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Approvato il programma della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale del Veneto

Proporre e definire una “posizione veneta” matura e condivisa rispetto all’evoluzione della politica agricola dell’Unione europea (I° e II° Pilastro) dopo il 2013. E’ questo lo scopo della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale del Veneto, secondo il programma approvato dalla Giunta regionale il 27 luglio, con la deliberazione n. 1930.

L’avvio previsto per il prossimo mese di ottobre a Legnaro (PD). La Conferenza prevede un percorso guidato di approfondimento e confronto sul futuro del mondo rurale veneto, per verificare le opportunità di sviluppo del settore e le strategie “di accompagnamento” che potranno essere adottate nel periodo di programmazione 2014-2020. Il seminario di apertura, in programma il prossimo 1 ottobre a Legnaro (PD), avrà il compito di presentare i primi orientamenti dell’UE e un’agenda di possibili priorità attraverso le quali avviare la discussione sul futuro dell’agricoltura veneta. L’iniziativa, coordinata dalla Regione del Veneto, è organizzata in collaborazione con l’Azienda regionale Veneto Agricoltura e prevede il supporto dell’INEA attraverso un apposito accordo di programma.

Previsti anche cinque seminari tecnici e una consultazione on-line. L’incontro di presentazione e di lancio della Conferenza segnerà l’inizio del percorso progettato per definire e condividere con gli operatori, i principali portatori di interesse e la collettività, le priorità strategiche del sistema agricolo veneto, nel contesto delle prospettive delineate in sede comunitaria e in funzione del programma di governo della Regione. Dopo la giornata di apertura, sono previsti cinque seminari tematici, ciascuno dei quali affronterà una delle specifiche priorità emergenti: 8 ottobre (Innovazione, informazione e filiera della conoscenza); 22 ottobre (Globalizzazione dei mercati e nuovi strumenti d’intervento); 5 novembre (Sistemi agricoli e forestali, ambiente e produzione di beni pubblici); 19 novembre (Qualità dei prodotti e sostenibilità); 3 dicembre (Governance e federalismo per l’agricoltura e le aree rurali). In parallelo ai seminari tematici verrà avviata anche una consultazione “on-line” aperta a tutti coloro che vorranno presentare contributi e proposte per delineare e definire l’Agenda delle priorità strategiche per il sistema agricolo, forestale e rurale del Veneto, che sarà l’oggetto della Conferenza nell’ambito del congresso finale previsto a febbraio 2011.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Pomodoro al Sud: crescono disagi e tensioni nelle campagne, chiesto l’intervento dei prefetti

Il perdurare dei ritardi nelle consegne e delle penalizzazioni della qualità della produzione del pomodoro hanno fatto ulteriormente crescere lo stato di allarme tra  i produttori che chiedono il rispetto dei contratti. Lo sottolinea Confagricoltura che fa presente come “le fortissime tensioni in atto rendono la situazione estremamente critica, tant’è è stato chiesto l’intervento dei Prefetti interessati”.

Rischio forti reazioni dei produttori. “La coltivazione del pomodoro rappresenta un spaccato importante per molte aree del Mezzogiorno ed è a rischio, oltre che un segmento dell’economia agricola, la tenuta delle relazioni e dei rapporti sul territorio – pone in evidenza Confagricoltura -. Se le operazioni di trasformazione del pomodoro non andranno velocemente a pieno ritmo le perdite economiche saranno altissime e di conseguenza anche le reazioni dei produttori”.

Circolare Agea: primo passo importante ma insufficiente. Dice Confagricoltura: “La recente  circolare Agea che prevede che il mancato rispetto delle previsioni contrattuali da parte delle industrie di trasformazione venga sanzionato duramente sin da questa campagna rappresenta un primo segnale importante, al quale speriamo si aggiungano gli opportuni ulteriori interventi istituzionali”. Confagricoltura ricorda infine che “i tempi per ripristinare un quadro accettabile sono ristrettissimi; sono in discussione ingenti investimenti e tante giornate di lavoro”.

(fonte Confagricoltura)

Giovani imprenditori: spopola l’“Erasmus agricolo”

Andare da 1 a 6 mesi in un’azienda agricola europea, oppure ospitare  nella propria qualche giovane imprenditore “in erba” straniero. Questo format, grazie ad un processo virtuoso di passaparola, attivato spontaneamente anche sui principali social network del web, sta facendo decollare il progetto. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che sottolinea come stia prendendo molto piede l’iniziativa voluta dall’Unione Europea e denominata “Eye”, ovvero “Erasmus per i giovani imprenditori”.

Per gli stranieri, voglia di scoprire il made in Italy rurale. Si tratta -afferma la Cia- di una formula ben riuscita finalizzata a creare relazioni costruttive tra centinaia di giovani imprenditori europei. Il programma si rivolge a giovani imprenditori (ovvero ad imprenditori in essere da meno di 3 anni) e a nuovi imprenditori (quindi coloro che aspirano a diventarlo). Non solo. Il programma si rivolge anche ad imprese avviate e con esperienza che scelgono di partecipare in qualità di aziende ospitanti. L’“Eye” offre la possibilità ai giovani/nuovi imprenditori di trascorrere un periodo di lavoro, presso un’azienda di successo, in uno dei 27 Paesi dell’Unione Europea, inclusi i nuovi stati membri. Le aziende del comparto vitivinicolo italiano -evidenzia la Cia- sono in testa alle liste di preferenza degli stranieri, ma vanno molto forte anche gli agriturismi e le aziende multifunzionali. I giovani sono attratti dalla curiosità di scoprire le alchimie che portano al successo del “made in Italy rurale”.

Per gli italiani, desiderio di attivare link utili a “costo zero”. Gli italiani, invece, scelgono prevalentemente di essere ospitati in aziende del Nord Europa, ma l’Est sta diventando un orizzonte appetito, in particolare per attivare sinergie per nuovi business nel settore zootecnico e del “turismo verde”. Come organizzazione agricola -prosegue la Cia- monitoriamo costantemente questo progetto, perché è una grande e costruttiva opportunità che ci permette di analizzare le aspettative e le tendenze dei giovani imprenditori. Non ci limitiamo a questo: suggeriamo le mete degli scambi, con criteri precisi e utili. Altro aspetto da non snobbare è quello legato al portafoglio. Difficilmente i giovani riescono a fare esperienze del genere a “costo zero”: con questo “Erasmus” ciò, invece, avviene. La Commissione Europea ha infatti stanziato delle borse di studio per supportare economicamente gli imprenditori in partenza durante il periodo di permanenza nell’azienda del paese prescelto.

Borse di studio ancora disponibili. Il programma -conclude la Cia- viene curato dal nostro ufficio di Rappresentanza a Bruxelles. Scrivendo all’indirizzo cia.bxl@skynet.be è possibile ricevere supporto e maggiori informazioni sull’iniziativa, mentre per partecipare occorre iscriversi on-line al sito. Sono ancora disponibili borse di studio per imprenditori che intendano trascorrere un periodo all’estero ed intendano farlo entro giugno 2011.

(fonte Cia)

Siglato accordo interprofessionale patate da industria

E’ stato siglato nei giorni scorsi dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan l’accordo interprofessionale per la campagna 2010 sulle patate destinate alla trasformazione industriale. Lo annuncia la Cia, Confederazione italiana agricoltori, che ne ”rileva l’importanza”. L’obiettivo di trasformazione e’ stato fissato dalle parti in 170.000 tonnellate di patate e la stipula dei contratti avverra’ utilizzando il modello unico di contratto, allegato all’Accordo interprofessionale che utilizza la modalita’ della vendita diretta”.

”Tale accordo – afferma la Cia – e’ stato firmato dalle Unioni nazionali delle associazioni pataticole Unapa ed Italpatate, da una parte, e dall’Aiipa, Anicav, Fedagri e Agci in rappresentanza delle industrie di trasformazione, dall’altra, con l’assistenza delle organizzazioni agricole professionali e riguarda la terza annualita’ del programma poliennale 2008-2011. Viene cosi’ riconfermata -sottolinea la Cia- la collaborazione di tutta la filiera nell’assicurare al comparto nazionale pataticolo un modello organizzativo che premia alti standard qualitativi uniti a strumenti efficaci di tracciabilita’, ottimizzando sia il settore della produzione che quello della trasformazione del prodotto”.

(fonte Asca)

Blitz anti-Ogm a Pordenone, i pareri del governatore del Veneto Zaia e del ministro delle Politiche agricole Galan

Una settantina di aderenti ai gruppi ‘no blobal’ ha abbattuto ieri mattina un campo di mais di proprieta’ di Giorgio Fidenato, a Vivaro (Pordenone). E’ uno dei due campi di Fidenato che si presume geneticamente modificato. Il blitz e’ scattato poco dopo mezzogiorno. I giovani, tutti in tuta bianca, sono entrati nel campo e hanno calpestato le piantine radendole praticamente al suolo. Carabinieri e Polizia stanno ora identificando i partecipanti all’azione dimostrativa.

Il parere di Zaia: ripristinata la legalità. “Da quanto si apprende da fonti giornalistiche – ha commentato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia rispetto all’azione dei no blobal -, nei campi del Friuli Venezia Giulia è stata ripristinata la legalità. Abnorme era la situazione di Vivaro, in cui vi era una coltivazione di mais Ogm assolutamente illegale. Non è possibile pensare di introdurre arbitrariamente organismi geneticamente modificati in Italia senza che questo non inneschi le proteste, sacrosante, di tutti coloro che hanno a cuore la nostra agricoltura e la biodiversità, che ne è cardine fondamentale. Ci sono delle regole che vanno rispettate, e bisogna far capire alle multinazionali che nel nostro Paese non si possono introdurre coltivazioni Frankenstein senza autorizzazione.” “Da tempo – ha continuato Zaia – molte fonti annunciavano che nei campi friulani c’era una coltivazione Ogm. E, dunque, che si stava consumando un reato. Ecco perché continua a sorprendermi il grande clamore attorno al cosiddetto principio di legalità. Si sta parlando di Ogm, e dobbiamo prendere atto che molte fonti, fra cui gli stessi che avevano provveduto alla semina, dichiaravano distrutti quei campi, seminati invece tuttora con mais transgenico. Illegalità su illegalità, dunque.” “Ricordo che la provincia di Pordenone si trova in Italia – ha concluso Zaia -, e che la semina arbitraria del mais Ogm è illegale ovunque nel nostro Paese. Più volte, in queste settimane, avevo chiesto il ripristino della legalità alle autorità competenti, che avrebbero dovuto provvedere a distruggere quanto è vietato seminare. Ieri, al posto delle autorità, sono intervenuti alcuni ambientalisti che, con ogni probabilità, lo hanno fatto commettendo un atto discutibile. Ma sarebbe sbagliato confondere fatti e principi. L’esistenza di una semina illegale, che certamente avrebbe contaminato i campi vicini, andava condannata con fermezza. E, soprattutto, dovevano essere presi provvedimenti concreti a seguito della condanna, non lasciando tale responsabilità ad alcuni cittadini, i quali hanno compiuto un gesto criticabile la cui causa è però in capo alle istituzioni di uno Stato di diritto.” “In assenza di condanna e di atti conseguenti, si dovrebbe concludere che chi sapeva e non ha agito era correo in un evento certamente illegale. È comprensibile che quando un cittadino assiste a un reato voglia intervenire per impedirlo. Negarlo sarebbe come dire che non si dovrebbe muovere un dito mentre vediamo compiere una rapina in banca.”

Il parere di Galan: “squadristi”. Opposto il parere di Giancarlo Galan, che con Zaia si è scambiato la poltrona di Ministro delle politiche agricole: «Si è trattato di un’azione squadristica della peggior specie, da condannare in ogni senso. Ogni cittadino italiano, soprattutto in casi del genere, è tenuto a rispettare leggi e regole proprie di ogni civile convivenza».

(Fonte Ansa/Regione Veneto)

23 e 30 agosto 2010: scadono i bandi indetti dai Gal Polesani rivolti agli agricoltori

Francesco Peratello, presidente Gal Delta Po

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Scade il 23 agosto 2010 il termine per il bando relativo alla Misura 311 Azione 3 “Incentivazione della produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili”, pubblicato sul Bollettino della Regione del 9 luglio 2010 dei Gal polesani Delta Po e Adige. Il bando è rivolto agli agricoltori, così come definiti dal regolamento (CE) n. 73/2009, che realizzeranno investimenti per la produzione e vendita di energia elettrica e/o termica e per la lavorazione e trasformazione della biomassa destinata alla produzione di energia.

Ancora fonti rinnovabili e sviluppo microimpresa. Il 30 agosto 2010, invece, scadranno i termini per la presentazione delle domande relative ai bandi del Programma di Sviluppo Locale (PSL), nell’ambito dell’Asse IV Leader del PSR del Veneto inerenti la “Creazione e sviluppo di microimprese”  (Misura 312 Azione 1), e “Creazione e ammodernamento di microimprese orientate allo sfruttamento delle energie rinnovabili” (Misura 312 Azione 2).

Entro il 2014, investimenti nel territorio polesano per oltre 18 milioni di euro. Con questi due bandi, i GAL polesani mettono a disposizione del territorio 1.200.000 euro di contributo pubblico, che si vanno ad aggiungere ai 2.830.000 euro, messi a disposizione con i tre bandi precedenti, per complessivi oltre 4 milioni di euro. Con il programma di sviluppo locale si vuole aumentare la competitività, la qualità, la distintività del territorio, dell’ambiente e delle sue produzioni, elementi chiave per rafforzare la capacità delterritorio di agire e contrastare la crisi economica attraverso la valorizzazione delle eccellenti e peculiari risorse di cui dispone. Questo obiettivo verrà concretizzato proprio attraverso le risorse del Leader dei due Gal polesani, che attiveranno fino al 2014 investimenti locali per oltre 18 milioni di euro sul territorio di competenza, da utilizzare in maniera sinergica con gli altri strumenti che l’Unione Europea ha messo a disposizione per il territorio.

(fonte Gal Delta Po)

Nasce Unci-Coldiretti, l’associazione delle cooperative “made in Veneto”

Una cordata di 60 cooperative ha dato vita all’UNCI COLDIRETTI Veneto, l’associazione del mondo cooperativo nata con la precisa volontà di valorizzare la produzione agroalimentare prodotta e trasformata nello stesso territorio d’origine. Una novità nel panorama della cooperazione agroalimentare regionale frutto della sinergia nazionale tra Coldiretti e Unci (ente che raggruppa le strutture agricole e di trasformazione agro-industriale).

Le cariche dirigenziali della neo-associazione. A pochi mesi dalla formalizzazione dell’accordo e completati gli insediamenti provinciali, con l’assemblea convocata venerdi 23 luglio scorso a cui ha partecipato il presidente della Coldiretti Veneto Giorgio Piazza, il commissario costituente Luca Saba, il presidente nazionale di UNCI Paolo Galligioni il nuovo sistema cooperativo è di fatto pienamente operativo. Definite anche le cariche dirigenziali: a guidare UNCI-Coldiretti Veneto sarà Francesco Zoia allevatore padovano con il supporto alla segreteria di Pier Andrea Odorizzi. Vicepresidenti Damiano Giacometti e Luciana Chioatto. Consiglieri: Silvio Beghini, Giovanni Baù, Nazzareno Gerolimetto, Silvano Dal Paos , Patrizio Liviero, Valerio Bonato e Giorgio Vicentini.

Garantire un reddito adeguato agli agricoltori e acquisti convenienti ai consumatori. “Unci Coldiretti Veneto – sottolinea il neo-Presidente Francesco Zoia – abbraccia appieno l’idea di dar vita ad “una filiera agricola tutta italiana, firmata, dagli stessi agricoltori”, che renda visibile e riconoscibile l’italianità nei confronti del consumatore e distingua l’intero prodotto agricolo autenticamente Made in Italy, basandosi sulla trasparenza, sulla identificazione dell’origine in etichetta, sulla valorizzazione delle distintività territoriali, delle tradizioni e delle specificità locali: sono questi gli elementi chiave per arginare lo strapotere della grande distribuzione ed il meccanismo delle vendite sotto costo, che stanno provocando effetti devastanti sul tessuto imprenditoriale e sul potere d’acquisto dei consumatori”. “Tra gli scopi di Unci-Coldiretti – ricorda Zoia – spiccano il consolidamento e lo sviluppo della cooperazione agricola e della trasformazione agroindustriale in tutte le sue forme avvalendosi anche delle strutture territoriali di Unci e di Coldiretti, senza dimenticare, l’assistenza, la rappresentanza e la tutela degli organismi associati”.

(fonte Coldiretti Veneto)

Agricoltura in Veneto: rivoluzione in atto

Franco Manzato, assessore all'Agricoltura Regione Veneto

Rivoluzione in sei mosse per il primario. Sono quelle che l’assessore veneto all’agricoltura, Franco Manzato, ha fatto approvare nell’ultima seduta della Giunta regionale. “E siamo solo a metà del percorso che consentirà nei prossimi mesi di dare a questo settore un’organizzazione totalmente nuova – ha precisato Manzato – attraverso la quale puntiamo a raggiungere un grande obiettivo: incrementare il reddito delle imprese”. Queste, in sintesi, le linee di intervento che compongono il piano strategico di riorganizzazione dell’agricoltura veneta.

Creazione dello Sportello Unico Agicolo, attraverso la fusione degli Ispettorati Provinciali Agrari territoriali con l’Avepa, l’Agenzia veneta pagamenti: una soluzione che consente di  razionalizzare l’uso delle sedi, con un risparmio di circa 900 mila euro l’anno. “Ma soprattutto – ha puntualizzato l’assessore – un’innovazione che consentirà alle imprese agricole di avere un unico interlocutore di riferimento per le proprie istanze e per i procedimenti amministrativi, con un notevole snellimento delle procedure burocratiche e una maggior velocità delle attività istruttorie”.

Ricostruzione dei vertici dell’Avepa per migliorarne l’efficienza e la qualità del servizio. “Abbiamo provveduto ad attribuire i nuovi incarichi di dirigenza – ha spiegato Manzato – guardando, oltre che alla professionalità delle persone, alla loro capacità di intrattenere un rapporto costruttivo con gli operatori, attraverso il dialogo e la disponibilità ad affrontare i problemi del settore, stando, per così dire, dalla loro parte”.

Definizione di un piano e di un pool per la semplificazione, “al fine di eliminare l’inutile burocrazia – ha affermato l’assessore – rendere comprensibile l’azione degli enti pubblici, sopprimere regole inutili, riorganizzare gli apparati, introdurre nuove tecnologie e metodologie capaci di snellire le procedure. Assicureremo così evidenti benefici agli imprenditori, oggi costretti a sacrificare più del 20% del proprio tempo di lavoro nel disbrigo di attività farraginose e spesso improduttive”.

Creazione del tavolo di coordinamento dei controlli, concentrando in unico soggetto l’attività di verifica e pervenendo a un “registro unico” dei controlli, razionalizzando i costi ma soprattutto proponendo un interlocutore unico ai produttori.

Avvio del tavolo di ricerca e innovazione, per razionalizzare l’attività in quest’ambito, “utilizzando meglio le risorse regionali – ha evidenziato Manzato – finalizzandole in particolare alla competitività delle imprese”.

Istituzione di un concorso di idee per premiare le aziende che propongono progetti innovativi relativi alle sette diverse filiere agroalimentari, riducendo i costi di produzione e incrementando il reddito aziendale.

Veneto, primo in Italia per presenze turistiche anche grazie ai prodotti della terra. “Il settore primario impegna meno dell’1% del bilancio regionale, ma la sua importanza va ben al di là di questo dato percentuale – ha concluso Manzato –. E’ difficilmente calcolabile, infatti, quanto le politiche agricole influenzino complessivamente l’economia, il sistema sociale e produttivo del Veneto: basti pensare alle azioni in materia di salvaguardia del territorio, di mantenimento delle caratteristiche identitarie degli ambiti rurali, di valorizzazione delle produzioni agricole tipiche, di propulsione nei confronti di altri comparti, quale soprattutto l’industria dell’ospitalità, che anche in forza della straordinaria qualità dei prodotti della nostra terra, si è sviluppata al punto da collocare il Veneto al primo posto tra le regioni italiane per numero di presenze turistiche. E ora si apre un nuovo capitolo”.

(fonte Regione Veneto)

Chiusa in positivo la stagione del radicchio precoce di Chioggia. E Boscolo scrive al ministro Galan.

La campagna del radicchio rosso precoce primaverile di Chioggia si è conclusa totalizzando, in poco più di due mesi, circa 62 mila quintali di conferimenti alla centrale di Brondolo. «E’ un discreto risultato – commenta Giuseppe Boscolo, presidente dell’ortomercato – dato che, per la prima volta dopo oltre un decennio, miglioriamo il risultato produttivo rispetto l’anno precedente. Un’inversione di tendenza che ci auguriamo si confermi anche per la produzione del radicchio autunno-invernale che inizierà a settembre».

Chioggia Ortomercato del Veneto

A Brondolo si forma il prezzo d’origine del radicchio di Chioggia. Il radicchio primaverile si coltiva esclusivamente negli orti litoranei di Chioggia e Rosolina, nel cui ambiente pedoclimatico favorevole gli ortolani sono riusciti a selezionare piante particolarmente precoci. «Il nostro è l’unico mercato alla produzione in Italia dove si può trovare questo radicchio – spiega Boscolo – ed è qui che si forma il prezzo all’origine del radicchio di Chioggia. Per questo abbiamo scritto in questi giorni al ministro per le politiche agricole, Giancarlo Galan, proponendoci come fonte informativa autentica per il servizio “Sms consumatori, che fornisce tramite messaggini sul cellulare i prezzi dei principali prodotti agro-alimentari. Abbiamo infatti riscontrato che quanto riportato nel sito del ministero e inviato ai telefonini dei consumatori è nettamente superiore al nostro dato reale».

Giuseppe Boscolo, presidente Chioggia Ortomercato del Veneto

Caro Galan ti scrivo: Brondolo fonte autentica dei prezzi per i consumatori. Scrive Giuseppe Boscolo al ministro Galan: “In qualità di presidente della società Chioggia Ortomercato del Veneto e di produttore di radicchio, mi permetto di segnalarle che, a mio parere, sia i prezzi all’origine riportati nel sito “SMS Consumatori” che quelli inviati al cellulare tramite il numero “47947”, non riferiscono le esatte quotazioni mercantili di questa orticola. A titolo di esempio le riporto quanto indicava il 29 maggio 2010 il servizio SMS per il “nostro” radicchio, in euro/kg: Origine 1,11 – Ingrosso 2,15 – Vendita Nord 2,70, Centro 3,00, Sud 3,15. La media delle quotazioni dei circa ottomila quintali di radicchio di Chioggia conferiti nel nostro mercato nella stessa settimana si è attestata a 0,72 euro/kg, quindi il 35% in meno. Ciò comporta che nei passaggi dall’origine, all’ingrosso, fino al dettaglio, il prezzo non risulti moltiplicato, rispettivamente, per due e per tre volte, bensì per tre e per quattro volte. Medesimo discorso potrebbe essere fatto per la carota (altra orticola la cui raccolta in quel periodo è appannaggio delle nostre aree orticole), per la quale, nella stessa data (con circa 23.000 accessi tra i prodotti più ricercati del sito), la quotazione all’origine era data a 0,34 euro/kg, a fronte degli 0,11 euro/kg effettivamente spuntati dal produttore. Tali informazioni, inesatte a mio avviso, penalizzano sia i produttori, ai quali viene attribuito un reddito che non hanno (il costo di produzione, franco azienda, del radicchio precoce arriva fino ai 70-80 centesimi al chilo), sia i consumatori, i quali, aprendo i loro portafogli, possono essere portati a ritenere di pagare anche una soddisfacente remunerazione al “contadino” che produce questo radicchio “così prezioso”. Quanto sin qui premesso, chiedo cortesemente che il Mercato Orticolo di Chioggia venga al più presto inserito tra le fonti informative di Codesto Ministero, di Ismea e Infomercati, con i quali la società Chioggia Ortomercato del Veneto è interessata ad instaurare un dialogo collaborativo”.

Cipolla bianca protagonista del piatto tipico "sarde in saor"

Campagna pro cipolla bianca. Finito il radicchio precoce, in questo periodo non sta arrivando molta merce nei padiglioni della centrale: finora un migliaio di quintali di cipolla bianca e qualche partita di erbette (rape) rosse. «Stiamo cercando di sensibilizzare gli ortolani – conclude il presidente della società di gestione – a riprendere la coltivazione ed il conferimento di alcuni degli ortaggi che un tempo erano molto conosciuti ed apprezzati, come la cipolla bianca, per la quale pensiamo ci possano essere prospettive di nuova valorizzazione abbinata alle sardine dell’Alto Adriatico nel tipico piatto del “saòr”.Recentemente con Confartigianato ed Ascom abbiamo presentato il marchioRete dei Sapori”, che caratterizzerà una serie di iniziative di promozione dei prodotti locali, coinvolgendo l’intera filiera agroalimentare del territorio, dal produttore a chi si occupa del processo di trasformazione, dal rivenditore fino al consumatore finale».

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

Aziende agricole: pubblicato decreto concessione fondi

Lo scorso 8 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 maggio 2010 con il quale si autorizza la concessione di fondi di importo fino a 15.000 euro in favore delle aziende agricole italiane, senza obbligo della preventiva notifica alla Commissione europea.

In vigore fino al 31/12/2010. La misura, approvata con decisione comunitaria del 1 febbraio 2010, n. C (2010) 715, rimane in vigore fino al 31 dicembre 2010. Dopo tale data, a meno di eventuali proroghe da parte della Commissione europea, l’importo massimo dell’aiuto erogabile senza preventiva notifica torna al livello originario, pari a 7.500 euro per azienda. ”Questo provvedimento era particolarmente atteso dal settore agricolo, soprattutto in un momento simile, fortemente contrassegnato dalla crisi economica, e costituisce un segnale positivo poiche’ permette di fare interventi mirati. Non si tratta quindi di un nuovo stanziamento, ma di una sorta di autorizzazione preventiva alla concessione di contributi” – così ha commentato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

(fonte Asca)