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Un unico biglietto per visitare i luoghi della Scienza a Padova

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Oltre al più antico Orto botanico universitario, Padova conserva intatto dal Cinquecento anche il primo teatro anatomico stabile che, insieme alle scoperte fatte da Galileo Galilei nei 18 anni migliori della sua vita, la rendono culla della scienza moderna. E’ possibile visitare ancora oggi i luoghi in cui il metodo scientifico ha trovato espressione nello studio diretto delle piante per la botanica e in quello del corpo umano per la medicina. Ricche collezioni universitarie, composte nell’arco di secoli, permettono inoltre di approfondire aspetti affascinanti della Natura che collegano passato e presente: cambiamenti climatici e biodiversità, antiche civiltà e impatto delle attività umane sul Pianeta, specie di milioni di anni fa in dialogo con le 3.500 del mondo vegetale viventi ancora oggi tra Orto antico e Giardino della biodiversità.

Da novembre questo viaggio è compreso nel biglietto integrato Padova Città della Scienza, che permette di accedere all’Orto botanico, al Palazzo del Bo e al nuovo Museo della Natura e dell’Uomo, con l’aggiunta fino al 28 gennaio 2024 dei musei universitari che aderiscono all’iniziativa Domenica al museo. La visita a Palazzo del Bo è prevista nel week-end e nei giorni festivi, quando è disponibile il tour “Palazzo del Bo e il ‘900 di Gio Ponti”, da percorrere in autonomia con il supporto degli audio QRcode posti lungo il percorso. Il biglietto Padova Città della Scienza, singolo o famiglia, è valido per sei mesi dalla data di emissione ed è acquistabile anche in versione “due siti”, consentendo di scegliere quali dei tre luoghi visitare (l’Orto botanico è chiuso dall’8 gennaio all’8 febbraio 2024). Tutte le tipologie di biglietto integrato sono disponibili anche in versione GIFT, sia individuale che famiglia: un regalo utile e originale per persone curiose e desiderose di approfondire il complesso rapporto tra la specie umana e la natura. Ulteriori informazioni a questo link.

Fonte: Orto Botanico di Padova

Vendemmia 2023, i dati finali in Veneto segnalano un calo della produzione di vino di circa il 13 per cento rispetto al 2022

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Si è svolto a Lonigo (VI) giovedì 21 dicembre scorso il terzo e ultimo appuntamento del trittico 2023 nella Cantina Collis Wine Group, tradizionale focus di fine anno organizzato da Regione del Veneto, Veneto Agricoltura e Avepa.

I dati finali dell’ultima vendemmia 2023 nel Veneto, suddivisi per area e tipologia di uva. La produzione vendemmiale è stata di circa 13,6 milioni di quintali di uva (13.646.900), in calo del -9,3% rispetto alla vendemmia 2022. I problemi fitosanitari, in particolare peronospora, e climatici, con forti eventi grandigeni, hanno ridotto le iniziali stime positive. A uscirne penalizzate sono state soprattutto le uve a bacca bianca (-10,4%) rispetto alle uve a bacca nera (-4,6%) e le produzioni Doc (-11,8%), mentre hanno registrato lievi aumenti di produzione le uve destinate a Igt (+1,6%) e i vini varietali/generici (+12,2%). Si tratta in gran parte di uve destinate alla produzione di vini Doc (70%), Docg (10,1%) e Igt (16,3%), a conferma dell’alta specializzazione raggiunta dai produttori veneti. Di conseguenza, anche la produzione di vino è diminuita rispetto all’anno precedente, scendendo a 10.917.000 milioni di ettolitri (contro i 12.600.000 circa del 2022), con un calo del -13,4%. Nel terzo trimestre 2023, l’Italia presenta un fatturato di circa 5,65 miliardi di euro, (-1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), un calo limitato dal contestuale incremento dei prezzi medi di vendita, considerando che le variazioni in termini quantitativi è stata anche superiore.

La superficie vitata, invece, nel Veneto è rimasta sostanzialmente invariata a 101.176 ettari: al primo posto il vitigno Glera (38.117 ettari, +3,8%), seguono Pinot Grigio (15.254 ettari, -4,6%), Garganega (8.600 ha, -2%), Corvina (6.980 ha, invariati), Merlot (5.790 ha, -3,3%), Chardonnay (5.486 ha, invariati) e via via tutti gli altri.

Export. Considerando i principali mercati di destinazione del vino italiano, in valore, nei primi mesi del 2023 le flessioni maggiori si registrano verso gli Stati Uniti (-8,2%), che costituisco il principale mercato di destinazione del vino nazionale con una quota del 23,3% e il Canada, dove le vendite sono diminuite del -17,9%. In crescita, invece, i valori esportati verso la Germania (+4,5%) e il Regno Unito (+3,9%) che rispettivamente detengono una quota del 15,3% e del 10,4% delle esportazioni di vino dall’Italia. Curiosità, tra i principali paesi di destinazione dell’export italiano, il maggiore incremento si registra nelle vendite verso la Francia (+20,3%).

I dati definitivi 2022. Alessandra Liviero, dirigente Economia e Comunicazione di Veneto Agricoltura porta alla luce i dati definitivi sull’andamento 2022 nei mercati internazionali: “L’anno scorso abbiamo avuto un incremento del valore delle esportazioni del 14% con 2,84 miliardi di euro. Il Veneto è il primo esportatore in Italia, rappresentando il 36% delle esportazioni nazionali complessive. Nei primi 9 mesi del 2023 la Regione ha già esportato per 2,04 miliardi di euro, segnando una contrazione, per la prima volta dopo anni, dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in linea comunque con il trend nazionale”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Disponibilità della risorsa idrica in Veneto a novembre 2023, il bollettino Anbi. Tra i dati rilevati, un preoccupante aumento di temperatura di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali.

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Novembre ha fatto registrare in Veneto temperature altalenanti, con situazioni anomale rispetto alla media storica. In questo senso è sempre più importante contemplare il ruolo della componente evapotraspirativa ai fini della valutazione sulla disponibilità di risorsa idrica. L’indice Spei (indicatore di siccità al suolo) infatti segnala la presenza di diffusi fenomeni siccitosi. L’anomalia di temperatura (in crescita rispetto alla media storica) pone significativi problemi ai fini della disponibilità di risorsa anche perché determina lo scioglimento anticipato delle  nevi che sono occorse e che potranno avvenire nel corso del periodo invernale. Le precipitazioni medie sono state di poco inferiori al valore atteso, comunque concentrate nello spazio di pochi giorni. Il valore medio di precipitazione di 115 mm contro una media storica di 135 mm, vede comunque una distribuzione estremamente disomogenea sul territorio. Si va dagli oltre 200 mm occorsi nel bellunese, ai 40 mm del rodigino. Vediamo le componenti che determinano la risorsa idrica in Veneto nelle specifico.

Risorse nivali. L’inizio del mese è stato fresco rispetto alla temperatura media storica, con nevicate anche a bassa quota nella prima decade del mese. È seguita una fase calda (situazione che favorisce un anticipato scioglimento della neve) a cui è seguita un’ultima decade ancora fresca ma non particolarmente nevosa. Gli indicatori di copertura nivale e spessore della neve al momento sono inferiori alle attese ma non preoccupanti. L’aumento delle temperature massime registrato è comunque un segnale molto preoccupante per la tenuta delle riserve nivali.

Piovosità. Si registra una netta disparità nella distribuzione delle piogge che ha visto la parte meridionale e montana della regione in deficit rispetto agli apporti medi storici. Le precipitazioni media a scala regionale sono state sotto le attese, essendo concentrate nell’arco di poche ore con lunghi periodi senza precipitazioni. Complessivamente è stato registrato un numero di giorni piovosi generalmente inferiore alla media storica con lunghi periodi senza alcuna precipitazione.

Acque sotterranee. La situazione presenta segnali di ripresa a seguito delle abbondanti precipitazioni occorse tra la fine di ottobre e l’inizio del mese. pur permanendo su valori inferiori a quelli attesi per il periodo. Il livello delle falde, ad eccezione dell’area Veronese, si sta riportando su valori medi del periodo.

Anomalie di temperatura. Novembre ha fatto registrare, in particolare nella parte centrale del mese, su tutta la regione temperature abbondantemente superiori alla media storica del periodo; ancora più rilevante il dato della temperatura media globale che tra il 17 e il 18 novembre ha visto un incremento di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali. È un dato estremamente preoccupante che segnala come si stiano avvicinando i limiti massimi fissati dall’accordo di Parigi del 2015.

Indice Spei a tre mesi. L’indice Spei contempla anche l’effetto della componente evapotraspirativa nel monitoraggio degli eventi siccitosi. Per questo è più «solido» nel descrivere la realtà rispetto all’indice Sei che contempla invece solo le precipitazioni; In questo senso, mentre l’indice Sei descriverebbe una situazione di normalità su tutta la regione, l’indice Sei denota ancora la presenza di siccità, in particolare, legata alle alte temperature registrate nella prima metà del mese.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Da Natale sino alla prima domenica di febbraio 2024 torna il Presepio Artistico di Segusino (TV), l’edizione 2023 intitolata “…e noi? …800 anni da quella volta”

Natività Presepio Segusino 2021

Era il natale del 1223 quando un giovane di nome Francesco, a Greccio – un piccolo paesino del Lazio – diede vita a quello che fu il primo presepio della storia. Oggi, 800 anni dopo, l’associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino (TV), che si sentono un po’ anche “discepoli” di San Francesco, vogliono ricordare nell’edizione 2023 questo evento e, insieme, l’arte della presepistica.

L’ambientazione del presepio di Segusino è sempre stata “segusinizzata”, riproponendo attraverso varie ambientazioni locali la natività di Gesù con l’intento di trasmettere il messaggio che Gesù è nato per tutti, in ogni luogo, in ogni paese, in ogni casa. Quest’anno, l’allestimento, iniziato già a fine agosto, terrà conto del celeberrimo anniversario e sarà dunque intitolata “…e noi? …800 anni da quella volta”, in omaggio a San Francesco, ma anche a una persona cara ai presepisti segusinesi, un parroco missionario messicano di origini segusinesi, mancato poco tempo fa.

Allestito come di consuetudine presso la ex casa del Cappellano, in Viale Italia 270, il presepio artistico di Segusino sarà aperto (ingresso libero) tutti i pomeriggi dalla notte di Natale fino al 4 febbraio 2024, i giorni festivi anche al mattino, gli orari completi e tutte le informazioni si possono trovare sul sito www.presepiosegusino.it oppure telefonando al 334.3797867. Nel sito si possono trovare anche tutte le informazioni inerenti alla rassegna “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino” che mette in mostra vari presepi, allestimenti natalizi e borghi unici tutti da scoprire, unitamente ad una serie di eventi musicali da non perdere.

Fonte: Associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino

La “schiavitù moderna” del lavoro nei campi vince nel giornalismo d’inchiesta territoriale: il 1. Premio Fnsi Tina Merlin a quattro donne

tina-merlin-foto-gruppo-scaled-e1702826497628-881x494È di quattro giornaliste l’inchiesta vincitrice del primo Premio nazionale Fnsi “Dov’è Tina Merlin oggi?”. Un’indagine sullo sfruttamento del lavoro nella raccolta dei kiwi dell’Agro Pontino, seguendo a ritroso la filiera: dalla grande distribuzione ai campi in cui vengono coltivati. Il servizio, pubblicato su IrpiMedia, è di Stefania Prandi e Francesca Cicculli, con la collega danese Charlotte Aagaard e la giornalista indiana Kusum Arora.

La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato 16 dicembre 2023 nella sala consiliare del municipio di Longarone (BL), alla presenza della segretaria generale Fnsi Alessandra Costante, con i componenti di giunta Domenico Affinito, Matteo Naccari e Monica Andolfatto, del sindaco e presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, e di una folta rappresentanza di giornalisti, fra cui Gianluca Amadori, componente dell’Esecutivo nazionale dell’Ordine e il presidente regionale Giuliano Gargano, e istituzioni locali e regionali.

Il premio giovani è andato a Sofia Centioni, praticante della Scuola di giornalismo di Bologna, che con lo strumento del podcast si è focalizzata sullo sfruttamento del lavoro nella ristorazione (“Ristoranti da incubo, il dietro le quinte della City of food”). Infine, menzioni per Laura Fasani (che con la collega Nuri Fatolahzadeh ha firmato un podcast prodotto da IrpiMedia e Il Giornale di Brescia dal titolo “Caffaro, l’ultima barriera. I veleni nel cuore della città”), per Marco Grasso (giornalista del Fatto Quotidiano che ha approfondito la strage del Ponte Morandi), e per Andrea Lattanzi con un’indagine video sui danni alla salute da long Covid, (pubblicata sui siti di Repubblica e La Stampa).

L’inchiesta vincitrice. «Siamo molto onorate di ricevere questo premio, che rende onore e merito alla figura di Tina Merlin», il commento delle vincitrici Cicculli e Prandi. «La nostra inchiesta ha coinvolto anche una collega danese e una indiana e vuole mostrare le condizioni di lavoro dei Sikh nella zona dell’Agro Pontino. Lavoratori sfruttati che raccolgono i kiwi per 3,5 euro l’ora, senza giorni di riposo e senza strumenti di protezione». L’inchiesta non ha potuto svelare tutti i nomi delle aziende coinvolte, per la minaccia di querele bavaglio. «Ci siamo dovute fermare, mentre la collega danese ha potuto fare tutti i nomi, perché in Danimarca c’è una tutela garantita per i giornalisti», ha spiegato Prandi. Alle vincitrici, oltre al premio in denaro di 5mila euro, è stato consegnato un libro scolpito nel legno di cirmolo, un pezzo unico realizzato dall’artista bellunese Mauro “Lampo” Olivotto che ha cesellato il logo Fnsi e il profilo di Tina Merlin. Allo stesso modo, ha scolpito anche le targhe per le menzioni speciali e una matita gigante che è diventata il premio per la categoria giovani, andato a Sofia Centioni.

«Tina Merlin è ancora tra noi, perché è il giornalismo d’inchiesta italiano. E la qualità dei lavori candidati al premio – ben 74 – lo dimostra», ha detto la segretaria Fnsi, Alessandra Costante. «Questo è il primo premio che Fnsi organizza direttamente. L’obiettivo è ribadire un concetto chiaro: non c’è informazione senza il racconto dei territori; e senza i colleghi che lavorano sul campo non c’è giornalismo. Crediamo fortemente che sia questo il lavoro che va premiato: quel giornalismo che incarna i valori costituzionali e che resisterà all’assalto dell’intelligenza artificiale».

Durante la cerimonia di premiazione è stata tratteggiata la figura di Tina Merlin, cronista dell’Unità, con la collaborazione dell’associazione culturale che ne porta il nome, e con la proiezione di un video realizzato appositamente, che propone una riflessione sul ruolo del giornalista, immaginando che sia stata partorita dalla penna di Tina, “voce del Vajont” ma non solo: a interpretare Merlin in maniera molto coinvolgente è stata Anna Olivier (attrice e consigliera comunale di Longarone).«Ringrazio tutti i giornalisti che hanno partecipato a questo premio e la Fnsi che ha voluto portare a Longarone la prima edizione, lavorando a sviluppare un’idea comune per valorizzare la figura di Tina Merlin e le figure di tante giornaliste e tanti giornalisti che quotidianamente, spesso nel silenzio e nel precariato, svolgono questa professione, che è una missione civica importantissima», ha concluso il sindaco Roberto Padrin.

Fotocredit: Giuseppe D’Alia

Fonte: Sindacato giornalisti del Veneto

Il Premio Argav 2023 a Mario Poppi, storico e divulgatore del territorio veneto

Premio Argav 2023 Mario Poppi

“Per l’amore profondo verso i territori di nascita e di vita e per la sincera empatia dimostrata con le sue genti in tanti anni di studi e narrazione; per la ricchezza e la valenza del lavoro di ricerca e di divulgazione”: queste le motivazioni alla base dell’assegnazione del Premio Argav 2023 al professor  Mario Poppi, riconoscimento attribuito annualmente dal direttivo del sodalizio Veneto e Trentino di giornalisti che si occupano di agricoltura, ambiente ed agroalimentare, a personaggi e realtà che con la loro attività e il loro impegno hanno dato lustro al territorio veneto. In particolare il premio al professor Poppi “ha voluto riconoscere – ha sottolineato il presidente Argav Fabrizio Stelluto – l’importanza della storia in genere e di quella locale in particolare come disciplina e come strumento imprescindibile di salvaguardia della memoria e fonte necessaria di ispirazione per il nostro agire nella società, nelle comunità, nelle professioni”.La cerimonia, svoltasi lo scorso 16 dicembre nel salone affrescato del ristorante Villa Contarini a Monselice (PD), ha visto la partecipazione dei soci Argav, di Matteo Guarda, socio Argav nonché vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e della sindaca del Comune di Monselice (Pd) Giorgia Bedin (nella foto da sx Renzo Michieletto, vice presidente Argav, Fabrizio Stelluto, presidente Argav, Mario Poppi, Premio Argav 2023, Giorgia Bedin, sindaca di Monselice). L’incontro si è concluso con il tradizionale pranzo di Natale dei soci Argav.

Mario Poppi è nato a Mira, si è laureato nel 1965 all’Università di Padova con una tesi sulla storiografia medievale del Quattrocento. Ha insegnato materie letterarie nelle scuole medie di I (a Mira) e di II grado (a Monselice e Padova) e dal 1969 al 1974 ha tenuto esercitazioni di storia medievale agli studenti delle facoltà di Lettere e Magistero delle Università di Padova e di Verona. Dal 1974 al 1996 è stato preside degli Istituti superiori di istruzione di secondo grado di Padova I.T.F. “Pietro Scalcerle” (1974-1983), I.M. “Erminia Fuà Fusinato” (1983-1985) ed I.M. “Amedeo di Savoia duca d’Aosta” (1990-1996) e di seguito, fino all’anno 2000, del L.L.l.r. “Dante Alighieri”. Per cinque anni (1985-1990) ha svolto attività presso l’Irssae del Veneto come esperto del Servizio Sperimentazione. In relazione alle sue attività di docente e di preside ha pubblicato numerosi articoli sulla didattica e sulle sperimentazioni scolastiche avviate e funzionanti nel Veneto, nonché i seguenti lavori sulla storia di due istituzioni scolastiche padovane: l’Istituto magistrale statale “A. di Savoia duca d’Aosta” di Padova e l’Istituto tecnico femminile “Pietro Scalcerle”. È tra i membri fondatori della “Societas Veneta” per la storia religiosa, che ha sede presso l’abbazia di Santa Giustina di Padova, e a seguito di nomina da parte del vescovo di Padova è socio effettivo dell’Istituto per la storia ecclesiastica padovana, che ha sede in vescovado. Legato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del Veneto, con particolare attenzione per le tradizioni e le vicende della Riviera del Brenta, è stato fra i fondatori di numerose associazioni culturali. Tali interessi lo hanno portato a pubblicare, oltre ad articoli di carattere storiografico, prefazioni ed introduzioni ad antologie di poeti contemporanei: tre volumi su Gambarare di Mira (Gambarare e il suo territorio, 1974; Religione e popolo a Gambarare, 1977; Il duomo di Gambarare 1306-2006, 2006); uno su Cazzago di Pianiga (Cazzago novecento anni. Appunti sulle vicende di un paese e di una parrocchia, 2005); uno sulla parrocchia di Taggì di Sotto (Aspetti della realtà religiosa del Veneto: un esempio nel territorio di Taggì di Sotto, 2014); una sintesi di storia della Riviera del Brenta fra XVIII e XIX secolo (Nella Riviera del Brenta con Antonio Longo al passaggio fra Sette e Ottocento, 2005) seguita da un’approfondita disamina della situazione della Riviera del Brenta dagli ultimi anni della repubblica di Venezia al 1819 (La Riviera del Brenta nel periodo napoleonico. Territorio, persone, istituzioni dalla caduta della repubblica di Venezia ai primi anni del regno Lombardo-Veneto 1798-1819, 2011). La prima parte di un impegnativo studio su Sambruson di Dolo (‘In Sancto Ambrosone’. Uomini ed eventi a Sambruson fra l’alto medioevo e il primo Ottocento, 2008) e un’approfondita ricerca sulla nascita di Dolo (Dolo 1406-1581. Territorio, popolazione, attività economiche alle origini di una comunità, 2010). I racconti in lingua veneta Storie del’ostaria contàe da me mama e me popà (2010), la silloge Poeti in lingua veneta (1989) ed ancora La Madonna dei cavalli ( 2009); Gambarare, in La mia gente (2009); A 900 km dalla nostra storia, (2010); Vicende e scontri armati fra Venezia e Padova nel Trecento per le terre alla foce del Brenta (2012), seguito da Territorio e insediamenti a Mira, a nord del Brenta, nel secondo Trecento (2014); Per meglio conoscere Gambarare: l’ambiente sociale tra Otto e Novecento, in Vecchi trosi, strade nuove nelle terre di Gambarare a Mira, 2016, oltre, e in particolare, a due volumi in cui espone e commenta alcuni degli innumerevoli proverbi, modi di dire, locuzioni che in oltre sessant’anni ha raccolto direttamente dalla voce di anziani della Riviera del Brenta riguardanti L’anno, i mesi e i giorni nella cultura popolare del Veneziano (2004) ed alcuni particolari aspetti del rapporto fra gli uomini e le donne nei nostri territori (Uomo e donna nella tradizione orale veneta, 2008).

Premio Wigwam Stampa Italiana, tutti i vincitori della seconda edizione

Premiati Wigwam Pontelongo (1)La seconda edizione del Premio Wigwam Stampa Italiana si è conclusa lo scorso 2 dicembre con la premiazione dei vincitori, avvenuta a Pontelongo (PD) in occasione del convegno “Lo Zucchero e i suoi dintorni”. Oltre 200 gli elaborati ammessi al concorso (a fronte di circa 600 testi pervenuti) e quindi pubblicati e diffusi attraverso il periodico a tiratura quotidiana Wigwam News. Vi hanno contribuito ragazzi e ragazze: 50% di età compresa tra gli 11 e 13 anni e per il 30% bambini dai 7 ai 10 anni. I testi pervenuti confermano che il concorso è un ottimo strumento di tutela della memoria collettiva e della sua trasmissione. L’adesione di Enti Pubblici, (uno per tutti: l’ufficio italiano del Consiglio d’Europa) e di varie organizzazioni e aziende private, attestano l’alto gradimento dell’iniziativa. L’entusiastica partecipazione dei ragazzi è motivo di grande soddisfazione per tutti gli aderenti al progetto, ed è la ragione per cui è già stata avviata la terza edizione del premio 2023-2024.

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Il Premio si compone di svariate sezioni e, precisa Efrem Tassinato, fondatore e presidente di Wigwam “si pone l’obbiettivo di creare una staffetta tra le generazioni nella trasmissione della memoria delle Comunità Locali”. Per favorire la presenza alle premiazioni, sia dei ragazzi che degli insegnanti nonché di genitori e nonni, sono state scelte tre sedi diverse in località che potessero essere raggiunte senza troppi disagi da persone provenienti da varie città d’Italia. La seconda sessione delle premiazioni si è svolta, per l’appunto, a Pontelongo, con consegna degli attestati da parte di Sara Berto, assessore comunale, in rappresentanza di tutta l’Amministrazione di Pontelongo. Lo zuccherificio della cittadina padovana è una delle uniche due sedi italiane di un prodotto di eccellenza nazionale. A conclusione dell’incontro sono stati consegnati sia alcuni premi nazionali che quelli del Premio “Sugar Contest” e “Contest Illustrazione”.

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 I premi e le menzioni sezione nazionale. Premio nazionale 19-25 anni 2023 per il miglior elaborato singolo: Asia Rizzini (anni 19) di Cavalgese della Riviera (Bs) per il componimento dal titolo “Ereditare una professione, il Vivaio del Garda a Padenghe”. Wigwam News n. 216 del 4 agosto 2023. Menzioni della Giuria: Gabriele Ballan (anni 23) di Lonigo (Vi); Daniele Xodo (anni 17) di Piove di Sacco (Pd); Filippo Favarin (anni 20) di Piove di Sacco (Pd); Diana Lungu (anni 13), Giorgia Giarolo (anni 13) e Ludovico Rigon (anni 13) di San Bonifacio (Vr) per il componimento “Diana, Giorgia e Ludovico e antiche storie di bisnonni”. Wigwam News n. 219 del 7 agosto 2023; Alessia Michiante (anni 24) di Arzergrande (Pd) maestra (menzione speciale per il coordinamento del lavoro della scuola dell’infanzia) per il componimento “Alla scoperta delle piante con la scuola dell’infanzia”. Wigwam News n.92 del 2 aprile 2023; Chiara Pengo (anni 23) di Piove di Sacco (Pd); Abel e Joseph Rehinard, Filippo Bressan, Davide Hu, Nicolò Mion, Edoardo Sella, Manuel Dicolombi, Erik Rehinard, Anna Lo Prete, Lisa Hu, Alexandrina Curmei, Sara Friso, Sophi Nastasa, Giovanni Medoro, Kristal Rehinard, Samantha Giantin, Noemi Lupo, Gioia Pellizzaro, Evelin Eric, Matteo Tollin, Riccardo Fulmini e Zac Romanin Classe 3 F (anni 13) alunni della Scuola Levi Civita di Padova-Camin (Pd) per la Raccolta di “Pagine partigiane”; Mattia Musumeci (anni 13) e Lorenzo Toti (anni 13) di San Bonifacio (Vr); Emma Rostello (anni 11) di Thiene (Vi); Souhaib El Faouzaoui, (11 anni) di Pontelongo (Pd); Gli alunni delle classi 1E e 1F del plesso “Levi Civita” del VII Istituto Comprensivo Statale “San Camillo” di Padova-Camin (anni 11-12) per il progetto “Buona notte Camin, favolette di un paesello nascosto”. Gli alunni della classe 5^ della Scuola Primaria “G. Marconi” di Arzerello (Pd) (anni 11-12), per il progetto “Io rispetto il mare”; Chiara Zanin (anni 20) di Brugine (Pd).

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Premio speciale sezione “zucchero”. Premio Scuola primaria (elementare): Tommaso Crescente (anni 10) di Pontelongo (Pd) per la poesia “zucchero, dolce e salato”. Wigwam News n. 173 del 22 giugno 2023Premio Scuola secondaria di primo grado (medie): Michele Jihao Huang (anni 15) terza media – di Pontelongo (Pd) per il componimento “Un dolce viaggio a Pontelongo”. Wigwam News n. 177 del 26 giugno 2023 Premio Scuola secondaria di secondo grado (superiore) e Università fino a 25 anni: Daniele Xodo (anni 17) Istituto tecnico – di Piove di Sacco (Pd) per il componimento “Pontelongo, la capitale dello zucchero italiano”. Wigwam News n. 192 del 11 luglio 2023

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Menzioni della Giuria. Hiba Aatouf Idrissi (anni 14), Hiba El Aidi (anni 12), Ryan el Aidi (anni 12), Kleris Lacka (anni 14), Elena Pinato (12 anni), Irene Zampieri (anni 12), Alessia Trisca (anni 10), Marouan El Akkaoui (anni 11) tutti di Pontelongo e Gaia Vansiempsen (anni 20) di Arzergrande (Pd) per il componimento “Storie di bietole: che ci fa un Vansiempsen a Pontelongo?”. Wigwam News n. 187 del 6 luglio 2023

Premio speciale sezione illustrazione. Primi classificati pari merito: per il miglior elaborato singolo a Kaur Damanpreet (anni 13) di San Bonifacio (Vr) a Nicolas Bertin (anni 11) di Piove di Sacco (Pd) e Alessandro Di Fiore (anni 11) di Orria (Sa). Secondo classificato: al miglior elaborato singolo a Ludovico Rigon (anni 13) di San Bonifacio (Vr. Menzioni della Giuria a Diana Lungu, (13 anni) Classe 2^ B; Giorgia Giarolo (13 anni) Classe 2^ B; Ludovico Rigon Classe (anni 13) 2B della Scuola Media “Bonturi” di San Bonifacio (Vr).

Il Premio è un progetto impegnativo sia per gli organizzatori che per i partecipanti, ragazzi e “accompagnatori”, ma che ha prodotto materiale rilevante e indicato una via fondamentale per la conservazione di storie che non possono essere considerate minimali rispetto alle grandi vicende umane. Anzi, i giganti dell’umanità danno un valore immenso ai ricordi di ognuno. E’ il filosofo Seneca a evidenziare che “I ricordi sono l’unica parte della nostra vita sacra e inviolabile, al di sopra di tutte le vicende umane, che sfugge al dominio del fato, che non può essere modificata, né venirci sottratta, il suo possesso è perenne e inviolabile”. E’ una sottolineatura di eccezionale valore, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo che condannano all’oblio infiniti momenti del nostro vivere, resi sacri dalla fatica, dalla gioia, dal dolore. I testi pubblicati fanno già parte dell’archivio Wigwam, accessibile a tutti. Un luogo grazie al quale, almeno una piccola parte delle storie che hanno fatto grande il Veneto e l’Italia tutta, non saranno dimenticate. Anzi l’archivio sarà implementato proseguendo nella via intrapresa. Proprio perché la filosofia di Wigwam e di tutti i suoi sostenitori, qualsiasi ruolo essi si siano assunti il compito di svolgere, è quella di recuperare e preservare memorie che sono fondamentali per il nostro vivere. L’interesse dimostrato da insegnanti e soprattutto da ragazzi di età diverse ma con la stessa curiosità di sapere e riscoprire eventi lontani ma spesso molto vicini al loro vivere, è incoraggiante.

Il Premio prende il nome dall’omonima Associazione – tra le primissime organizzazioni di tutela ambientale tra quelle riconosciute con decreto ministeriale – nata da radici bellunesi nel 1971 con il Primo Campo Rimboschimento Malga Mariech – cui parteciparono giovani da tutt’Italia – organizzato con l’allora Direzione dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali di Belluno. Wigwam è anche unica, in questo ambito, con origini in Veneto, ed è oggi estesa in 21 Paesi nel Mondo.

Sono partner e componenti della giuria, tutte le organizzazioni della stampa del Veneto e nazionali: la Federazione della Stampa Italiana, l’Ordine dei Giornalisti, l’UNARGA e l’ARGAV e poi ancora, l’Ufficio Italiano del Consiglio d’Europa, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, la Provincia di Belluno, l’ANCI del Veneto e molti comuni, associazioni e istituzioni scolastiche. Come più volte sottolineato lo scopo del premio e come esplicitato nel bando di concorso, è quello di “stimolare attività di comunicazione e informazione, realizzata da gruppi aggregati di giovani”.

Fonte: Wigwam

Sabato 16 dicembre, a Monselice la consegna del Premio Argav 2023 a Mario Poppi, storico e divulgatore del territorio

Fabrizio Stelluto

Sabato 16 dicembre alle 12 nella sala convegni del ristorante Villa Contarini a Monselice (PD), ci sarà la consegna del Premio Argav 2023 a Mario Pioppi, storico e divulgatore del territorio.

Il premio Argav viene attribuito annualmente a personalità che, con la loro attività, danno lustro al territorio veneto. Nel corso degli anni, il riconoscimento è stato attribuito all’attore Marco Paolini, alla scienziata Ilaria Capua, al poeta e musicista Bepi De Marzi e, l’anno scorso, agli “uomini e donne della Bonifica”. La cerimonia di premiazione vedrà partecipi il presidente Argav Fabrizio Stelluto (nella foto in alto), i soci Argav e personalità del territorio.

15-17 dicembre, a Siena il 18° forum dell’Informazione cattolica per la custodia del Creato, per un patrimonio culturale sostenibile nell’era della transizione energetica

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Conto alla rovescia per il tradizionale forum dell’Informazione Cattolica organizzato dall’associazione culturale internazionale Greenaccord, che si svolgerà nel fine settimana dal 15 al 17 dicembre. L’evento avrà luogo a Siena, la cui scelta è dovuta anche al fatto che si tratta della prima città d’arte italiana riconosciuta dal Global Sustainable Tourism Council come sostenibile in ambito turistico.

Il titolo della tre giorni è esemplificativo: “Territorio, sostenibilità e patrimonio culturale nell’era della transizione energetica”. L’iniziativa, che si apre venerdì 15 dicembre, alle 15, è ospitata a Palazzo Chigi Saracini (via di Città, 89), dall’Accademia Chigiana, ed è realizzata con il fondamentale supporto della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e dell’Arcidiocesi senese.

L’appuntamento ha molteplici obiettivi: favorire il confronto interdisciplinare tra esperti, accademici, imprenditori e comunicatori sui paradigmi della sostenibilità applicati ai beni culturali o sull’adattamento ai cambiamenti climatici, innervare il processo di formazione dei giornalisti, affinché siano sempre più attori consapevoli e corresponsabili della transizione sociale, culturale ambientale in corso, ma anche promuovere l’ultima esortazione apostolica di papa Francesco, la “Laudate Deum”.

«L’evento senese arriva mentre si chiude la Cop28 (la riunione annuale dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) di Dubai. «Pur in presenza di qualche piccolo progresso, la Cop28 – afferma il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio -, sta testimoniando la difficoltà dei Paesi partecipanti a lasciarsi definitivamente alle spalle i combustibili fossili, a favore delle rinnovabili e delle risorse naturali, e di una transizione ecologica equa e giusta, che non lasci indietro nessuno. Con questa edizione del nostro forum, che segna il ritorno della nostra associazione in Toscana, e nell’evidenza che le città avranno sempre più un ruolo strategico nel contrasto ai cambiamenti climatici, vogliamo mettere al centro la dimensione culturale e sociale della sostenibilità, che diventa generatività e attrattività. Per questo – conclude Cauteruccio – parleremo di promozione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale per un turismo esperienziale e accessibile, nonché di forestazione urbana e comunità energetiche per territori che possano prosperare sotto la bandiera dell’ecologia integrale».

Programma. Aperta dai saluti istituzionali delle autorità cittadine e dal Rettore dell’Università per stranieri Tomaso Montanari, che offrirà un prezioso contributo su come “custodire il futuro”, la sessione del venerdì pomeriggio avrà tra i protagonisti Fabio Gerosa di “Fratello Sole”, che introdurrà il tema delle comunità energetiche e come possano essere sviluppate in contesti urbani minori; i funzionari comunali locali che hanno seguito il processo di certificazione per il turismo sostenibile; il critico d’arte Maurizio Vanni, la direttrice dei Musei Civici di Bologna Eva Degl’Innocenti, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Alberto Bruni, e il ceo della startup innovativa To-Be, Francesco Paolo Russo. La sera vedrà la visita al museo della Contrada dell’Oca, e il conferimento del premio giornalistico “Sentinelle del Creato 2023”. Nella sessione di sabato mattina (16 dicembre), dedicata al ruolo che le città possono svolgere per ridurre le proprie emissioni climalteranti e per accrescere la prosperità economica senza trascurare il benessere sociale diffuso, si approfondiranno alcuni focus specifici. Con la partecipazione degli accademici Simone Bastianoni dell’Università di Siena, Anna Marson dello Iuav di Venezia – già assessore regionale all’urbanistica – Davide Pettenella dell’Università di Padova e di Marco Raugi dell’Università di Pisa, ma anche del direttore tecnico di Forestami, Riccardo Gini, del direttore scientifico del Kyoto Club Gianni Silvestrini e dell’architetto Massimo Alvisi, si discuterà di pianificazione territoriale e di gestione urbana, di riforestazione urbana e di soluzioni basate sulla natura, di rinnovabili e di comunità energetiche. Quest’ultimo aspetto sarà illustrato dal segretario generale di Greenaccord, Giuseppe Milano, quale autore del primo libro in Italia sulle comunità energetiche in cui è recepita la normativa europea di riferimento.

Ai temi della comunicazione ambientale – in una stagione storica sempre più sconvolta dagli impatti degli eventi estremi, dell’inflazione e della transizione energetica – è dedicato il panel del sabato pomeriggio, in cui interverranno il comunicatore Stefano Martello, la giornalista ecoblogger Letizia Palmisano, l’illustratrice Ginevra Diletta Tonini Masella, l’attivista ambientale di Italian Climate Network Marirosa Iannelli, il capoufficio stampa del Crea, Cristina Giannetti, il Chief Technology Officer di Esri Italia, Michele Ieradi, e il Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini. Ci saranno, poi, una tavola rotonda e, alla sera, il concerto dell’Accademia Chigiana. Il forum si concluderà nella mattinata di domenica 17 (ore 9), con la messa celebrata nella centrale chiesa di San Cristoforo, dal cardinale Augusto Paolo Lojudice. A seguire, la visita turistica alla Città. Oltre ai crediti formativi per i giornalisti, anche quelli per gli studenti dell’Università di Siena. Il Forum, infatti, è stato inserito come parte del corso di formazione “Immaginare il futuro. Rigenerazione urbana e transizione sostenibile”.

Fonte: Ufficio stampa Greenaccord

Campagna olearia 2023: buona la qualità, ma la quantità non è ai livelli delle annate migliori

carico di olive

“Per certi aspetti il 2023 è stato migliore dell’anno scorso, segnato dalla siccità che aveva causato una forte cascola. La situazione, tuttavia, è disomogenea anche negli stessi areali: ci sono state aziende agricole che hanno portato a casa una buona produzione, mentre altre non hanno prodotto nulla o quasi. Diciamo che, in media, il bilancio dovrebbe assestarsi su una percentuale del 50-60% di raccolto rispetto al 45% del 2022. Ringraziamo le piogge, che hanno favorito la buona qualità delle olive, anche se ci sono stati danni consistenti da grandine, soprattutto in aprile, che hanno colpito ampie fasce della Pedemontana veneta: dal Garda a Vittorio Veneto, passando per i Colli Euganei. D’altra parte, la situazione climatica è questa e dobbiamo abituarci, se pensiamo che negli ultimi cinque anni c’è stata solo una stagione che si è salvata pienamente senza soffrire gelo, grandine o siccità. L’olio veneto, comunque, è di altissima qualità grazie all’impegno forte dei produttori. Chiediamo però più attenzione sulla ricerca e sulla promozione, per diffondere una cultura sul prodotto olio esattamente come si fa con il vino”, afferma Leonardo Granata, presidente degli olivicoltori di Confagricoltura Veneto e produttore dei Colli Euganei, nel commentare la produzione olearia veneta 2023.

Le azioni in atto. La Regione Veneto ha convocato un tavolo tematico sull’olio per affrontare le principali criticità. “Bisogna riconoscere che l’ente regionale ha riportato l’attenzione sull’olivicoltura – sottolinea Granata -. Penso anche a Veneto Agricoltura, che ha finanziato un progetto dedicato ad alcuni aspetti dell’oliveto, in modo particolare a fioritura, allegagione e cascola. È partito un monitoraggio su oliveti campione tra Garda, Valpolicella, Colli Euganei e Alta Trevigiana per capire quali interventi fare, a livello di concimazioni, per mitigare fenomeni come quello della cascola. Segnalo anche che l’Università di Verona sta studiando i problemi causati a chiome e cortecce da insetti come l’euzophera. Importanti segnali di interesse verso l’universo oleario, che però ci auguriamo siamo solo il primo passo di un percorso costante e duraturo, perché fare il produttore di olive oggi è sempre più difficile tra manodopera, aumento dei costi di produzione dal frantoio agli imballaggi e norme a livello nazionale ed europeo che ci tagliano le gambe. Vedi etichettatura e divieto di fitofarmaci utili per combattere la mosca olearia”.

Nel settore c’è preoccupazione per il calo dei consumi, che secondo i dati recenti della Commissione Ue è stato nel 2023 del 18%, causato dall’inflazione. L’aumento dei prezzi dell’olio sugli scaffali non aiuta. “Serve un’adeguata campagna di promozione a livello istituzionale che faccia capire il valore della catena olivicola italiana – osserva Alessandra di Canossa, presidente di settore di Confagricoltura Verona e produttrice sul lago di Garda -, dal più modesto olio d’oliva ai prodotti di alta gamma, ma anche quanto i produttori, a partire da quelli più piccoli, siano importanti per i paesaggi magnifici che attraggono il turismo di tutto il mondo. Pensiamo alla bellezza degli uliveti sulla riviera gardesana o sui Colli Euganei, garantita dal lavoro di manutenzione e cura degli agricoltori. Bellezza dei paesaggi e qualità sono i nostri segni distintivi, sui quali occorre fare cultura per far capire al consumatore che, come con il vino, anche per l’olio è cosa saggia e salutare scegliere prodotti di qualità, locali, spendendo il giusto prezzo. Da parte nostra, dobbiamo invogliare gli olivicoltori a continuare a produrre olio di qualità, selezionando bene le olive, affinché sia sempre più ricercato e apprezzato dal mercato.

Secondo i dati 2022 di Veneto Agricoltura, la superficie a olivi in produzione in Veneto è di 5.142 ettari, in lieve calo rispetto al 2021 (-0,8%). Circa il 70% delle piante è situato in provincia di Verona (3.565 ettari), seguita da Treviso (563 ettari) e Padova (440 ettari). La produzione 2022 è stata di 14.761 tonnellate.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto