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22 marzo, nella Giornata mondiale dell’Acqua, a San Donà di Piave (Ve) la presentazione alla stampa del Festival della Bonifica – Terrevolute, che si terrà a maggio 2018

Giovedì 22 marzo 2018, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Anbi Veneto, l’associazione regionale dei Consorzi di bonifica e Università di Padova, Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA), presentano alla stampa alle ore 11, “Terrevolute-Festival della Bonifica” nella sede del Consorzio di bonifica Veneto Orientale (piazza Indipendenza 25) a San Donà di Piave (Ve).

Il Festival si terrà dal 24 al 27 maggio, sempre a San Donà di Piave. Attraverso spettacoli, mostre e convegni, tratterà temi quali lo sviluppo dei territori, il rapporto uomo-ambiente, agricoltura e alimentazione, storia e cultura, partendo dall’assunto che le aree di pianura sono state rese abitabili grazie a plurisecolari lavori di bonifica e che l’attenta gestione del territorio, a partire della risorsa idrica, è garanzia futura di sicurezza e qualità della vita. L’iniziativa è patrocinata da Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dell’Ambiente, Regione del Veneto, Comune di San Donà di Piave e Università di Padova.

Programma della presentazione. L’incontro, presentato e moderato da Antonio Boschetti, direttore de l’Informatore Agrario, inizierà alle ore 10:30 con la registrazione ospiti, alle ore 11:00 ci sarà la proiezione del video “Cattedrali dell’Acqua” prodotto dall’Associazione Triveneta dei Dirigenti di Bonifica in collaborazione con le Anbi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige; alle ore 11:30 saluti istituzionali di Giorgio Piazza, presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, Andrea Cereser, sindaco di San Donà di Piave, Giovanni Luigi Baldo, direttore DiSSGeA Università di Padova, Giuseppe Romano, presidente di ANBI Veneto, Gianluca Forcolin, vice presidente della Regione del Veneto; ore 12:00 presentazione di Terrevolute- Festival della Bonifica da parte di Andrea Crestani, direttore di ANBI Veneto ed Elisabetta Novello, curatrice del Festival. Orario previsto di conclusione, ore 12:30; gradita conferma di partecipazione a segreteria@anbiveneto.it t. 041 716 533 (Laura Carestiato)

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto

Programma di sviluppo rurale regione Veneto: due nuovi bandi per colture a risparmio idrico e agricoltura in montagna

La Giunta regionale del Veneto ha avviato due nuovi bandi per il 2018, nell’ambito del Programma di sviluppo rurale. Il provvedimento, finanzia gli agricoltori di montagna e le imprese che adottano tecniche e colture “a risparmio idrico” e con minor impiego di fertilizzanti. La delibera di Giunta è ora all’attenzione della commissione competente del Consiglio Regionale, che avrà trenta giorni di tempo per eventuali modifiche e il via libera. Successivamente, il provvedimento sarà approvato in via definitiva dalla Giunta Regionale e poi pubblicato nel Bollettino Ufficiale Regionale: da quella data decorreranno i termini per la presentazione delle domande.

I due bandi valgono complessivamente 35 milioni di euro: 20 destinati a compensare gli agricoltori delle montagne venete degli svantaggi di produrre in quota, e 15 per incentivare le tecniche agronomiche che contengono il consumo di acqua e di fertilizzanti. Di seguito i particolari.

Bando per l’ottimizzazione ambientale delle tecniche agronomiche ed irrigue. Il tipo d’intervento propone un insieme di impegni quinquennali finalizzati a ridurre gli impatti originati sulle acque dalle pratiche agricole intensive, specialmente per i seminativi. Gli impegni finanziabili sostengono l’adozione di pratiche finalizzate a contenere l’uso di fertilizzanti azotati e di acqua irrigua. Lo scopo è di conciliare i fabbisogni delle colture con la tutela delle risorse idriche, mitigando nel contempo le emissioni originate dalle attività di fertilizzazione che alternano il clima. Le risorse stanziate ammontano a 15 milioni di euro.

Bando per indennità compensativa in zona montana. Il tipo d’intervento prevede l’erogazione di un’indennità intesa a compensare gli agricoltori dei costi aggiuntivi e della perdita di reddito derivanti dagli svantaggi che ostacolano la produzione agricola nella zone montane. L’obiettivo, infatti, è quello di favorire il mantenimento dell’attività agricola nelle aree montane, dove la redditività è generalmente inferiore rispetto alla pianura. L’importo a bando previsto è di 20 milioni di euro.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

25 marzo 2018, il Chianti Classico si racconta e si degusta nel Padovano

Domenica 25 marzo 2018 nel centro congressi dell’Abbazia di Praglia a Teolo (PD), si terrà l’evento “Le declinazioni Chianti Classico”, organizzato dall’Associazione Arte&Vino, con cui Argav ha organizzato gli Incontri in Cantina e patrocinato dal Consorzio Vino Chianti Classico e del Comune di Teolo.

La leggenda del Gallo Nero. Sarà un pomeriggio di studio e degustazione per conoscere alcune delle più pregiate etichette, i segreti e l’essenza del Chianti Classico, il vino conosciuto in tutto il mondo, emblema della Toscana, partendo dalla storia di uno dei territori vitivinicoli più antichi e preziosi d’Italia per qualità e produzione. Una storia che ha inizio nel Medioevo e che vede le Repubbliche di Firenze e Siena contendersi aspramente il territorio del Chianti, finché l’esito di una singolare disputa, decisa dal canto di un gallo nero, farà passare gran parte del Chianti sotto il controllo della Repubblica Fiorentina, molto tempo prima della caduta di Siena. Da questa tradizione nasce la leggenda del Gallo Nero, da sempre simbolo ed emblema del Chianti Classico e del suo territorio.

Due le degustazioni guidate in programma. “Le espressioni del terroir chiantigiano” a cura di Roberto Gardini, è in programma alle ore 15.15 con degustazione di sette etichette di Chianti Classico Docg. Seguirà alle 17.30 il “Seminario sulla Gran Selezione del Chianti Classico” a cura di Massimo Castellani, ambasciatore ad honorem del Chianti Classico, con degustazione di otto etichette di Chianti Classico Docg Al termine di ogni seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Maggiori info e costi evento: Associazione Arte&Vino

Fonte: Servizio stampa Associazione Arte&Vino

Metti una sera a cena gustando ricette regionali e parlando di altopiano di Asiago e brigata Sassari, esuli istriani e dalmati, vitigni resistenti, portatori di vino e coppieri, benedettini e terme

da sx Angelo Colucci, Silvia Minighetti e Caterina Simula, rispettivamente chef, maitre e titolare, insieme alla famiglia, dell’Hotel Terme Imperial di Montegrotto Terme (PD)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Promuovere la conoscenza della cucina tipica regionale italiana, intesa come espressione di cultura ed elemento essenziale alla proposta turistica del nostro Paese: questa la ragion d’essere dell‘associazione Ristoranti Regionali Cucina Doc, nata in provincia di Bergamo nei primi anni Settanta del secolo scorso dall’aggregazione spontanea di alcuni ristoratori lombardi, divenuta tre anni or sono no profit e composta oggi da una ventina di soci in nove regioni d’Italia.

piscine termali dell’Hotel Terme Imperial di Montegrotto Terme (PD)

Siamo una famiglia, ama dire Marinella Argentieri, che presiede con dedizione l’associazione. E come tutte le famiglie che si rispettino, anche i ristoratori regionali amano sentirsi a casa nei loro incontri, ospitati a turno dai soci. Complice l’arrivo della Primavera, che invita a sciogliere le rigidità invernali nelle salutari acque termali, la terza assemblea annuale si è tenuta nelle terre del socio veneto, l’hotel quattro stelle della famiglia Simula, il Terme Imperial a Montegrotto Terme (PD), che si trova nel bacino termale più grande d’Europa, le Terme Euganee.

Uno scambio di conoscenze, in un clima di amicizia e a sostegno della civiltà della tavola. Tra i ristoratori soci non troverete stellati, “perché fin dalla nostra costituzione l’obiettivo è quello di dare valore ai locali che portano in tavola piatti di qualità e della tradizione accessibili a tutti“, spiega Marinella. Che ha annunciato nel corso del convivio la nomina a socio onorario di Alberto Lupini, direttore del network Italia a Tavola, che collaborerà alla crescita dell’associazione. Una “Cucina Doc“, insomma, che si riconosce nella semplicità delle ricette regionali, vero patrimonio culturale italico. Ricette che sono state proposte anche nella serata di conclusione dell’assemblea, aperta anche agli ospiti dell’hotel, ad alcuni produttori vinicoli e alla stampa.

antipasto rustico marchigiano (ristorante Al Soldato di Ventura di Gradara (PS)

Dalle Marche alla Lombardia...Appetitoso l’antipasto rustico marchigiano servito dalla famiglia Bertolino, titolare del ristorante Al Soldato di Ventura di Gradara (PS), che in prossimità della Pasqua ha proposto una tipicità legata alla festività religiosa: crescia di Pasqua, puntarelle con le alici, uovo sodo, salame di Ginestreto e caciotta di Urbino. La merenda pasquale marchigiana è stata accompagnata da un Metodo Classico da uve Verdicchio (Perlugo Dosaggio Zero) coltivate secondo i principi della biodinamica nell’azienda agricola Pievalta della storica cantina della Franciacorta Barone Pizzini e che si trova nel cuore dei Castelli di Jesi, in provincia di Ancona.

gnocchi di patate ripieni di formaggio delle Orobie (ristorante Posta al Castello di Gromo (BG)

A prepare i gustosi gnocchi di patate ripieni di formaggio delle Orobie, la montagna bergamasca, è stato uno dei ristoranti fondatori dell’associazione, quello della famiglia Tonoli, il Posta al Castello che si trova a Gromo (BG), nella parte alta della valle Seriana. Al piatto, in cui erano presenti i funghi porcini, protagonisti di molte specialità del locale, è stato abbinato il fresco e sapido Arneis 2017 Langhe Doc dell’azienda agricola Bera di Neviglie (CN), presentato nella serata dal produttore, Valter Bera.

risotto ricco alla Padovana (ristorante hotel Terme Imperial di Montegrotto (PD)

…passando dal Veneto sino alla Sardegna. Per l’altro primo piatto servito, il risotto ricco alla padovana, fatto con verdure e carni di animali da cortile e maiale, si giocava in casa. La storica ricetta, depositata con atto notarile dall’Accademia Italiana della Cucina, è stata preparata, infatti, da Angelo Colucci, chef dell’Imperial. Ad accompagnare la pietanza, un rosato sardo da uve Cannonau (Punta Rosa 2016) della Cantina Santa Maria La Palma di Alghero (SS), che già ci aveva accolto all’arrivo con le bollicine di Akenta, spumante extra dry il cui nome è l’acronimo del tradizionale augurio sardo a “kent’nannos”, ossia “a cento anni”. Sempre di Alghero, il Cannonau di Sardegna Riserva 2013 delle Tenute Sella&Mosca, storica cantina sarda oggi appartenente al gruppo Terra Moretti, ed il cui nome – Dimonios – è un omaggio ai Sassarini ed in particolare alla brigata Sassari, che nel 1916, durante la Grande Guerra, scongiurò la caduta in mani austriache dell’altopiano di Asiago (VI).

cinghiale alla Barbaricina (ristorante Da Bruno-Fertilia di Alghero (SS)

Il principe dei vitigni rossi sardi è stato servito con il cinghiale alla Barbaricina, preparato in umido con erbe della macchia mediterranea dalla chef Lina Ambrosanio del   ristorante Da Bruno dell’hotel Fertilia di Alghero. Una curiosità: il borgo di Fertilia, nelle cui vicinanze oggi si trova l’aeroporto di Alghero, nasce nel 1936 nell’ambito di un programma di bonifica della Nurra che ha visto protagonisti dapprima emigranti ferraresi e poi, nel dopoguerra, gli esuli istriani e dalmati. Quest’ultimi, hanno portato nel borgo i loro usi e costumi, a partire dal leone alato di San Marco, a cui è dedicata la frazione e dalle vie e piazze che richiamano luoghi o avvenimenti storici del Veneto e della Venezia Giulia.

torta soffice di lamponi, olio Evo del Garda e mele Granny Smith, crema di malga e gelato al ribes nero (ristorante La Piazzetta del Sartori’s Hotel di Lavis (TN)

Dulcis in fundo, il Trentino. Unica eccezione alla tradizione regionale delle ricette, ma sempre eseguito con prodotti tipici della regione, il dessert preparato dal giovane chef Francesco Nitti del ristorante La Piazzetta del Sartori’s Hotel di Lavis (TN), la torta soffice di lamponi, olio Evo del Garda e mele Granny Smith, con crema di malga e gelato al ribes nero servito con il passito Essenzia 2011 (da uve Chardonnay, Sauvignon, Riesling Renano, Gewurztraminer, Kerner raccolte tra fine novembre/inizio dicembre dopo l’azione della muffa nobile) di Pojer & Sandri di Faedo (TN).

Fiorentino Sandri

Vitigni resistenti. Alla serata era presente il produttore Fiorentino Sandri, particolarmente fiero della novità bio, Zero Infinito, un vino bianco frizzante col fondo prodotto in alta Val di Cembra con uve Solaris, varietà resistente ottenuta in Germania dall’Istituo di Friburgo (che ha incrociato la varietà Merzling con la varietà 6.493 Gm ) nel 1975, anno di fondazione dell’azienda agricola trentina. Un vino che Sandri definisce ancestrale, a zero impatto chimico sia in campagna che in cantina e che se al primo sorso può lasciare il giudizio in sospeso, al secondo convince per la succosa fragrante freschezza.

da sx Marinella Argentieri e Angelo Valentini, rispettivamente presidente e presidente onorario di Ristoranti Regionali Cucina Doc

Al convivio Doc era presente anche il perugino Angelo Valentini, presidente onorario dell’associazione. Classe 1928, personaggio di poliedrica cultura, storico della cucina, ha concluso la serata con un applaudito intervento. Valentini, infatti, combatte da tempo l’uso del nome “sommelier”, termine di origine francese derivante da soma, sinonimo di portatore di vino, che lui sostituirebbe con un più italico “bottigliere” o “coppiere”. Con buona pace dei nostri “cugini d’oltralpe”, Valentini ha inoltre ricordato agli astanti come il benedettino di Norcia Francesco Scacchi nel 1622 abbia lasciato testimonianza di come si producesse lo spumante 60 anni prima di un altro benedettino, Dom Pérignon.

Lagune venete sempre più “rosa”

foto Renato Palazzi di Veneto Agricoltura

Ai fenicotteri rosa il Veneto piace sempre di più, scatenando l’interesse di fotografi e appassionati. È la volta del lago di valle del “Centro Bonello” di Veneto Agricoltura (Sacca di Scardovari), nel comune di Porto Tolle (Ro) sul Delta del Po.

La specie, il cui avvistamento sino a non molti anni fa era sporadico nelle lagune venete, sembra oggi in incremento numerico. Dopo l’avvistamento segnalato sul finire della scorsa settimana di un grande stormo nella laguna di Torcello, nei giorni scorsi numerosi altri esemplari di fenicotteri rosa hanno sostato anche in questa area del Delta del Po. La comparsa dei fenicotteri rosa al Bonello sottolinea l’importanza dell’area dal punto di vista naturalistico del biotopo. Negli ultimi anni sono comunque in aumento gli avvistamenti anche di altre specie di uccelli legati agli ambienti deltizi quali Cavalieri d’Italia, Aironi, Beccacce di Mare, Gruccioni, Avocette, Ibis, ecc. presenti anche nell’attigua area di Cà Mello.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

18 marzo 2018, festa di Primavera al Fontego dei Turchi (VE)

Durante la festa di Primavera possibilità di visita guidata alle collezioni di botanica conservate nei depositi del Museo di Storia Naturale di Venezia

Venezia si arricchisce di un nuovo “campo” domenica 18 marzo, quando il Fontego dei Turchi, sede del Museo di Storia Naturale, accoglierà dalle 10 alle 18 nel suo cortile e nel giardino numerose realtà del territorio che in vari modi si occupano del mondo vegetale. Nell’occasione, sarà possibile visitare il museo con biglietto ridotto, acquistabile in biglietteria (gratuito per i residenti e nati nel Comune di Venezia).

Manifestazione e attività in programma gratuite ritirando il pass al punto di accoglienza. Il cortile del Museo diventa uno spazio di incontro e di attività, un luogo di divertimento e svago dove scambiarsi esperienze e informazioni. In programma conversazioni e animazioni, laboratori per adulti e bambini, vendita di piante e prodotti del territorio.  La partecipazione alle attività è garantita fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’accesso alla manifestazione potrà essere temporaneamente limitato per motivi di sicurezza. E’ richiesta la prenotazione solo ed esclusivamente per le visite alle collezioni botaniche per le quali è necessario prenotare on-line dal 12 al 16 marzo 2018 collegandosi alla piattaforma di prenotazione dei Musei Civici di Venezia e selezionando “adulti” – “percorsi speciali gratuiti” (fino ad esaurimento posti).

Fonte: Wigwam Club Giardini Storici di Venezia

 

 

23 marzo 2018, crediti formativi per agronomi, forestali e giornalisti al convegno “Il risveglio della foresta, il Veneto e le politiche forestali” che si terrà a Longarone (BL)

I faggi della foresta demaniale reg.le del Cansiglio gestita da Veneto Agricoltura, visita soci Argav (foto Mirka Cameran Schweiger)

Veneto Agricoltura, con Regione, Università di Padova, Crea ed Eustafor, organizza il prossimo 23 marzo dalle ore 9,00 nella fiera di Longarone (BL) il convegno “Il risveglio della foresta, il Veneto e le politiche forestali” (crediti formativi riconosciuti all’Ordine dottori agronomi e forestali e agli iscritti all’Ordine dei Giornalisti, a quest’ultimi riconosciuti 4 crediti formativi, iscrizione nella piattaforma SIGEF).

Tematiche affrontate e relatori. L’incontro vuole riprendere le riflessioni sorte dopo la pubblicazione del volume “Il risveglio della foresta” edito da Veneto Agricoltura (sarà distribuito ai partecipanti del convegno). Si discuterà su: quali punti di forza e di debolezza, quali le opportunità e le minacce per la foresta veneta? Quali gli orientamenti delle politiche europee tra ambiente e produttività? Quale rinnovamento della legislazione veneta alla luce del nuovo “Testo unico forestale” nazionale? Quale il ruolo attivo degli operatori e delle istituzioni locali?  A moderare l’incontro sarà Mimmo Vita, presidente Unaga e socio Argav. Tra i relatori: Laura Secco, Salvatore Martire, Luca Cesaro, Alessandra Stefani, Giustino Mezzalira, Giampaolo Bottacin, Sergio Zen, Luca Canzan, Enzo Bozza, Orazio Andrich, Gian Luigi Pippa, Mario Berton.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Insetti come fonte nutrizionale alternativa sostenibile per l’allevamento degli avicoli, se ne parla ai seminari Cipat/Cia oggi pomeriggio nel Veneziano e lunedì 19 marzo a Padova

Gli insetti sono spesso considerati una fastidiosa seccatura per gli esseri umani e semplici parassiti delle colture e degli animali, mentre in realtà forniscono cibo a basso costo ambientale, contribuiscono positivamente ai mezzi di sussistenza e giocano un ruolo fondamentale in natura. L’allevamento di insetti come alimento e mangime rimane, però, un settore allo stato embrionale in Italia, mentre la sua crescita farebbe emergere probabilmente nuove importanti sfide. A questo riguardo, CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) organizza oggi, martedì 13 marzo, alle ore 16 a Zelarino (VE) nel Centro Pastorale Cardinale G. Urbani (via Visinoni 4/c) e lunedì 19 marzo a Padova (in via della Croce Rossa 112) alle ore 20.30 il seminario di informazione “Insetti: fonti proteiche sostenibili, si possono allevare? Si possono mangiare?

Obiettivo. Negli incontri verrà illustrato il progetto “Insect Feed Chick” fonte nutrizionale alternativa sostenibile per l’allevamento degli avicoli, ammesso a finanziamento PSR per il Misura 16.1.1 – Innovation Brokering. Il progetto, attraverso la valorizzazione e l’utilizzo degli insetti per la nutrizione di avicoli, sia derivanti dagli scarti di altri processi produttivi che prodotti ex novo da scarti vegetali aziendali, punta a: ridurre i costi di produzione grazie alla sostituzione parziale nei mangimi di elementi nutritivi derivanti da materie prime più costose; favorire una maggior salubrità del prodotto (avicolo) sia in termini di miglioramento delle performance produttive che dello stato di salute, soprattutto negli stadi giovanili; dare l’avvio e favorire, in un’ottica di lungo periodo e di grande scala, la diversificazione aziendale attraverso la produzione di insetti come fonti nutritive alternative. Per maggiori informazioni: Cipat Veneto, tel. 041.929167, info@cipatveneto.it
CIA Padova, tel. 049.8070011, info@ciapadova.it

Fonte: Cipat Veneto

Autorizzazioni viticole 2018, diatriba tra Confagricoltura e Regione Veneto

vigneti a Valdobbiadene (TV)

Saranno 953 gli ettari disponibili nel 2018 per le nuove superfici vitate in Veneto, 88 in più rispetto agli 865 ettari del 2017. La Regione ha approvato il decreto che dà attuazione alle priorità e fissa le superfici minime e massime per ciascun richiedente. E’ stato stabilito che ogni azienda possa chiedere al massimo un ettaro, con priorità per le aziende che hanno applicato l’agricoltura biologica sull’intera superficie vitata per almeno cinque anni. La Regione garantirà a tutti di ottenere un minimo di 1.000 metri per superfici vitate. Il termine per la presentazione delle domande di autorizzazione è fissato al 31 marzo.

Confagricoltura Veneto è critica con il nuovo sistema, perché si prevede che le domande saranno parecchie migliaia (nel 2017 furono 7.233, per oltre 90.000 ettari) e la poca superficie, dovendo essere distribuita tra molti, verrà spezzettata in percentuali irrisorie, non accontentando nessuno. “Il sistema non dà possibilità alle aziende di crescere e strutturarsi per affrontare il mercato – dice Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -. Il tetto massimo di un ettaro non aiuta lo sviluppo del settore e, anche se siamo i primi a incentivare l’agricoltura sostenibile, riteniamo che non sia neppure corretto privilegiare chi fa biologico, che non è la panacea di tutti i mali”. Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Veneto, comprende che i margini di manovra per la Regione siano limitati, “ma porre un limite di un ettaro per le domande, in modo da non scontentare nessuno, è una politica che non potrà far crescere l’economia nelle zone vitivinicole di successo del Veneto come il Prosecco, il Valpolicella, il Lugana e, in misura minore, il Pinot grigio, così come non ci potrà essere una spinta per la viticoltura italiana in sofferenza”.

Ancora più vincoli. A tre anni dall’introduzione, il bilancio del nuovo sistema delle autorizzazioni, secondo Confagricoltura Veneto, è alquanto deludente: “Si credeva che liberalizzasse le superfici vitate e invece pone ancora più vincoli – sottolinea Marchesini -. I risultati degli ultimi anni non soddisfano assolutamente le richieste dei nostri imprenditori. Perciò chiederemo ai nostri referenti nazionali e alla Regione di spingere a livello comunitario affinché si vada a modificare il sistema autorizzativo, per non rischiare la caduta di un settore che oggi è un traino per tutta l’economia”.

La situazione. Nel 2016, al debutto del nuovo sistema, la Regione Veneto fu prima in Italia con domande per 34.677 ettari di nuovi vigneti su 66.000 ettari richiesti complessivamente su tutto il suolo nazionale. Nel 2017, a fronte di una disponibilità di 865 ettari, sono state presentate 7.233 domande per oltre 90.000 ettari, pari al 60% del totale delle domande nazionali, che sono state 165.000. Quest’anno, secondo gli osservatori del settore, il numero potrebbe salire ulteriormente, sull’onda del fenomeno Prosecco e dell’export in crescita per l’Amarone.

La replica della Regione. A rispondere a Confagricoltura è l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan: “Tengo a precisare che le decisioni, contenute nella delibera di giunta del 20 febbraio scorso, sono state prese dopo ampio e diffuso confronto condotto dalle strutture regionali competenti con le rappresentanze sindacali professionali di categoria e della cooperazione agricola. Come confermano anche i verbali delle discussioni avvenute prima dell’approvazione della delibera, non era emersa alcuna obiezione in merito da parte dei rappresentanti del mondo agricolo. Abbiamo proceduto, nel pieno rispetto della normativa nazionale, con l’assegnazione di una superficie minima di 1000 mq per azienda (con riduzione se la superficie aziendale disponibile è inferiore) e introducendo un limite massimo pari a un ettaro. La restante superficie potrà essere ridistribuita con priorità alle aziende condotte con il metodo biologico. In questi anni sono stati molti gli sforzi per salvaguardare i redditi delle aziende accanto alla tutela della salute degli operatori e della popolazione che vive nei territori rurali, in particolare quella dei comprensori a più alta concentrazione di impianti viticoli. Ritengo, quindi, che quanto deciso per l’assegnazione delle autorizzazioni di nuovo impianto per l’anno 2018 sia stato assunto con attenzione alle diverse esigenze manifestate e rimango perplesso di fronte alla posizione espressa solo ora di un’organizzazione di categoria da sempre coinvolta e interessata e che, nel caso in questione, aveva come sempre partecipato al confronto pacato,  costruttivo e condiviso nei suoi esiti.”

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto/Regione Veneto

Il vicentino Bepi De Marzi, premio Argav 2011, nominato Commendatore dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Bepi De Marzi, premio ARGAV 2011

Il vicentino Bepi De Marzi, premio Argav 2011, è stato nominato Commendatore per meriti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Già vicedirettore de I Solisti Veneti, responsabile del coro “I Crodaioli”, De Marzi è autore di alcuni tra i più eseguiti canti d’autore di ispirazione popolare, basti ricordare, tra tutti, il celebre “Signore delle cime”, canzone tradotta in 140 lingue del mondo. A De Marzi vanno  le congratulazioni per l’onoreficenza al Merito ricevuta del direttivo e dei soci Argav.