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Il giardino come gioco la tematica del corso organizzato dal 19 gennaio 2017 dal Gruppo Giardino Storico di Padova

gruppogiardinistoricipadova

LOUIS HAGHE, The transept of the Crystal Palace, 1851, Londra, Victoria and Albert Museum

L’Università degli Studi di Padova ospita dal 1991, nel Dipartimento di Biologia – Orto Botanico, i corsi annuali di aggiornamento interdisciplinare sul giardino e il paesaggio, organizzati dal Gruppo Giardino Storico di Padova con lo scopo di contribuire alla formazione di una coscienza paesaggistica e alla salvaguardia del nostro patrimonio storico-ambientale.

Corsi rivolti a insegnanti, tecnici ed esperti del settore, studenti, proprietari di giardini, appassionati. Il prossimo corso inizierà il 19 gennaio 2017, ed avrà come traccia tematica il gioco. Il giardino, infatti, da sempre è un luogo ludico, di trasgressioni giocose e condivise, facilitate dal trovarsi a contatto con la natura, quindi in un ambiente più libero, diverso dal consueto. Sorpresa e finzione, travestimento e gioco amoroso, distolgono da schemi e formalità sociali in uso, dando la sensazione dell’altrove. Il gioco, quindi, è una delle componenti costitutive del giardino in tutta la sua storia e ne ha segnato l’evoluzione compositiva.

Dal Rinascimento ai nostri giorni. Le grotte e i ninfei dei giardini rinascimentali e barocchi sono luoghi di gioco per eccellenza, con scherzi d’acqua e automi semoventi, come pure gli alberi sagomati dai topiari e i teatri di verzura, intesi come giocose meraviglie. La capillare e rapida diffusione del gioco della pallamaglio (palle malle) nel Seicento contribuisce alla creazione dei grandi viali lineari alla francese, come ancora testimoniano i Mall di Hyde Park a Londra o il Viale della pallamaglio in Villa Pamphilj a Roma. Nel Settecento le corti europee, sull’esempio di Maria Antonietta e del suo bucolico Hameau de la Reine nel parco di Versailles, giocano nei giardini a interpretare la vita di pastori e contadini. Nel medesimo secolo nascono giardini esplicitamente dedicati al gioco e al divertimento: i Vauxhall Gardens in Inghilterra, presto replicati in tutta Europa. Nell’Ottocento la consapevolezza del ruolo salutistico dell’attività fisica fa modificare la conformazione dei parchi pubblici che iniziano ad accogliere spazi specializzati per il gioco; e proprio la funzione igienica e sociale del gioco sarà la matrice nel Novecento per la creazione dei Volkspark tedeschi. Nel dopoguerra in Europa si creano nei parchi veri e propri paesaggi per il gioco e si diffonde una nuova generazione di parchi concepiti sul modello dell’archetipo californiano di Disneyland (EuroDisney, Parc Asterix, Gardaland …). Il gioco è un argomento sempre più centrale anche nel discorso contemporaneo sullo spazio urbano, tanto che viene interpretato come uno strumento di socializzazione per contrastare i fenomeni di isolamento nelle metropoli: ne sono esempi i nuovi Brooklyn Bridge Park a New York o il Maggie Daley Park a Chicago.

Riflessione più complessiva sul paesaggio e sullo spazio in generale. Anche fenomeni apparentemente diversi che hanno investito il mondo del paesaggio, come la diffusione degli orti urbani o il neo-ruralismo, traggono motivo di popolarità proprio dalla suggestione ludica che propongono. L’uso ludico degli spazi (urbani, ‘giardinieri’, rurali, naturali) si sta infatti sviluppando come mai prima d’ora e il rapporto col paesaggio per molte persone avviene oggi attraverso la mediazione di attività al limite tra il gioco e lo sport (jogging, mountain bike, parapendio …) che, oltre alla dimensione del divertimento, esaltano il senso dell’esplorazione e dell’avventura, del rischio e dell’immaginazione. Torniamo a occuparci di giardino storico, il tema che ci contraddistingue, non come di un soggetto di ricerca e sapere chiuso, ma piuttosto come di un punto di partenza per una

Un viaggio studio nelle Alpi Marittime e in Costa azzurra permetterà ai partecipanti di verificare dal vivo alcune delle problematiche proposte dal corso. Le lezioni si svolgono a Padova, presso il Complesso Didattico di Biologia e Biomedicina Fiore di Botta, via del Pescarotto 8, il giovedì, ore 16.00 – 18.30. Contributo di partecipazione 95 € (studenti 50 €). Info: email: segreteria@giardinostoricounivpadova.it.  Coordinatore responsabile del corso: Antonella Pietrogrande. Direttori del corso: Francesca Chiesura Lorenzoni, Francesca Dalla Vecchia. Fondatore: Patrizio Giulini. Segreteria: Cristina Cremonese, Silvia Datei.

Programma. 19 gennaio, ore 16.00 aula H, piano terra del Fiore di Botta. Giocare in giardino. Il ruolo del gioco nella costruzione dell’identità degli spazi verdi Franco Panzini – Università IUAV di Venezia.  26 gennaio, ore 16.00, Giochi e scherzi d’acqua nel giardino storico Luigi Zangheri – Università di Firenze, Presidente Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. 2 febbraio, ore 16.00 Giardini per città in gioco Annalisa Metta – Università degli Studi Roma Tre Dipartimento di Architettura. 9 febbraio, ore 16.00 Nascondere e rivelare. Il gioco visuale come strumento compositivo del giardino cinese Bianca Maria Rinaldi – Politecnico di Torino Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio.  16 febbraio, ore 16.00 Giocare e farsi gioco. I Gonzaga e le meraviglie dei giardini Paolo Carpeggiani – Politecnico di Milano Dipartimento di Architettura e Studi Urbani.  23 febbraio, ore 16.00 Giardino, gioco, paesaggi. Intersezioni fantastiche Anna Lambertini – Università di Firenze Dipartimento di Architettura (DiDA). 2 marzo, ore 16.00 Fallacia e verità del labirinto Carlo Donà – Università di Messina Dipartimento di Civiltà antiche e moderne.  9 marzo, ore 16.00 Correre il paesaggio. Alcuni paesaggi del divertimento sportivo nel mondo (Cina, Russia, Francia…) Serge Briffaud – École Nationale Supérieure d’Architecture et de Paysage de Bordeaux, Olivier Damée – Agence Damée, Vallet & Associés, Paysagistes, Paris. 16 marzo, ore 16.00. Tornare in campagna: finzioni arcadiche e contadini per gioco. Francesco Vallerani – Università di Venezia Dipartimento di Economia. 23 marzo, ore 16.00. Tra gioco e spettacolo: elementi ludici nella storia del giardino. Antonella Pietrogrande – Gruppo Giardino Storico Università di Padova. 30 marzo, ore 16.00 Come si forma un giardiniere per giardini e parchi storici: i Corsi di giardiniere d’arte alla Reggia di Venaria (Torino) Patrizio Giulini – Università di Padova, Maurizio Reggi – Regione Piemonte, Riccardo Forneris diplomato del Corso. 6 aprile, ore 16.00 La botanica e il gioco Tavola rotonda con: Gianpaolo Barbariol – Capo Servizio Verde Pubblico Comune di Padova, Klaus-Jürgen Evert – già Direttore Parchi e Giardini di Stoccarda, Fabrizio Fronza – Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale Provincia Autonoma di Trento, coordina Francesca Dalla Vecchia – Università di Padova. 20 aprile, visita ore 14.30-19.00 Visita al complesso di villa Porto-Pedrotti a Vivaro di Dueville (Vicenza), un singolare esempio di interpretazione del paesaggio da Palladio alla contemporaneità a cura di Lorenzo Martinelli e Bernardetta Ricatti – Gruppo Giardino Storico Università di Padova. 4 maggio, visita ore 14.30-19.00 Arte dei giardini e giardini nell’arte. Visita ai giardini di villa Tron-Mioni, Grimani-Migliorini e ai Théâtres de papier di Emanuela Briani Cagnin a Dolo (Venezia) nella Riviera del Brenta a cura di Margherita Levorato – Gruppo Giardino Storico Università di Padova.  12-13 maggio, viaggio di studio Dal gioco della topiaria, dei labirinti e dei teatri di verzura alla fiaba. Visita al giardino di villa Garzoni e al Parco di Pinocchio a Collodi (Pistoia) e ad alcuni giardini storici delle ville della Lucchesia a cura di Tessa Matteini – Università IUAV di Venezia, Studio Limes Architettura del paesaggio Firenze, Cristina Cremonese – Gruppo Giardino Storico Università di Padova. 18 maggio, ore 16.00 Dai giochi principeschi ai parchi di divertimento (XVI-XIX secolo) Hervé Brunon – Direttore di ricerca al CNRS (Centre André Chastel, Paris), Monique Mosser – Storica dell’arte e dei giardini, ingénieur honoraire au CNRS, Paris. 25 maggio, ore 16.00 Giochi, Giardini, Paesaggi: conflitti e convivenze possibili. Tavola rotonda con: Andrea Menegotto – Direttore tecnico Proap Italia, Cesare Micheletti, Loredana Ponticelli – A²Studio Projects for Researches into the Alpine Space Trento, Paola Muscari – Studio di Paesaggistica BMB Verona, coordina Mariapia Cunico – Università IUAV di Venezia. 12-18 giugno, viaggio di studio Toutes les couleurs de la Côte d’Azur: giardini e luoghi della memoria tra le rocce e il mare a cura di Luciano Morbiato – Università di Padova, Antonella Pietrogrande – Gruppo Giardino Storico Università di Padova, Jean Noel Tournier – Atelier de paysage B. et JN. Tournier, Bordeaux.

Fonte: Gruppo Giardino Storico di Padova

Vino, Veneto quarta potenza mondiale in termini di valore nell’export di vino

Vino con grappoloCon una produzione di 13.040.000 quintali di uva il Veneto si conferma, anche quest’anno, prima regione italiana per produzione di uva da vino, segnando un +4% rispetto al 2015. Di questi, ben 8.064.000 quintali, i due terzi, diventano vino a Denominazione di Origine (DOC e DOCG), mentre 3.869.000 quintali sono trasformati in vini a Indicazione Geografica Tipica (IGT).

Classifiche. Dati alla mano, ciò significa che il Veneto si posiziona al 4° posto nella classifica mondiale dei maggiori esportatori di vino in termini di valore e al 6° per quantità. Davanti solo le tre corrazzate vitivinicole mondiali, ovvero Francia, Italia (Veneto incluso) e Spagna; dietro tutti gli altri Paesi della top ten: Cile, Australia, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Argentina, Portogallo e Sudafrica. Il quadro con i dati definitivi ufficiali della vendemmia 2016 e l’analisi dei mercati internazionali del vino è stato presentato nei giorni scorsi a Lonigo (VI), nella Cantina dei Colli Berici-Collis Group, in occasione dell’ultimo appuntamento del Trittico Vitivinicolo voluto da Regione, Avepa e Veneto Agricoltura-Europe Direct.

Più in dettaglio, i tecnici regionali hanno delineato un comparto non solo in piena salute ma anche in costante crescita. Grazie all’acquisizione dei diritti d’impianto da altre regioni è aumentata la superficie vitata, che complessivamente nel Veneto supera gli 87mila ettari, con Treviso (36.583) e Verona (28.502) che fanno la parte del leone. Per quanto riguarda la produzione, la vendemmia 2016 ha superato i 13 milioni di quintali, dei quali oltre 5.394 milioni prodotti in provincia di Treviso e 4.633 in provincia di Verona. A seguire Vicenza (1.237 mln di quintali), Venezia (oltre 936.000), Padova (oltre 811.000), Rovigo (15.000) e Belluno (11.600). Di conseguenza, dall’ultima vendemmia sono stati ottenuti ben 10.208.920,51 milioni di ettolitri di vino di cui, come si è detto, costituiti per il 90% da vino a Denominazione di Origine, con il Prosecco imperatore assoluto del Veneto, seguito da Conegliamo-Valdobbiadene Prosecco, Valpolicella, Soave, Bardolino, Venezia, Bianco di Custoza, Asolo-Prosecco, Colli Berici. Il quadro completo dei dati con le slide presentate a Lonigo è disponibile al seguente indirizzo internet: http://www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=6490

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Risorsa idrica in Veneto, gli obiettivi raggiunti e quelli futuri di Anbi Veneto e Regione

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto

Spumanti, nelle festività 2016 vince il gusto secco

proseccoIn fatto di bollicine, con consumi generali ancora concentrati sull’essenzialità, anche il fine anno 2016 ricalca l’andamento del 2015, con un solo +1% di volumi. Le previsioni danno in calo soprattutto le etichette più note di Champagne e tutti gli altri marchi esteri, ad eccezione di pochi topleader e delle occasioni di prezzo dell’ultimo minuto. Ad affermarlo, è il panel storico dei 4800 di OVSE, il primo osservatorio economico dei vini effervescenti italiani, nato nel 1991 con 25 anni di report storici grazie anche a un pool di 26 aziende di ricerca di mercato dei vini in Italia e nel mondo.

Altri dati. Nel range 15-25 euro/bott è possibile acquistare in Gdo sia uno Champagne che un Franciacorta, con 6-12 euro/bott si acquistano ottimi Prosecco Superiore e Prosecco doc spumante sempre nei grandi centri commerciali. L’horeca stenta ancora a crescere per “eccesso di rincaro”. Bene invece i consumi fuori-casa, al bar (30%) e l’acquisto diretto in cantina (9%). Pacchi-mix regalo in calo, soprattutto i più abbondanti; in leggera crescita le confezioni di sole bottiglie di vino e bollicine. Leader delle vendite di fine anno al consumatore finale è la Gdo con circa il 72% nel solo mese di dicembre.

I brindisi delle festività 2016-2017 valgono 510 mio/euro, a tanto ammonta la spesa degli italiani fra consumi domestici e fuori casa, compreso i marchi esteri di vini con le bollicine. “Novità assoluta 2016-2017, però,  è la tendenza al consumo di vini dal sapore più secco e meno alcolico sia fra le bollicine metodo tradizionale che di metodo italiano”, sostiene l’Osservatorio economico dei vini effervescenti. Meglio il Prosecco Spumante extradry e brut, che il dry. Solo per il Cartizze Valdobbiadene Superiore prevale il dry, più morbido. Spopolano a tavola e nei cenoni il Franciacorta Saten e il Trendodoc brut 2016 all’insegna del gusto secco: Franciacorta brut e Franciacorta Saten brut saranno su 2 tavole ogni 5; il Prosecco doc in 7 tavole su 10, il Valdobbiadene Conegliano Superiore docg su 3 tavole imbandite di Natale ogni 6. Calo ancora significativo per l’Asti docg e per tutti gli spumanti generici dolci, in totale non saranno neanche 11 mio/bott, quelle stappate a fine anno.

Ricresce il mitico consumo dei “panettoni” a Natale in modo evidente, ma con le bollicine “brut”, cioè secche. Volano invece molto bene i tappi dei topbrand italiani del metodo tradizionale: sfioreranno le 12 mio/bott nella sola notte di fine anno. Bene i prezzi al consumo soprattutto per il Prosecco Spumante docg e doc con valori medi in crescita fra 6-9 euro la bottiglia in Gdo, da 18 a 25 euro in horeca. Continua la crescita lenta delle bollicine regionali, sempre più richieste localmente soprattutto da ristoranti e bar e nel centro-sud Italia dove ci sono ancora spazi enormi fra i consumatori. Le richieste del consumo nazionale è la prova che c’è bisogno di una promozione mirata, più diretta alle motivazione di consumo interno. “I successi all’estero sono un merito e un vanto delle imprese italiane -sostiene Giampietro Comolli, presidente di Ovse- ma non bisogna dimenticare il mercato nazionale e intraprendere strategie di sviluppo, ne va del futuro enologico tricolore. La strada del recupero del boom dei consumi di fine 2008 è lunga, anche se la bollicina resta sempre uno dei regali più apprezzati”.

Stagionalità e festività tornano a incidere. Nei giorni di festività si stapperanno in totale 58,5 mio/bott, di cui 2,9 estere con i picchi di consumo di 10,5 mio/bott in occasione del Natale, circa 34 l’ultima notte dell’anno, 3,5 mio/bott per la Befana. In totale il 40% dei consumi dell’intero anno. La stagionalità e le festività tornano a incidere in modo significativo. Solo Prosecco e Franciacorta mantengono un trend di crescita dei consumi e una destagionalizzazione consolidata.  Valori stabili in cantina (+0,1/0,4% sul 2015), valori in crescita al consumo (+1,2/1,8%  sul 2015). Il giro d’affari al consumo per queste feste sarà di 440 mio/euro, per le sole bollicine made in Italy.

Fonte: OVSE

Nato il gruppo birrai veneto di Confartigianato, a presiederlo un trevigiano

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da sx Ivan Borsato e Simone dal Cortivo

Il trevigiano Ivan Borsato è il primo presidente regionale del Gruppo Birrai di Confartigianato. Nel direttivo, eletti anche Simone dal Cortivo (Vicenza), nominato vice presidente, Luca Del Zot (Belluno) e Giovanni Feruglio (Venezia).

Chi è Borsato. Classe 1976 con due figli, opera nel settore dal 2010 a Camalò in provincia di Treviso con la sua azienda “Micro Birrificio Casa Veccia Borsato”. Il progetto di Ivan si sviluppa su tutti i livelli: birra e cibo, birra e contenitori, cucina con la birra e Laboratori con abbinamenti e degustazioni. La linea produttiva è tutta ad alta fermentazione, con rifermentazione in bottiglia, senza filtrazione e pastorizzazione. Una passione che il neo presidente riesce a trasmette sia nell’azione sindacale per la valorizzazione dei microbirrifici e la loro originalità rispetto alla produzione industriale che nel coinvolgimento dei colleghi in iniziative promozionali come ad esempio, la recente riunione nell’ambito della Rassegna Triveneta delle birre artigianali organizzata dalla Pro loco di Camalò, occasione in cui sono stati presentati il logo ed il programma dell’associazione ad oltre una ventina di imprenditori artigiani veneti della birra.

In previsione, la costituzione di un’associazione nazionale. La costituzione del gruppo a livello regionale e la nomina del gruppo dirigente non è però un punto di arrivo ma una tappa di un percorso che tende ad arrivare alla costituzione della associazione nazionale birrai artigiani in seno alla Confartigianato. “Qualità, tutela e sviluppo. Un programma semplice in soli tre punti – ha spiegato Borsato ai colleggi- che si declinerà in un percorso formativo e di certificazione della qualità anche attraverso l’istituzione di un “marchio di qualità”. Grazie all’Ente Bilaterale, l’intento è di accedere ad aiuti economici per parteciparte a manifestazioni di settore. Vogliamo candidarci a fornire al settore un organo in grado di sostenere le esigenze degli operatori del mercato, decisamente cambiate rispetto agli anni del pionierismo birrario”.

In Italia il mercato della Birra dà lavoro a 5.350 addetti diretti che diventano 137.000 unità se includiamo l’intera filiera produttiva birraria (fonte annual report Assobirra 2015). In realtà negli ultimi 3 anni l’occupazione nel settore ha avuto un calo del 5%, ma parliamo di tutta la birra. In controtendenza, invece, i microbirrifici che nell’ultimo anno hanno confermato il trend positivo con +8%, passando da poche unità negli anni 90, a 113 nel 2008, fino a 524 attivi nel 2015. Ma quanto sono in Veneto? 39 e si concentrano soprattutto nel trevigiano dove operano quasi un terzo: 13, seguiti da Verona (8), Padova (6), Vicenza (5) e Venezia (3).

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Imprese Veneto

Ambiente, massimo storico per eolico e solare, che coprono il 14 per cento della domanda elettrica. CO2 in calo ma, questa volta, non per la crisi economica.

fonti-rinnovabiliNei primi nove mesi dell’anno le fonti rinnovabili non programmabili – eolico e solare – hanno coperto il 14% della domanda di energia elettrica nazionale: un massimo storico registrato a fronte di un calo dei consumi di energia primaria (-2%) e delle emissioni di CO2 (-3%) rispetto allo stesso periodo del 2015 mentre la quota di energia elettrica prodotta da tutte le fonti green si conferma intorno al 41%. È quanto emerge dall’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano curata dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Riduzione emissioni del 29% rispetto al 2005. “L’analisi evidenzia una novità rilevante rispetto al trend degli ultimi anni,  ovvero la diminuzione dei consumi e delle emissioni,  pur in presenza di un lieve aumento del PIL. Si tratta di un’inversione di tendenza perché fino ad oggi, l’Italia è stato il solo Paese, tra le maggiori economie Ue, in cui un contributo significativo alla riduzione delle emissioni è venuto dalla crisi”, spiega Francesco Gracceva, dell’Unità Studi e Strategie ENEA, responsabile del gruppo di ricerca che cura l’analisi. “Con questo trend, a fine anno si stima una riduzione delle emissioni del 29% rispetto al 2005, in linea con gli obiettivi di riduzione fissati per il 2020 dalla SEN e con i target in discussione per il 2030”, aggiunge.

Luci e ombre. L’analisi evidenzia inoltre che l’indice ISPRED (Indice Sicurezza energetica, PRezzo Energia e Decarbonizzazione, è espresso in un range da 0 (indicatore negativo) a 1 (massimo valore positivo), elaborato dall’ENEA per misurare sicurezza energetica, prezzi e decarbonizzazione nel nostro Paese è migliorato, raggiungendo con 0,62 il massimo degli ultimi cinque anni. “Questo dato è però frutto di due andamenti contrapposti: da un lato la riduzione delle emissioni di CO2 e la conseguente decarbonizzazione del sistema, e dall’altro, il peggioramento dell’indicatore relativo ai prezzi”, sottolinea Gracceva. Sul fronte gas, i prezzi medi per i consumatori industriali segnano un tasso di riduzione del 9,5% a fronte di un calo del 17% della media dei principali paesi Ue, che implica dunque un peggioramento della posizione italiana. Inoltre, la forbice fra i prezzi italiani e quelli sul mercato di riferimento europeo (TTF) resta molto elevata, 2€/MWh, non giustificata dai costi del trasporto internazionale. Quanto ai prezzi dell’energia elettrica per le industrie, negli ultimi due trimestri 2016 sono aumentati del 3% circa rispetto al primo semestre, con un probabile ulteriore allargamento del gap fra Italia e resto d’Europa.

I paesi da cui importiamo il greggio: Iraq e Iran in crescita. Gas aumenta quello algerino, in calo quello russo. In aumento anche i prezzi del gasolio: con 1,3 €/l il prezzo del gasolio italiano nel periodo giugno – settembre si è avvicinato ai massimi dell’Unione, pari a 1,35 €/l. L’analisi evidenzia una ripresa delle importazioni di greggio (+3%) nel terzo trimestre, con l’import dall’area mediorientale in forte crescita (+38%), in particolare da Iraq e Iran. Si conferma la crescita della domanda di gas naturale (+1,9%), che fa seguito all’incremento del 4,8% registrato nel secondo trimestre. Aumenta l’import dall’Algeria (+150%), mentre cala quello da Russia (-10%) e Nord Europa, in controtendenza rispetto al resto dei Paesi europei.

Fonte: Enea

Aspettando Trump, TTIP in stallo, in fieri l’accordo UE-Messico

Bandiere TTIPCongelato. Non ancora fallito, ma ibernato in attesa di sapere cosa dirà Donald Trump quando si sarà insediato alla Casa Bianca. Il negoziato UE-USA sul trattato di libero scambio è una delle priorità della Commissione europea su cui Bruxelles non attende passi avanti, almeno per un po’ di tempo.

Le posizioni protezionistiche enunciate dal Presidente americano eletto potrebbero sancire la fine del progetto del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), l’accordo commerciale tra Europa e Stati Uniti che prevede di integrare i mercati, riducendo i dazi doganali e rimuovendo barriere non tariffarie (regolamenti, norme e standard). Obiettivo: consentire la libera circolazione delle merci e facilitare il flusso degli investimenti in quella che diventerebbe la più grande area di libero scambio del Mondo.

Accordo commerciale UE/Messico, varianti in corso. Nel quadro del suo impegno per una politica commerciale e di investimento più trasparente, la Commissione ha pubblicato una serie di proposte per l’adeguamento di vari elementi dell’accordo UE-Messico. Questi testi costituiscono la posizione negoziale iniziale dell’UE. Unitamente alle proposte, la Commissione ha reso disponibile la relazione sul secondo ciclo di colloqui svoltosi nello scorso mese di novembre in Messico. Tra gli obiettivi dei testi presentati figurano: l’aumento della partecipazione delle imprese europee alle gare d’appalto pubbliche messicane e viceversa; l’aumento della cooperazione in materia di prescrizioni sulle importazioni relative alla sicurezza alimentare e alla sanità animale e vegetale; l’agevolazione del commercio dei prodotti energetici e delle materie prime; l’estensione della protezione della proprietà intellettuale, inclusi i nomi dei prodotti tradizionali europei noti come “Indicazioni Geografiche.” Le proposte mirano a ridurre gli ostacoli normativi inutili al commercio e ad aumentare la parte dei vantaggi commerciali a beneficio delle piccole imprese oltre che a mantenere livelli elevati di tutela dei consumatori, dei lavoratori e dell’ambiente e a collaborare con il Messico in materia di sviluppo sostenibile. Ulteriori proposte dell’UE saranno rese disponibili con il progredire dei negoziati.

Fonte: Europe Direct Veneto

Nuove norme contro gli organismi nocivi per le piante

paesaggio olivicoloPubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE il Reg. 2016/2031 in materia di protezione contro gli organismi nocivi per le piante. Il nuovo quadro normativo dovrebbe aiutare gli Stati Membri a farsi trovare più preparati in caso di possibili attacchi da parte di parassiti delle piante, in particolare di provenienza extraeuropea.

Le nuove norme definiscono chiaramente le modalità per giungere a diagnosi precoci dei parassiti, migliori piani di azione per la loro eradicazione, regole di sorveglianza più severe relativamente all’importazione di piante ad alto rischio, regole avanzate per la certificazione dei prodotti vegetali, ecc. Le disposizioni stabilite dal regolamento definiscono, dunque, un nuovo sistema in grado di intercettare con tempestività gli effetti potenzialmente devastanti di alcune malattie delle piante. Il caso della Xilella fastidiosa che ha colpito gli olivi del Salento è solo l’esempio più eclatante. Le nuove norme si applicheranno a partire dal mese di dicembre 2019, con esclusione di una disposizione che dovrà essere attuata dagli Stati Membri già dal 1° gennaio 2017 che stabilisce “che chiunque venga a conoscenza della presenza di organismi nocivi  elencati nel regolamento o abbia motivo di sospettare una tale presenza, dovrà darne immediatamente comunicazione all’Autorità competente e, se richiesto, dovrà fornire tutte le informazioni in suo possesso”.

Fonte: Europe Direct Veneto

Consiglio Agricoltura UE di dicembre 2016, iniziata la lotta contro le pratiche commerciali sleali

UE-bandieraIl 12 dicembre scorso il Consiglio Agricoltura dell’UE, guidato dalla presidenza slovacca, ha adottato una serie di conclusioni sul rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare e sulla lotta contro le pratiche commerciali sleali.

Le conclusioni suggeriscono soluzioni che la Commissione e gli Stati Membri potrebbero adottare per garantire, tra l’altro, che i rischi vengano condivisi più equamente lungo la filiera agroalimentare, che la stipula dei contratti sia rafforzata e che siano migliorate la trasparenza del mercato e la gestione dei rischi.

Un quadro normativo europeo comune. Il Consiglio ha sottolineato, inoltre, l’importanza di garantire parità di condizioni a tutti gli operatori della filiera agroalimentare, risultato che potrebbe essere ottenuto con l’adozione di un quadro normativo europeo comune. Le conclusioni invitano la Commissione a condurre una valutazione d’impatto al fine di proporre un quadro normativo dell’UE o altre misure non legislative volti a combattere le pratiche commerciali sleali, nel rispetto del principio di sussidiarietà e salvaguardando i regimi nazionali funzionanti.“La correttezza è la nuova regola del gioco – ha dichiarato Gabriela Matečná, ministro slovacco dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale e presidente in carica del Consiglio. Oggi abbiamo intensificato la nostra lotta contro le pratiche commerciali sleali. Il sostegno unanime del Consiglio significa che le pratiche commerciali saranno oggetto di un attento esame a livello europeo”. Il prossimo Consiglio agricolo è in programma il 23 gennaio 2017.

Fonte: Europe Direct Veneto

 

Lutto in casa Argav

Nelle scorse ore ci ha lasciati la mamma dei soci Renzo e Ornella Michieletto. Il presidente Fabrizio Stelluto, il direttivo e i soci si stringono intorno a loro in questo momento di dolore e porgono le più sentite condoglianze, sperando che il Santo Natale possa comunque portare loro un po’ di serenità.