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La selvaggia Val Montina diventa più accessibile grazie a un ponte tibetano e alla riqualificazione della casera, la cui gestione sarà presto oggetto di un bando pubblico

Nelle Dolomiti venete, racchiusa tra due dorsali – quella che parte dal Monte Duranno ad ovest e l’altra che muove ad est da Cima dei Frati -, nel territorio del comune di Perarolo di Cadore (BL) si trova la Val Montina, demanio forestale regionale e per questo gestita da Veneto Agricoltura.

Prima valle dell’arco alpino europeo a rientrare nell’area Wilderness. È un’area di difficile accesso, quindi ancora selvaggia, tanto che dal 1994, prma tra quelle dell’arco alpino europeo, è stata “nominata” Area Wilderness. Un’azione di grande valore, concertata allora tra Regione (Azienda regionale Foreste) e Comune, un riconoscimento internazionale che va dove l’ambiente selvaggio è tutelato e le risorse naturali protette.

Le nuove strutture. Grazie ad alcuni fondi regionali, Veneto Agricoltura ha avviato la sistemazione della Casera Val Montina, splendido fabbricato difficilmente raggiungibile ma storico per quell’area, azione giunta ormai al termine. Era però difficile pensare ad una sua completa fruizione senza servizi, ormai irrinunciabili come l’acqua e l’energia elettrica, oltre ad un sentiero fruibile senza troppe difficoltà. Tra Comune e Agenzia regionale si è creata una sinergiavirtuosa. L’apertura al pubblico, dopo i dovuti collaudi, di una spettacolare passerella, sorta di passerella tibetana, molto lunga e bella da cui si può godere una vista incredibile, proprio vicino alla forra di uscita del torrente Val Montina, apre prospettive prima impensabili.

La casera diventa porta d’ingresso alla valle. Infatti proprio dal nuovo ardito ponte sospeso partirà un sentiero che porterà direttamente alla Casera; e grazie ad esso si potranno far passare le indispensabili infrastrutture mancanti, ovvero l’allacciamento con l’acquedotto di Perarolo e l’elettrodotto. Il sopralluogo del sindaco di Perarolo, Pierluigi Svaluto Ferro, con i tecnici di Veneto Agricoltura, ha messo in evidenza queste opportunità che complessivamente hanno fruito di finanziamenti regionali ed europei (FERS) di circa 800.000 €. Con queste due realizzazioni, la Casera diventa la “Porta d’ingresso alla Val Montina”, area che ha pagato anch’essa il tributo al tratto stradale che una decina di anni fa ha bypassato Perarolo di Cadore, con molti disagi per le attività locali.

Presto un bando per la gestione della casera. Il nuovo splendido ponte sospeso è raggiungibile dalla vicina zona industriale di Ansogne, e con la Casera (a breve Veneto Agricoltura emanerà un bando pubblico per l’individuazione di un gestore dello stabile) potrà creare un percorso che sarà agibile “per tutti”, offrendo ad ognuno la possibilità di entrare nell’area Wilderness della Val Montina, in un ambiente incontaminato, che potrà essere volano per valorizzare un territorio quasi sconosciuto e unico. L’Agenzia regionale prevede che il Rifugio escursionistico Casera Val Montina sarà operativo per la stagione 2019.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

27 maggio e 2 giugno 2018, a Milies, borgo montano di Segusino (TV) c’è la Festa del Narciso, mercatini in borgo, danze “Ottocentesche”, corse in bici e passeggiate

Fioritura NarcisiDomenica 27 maggio, a partire dalle ore 9, si tiene a Milies, frazione montana di Segusino (TV), la Festa del Narciso con oltre 60 bancarelle lungo le vie del borgo, stand enograstronomico e danze “Ottocentesche”. Nell’occasione, si può vedere anche la mostra “Troverai più nei boschi che nei libri“, a cura dell’associazione culturale “Il Collettivo” in collaborazione con l’associazione “Io non ho paura del lupo”, allestita nell’ostello di Milies.

Sabato 2 giugno, a partire dalle 9:30, ci sarà la tradizionale “Ndar e tornar dal Doc“, che offre una duplice possibilità di vivere la montagna attraverso la corsa (13 chilometri, con classifica) e la passeggiata (km 7 e 13, adatto anche a chi pratica nordic walking). Iscrizioni on line, maggiori info www.prolocosegusino.it

Fonte: Pro Loco Segusino

 

19-27 agosto 2017, a Bosco Chiesanuova (VR) si tiene la 23^ edizione del Film Festival della Lessinia, vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo

Dal 19 al 27 agosto, a Bosco Chiesanuova, si riaccende il grande schermo del Film Festival della Lessinia, viaggio nella vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo. La ventitreesima edizione del Festival riserva nove giorni di proiezioni, con 56 film in programma  – di cui 21 in concorso e altrettanti in anteprima italiana -, una retrospettiva su briganti, contrabbandieri e passatori, numerosi eventi speciali (ospiti attesi, dal regista Alessandro Comodin all’autore Maurizio Maggiani, dall’antropologo Annibale Salsa allo scrittore Paolo Rumiz).

Provengono da 31 Paesi i 56 film selezionati quest’anno. Un viaggio intorno al mondo tra Europa, Argentina, Cile e Perù; tra India, Afghanistan, Kazakistan, Nepal e per la prima volta Myanmar. Ciò a conferma della ricerca internazionale che fa arrivare in Lessinia il meglio della recente produzione internazionale nelle sezioni Concorso, Montagne italiane, Eventi speciali e nella ricca programmazione dedicata a bambini e ragazzi FFDL+.

Al programma cinematografico si affianca il ciclo di incontri letterari Parole Alte, organizzato con l’Università degli Studi di Verona, al quale sia aggiungono convegni, mostre, escursioni guidate, laboratori per bambini, concerti e novità editoriali da sfogliare nella Libreria della Montagna. Immancabile lo spazio riservato nella Piazza del Festival, con bar e tavola calda, all’enogastronomia con i prodotti tipici del territorio, tra cui i formaggi del Consorzio Monte Veronese Dop. Main sponsor della rassegna sono la Cassa Rurale Vallagarina, il Gruppo Fimauto Autogemelli BMW e le Cantine Bertani con il sostegno di Comune di Bosco Chiesanuova, Comunità Montana della Lessinia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Veneto, Fondazione Cariverona e Consorzio Bim Adige.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

 

Film Festival della Lessinia 2016, vince il cinema islandese

 

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ÞRESTIR – particolare

Si è conclusa con un successo del cinema islandese la ventiduesima edizione del Film Festival della Lessinia, la rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia, tradizioni nelle terre alte e lontane di ogni angolo del mondo.

Il vincitore. Tra le 23 opere opere cinematografiche in concorso, la Giuria internazionale del Film Festival – composta dalla regista Marianne Chaud (Francia), dalla giornalista Margherita Detomas (Italia), dalla regista Lisa Eder-Held (Germania), dal produttore cinematografico Sebastian Michael (Regno Unito), dal documentarista Riccardo Vaccaro (Italia) – ha deciso di assegnare la Lessinia d’Oro alla migliore opera cinematografica in assoluto a Þrestir – Passeri (Croazia, Danimarca, Islanda 2015) del regista islandese Rúnar Rúnarsson.Questa la motivazione: “Un film potente, Þrestir racconta in modo magistrale una storia ambientata in luoghi desolati dell’Islanda, dove avvenimenti sempre imprevedibili travolgono lo spettatore con immagini di situazioni difficili nelle quali il giovane protagonista del film è costretto a vivere. Nulla è lasciato al caso; tempi, soluzioni registiche, sceneggiatura e fotografia si fondono creando un’opera vigorosa e originale”.  A ricevere sul palcoscenico del Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona) il prestigioso riconoscimento, sabato 27 agosto, è stato il compositore della colonna sonora del cortometraggio: il polistrumentista Kjartan Sveinsson, ex membro del gruppo musicale islandese Sigur Rós.

La Lessinia d’Argento per la migliore regia è andata a Tharlo (Cina 2015). Il lungometraggio in bianco e nero del regista, documentarista e scrittore tibetano Pema Tseden è stato premiato “per l’audacia, il talento e la visione profondamente artistica dimostrate. La struttura del suo film e le scelte radicali adottate nella messa in scena rivelano un’originalità straordinaria e propongono un’estetica altamente personale. Riteniamo che Tharlo appartenga alla rara e importante categoria di film capaci di spalancare nuove prospettive del fare cinema”.

Altri riconoscimenti. La Giuria internazionale ha attribuito il Premio per il miglior documentario al film-maker di Losanna Stéphane Goël per Fragments du paradis – Frammenti di paradiso (Svizzera 2015) nel quale padre e figlio sono protagonisti di un cammino, insieme, verso la montagna. Quale migliore lungometraggio a soggetto è stato scelto Rauf (Turchia 2016), documentario girato da Soner Caner e Bariş Kaya per raccontare la vicenda di un ragazzino che frequenta la bottega di un anziano artigiano del paese per imparare l’arte del falegname.  Migliore cortometraggio è risultato essere Esel – Asino (Austria 2015) del regista austriaco Rafael Haider, nel quale due anziani contadini condividono i lavori pesanti con un vecchio e malato asino. A ricevere il Premio della Giuria è stato Çevirmen – L’interprete (Regno Unito 2015) di Emre Kayış: vicenda di un timido ragazzino siriano che vive da rifugiato in una remota cittadina turca. Per le immagini vibranti e la colonna sonora, il film d’animazione Ailleurs – Altrove (Francia 2016) di Mélody Boulissière si è aggiudicato una menzione speciale.

Premi speciali. Al Festival Festival il regista e sceneggiatore bulgaro Alberto Iordanov ha conquistato il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi al miglior film di un regista giovane con Bandit and the Ram – Il bandito e il montone (Bulgaria 2014) “per la capacità di documentare, con sottile ironia, la vita di un solitario bandito e dei suoi amori impossibili in un’area di montagna che si sta spopolando”. La Giuria del Curatorium ha scelto inoltre di dare una menzione speciale a Carlo Malacchini, fotografo e studioso della cultura contadina, autore del cortometraggio La stazione di posta (Italia 2016) ambientato sull’altopiano della Lessinia. Ad aggiudicarsi il Premio Speciale Cassa Rurale Bassa Vallagarina al miglior film sulle Alpi è stato Café Waldluft (Germania 2015) nel quale il regista Matthias Koßmehl ha presentato uno spaccato di accoglienza ed integrazione in un ambiente alpino da sempre considerato chiuso e tradizionalista.

Nel palmares della rassegna veronese un ex aequo per il Premio “Log To Green” al film che meglio esprime e promuove i valori dell’eco-sostenibilità: per Sila and the Gatekeepers of the Arctic – Sila e i custodi dell’Artico (Usa 2015) della svizzera Corina Gamma ed Arreo (Argentina 2015) dell’argentino Tato Moreno. Due film che raccontano culture lontane e suonano, si evidenzia nella motivazione della Giuria, “come un campanello d’allarme sull’ennesimo rischio di scomparsa di un pezzo di storia dell’umanità”. La Giuria del Carcere di Verona ha deciso di dare il proprio riconoscimento al lungometraggio di Mano Khalil Die Schwalbe – La rondine (Svizzera 2016): la storia, ambientata nel Kurdistan iracheno, è una narrazione “della ricerca di sé che parte dalle proprie radici, per riconoscerne il valore e trovare il coraggio di cambiare. Di spezzare le catene del male”. Altro premio per Rauf, che ha ottenuto anche il Premio del pubblico Cantine Bertani. L’animazione preferita dei bambini è stata Moroshka – Lampone artico (Russia 2015) di Polina Minchenok nella quale un lupo che minaccia le greggi di un piccolo villaggio scopre, grazie all’amicizia con una bimba, di avere un cuore leale gentile.

Fonte: Servizio Stampa Film Festival della Lessinia

Da Piemonte e Slovenia i vincitori del Premio “Fare Paesaggio”, oggi la cerimonia di premiazione a Trento

Premio fare paesaggioQuesta mattina, mercoledì 8 giugno 2016 alle ore 10.00, si svolgerà nel Castello del Buonconsiglio di Trento la cerimonia di premiazione dei progetti del Premio “Fare Paesaggio. Selezione triennale di progetti e iniziative per la salvaguardia, la gestione e la valorizzazione del paesaggio nell’area alpina”, organizzato dalla Provincia autonoma di Trento in conformità a quanto previsto dalla Convenzione Europea del Paesaggio e come stabilito dalla Legge Urbanistica provinciale n. 15/2015, è stato curato dall’Osservatorio del Paesaggio trentino con la Tsm-step Scuola per il Governo e del Paesaggio.

Hanno concorso 107 candidature. Il Premio si è strutturato come una selezione di opere, progetti e iniziative realizzati nel territorio definito dalla Convenzione delle Alpi, che hanno saputo esprimere obiettivi di elevata qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale. La “selezione” ha riguardato tre distinti ambiti tematici: “programmazione, pianificazione e iniziative gestionali”, “segni nel paesaggio”, “cultura, educazione e partecipazione”. Una Giuria internazionale, presieduta dal direttore dell’Osservatorio del paesaggio della Catalogna Joan Nogué, ha valutato gli interventi e le iniziative candidate con riferimento particolare agli aspetti relativi all’innovazione e alla sostenibilità, al valore esemplare, alla partecipazione e alla sensibilizzazione.

Sul podio. Il primo premio per l’ambito tematico “programmazione, pianificazione e iniziative gestionali” è andato al comune piemontese di Ostana con il progetto “Ostana. Ritorno e sviluppo consapevoli”. Arriva dalla Slovenia il progetto “Nordic Ski Center Planica” dello Studio AKKA che si è aggiudicato l’ambito “Segni del paesaggio”. L’iniziativa transfrontaliera “Usage del Territorio” dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Cuneo ha vinto invece la sezione dedicata alle iniziative culturali ed educative.

Raccolta di buone pratiche. All’incontro interverranno Giorgio Tecilla, direttore dell’Osservatorio del Paesaggio, Gianluca Cepollaro, direttore di tsm-step Scuola per il Governo e del Paesaggio e il presidente dell’Associazione Landscapefor Paolo Castelnovi. Le conclusioni dell’evento saranno di Carlo Daldoss, Assessore alla Coesione territoriale, Urbanistica, Enti locali ed Edilizia abitativa della Provincia autonoma di Trento. Il Premio ha permesso la raccolta di buone pratiche, localizzate nell’arco alpino, per costruire un repertorio di esperienze diverse, dai progetti di trasformazione del territorio ad azioni educative e di sensibilizzazione, che costituiscono dei riferimenti per la valorizzazione del paesaggio.

Fonte: Servizio Stampa tsm-step Scuola per il Governo e del Paesaggio

12-13 maggio 2016, il festival del cinema di montagna scende a valle con proiezioni gratuite a Verona

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“Padrone e sotto” (Menzione speciale della giuria Film Festival della Lessinia 2015) di Michele Cirigliano, ambientato in Basilicata

Due date, giovedì 12 e venerdì 13 maggio, e un programma di cinema e musica, sono gli ingredienti del Film Festival della Lessinia a Verona. Da Bosco Chiesanuova, nel cuore della montagna veronese, la rassegna cinematografica internazionale dedicata ai film di montagna, arriva a far tappa in riva all’Adige, con ingresso libero e gratuito a tutti gli eventi in programma, per offrire agli appassionati della settima arte una ricca selezione di film premiati nel corso dell’edizione 2015, in attesa della 22a edizione che si terrà dal 20 al 28 agosto.

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Documentario “Sui miei passi, viaggio nell’altro Afghanistan” di Eloise Barbieri.

Giovedì 12 maggio l’Aula Magna del Silos di Ponente del nuovo Polo universitario Santa Marta, in Via Cantarane 24, si trasforma in sala proiezioni. Alle 18.30 la visione inizia con “Nous saluerons la lune – Noi saluteremo la luna” (Premio Speciale del Curatorium Cimbricum Veronense 2015), opera prima della regista francese Camille Chaumereuil. Ambientato nel cuore dei monti Talish, in Azerbaigian, narra di Pokuza: sorda, non è mai andata a scuola, comunica con il linguaggio dei segni e sogna di sposarsi. A seguire “Sui miei passi, viaggio nell’altro Afghanistan” di Eloise Barbieri. Documentario girato oltre i 4 metri, tra le terre alte del Wakhan: qui vive il popolo nomade dei Kirghisi, genti al riparo dall’influenza e dai cambiamenti imposti dalla modernità. Alle 21 il grande schermo si riaccende con le immagini del cortometraggio “Mleczny brat – Fratello di latte” (Lessinia d’Argento per la migliore regia 2015), produzione armeno-polacca del regista Vahram Mkhitaryan. È la vicenda del giovane Seto, cresciuto in un villaggio dell’Armenia, e della sua amicizia con un agnellino. Di seguito, “Padrone e sotto” (Menzione speciale della giuria) di Michele Cirigliano. Film ambientato in Basilicata, dove le relazioni tra uomini si tessono attorno ad un tavolo, con le carte tra le mani e un bicchiere di vino.

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Hvalfjordur – Il fiordo della balena” (Premiato dalla Giuria del Carcere di Verona 2015 al Film Festival della Lessinia) di Guðmundur Arnar Guðmundsson

Diversa è la location, venerdì 13 maggio, a fare da sfondo ad altre proiezioni cinematografiche ed esibizioni di musica dal vivo. Dalle 19 il Film Festival della Lessinia si sposta negli spazi di Porta Palio con l’apertura dell’Osteria del Festival in cui degustare taglieri di formaggio Monte Veronese Dop e salumi della Lessinia accompagnati da calici di vino Bertani. Ad aprire la serata, alle 21, il concerto “In a gipsy mood” di Alessandro Terron, Davide Veronese e Davide Vincenzi. Alle 22 ancora cinema, con la visione del corto “Hvalfjordur – Il fiordo della balena(Premiato dalla Giuria del Carcere di Verona 2015) di Guðmundur Arnar Guðmundsson, girato nella brughiera brulla di un remoto fiordo islandese circondato da montagne per descrivere il legame tra due fratelli. Di seguito, “Tau seru – Piccolo campo dorato” (Premio per il miglior cortometraggio 2015) del regista australiano Rodd Rathjen in cui un giovane pastore dell’Himalaya immagina un mondo migliore e prende spontaneamente la decisione di cambiar vita. Dalle 22.30, Dj set con Andrea Brignoli.

Organizzatori. La due-giorni è organizzata dall’associazione Film Festival della Lessinia con l’Università degli Studi di Verona, grazie al sostegno di Cantine Bertani, Fimauto, Cassa Rurale Bassa Vallagarina. Prosegue così la collaborazione tra il Festival di Bosco Chiesanuova e l’Ateneo scaligero cui spetta, dallo scorso anno, l’organizzazione del ciclo di incontri letterari Parole Alte. “Convinta dell’alto valore culturale della manifestazione – spiega Adriana Cavarero, delegata alla Comunicazione dell’Ateneo – nonché della sua indiscussa dimensione culturale, l’Università di Verona è ben lieta di rinnovare la sua collaborazione con il Film Festival Lessinia. Siamo contenti che i pensieri e le immagini “alte” della montagna scendano da noi e portino il loro respiro nelle nostre aule». «È un privilegio per il Film Festival della Lessinia consolidare la collaborazione con l’Università di Verona ed essere ospitati nella prestigiosa sede del nuovo Polo di Santa Marta» dichiara il direttore artistico Alessandro Anderloni. «Molti sono gli spettatori veronesi che frequentano la rassegna a fine agosto. Ora vogliamo portarlo nel cuore della città, per dire che questo è il Film Festival della montagna di Verona. In più di vent’anni di storia, siamo diventati punto di riferimento nazionale per la cinematografia di montagna. Lo dimostra il sostegno che il Ministero dei beni e le attività culturali e il turismo ha concesso al festival a partire dal 2015. L’evento di maggio sarà il primo di un programma di iniziative che organizzeremo a Verona e nei paesi della provincia».

Fonte: Servizio Stampa Film Festival della Lessinia

Foresta del Cansiglio (BL-TV), nuova gestione del Rifugio Casa Vallorch

Sentieri del Cansiglio (foto Veneto Agricoltura)

Sentieri del Cansiglio (foto Veneto Agricoltura)

Novità 2016 per il bosco del Cansiglio (BL-TV): il rifugio escursionistico Casa Vallorch, che è anche Centro di animazione rurale e di Educazione Naturalistica, ha una nuova gestione. Si tratta dell’Associazione “Lupi Gufi e Civette”, già operante in Cansiglio da alcuni anni nel campo della didattica in ambiente, che avrà il compito di animare la struttura e proporre ai visitatori della serenissima foresta, grandi e piccoli, attività escursionistiche e di soggiorno in ambiente.

Le attività previste. La struttura è sita all’interno della foresta demaniale regionale del Cansiglio, gestita da Veneto Agricoltura, che da tempo vi ha avviato iniziative di animazione rurale, ovvero facendone un luogo di attività didattiche, educazione naturalistico ambientale, informazione turistica, etc.  È anche punto di riferimento del territorio grazie alla presenza di una sala polifunzionale per laboratori e conferenze e alla sua ubicazione facilmente raggiungibile, a ridosso della foresta. Recentemente, e soprattutto dopo la classificazione come Rifugio escursionistico, Casa Vallorch si è anche aperta al vasto pubblico di visitatori della foresta, fornendo un punto di appoggio per escursioni in ambiente in tutte le stagioni dell’anno. La proposta progettuale formulata dall’Associazione “Lupi Gufi e Civette” e vincitrice in seguito a procedura pubblica avviata dall’Azienda regionale, prevede l’attivazione di un ricco programma didattico con le scuole, di escursioni nelle varie stagioni, di scoperta del territorio rurale, oltre alla realizzazione di soggiorni dedicati alla scoperta della natura e alla pratica dello sport in ambiente. Attività prenotabili fin d’ora, i riferimenti sono i seguenti: per Laboratori didattici, soggiorni estivi ed invernali e per il Rifugio escursionistico Casa Vallorch: Franca, 349.0946001; per didattica ed escursioni: Daniela, 334.2805960.

Fonte: Veneto Agricoltura

Montagna protagonista dell’edizione 2015 del Presepio Artistico di Segusino (Tv). Apertura straordinaria il 13 dicembre, poi da Natale al 7 febbraio 2016.

Presepio Segusino

“Descargar montagna”, Presepio Artistico di Segusino (TV)

(di Marina Meneguzzi) “Descargar montagna“, ossia la discesa al piano del bestiame dopo l’alpeggio, è il tema che caratterizza l’edizione 2015 del Presepio Artistico di Segusino, borgo a cavallo tra le province di Treviso e Belluno rinomato, soprattutto, per la produzione del formaggio “s-céch“.

Presepio Segusino particolare 2014 1Un presepe che attira ogni anno oltre ventimila visitatori. Allestito su una superficie di 100 mq vicino alla chiesa parrocchiale, il Presepio è progettato e realizzato con passione e cura certosina dall’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio. La struttura del presepe consta di 5 scene, di cui 2 variano di anno in anno, in modo da offrire ai tanti visitatori una rappresentazione sempre diversa. A spiegare la scelta “verde” del tema di quest’anno è Carlo Stramare, presidente dell’Associazione.

Presepio Segusino particolare 2014 2

Presepio Artistico di Segusino, particolare

Vivere in pendio, fa differenza. “L’idea di inserire nel Presepio Artistico delle scene dedicate alla montagna risale all’anno scorso. Ad avvalorare la nostra decisione, c’è stata nel frattempo la fortunata coincidenza dell’uscita del libro “Vivere sull’èrt” (Vivere in pendio), scritto dal segusinese Mariano Lio. I due progetti, nati separati ed ignari l’uno dell’altro, per una pura fatalità si sono incrociati nel corso dell’anno, dando luce e risalto al tema della vita in montagna. Che, per il paese di Segusino, può definirsi più che mai attuale. Nel suo libro, Mariano racconta in modo dettagliato le fatiche e i momenti che scandivano la vita dei contadini segusinesi. Ci è sembrato importante, dunque, ricordare l’umile vita quotidiana di 40-50 anni fa, quando l’industria dell’occhiale non faceva ancora parte del vissuto della nostra gente. Soprattutto, volevamo lanciare un messaggio teso alla valorizzazione, anzi alla ri-valorizzazione del nostro territorio e dei suoi prodotti, per raccontare ai più giovani – e per ricordare a coloro che non lo sono più – come sia sempre stata la Natura a dettare i  tempi all’uomo e non viceversa“.

S-cek Segusino Foto Marina Meneguzzi

formaggio s-céch Segusino (foto Marina Meneguzzi)

S-céch, retaggio della tradizione della transumanza. “Proporre la smonticazione, quindi, è un modo per ricordare uno degli eventi più importanti di un tempo per un contadino, che in Primavera migrava “dal pian verso l’ért” (dalla pianura alla montagna) e viceversa in Autunno.  La migrazione non avveniva in un unico giorno, ma per fasi, e lungo questo lento “migrare”, si cercava di far fruttare una delle poche fonti di reddito di allora, il latte (e i suoi derivati) prodotto dalle mucche al pascolo. Dal “descargar montagna“, è rimasto nella tradizione segusinese d’oggi il formaggio s-céch, un formaggio tenero, ottenuto dal latte non cotto (solo 35-37 °C) e che veniva prodotto per essere consumato in giornata o al massimo entro il giorno dopo”.

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Presepio Artistico di Segusino, Natività 2014

Le due nuove scene. “Oltre alla scena della smonticazione, quest’anno abbiamo ambientato in montagna anche la scena della Natività. Abbiamo voluto simbolicamente far nascere Gesù all’interno di una grotta naturale di mezzacosta, con Maria e Giuseppe che, trascorsi i cento giorni in malga,  rientrano lentamente al paese, con mucche e malgari al seguito, fortificati dall’esperienza vissuta in montagna”. Apertura straordinaria il 13 dicembre. Il Presepio Artistico sarà visibile al pubblico tutti i pomeriggi da Natale fino al 7 febbraio 2016, e nei giorni festivi anche al mattino. Ma la novità del 2015 è che il 13 dicembre, in occasione della sagra di Santa Lucia (patrona di Segusino), il presepe sarà in apertura straordinaria.

SegusinoTra visite guidate in pulmino e “pedonate”, si assiste alla produzione dello s-céch. Il Presepio Artistico rientra nell’ambito del variegato programma “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino“, frutto della collaborazione tra associazioni, gruppi spontanei di borgata e singoli volontari. Tra gli eventi da sperimentare, segnaliamo le visite guidate in pulmino ai borghi di Riva Secca e Riva Grassa, in calendario domenica 27 dicembre, domenica 3 e domenica 10 gennaio, mentre domenica 17 gennaio ci sarà la 2^ pedonata per i borghi di Segusino con arrivo a Stramare, dove si potrà assistere in diretta alla produzione del formaggio, secondo le antiche ricette dei malgari. Il 7 febbraio 2016 è in programma anche il pranzo parrocchiale con un menù a base di prodotti della montagna (solo su prenotazione, da Natale in poi). Info eventi:  tel. 334.3797867 Facebook: Presepio Segusino.

L’Università della Montagna lancia il Master di I livello in Valorizzazione e Tutela delle filiere agroalimentari della montagna

montagna_003L’Università della Montagna (Università di Milano), proporrà da marzo 2015 un Master di I livello in Valorizzazione e Tutela delle filiere agroalimentari della montagna.
Generare impatto e valore. Alla base della proposta di studio, sta la consapevolezza che i prodotti di filiera corta possono innescare un ciclo virtuoso in quanto rappresentano la tradizione locale di ogni luogo, quindi, conseguentemente la cultura di un popolo, di un paese e la sua storia. La ricerca delle origini delle proprie radici, di semplicità e identità creano un ritorno interessante per i territori e le persone, i Farmer Market, i GAS, le aziende locali, gli agriturismi agricoli e i mercati. Valorizzare e tutelare le filiere agroalimentari italiane significa considerare tutti i territori in cui queste possono generare impatto e valore, ovvero, per il nostro paese, 50% di aree pianeggianti o collinari e 50% di aree montane.
Cosa tratterà. Il corso di studio è un’operazione ad alto impatto formativo e occupazionale, che si rivolge principalmente ai giovani e mira a restituire valore alle aree di montagna, creando opportunità legate agli interessi e alle passioni delle persone di oggi. L’insegnamento di tipo teorico e applicato spazierà dalle innovazioni tecnologiche nei processi produttivi tradizionali alla tracciabilità, dalla legislazione alimentare all’analisi sensoriale dei prodotti, dall’impatto ambientale legato ai prodotti di origine animale (impronta ecologica) alla caratterizzazione merceologica e nutrizionale dei prodotti.Alla formazione di tipo tecnico-scientifico, sarà affiancata l’esperienza e l’insegnamento di tipo economico-gestionale. L’organizzazione di filiera ed il fund-raising, la gestione e l’organizzazione aziendale, il food management, le logiche di marketing territoriale e comunicazione legate al mondo agro-alimentare saranno materie approfondite grazie al contributo di esperti e alla presentazione da parte degli imprenditori dei propri casi di successo. Il Master prevede una serie di eventi speciali di livello internazionale a cui voci come quelle di Oscar Farinetti (EATALY), Rosalaura Romeo (FAO), Auxtin Ortiz Etxeberria (World Rural Forum) racconteranno esperienze con cui sarà possibile confrontarsi in modo diretto.
Durata e frequenza. Il Master ha una durata di 12 mesi (marzo 2015 -> marzo 2016), permette il conseguimento di 60 CFU ed il riconoscimento di crediti formativi anche per dottori agronomi e forestali. Il Master sarà disponibile in presenza presso la sede di Edolo (BS) o in modalità blended learning per chiunque voglia prendervi parte a distanza. Le lezioni si terranno il venerdì ed il sabato (8h / g) con cadenza bisettimanale.
È previsto uno stage di 250 ore in azienda, per coloro che non avessero un’occupazione lavorativa. Iscrizione. La data ultima per le iscrizioni: 2 febbraio 2015. La quota di iscrizione è di 2600 €. Sono a disposizione n.3 borse di studio a copertura totale della quota per gli studenti più meritevoli.Per maggiori informazioni ed iscrizione: www.unimontagna.it Mail: corso.edolo@unimi.it
Riferimento accademico. Il Master è progettato e proposto nell’ambito dell’Accordo di Programma tra il MIUR e l’Università degli Studi di Milano (siglato in data 28/07/2011) ed è un percorso di post-laurea che conferisce un titolo accademico. Il Master è realizzato in collaborazione con Fondazione Edoardo Garrone. Coordinatore: Ivano De Noni. L’Università della Montagna rende noto che il 64% degli studenti laureati presso l’Ateneo è oggi occupato a tempo indeterminato o gestisce con soddisfazione una sua azienda nell’ambito dei propri studi ed interessi legati all’ambiente alpino.
Fonte: Università della Montagna

Film Festival della Lessinia, vince un documentario girato nelle montagne norvegesi

Siblings are forever_Fratelli per sempre

Siblings are forever_Fratelli per sempre

Vola in Norvegia la Lessinia d’oro, il massimo riconoscimento del Film Festival della Lessinia. La giuria internazionale della ventesima edizione della rassegna cinematografica di Bosco Chiesanuova (VR), che si è conclusa sabato 30 agosto al Teatro Vittoria, ha premiato come miglior film “Søsken til evig tid / Fratelli per sempre” (Norvegia, 2013) di Frode Fimland.

A vincere, la convivenza, l’armonia e la simbiosi con la Natura, la felicità della vita contadina. Il documentario nasce dal profondo legame di amicizia esistente tra il regista, che vive e lavora a Bergen, e Magnar, settantenne che abita tra le montagne norvegesi assieme alla sorella Oddny. “Una piccola storia che – si legge nel verbale della giuria internazionale composta da Mario Casella, Albert Galindo Mallol, Sandro Gastinelli, Martin Kaufmann, Marzia Pellegrino, Karmen Tomšic, Grzegorz Zariczny – ci parla di grandi valori: la convivenza, l’armonia e la simbiosi con la Natura, la felicità della vita contadina, l’accettazione della vecchiaia pur non rinunciando alla modernità. Il ritmo del film, camera e montaggio, si adatta al ritmo della vita dei protagonisti ed entra nel loro intimo, con rispetto e grande sensibilità. Un messaggio ottimista di un modello di vita che non logora, di una saggia semplicità”.

Lessinia d’argento per la miglior regia è stato il film a soggetto “Las niñas Quispe / Le sorelle Quispe” (Cile – Francia – Argentina, 2013) di Sebastián Sepúlveda. Questa la motivazione: “Con una sceneggiatura forte, costruita con pochissimo testo, e la totale assenza di musica, il regista riesce a tratteggiare un potente ritratto psicologico delle tre protagoniste. La loro sofferenza diventa la sofferenza stessa degli spettatori. Nella vastità del paesaggio, l’unica salvezza sembra essere lo spazio chiuso della loro povera dimora e la loro scelta estrema. Un film che obbliga a riflettere sui rapporti familiari, sull’intromissione di pressioni esterne, sulla vita e sulla morte”.  La giuria internazionale ha voluto esprimere inoltre una considerazione sul futuro della rassegna cinematografica di Bosco, di cui è direttore artistico Alessandro Anderloni. “Il Film Festival della Lessinia è diventato, in Europa e nel mondo, un punto di riferimento per i film riguardanti la vita in montagna. C’è una voce che vuole raccontare queste storie e che ha bisogno di un luogo dove farlo. Senza il Film Festival della Lessinia, dove parlerà il mondo della montagna? Questo Festival è cresciuto artisticamente a livello internazionale. Auspichiamo che trovi una pari crescita finanziaria e organizzativa”.

Il Festival premiato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Nei giorni scorsi, al Film Festival della Lessinia è stato assegnato un riconoscimento speciale “per i suoi vent’anni di attività artistica viva e feconda per le nostre Terre” su segnalazione di “Log to green, sustainability vision – International program for development and certification sustainable events” e nell’ambito delle attività del “Green Drop Award”, premio collaterale dedicato all’ambiente e alla cooperazione fra i popoli istituito da Green Cross Italia e riconosciuto all’interno della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia. La premiazione si terrà giovedì 4 settembre, alle 16.30 nella Sala della Fondazione dello Spettacolo – Hotel Excelsior al Lido di Venezia nell’ambito della Mostra del cinema. Il riconoscimento sarà conferito al direttore artistico del Festival, Alessandro Anderloni, nel corso del workshop “La Green Economy per il cinema”, dove verrano segnalati casi virtuosi di attività cinematografiche atti a preservare l’ambiente e a promuovere territori, come nel caso del Film Festival veronese.

Premiato anche un film in cui si parla di pastori. Il Premio della giuria è stato consegnato a “Capo e croce, le ragioni dei pastori” (Italia, 2013) di Paolo Carboni e Marco Antonio Pani. Opera cinematografica, secondo la giuria internazionale, “che documenta lo scontro violento tra i pastori e le forze dell’ordine. È un film coraggioso, che dà voce alla lotta per la sopravvivenza del mondo rurale contro la distruttiva globalizzazione, come fosse lo scontro di Davide contro Golia. Gli autori hanno saputo compiere una notevole indagine emotiva nelle vite dei pastori, dando loro voce e presentando storie totalmente ignorate dai media. Un documentario militante che la giuria vuole premiare per il suo importante messaggio di una nuova Resistenza”.

Fonte: Film Festival della Lessinia