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Domenica 9 ottobre 155 fattorie didattiche in Veneto visitabili gratuitamente su prenotazione

1332-2016-locandina-fattorie-didattiche-aperteSono 155 le aziende agricole e agrituristiche in tutto il Veneto che hanno aderito alla 14.a edizione della “Giornata aperta delle Fattorie Didattiche”, la manifestazione promossa dalla Regione in collaborazione con le organizzazioni professionali del settore, che si svolgerà domenica prossima 9 ottobre.

Coinvolte le scuole. “Lo scopo di questo popolare appuntamento è quello di valorizzare l’economia locale e le produzioni tipiche, creando una rete di relazioni fra agricoltori e giovani cittadini, attraverso la preziosa mediazione del mondo della scuola”, spiega l’assessore regionale al Turismo e alla Promozione, Federico Caner.

1332-2016-locandina-raccontiamo-la-salute-con-4-aLa scuola, infatti, è protagonista anche del progetto collegato a quello delle fattorie didattiche, “Raccontiamo la Salute con 4 A”, un’iniziativa rivolta a tutte le classi delle scuole primarie del Veneto che, approfondendo e interpretando i temi dell’agricoltura, ambiente, alimentazione e attività motoria, sono invitate a ideare un breve racconto a disegni per un cartone animato (gli insegnanti che intendono partecipare devono dare la propria adesione entro il 22 ottobre 2016).

Visite gratuite su prenotazione. “Le nostre fattorie hanno dimostrato in questi anni di saper essere anche luoghi di educazione, da quella alimentare a quella ambientale. Il successo di questa manifestazione lo si deve in gran parte alla sensibilità, alla passione e alla lungimiranza degli imprenditori agricoli, molti dei quali sono giovani, che hanno capito l’importanza di far conoscere la loro esperienza di vita e di lavoro in una logica più formativa che promozionale. Un impegno che considero un investimento prezioso per loro stessi e per la comunità”, conclude Caner. Le visite didattiche sono gratuite, ma è obbligatoria la prenotazione presso la fattoria prescelta: l’elenco completo delle fattorie partecipanti e maggiori informazioni sull’iniziativa si possono ottenere consultando il sito della Regione oppure alla pagina Facebook .

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

“Blue Tongue”, controlli veterinari negli alpeggi vicentini in vista della Transumanza

220px-bluetongue_virusCon settembre, inizia il rientro del bestiame dall’alpeggio ed i Servizi Veterinari e di Sicurezza alimentare della Regione Veneto stanno intensificando i controlli per prevenire la diffusione della ‘blue tongue’, la febbre catarrale maligna che colpisce capi bovini e ovicaprini con esiti letali per questi ultimi.

Periodo di feste. Il piano di monitoraggio straordinario, avviato ad agosto negli alpeggi del Bellunese, in questi giorni è stato esteso agli alpeggi vicentini per escludere la circolazione del virus nelle mandrie che si apprestano a rientrare in pianura. Sono, infatti, questi i giorni della ‘demonticazione’, che fa mobilitare centinaia di bovini dai pascoli di montagna alle stalle di pianura (tra le più imponenti, ricordiamo quella di Bressanvido). 

I casi sinora in Veneto. Secondo quanto rilevato dalla Rete di sorveglianza epidemiologica dei Servizi veterinari regionali, nella nostra regione si sono registrati 20 casi di animali infetti nelle province di Belluno e Treviso (le prime ad essere colpite) e 2 nella provincia di Vicenza. Dopo i primi provvedimenti di ‘restrizione’ che hanno circoscritto le aree interessate dai focolai, impedendo qualunque movimentazione degli animali, la Regione Veneto ha predisposto e inviato al Ministero della salute, il piano di vaccinazioni obbligatorie per gli ovicaprini (100 mila capi tra Vicenza, Treviso e Belluno) con spesa a carico del bilancio regionale. Le vaccinazioni per i bovini che devono spostarsi dalle ‘zone di restrizione’ sono, invece, a carico del proprietario. In attesa dell’approvazione ministeriale del piano vaccinale, i veterinari della Regione hanno provveduto a vaccinare pecore e capre nel Bellunese, là dove si sono verificati il maggior numero di focolai e di capi contagiati, al fine di garantire il benessere animale e la sopravvivenza delle greggi. In sinergia con l’Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie e con la collaborazione delle organizzazioni professionali degli allevatori, proseguono, quindi, i controlli clinici settimanali negli allevamenti, i prelievi di sangue e di siero a campione e i controlli sul latte, oltre al posizionamento di trappole entomologiche nelle aree a maggior rischio di diffusione per monitorare la circolazione virale.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

4 settembre 2016, si snoda tra ville e abbazie il tour in bici proposto nel Padovano nell’ambito de “Le domeniche di Agricycle”

Bici Po di GoroApproda all’agriturismo La Buona Terra di Cervarese Santa Croce, in provincia di Padova, la rassegna “Le domeniche di Agricycle”, iniziativa promossa da Agriturist Veneto, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura Veneto, per valorizzare la bellezza del paesaggio regionale e la varietà dei suoi prodotti.

La rassegna è un viaggio a cavallo tra cultura, natura, sport ed enogastronomia da percorrere in bicicletta, mezzo ideale per conoscere angoli nascosti tra il fiume e la campagna o suggestivi scorci collinari, città murate e ville venete. Il programma prevede cinque giornate negli agriturismi veneti, suddivise in due parti. La prima consiste in un’escursione guidata in bicicletta, facile e adatta a tutti, alla scoperta dei luoghi circostanti e di siti culturali di particolare rilievo. La seconda parte  è dedicata alla degustazione dei prodotti degli agriturismi. Il biglietto di partecipazione è di 10 euro per gli adulti e di 5 per i bambini, comprendente la visita guidata ai siti culturali, la guida all’escursione e lo spuntino.

Domenica 4 settembre alle 9.30 l’agriturismo La Buona Terra propone un’escursione di 20 chilometri dal titolo “Tra ville e abbazie”. Si pedalerà nell’incantevole paesaggio dei Colli Euganei, tutto su pista ciclabile, con prima tappa a Luvigliano di Torreglia, dove si visiterà la cinquecentesca Villa dei Vescovi, con gli affreschi che decorano le stanze e le logge. Si proseguirà quindi fino a Teolo, con visita alla maestosa Abbazia di Praglia che risale all’undicesimo secolo. Ultima tappa a Rovolon, a villa Frassanelle e al suo parco, per concludere quindi con una degustazione di prodotti dell’agriturismo e vini locali. Informazioni: 049 9915497 o info@labuonaterrabio.it

Ultimo appuntamento in ottobre. La rassegna si chiuderà domenica 2 ottobre all’agriturismo La Pila di Villa Bartolomea, in provincia di Verona, con “Eductour”, evento pensato per presentare a tour operator, istituzioni e stampa Agricycle Veneto, progetto di Agriturist che promuove gli agriturismi accomunati dalla passione per la bicicletta, con servizi mirati ai cicloturisti come i ricoveri per le bici, l’officina con attrezzi, la colazione energetica, mappe e consigli per itinerari. In Italia il settore del cicloturismo è in costante crescita: secondo l’Agenzia nazionale del turismo-Enit la potenzialità a livello nazionale è di 3,2 miliardi di euro di fatturato annui. In Veneto ci sono oltre mille chilometri di piste tabellate.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

 

7 agosto 2016, sul Monte Grappa traguardo storico per la festa dedicata ai formaggi di malga: in 20 anni Morlacco e Bastardo salvati dall’estinzione

13663491_10208946374249959_695905477_oVenti anni fa gli alpeggi del Monte Grappa rischiavano l’abbandono. Malghe che chiudevano, che smettevano di realizzare i formaggi tradizionali, malghesi senza ricambio generazionale, alle prese con la burocrazia che impediva loro l’unica forma di sussistenza, la caseificazione dei formaggi tipici del Massiccio, il Morlacco e il Bastardo di malga. Se in vent’anni la situazione è cambiata, con 20 malghe oggi attive d’estate tra i 1.200 e i 1.500 metri tra le province di Treviso e Vicenza, lo si deve anche alla Rassegna dedicata ai Formaggi del Grappa, che domenica 7 agosto 2016 a Malga Campo Croce (poco sotto Cima Grappa, in territorio di Borso) festeggia il traguardo dei venti anni.

_MAD5540Una festa che fa da volano alla vendita dei prodotti caseari. Oggi le malghe del Grappa producono, tra giugno e settembre, circa 850mila litri di latte di altissima qualità che trasformano in 92mila chilogrammi di formaggi d’alpeggio dalle caratteristiche organolettiche uniche.  La Rassegna, organizzata da A.Pro.La.V. l’Associazione Produttori Latte del Veneto, con il sostegno della Camera di Commercio di Treviso e Belluno e il patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, della Regione Veneto, della Provincia di Treviso e del Comune di Borso, è un festa ma anche il volano per la promozione di formaggi tradizionali di qualità superiore, la tutela della biodiversità (quella microbica che rende ciascun formaggio di malga unico e inimitabile), oltre alla salvaguardia dell’ambiente attraverso il mantenimento degli alpeggi. “Attraverso la formula del concorso – spiega il presidente A.Pro.La.V., Terenzio Borga –  si è contribuito, di anno in anno, a migliorare la produzione casearia tradizionale del Grappa, preservando due formaggi che altrimenti rischiavano l’estinzione: da un lato il Bastardo, dall’altro il Morlacco di Malga (presidio Slow Food). Ma questo risultato – permettete il ringraziamento- lo si deve a due persone che venti anni fa hanno lottato con le istituzioni, consentendo che la produzione riprendesse. Sono Bruno Bernardi e Mario Innocente di ONAF: se oggi possiamo mangiare questi formaggi lo dobbiamo anche alla grande passione di queste due persone”.

_MAD5715Il Morlacco di Malga rimane un’eccellenza per pochi intenditori disposti a salire in quota per acquistarlo: “La vendita è diretta da malghese a consumatore – ricorda Bernardi – perciò chi vuole gustare questi formaggi unici deve fare la “fatica” di venire in questi alpeggi splendidi, sapendo di portare a casa prodotti straordinari e di contribuire a preservare un lavoro nobile e a salvaguardare questa montagna. Ora è il momento perfetto, anche grazie ad un giugno piovoso, la produzione di latte è stata buona, e dopo la stagionatura, si trovano formaggi di grande qualità”. Domenica sarà inoltre tagliata la prima forma di Montasio di Malga prodotta in provincia di Treviso. Un formaggio DOP che nasce dalle Pianezze, precisamente da Malga Budui (1.220 mt), stagionato due mesi.

Programma. Nell’ampio pianoro immerso nel verde che si apre a Malga Campocroce (salita da Semonzo) si terranno la mostra con degustazioni e i concorsi dedicati a Morlacco e Bastardo, in assaggio anche numerosi altri formaggi provenienti dal Triveneto, nonché formaggi affinati tra fieni ed erbe dai profumi inebrianti. Per il terzo anno la rassegna si apre anche al panorama nazionale ospitando il concorso Formaggi di Malga italiani in collaborazione con ONAF: 32 i formaggi in competizione, provenienti da 6 regioni italiane. Ospite d’onore per un gemellaggio tra presìdi Slow Food, il Bagòss, un formaggio delle montagne bresciane che però parla veneto, almeno nella sua storia. I veneziani lo chiamavo “l’oro” in tavola per il colore giallo conferito dallo zafferano, che arrivava nel paese di Bagolino (BS) proprio da quella capitale della Serenissima che aveva il monopolio delle spezie. Non mancheranno anche i formaggi DOP del Veneto quali Asiago, Casatella Trevigiana, Montasio, Monte Veronese, Grana Padano, Piave Provolone Valpadana e Mozzarella STG.

Concorso fotografico. Oltre ai malghesi, premi anche per gli amanti del Massiccio che, da tutto il Veneto, hanno partecipato al primo concorso fotografico “Il Grappa tra storia, cultura, natura e tradizione” contribuendo a realizzare la bella mostra visitabile a Campo Croce. A seguire, l’apertura dello stand gastronomico curato dal Gruppo Alpini di Borso, alle 15:00 lo spettacolo del gruppo folkloristico “I Ruzzantini Pavani” e alle 16 la lavorazione in diretta del formaggio Morlacco del Grappa. Per tutta la durata della manifestazione, dal mattino fino alle 18, sarà attiva la mostra mercato con stand che ospiteranno produzioni tipiche. Come arrivare. Per raggiungere la località Campo Croce, partite da Semonzo del Grappa (TV) e seguite le indicazioni per le Malghe. Proseguire dopo il ventesimo tornante oltre le gallerie nella roccia.

Rassegna gastronomica. Dal 5 al 7 agosto, nei ristoranti, trattorie e agriturismi del Grappa si potranno degustare menù che vedranno protagonisti i formaggi tipici locali, grazie alla rassegna “A Tavola con il morlacco e il bastardo”. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il consorzio di promozione Vivere il Grappa. I locali aderenti: L’Antica Abbazia – Via Cenghia, 82, Semonzo di Borso del Grappa (TV) – Tel. 0423 561150; Dalla Mena – Via Santa Felicita, 14, Romano d’Ezzelino (VI) – Tel. 0424 36481; Al Pioppetto – Via Gregorio Barbarigo, 13, Romano d’Ezzelino – Loc. Sacro Cuore (VI) – Tel. 0424 570502; Trattoria alla Posta – Via Viei,13, Borso del Grappa (TV) – Tel. 0423 910474; Garden Relais – Via Caose, 22, Semonzo di Borso del Grappa (TV) – Tel. 0423 91085; Locanda Montegrappa – Via Montegrappa, 2, Borso del Grappa (TV) – Tel. 0423 561113; Agriturismo Da Andreina – Via Duca, 11, Sant’Eulalia di Borso del Grappa (TV) – Tel. 329 4156903; Agriturismo Da Gabriele – Via Cassanego, 4, Borso del Grappa (TV) – Tel. 333 6144758.

Fonte: Servizio Stampa Aprolav

5-7 agosto 2016, anche vini Bio alla 13^ edizione di Calici di Stelle a Villa Beatrice a Baone (Pd)

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da sx Giorgio Salvan, Vanessa Trevisan (sindaco di Vo), Stefano Ambrosi (consigliere di Cinto Euganeo e rappresentante Pro Loco), Maria Elena Sinigaglia (sindaco di Rovolon), Emanuele Calaon (presidente Consorzio Vini Doc Colli Euganei), Lisa Loreggian (assessore Arquà Petrarca)

(di Maurizio Drago) Ormai gli eventi di “Calici di Stelle” attorno al 10 agosto si contano a decine. Ma quello che si svolge da 13 anni a Baone, in provincia di Padova, quest’anno da venerdi 5 a domenica 7 agosto, anticipando di qualche giorno la notte di San Lorenzo, nella suggestiva Villa Beatrice sul Monte Gemola, merita un po’ più di attenzione. Primo perché è un evento che si svolge da anni con crescente successo, secondo per la bella location, terzo perché punta sulla qualità, quarto perché ogni anno vuole portare una novità.

P1180048Presenti anche produttori di vini Bio. E’ toccato a Martino Benato,  co-organizzatore e fautore dell’evento, a spiegare nella conferenza stampa svoltasi il 2 agosto nei ricchi (di prestigiose bottiglie di vino) e bei locali de “La mia cantina” di piazzale Santa Croce a Padova di Valentini&Carraro che, fra le novità dei Calici di Stelle Euganei 2016, è davvero degna di nota la presenza dei produttori di vini Bio tra i ventuno viticoltori della Doc Euganea. Altro record di questa edizione sostenuto dagli organizzatori è l’elevato numero di vignaioli che danno vita all’evento (inizio ore 20), sotto l’egida del Movimento Turismo del Vino, motore della manifestazione fin dai suoi esordi, come ha ricordato il presidente regionale veneto dell’associazione, Giorgio Salvan, insieme a Città del Vino, Consorzio Vini Doc Colli Euganei, guidati dal presidente Emanuele Calaon, le amministrazioni dei cinque comuni di Arquà Petrarca, Baone, Cinto Euganeo, Rovolon e Vò, e Strada del Vino dei Colli Euganei. All’evento sono attese migliaia di persone, moltissimi giovani: un segno positivo per l’attenzione che le giovani generazioni possono avere nei confronti  delle Doc e Docg euganee.

Navetta gratuita dal parcheggio di cava Cocuzzola. Osservare la volta stellata dall’alto dei Colli Euganei sorseggiando un calice di una delle diverse Doc prodotte in quest’angolo di Veneto diventa un bel momento anche di riflessione. Tutti, allora, a sorseggiare il Moscato Giallo Fior d’arancio nelle sue versioni dolce, secco e passito. Poi il cugino Serprino, vera chicca autoctona del territorio, il  Pinot, lo  Chardonnay, il  Manzoni, il Cabernet,  il Merlot,  il Carmenere, il Friularo, il Raboso e altri  vini di antiche origini quali la Gatta, la Pataresca, la Corbina, Corbinona e Corbinella. Si sorseggia a suon di musica e buone degustazioni previste nel carnet dal costo di 20 euro. Il tutto, hanno sottolineato gli organizzatori, dopo aver parcheggiato il proprio automezzo nel comodo parcheggio di cava Cocuzzola a Baone e raggiunta Villa Beatrice d’Este con il bus navetta gratuito.

Osservazione degli astri alle ore 22. Come vuole ormai consolidata tradizione, a guidare lo sguardo dei presenti fra le vie stellate alla ricerca della personalissima cometa ci saranno anche gli astrofili dell’Associazione Astronomica Euganea capitanata da Michele Alberti. Per la cronaca, va ricordato che alla conferenza stampa, in rappresentanza delle diverse amministrazioni, oltre ai citati rappresentati delle diverse associazioni e consorzio, erano presenti il sindaco di Vo, Vanessa Trevisan, Lisa Loreggian, assessore di Arquà Petrarca, Stefano Ambrosi, consigliere di Cinto Euganeo e rappresentante dell’omonima pro Loco e Maria Elena Sinigaglia, sindaco di Rovolon. Per quanto riguarda i prodotti della terra, Baone sta diventando il comune più gettonato dei Colli: dagli ormai celeberrimi “Bisi di Baone” (con uno stratosferico successo nella passata Festa dei Bisi) alle prestigiose uve da dove si lavora un magnifico vino: ma questo merito è per tutti i colli Euganei, quindi vale la pena andare fino a Villa Beatrice e sorseggiarli. Provare per credere!

2, 11 e 26 giugno 2016, nel vicentino aziende agricole aperte alle visite delle famiglie

fattorieapertelatterievicentineGiovedì 2, sabato 11 e domenica 26 giugno 2016 Latterie Vicentine ripropone l’appuntamento con “Fattorie aperte”,  che vede alcune aziende agricole della cooperativa vicentina aprire le porte alle famiglie. Il progetto è nato per far conoscere l’origine e la storia dei prodotti e valorizzare il ruolo primario del lavoro di agricoltori e allevatori locali.

In programma visite guidate alle fattorie, percorsi tra vigneti e frutteti, degustazioni, attività ludiche per i più piccoli. Si potranno vedere da vicino gli animali, assistere alla mungitura, imparare a fare il formaggio con il casaro, realizzare il cuscino profumato, trapiantare le erbe aromatiche. Al progetto aderiscono l’azienda agricola Fontana Angelo di Nove (2 giugno), l’azienda agricola F.lli Bortoli di Piovene Rocchette (11 giugno), l’azienda agricola Scorzato La Greppia di San Tomio di Malo (26 giugno). Ogni fattoria ha ideato un programma speciale scaricabile anche dal sito www.latterievicentine.it.

Fonte: Servizio Stampa Latterie Vicentine

 

La gastronomia e la vita del 1200 in scena dall’1-3 luglio 2016 a San Zenone degli Ezzelini (TV)

TorreDall’1 al 3 luglio 2016 si terrà a San Zenone degli Ezzelini (TV) “Nella Terra di Ezzelino, giornate medievali“, manifestazione biennale organizzata dall’Associazione Academia Sodalitas Ecelinorum, insignita della targa d’argento dal Presidente della Repubblica Italiana per l’impegno profuso nel promuovere la storia e la cultura del territorio. Immersi nello splendido scenario ambientale del Monte Grappa, nei tre giorni di festa ci sarà modo di gustare il fascino del Medioevo insieme ad una grande offerta di eventi, gastronomia di qualità e attrazioni per famiglie.

paneAd aprire gli eventi in programma, il primo luglio ci sarà la cena medievaleAlla tavola da Alberico” che riproporrà un menù tipico del XIII secolo e, intorno al desco, la famiglia dei Da Romano, Ezzelino III, Alberico e la loro corte. Il palato sarà deliziato da bocconcini di carne speziati con semi di anice e finocchio, frittata di cipolla e frittelle di salvia, gnocchi di pane con fonduta di formaggio, carne affumicata ed erbe aromatiche. Nel menù anche porchetta affumicata e spezzatino, fagioli all’uccelletto, insalatina con pere e noci, purè di lenticchie. Dopo il dessert, con crepes a base di farina di farro,  marmellata di mele e frutta secca,  ci sarà il digestivo a base di zollette di zucchero speziate, scaglie di formaggio stagionato e tisana di boccioli di rosa. Durante il banchetto, la Compagnie del Barbecocul allieterà i presenti con danze e musiche medievali.

LiutaioTanti i menù “medievali” proposti negli stand durante la tre giorni. Tra le curiosità: per il dessert si potrà scegliere tra la frutta fresca servita dal fruttivendolo, oppure passare dal fornaio per mangiare crosta di pane, burro, marmellata di fichi o frutti di bosco. In fatto di bevande, via libera ad acqua aromatizzata lime e zenzero, rosmarino e limone, menta, vino rosso alla spina, succhi di mela, pera o arancia. Molte le ricostruzioni di scene di vita quotidiana presenti nel mercato medievale, frutto di attente ricerche storiche: dalla bottega del fabbricante di carta alla sartoria, dall’orafo al ceramista, al calzolaio. Ci sarà anche una ricca esposizione di attrezzi da lavoro contadini e artigianali ricostruiti in base a ritrovamenti archeologici e muniti di manici in legno intagliati artisticamente a mano. Ai più piccoli sarà riservato un “borgo” in cui si terranno interessanti laboratori, dalla scrittura antica alla tessitura a telaio, dall’uso dei tamburi alla lettura di storie e leggende mimate.

falcoTornei, danze e spettacoli di falconeria. La manifestazione sarà animata da 15 gruppi storici, 12 accampamenti medievali con 29 tende e velari, 5 musici, 2 giullari, 30 tra tamburini, sbandieratori e chiarine. Ci saranno anche 25 teatranti, sempre in costume storico e una trentina di mercanti. Le compagnie proporranno una fedele ricostruzione militare e civile della prima metà del XIII secolo, mettendo in scena combattimenti storici. In programma, anche spettacoli e attività didattica di falconeria con poiane, falconi, rapaci notturni e altri generi di rapaci, tornei di arco storico e spada, duelli  e battaglie medievali. Spazio anche al ballo medievale su musiche d’epoca ricostruite, con coreografie di gruppo e movenze che richiamano molto quelle contadine, quale espressione particolare delle feste rituali popolane. Ulteriori info: Maria Antonia Martinello, 335-1359044, presidente Associazione Academia Sodalitas Ecelinorum academia.sanzenone@gmail.com.

Fonte: Associazione Academia Sodalitas Ecelinorum

6-8 maggio 2016, a Nogarole Vicentino c’è la “Festa del formaggio e dei prodotti De.Co”, tra gli eventi in programma, la “caminada dei capitei” (con murales) ed il concorso “Migliori formaggi”

formaggio-monte-faldoDal 6 all’8 maggio 2016 si tiene a Nogarole Vicentino (VI) la terza edizione della “Festa del Formaggio e dei Prodotti De.Co.” (Denominazioni Comunale) organizzata dall’Amministrazione locale in collaborazione con la Pro Loco e i comitati delle sagre paesane per far conoscere le eccellenze enogastronomiche del vicentino e un territorio ancora poco conosciuto ma ricco di tradizioni e attrattive naturalistiche.

Caminada CapiteiCaminada dei Capitei…. Tra gli eventi che consentono di visitare il territorio c’è la “Caminada dei Capitei“, passeggiata naturalistica e culturale che si tiene domenica 8 maggio. Tre i percorsi previsti (7, 12 e 19 km) con difficoltà variabili a seconda della preparazione di ciascuno. Iscrizioni e partenza dalle 7.30 alle 9.30 davanti al municipio. Ristori, assistenza e sicurezza saranno garantiti fino alle 14.30, orario di chiusura della Caminada.

murales-alvese-immagine-evidenza…con murales. Lungo i percorsi rosso (12 km) e blu (19 km) della “Caminada” ci sarà la possibilità di ammirare alcuni dei murales realizzati nelle contrade di Alvese, piccola e unica frazione di Nogarole Vicentino. Si tratta di un progetto di valorizzazione turistica nato nel 2009 e che pian piano ha visto arricchire il borgo di affreschi e dipinti che raccontano i mestieri e le tradizioni di un tempo con un particolare legame con la contrada: le carbonare, la miniera, la casàra, il pascolo, copare el màs-cio, el scarpàro, la lìssia, la vendemmia…Numerosi artisti locali hanno prestato la loro opera, quasi tutti gratuitamente, per tramandare il ricordo prezioso della vita contadina di una volta, ricca di valori genuini e ancora attuali.

Fiore all’occhiello della manifestazione è il concorso “Migliori formaggi“, organizzato in collaborazione con l’associazione Le Radici e Veneto Agricoltura, ed il patrocinio della Regione del Veneto. Il concorso vede “duellare” a suon di assaggi di formaggi gli ultimi caseifici ancora attivi nel comprensorio delle due vallate Agno-Chiampo, che portano avanti una lavorazione di tipo tradizionale: i caseifici sociali di Nogarole, Altissimo, Trissino e Castelgomberto. Le categorie di prodotti in concorso sono sempre cinque: ricotta, fresco, mezzano, vecchio e stravecchio, per un totale di 16 formaggi e 4 ricotte. Il Concorso si terrà domenica 8 maggio dalle 11.00 alle 15.00 nel portico parrocchiale, recentemente restaurato. Chiunque potrà diventare protagonista e giudice, basterà assaggiare i campioni dei prodotti in gara, tutti anonimi, e poi compilare un’apposita scheda di valutazione secondo il proprio giudizio gustativo. L’esito della giuria popolare sarà confrontato con il giudizio della giuria tecnica composta da 15 membri di professionisti del settore che giudicheranno i formaggi in gara dal punto di vista gustativo, olfattivo e visivo. La classifica dei formaggi migliori per ogni categoria sarà data dalla media delle valutazioni delle due giurie, grazie all’elaborazione dei dati in tempo reale realizzata da Veneto Agricoltura. Le premiazioni si terranno sul palco alle 15.30, nella struttura che ospita la Festa.

Durante la manifestazione, negli stand sarà servito un menù appetitoso: gnocchi di fioretta da assaporare con due sughi diversi, il classico burro e salvia oppure il “nogarolese” speck e noci, nonché assaggi di formaggi e salumi, miele e altri prodotti tipici. Grazie alla mostra-mercato dei produttori agricoli e degli hobbisti, si potrà anche acquistare le  specialità locali. Per apprezzare al meglio i formaggi e latticini locali, è stata organizzata venerdì 6 maggio alle ore 20.15 una cena di degustazione, maggiori info e prenotazione  339- 3488430 (ore pasti) entro martedì 3 maggio, fino ad esaurimento posti.

Fonte: Festa del Formaggio e dei prodotti De-Co di Nogarole Vicentino

Con Gusta Veneto e Agricycle Veneto, il turismo rurale (anche in bici) della regione va in rete

Comiotto Nicoli Gulotta

da sx, Edoardo Comiotto (ufficio stampa Confagricoltura Veneto), David Nicoli (presidente Agriturist Veneto) e Clarissa Gulotta (responsabile progetto Gusta Veneto)

(di Marina Meneguzzi) Nel cuore della campagna veneziana a ridosso della laguna, nella sala convegni del Relais Agriturismo Ormesani, vera oasi naturalistica di 23 ettari in cui trovano spazio pascoli, allevamenti, vigneti, orti,  boschi di piante autoctone a piede franco, percorsi escursionistici ed un agriturismo  dalle linee moderne e green, Confagricoltura Veneto ha presentato lo scorso 1 aprile Gusta Veneto, progetto realizzato in collaborazione con Agriturist Veneto,  che mette in rete le eccellenze agroalimentari e l’offerta turistica rurale regionale. Tra i presenti all’incontro, anche il nostro socio Edoardo Comiotto, responsabile ufficio stampa Confagricoltura Veneto.

Un progetto che crea sinergie e “riconcilia” agriturismi e ristoranti. “Della rete fanno parte 310 aziende venete, di cui 143 aziende agricole con vendita diretta, incluse cantine e fattorie didattiche nonché 135 agriturismi“, ha spiegato Clarissa Gulotta, responsabile del progetto Gusta Veneto. Ci sono inoltre punti vendita, botteghe artigianali agroalimentari e una quarantina di ristoranti del Veneto, presenza quest’ultima che rappresenta una sorta di “pacificazione” con gli agriturismi, rei per i ristoratori di “concorrenza sleale” per il fatto di svolgere attività simile senza condividere gli obblighi fiscali e tributari. A far da collante tra le varie realtà, la genuinità e la qualità dei prodotti veneti: salumifici, caseifici e macellerie utilizzano come materie prime prodotti agricoli locali, ristoranti e trattorie propongono menù della tradizione a carattere stagionale, le botteghe artigiane mettono in vendita i sapori della campagna veneta.

Nel portale di Gusta Veneto, si possono contattare direttamente le strutture, con possibilità di interagire con valutazioni e commenti, si possono trovare consigli di viaggio, itinerari del gusto e percorsi in bici, ricette tradizionali e informazioni sulle produzioni tipiche, eventi e appuntamenti del territorio in cui le aziende del circuito saranno protagoniste. In collaborazione con Assoguide del Veneto, Gusta Veneto consentirà anche di prenotare itinerari e visite guidate nel territorio dei Colli Euganei (provincia di Padova), lungo la Strada del Prosecco nel Trevigiano, nella Laguna veneziana, in Valpolicella (provincia di Verona) e, nel Vicentino, a Monte Berico, Villa Valmarana ai Nani e la Rotonda, nonché nelle ville del Basso e Alto Vicentino.

Nucibella Morandi e Gulotta

da sx, Davide Morandi, allevatore di ovini, e Giulia Nucibella, responsabile progetto Agricycle Veneto

Prodotti di nicchia fatti conoscere agli chef. Tra le iniziative in cantiere, figurano “I venerdì di Gusta Veneto“, rassegna di cene negli agriturismi in programma da metà maggio a ottobre, e la collaborazione con l’Unione cuochi del Veneto, che prevede la visita nelle aziende agricole dei più quotati chef per far conoscere loro i prodotti di nicchia, come ad esempio i salumi di pecora prodotti dall’Allevamento Veneto Ovini di Davide Morandi, giovane imprenditore agricolo di Anguillara Veneta (PD), presente all’incontro, che ARGAV ha avuto modo d’incontrare in passato (vedi link) e che oggi, “fresco” di richiesta di certificazione all’Halal Italy Authority, guarda anche al mercato islamico. Ha dichiarato Morandi: “Ben vengano iniziative come Gusta Veneto, utili prima di tutto a farci conoscere tra noi produttori, agricoltori e allevatori. Noi pascoliamo le pecore in tutto il Veneto, dal Delta del Po al Nevegal, nel Bellunese. Da dieci anni a questa parte abbiamo iniziato a fare salumi, prima misti con carne di maiale poi di sola pecora, con crescente soddisfazione, anche a livello economico, grazie al fatto che il gusto del consumatore sta evolvendo per guardare oltre la tradizione, rappresentata dai prodotti Dop e Igp,  e comprendere tutti i prodotti di qualità“.

Agricycle Veneto. Nell’incontro, è stato presentato anche il progetto Agricycle Veneto, promosso da Agriturist con l’obiettivo di valorizzare le aziende agrituristiche che hanno i requisiti per ospitare cicloturismo. Ha spiegato Giulia Nucibella, responsabile del progetto Agricycle Veneto: “All’iniziativa hanno aderito 38 agriturismi  accomunati dalla passione per la bicicletta, che si impegnano ad offrire servizi mirati a clienti che vogliono scoprire il territorio regionale sulle due ruote, dai locali coperti e riparati per il ricovero biciclette, alle piccole attrezzature per la manutenzione, dagli indirizzi di officine meccaniche, a quelli di ditte per il noleggio di biciclette, dalle mappe delle principali piste ciclabili agli itinerari cicloturistici della zona, dagli indirizzi di guide turistiche del territorio, al trasporto dei bagagli dalla/alla stazione ferroviaria più vicina, dalla colazione energetica alla merenda al sacco o al rientro dal percorso cicloturistico. Inoltre, stiamo cercando di stipulare convenzioni con fornitori di servizi e associazioni legati al mondo della bici, come FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ed abbiamo contattato tour operator e agenzie viaggi del territorio per la proposta di pacchetti turistici, che potrebbero essere destinati nel tempo anche a turisti stranieri“.

In Veneto, oltre mille chilometri di piste cicalbili tabellate. Gli itinerari sono stati soprannominati “percorsi Margherita”, e partono e arrivano da/agli agriturismi. Che, per la  maggior parte, si trovano sui principali itinerari cicloturistici del Veneto: la Ciclovia dell’Adige, che da Chioggia (VE) porta a San Bonifacio (VR), l’anello ciclabile dei Colli Euganei, nel Padovano, l’anello del Veneto, percorso che si snoda intorno alle province di Venezia, Padova, Vicenza e Treviso, passando per la Pedemontana, la via del Mare, che da Rovigo attraversa paesaggi agresti e pinete passando dal faro di Bibione e dalla foce del Tagliamento, i percorsi dalle Dolomiti a Venezia, passando da Cortina ai piedi del Cansiglio.

Commedie goldoniane in scena in agriturismo. “Gusta Veneto è un progetto autofinanziato, voluto dalle imprese e che Confagricoltura Veneto ha sposato“, ha detto David Nicoli, presidente di Agriturist Veneto. Che ha aggiunto: “Abbiamo creato uno strumento che consente ad ogni azienda aderente di promuoversi e di promuovere  contemporaneamente i colleghi. Gli agriturismi oggi giocano un ruolo di primo piano nello sviluppo del turismo rurale veneto, diversificando sempre più l’offerta con servizi e iniziative per far vivere un’esperienza che non si ferma all’alloggio e che coniuga ambiente, enogastronomia, attività escurisonistiche e sportive nonché attività culturali, come le commedie goldoniane che saranno organizzate nell’ambito di Gusta Veneto ed il cui calendario sarà presto pubblicato nel portale.  A spingerci in questa direzione è stata anche la recente delibera 883 della Regione Veneto, che consente alle imprese agricole di diversificare l’offerta creando le condizioni per una migliore fruizione delle aree rurali da parte dei visitatori”.

 

Enoturismo, crescita lenta ma costante. I dati del XII Osservatorio sul Turismo del Vino.

Vigneti_lowUna spesa enoturistica di 2,5 miliardi di euro condivisa tra cantine e territori, ma anche forti limitazioni alla crescita per mancanza di finanziamenti pubblici ad hoc e progetti pubblico-privati d’ampio respiro per far decollare un mercato – il turismo del vino – che potrebbe creare più occupazione, più benessere e qualità ambientale. Se la maggioranza delle cantine italiane deve perfezionare i servizi e l’offerta d’accoglienza, anche con una formazione professionale tuttora carente, i servizi dei Comuni sono percepiti appena “sufficienti” dalla metà del campione, a parte i casi d’eccellenza; tutto questo in un periodo di tagli e difficoltà di gettito per gli enti locali, sui quali pesa anche il recente stop all’imposta di soggiorno per quei Comuni che non l’avevano introdotta prima della manovra finanziaria 2016. Il dato del campione considerato dal rapporto, se proiettato a livello nazionale, lascerebbe supporre per il prossimo anno di toccare il tetto di 12 milioni di visite enoturistiche.

Dal generale al particolare. “Dal Rapporto emergono chiaramente due evidenze – afferma Floriano Zambon, presidente di Città del Vino -. Il numero degli arrivi in cantina continua ad aumentare e il valore economico dell’enoturismo contribuisce sempre più alla ricchezza complessiva dell’Italia”.  Crescono nel 2015 gli arrivi rispetto al 2014, nonostante le criticità ricordate, ma l’enoturismo continua a non essere una destinazione per tutti: le “barriere architettoniche”, infatti, impediscono l’accesso ai luoghi del vino ai disabili nel 51,61% dei casi. Va peggio per i ristoranti delle aziende, “proibiti” a 7 disabili su 10. Colpisce anche la percezione degli operatori del settore sul mancato effetto Expo, considerato “troppo milanocentrico” e con scarse ricadute sui territori, in particolare i più periferici: oltre 8 cantine su 10 non hanno registrato benefici in termini di arrivi e visibilità dall’Esposizione Universale.

Protocollo d’intesa per azioni e strategie condivise. È quanto emerge dal XII Osservatorio sul Turismo del Vino presentato alla Bit di Milano da Città del Vino e Università di Salerno, che anticipa anche la nuova alleanza tra la rete dei 450 Comuni italiani a vocazione vitivinicola e il Movimento Turismo del Vino grazie a un protocollo d’intesa che consentirà alle due associazioni di intervenire in modo coordinato e condiviso su vari aspetti che riguardano lo sviluppo dell’enoturismo. Durante la presentazione – che si è tenuta presso lo stand della Regione Marche, le Città del Vino hanno annunciato anche i nuovi grandi eventi dell’anno in corso: il programma di Conegliano-Valdobbiadene “Città Europea del Vino 2016” (oltre 150 eventi sul territorio), la nuova edizione del concorso enologico delle Città del Vino Europee “La Selezione del Sindaco”, in programma a L’Aquila dal 26 al 28 maggio 2016; e Calici di Stelle (in programma dal 6 al 14 agosto), organizzata dal Movimento Turismo del Vino in collaborazione con le Città del Vino nelle piazze di oltre 200 Comuni italiani.

Enoturismo in Italia, analisi di un fenomeno. Nel 2014 nelle cantine intervistate sono state registrate 118.047  “visite enoturistiche”, nel senso che la stessa persona può aver visitato più cantine e anche la stessa cantina più volte nell’anno. Tale numero di arrivi ha prodotto un fatturato aziendale di 2.372.188 euro. La degustazione è gratuita nel 65,38% dei casi nel 2014 e nel 68,18% dei casi nel primo semestre 2015. Per le degustazioni a pagamento, la maggioranza delle cantine prevede un “biglietto” dai 5 a 10 euro a persona. 
Il dato del campione proiettato a livello nazionale lascerebbe supporre 11.804.700 “visite enoturistiche” e una stima di fatturato di 237.218.800 euro. Nel primo semestre 2015 sono stati registrati 73.804 arrivi e un fatturato relativo di 1.398.410 euro (stima nazionale: 7.380.400 di visite enoturistiche nel primo semestre, con 139.841.000 di euro di fatturato, e 14.760.800 visite enoturistiche in tutto il 2015, per una stima di fatturato aziendale di 279.682.000 euro). “Sono dati di notevole rilevanza – fa notare l’Osservatorio di Città del Vino – molto superiori alle cifre emergenti da altre valutazioni, ma da sottoporre a un pensoso giudizio di affidabilità, mancando nella maggior parte dei casi una sistematica rilevazione da parte delle aziende.”

Il valore del fatturato così espresso potrebbe ingannare dando l’impressione di essere clamorosamente sottostimato, poiché il valore dell’enoturismo italiano secondo l’Osservatorio 2015 si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro (Città del Vino, Anteprima BIT 2015). Si segnala, tuttavia, che si sta parlando del fatturato derivante esclusivamente dagli “arrivi in cantina”, da una parte escludendo l’indotto collegato (che moltiplica sul territorio fino a 5 la somma complessiva delle spese di viaggio, vitto, alloggio e simili) e dall’altra non potendo valorizzare con precisione la vendita “enoturistica” di bottiglie; poiché impossibile distinguere, tra numerose risposte non perfettamente congruenti, le vendite in cantina come “vendita” e le vendite in cantina come “enoturismo”.

Il valore dell’enoturismo come attività economica sul territorio si aggira dunque intorno a 1,2 miliardi di euro nel 2014 e a 1,4 miliardi nel 2015. A queste cifre bisogna aggiungere il fatturato della vendita in cantina derivante “esclusivamente” dall’enoturismo. Per tutti questi ragionamenti, in assenza di precise, se non impossibili, rilevazioni sul campo, è ragionevole affermare che il valore globale dell’enoturismo in Italia si confermi sui 2,5 miliardi di euro. Altri dati interessanti, il 47,54% delle cantine intervistate produce anche altri prodotti agricoli, mentre il 45,31% eroga anche servizi di accoglienza (ristorazione, pernottamento, etc.) e, in particolare, il 31,25% produce anche energia.

Le criticità dell’accoglienza enoturistica. Ci sono ancora tanti aspetti da migliorare per quanto riguarda l’offerta proposta e l’impegno delle pubbliche amministrazioni. Nelle aziende vitivinicole, ad esempio, le “barriere architettoniche” impediscono ai disabili l’accesso ai luoghi del vino nel 51,61% dei casi; ma sono comunque accessibili nel 48,39%. La sala ristorante è “proibita” ai disabili nel 70% dei casi e le cucine sono attrezzate per rispondere ad allergie e intolleranze alimentari solo nel 26,67% dei casi: 7 volte su 10 non lo sono. Tra le criticità per i servizi erogati dal Comune a sostegno dell’offerta enoturistica, il 50,01% dà un voto almeno pari a 6 (la sufficienza), ma il 49,99% giudica tali servizi insufficienti. I servizi erogati dai Comuni non sono considerati da tutti di buona qualità: il campione si spacca in due tra chi li giudica almeno sufficienti e chi li giudica decisamente insufficienti.

In generale, le aziende vitivinicole non sono ancora perfettamente organizzate per la ricezione enoturistica, sicuramente in termini di servizi, ma anche e soprattutto in termini informativi: non sanno prevedere quanti visitatori arriveranno, quanti sono gli arrivi effettivi, quanti hanno comprato come visitatori o come “clienti abituali”. Non si registrano le visite, e nemmeno i contatti, etc. Tuttavia, si avverte una diffusa percezione di ampi margini di sviluppo per l’enoturismo, dato che molti intervistati si stanno organizzando con servizi di ristorazione e pernottamento poiché ne hanno “continua richiesta”. “Una situazione che richiede almeno due direzioni di marcia: sul pubblico e il privato. Da una parte, con la giusta autocritica degli enti locali, va sviluppato un maggior dialogo tra Comuni e operatori con indagini di customer satisfaction e altri strumenti di raccolta di richieste, segnalazioni e suggerimenti – dichiara Zambon -. Dall’altra serve più cultura d’impresa nella progettazione, organizzazione ed erogazione dell’offerta enoturistica, a cominciare da corsi di formazione per gli imprenditori, i manager e gli addetti. Oltre il 30% del campione ammette di non aver usufruito di un corso di formazione”.

“La formazione – afferma Carlo Pietrasanta, presidente del Movimento Turismo del Vino – è un aspetto strategico per la qualità dell’accoglienza enoturistica in cantina. Molti passi avanti sono stati fatti e MTV ne è stato protagonista. Ora occorre che anche gli Enti pubblici, in particolare Governo e Regioni, facciano la loro parte per trovare le risorse necessarie a sostegno della formazione. Non basta fare buon vino: occorre saper accogliere i turisti, offrire servizi sempre più aggiornati ed efficienti, costruire una rete di relazioni tra i diversi soggetti pubblici e privati dei territori perché la qualità dell’offerta sia basata su idee e progetti condivisi. Molte cantine si stanno attrezzando e investono risorse. Già sarebbe un risultato vedergli riconosciuto questo sforzo, magari defiscalizzando gli investimenti fatti per sviluppare l’enoturismo”.

Stop alla tassa di soggiorno. La rete di 450 Comuni italiani a vocazione vitivinicola lancia l’allarme per i nuovi “tagli” agli enti locali previsti dallo stop all’imposta di soggiorno, che avrebbe portato nelle casse comunali per il prossimo anno almeno un milione di euro, prevista dalla manovra finanziaria 2016. Il provvedimento decretato dall’articolo 1 comma 26 della Legge di Stabilità sospende, infatti, fino al 31 dicembre 2016, il potere dei Comuni di deliberare aumenti di tributi.  Ciò vuol dire che i Comuni capoluogo di Provincia, le Unioni di Comuni nonché i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte si trovano momentaneamente impedita la possibilità di introdurla con effetto nel 2016, ovvero applicando per la prima volta il tributo, così come momentaneamente impedita la possibilità di apportare incrementi alle aliquote già in vigore nel 2015.

“A proposito di risorse – aggiunge Zambon – è opportuno che il Governo aggiorni e rifinanzi la legge sulle Strade del Vino, ormai ferma al 1999, andando poi ad armonizzare le diverse leggi regionali nate sulla scia di quella norma. E sempre in tema finanziario, appare incoerente aver introdotto per i Comuni la tassa di soggiorno, destinata a finanziare progetti e programmi di sviluppo turistico locale, se poi oggi non tutti i Comuni possono istituirla dato il blocco di nuove tasse, che appare più demagogico che realmente utile, creando una evidente disparità tra i territori che la possono applicare e quindi usufruire di quelle risorse e chi non ha soldi da investire. Non siamo certo esponenti del partito delle tasse, ma chiediamo perequazione e pari opportunità. Altrimenti intervenga lo Stato con programmi e finanziamenti ad hoc in favore dell’attrattività enoturistica nazionale che, come dimostra il nostro rapporto, ha grandi potenzialità di crescita”. “A destare preoccupazione è la disparità tra i territori introdotta dal provvedimento – afferma Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione Città del Vino – e chi, trovandosi in procinto di farlo, si vede oggi costretto a sospendere il percorso di condivisione con gli operatori del settore iniziato prima dell’approvazione della legge di stabilità. Contestualmente si rafforza il dubbio che la destinazione del relativo gettito non sempre finalizzato puntualmente a interventi in materia di turismo, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali, abbia inciso non poco su tale decisione, creando così una forte limitazione rispetto a chi ne progettava invece il buon utilizzo a favore del territorio”.

Un’Expo Milanocentrica. E veniamo ora all’Esposizione Universale di Milano, da poco conclusa. Due gli aspetti da sottolineare: l’Expo non ha portato grandi benefici diretti alle cantine in termini generali e di visibilità; le cantine hanno partecipato poco alle iniziative. Queste le risposte al questionario: il 71,88% non ha partecipato come operatore alle iniziative del Padiglione Vino; il 56,67% ha partecipato come visitatore alle iniziative del Padiglione Vino;
il 60,71% non ha partecipato come operatore ad altre iniziative dell’Expo;  il 77,42% ha partecipato come visitatore alle iniziative dell’Expo; l’84,38% non ha avuto benefici dall’Expo in termini di arrivi; l’84,38% non ha avuto benefici dall’Expo in termini di visibilità; l’83,87% non ha avuto benefici dall’Expo in termini generali. In sintesi, il contributo dell’Expo e del Padiglione Vino allo sviluppo della visibilità, dell’incoming e nelle ricadute dell’offerta enoturistica sui territori è giudicato sfavorevolmente dalla stragrande maggioranza del campione, con risposte negative sempre al di sopra dell’80%, come del resto e purtroppo già anticipato dall’Anteprima del XII Rapporto sul Turismo del Vino di Città del Vino alla BIT 2015).

La metodologia. La nuova indagine ha un’impostazione metodologica innovativa: ha preso come campione le cantine italiane, protagoniste dell’offerta enoturistica; le cantine sono state selezionate dal database di Città del Vino; il questionario è stato progettato da un gruppo di ricerca del corso di perfezionamento Universitario e aggiornamento culturale in Wine Business dell’Università degli Studi di Salerno ed è stato strutturato in sezioni/domande e testato su alcuni operatori del turismo del vino prima dell’indagine sul campo. Inoltre il questionario è stato concepito per essere completamente “online”, così da semplificare la compilazione dei campi, la correttezza delle risposte e il successivo allestimento del database. La metodologia così definita può essere considerata una Best Practice, grazie a un sistema d’indagine efficientemente replicabile in ricerche successive. Hanno risposto all’indagine 80 cantine, la cui produzione complessiva vale circa 480mila ettolitri. Poiché in Italia nel 2014 sono stati prodotti 44,7 milioni di ettolitri il campione rappresenta l’1% (per difetto) del panorama enologico italiano. Assumendo che possa esserci con tutte le limitazioni del caso un legame proporzionale tra produzione (variabile proxy) e servizio enoturistico (variabile indagata) i valori emersi dal campione sono moltiplicati per 100 per ottenere una stima nazionale.

Fonte: Servizio Stampa Associazione Città del Vino