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Corte Benedettina di Legnaro (PD), nuova vita nel solco della continuità di luogo destinato all’economia rurale

Corte Benedettina di Legnaro (PD)

La Corte Benedettina di Legnaro (PD),  ristrutturata alla fine del secolo scorso grazie ad un progetto della Regione e di Veneto Agricoltura e utilizzata finora per lo svolgimento delle attività formative e convegnistiche dell’Agenzia regionale, trova ora un nuovo futuro. Il complesso, che nei secoli passati è stato fondamentale per l’economia rurale della bassa Padovana e della Saccisica, diventerà un luogo di didattica e di formazione di alto livello.

Grazie ad un accordo siglato il 6 marzo scorso a Venezia la Regione del Veneto, proprietaria dell’immobile, ha ceduto in comodato gratuito all’Università di Padova e al comune di Legnaro ampie parti di questo complesso monumentale,  sorto nel 1400 per iniziativa dei monaci di Santa Giustina di Padova, rimaneggiato nel secoli, ma con all’interno ancora preziosi elementi antichi. D’ora in poi, nelle sue stanze ospiterà importanti attività dell’ateneo patavino, che a Legnaro ha già ad Agripolis la propria Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

Sensibile crescita del numero di universitari che scelgono agraria e agroalimentare. Ma nelle aziende agricole meno dell’1 per cento dei capi sono laureati in queste materie.

 

 

 

Rispetto al complesso delle immatricolazioni a tutti i corsi di laurea universitari, quelle in materie agrarie e agroalimentari presentano un andamento sensibilmente più dinamico, a conferma del crescente interesse dei giovani per l’agricoltura e le attività ad essa connesse. A confermarlo, i dati più recenti pubblicati dall’anagrafe universitaria del Ministero dell’istruzione, università e ricerca (Miur), che evidenziano come, nell’arco degli anni accademici 2003-2004 e 2016-2017, le immatricolazioni di studenti per la frequentazione di corsi attinenti il settore agrario e agroalimentare, sono passate dalle 6000-7000 del periodo 2003-2005 alle 8500-9000 del periodo 2014-2016.

Il 30 per cento dei laureati in materie agrarie e agroalimentari lavora poi nel settore. Sia pure con una lieve battuta di arresto nell’anno accademico 2016-17 (2,7%), quindi, gli studenti che scelgono di frequentare corsi universitari in materia agraria e  agroalimentare sono in sensibile crescita (+47% fra il 2003 e il 2016). Secondo il rapporto di Almalaurea 2017, il 30% dei laureati in materie agrarie e agroalimentari è occupato nel settore agricolo (gli altri operano nel campo dell’industria, commercio e servizi). Rafforzare la presenza di laureati in agraria nel sistema produttivo agricolo italiano (dove, secondo il Censimento generale dell’agricoltura Istat 2010, meno dell’1% di capi azienda è laureato in agraria) costituisce un’importante premessa per l’innovazione nel settore, particolarmente urgente alla luce della costante riduzione della superficie disponibile per le coltivazioni e dell’emergere prepotente di gravi problemi di compatibilità ambientale connessi col mutamento climatico. In prospettiva, è possibile realizzare una maggiore “iniezione” di laureati in agraria nel sistema produttivo agricolo, favorendo l’aggregazione della domanda di assistenza tecnica qualificata, mezzi di produzione e ammodernamento delle strutture produttive, attraverso l’incremento delle aziende agricole di maggiore dimensione e lo sviluppo delle Reti d’Imprese.

Preferenze accordate ai corsi, differenze tra uomini e donne. Il corso di laurea base triennale maggiormente frequentato è quello in Scienze e tecnologie agrarie e forestali (43% degli studenti); seguono Scienze e tecnologie alimentari (36%) e Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali (21%). Fra le lauree magistrali di specializzazione, è preferita Scienze e tecnologie agrarie (35%); seguono Scienze e tecnologie alimentari (32%), Scienze e tecnologie forestali e ambientali (15%), Scienze zootecniche e tecnologie animali (11%) e Biotecnologie agrarie (7%). Nel periodo 2010-2016, le immatricolazioni di donne ai corsi di laurea agrari e agroalimentari si sono stabilizzate intorno al 45-46% del totale, dopo una fase di crescita a partire dal 33% del 2003. Le donne, rispetto agli uomini, dimostrano preferenze notevolmente diverse riguardo alla scelta dei corsi di laurea triennale base: riscuote maggiore interesse il corso in Scienze e tecnologie alimentari (41%), seguito da quello in Scienze zootecniche e delle produzioni animali (31%); Scienze e tecnologie agrarie e forestali è seguito dal 28%. Per gli uomini l’ordine è: Scienze e tecnologie agrarie e forestali 57%, Scienze e tecnologie alimentari 32%, Scienze zootecniche e delle produzioni animali 11%.

Fonte: Ufficio Studi Confagricoltura

 

26 marzo 2018, a Codevigo (PD) il corso di formazione giornalisti, già disponibile nella piattaforma, sulla gestione idrogeologica del territorio organizzato in collaborazione con Argav

idrovora Santa Margherita di Codevigo (PD)

Si terrà lunedì 26 marzo 2018 all’interno dell’edificio che ospita l’idrovora Santa Margherita a Codevigo (PD) il corso di formazione giornalisti “La gestione idrogeologica del territorio: stato e prospettive del Veneto” organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav, Unaga (Unione Nazionale Associazione Giornalisti Agricoli), Anbi Veneto (Ass. Naz. Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue). Il corso (4 crediti, 50 posti disponibili, partecipazione gratuita) è già disponibile nella piattaforma di accreditamento.

Temi trattati. Il sistema di bonifica in Veneto. Consorzio di bonifica: ruolo, compiti e storia. Il Piano per la riduzione del Rischio Idrogeologico Anbi/Piano nazionale degli invasi: le ricadute sul Veneto. L’allertamento in emergenza regionale. La mappa del rischio idrogeologico. Siccità estate 2017. Il piano degli interventi. Dove reperire le informazioni in caso di emergenza. “Buone pratiche” nell’utilizzo dei social in caso di emergenza. Analisi sulla vulnerabilità del territorio. Analisi precipitazioni e cambiamenti climatici. Situazione dissesto dell’Emilia Romagna. Il protocollo Unitalia – Protezione Civile. Il volume “Note tecniche sulle alluvioni ed i servizi idrici integrati”.  Al termine, ci sarà la visità guidata all’impianto ed al Museo delle Idrovore. Introduzione Fabrizio Stelluto, presidente Argav, Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, Paolo Ferraresso, presidente Consorzio di bonifica Bacchiglione. Relatori: Andrea Crestani, direttore Anbi Veneto, associazione regionale dei consorzi per la gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue del Veneto, Gianluca Garro, opera nell’ufficio stampa di #Italiasicura, struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche della presidenza del Consiglio dei Ministri, Renato Drusiani, dal 2013 advisor tecnico dell’area Idrico-Ambientale di Federutility, autore di numerose pubblicazioni in materia di acqua, energia, archeologia idraulica e management dei servizi pubblici locali, Marci Amanti, responsabile del servizio Geologia Applicata e Idrogeologia del Dip. Difesa del Suolo/Servizio Geologico d’Italia. Per la visita guidata all’impianto ed al Museo idrovore: Francesco Veronese, direttore Consorzio di bonifica Bacchiglione.

Insetticidi neonicotinoidi, poco efficaci e dannosi per l’ecosistema, finalmente sulla via del tramonto? Rischio economico degli agricoltori ridotto grazie al fondo mutualistico mais.

Secondo uno studio della Task Force Internazionale sui Fitofarmaci Sistemici (TFSP), pubblicato dalla rivista scientifica “Environmental Science and Pollution Research, l’uso degli insetticidi neonicotinoidi nelle pratiche agricole, particolarmente l’uso profilattico su larga scala (concia dei semi di mais e altre colture), non è così efficace come si poteva pensare e causa di un forte impatto sull’ambiente.

Il controllo dei parassiti potrebbe più efficacemente essere effettuato applicando pienamente la Difesa Integrata individuando quali zone effettivamente richiedono interventi di controllo e qualora necessario adottando  metodi alternativi più vantaggiosi per l’ambiente e le tasche degli agricoltori. Gli insetticidi neonicotinoidi sono tra i più usati in agricoltura, ma allo stesso tempo sono ritenuti corresponsabili della riduzione delle popolazioni di api, bombi, farfalle, insetti acquatici e persino di alcune specie di uccelli. La stessa Unione Europea si sta occupando della questione ed in questi giorni ha pubblicato, attraverso l’EFSA (l’Agenzia europea sulla sicurezza alimentare), una nota in cui riconosce il rischio derivante dall’uso dei neonicotinoidi per le api.

Danno ambientale molto serio, già nel 1996 testimoniata la poca efficacia. La TFSP, nello studio appena pubblicato, di cui è primo autore Lorenzo Furlan, dirigente del Settore Ricerca Agraria di Veneto Agricoltura, ha sintetizzato ben 200 studi con l’obiettivo di valutare l’effetto reale dell’uso massiccio dei fitofarmaci sistemici in agricoltura, e lo sviluppo di meccanismi di resistenza da parte dei parassiti. Nonostante i neonicotinoidi siano stati introdotti nel mercato nel 1991, già nel 1996 ci furono casi documentati di resistenza da parte dei parassiti. Ora, la TFSP ha presentato una serie di strategie alternative per la difesa delle colture coltivate su larga-scala, concludendo che un nuovo quadro di riferimento è necessario per realizzare un modello di agricoltura realmente sostenibile, basato principalmente sui servizi ecosistemici naturali anziché su prodotti fitosanitari tossici. “L’essersi troppo affidati agli insetticidi sistemici per il controllo dei parassiti – ha detto al riguardo il vicepresidente della Task Force e ricercatore del Centro Nazionale di Ricerca Scientifica francese Jean-Marc Bonmatin – ha portato ad un danno ambientale molto serio che sta mettendo a rischio la stessa produttività agricola per gli effetti negativi sugli organismi utili che forniscono direttamente e indirettamente servizi eco sistemici fondamentali. Questo nuovo studio è importante perché prova che esistono diverse alternative percorribili all’uso degli insetticidi sistemici, facenti parte della difesa integrata, applicazione dei cui principi è obbligatoria nell’UE”.

Fondo mutualistico mais. Lo studio presenta, tra l’altro,  i risultati di un sistema assicurativo innovativo per il mais che protegge gli agricoltori da eventuali rischi economici, sostituendo buona parte dei geodisinfestanti, con costi molto inferiori all’uso profilattico dei neonicotinoidi come concianti, senza causare danni ambientali. Il sistema (Fondo mutualistico Mais) è stato messo a punto proprio  in Italia e particolarmente nel Veneto grazie a Condifesa Veneto e Friuli e Veneto Agricoltura. Trattasi di un fondo di solidarietà tra gli agricoltori che compensa eventuali perdite di raccolto impreviste. La compensazione è proporzionale alle risorse finanziarie del fondo e copre rischi attualmente non coperti dalle compagnie assicurative private, tra cui le calamità naturali (inondazioni) e danni da animali selvatici e parassiti. “Nell’esperienza veneta, il Fondo Mutualistico Mais riduce il rischio economico per gli agricoltori. L’approccio assicurativo risulta molto meno costoso rispetto all’acquisto degli insetticidi stessi, con vantaggio economico netto per gli agricoltori e allo stesso tempo per l’ambiente”, sottlinea Lorenzo Furlan.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

12 marzo 2018, si tiene a Montegrotto Terme (PD) l’assemblea annuale dei Ristoranti Regionali, quest’anno dedicata al piacere di mangiare all’italiana

alcune ricette regionali

Sarà per la calda ospitalità offerta, in tutti i sensi, visto che si parla di Terme Euganee,  sta di fatto che il Veneto torna ad ospitare l’assemblea annuale di Ristoranti Regionali, associazione nata nei primi anni Settanta del secolo scorso dall’aggregazione spontanea di alcuni ristoratori lombardi. Quest’anno l’incontro è dedicato a “Il piacere di mangiare all’italiana“, e si terrà lunedì 12 marzo sera nell’Hotel Terme Imperial di Montegrotto Terme (PD).

Convivio approntato da chef provenienti da diverse regioni. L’associazione, che conta associati in nove regioni d’Italia, da tre anni si è costituita “no profit” ed ha aggiunto all’attività di promozione e salvaguardia della cucina tipica regionale, intesa come espressione di cultura ed elemento indispensabile all’offerta turistica, iniziative a scopo benefico. All’assemblea annuale, che vedrà i soci riuniti per valutare l’attività svolta nello scorso anno, discutere i programmi per quello in corso, presentare nuovi associati, seguirà una cena preparata da cinque chef provenienti da Lombardia, Marche, Trentino, Veneto e Sardegna, ognuno dei quali presenterà una specialità del proprio territorio.

Fonte: Servizio stampa Ristoranti Regionali

7 marzo 2018, tra farine e pane, alla Biblioteca La Vigna di Vicenza si parla di pan biscotto e “veneti polentoni”

Mercoledì 7 marzo alle 17.30 Galliano Rosset presenterà nella Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza il suo ultimo libro, “Farine: pane e polenta sulle tavole venete”, edito da Editrice Veneta e patrocinato dalla Regione Veneto e dal Comitato Proloco UNPLI Vicenza.

Cibo fondamentale fino alla scoperta dell’America. Attraverso le varie epoche e con un’attenzione al mondo veneto, nel testo si traccia la storia del pane, dalla semina alla panificazione anche in tempo di guerra e così si ha modo di cogliere l’importanza di questo alimento base, anche nelle diverse forme con le quali veniva venduto e un bel cenno viene fatto al “pan biscotto“, tipicamente veneto, che ne consentiva la conservazione. Il pane fu cibo fondamentale fino al XVI secolo, quando venne introdotto dall’America il mais, detto “granturco” per la stranezza della sua forma, e gli venne affiancata la preparazione della polenta. Fu una vera rivoluzione e tanto piacque nel Veneto da caratterizzare i suoi abitanti: veneti polentoni.

Fonte: Biblioteca La Vigna

Regione Veneto stanzia nel 2018 contributi per le aziende agricole che adottano sistemi di prevenzione danni da specie protette e fauna selvatica

terreno calpestato dai cinghiali

La Regione Veneto finanzia anche per il 2018 gli aiuti alle imprese agricole per prevenire e indennizzare i danni provocati da specie protette e fauna selvatica. Con il fondo regionale previsto dalla legge quadro sulla caccia, sono messi a disposizione  200 mila euro per contributi alle imprese agricole zootecniche che adottano sistemi di prevenzione, come i recinti elettrificati semipermanenti o mobili e i dissuasori faunistici. Nel 2016 e nel 2017 questi sistemi di protezione sono stati acquisitati direttamente dalla Regione, mediante le risorse messe a disposizione dal progetto europeo Life Wolfalps (da cui la Regione è uscita, ndr).

A gestire i contributi sarà l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura. I contributi regionali, non più di 10 mila euro per progetto, saranno assegnati sulla base dell’istruttoria condotta da Avepa. Tra i criteri di priorità ci sono l’età degli imprenditori agricoli (7 punti aggiuntivi sono riconosciuti agli under 40), il non aver beneficiato in precedenza di dotazioni e attrezzature fornite dai progetti europei Life Wolfalps e Life Nature, e praticare l’attività zootecnica in forma vagantiva, come pastori e mandriani di malga.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Mais Ogm, i dati di oltre vent’anni confermano resa superiore, riduzione degli insetti dannosi e minor presenza di contaminanti pericolosi. Ma Greenpeace definisce questa tecnica superata ed un freno per l’innovazione ecologica.

Dallo studio condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dall’Università di Pisa, che ha analizzato i dati relativi a 21 anni di coltivazioni nel mondo, dal loro inizio nel 1996 fino al 2016, in Usa, Europa, Sud America, Asia, Africa e, Australia, è emerso che le colture di mais transgenico hanno una resa superiore dal 5,6% al 24,5%, aiutano a ridurre gli insetti dannosi nei raccolti e hanno percentuali inferiori di contaminanti pericolosi negli alimenti, come micotossine (-28,8%) e fumonisine (-30,6%).

L’analisi è stata coordinata da Laura Ercoli, docente di Agronomia e Coltivazioni Erbacee all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, con la quale hanno collaborato Elisa Pellegrino, Stefano Bedini e Marco Nuti. “Questa analisi – spiega Laura Ercoli – fornisce una sintesi efficace su un problema specifico molto discusso pubblicamente. Lo studio ha riguardato esclusivamente l’elaborazione rigorosa dei dati scientifici e si è basata su 11.699 osservazioni che riguardano le produzioni, la qualità della granella, il contenuto in micotossine, l’effetto sugli insetti target e non-target, i cicli biogeochimici come contenuto di lignina negli stocchi e nelle foglie, perdite di peso della biomassa, emissione di anidride carbonica dal suolo. I dati permettono di trarre conclusioni univoche, aiutando ad aumentare la fiducia del pubblico nei confronti del cibo prodotto con piante geneticamente modificate”.

Mas. Commentando lo studio, Greenpeace ha sottolineato come le colture Ogm, considerate una panacea per la produzione di cibo, costituiscano in realtà un freno per l’innovazione ecologica in agricoltura. «Mentre mancano colture Ogm resilienti ai cambiamenti climatici – sostiene Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia – esistono tecniche di selezione molto più all’avanguardia ed efficaci come la Mas, Marker Assisted Selection – Selezione Assistita da Marcatori, che sta già avendo brillanti risultati come varietà di frumento resistenti alla siccità e varietà di riso resistenti alle inondazioni, senza le problematiche degli Ogm, come quella del monopolio delle sementi”. 

Fonte: Garantitaly.it

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17 marzo 2018, a Treviso il socio Argav Armando Mondin presenta il suo libro “Fermo Immagine”

Sabato 17 marzo 2018, alle ore 15.30, il giornalista socio Argav Armando Mondin, che collabora al mensile in dialetto veneto Quatro Ciàcoe, presenterà a Treviso, nel Salone del Circolo Unificato Esercito (già Circolo Ufficiali), in via Reggimento Italia Libera 5, il suo libro di poesie “Fermo Immagine“.

A presentare la pubblicazione e l’autore sarà il capitano Ferruccio Falconi, giornalista, scrittore, poeta e console generale onorario del Lesotho. All’incontro parteciperanno la giornalista e scrittrice Lucia Beltrame Menini, la scrittrice e germanista Romana de Carli Szabados, l’artista e pittrice Ivana Panizzo.

Il direttivo e i soci Argav si congratulano con il collega Armando Mondin e gli augurano il miglior successo.

 

Start up, Veneto quarta regione italiana per numero di nuove imprese innovative, attive anche nel mondo agricolo

In Italia operano 8.581 startup innovative, delle quali 789 (9,2%) sono attive nel Veneto, che si posiziona al quarto posto nella graduatoria regionale dopo Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Un’area in rapida crescita quella delle startup, visto che si contano 23.858 soci e 10.262 dipendenti in totale, con un fatturato medio per impresa che nell’ultimo anno è quasi raddoppiato, passando da 115 a 208 mila euro (+81%).

L’Agri Startup Day 2018 è stato anche l’occasione per confrontarsi più in generale sul tema dell’innovazione in agricoltura e del “mondo startup” attraverso una serie di interventi: Alberto Negro, direttore di Veneto Agricoltura, Francesca Gambarotto, presidente di Galileo Visionary District, Giulia Turra di Start Cube – Incubatore Universitario d’Impresa e Lucio Brotto di Etifor, spinoff dell’Università di Padova. Ma di cosa si occupano queste neoimprese? Il ventaglio è ovviamente ampio, ed una fetta interessante tratta di prodotti e servizi per il settore agricolo e agroalimentare. Di tutto questo si è è parlato nei giorni scorsi a Legnaro (Pd) alla Corte Benedettina in occasione dell’Agri Startup Day 2018, evento organizzato da Veneto Agricoltura, in collaborazione con Galileo Visionary District e Start Cube, con l’obiettivo di presentare al mondo agricolo le startup innovative del nostro territorio. Oltre 170 persone hanno partecipato all’evento, a conferma che il “mondo startup” rappresenta un forte richiamo, in particolare per i giovani.

Cinque le startup venete poste sotto i riflettori e che hanno così potuto presentare il loro percorso di formazione e crescita e i loro prodotti e servizi dedicati al settore agricolo e agroalimentare: Archetipo, che si occupa di monitoraggio ambientale per l’agricoltura di precisione; DiFlora srl, laboratorio di tecniche innovative di micropropagazione; EzLab srl che ha presentato AgriOpenData, la più potente piattaforma online per l’ottimizzazione del settore agroalimentare; Drimac srl che produce una zappatrice innovativa grazie a sensori di precisione e ad un particolare sistema oleodinamico; Envicom Associati che offre servizi legati alla geologia ambientale, alla pianificazione e alla progettazione e valorizzazione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura