerti, mostre, godimento del territorio».

Fonte testo e foto: servizio stampa Comune di Mirano

26 settembre: dedicato alla biodiversità perduta e ritrovata il corso di aggiornamento Org Veneto/Argav in programma al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova)

Si svolgerà venerdì 26 settembre p.v., a partire dalle ore 18.30 fino alle 20.30, il corso di aggiornamento professionale Org Veneto organizzato in collaborazione con Argav al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova) e dedicato alla biodiversità perduta e ritrovata (2 crediti, iscrizioni piattaforma Sigef).

Il corso si propone di affrontare l’evoluzione del concetto di biodiversità attraverso esperienze concrete (in Veneto ed Ecuador), ma anche attraverso l’immagine mediatica e iconografica. Tra gli argomenti trattatati: come è stata salvata la biodiversità di un sito Natura 2000 unico al mondo: l’intervento di Vallevecchia; come l’Ecuador sta ricostruendo l’ecosistema locale: il progetto Otonga; la biodiversità nella comunicazione visuale; adattamento alla crisi climatica: piccolo breviario di informazioni, che non fanno (ancora) notizia.

Moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, il corso avrà come relatori Lorenzo Furlan, scienziato, entomologo, dirigente “Veneto Agricoltura”; Lorenzo Cogo, ricercatore ornitologico e illustratore; Marco Marinacci, architetto e docente di storia dell’arte moderna e contemporanea.

Mari dell’Unione Europea: le navi che inquinano passano ancora tra le maglie dei controlli

I natanti come le navi mercantili, le navi da crociera, i traghetti passeggeri, le navi da pesca e le imbarcazioni da diporto sono notevoli fonti di inquinamento marino. Sono responsabili di sversamenti di idrocarburi, scarico di sostanze chimiche, smaltimento scorretto dei rifiuti, emissioni di gas, perdita di container e attrezzi da pesca dismessi. L’UE e i suoi Stati membri – 22 dei quali hanno linee costiere – si sforzano di contrastare l’inquinamento provocato dalle navi in parecchi modi, con l’obiettivo molto ambizioso di ottenere l’inquinamento zero per il 2030. La Corte dei conti europea ha valutato le azioni dell’UE volte a contrastare l’inquinamento provocato dalle navi nel periodo compreso tra gennaio 2014 e settembre 2024. Tra le attività di audit, vi sono state visite in Francia e Germania per coprire due sottoregioni marine (il grande Mare del Nord ed il Mar Baltico) costituenti la seconda via di navigazione più trafficata al mondo.

Ebbene, la Corte dei conti europea suona l’allarme: navi e imbarcazioni continuano ad inquinare i mari dell’UE. Sebbene la normativa europea, che incorpora le norme internazionali applicabili, a volte con requisiti ancora più rigorosi, in settori quali l’inquinamento da idrocarburi, i relitti delle navi e le emissioni di zolfo, mostri miglioramenti, la sua applicazione da parte dei 22 Stati membri costieri dell’UE è lungi dall’essere soddisfacente. Le azioni volte a prevenire, affrontare, monitorare e sanzionare i vari tipi di inquinamento provocato dalle navi non sono all’altezza del compito – avverte la Corte.

Tuttavia, la Corte dei conti europea segnala che vi sono anche lacune che l’UE deve ancora colmare, specie per quel che riguarda i rischi di inquinamento. Ad esempio, è ancora possibile per gli armatori eludere l’obbligo di riciclo dei materiali delle navi scegliendo una bandiera di uno Stato non-UE prima di procedere con lo smantellamento. I dati parlano da soli: nel 2022 una nave su sette nel mondo batteva bandiera di uno Stato dell’UE, ma tale cifra scendeva del 50 % per il parco navi a fine ciclo di vita. Analogamente, le norme UE sui container persi in mare sono tutt’altro che a tenuta stagna. In primo luogo, non vi è garanzia che tutte le perdite siano dichiarate; in secondo luogo, vengono recuperati pochissimi container.

“L’inquinamento marino provocato dalle navi rimane un grave problema e, nonostante una serie di miglioramenti negli ultimi anni, l’azione dell’UE non è realmente in grado di tirarci fuori dalle cattive acque”, ha affermato Nikolaos Milionis, il Membro della Corte responsabile dell’audit. “In realtà, si stima che più di tre quarti dei mari europei abbiano un problema di inquinamento e, dunque, l’ambizioso obiettivo di raggiungere un inquinamento zero per proteggere la salute delle persone, la biodiversità e gli stock ittici non è ancora in vista”.

La Corte osserva inoltre che i paesi dell’UE sottoutilizzano strumenti – quali ad esempio una rete di navi pronte a intervenire in caso di sversamenti di idrocarburi oppure il rilevamento tramite droni – dei quali l’UE li ha dotati per aiutarli a combattere l’inquinamento provocato dalle navi. Un esempio lampante è il sistema europeo di sorveglianza satellitare per il rilevamento di chiazze di idrocarburi (CleanSeaNet), che consente la sorveglianza e il rilevamento precoce di possibili casi di inquinamento. Nel periodo 2022-2023, tale sistema ha individuato in totale 7.731 possibili sversamenti nei mari dell’UE, per lo più in Spagna (1462), Grecia (1367) e Italia (1188). La Corte ha però constatato che gli Stati membri si sono attivati per meno della metà di queste segnalazioni, confermando l’inquinamento solo nel 7% dei casi, anche a causa del tempo trascorso tra l’acquisizione dell’immagine satellitare e l’effettivo controllo dell’inquinamento.

La Corte ha inoltre rilevato che le autorità degli Stati membri non espletano sufficienti ispezioni preventive delle navi e che le sanzioni per gli inquinatori restano miti. Coloro che scaricano illegalmente in mare sostanze inquinanti sono raramente soggetti a sanzioni efficaci o dissuasive e l’azione penale è rara. Analogamente, pochi Stati membri segnalano violazioni relative al recupero di attrezzatura da pesca abbandonata, persa o dismessa.

Nel complesso, la Corte conclude che né la Commissione né gli Stati membri monitorano appieno i fondi UE utilizzati per contrastare l’inquinamento delle acque marine. Non dispongono di una visione d’insieme dei risultati effettivamente ottenuti, né delle modalità con cui questi ultimi potrebbero essere replicati su scala più ampia. Al contempo, dall’audit è emerso che l’UE ha difficoltà a monitorare l’inquinamento provocato dalle navi. L’effettivo ammontare di sversamenti di idrocarburi, di sostanze contaminanti e di rifiuti marini provenienti dalle navi resta sconosciuto, così come non si conosce l’identità di chi inquina.

Fonte testo e foto: servizio stampa Corte dei conti europea

Apicoltura. Aperto il bando regionale per i contributi Fondo europeo agricolo di garanzia 2026, domande fino al 6 ottobre 2025

La Regione del Veneto ha aperto ufficialmente i termini per la presentazione delle domande di contributo per il settore apicoltura, nell’ambito del sottoprogramma regionale 2023–2027, con risorse Feaga (Fondo europeo agricolo di garanzia) 2026. Il bando, approvato con deliberazione della Giunta regionale mette a disposizione 925.676,84 euro.

“Con questo bando – dichiara l’Assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner – sosteniamo concretamente un settore essenziale per l’ambiente, la sicurezza alimentare e la qualità delle produzioni locali. L’apicoltura è un presidio ecologico insostituibile, e la Regione continua a investire per garantire formazione, innovazione e competitività alle aziende apistiche del territorio”.

I finanziamenti sono suddivisi in tre linee di intervento: 815.676,84 euro destinati alle forme associate; 10.000 euro per organismi specializzati nella ricerca; 100.000 euro a favore degli imprenditori apistici. Il sottoprogramma è stato definito in collaborazione con le associazioni degli apicoltori e il Centro regionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Il bando è stato validato dalla Consulta regionale per l’apicoltura e ha ricevuto il parere favorevole della competente Commissione consiliare. Tutti i dettagli, i requisiti e i moduli di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale della Regione del Veneto e di AVEPA.
Le domande dovranno essere presentate all’Agenzia Veneta per i Pagamenti (AVEPA) dal giorno successivo alla pubblicazione nel BUR fino al 6 ottobre 2025.

Fonte testo: servizio stampa Regione Veneto, credit foto Confagricoltura Veneto

18 settembre, il Comune di Mirano (Venezia) presenta alla stampa il Festival dell’acqua (co-organizzato anche da Argav), incontro aperto alla cittadinanza

Giovedì 18 settembre 2025, alle 11.00, in Villa Giustinian Morosini “XXV Aprile” (via Mariutto 1) a Mirano (Venezia), avrà luogo la presentazione stampa, aperta anche alla cittadinanza, della 3a edizione del Festival dell’acqua, organizzato dal Comune di Mirano in collaborazione con ANBI Veneto, Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, Argav e patrocinato da Regione Veneto e Città Metropolitana di Venezia.

Il festival, che si svolgerà dal 27 settembre al 4 ottobre 2025, prevede convegni, incontri, mostre, performance teatrali, visite guidate e passeggiate che coinvolgeranno la cittadinanza, esperti e studiosi del settore, enti di categoria regionali e professionisti per proseguire la riflessione sul valore di un bene indispensabile per la vita umana e sulla necessità di tutelarlo sul piano globale e soprattutto locale.

All’incontro interverranno: Tiziano Baggio, sindaco di Mirano, Federico Zanchin, presidente del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, Maria Francesca Di Raimondo, assessora alle Politiche per l’istruzione e la cultura, Elena Spolaore, assessora Politiche ambientali, verde pubblico e risorse agricole, Fabrizio Stelluto, presidente Argav. Inoltre, parteciperanno i rappresentanti di enti, associazioni e istituti scolastici che collaborano al Festival nonché i rappresentanti delle istituzioni locali.

Fonte: servizio stampa Comune di Merano

16-18 settembre 2025, il mondo dello GeoScienze si dà appuntamento a Padova

Dal 16 al 18 settembre p.v. si svolgerà al Padova Congress il Congresso nazionale congiunto della Società italiana di mineralogia e petrologia e della Società geologica Italiana. La tre giorni vedrà la partecipazione di 1.000 scienziati che in 38 sessioni presenteranno 1.100 ricerche inedite.

Un invito alle istituzioni a dialogare con il mondo delle scienze

Questo congresso vuole essere uno spazio di incontro, dialogo e confronto, per mettere sotto i riflettori il ruolo cruciale delle Geoscienze – italiane e internazionali – nel costruire il nostro futuro, sulla Terra e oltre. Il mondo infatti sta cambiando e con esso le sfide che dobbiamo affrontare. Negli ultimi cento anni la popolazione mondiale è quadruplicata, passando da 2 a 8 miliardi, e potrebbe arrivare a 11 miliardi entro il 2100. Questo significa una maggiore necessità di acqua, cibo, energia e materie prime, ma anche una responsabilità sempre più grande: vivere in armonia con il nostro Pianeta, per noi e per chi verrà dopo di noi.

Trasformare le sfide in opportunità

“Le Geoscienze non sono nuove a queste sfide. Da sempre ci aiutano a rispondere alle grandi domande (Perché ci sono terremoti? Come si formano i minerali? Da dove veniamo?) e oggi si pongono al centro della ricerca di soluzioni per costruire un futuro sostenibile. Dalle strategie per la gestione delle risorse naturali alle tecnologie che rendano le nostre comunità più resilient. Le Geoscienze offrono gli strumenti e le conoscenze per convivere in maniera più armoniosa possibile con l’ambiente che ci circonda”, afferma Paolo Mazzoleni, presidente della Società italiana di mineralogia e petrologia.

“I cambiamenti climatici indotti e amplificati dalle attività umane stanno già lasciando il segno: riscaldamento globale, desertificazione, innalzamento del livello del mare, aumento della frequenza di eventi estremi come alluvioni e frane. Questi fenomeni rappresentano sfide complesse ma allo stesso tempo stimolano l’innovazione. E non è tutto: mentre affrontiamo le urgenze terrestri, ci prepariamo a guardare oltre il nostro pianeta. L’esplorazione spaziale e persino la futura colonizzazione di altri pianeti aprono nuove frontiere per le Geoscienze, che saranno essenziali per comprendere questi ambienti! La Geologia in questo periodo vive un periodo di crisi di “vocazioni” e nonostante la figura del geologo sia particolarmente richiesta nel mondo, abbiamo carenza di geologi. Questo congresso vuole essere un momento di confronto e discussione tra il mondo dell’Università e il mondo della professione, della politica e delle istituzioni, cioè tra chi prepara giovani geologi e chi ne protegge la figura di libero professionista e chi legifera. Si tratta di mondi che spesso hanno avuto visioni divergenti, ma che in questo momento, più ancora che in passato, hanno la necessità di collaborare, anche perché hanno il fine comune di aumentare il numero di iscritti”, afferma Rodolfo Carosi, presidente della Società geologica italiana.

Tra i partecipanti al congresso padovano ci sarà anche Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia spaziale europea, che condividerà la sua visione del pianeta Terra dallo spazio, guardando verso nuove frontiere e parlerà delle future missioni sulla Luna e su Marte.

Fonte: servizio stampa Congresso Nazionale congiunto Società italiana di mineralogia e petrologia e Società geologica Italiana

5-7 settembre 2025, porte aperte al vivaio del Parco delle Terme di Levico (Trento) per la fioritura delle dalie

Il Parco delle terme di Levico (Trento) apre le porte del suo vivaio per un fine settimana dedicato alla fioritura delle dalie: oltre 150 varietà in pieno splendore, tutte da ammirare! Un’occasione unica per scoprire i mille colori e le diverse forme di questo fiore amatissimo, con tanti consigli utili per coltivarlo nei propri giardini e orti. L’entrata è libera!

La dalia è il fiore nazionale del Messico, dove cresce spontaneamente in natura e veniva già coltivata dalle civiltà precolombiane, come gli Aztechi, che la usavano anche a scopo alimentare e medicinale. Il nome “Dahlia” fu dato in onore del botanico svedese Anders Dahl, allievo di Linneo. Il genere Dahlia comprende circa 42 specie originarie prevalentemente degli altopiani del Messico e del Centro America, da cui derivano oltre 20.000 cultivar selezionate a scopo ornamentale. Oggi esistono dalie di ogni tipo: a palla, a cactus, a collare, semplici o doppie, e possono avere che vanno da 30 cm fino 200 cm.

All’interno del parco sarà inoltre visitabile la mostra Spazi cólti: i giardini nella storia d’Occidente allestita presso Villa Paradiso. La mostra evidenzia, attraverso una selezione di immagini, filmati, documenti e oggetti, le peculiarità dei giardini e parchi che sono sintesi di saperi e forme artistiche diverse, per sensibilizzare nei confronti di un patrimonio storico-culturale quanto ambientale da salvaguardare e tutelare. Gli sguardi sui giardini storici di diverse epoche si concentrano sull’evoluzione degli stili e del concetto stesso di giardino da luogo ideale a luogo reale. L’evoluzione dei diversi stili di giardino è presentata in un contesto europeo seguendo le diverse epoche storiche: dall’antichità al Medioevo, dall’Umanesimo all’Ottocento e fino alla contemporaneità. Orario d’apertura: 10.00-13.00 / 13.30-18.00. Parco delle Terme di Levico Tel. 0461 495788.e-mail: parco.levico@provincia.tn.it