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Focolaio di influenza aviaria in un allevamento di tacchini nel Padovano, rafforzati i controlli nel pollame e la sorveglianza nelle specie selvatiche

influenza-aviaria-autorita-europee-raccomandano-maggiore-protezione-dagli-uccelli-selvaticiL’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) continua ad essere una seria minaccia per la sanità pubblica e la sostenibilità dell’industria avicola a livello globale. Il Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha confermato lo scorso 20 febbraio una positività da virus H5N1 HPAI in un allevamento di circa 39.000 tacchini da carne nel comune di Piove di Sacco, in provincia di Padova. Le autorità sanitarie, a seguito della convocazione dell’Unità di Crisi Regionale, hanno immediatamente disposto le azioni di gestione del focolaio e il monitoraggio negli allevamenti avicoli siti nelle zone di restrizione.

Si tratta di un evento molto particolare in questo periodo in Italia, anche se gli esperti considerano elevato il livello di rischio per gli allevamenti almeno fino a metà marzo. La vicinanza geografica degli allevamenti avicoli alle zone umide della Laguna veneta, maggiormente frequentate da uccelli acquatici, impone di rafforzare l’applicazione delle misure di biosicurezza nel pollame e la sorveglianza nei volatili domestici e selvatici.

Cambiano le specie coinvolte, aumentano i genotipi virali. “In Europa si è osservato un cambiamento delle specie di uccelli selvatici coinvolte e una maggiore diversificazione genetica del virus H5N1 – dichiara Calogero Terregino, direttore del Laboratorio di referenza europeo (EURL) per l’influenza aviaria presso l’IZSVe – mentre in Italia quest’anno il numero di soggetti positivi tra gli anatidi è stato inferiore rispetto agli anni precedenti, nonostante l’epidemia di HPAI in Europa nel biennio 2022-2023 abbia nel complesso superato l’anno epidemiologico precedente. Gli esatti motivi non sono ancora del tutto chiari ma è probabile che molte specie aviarie stiano acquisendo una graduale resistenza verso i virus HPAI, il che rende la loro circolazione ancora più subdola e difficile da intercettare se non con un grande sforzo di campionamento”. Tra le novità di questa ultima stagione invernale, in Europa si è assistito a un cambiamento delle specie più coinvolte dall’infezione dei virus HPAI. Se da un lato c’è stato un drastico crollo dei casi identificati nei gabbiani e nelle sterne, che lo scorso inverno erano stati decimati dal virus, altre specie sono state Invece pesantemente colpite, come nel caso delle gru cenerine, morte a migliaia in tutta Europa.

Sul fronte virale è stato osservato un forte calo dei rilevamenti del genotipo H5N1 denominato BB, che ha circolato ampiamente in Europa negli uccelli marini durante i mesi estivi. Da ottobre 2023 invece è aumentato il numero di altri genotipi in circolazione, molti dei quali non erano mai stati rilevati in Europa. Il cambiamento nella prevalenza dei genotipi individuati e l’aumento della loro diversità, probabilmente è dovuto alla diminuzione del numero di casi nei gabbiani e all’aumento della prevalenza nelle anatre e in altre specie di uccelli selvatici.

Altra novità rispetto agli anni precedenti è l’aumento ritardato del numero di positività ai virus HPAI negli uccelli acquatici, probabilmente a causa di un inizio più tardivo della migrazione invernale di diverse specie di uccelli selvatici per le alte temperature registrate in autunno; ad esempio, la migrazione autunnale del fischione nei Paesi Bassi ha raggiunto il suo picco circa 2-3 settimane più tardi nel 2023 rispetto ai tre anni precedenti. Negli anni precedenti questo aumento era già stato osservato all’inizio di ottobre, mentre quest’anno si è verificato solo a partire da novembre.

Tra le specie più pericolose per la diffusione dei virus HPAI ritroviamo sempre le anatre selvatiche (germani, alzavole, fischioni, codoni, mestoloni, canapiglie). Queste specie sono in grado di trasportare virus anche molto patogeni per il pollame senza manifestare sintomatologia. Per questo motivo la cosiddetta sorveglianza attiva, ossia quella rivolta sugli animali apparentemente sani, è fondamentale per identificare il virus.

Collaborazione con le associazioni venatorie e i Centri di recupero della fauna selvatica. Negli ultimi due anni i laboratori di virologia di Padova e Verona dell’IZSVe hanno svolto un’intensa attività di sorveglianza negli uccelli selvatici per acquisire informazioni essenziali sulla diffusione dei virus HPAI. Ancora Terregino: “Tra le armi di cui disponiamo per combattere l’influenza aviaria c’è sicuramente la sorveglianza negli uccelli selvatici, in particolare degli uccelli acquatici migratori, perché ci permette di intercettare precocemente la presenza del virus in un determinato territorio e di prendere le appropriate misure di prevenzione. La sorveglianza nei selvatici è importante anche per ampliare le nostre conoscenze sulla dinamica di diffusione di questi virus, capaci di adattarsi facilmente a nuove specie attraverso le quali possono colonizzare nuovi territori.” Per le attività di sorveglianza sono state coinvolte le associazioni venatorie, i singoli cacciatori, le valli da pesca della Laguna Veneta i Centri di recupero della fauna selvatica (CRAS). La collaborazione con queste realtà si è rivelata molto preziosa ai fini dell’individuazione precoce della circolazione di virus influenzali aviari HPAI nell’avifauna selvatica su tutto il territorio. Le associazioni venatorie e i singoli cacciatori hanno messo a disposizione i carnieri per cercare il virus che gli uccelli cacciati possono albergare al loro interno o trasportare sul piumaggio. In Veneto, gli animali conferiti tra ottobre 2022 e febbraio 2024 sono stati 2.809, dalle province di Verona, Padova, Rovigo e Venezia. Sono stati eseguiti 3.229 esami, con una positività del 2,3%. Sono state inoltre coinvolte le valli da pesca della Laguna Veneta che rappresentano delle ottime aree di svernamento per molti volatili selvatici. Qui, con la collaborazione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), sono state installate delle gabbie utilizzate per catturare e poi rilasciare gli uccelli acquatici dopo essere stati inanellati, al fine di studiare i loro spostamenti durante le migrazioni. Anche da questi soggetti si prelevano campioni (tamponi) per ricercare i virus influenzali. Grazie anche al contributo dei Centri di recupero della fauna selvatica, sono stati identificati alcuni casi di infezione da virus HPAI in Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna in queste specie. Su 1.992 campioni analizzati, è risultato positivo il 2,36%, valore che conferma quanto osservato negli animali cacciati.

Fonte: Servizio stampa IZSVe

Soci Argav a Creazzo alla scoperta di giardini didattici e specialità al broccolo fiolaro

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Oramai una tradizione. Sabato 3 febbraio scorso Argav ha fatto visita a Creazzo (VI) per un pranzo a base di broccolo fiolaro alla pizzeria Bellavista, da Graziano Cortese (nella foto in alto, credits A. Bedin).

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L’occasione è stata anticipata da una breve visita al percorso ciclo-pedonale lungo il fiume Retrone per vedere la semplificazione della sistemazione idraulica, un bacino di laminazione e il relitto di un vecchio meandro del fiume, quand’era ancora meandriforme. Prima di salire in collina per il pranzo è stata fatta una breve visita all’area di pertinenza della scuola A. Manzoni (foto in alto), che è stata oggetto di un finanziamento del Ministero dell’Istruzione nel 2022, per “la realizzazione o la risistemazione di orti didattici e di giardini a fini didattici, innovativi e sostenibili, all’interno di uno più plessi delle istituzioni scolastiche del primo ciclo, volti anche a riqualificare giardini e cortili, trasformandoli in ambienti di esplorazione e di apprendimento delle discipline curricolari, delle scienze, delle arti, dell’alimentazione, degli stili di vita salutari, della sostenibilità, favorendo nelle studentesse e negli studenti una comprensione esperienziale e immersiva del mondo naturale e una educazione ambientale significativa e duratura”.

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I giardini didattici consentono di poter apprendere in modo cooperativo, assumendo responsabilità di cura nei confronti dell’ambiente e dell’ecosistema, con impatti emotivi positivi e gratificanti. La cura di questi spazi scolastici può, altresì, favorire anche il coinvolgimento dei genitori e dei volontari, rafforzando il ruolo della scuola nella comunità. Un’opportunità di poter portare gli alunni, bambini e ragazzi del paese, a fare esperienze nella Natura, magari con il coinvolgimento dei genitori e quindi della comunità.

L’IZSVe sostiene le Cucine economiche popolari di Padova

cucine-03Salvare il cibo dallo spreco e ridurre l’impatto ambientale ed energetico dovuto al suo smaltimento. Per farlo basta un piccolo gesto di solidarietà. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) a sostegno delle Cucine economiche popolari di Padova, attraverso la distribuzione di alimenti integri a lunga conservazione recuperati dai laboratori e riutilizzabili a fini di solidarietà sociale. “Grazie a una normativa esistente, la legge cosiddetta del ‘Buon Samaritano’, è possibile inviare alimenti che non vengono utilizzati per le analisi di laboratorio, ma ancora perfettamente commestibili e sicuri” – dichiara la dg Antonia Ricci – “Abbiamo scelto di dare una mano alle Cucine Popolari perché sono una bellissima realtà che ogni giorno offre circa 300 pasti a persone in difficoltà provenienti da più di 80 paesi diversi da tutto il mondo: davvero un posto senza confini! Con questo gesto vogliamo contribuire ad evitare un inutile e costoso spreco, anche in termini ambientali, e aiutare chi si occupa di accoglienza e sostegno a chi è in difficoltà.”

Si tratta di alimenti che vengono prelevati nell’ambito dei campionamenti per i controlli ufficiali e conservati in laboratorio come ‘controcampioni’, destinati nella stragrande maggioranza dei casi ad essere distrutti. Finora sono state effettuate quattro consegne per un totale circa 835 kg di alimenti.Le prime consegne alle Cucine popolari sono cominciate a febbraio, con 562 kg di olio, riso, pasta, farine, tonno, legumi, frutta secca e cracker, e proseguiranno nel tempo con cadenza regolare. Altri 273 kg di alimenti, come per esempio quelli per l’infanzia, sono stati portati all’Emporio Solidale gestito dalla Cooperativa Alisolidali, sempre a Padova, dove è possibile fare la spesa, gratuitamente, da parte di famiglie in difficoltà.

I prodotti alimentari conservati nei laboratori IZSVe sono: riso, pasta, farine, caffè, tonno, legumi, cereali, frutta a guscio, spezie, cacao, tè, bevande, olio (semi, extra-vergine di oliva, arachidi, canapa), vino e birra, prodotti per l’infanzia (omogeneizzato, farine, succhi, pasta, biscotti), miele, cracker. Nel 2023 le Cucine economiche popolari hanno garantito più di 77.500 pasti, 2.600 prestazioni sanitarie e 4.650 docce.

Fonte: Servizio stampa IZSVe

 

Disponibilità della risorsa idrica in Veneto nel mese di gennaio 2024

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Nel mese di gennaio le precipitazioni medie sono state superiori del 40% rispetto al valore atteso, anche se concentrate soprattutto nella fascia pedemontana della regione. Nell’anno idrologico la situazione della bassa pianura è infatti assai diversa dalle aree pedemontane, con ad es. 171 mm a Rovigo da ottobre ad oggi, contro un valore medio regionale di 436 mm. Inoltre le precipitazioni si concentrano in pochi eventi distanziati l’uno dall’altro, con diversi giorni successivi senza precipitazioni.

La copertura nevosa al termine del mese vede un’annata che si sta riportando faticosamente sulla fascia bassa di un range di normalità. La parte iniziale della stagione è stata scarica di risorsa, ovvero di quella neve che a seguito di processi di ricongelamento sarebbe la più duratura all’arrivo della primavera.

Temperature. Gennaio ha fatto registrare, in particolare nella parte finale del mese, su tutta la regione temperature abbondantemente superiori alla media storica del periodoPeraltro il mese si chiude complessivamente con un’anomalia in eccesso di temperatura rispetto alla media dopo che le due prime decadi si erano attestate appena sotto la media. È il sintomo che l’ultima parte del mese è stata caldissima, con grande rischio per la tenuta della risorsa nivale.

E’ sempre più importante contemplare il ruolo della componente evapotraspirativa ai fini della valutazione sulla disponibilità di risorsa idrica: l’indice SPEI a 3 mesi infatti segnala la presenza di diffusi fenomeni siccitosi; le falde sono generalmente in lenta ripresa, ad eccezione del comprensorio veronese ancora in grave crisi.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Venerdì 23 febbraio, corso di formazione giornalisti Odg Veneto organizzato in collaborazione con Argav al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD), tema “Alberi e sicurezza pubblica: verità e false notizie”

Alberi cittàVenerdì 23 febbraio al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), si svolgerà dalle 18:30 alle 20:30 il corso di formazione giornalisti Odg Veneto organizzato in collaborazione con Argav e in particolare del consigliere Alessandro Bedin, che sarà tra i relatori al corso (2 crediti, iscrizioni entro il 21/2/24 sulla piattaforma dedicata alla formazione dei giornalisti). Tema dell’incontro: “Alberi e sicurezza pubblica:verità e false notizie”.

Gli alberi in città hanno un ambiente ostile e difficile e spesso sono visti solamente come un problema, soprattutto in tempo di cambiamenti climatici, dove gli eventi meteo estremi si sono moltiplicati. Gli alberi sono spesso considerati pericolosi per la loro altezza ed esiste una percezione negativa, dovuta a pregiudizi, dimenticando gli innumerevoli benefici ambientali soprattutto in città. Il corso propone un percorso di conoscenza su questi esseri viventi così importanti e sulle condizioni per una loro crescita sana e produttiva per offrirci i migliori servizi ecosistemici.

RelatoriOre 18.25 – Saluti: Giuliano Gargano – presidente Ordine Giornalisti Veneto. 18.30 – 18.45  “L’importanza della formazione giornalistica per la ricerca della veridicità nelle informazioni ambientali” Fabrizio Stelluto, presidente Argav e Vice Presidente Unarga. 18.45 – 19.20 “Gli alberi in città: le Zone di pertinenza (Zpa) ed il loro corretto impianto” Alessandro Bedin, dottore forestale, delegato veneto Pubblici Giardini, componente direttivo Argav. 19.20 – 19.50 “La fauna urbana” Flavio Pompele, arboricoltore. 19.50-20.30 “Fisiologia degli alberi: come reagiscono in caso di danni, quando diventano pericolosi e come intervenire per prevenire conseguenze a persone e/o cose ” Claudia Alzetta, dottore forestale, consigliere delegazione veneta Pubblici Giardini.

Ricerca sulla fusione nucleare: nuovo record di energia sul tokamak europeo JET. Un successo a cui hanno contribuito in modo significativo anche gli scienziati italiani

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40° anniversario JET, 23 giugno2023. I membri dello staff hanno composto le lettere del progetto

Il Joint European Torus (JET), il più grande esperimento di fusione nucleare al mondo, ha ottenuto un nuovo record di energia prodotta durante l’ultima e conclusiva campagna sperimentale, dimostrando la capacità di generare in modo affidabile energia da fusione.

Il consorzio europeo EUROfusion, a seguito della verifica e validazione dei dati scientifici ottenuti negli esperimenti in deuterio e trizio (DT3) a fine 2023, ha, infatti, annunciato lo scorso 8 febbraio che il 3 ottobre 2023 si sono ottenuti 69 megajoules di energia utilizzando 0,2 milligrammi di combustibile, in un impulso della durata di 5 secondi, superando il precedente record mondiale di 59 megajoules, raggiunto nel 2022.

La campagna sperimentale DT3 ha confermato la capacità di replicare e migliorare i risultati degli esperimenti di fusione ad alta energia già ottenuti e ha dimostrato l’affidabilità delle metodologie operative di JET, essenziali per il successo del reattore sperimentale internazionale ITER in via di realizzazione. Agli esperimenti, svolti sull’impianto europeo sito presso l’UKAEA (UK), hanno partecipato più di 300 scienziati provenienti da tutti i laboratori di fusione europei, con una forte partecipazione italiana in ruoli chiave di leadership scientifica e organizzativa.  Al successo hanno contribuito i principali laboratori europei coordinati da EUROfusion. L’Italia è partner con ENEA, il Consiglio nazionale delle ricerche principalmente tramite l’Istituto per la scienza e tecnologia dei plasmi (Cnr-Istp), il Consorzio RFX, il gruppo padovano per le ricerche sulla fusione e alcuni atenei.

Il Joint European Torus (JET) ha così concluso la sua vita sperimentale. È stato il più grande impianto a fusione europeo, l’unico in grado di operare con una miscela di combustibile composto da deuterio e trizio, la stessa miscela ad alte prestazioni che verrà utilizzata nelle future centrali a fusione.

Fonte testo e foto: Servizio stampa Consorzio Rfx

Entro domani, venerdì 16 febbraio 2024, le iscrizioni per diventare “malgari” del Terzo Millennio, lezioni online e con esperienze in alpeggio da marzo a giugno

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Partirà il 2 marzo la quarta masterclass di Alte Imprese, la Scuola internazionale dei formaggi di montagna, con 15 lezioni online e 3 giorni in alpeggio a Malga Telvagola, nel comune di Pieve Tesino (TN), un luogo suggestivo, che fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”. Iscrizioni entro venerdì 16 febbraio. Per maggiori informazioni: www.alteimprese.itinfo@alteimprese.it

La scuola nasce da un’idea di Danilo Gasparini, docente di storia dell’agricoltura e dell’alimentazione presso l’Università di Padova. Il progetto si fonda su una duplice riflessione, racconta il prof. Gasparini: “Da un lato la consapevolezza che malgari e pastori sono “i custodi della montagna”, perché grazie al loro lavoro tengono in vita i pascoli, arginano l’espansione dei boschi, favoriscono la reintroduzione di razze locali adatte ai pascoli e garantiscono la conservazione della biodiversità e dei paesaggi; dall’altro l’urgenza di trovare una soluzione al fatto che, negli ultimi anni, questa professione del “malgaro” sta in realtà scomparendo in tutto l’arco alpino, così come sugli Appennini, dove è difficile trovare persone disposte a fare i pastori o i casari. Allo stesso tempo si registra tuttavia una crescente consapevolezza diffusa dell’importanza e del valore socioculturale dell’economia d’alpeggio, esempio di una pratica rispettosa del benessere animale e dei ritmi delle stagioni, esempio straordinario di approccio sostenibile. Consapevolezza che si accompagna al bisogno di riavvicinarsi alla natura, di riscoprire il patrimonio naturalistico montano, fino alla volontà di cambiare vita, ritrovando dei ritmi più legati alle stagioni e alla natura. La masterclass si propone di conciliare questi due trend, aiutando chi vuole cambiare vita a sviluppare un approccio imprenditoriale alla gestione dell’alpeggio, tutelando la montagna e restituendo un riconoscimento sociale alla professione del malgaro e del pastore“.

L’edizione 2024 della masterclass “I Custodi della Montagna” sarà suddivisa in due moduli complementari: un modulo online, che prevede un incontro iniziale in presenza, nella giornata di sabato 2 marzo, per dare ai partecipanti l’opportunità di conoscersi di persona, e quindi 30 ore di formazione online suddivise in 15 appuntamenti serali – un appuntamento a settimana, il giovedì sera dalle 18.30 alle 20.30. Un modulo esperienziale, da mercoledì 19 a sabato 22 giugno, sugli alpeggi di Malga Telvagola, a Pieve Tesino (TN). Non si tratta di un corso solo per casari, ma di una proposta formativa che vuole ispirare una visione innovativa dell’alpeggio, con l’obiettivo di promuovere l’imprenditorialità e la gestione di una malga in chiave moderna e multifunzionale, coniugando diverse competenze: la conoscenza del pascolo e degli animali, la lavorazione del latte ma anche il quadro normativo, alcune competenze di management e di comunicazione, per raccontare il territorio e i prodotti, il tema dell’accoglienza e la capacità di fare rete, includendo le diverse figure di questa filiera, guardando anche a quello che succede al di fuori dei nostri confini nazionali. L’approfondimento teorico dei contenuti sarà gestito prevalentemente online con degli appuntamenti serali, per dare la possibilità anche a chi già lavora di partecipare. Per la didattica sono stati coinvolto sia professionisti che docenti universitari di assoluto livello, da Irene Piazza a Francesca Pisseri, da Valentina Bergamin a Jacopo Goracci, da Luigi Gallo ad Alessio Giacomini, per citarne alcuni. Sempre online verranno presentate diverse testimonianze, anche internazionali, una delle componenti più innovative di questa masterclass: un’opportunità di dialogo con chi questo mestiere lo fa ogni giorno, per favorire lo sviluppo di una comprensione delle diverse realtà dell’alpeggio non solo a livello locale, ma con un respiro più ampio. Esiste infatti una via del pascolo d’alpeggio che unisce Pirenei, Alpi, Appennini: da qui l’ambizione di mettere in relazione più iniziative costituendo una “rete” di esperienze e di competenze decisive per lo sviluppo del territoriomontano. Ma l’obiettivo è quello di “fare rete” anche tra gli allievi delle diverse edizioni, “I Custodi delle Montagne”: ragazzi che stanno portando avanti dei progetti coraggiosi di ritorno all’agricoltura, all’allevamento, alla montagna.

Il modulo esperienziale – a numero chiuso – si propone invece di far sperimentare ai partecipanti la vita in alpeggio, di confrontarsi, con un’esperienza sul campo, su alcuni temi, quali la conduzione delle mandrie, la tecnica casearia, la valutazione organolettica dei formaggi. Anche quest’anno si farà sugli alpeggi di Malga Telvagola, gestita da Elisabetta Foradori e Irene Piazza, docente di Alte Imprese fin dalla prima edizione; la quota del corso comprende anche l’ospitalità: tre notti presso il bellissimo ostello di Pieve Tesino, un piccolo borgo, paese natale di Alcide De Gasperi.

La masterclass è stata intitolata a Dario Mariotti, uno dei fondatori di questo progetto, mancato prematuramente nei mesi scorsi. Alte Imprese è un progetto sostenuto da una rete di partner, tra cui il Comune di Pieve Tesino (TN) e Malga Telvagola, che metteranno a disposizione le strutture dove si svolgerà il week end esperienziale; Valsana srl, azienda di Godega di Sant’Urbano che da 40 anni seleziona formaggi e altre specialità alimentari provenienti da tutta Italia ma anche all’estero, che curerà le testimonianze internazionali; I Burici, restaurant e cocktail bar trevigiano il cui titolare, Michele Pozzobon, è stato uno dei primi allievi della scuola. La scuola è inoltre patrocinata da AIDA – Associazione Italiana di Agroecologia e dalla Biblioteca Internazionale La Vigna.

Fonte: Servizio stampa Alte Imprese – Scuola internazionale dei formaggi di montagna

Agribi, prima app in Italia contro il caporalato che insegna agli stranieri diritti e sicurezza in agricoltura

La presentazione in PrefetturaIn provincia di Verona, nel 2022, sono stati assunti 18.320 operai stranieri nel comparto agricolo, pari al 70% del totale dei nuovi addetti del settore. La lingua italiana è fondamentale per comprendere non solo direttive e regole, ma anche i comportamenti sicuri, dato che per un lavoratore straniero il rischio di incorrere in un infortunio è quattro volte maggiore rispetto ad un bracciante italiano. E nel 2023 gli infortuni in agricoltura nel Veronese sono stati 700, pari ad un terzo sui circa 2.000 in Veneto.

Numeri ancora alti, che hanno portato l’ente bilaterale dell’agricoltura veronese Agribi a lanciare un progetto all’avanguardia in Italia: si tratta della prima app pensata specificatamente per l’agricoltura e mirata a insegnare non solo una base di lingua italiana, ma anche la terminologia relativa al contratto di lavoro, ai diritti e doveri, alle regole sul lavoro e alla sicurezza. Uno strumento che può contribuire anche a contrastare il caporalato.

Il progetto, che si chiama “Impara la lingua con la sicurezza in agricoltura”, è stato presentato nei giorni scorsi in Prefettura a Verona alla presenza di sindacati di categoria e associazioni. Realizzato da Agribi in collaborazione con Busuu, app e piattaforma digitale che sta cambiando il modo di imparare le lingue, e agenzia 8 Wave di Verona per la componente comunicativa e grafica, l’iniziativa conta sul sostegno economico di Inail e Spisal-Aulss 9 Scaligera, che ne condividono le finalità.

Il pacchetto formativo, che verrà erogato tramite applicativo raggiungibile con qualsiasi dispositivo e collegamento Internet, fornirà il corso specifico per le lingue dei Paesi da cui proviene la maggior parte dei lavoratori: inglese, spagnolo, arabo, portoghese, francese, russo e polacco. Ogni anno verranno assegnati mille accessi alla app, della durata di dodici mesi, da sindacati, associazioni di categoria, aziende, consulenti del lavoro e associazioni di accoglienza dei migranti. La distribuzione, che partirà da gennaio, sarà effettuata a livello digitale da una piattaforma di gestione, che monitorerà l’andamento e l’utilizzo del programma. La app è già stata testata nelle scorse settimane da un target composto da una decina di lavoratori stranieri, che l’hanno sperimentata su uno smartphone, uno strumento di cui tutti dispongono.

Agribi, di cui fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, si pone come capofila a livello nazionale nel campo delle buone pratiche dell’agricoltura. Sottolinea Luigi Bassani, presidente di Agribi: “L’ente bilaterale è impegnato in diversi fronti, tra i quali figurano la sicurezza sul lavoro, la prevenzione delle malattie dei lavoratori e la lotta contro il caporalato. Uno dei pilastri dell’integrazione è sicuramente l’apprendimento della lingua del Paese in cui si è scelto di lavorare. Il programma di apprendimento che abbiamo chiesto a Busuu di realizzare su misura per Agribi è il primo customizzato per l’agricoltura, in quanto non si tratta di un insegnamento della lingua italiana, ma di una terminologia improntata sulla sicurezza e sui diritti: orari di lavoro, riposi, busta paga, ore straordinarie e notturne, Tfr. Per gli stranieri che arrivano per la prima volta nel nostro Paese saranno messi a disposizione anche corsi base di lingua italiana: raggiunto il livello ideale, accederanno al corso specifico per la sicurezza e i diritti”. Il prefetto Demetrio Martino, nell’esprimere vivo apprezzamento per l’iniziativa assunta da Agribi a vantaggio dei cittadini stranieri presenti sul territorio provinciale, si è soffermato su “l’importanza della conoscenza della nostra lingua, indispensabile in ogni occasione della vita quotidiana ed in particolare all’interno di esperienze lavorative. La semplicità ed efficacia dell’uso dell’applicazione faciliterà l’apprendimento dei termini di maggior impiego nelle attività lavorative e produrrà certamente un importante contributo nel percorso di integrazione nella comunità veronese”.  Per Spisal Aulss 9 Scaligera il direttore Mario Gobbi e il coordinatore del progetto per l’Aulss 9 scaligera, Pietro Mazzoccoli, precisano che “affrontare il tema della sicurezza sul lavoro in agricoltura costituisce da sempre una priorità per lo Spisal, considerato che nel nostro territorio è il settore con il maggior rischio di infortunio mortale sul lavoro, le cui cause si ripetono sin dagli anni Cinquanta: ribaltamento del trattore e schiacciamento. La maggior parte di questi infortuni mortali coinvolge direttamente i coltivatori diretti e i loro familiari. Anche nel 2023, purtroppo, si sono verificati quattro infortuni mortali, che si aggiungono ai cinque casi del 2022. Non va trascurata un’altra causa di infortunio grave e mortale, legata alle temperature elevate. Nel corso del 2023 abbiamo avuto un decesso per colpo di calore. Sul versante della salute si rileva, negli ultimi anni, un notevole aumento delle denunce di malattie professionali, dovute prevalentemente a sovraccarico per movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetuti, soprattutto per l’attività di raccolta di frutta e verdura. Affrontare il tema della sicurezza sul lavoro in agricoltura attraverso una app innovativa, sul proprio smartphone, è un valore aggiunto che consente di aumentare la cultura della sicurezza nei lavoratori stranieri”. Conclude Franco Polosa, direttore provinciale di Inail: “Secondo i nostri dati, nel 2023, a tutto novembre, in Veneto si sono registrati oltre 2.000 infortuni in agricoltura. Nel territorio veronese si sono verificati quasi 700 infortuni nel settore primario, circa un terzo del totale. Purtroppo, le cause degli eventi lesivi in agricoltura sono molteplici, ma le più frequenti sono riconducibili ad un uso di attrezzature e macchinari non sicuri o non conformi alle norme, alla mancanza di formazione e informazione sui rischi e, va detto, anche a condizioni di lavoro talvolta precarie e caratterizzate da turni lunghi e pesanti. Da rilevare che nella manodopera non familiare è in forte crescita il peso dei lavoratori stranieri: la loro esposizione al rischio è sicuramente più elevata per una serie di fattori, tra cui la mancanza di conoscenza della lingua e delle norme italiane sia in tema di sicurezza ma anche, più semplicemente, di diritto del lavoro, coniugata quindi ad una notevole difficoltà di accesso alle informazioni e alla formazione. Da questi elementi discende una maggiore vulnerabilità economica e sociale, che può portare a condizioni di lavoro più incerte. Ecco perché uno strumento come questa app, che Inail ha deciso di cofinanziare, può contribuire in maniera significativa a ridurre lo svantaggio linguistico e, di conseguenza, a porre il lavoratore nella condizione di avere accesso a strumenti di formazione ed informazione, rendendolo quindi potenzialmente meno esposto ai rischi. La prevenzione degli infortuni in agricoltura è un problema serio, che deve essere affrontato con grande determinazione e in tutti i suoi aspetti”.

Fonte e foto: Servizio stampa Agribi

Boom dell’Agrifoodtech in Italia: investimenti per 167milioni di euro, oltre 340 startup operanti nel settore, forte presenza femminile e Intelligenza Artificiale al primo posto

Report Eatable Adventures - Infografica riassuntiva

Con oltre 740.000 aziende agricole, 330.000 imprese di ristorazione, 70.000 industrie alimentari e 4 milioni di lavoratori, il mercato agroalimentare italiano è il 3° più grande dell’Unione Europea e nel 2023 ha generato più di 65 miliardi di euro, pari al 3,8% dell’economia totale italiana. Non sorprende dunque che emergano all’orizzonte tante nuove realtà imprenditoriali che mirano a rinnovare un settore così strategico per il nostro paese: ad oggi, sono circa 340 le startup attive nel settore Agri-Foodtech, un mercato che in Italia ha ricevuto un investimento pari a 167 milioni di euro nel 2023, contro i 152 milioni dell’anno precedente (+9,8%). In questo scenario nasce il primo Report italiano sullo stato del Foodtech di Eatable Adventures, tra i principali acceleratori globali in materia Foodtech, promosso dal Verona Agrifood Innovation Hub, primo polo di sviluppo dell’ecosistema Agrifoodtech italiano sostenuto da Fondazione Cariverona, UniCredit, Eatable Adventures, Comune di Verona, Veronafiere, Confindustria Verona e Università di Verona. .

Nord Italia, team agili e quote rosa. Il Nord domina incontrastato il panorama delle startup in Italia: circa un terzo (30,5%) ha sede in Lombardia, seguita a ruota da Emilia-Romagna (11,1%) e poi da Piemonte, Veneto e Lazio, da cui ne provengono a parimerito circa il 10%. Inoltre, il 50% delle startup totali è nato tra il 2022 (25,3%) e il 2023 (22,8%): un fenomeno partito nel 2018 (7,6%) che, dal 2021 ha registrato una vera e propria impennata (19,1%), fino a toccare l’apice nel 2022. Un aumento, non solo dovuto al crescente interesse nel ricorrere all’innovazione per fornire risposte alle consistenti sfide della filiera agroalimentare e ai cambi nelle tendenze di consumo, ma anche alla nascita di iniziative di supporto dell’ecosistema e di nuovi strumenti di investimento per le realtà emergenti.

Composizione delle startup. Team compatti da 1 a 5 dipendenti per circa il 69% del campione, fino a un massimo di 6-10 dipendenti per il 13%. Società con un’età media di 35,6 anni, agili, ancora da plasmare e sviluppare nel tempo, non senza la presenza fondamentale dei talenti femminili: ben il 32% delle startup è stata fondata da una o più founder donne, una variabile molto positiva se si considera che la media nazionale delle imprenditrici si attesta solo al circa il 10% del totale, mentre quelle con team misti non superano il 16%. Questa osservazione non solo evidenzia la presenza di donne in ruoli chiave all’interno del settore delle tecnologie alimentari, ma suggerisce anche che l’industria ha un fascino particolare e impegna attivamente le quote rosa.

Focus su produzione, trasformazione alimentare, marchi e brevetti. Sono quattro le categorie individuate da Eatable Adventures nell’analisi dello stato del Foodtech in Italia: Agritech (tecnologie applicate all’agricoltura), Produzione e Trasformazione Alimentare, Retail&Distribuzione (robotica applicata, piattaforme di analisi retail, nuovi canali di vendita etc.) e Restaurant Tech&Delivery ( piattaforme di prenotazione e gestione; robot di cucina etc). Le startup si concentrano principalmente nel segmento Produzione e Trasformazione Alimentare (36%), seguito dall’Agritech (22.3%), Restaurant Tech&Delivery (22%) e infine Retail&Distribuzione (19.6%). Quasi la metà delle startup (il 43%) attive nella Produzione e Trasformazione Alimentare si concentra sulla realizzazione di nuovi prodotti con ingredienti innovativi, mentre tra quelle attive nell’Agritech il 33% ha sviluppato nuovi sistemi di coltivazione o sistemi di automazione delle colture (31.5%). Altro dato interessante è che il 66% del campione sviluppa internamente le proprie tecnologie, senza avvalersi di collaborazione con terze parti: solo il 12% ha cooperato con le università, il 2% con poli tecnologici e il 13% con altre aziende esterne. Ciò significa che circa il 70% delle startup mostra un livello di sviluppo autonomo notevolmente elevato, evidenziando una solida maturità tecnologica.

Tecnologie più impiegate. L’intelligenza artificiale emerge come quella predominante, utilizzata dal 42,86% delle startup intervistate; seguono a ruota il machine learning, con un tasso di utilizzo del 37,14% e le biotecnologie con uno del 32,38%. Per proteggere la proprietà intellettuale delle innovazioni create, elemento fondamentale per garantire la competitività sul mercato, oltre la metà delle startup (54,3%) implementa la registrazione di marchi nel proprio modello di business e il 40% possiede almeno un brevetto, mentre il 19% si affida al segreto commerciale.

Investimenti in Italia: lo stato dell’arte. Da una parte, a livello globale, gli investimenti nel Foodtech hanno registrato, nel secondo trimestre del 2023, un calo pari a circa il 61% rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente ai conflitti geopolitici e alla crisi economica che hanno colpito a 360° tutti i settori. Dall’altra, invece, il mercato italiano emerge tra i più dinamici e in crescita con un +9% rispetto al 2022: nel 2023, infatti, le startup italiane hanno raccolto 167 milioni di euro (43% in fase seed; 32,3% in fase pre-seed), un dato che evidenzia la fiducia degli investitori nazionali e internazionali nel potenziale di crescita del segmento. Non solo: tra gli investimenti di primo piano in Italia, spiccano anche i programmi di formazione sostenuti da realtà come CDP Venture Capital Sgr e la stessa Eatable Adventures con Foodseed, il primo acceleratore nazionale nell’ambito foodtech italiano che, nel 2023, ha selezionato e accelerato sette realtà emergenti Made in Italy, destinando a ciascuna un investimento iniziale di 170 mila euro – con possibilità di incremento fino a ulteriori 500mila euro per le più performanti. Un programma pioniero che ha attirato l’interesse di primari partner di settore che hanno appoggiato l’iniziativa, tra cui Amadori e Cattolica, Business Unit di Generali Italia.

Come ulteriori risorse che potrebbero agevolarne lo sviluppo, le startup intervistate segnalano l’attrazione di Investitori Internazionali, il sostegno da parte dell’Industria Alimentare Italiana, la presenza a eventi Internazionali, la conoscenza delle best practice e la semplificazione dell’accesso agli aiuti pubblici.“L’Italia si sta impegnando sempre di più per dare risposte innovative alle pressioni del cambiamento climatico, della crisi energetica e dell’approvvigionamento delle materie prime. L’obiettivo è migliorare la competitività globale del Belpaese e mantenere il suo primato come eccellenza enogastronomica a livello mondiale”, dichiara José Luis Cabañer CEO e founder di Eatable Adventures. “Sono sempre più numerose le iniziative che coinvolgono aziende alimentari, startup, università e centri tecnologici, sostenuti da investitori di rilievo. L’Italia mira a preservare e rafforzare la sua competitività ed è pronta ad abbracciare con determinazione l’innovazione per plasmare un futuro alimentare sostenibile, efficiente e dinamico”.

A proposito di Eatable Adventures. Tra i principali acceleratori in materia di food-tech, identifica e sostiene le startup alimentari più innovative e dirompenti del mondo alimentare aiutandole a crescere sul mercato globale. Con l’obiettivo di agire sul fronte agroalimentare e spingere l’adozione di modelli di business più sostenibili, all’insegna di un uso più sapiente e smart della tecnologia, Eatable Adventures ha sviluppato più di 40 programmi annuali, una comunità di oltre 25.000 fondatori e imprenditori e un dealflowdi 3.000 progetti in 2022. Attraverso la promozione di una sinergia tra innovazione, etica e sostenibilità, l’azienda lavora sulla promozione, sviluppo e democratizzazione delle tecnologie nel food, per costruire il sistema alimentare di domani: sostenibile, efficiente, salutare e sicuro a livello globale. Eatable Adventures ha preparato questa analisi del settore utilizzando la propria tassonomia, che classifica le startup in base alla catena del valore. Questo lavoro è stato integrato da una classificazione e da un monitoraggio continuo delle startup italiane nel corso dell’anno. Per avere un quadro più completo del panorama del Foodtech nel 2023, è stata condotta anche un’indagine tra le startup dell’ecosistema foodtech italiano. I dati e le conclusioni di questa indagine sono presentati in dettaglio nel presente rapporto. La metodologia comprende l’uso di un questionario online auto-somministrato, con focus sulle startup della catena del valore agroalimentare con sede in Italia, coinvolgendo un totale di 105 sondaggi selezionati mediante un campionamento casuale semplice. L’indagine è stata condotta dall’ 8 novembre al 5 gennaio 2023, presentando un errore di +/- 4,34% con un livello di confidenza del 95%.

Fonte: Servizio stampa Eatable Adventures

Rifiuti, siglato protocollo Regione Veneto-Carabinieri contro inquinamento e traffici illeciti

Rifiuti speciali

La movimentazione e il traffico di rifiuti di varia natura, se non effettuati secondo regole e leggi, possono creare gravi danni all’ambiente (come nel caso degli incendi di tali materiali o l’infiltrazione nei terreni) e innescare fenomeni illeciti, perlopiù gestiti dalla malavita organizzata. Una realtà vasta e complessa, nell’ambito della quale la Regione Veneto, l’Arpav e i Carabinieri hanno deciso di intensificare una collaborazione già in atto, che ora può anche contare su un Protocollo specifico, siglato nei giorni scorsi a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, dall’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, dal Comandante del Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Venezia, Tenente Colonnello Enrico Risottino, e dal Direttore Area Tecnica di ARPAV Vincenzo Rastaino.

Il Protocollo prevede un’articolata serie di collaborazioni, tra cui, per la Regione, permettere ai carabinieri la consultazione delle proprie banche dati e fornire il proprio supporto logistico, anche attraverso un finanziamento di 40 mila euro per garantire il miglior funzionamento della sede dei Carabinieri, sita a Marghera. Il Gruppo Carabinieri, tra l’altro, collaborerà con regione e Arpav nelle attività di vigilanza e controllo, supporterà la Regione per migliorare la gestione e il controllo delle attività connesse alla tutela ambientale, acquisirà i supporti necessari per ottimizzare il sistema di controllo per contrastare i crimini ambientali, renderà disponibili ad Arpav e Regione i dati aggregati sulle attività svolte nell’ambito del Protocollo. Importante sarà l’apporto di Arpav con le proprie attività di supporto tecnico-scientifico, consulenza, vigilanza, controllo e monitoraggio, favorendo lo scambio reciproco di informazioni.

Video sorveglianza. “Guai abbassare la guardia. La collaborazione con i Carabinieri del Noe – ha detto Bottacin – sarà preziosa per il contrasto al traffico illecito di rifiuti, rispetto al quale abbiamo tutti la massima attenzione e preoccupazione. Ringrazio anche i Comuni e l’Anci, la cui collaborazione è preziosa, al punto che nel 2023 abbiamo alzato a 850 mila euro il contributo per la video sorveglianza specifica per il contrasto agli illeciti legati ai rifiuti.   Attiviamo oggi – ha detto – una nuova collaborazione che sicuramente potrà dare frutti importanti, sia per intercettare movimenti illeciti, sia per tentare di prevenire il fenomeno degli incendi di rifiuti. Su questo fronte, in Veneto, secondo dati dei Vigili del Fuoco, qualche anno fa se ne verificano circa 445 l’anno. Troppi, anche se la nostra situazione è migliore rispetto ai 1.300 dell’Emilia Romagna e ai 2.480 della sola provincia di Napoli. Inutile sottolineare – ha aggiunto – che impatto abbia questo quadro sulla qualità dell’aria e dell’ambiente in generale. In Veneto – ha detto poi Bottacin – con i Carabinieri e Arpav abbiamo messo su una bella squadra, ma il mio sogno, al quale non rinuncio, è quello di creare un coordinamento nazionale, con una rete condivisa di strumentazioni e rilevamento dati. Abbiamo chiesto, senza successo, di ottenere in proposito fondi del Pnrr, ma non demordo e ho già inviato la proposta ai Ministeri competenti, offrendo il Veneto come Regione sperimentatrice”.

Prima polizia ambientale europea. Il tenente Colonnello Risottino ha illustrato le complesse attività del Gruppo da lui comandato, sottolineando che c’è stato un salto di qualità con il rafforzamento della presenza sul territorio e il passaggio a vere e proprie attività d’indagine rispetto al passato, più caratterizzato da controlli e verifiche. “Oggi – ha detto con orgoglio Risottino – siamo la prima polizia ambientale europea”. Il supporto tecnico-scientifico di Arpav è stato illustrato dal Direttore Area Tecnica Rastaino, che ha tenuto a precisare che l’attività porta a realizzare 70.000 campionature l’anno , con 900 dipendenti che lavorano di fatto giorno e notte. “Per Arpav – ha detto – il rapporto con il il Noe e i Carabinieri in generale è fondamentale”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto