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Regione Veneto eroga 200 euro di contributo ad ettaro a chi coltiva barbabietole da zucchero

Per la campagna agraria 2018 la Regione Veneto stanzia fino a 200 euro a ettaro per le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una delle colture che aiutano lo sviluppo sostenibile delle campagne”, fa notare l’assessore regionale all’agricoltura. “L’avvicendamento tra colture diverse aiuta a mantenere la produttività dei suoli, a conservarne le caratteristiche agronomiche e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie”.

Nel Padovano uno dei due zuccherifici ancora attivi in Italia. “Inoltre – aggiunge l’assessore – il Veneto ha una antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero e ha nello zuccherificio di Pontelongo, in provincia di Padova, uno dei due stabilimenti agroindustriali ancora attivi in Italia per la produzione dello zucchero. Sostenere la coltivazione della materia prima, la barbabietola, significa aiutare in modo concreto la filiera “corta”, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”.

Per accedere ai contributi le aziende dovranno inoltrare domanda ad Avepa, l’agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, che curerà l’istruttoria e l’approvazione delle graduatorie. Il bando regionale, che conta un budget di 750 mila euro, si rivolge a superfici che l’anno precedente non erano seminate a barbabietole e che non beneficiano di aiuti del Programma di sviluppo rurale per interventi agroclimatici e ambientali o di agricoltura biologica.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

L’addetto di cucina oggi si specializza nella ristorazione socialmente responsabile, al via a Creazzo (VI) un corso gratuito FSE per disoccupati, domande entro giovedì 1 marzo 2018

Un addetto di cucina che riesca ad essere un punto di riferimento per una ristorazione collettiva socialmente responsabile, vale a dire attenta agli sprechi alimentari, all’efficienza energetica, alle esigenze di specifici target di consumatori. È l’opportunità di formazione professionale gratuita offerta a persone disoccupate e finanziata dal Fondo Sociale Europeo, in sinergia con il Fondo Europeo di sviluppo Regionale.

7 i posti disponibili. La domanda di partecipazione va presentata entro giovedì 1 marzo 2018, la selezione degli allievi si svolgerà martedì 6 marzo 2018 dalle ore 9.00 presso il Centro Formazione Esac in via Piazzon, 40 – Creazzo (VI). Per informazioni: contattare il numero 0444 964300 o scrive una e-mail:  antonella.sartori@ascom.vi.it. Altre info a questo link.

Il corso prevede 60 ore di formazione di teoria nelle aule e nelle cucine del Centro Formazione Esac di Creazzo (VI), seguite da un tirocinio di 240 ore in aziende selezionate. Programma didattico: La strategia della RSI (Responsabilità Sociale d’Impresa) nella ristorazione (12 ore); Applicare la RSI nell’azienda ristorativa (28 ore); Fare marketing e comunicare la RSI (20 ore).

Fonte: Università del Gusto Vicenza

Energia, nuovi obiettivi europei su efficienza e rinnovabili

L’Europarlamento intende negoziare precisi obiettivi vincolanti con i Ministri dell’UE al fine di aumentare entro il 2030 l’efficienza energetica e la quota delle energie rinnovabili nel mix energetico totale. Ha quindi approvato nuovi obiettivi vincolanti a livello UE per un miglioramento del 35% dell’efficienza energetica, una quota minima pari almeno al 35% di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia e una quota del 12% di energia da fonti rinnovabili nei trasporti entro il 2030.

Per raggiungere tali obiettivi, gli Stati Membri dell’UE sono invitati a fissare le necessarie misure nazionali, che saranno monitorate secondo le nuove regole sulla governance dell’Unione dell’energia. Vediamo in sintesi i contenuti dei nuovi obiettivi europei.

Efficienza energetica dell’UE: obiettivo vincolante del 35%. Per quanto riguarda l’efficienza energetica, il Parlamento ha votato in favore di un obiettivo minimo vincolante del 35% e di obiettivi nazionali indicativi. Tale obiettivo sarà definito sulla base del consumo energetico previsto per il 2030 seguendo il modello PRIMES (simulando il consumo energetico e il sistema di approvvigionamento energetico nell’UE). La risoluzione sull’efficienza energetica è stata approvata con 485 voti favorevoli, 132 contrari e 58 astensioni.

Energia rinnovabile: obiettivo vincolante del 35%. In una risoluzione legislativa separata, approvata con 492 voti favorevoli, 88 contrari e 107 astensioni, i deputati hanno affermato che nel 2030 la quota di energie rinnovabili deve essere pari al 35% del consumo energetico dell’UE. Dovrebbero inoltre essere fissati obiettivi nazionali, dai quali gli Stati Membri sarebbero autorizzati a discostarsi, a determinate condizioni, fino a un massimo del 10%.

Trasporti: biocarburanti più avanzati, olio di palma vietato entro il 2021.
Nel 2030, ogni Stato Membro dovrà garantire che il 12% dell’energia consumata nei trasporti provenga da fonti rinnovabili. Il contributo dei biocarburanti cosiddetti di “prima generazione” (composti da colture alimentari e da mangimi) dovrà essere limitato ai livelli del 2017 con al massimo il 7% del trasporto stradale e ferroviario. I deputati intendono inoltre vietare l’uso dell’olio di palma a partire dal 2021. La quota dei biocarburanti avanzati (che hanno un impatto minore sull’uso del suolo rispetto a quelli basati sulle colture alimentari), dei carburanti rinnovabili per i trasporti di origine non biologica, dei combustibili fossili a base di rifiuti e dell‘elettricità rinnovabile, dovrà essere pari almeno all’1,5% nel 2021, con un aumento fino al 10% nel 2030.

Stazioni di ricarica. Entro il 2022, il 90% delle stazioni di rifornimento lungo le strade delle reti transeuropee dovrà essere dotato di punti di ricarica ad alta potenza per i veicoli elettrici.

Biomassa. I regimi di sostegno alle rinnovabili derivanti dalla biomassa devono essere concepiti in modo tale da non incoraggiare un uso inappropriato della biomassa ove esistano impieghi industriali o materiali che offrono un valore aggiunto più elevato, in quanto il carbonio catturato nel legno verrebbe liberato se fosse bruciato per riscaldamento. Per quanto riguarda la produzione di energia, occorre pertanto dare priorità alla combustione dei rifiuti di legno e residui.

Autoconsumo e comunità energetiche. Il Parlamento europeo vuole garantire che i consumatori che producono energia elettrica nei loro edifici (autoconsumo) abbiano il diritto di consumarla e di installare sistemi di stoccaggio senza dover pagare oneri, canoni o imposte. Il mandato negoziale chiede inoltre agli Stati Membri di valutare gli ostacoli esistenti all’autoconsumo di energia prodotta nei territori dei consumatori, di promuovere tale consumo e di garantire che i consumatori, in particolare le famiglie, possano aderire alle comunità delle energie rinnovabili senza essere soggetti a condizioni o procedure ingiustificate.

Piani nazionali e ruolo della Commissione europea. Per raggiungere gli obiettivi dell’Unione dell’energia, ogni Stato Membro deve notificare alla Commissione un “Piano nazionale integrato per l’energia e il clima” alla Commissione europea entro il 1° gennaio 2019 e, successivamente, ogni dieci anni. Il primo Piano coprirà il periodo dal 2021 al 2030, mentre i Piani seguenti copriranno il periodo di dieci anni immediatamente successivo alla fine del periodo coperto dal Piano precedente. La Commissione dovrebbe valutare i “Piani nazionali integrati per l’energia e il clima” e formulare raccomandazioni o adottare misure correttive qualora ritenesse che i progressi compiuti siano insufficienti o che siano state adottate azioni insufficienti. La risoluzione sulla governance dell’Unione dell’energia è stata approvata con 466 voti favorevoli, 139 contrari e 38 astensioni.

Prossime tappe. I negoziati potranno iniziare immediatamente poiché il Consiglio ha approvato i suoi orientamenti generali sull’efficienza energetica il 26 giugno e sulle energie rinnovabili e la governance dell’Unione dell’energia il 18 dicembre del 2017.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

XIV Rapporto sul turismo del vino in Italia, senza impegno politico non c’è crescita

cantina sociale di Gambellara

Un settore in buona salute ma che stenta a decollare e a non sfruttare tutto il suo potenziale economico e occupazionale per la mancanza di forti strategie pubblico-private che mettano in rete e a sistema le risorse di un Paese in cui il vino e il buon cibo sono fortemente interconnessi con le bellezze artistiche e paesaggistiche di tanti territori. E’ quanto emerge dai dati dell’anteprima del XIV Rapporto sul Turismo del Vino in Italia, curato dall’Università di Salerno per conto delle Città del Vino, forniti nei giorni scorsi alla Bit (Borsa Italiana del Turismo) di Milano, alla presenza di Floriano Zambon (presidente Città del Vino), Giuseppe Festa (professor dell’Università di Salerno, direttore scientifico del corso di perfezionamento in Wine Business e curatore del Rapporto), Carlo Pietrasanta (presidente del Movimento Turismo del Vino).

Istituzioni e privati, rapporti ancora labili. Il XIV Osservatorio evidenzia, già nel titolo – “Attualità e prospettive nell’evoluzione dell’enoturismo – Le reti di collaborazione tra enti pubblici (soprattutto “Piccoli Comuni”) e operatori del comparto” – la necessità di rafforzare la collaborazione sui territori tra istituzioni e operatori privati. Se, infatti, il livello medio dei servizi degli operatori enoturistici (cantine, ristoratori, albergatori, etc) sul territorio comunale è giudicato discreto (7,05 in media, con quasi il 40% delle risposte che riconosce un voto pari o superiore a 8), ben 2 Comuni su 3 hanno già buoni rapporti di collaborazione con la Strada dei Vini o dei sapori del territorio, il cui funzionamento però è ritenuto poco più che sufficiente (6,12 in media); ma per lo più per mancanza di risorse economiche a sostegno della programmazione di attività. Tuttavia quasi 6 Comuni su 10 hanno realizzato negli ultimi 5 anni uno o più progetti per migliorare i servizi agli enoturisti, con grande vantaggio anche per le cantine e gli altri operatori privati. Infatti, gli enoturisti che arrivano nel territorio comunale, in termini di percentuale sul fatturato delle aziende vitivinicole, sembrano incidere in media per il 31,35% e per il 37,44% sul fatturato della filiera (ristoranti, alberghi, altri produttori tipici, etc). E ancora. Più di 2 Comuni su 3 (69,41%) non prevedono la tassa di soggiorno e circa il 40% dei Comuni non ha un ufficio turistico; quando c’è, non si procede a stime ragionate delle presenze enoturistiche. Secondo i Comuni, l’attività su cui dovrebbero investire gli operatori per migliorare i servizi agli enoturisti è al primo posto la formazione del personale (35,81%), seguita dalla pubblicità (27,16%).

Su 420 comuni, 85 hanno risposto all’indagine. Per quasi il 90% dei rispondenti il flusso di arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto ai dati del precedente Osservatorio: circa 14 milioni di accessi enoturistici nel 2017 per un fatturato di almeno 2,5 miliardi euro. Il XIV Rapporto Turismo Vino – Anteprima 2018 ha preso a campione i Comuni associati a Città del Vino, invitati a rispondere prima tramite email (universo) e successivamente tramite promemoria telefonico (campione). Al termine dell’indagine risultano 85 rispondenti “effettivi”. Il perimetro d’indagine, in conclusione, riguarda 85 Comuni su 420 (ossia il 20,24%). “Per quanto riguarda il modello territoriale enoturistico, pensato soprattutto, ma non solo, per i piccoli Comuni – commenta il professor Giuseppe Festa – sembra emergere qualche differenza di valutazione nella rilevanza percepita dagli operatori della filiera enoturistica tra piccoli Comuni e Comuni non piccoli. In tal senso, la legge sui piccoli Comuni offre diverse soluzioni per incrementare la collaborazione enoturistica sul territorio in una prospettiva di governance. Il Rapporto evidenzia, infine, un’intensa vivacità dei Comuni rispondenti nell’impegnarsi in attività di supporto all’enoturismo. Allo stesso tempo – conclude Festa – si avverte una richiesta di maggior collaborazione, aggregazione e integrazione, per la cui realizzazione sembra naturale coinvolgere in un ruolo sempre più strategico l’Associazione Nazionale Città del Vino, a partire dal rafforzamento dell’Osservatorio del Turismo del Vino”.

Documento “programmatico” da parte delle Città del vino. “L’enoturismo è un’occasione preziosa per la promozione, l’occupazione e le economie locali. La politica deve farne tesoro, ci aspettiamo un impegno serio durante la prossima legislatura per mettere finalmente a sistema un settore dal grande potenziale che ha bisogno però d’essere guidato”, avverte il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon. Proprio nei giorni scorsi le Città del Vino hanno inviato alle segreterie dei partiti un documento “programmatico” che affronta alcuni temi chiave rappresentati dai sindaci dell’Associazione, che mette in rete oltre 420 Comuni italiani a vocazione vitivinicola. Tra i punti messi all’attenzione della politica: il piano regolatore delle Città del Vino, lo sfruttamento delle nuove tecnologie a livello turistico, il sostegno alle Città d’Identità e al terzo settore e lo sviluppo dell’enoturismo, anche con il contributo delle Strade del Vino, il punto d’incontro naturale tra cantine, operatori privati e strategie pubbliche delle istituzioni locali”.

Fonte: Servizio stampa Città del Vino

2018 Anno del cibo italiano: nominati i 13 esperti del Comitato tecnico di coordinamento, tra Petrini, Farinetti, Bottura, Cottarella, Calabrese e Montanari anche “l’artigiano della pizza” napoletano Enzo Coccia

Il Ministro Franceschini (Cultura e Turismo) ha approvato la direttiva che dedica il 2018 “Anno del cibo italiano“. Attraverso la costituzione di un apposito Comitato e la stretta collaborazione con il Mipaaf (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali), saranno promosse iniziative e azioni in grado di rappresentare durante l’anno la produzione eno-gastronomica e la cucina italiana come grandi attrattori turistici del nostro Paese.

I 13 esperti del Comitato. Franceschini ha nominato i 13 esperti di chiara fama che faranno parte del Comitato Tecnico di Coordinamento presieduto dal direttore generale Turismo del MiBACT, Francesco Palumbo: 1) Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, 2) Oscar Farinetti, imprenditore e presidente fondazione E. di Mirafiore 3) Cristina Bowerman, presidente Ambasciatori del Gusto 4) Massimo Bottura, chef 5) Riccardo Cottarella, presidente dell’Unione Internazionale Enologi 6) Giorgio Calabrese, medico nutrizionista e docente di Alimentazione e Nutrizione umana all’Università del Piemonte Orientale 7) Marco Gualtieri, presidente di Seeds&Chips 8) Claudia Sorlini vice presidente del Touring Club Italiano, già professore ordinario di Microbiologia Agraria all’Università degli Studi di Milano e membro della Steering Committee of the EU Scientific Programme for Expo 2015 9) Enzo Coccia, pizzaiolo 10) Elisabetta Moro, professore ordinario di Antropologia culturale e Tradizioni Alimentari del Mediterraneo all’Università suor Orsola Benincasa di Napoli 11) Mauro Rosati, direttore Generale Fondazione Qualivita 12) Massimo Montanari, professore ordinario di storia dell’Alimentazione e presidente di Casa Artusi 13) Raffaele Borriello, direttore generale di Ismea

Azioni rivolte all’estero. Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) e Mipaf attueranno una completa ricognizione di prodotti agricoli e agroalimentari di eccellenza, ricette della cultura alimentare e culinaria dei territori italiani, circuiti ed itinerari di offerta enogastronomica, eccellenze di conoscenze e sapere. Questi interventi sono funzionali anche al rafforzamento di itinerari interregionali di offerta turistica, in coerenza con il lavoro già realizzato con il 2016 Anno dei Cammini e il 2017 Anno dei Borghi. Dell’infinito patrimonio italiano, verrà promossa la conoscenza internazionale, con particolare riferimento all’organizzazione di esperienze gustative relative ai prodotti a denominazione di origine e ad indicazione geografica. Insieme al MAECI (Ministero degli Affari Esteri)  ed agli Istituti Italiani di Cultura all’estero, verrà realizzata una grande campagna di comunicazione internazionale sul brand Italia. Inoltre, il progetto “Vivere all’italiana” consentirà una promozione della lingua italiana, arte e cultura, archeologia e sistema museale, enogastronomia, università e ricerca, scienza e tecnologia, design, industria culturale e creativa, sport, territori. Insieme al Mipaaf, al Maeci e al Miur (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) verrà promossa la cucina italiana di qualità. Attraverso l’organizzazione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo Ambasciate, Consolati e Istituti italiani di Cultura presenteranno i prodotti alimentari di eccellenza rappresentativi dell’Italia e del gusto italiano a milioni di consumatori nel mondo, in prosecuzione delle tematiche di Expo Milano 2015.

Favorito l’accesso al credito delle imprese del settore turistico-culturale-enogastronomico. Verrà definito un accordo tra Ministero e Cassa Depositi e Prestiti per sviluppare i servizi di accoglienza (informazione, didattica, visite guidate, agri-musei, etc.) rivolti ai turisti presenti lungo gli itinerari di turismo lento. L’obiettivo è favorire l’accesso al credito delle imprese operanti nel settore turistico-culturale e del turismo enogastronomico con investimenti diretti allo sviluppo di prodotti agricoli ed enogastronomici che possano arricchire i percorsi di visita. In tutta Italia il Mibact compone, selezionando e patrocinando iniziative regionali e territoriali, il Calendario delle Attività dell’Anno del Cibo. Un lungo cartellone di eventi, un grande viaggio da Nord a Sud del Paese, che rappresenterà un ulteriore elemento di attrattività per i turisti di tutto il mondo. Particolare attenzione sarà dedicata ad una campagna di comunicazione, anche sui social, da realizzarsi insieme ad Enit. E’ in corso di realizzazione una piattaforma informativa orientata, oltre che alla diffusione delle iniziative realizzate, all’approfondimento e alla divulgazione dei temi trattati dall’Anno del Cibo.

Fonte: Servizio stampa Mipaaf

Stasera all’incontro Argav-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) si parla di edilizia sostenibile e prodotti agroalimentari veneti

foto di repertorio, incontro Argav-Wigwam, in piedi il presidente Argav Fabrizio Stelluto

Questa sera, venerdì 23 febbraio 2018, verso le ore 19.00, i soci Argav torneranno ad incontrarsi al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd), in via Porto 8, per la conviviale mensile di aggiornamento.

A moderare l’incontro Fabrizio Stelluto, presidente Argav. Questa volta saranno ospiti Sergio Benetello, presidente Italian Solar Infocenter, per presentare un nuovo brevetto italiano, il modulo costruttivo ecocostenibile Icaro, Jonathan Morello Ritter, presidente nazionale giovani Confapi, per presentare il progetto agroalimentare Boxit, Giovanni Taliana, presidente sezione Alimentare Confindustria Pd-Tv, per presentare il progetto di raggruppamento agroalimentari Veneto Rete Buon Gusto Italiano, Giorgio Agugiaro, titolare Molini Agugiaro e Figna, per parlare di come si sta attrezzando l’industria molitaria in merito all’origine dei grani in etichetta, Mariuccia Pelosato, neopresidente Fis (Fondazione Italiana Sommelier) Veneto e Andrea Bonini, direttore Seminario Permanente Luigi Veronelli, per parlare di vini e territori, Lino Segantin, direttore della rivista polesana “Ventaglio Novanta”, per parlare del progetto “La via di Karol attraversa il Polesine”, di cui parlerà anche Efrem Tassinato, chef giornalista presidente della Rete Wigwam, nostro anfitrione, Narciso Gobbo, presidente associazione fagiolo Verdòn di Quarto d’Altino (VE) e Claudio Grosso, sindaco di Quarto d’Altino, per parlare di “un fagiolo da…minestra”. Conclusi gli interventi, seguirà un assaggio di pasta e fagioli Verdòn e di “panino veneto” fatto con pane zoccoletto e prosciutto cotto veneto di alta qualità prodotto da Agostini Elio di San Martino di Lupari (Pd) accompagnati da vini Raboso e Grapariol dell’azienda vinicola Barbaran di Zenson del Piave (Tv). La partecipazione è aperta a soci Argav e pubblico, previa conferma, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Info e accreditamenti: arzerello@wigwam.it – tel. 333 3938555.

Agriturismo: il 26 febbraio 2018, a Mestre (VE) si parla del passaggio di competenze delle Province alla Regione e della nuova classificazione qualitativa, espressa con i girasoli

foto Agriturist, Agriturismo Tenuta Castel Venezze, San Martino di Venezze (Ro)

Forte di 53.428 strutture ricettive (alberghiere e extralberghiere) per complessivi 707.406 posti letto, il Veneto ha una grande attrattività turistica. Gli agriturismi sono 1.465, di cui 931 svolgono il servizio di pernottamento, per un totale di 13.246 posti letto (dati Regione Veneto). Dei grandi cambiamenti in arrivo con il pacchetto di riordino, contenuto nella legge di stabilità 2017, che assegna alle Regioni tutte le competenze sugli agriturismi che prima erano in capo alle Province, in base alla legge regionale 28 del 2012, si parlerà lunedì 26 febbraio nel convegno, aperto a tutti gli operatori agrituristici, organizzato da Confagricoltura e Agriturist Veneto a Mestre (VE) alle 15.30 nella sede dell’organizzazione di categoria in via Monteverdi 15.

All’incontro presenti i dirigenti del turismo della Regione Veneto. Sarà la Regione Veneto, dunque, a occuparsi da quest’anno del riconoscimento e della verifica dei requisiti, così come della classificazione delle aziende agrituristiche e della loro valorizzazione e promozione. Sempre alla Regione toccherà svolgere l’attività di controllo sul rispetto dei requisiti e dell’esercizio degli agriturismi, con applicazione delle sanzioni in caso di inadempienze o violazioni. “E’ sempre più difficile lavorare con una babele di enti che esegue i controlli – sottolinea Leonardo Granata, presidente di Agriturist Veneto, e riunire le competenze in una sola mano comporterà una semplificazione e un’organizzazione della macchina burocratica migliore, che ci auguriamo non costringa più in futuro a difenderci da rilievi assurdi che hanno bloccato le attività anche per parecchi giorni”.

Tra le prime novità che la Regione metterà in campo, grazie al cambio di competenze, sarà la classificazione, da 1 a 5, che verrà data agli agriturismi veneti con i girasoli, che corrispondono alle stelle degli hotel. La classificazione avrà lo scopo di dare al pubblico un’idea complessiva di massima del livello di comfort (comodità dell’accoglienza), della varietà di servizi (animazione dell’accoglienza) e della qualità del contesto ambientale (natura, paesaggio, tranquillità) che ciascuna azienda agrituristica è in grado di offrire.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Sostenibilità in agricoltura, nell’arco di vent’anni, migliorati in Italia tutti gli indici sull’impatto ambientale

L’agricoltura pesa il 6% sul totale delle emissioni di CO2 che si riversano sull’ambiente contro il 63% prodotto da trasporti, processi industriali e manifatturiero. Inoltre, in Italia, il trend degli ultimi 20 anni sulla sostenibilità del settore è più che positivo: crescono le colture green e le energie rinnovabili; diminuisce drasticamente l’uso di chimica impattante; aumenta la manutenzione del verde realizzata dagli agricoltori, che vale 2,4 miliardi di euro l’anno. Questi alcuni dati dello studio, che parte dalla rielaborazione degli ultimi documenti ufficiali della FAO, presentato da Cia-Agricoltori Italiani in occasione della VII Assemblea elettiva, in corso a Roma, che ha visto la riconferma alla presidenza di Dino Scanavino.

Gli indici in miglioramento. Troppo spesso – sottolinea l’organizzazione agricola – intorno all’agricoltura circolano messaggi fuorvianti e non suffragati dai dati, come l’idea che il settore inquini e consumi troppe risorse. Al contrario, in Italia migliorano tutti gli indici sull’impatto ambientale: -25% emissioni di CO2, -27% di pesticidi, -31% di erbicidi e -28% di fungicidi. In più, crescono sia la produzione di energia green (+690%) che le superfici biologiche (+56%). Si registra anche una riduzione dell’uso di acqua, grazie al miglioramento delle tecniche di irrigazione, che puntano sulla precisione, per esempio con il passaggio dall’impianto a pioggia con quello a goccia.A oggi, il consumo rimane però consistente, la risorsa acqua resta indispensabile per coltivare quei prodotti agroalimentari di qualità che, solo nell’ultimo anno, hanno fruttato 41 miliardi di euro sui mercati stranieri.

Punto di debolezza, sostenibilità economica. Se migliora la sostenibilità ambientale, però, le imprese agricole italiane faticano ancora sul fronte della sostenibilità economica, afferma l’organizzazione agricola. Una situazione che ha cause ben precise: poche risorse destinate a ricerca e sviluppo, burocrazia elefantiaca e alti costi di produzione. In più mancano strumenti strutturali, ormai indispensabili, come quelli relativi alla gestione del rischio in agricoltura con gli imprenditori esposti sempre più spesso a lunghi periodi di maltempo e siccità senza alcun “ombrello” assicurativo e con il moltiplicarsi di eventi metereologici estremi per effetto dei cambiamenti climatici. Rimangono senza soluzione anche le questioni legate al governo della fauna selvatica e al funzionamento di Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura dove continuano disservizi e anomalie. La politica nazionale, insomma, resta ancora poco attenta al settore, salvo attestarsi, di volta in volta, i meriti e i successi del made in Italy agroalimentare nel mondo, che nascono piuttosto dai sacrifici e dalle intuizioni degli imprenditori agricoli. L’unica nota positiva  – conclude la nota Cia – arriva dall’incremento annuo del reddito agricolo che nel 2017 cresce, seppur di un modesto 2%, dopo tanti anni caratterizzati dal segno meno.

Fonte: Servizio stampa Cia-Agricoltori italiani

Storia di Francesco e Maria, che da oltre cinquant’anni custodiscono l’ultimo lembo verde nella zona industriale di Padova

Alcuni componenti del direttivo Argav insieme a Francesco (terzo da sx) e Maria (quinta da sx) Pagnin nel circolo di campagna Wigwam Il Presidio sotto il portico

“Se ad un contadino togli la terra, è come se gli togliessi l’anima”. Parla chiaro Stefano Pagnin del Circolo Wigwam Il Presidio sotto il portico, sorto nel 2004 per tentare di ricostruire un tessuto sociale disperso da più di cinquant’anni di devastazioni urbanistiche intorno a casa Pagnin, in via Gramogne, uno degli ultimi esempi di edilizia rurale nella Zip (Zona Industriale di Padova).

Francesco e Maria, custodi del territorio in tutti i sensi. Lo scorso 16 febbraio il direttivo Argav ha avuto l’opportunità di riunirsi nella casa colonica sede del circolo e di conoscere Francesco e Maria Pagnin, genitori di Stefano, che porta avanti con loro una bellissima testimonianza di vita dedicata al lavoro agricolo, alla custodia e alla difesa di quest’angolo verde di territorio, un “luogo – affermano gli autori del documentario che potete vedere di seguito – diventato simbolo di una memoria storica che non vuole scomparire, dispersa da un progresso che ha poco rispetto per le proprie origini, e per le persone”.

Tra fine febbraio e aprile 2018, il Gal Patavino organizza seminari e corsi gratuiti per gli imprenditori agricoli del territorio

Il Gal Patavino organizza tra fine febbraio e aprile 2018 corsi e seminari finanziati dal Psr per il Veneto 2014-2020, rivolti esclusivamente ad imprenditori agricoli (titolari, loro coadiuvanti, salariati e partecipi familiari) la cui azienda ha sede nei comuni dell’ambito territoriale designato dal Gal: Agna, Anguillara Veneta, Arquà Petrarca, Bagnoli di Sopra, Baone, Barbona, Battaglia Terme, Boara Pisani, Carceri, Cartura, Casale di Scodosia, Castelbaldo, Cinto Euganeo, Conselve, Due Carrare, Este, Galzignano Terme, Granze, Lozzo Atestino, Masi, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Merlara, Monselice, Montagnana, Montegrotto Terme, Ospedaletto Euganeo, Pernumia, Piacenza d’Adige, Ponso, Pozzonovo, Rovolon, Saletto, San Pietro Viminario, Santa Margherita d’Adige, Sant’Elena, Sant’Urbano, Stanghella, Teolo, Torreglia, Tribano, Urbana, Vescovana, Vighizzolo d’Este, Villa Estense e Vo’.

Corso “Social Network: strategia di promozione del territorio e web-marketing” che si terrà a Conselve (PD) nella Cooperativa Sociale Lunazzura (viale dell’Industria 3) di lunedì con orario 18.00/22.00 dal 26 febbraio al 9 aprile. Per scaricare la locandina con i contenuti del corso e la scheda di adesione, cliccare qui.

Seminario “Bilancio energetico e conto termico: opportunità per il settore primario – un incentivo vantaggioso per il risparmio energetico nelle aziende agricole”, che si terrà sia a Monselice (PD) nella sala della Loggetta (Via del Santuario 6) mercoledì 28 febbraio dalle 18.00 alle 22.00 e mercoledì 14 marzo dalle ore 18.00 alle 22.00. Per scaricare la locandina con i contenuti del corso e la scheda di adesione, cliccare qui; sia a Conselve (PD) nella Cooperativa Sociale Lunazzura (viale dell’Industria 3) mercoledì 7 marzo dalle 18.00 alle 22.00 e mercoledì 21 marzo dalle ore 18.00 alle 22.00. Per scaricare la locandina con i contenuti del corso e la scheda di adesione, cliccare qui.

Ulteriori informazioni: Cipat Veneto tel. 041.929167 email: info@cipatveneto.it, Confagricoltura Padova tel. 049.8223512 email: formazione@unioneagricoltoripd.it, Impresa Verde Padova tel. 049.8997319 email: stefano.menara@coldiretti.it

Fonte: Servizio stampa Gal Patavino