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Pesca in Unione Europea, la Corte dei conti europea richiede maggiori controlli

Secondo una relazione della Corte dei conti europea, occorrono maggiori sforzi affinché l’UE disponga di un sistema di controllo della pesca efficace. A giudizio della Corte, gli Stati membri e la Commissione europea hanno compiuto progressi nell’ultimo decennio; tuttavia, l’UE non dispone ancora di un sistema di controllo della pesca sufficientemente efficace a supporto della politica comune della pesca.

La politica comune della pesca (PCP) mira a garantire la sostenibilità a lungo termine degli stock ittici e del settore della pesca. Molti stock sono ancora oggetto di pesca eccessiva per cui occorrono sforzi costanti per un’efficace gestione della pesca. La PCP comprende perciò misure tese a limitare la capacità delle flotte pescherecce e a gestire la pesca con l’imposizione di limiti alle catture, come i contingenti, e all’attività di pesca, come le restrizioni allo sforzo di pesca o le norme tecniche per talune attività di pesca. Il successo della PCP richiede la definizione e l’applicazione di un sistema di controllo efficace. Il regime di controllo è stato riformato l’ultima volta nel 2009 per ovviare alle gravi debolezze rilevate dalla Corte dei conti europea nella relazione speciale n.7/2007.

Gli auditor hanno visitato quattro Stati membri: Spagna, Francia, Italia e Regno Unito (Scozia). Nessuno di questi quattro paesi aveva verificato a sufficienza l’esattezza dei dati relativi alla capacità della propria flotta peschereccia né delle informazioni sui pescherecci contenute nei rispettivi registri delle flotte. Nessuno aveva verificato il tonnellaggio dei pescherecci e due non avevano verificato la potenza motrice. Inoltre, la Corte ha rilevato significative discrepanze tra i dettagli relativi ai pescherecci riportati nei registri delle flotte e quelli contenuti nei documenti giustificativi.

A giudizio della Corte, nel complesso gli Stati membri esaminati hanno adeguatamente attuato le misure di gestione della pesca. I sistemi di controllo dei pescherecci via satellite hanno fornito informazioni utilissime per il monitoraggio ed il controllo delle attività di pesca. Tuttavia, per effetto delle esenzioni previste dal regolamento sul controllo, l’89% della flotta UE non è stato monitorato, impedendo così una gestione efficace della pesca in alcuni settori e per talune specie. “Gli Stati membri non hanno ancora dato piena attuazione al regolamento sul controllo della pesca nell’UE“ ha affermato Janusz Wojciechowski, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione, “ed occorre modificare alcune disposizioni normative se si vuole che gli Stati membri attuino un controllo efficace delle attività di pesca”.

Scarsa trasparenza. Gli Stati membri hanno gestito in modo soddisfacente l’utilizzo dei contingenti di pesca. Tuttavia, quando hanno affidato alle organizzazioni di produttori la gestione della distribuzione dei contingenti, non sempre erano a conoscenza dei criteri da queste utilizzati. Questa scarsa trasparenza ha reso difficile individuare i reali beneficiari delle possibilità di pesca, valutare eventuali potenziali impatti negativi sull’ambiente e sulle economie locali, nonché adottare, ove necessario, misure correttive. La Corte ha rilevato anche esempi di buone pratiche, in cui le organizzazioni professionali di pescatori hanno chiesto ai propri membri di osservare misure di conservazione supplementari, ma più mirate rispetto a quelle previste dalla politica comune della pesca.

I dati sulle attività di pesca raccolti nel quadro del regolamento sul controllo non erano sufficientemente completi ed attendibili. Secondo la Corte, i dati sulle catture relativi ai pescherecci che compilano dichiarazioni in formato cartaceo, una quota significativa della flotta dell’UE, erano incompleti e spesso registrati in maniera non corretta. Esistevano significative discrepanze tra gli sbarchi dichiarati e le successive note di prima vendita. Due dei quattro Stati membri visitati non hanno condiviso e tracciato in misura sufficiente le informazioni sulle attività svolte dai pescherecci di uno Stato membro di bandiera nelle acque di un altro. I processi di convalida dei dati applicati dagli Stati membri erano insufficienti. Inoltre, vi erano significative differenze tra i dati sulle catture totali registrati dagli Stati membri e quelli di cui disponeva la Commissione.

In generale, gli Stati membri visitati hanno pianificato e condotto le ispezioni sulle attività di pesca in modo soddisfacente. Gli ispettori non avevano però un accesso in tempo reale alle informazioni sui pescherecci, il che riduceva l’efficacia delle ispezioni e, anche se erano state definite procedure standard per le ispezioni, queste non venivano sempre applicate. I risultati delle ispezioni non erano sempre correttamente comunicati e le sanzioni applicate non fungevano sempre da efficace deterrente. Il sistema a punti, un’innovazione fondamentale per garantire un trattamento equo degli operatori di pesca, non era applicato in modo uniforme nei diversi Stati membri e persino all’interno di uno stesso Stato membro.

Fonte: Servizio Stampa Corte dei conti europea

 

Tambre (BL), oggi al Museo Regionale dell’Uomo in Cansiglio si inaugura la sala paleobotanica con l’esposizione di tronchi preistorici

Oggi, venerdì 23 giugno 2017, a Tambre (BL), nel Museo dell’Uomo in Cansiglio “A. Vieceli”, viene inaugurata la sala dedicata alla paleobotanica con l’esposizione di tronchi preistorici (datati circa 12.000 anni fa) trovati nella torbiera di Palughetto nella Foresta del Cansiglio. Nell’occasione, sono stati presentati i risultati del progetto “Un archivio paleo ambientale e archeologico: la torbiera di Palughetto“.

Indagare il clima del passato, per capire quello del futuro. Sempre più attuali, infatti, sono gli studi sulle variazioni climatiche e sugli impatti che queste provocano sull’ambiente naturale e sulle attività umane; importanti e continue sono le ricerche sul clima del passato, soprattutto in ambienti estremi, inalterati e isolati come i rilievi alpini, i ghiacciai, poiché conservano le informazioni su quanto è accaduto in epoche remote nell’atmosfera, nei mari, sulle terre emerse e nel mondo animale e vegetale, diventando così archivi naturali. Veri e propri serbatoi naturali di dati sono i depositi lacustri, le torbiere e i tronchi d’albero, per la loro capacità di registrare i mutamenti climatici secondo un ordine cronologico ben definito. La torbiera di Palughetto, in Pian Cansiglio, già nota per le interessanti ricerche archeologiche, ha conservato nei millenni i resti delle antiche foreste che si sono espanse in occasione dello scioglimento dei ghiacci, confermando l’importanza che il Cansiglio e le sue foreste hanno avuto nella ricolonizzazione forestale delle Alpi.

Programma. 9.30 – 10.00 Registrazione partecipanti 10.00 – 10.20 Apertura dei lavori, Alberto Negro, direttore dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario. 10.20 – 10.30 Intervento della Amministrazione Provinciale di Belluno Settore Sviluppo Economico, Sociale e Culturale. 10.30 – 10.50 Il sistema-cultura in Cansiglio per la valorizzazione del territorio, Paola Berto, dirigente Settore Attività Forestali – Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario. 10.50 – 11.30 Archeologia e ambiente in Cansiglio: la torbiera di Palughetto, Marco Peresani, dipartimento di Studi Umanistici Sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche – Università di Ferrara. 11.30 – 11.50 Le ricerche archeologiche in Cansiglio, Davide Visentin, Dipartimento di Studi Umanistici Sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche – Università di Ferrara. 11.50 – 12.10 Il restauro conservativo del legno bagnato, Angela Allini, Opus Restauri di Parma. 12.10 – 12.30 Discussione e conclusione dei lavori. A questo link è possibile scaricare l’opuscolo del Museo Regionale dell’Uomo in Cansiglio che sarà consegnato ai partecipanti dell’evento.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura Museo dell’Uomo in Cansiglio

Vendemmia 2017 in Veneto, precoce ed inferiore al 2016

L’annata vitivinicola 2017 sarà senz’altro ricordata per la sua precocità, che risulta addirittura più marcata rispetto a quella record del 2007. Di conseguenza, stiamo andando incontro ad una vendemmia anticipata di una decina di giorni rispetto alla media. Le varietà precoci (Chardonnay e Pinot) saranno infatti raccolte prima di Ferragosto, mentre subito a ruota seguiranno le altre uve. Quantità: non sarà comunque un’annata abbondante a causa della minor fertilità delle gemme, senz’altro inferiore rispetto allo scorso anno.

Sotto il profilo sanitario, ad oggi, il vigneto veneto risulta sanissimo, i problemi casomai potrebbero arrivare dalla siccità che perdura da troppo tempo. Se entro una decina di giorni non dovesse risolversi questa grave situazione di carenza idrica, l’attuale “buono stato” del vigneto veneto rischia di peggiorare. Nessun problema invece per le aziende dotate di sistemi di irrigazione artificiale che già parlano di possibile ottima vendemmia. Ecco, in estrema sintesi, le prime indicazioni sull’annata vitivinicola e la prossima vendemmia nel Veneto emerse nel corso del primo focus dello “storico” Trittico Vitivinicolo Veneto promosso da Veneto Agricoltura, Regione, ARPAV, CREA-VIT e tenutosi lo scorso 21 giugno a Conegliano presso il CIRVE dell’Università di Padova.

Gelate e fattore “siccità”. Quest’ultimo è stato marcato da Francesco Rech, del Servizio Meteorologico dell’ARPAV, che ha analizzato l’andamento meteo di questo primo semestre dell’anno. Con l’esclusione del mese di febbraio, gli altri cinque mesi sono risultati infatti tra i meno piovosi di sempre. Anche le temperature sono da record, registrando fasi molto calde a partire già da maggio. Va però ricordata la gelata del 19/20 aprile che ha colpito gran parte dell’Italia e quindi anche la nostra regione. Questa “due giorni” di freddo intenso è stata analizzata dal direttore di CREA-VA, Diego Tomasi, che ha spiegato nei dettagli le conseguenze per il vigneto. Va ricordato, infatti, che la gelata si è interposta tra il germogliamento precoce dovuto alle alte temperature di marzo e la fioritura rapidissima di maggio.

Fattore umano determinante. In sostanza, le viti hanno dovuto fare i conti con oscillazioni termiche importanti e una generale carenza idrica persistente. Ciononostante, i tecnici parlano di un’annata vitivinicola che non sta andando per niente male, anzi. Gran parte del merito spetta senz’altro ai tecnici che operano in vigneto, la cui professionalità ha raggiunto livelli altissimi, coadiuvati dai centri di ricerca preposti.

Il concetto moderno di agricoltura sposa la biodiversità. Altro tema molto importante e di grande attualità affrontato durante il focus di Conegliano ha riguardato le opportunità, alcune già utilizzabili e altre futuribili, destinate a migliorare la sostenibilità del vigneto. Michele Giannini di Veneto Agricoltura e Paolo Fontana di World Biodiversity Association hanno sottolineato l’importanza di mantenere, anche in vigneto, la fertilità del suolo. Il viticoltore, dunque, amico della biodiversità e della qualità dell’ambiente. Concetti che sempre più bisognerà tenere in grande considerazione e che esperienze quali la certificazione “Biodiversity Friend”, ricerca tutta italiana, dimostrano che è questa la strada da seguire. Un modello, quello elaborato dalla veronese World Biodiverity Association, che sta suscitando grande interesse in molti Paesi (Cina e Messico compresi), che evidentemente hanno capito quanto sia importante far andare a braccetto agricoltura e biodiversità. Studiare la complessità dei processi produttivi in grado di ridurre la perdita di biodiversità in agricoltura rappresenta oggi un passaggio obbligato.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Salvaguardia delle barene, giovedì 22 giugno 2017 a Venezia la conferenza finale del progetto europeo Life Vimine

© Concorso fotografico “Le stagioni della Laguna – paesaggio, flora e fauna” – 2007

Giovedì 22 giugno 2017, all‘Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti (Palazzo Cavalli Franchetti, campo Santo Stefano 2847) a Venezia, saranno presentati i risultati del progetto europeo LIFE VIMINE, che si propone di definire ed applicare un nuovo tipo di approccio integrato alla gestione del territorio, basato sulla protezione dall’erosione delle barene e paludi più interne della Laguna di Venezia. Questi habitat unici, appartenenti alla rete ecologica Natura 2000 a protezione della biodiversità in Europa, rischiano di scomparire a causa di processi naturali e, principalmente, impatti umani di varia natura.

I cardini dell’approccio integrato sono: ingegneria naturalistica a basso impatto ambientale-paesaggistico per la prevenzione dell’erosione delle barene; monitoraggio e manutenzione ordinari e continuativi del territorio lagunare; partecipazione attiva di comunità locali (ad es. pescatori) e portatori d’interesse; valutazione dei benefici socio-economici della conservazione delle barene.

Programma. Al mattino saranno illustrati e discussi i risultati del progetto, mentre la sessione pomeridiana dal titolo “Dove va la gestione della laguna: un approccio più integrato è possibile?” verterà sulle idee e direzioni per una gestione futura della laguna. Il progetto è coordinato dal gruppo LASA dell’Università di Padova e vede, fra i partner, anche il comune di Venezia, il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (ex MAV) e il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive. La partecipazione al convegno è gratuita ma, considerato il numero limitato di posti, è richiesta la prenotazione al seguente link

Fonte: Comune di Venezia, Direzione Sviluppo del Territorio e Città Sostenibile, Settore Tutela e Benessere Ambientale

Registro vitivinicolo on line, a pochi giorni dall’attivazione, solo il 35 per cento di aziende si sono registrate

viti valle dei Laghi (TN)

È stato definito dal ministero per le Politiche agricole “un passo importante verso la semplificazione e la razionalizzazione”, ma per i viticoltori il nuovo registro dematerializzato vitivinicolo, che impone alle aziende di annotare tutte le operazioni di cantina per via telematica attraverso il portale Sian (Sistema informativo agricolo nazionale), rappresenta una grande preoccupazione in vista della prossima vendemmia.

Il passaggio dai vecchi registri cartacei alle nuove procedure on line, che coinvolgerà circa 3.100 aziende vitivinicole in Veneto, non è infatti così semplice, come dimostra il fatto che, a pochi giorni dal termine del 30 giugno che prevede l’attivazione del registro ufficiale, solo il 35 per cento delle aziende lo ha attuato. E per chi non adempirà all’obbligo sono previste sanzioni che vanno dai 500 ai 15.000 euro. chiediamo

Necessarie proroga del periodo finestra e sospensione delle sanzioni fino a dicembre. Confagricoltura chiede perciò di ampliare il periodo di accompagnamento delle aziende verso il nuovo sistema fino al 10 dicembre, sospendendo l’applicazione delle sanzioni previste. “La nostra organizzazione ha accolto con favore la strada intrapresa dal ministero verso la semplificazione degli adempimenti – spiega Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Veneto -, che ci porterà a ridurre le ore dell’aggravio burocratico che fino ad oggi gravava sulle aziende nel compilare la documentazione. Rileviamo tuttavia alcune difficoltà nel passaggio al nuovo sistema, che non è ancora completamente a regime e presenta software e compilazioni articolate che potrebbero portare a compiere errori. Un timore amplificato dalla concomitanza con la vendemmia, ormai vicina, che comporterà un sovraccarico di lavoro tra la campagna e la cantina, lasciando poco tempo al disbrigo delle pratiche burocratiche. Perciò chiediamo di far arrivare il periodo di accompagnamento al 10 dicembre, termine ultimo della dichiarazione della produzione vitivinicola, in modo da avere più tempo per prendere confidenza con i nuovi software e le procedure”.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

 

19-25 giugno 2017, Settimana europea dell’energia sostenibile, gli appuntamenti a Venezia per celebrarla

Dal 19 al 25 giugno 2017, a Venezia si tiene la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, con centina di eventi “Energy Day” realizzati con il coinvolgimento dei maggiori operatori del settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il tutto,  ad ingresso libero e gratuito.

Obiettivo della manifestazione, organizzata dallʼAssociazione NordEstSudOvest e da Europe Direct del Comune di Venezia, è quello diffondere le migliori pratiche, ispirare nuove idee e favorire attività di networking nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabili. La Settimana veneziana è patrocinata dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Regione Veneto, dagli enti locali, dagli Ordini professionali e da altri soggetti. L’evento veneziano è inserito nel programma ufficiale europeo.

Fonte: Europe Direct Comune di Venezia

23 giugno 2017, inizia da Venissa “Incontri in cantina”, la nuova inziativa Argav a carattere enologico realizzata in collaborazione con Arte&Vino

Da giugno a dicembre 2017 Argav, in collaborazione con l’associazione Arte&Vino, propone una nuova iniziativa legata al mondo enologico. Si tratta di “Incontri in cantina”, un modo informale e gustoso per avvicinarsi alla conoscenza del “nettare degli dei”. In tutto saranno 4 uscite a tema per 20/25 persone al massimo.

Prima uscita a Venezia e precisamente a Mazzorbo, per la visita alle ore 17 di Venissa. Focus dell’incontro sarà l’analisi sensoriale e la tecnica della degustazione, con la compilazione della scheda di valutazione. Relatore sarà Ottavio Venditto, mglior Sommelier Ais d’Italia 2014, costo di partecipazione per i soci Argav 10 euro a persona. Considerato che molti non hanno la “carta venezia”, c’è la possibilità di usufruire di un trasporto privato al costo di 15 euro a persona A/R con partenza da Altino (Quarto d’Altino) alle ore 16 (non sono ammessi ritardi) e rientro da Mazzorbo tra le 20.00 e le 21.00. Saranno inviati ai soli partecipanti le specifiche del posto ad Altino dove arrivare con l’auto. Le eventuali adesioni sono da inviare prima possibile alla segretaria Argav, Mirka Cameran (cell. 339-6184508, email: argav@fastwebnet.it), esplicitando se si intende di usufruire del trasporto da Altino.

Gli altri appuntamenti in programma ad “Incontri in cantina” sono: venerdì 22 settembre 2017, ore 17, Arquà Petrarca (PD), cantina Vignalta, argomento “Mineralità, sapidità e acidità. Quali le differenze? Come si riconoscono? Come incidono sulla tipologia di vino e di abbinamento col cibo?” venerdì 3 novembre 2017 ore 17 a Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR), cantina Aldegheri, argomento “Struttura, Persistenza, Età Evolutiva. Come incidono sulla tipologia di vino e di abbinamento col cibo?”, relatore Marco Mitola – Sommelier di Arte&Vino; venerdì 15 dicembre 2017 ore 17 Crocetta del Montello (TV) cantina Villa Sandi, argomento “Abbinamento cibo – vino. Gli aspetti principali di riferimento”, relatore Ottavio Venditto, miglior Sommelier Ais d’Italia 2014.

Siccità, misure d’emergenza e buone pratiche per limitare gli sprechi irrigui

Novissimo in secca

Irrigazione in fasce orarie limitate, maggiore attenzione nelle modalità di derivazione dell’acqua ed evitare un invaso “ingordo” che vada oltre le reali esigenze. Mercoledì 14 giugno scorso, nel corso di un’assemblea pubblica con gli agricoltori, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha presentato misure d’emergenza e buone pratiche per limitare gli sprechi irrigui nel bacino del delta del Brenta.  

«La siccità avanzata in questi mesi è sempre più preoccupante. Tuttavia con il Cda del Consorzio ci siamo dati un obiettivo a cui vogliamo tenere fede: garantire che in questa zona si possa piantare il radicchio. Per questo abbiamo messo in campo una serie di misure d’emergenza e vogliamo scrivere con gli agricoltori le regole per gestire l’uso dell’acqua limitando gli sprechi» ha affermato il presidente del Consorzio Bacchiglione, Paolo Ferraresso.

La situazione. La carenza d’acqua quasi fisiologica nella stagione estiva per il Naviglio Brenta e il Novissimo, una rete irrigua complessa e obsoleta, l’utilizzo sregolato delle derivazioni da parte delle valli da pesca, la presenza di coltivazioni che richiedono un’ingente quantità d’acqua, sono criticità preesistenti che la siccità di questo periodo non fa che peggiorare.

La soluzione. Ogni anno il Consorzio di bonifica Bacchiglione attraverso il sistema Leb (un canale lungo 44 km che partendo da Belfiore si immette in Bacchiglione a Montegaldella) deriva l’acqua dell’Adige per rimpinguare il Naviglio Brenta e il Novissimo, che presentano spesso una situazione di carenza idrica. In questo modo è possibile garantire l’irrigazione nella zona che dalla Riviera del Brenta si estende fino a Chioggia passando per il Piovese.

Quando anche l’Adige è in secca. Come in questo periodo, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha adottato alcune misure straordinarie per far fronte al problema: pompe d’emergenza sul Novissimo, accordi con il Genio Civile per la regolazione delle paratoie che scaricano in laguna, sfalci straordinari per migliorare il deflusso dell’acqua, un dialogo aperto con le valli da pesca per regolamentare le loro derivazioni, sono i passi ritenuti indispensabili per migliorare la gestione delle acque. Un grande impegno che perderebbe di utilità senza la collaborazione dei singoli agricoltori.  «Faremo il possibile per ottimizzare il servizio e garantirne l’efficienza, ma è indispensabile la collaborazione i tutti – ha affermato Ferraresso –. è necessario però un cambio di mentalità, se ognuno guarda al suo orticello ne risentono gli interessi di tutti. Ecco perché chiediamo agli agricoltori di tenere comportamenti virtuosi che aiutino la gestione dell’acqua: niente più personalismi, quindi, l’acqua è un bene prezioso e comune».

Fonte: Servizio stampa Consorzio di Bonifica Bacchiglione

 

No alla dicitura “latte” per le bevande vegetali, pronunciamento della Corte di Giustizia europea

La Corte di Giustizia europea si è pronunciata sul rischio di ambiguità delle indicazioni sulle bevande vegetali stabilendo che “i prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni come ‘latte’, ‘crema di latte’ o ‘panna’, ‘burro’, ‘formaggio’ e ‘yogurt’, che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale” anche se “tali denominazioni siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione”.

Sanato un danno indiretto al vero settore lattiero caseario. “Già i nostri allevatori devono fare i conti ogni giorno con le distorsioni del mercato, i notevoli investimenti imposti dalle normative, il continuo aumento del costo con le materie prime. Se poi ci si mettono anche le ambiguità sulle indicazioni, non è più finita, ben venga dunque il pronunciamento della Corte di Giustizia europea, che ha messo un punto fermo sulla questione”, ha affermato in una nota Giovanni Roncalli, presidente di Coldiretti Padova.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

16-18 giugno 2017, all’Orto Botanico di Padova una tre giorni dedicati al profumo

Dalla collaborazione tra Accademia del Profumo e Orto Botanico di Padova è nato “Straordinario sentire. Trilogia del profumo in tre atti“, che si terrà dal 16 al 18 giugno negli orari di apertura dell’Orto botanico (ore 9-19, ingresso via Orto botanico 15).

Le iniziative in programma. Si tratta di uno speciale percorso olfattivo in grado di far scoprire al pubblico come nascono i profumi. Molte le attività in programma: una mostra interattiva, uno spettacolo teatrale ispirato a ‘Il profumo’ di Suskind, un workshop di composizione floreale per adulti e laboratori tematici per bambini e ancora visite guidate a tema ed incontri con i ‘Nasi’, i creatori delle più famose fragranze.

Ingresso. Per tre giorni l’Orto Botanico sarà accessibile con biglietto unico a 5 euro (restano validi gli abbonamenti e le consuete gratuità). Incontri e attività saranno ad orario fisso e a prenotazione obbligatoria. Maggiori info a questo link

Fonte: Servizi al pubblico, promozione ed eventi Giardino della Biodiversità, Orto Botanico di Padova