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12 giugno 2024, a La Vigna di Vicenza si celebra il caffè e Prospero Alpini, che lo introdusse per primo in Europa

Quaderno apliniano-copertinaMercoledì 12 giugno alle ore 17.30 verrà presentato alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, in collaborazione con l’Accademia del Caffè “Prospero Alpini marosticense”, il “Quaderno Alpiniano”, una pubblicazione che celebra il caffè esplorandone la storia, le tradizioni e le innovazioni legate a questa affascinante bevanda. Dopo i saluti istituzionali del vicepresidente della Biblioteca “La Vigna” Raffaele Cavalli, interverranno Maurizio Rippa Bonati, presidente del Centro Studi “Prospero Alpini”, il vicepresidente dell’Accademia del caffè Giandomenico Cortese, e l’arch. Gianluca Parise.

Prospero Alpini, marosticense (Marostica, 23 novembre 1553 – Padova, 23 novembre 1616), è il medico-botanico (vedi anche articolo precedente) che importò per primo a Venezia la pianta del caffè e la conseguente bevanda, un decotto ricavato dalle bacche che rivoluzionò anche le relazioni sociali nei locali della Serenissima e da lì in ogni parte d’Europa. Dopo aver conseguito la laurea a Padova e aver praticato la medicina a Camposampiero, Alpini accettò l’invito del nobile Giorgio Emo, console al Cairo, ad accompagnarlo nelle terre d’Egitto. Durante questa esperienza nel Medio Oriente, Alpini trasse ispirazione per le sue ricerche e gli studi botanici, anche in merito alla pianta del caffè. Al suo ritorno, venne nominato Prefetto dell’Orto Botanico di Padova, uno dei più antichi e celebri al mondo. La storia e le vicende di Prospero Alpini, così come le sue scoperte, dalla pianta del caffè a quella del dattero, sono da tempo oggetto di particolare attenzione nella nostra regione. In suo onore è stato costituito un Centro Studi, collegato all’Ateneo Patavino, e da cinque anni a Marostica è stata avviata l’Accademia del Caffè “Prospero Alpini marosticense” che promuove e divulga anche scientificamente la tipica bevanda.

Il “Quaderno Alpiniano” (Edizioni Grafiche Leoni di Fara Vicentino), riccamente illustrato, nasce da un desiderio, più che da un’idea, di Mariangela Cuman, ed è stato realizzato dall’impegno e dalla creatività di Gianluca Parise, certosino interprete di puntuali indicazioni di una cronaca divenuta già storia. La pubblicazione contiene i contributi di numerosi studiosi, tra cui Carlo Cassina, Andrea Cozza, Barbara Guidi, Giuseppe Antonio Muraro, Massimo Rinaldi, e di appassionati alpiniani quali Cinzia Battistello, Giorgio Strapazzon, Otello Fabris, Francesca Xausa e Roberto Xausa. Leggerlo, scorrerlo, apprezzarne le immagini, ricche di colore e di sapore affascina e arricchisce. Alcune pagine ricordano la figura di Giuseppe Ongaro, primo presidente del Centro Studi dedicato a Prospero e illustre storico della medicina dell’Università di Padova.

Interventi. Raffaele Cavalli, vicepresidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Maurizio Rippa Bonati, presidente del Centro Studi “Prospero Alpini”, Giandomenico Cortese, vicepresidente dell’Accademia del caffè “Prospero Alpini marosticense”, Gianluca Parise, architetto. Modalità di partecipazione: ingresso libero, è gradita la registrazione: https://bit.ly/4dZERQV

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Veronafiere acquisisce “La Fiera di Vita in Campagna”  e incrementa il portafoglio di rassegne dirette 

Fiera di Vita in Campagna lezione potaturaVeronafiere prosegue nella realizzazione del piano strategico 2024/2026 e incrementa il portafoglio di rassegna dirette, dal quale genera il 90% del proprio fatturato, con l’acquisizione della manifestazione b2c “La Fiera di Vita in Campagna” (nella foto in alto un momento dei corsi organizzati nelle edizioni precedenti, credits Edizioni L’Informatore Agrario) che, a partire dal 2025 e per la sua 12ª edizione, si svolgerà dal 14 al 16 marzo nel quartiere fieristico di Verona. Si tratta di un format fisico dove prendono forma i contenuti della rivista Vita in Campagna edita da Edizioni L’Informatore Agrario e da oltre 40 anni punto di riferimento del mondo dell’hobbistica all’aria aperta.

La fiera di Verona, già leader nel rappresentare il settore primario b2b con Fieragricola (lo storico salone internazionale a cadenza biennale della meccanica, dei servizi e prodotti per l’agricoltura e la zootecnia), completa così la propria offerta agribusiness con un evento rivolto agli appassionati dell’hobby farmer e del mondo agricolo, che punta attraverso l’organizzazione diretta ad ampliarsi e ad affermarsi a livello nazionale ed europeo. Con il partner Edizioni Informatore Agrario, Veronafiere lavorerà nei prossimi mesi per sviluppare un format innovativo che integri e renda ancora più efficace il progetto fieristico.

8 giugno 2024, i soci Argav visitano il Giardino Vegetazionale Astego a Pieve del Grappa (TV)

Giardino vegetazionale AstegoViaggio nella bellezza di stagione è il tema della visita al Giardino vegetazionale Astego a Pieve del Grappa (Treviso), in via Valderoa, 24, organizzato da Argav grazie all’interessamento del vice presidente, Renzo Michieletto, per sabato 8 giugno p.v. La struttura è della Regione Veneto, gestita da Veneto Agricoltura; le attività didattiche sono a cura della cooperativa Salvatica.

Attivo per finalità vivaistiche dal 1920 e organizzato in una bella struttura a gradoni, il Giardino Vegetazionale Astego nasce formalmente nel 2000 per aggiungere alla funzioni di tutela e di conservazione delle specie locali anche quella divulgativa e didattico-naturalistica, avvicinando così i visitatori alla conoscenza degli ambienti vegetali del massiccio del Grappa e dei colli circostanti, riprodotti in successione in un unico luogo. Attraverso la cura e la manutenzione delle aiuole, l’ampliamento degli spazi di visita e la proposta di giochi nella natura, Veneto Agricoltura vuole sensibilizzare le nuove generazioni verso la protezione e la conservazione della biodiversità vegetale. Il Giardino è tuttora in fase di ampliamento per nuove proposte didattiche ed habitat.

Programma. Ore 10:15 Arrivo al Giardino. Ore 10:30 Saluti dei rappresentanti di Veneto Agricoltura, Argav e Cooperativa Salvatica. Ore 10:45 – visita guidata del Giardino, a cura di Dario Dalla Zuanna, Alessandro Manera e Claudio Mistura. Ore 12:30 – conclusione della visita e possibilità di cimentarsi nel labirinto. A seguire, picnic in loco.

Credits Foto giardino.astego.venetoagricoltura.com

Una Pac nazionalista? La nuova politica agricola europea 2023-2027 più centralista che regionale, per quella del futuro bisognerà attendere i risultati delle prossime elezioni europee

giancarlo_orsingher_argav_trentino(di Mattia Frizzera, giornalista socio Argav). Nonostante l’impegno degli eurodeputati Dorfmann e De Castro la Pac 2023-2027 è stata centralizzata a livello nazionale e sono venuti a mancare gli elementi di specificità regionali. La prossima Pac 2028-2033 si orienterà in base a quelli che saranno i risultati elettorali che emergeranno dalla chiamata alle urne per il Parlamento europeo dell’8 e 9 giugno 2024. Questi gli aspetti principali emersi il 31 maggio 2024 durante l’incontro di formazione giornalisti organizzato dall’Odg Veneto in collaborazione con Argav, su proposta del vice presidente Giancarlo Orsingher, giornalista trentino (in alto nella foto Mattia Frizzera) al circolo WigWam di Piove di Sacco (Padova).

La prima relazione è stata quella di Angelo Frascarelli, docente dell’Università di Perugia. Nel 1992 si è cominciato a parlare di qualità dei prodotti agricoli nella pac. Nel 1999 si introduce secondo pilastro, aumentare la coesione nelle aree rurali. La Pac ha un terzo circa del bilancio europeo assieme a sviluppo rurale e ambiente. Gli agricoltori con le loro proteste hanno chiesto garanzie prezzi, limitazione importazioni, abbandono visione troppo green della politica europea. Siamo all’undicesima fase della Pac, nata nel 1962, questa fase è stata discussa per sei anni ed approvata a larghissima maggioranza. Precorso lungo e difficile perché è una politica multiobiettivo, economico-ambientale-sociale.

Non si giustifica una Pac solo per l’agricoltura, ma multiobiettivo. Ci sono cinque sostegni al reddito, per la sostenibilità. Condizionalità rafforzata. C’è anche una condizionalità sociale, che prevede rispetto dei contratti con i lavoratori. Valorizzazione di aree di biodiversità, con una percentuale di aree a riposo. Da una parte vengono sostenuti i redditi. In Italia il 28% del reddito degli agricoltori viene dal sostegno europeo. Dal 15 marzo 2024 è partita una riforma della Pac, appena un anno dopo entrata in vigore, con esenzione dei vincoli ambientali per i piccoli agricoltori. Durante il dibattito fra il 2017 ed il 2020 si è parlato soprattutto di difesa del budget, con maggiori compromessi quindi in favore di aspetti ambientali e sociali. Le proteste degli agricoltori riguardavano anche il contesto di forte incertezza e cambiamento. In Italia ed Europa non ci sono problemi di approvvigionamento alimentare. Europa ha superato 200 miliardi di euro di export di prodotti alimentari. I problemi riguardano la grande volatilità dei prezzi. La politica può aiutare gli agricoltori ad avere più potere all’interno della filiera. La sensibilità dei cittadini indirizzerà le proposte sulla Pac 2028-2033. Un obiettivo trasversale Pac è legato a innovazione e conoscenza. In Italia parliamo troppo poco di ricerca in agricoltura, difendiamo le colture con nuovi mezzi. Ricerca finanziata da Horizon, la Pac finanzia trasferimento ricerca alle imprese.

A seguire c’è stato l’intervento di Alberto Giacomoni, dirigente politiche sviluppo rurale Provincia di Trento. Elementi di economia circolare e agricoltura sostenibile, a partire da delibera provinciale del 26 agosto 2022. Valorizzazione e mantenimento della zootecnia, mantenendo razze autoctone (grigia e Rendena). C’è premio per lo sfalcio dei prati, aiuto perché le malghe vengano monticate. Obiettivo consolidare filiera di trasformazione dando enfasi a strutture che usano prodotti a km zero. Sostegno dell’agricoltura biologica negli alpeggi. Nuova misura prevede investimento su mitigazione cambiamenti climatici e benessere degli animali. Finanziamento aggregazioni enti di ricerca, agricoltori, consumatori. Tre interventi con il settore foreste: infrastrutture, imprese agroforestali, recupero di pascoli. Più del 60% dei fondi è dedicato a interventi che hanno prevalenza ambientale.

L’incontro di formazione è terminato con l’intervento di Franco Contarini, direttore Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) Veneto. Nel 2025 finirà la vecchia Pac. In Veneto ci sono 83mila aziende agricole, 412mila ettari di superficie forestale. La dotazione veneta è di 824milioni di euro, 44 interventi. Le priorità sono giovani, sostenibilità ambientale, innovazione, vivibilità dei territori, fragilità, focalizzazione. La voce maggiore sono 314milioni di euro per investimenti in irrigazione, 47milioni per assistenza tecnica e trasferimento informazioni. 

L’appuntamento si è concluso con la presentazione dell’Unione dei comuni dell’Alta Padovana, il Camposampierese. Una zona abitata da 88mila persone, con 800mila passaggi in bicicletta sul territorio e l’idea condivisa di creare uno sportello turistico ed uno legato alla ricerca di progetti europei.

Articolo già pubblicato dall’autore l’1/6/24 nel sito Salto.bz 

Ambiente. 256 alberi monumentali in Veneto preservati da 73 piccoli comuni

filari di gelso1Se tutte le regioni potessero essere identificate con un albero, al Veneto, secondo la cultura popolare, spetterebbe il gelso. L’albero delle more, fonte di nutrimento per i bachi da seta e base strategica per gli impianti dei vigneti a “bellussera” potrebbe ambire a monumento verde regionale, al pari degli ulivi in Puglia e i cipressi in Toscana. E’ quanto sostiene Coldiretti Veneto nel commentare il rapporto Piccoli Comuni e Alberi Monumentali d’Italia presentato a inizio maggio a Roma da Fondazione Symbola  in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Fai Cisl, AMI Alberi Monumentali d’Italia.

Il gelso per la tradizionale rurale è una pianta dal forte valore identitario: per anni ha contribuito allo sviluppo della bachicoltura sul territorio regionale e nella Sinistra Piave è l’elemento portante nei vigneti che con il loro particolare ricamo disegnano il paesaggi. Nelle campagne ancora sono presenti, qualche filare fa da perimetro ai fondi agricoli, fieri e solitari nei giardini privati, preziose presenze lungo le siepi che in alcune micro amministrazioni comunali sono addirittura specie protetta con sanzioni applicate in caso di incuria.

In Veneto sono censiti 256 alberi monumentali rilevati in 73 piccoli comuni. E’ anche questa l’attenzione che i piccoli comuni veneti (290 su 563 pari al 51,5% della superficie totale) dedicano alla conservazione dei beni culturali, alla biodiversità agroalimentare valorizzando borghi, contrade e tipicità fonti di nuova attrazione turistica. Il verde dei boschi, delle foreste, dei giardini  in questo senso costituisce una ricchezza il cui valore è ancora più strategico nel grave contesto di crisi climatica e rappresenta la componente più preziosa del parco forestale italiano, che interessa 110.545 kmq, pari al 36,6% del totale nazionale e fornisce al Paese preziosi servizi ecosistemici come benefici in termini di approvvigionamento, ad esempio fonti di acqua potabile, o come la fissazione del carbonio e la tenuta idrogeologica. La loro presenza è diventata un simbolo di resistenza come la sequoia gigante di Longarone sopravvissuta alla tragedia del Vajont, oppure di contenuto toponomastico come il cerro-sughera  che dà il nome al paese di Cerro Veronese. Ci sono piante “esagerate” come il corniolo cresciuto fuori misura a Pieve di Alpago e “sagge” tipo il faggio detto “fagheron” di Chies d’Alpago che ha un’età stimata sui 300 anni.

Il rapporto ci porta alla scoperta delle oltre 250 specie di alberi monumentali che popolano il Paese, che mostra inoltre una speciale relazione tra i piccoli comuni e i monumenti italiani, raccolti in un censimento in continua crescita grazie al lavoro del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Su un totale di 4.287 alberi monumentali individuati ad aprile 2024 sul territorio italiano, 2.107 si trovano nei piccoli comuni. Sono inoltre 1.548 i comuni italiani con almeno un albero monumentale, di questi 962 sono piccoli comuni. Guardando allo specifico delle regioni, il primato per numero totale di alberi monumentali spetta al Friuli-Venezia Giulia, con 454 monumenti verdi, di cui quasi la metà, 209, nei piccoli comuni.

Legge di Orientamento. “L’agricoltura è diventata sempre più centrale nella protezione dell’ambiente, assicurando una costante manutenzione del territorio e una salvaguardia del paesaggio, sia in termini di tutela dal dissesto idrogeologico che di difesa delle sue bellezze e della sua biodiversità, di cui gli alberi monumentali rappresentano senza dubbio un patrimonio inestimabile, anche in chiave turistica – dichiara Carlo Salvan presidente di Coldiretti Veneto – Un ruolo riconosciuto dalla legge di Orientamento, fortemente voluta da Coldiretti, che è stato ora rafforzato dalla nuova figura dell’agricoltore “custode”. Oltre alla conservazione e valorizzazione delle produzioni locali, dall’allevamento di razze animali alla coltivazione di varietà vegetali, le aziende agricole sono diventate interlocutore qualificato delle pubbliche amministrazioni per la gestione del territorio, a partire proprio dalla difesa di formazioni vegetali e arboree monumentali. Si tratta di principi su cui la Coldiretti ha impostato la sua strategia e cioè la valorizzazione dei sistemi produttivi di qualità, sostenibili e rispettosi dell’ambiente affiancati dall’innovazione per rendere sempre più competitiva la produzione italiana e garantire un reddito adeguato agli agricoltori anche grazie al supporto delle attività connesse per attrarre così un numero crescente di giovani”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Concorso vini territorio Fondazione Edmund Mach, assegnato il premio “Sergio Ferrari”, per anni “colonna trentina” di Argav

assegnazione-del-premio-1In occasione del concorso vini del territorio, Fondazione Edmund Mach ha assegnato il premio dedicato alla memoria dell’ex professore Sergio Ferrari, per anni “colonna trentina” di Argav, che quest’anno è andato allo studente del corso enotecnico Daniele Bandera, per la costanza dimostrata nel percorso didattico e nell’apprendimento delle materie tecnico-scientifiche caratterizzanti il percorso enotecnico e per essersi distinto per la capacità di coinvolgimento dei propri compagni contribuendo alla loro capacità personale e alla propria. 

Lo studente ha ricevuto il premio dalla moglie dell’ex professore dell’Istituto Agrario, la signora Grazia e dalla figlia Chiara (nella foto in alto, credits Fem), e dal direttore generale Mario Del Grosso Destreri alla presenza del dirigente scolastico Manuel Penasa e del referente organizzativo, Andrea Panichi.  “Questo evento si inserisce bene nell’ambito delle attività che FEM ha in corso per celebrare il 150° anniversario della sua fondazione. Sia il vino, sia l’attenzione per il territorio sono due parole chiave per la missione della nostra istituzione”, ha commentato Mario Del Grosso Destreri. 

Il concorso è organizzato dal Centro Istruzione e Formazione con il patrocinio dei comuni di San Michele, Mezzocorona e Mezzolombardo e la collaborazione di Assoenologi sezione Trentino e sezione Alto Adige, Museo etnografico trentino e Consorzio Turistico Piana Rotaliana Königsberg.  Il concorso intende promuovere la qualità dei vini provenienti dai vitigni autoctoni o dalle interpretazioni territoriali di vitigni internazionali, ma rappresenta anche una interessante opportunità didattica per gli studenti del corso enotecnico per iniziare a prendere confidenza con i vini prodotti nel territorio e con le aziende produttrici. “Si tratta di una esperienza importante per gli studenti del percorso enotecnico – ha sottolineato il dirigente prof. Manuel Penasa – perchè grazie a questa manifestazione hanno l’opportunità di affiancare i commissari e mettere in pratica quanto hanno appreso in classe”. La commissione è composta da 30 esperti selezionati tra enologi, enotecnici, sommelier, giornalisti, provenienti da tutta Italia  e sono coordinati dall’enotecnico Luciano Groff.

Fonte: Fondazione Edmund Mach

Formazione giornalisti, 31 maggio 2024, al circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) si parla della nuova politica agricola comune europea 2023-2027

BandiereBruxelles Venerdì 31 maggio p.v. al circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD), si svolgerà il corso di formazione giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav. Tema della serata (18.30-20.30), i nuovo corso della politica agricola europea 2023-2027, iscrizioni entro il 29 maggio nella piattaforma dedicata alla formazione dei giornalisti (2 crediti). Argomenti trattati. La necessità di una corretta informazione su un tema di crescente importanza per il futuro dell’Unione Europea (Ue). La nuova Politica Agricola Comune (Pac) 2023-2027. La programmazione dello Sviluppo Rurale 2023-2027 nella Regione Veneto. La programmazione dello Sviluppo Rurale 2023-2027 nella Provincia Autonoma di Trento. Relatori. Giancarlo Orsingher, vice presidente Argav; Angelo Frascarelli, docente di Politica Agroalimentare università di Perugia; Franco Contarin, direzione Autorità di Gestione FEASR Bonifica e Irrigazione della Regione del Veneto; Alberto Giacomoni, dirigente Servizio Politiche di Sviluppo rurale della Provincia Autonoma di Trento. Direttivo Argav. Il corso di formazione sarà preceduto dalla riunione del direttivo Argav che osserverà il seguente ordine del giorno: comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, approvazione consuntivo 2023, approvazione preventivo 2024, corsi di formazione prossimi mesi, attività, varie ed eventuali

28 maggio, Mamme No Pfas a Roma alla Camera dei Deputati per dire “Stop ai veleni”

Mamme no pfas Roma

La contaminazione da Pfas (sostanze poli e perfluoroalchiliche) è oggi una delle emergenze ambientali più gravi a livello nazionale e internazionale. Diversi Paesi, come ad esempio Stati Uniti e Francia stanno già adottando provvedimenti per ridurre questa forma di inquinamento, a tutela della salute delle persone e dell’ambiente. In Italia, malgrado la presenza di gravissimi casi di contaminazione da quelle sostanze in alcune Regioni (Veneto e Piemonte), spesso mancano politiche di contrasto efficaci, oltre che controlli capillari in tante aree del Paese.

Ne discuteranno organizzazioni, associazioni della società civile, rappresentanti politici e giornalisti martedì 28 maggio, alle ore 10, nella sala del Refettorio di Palazzo San Macuto a Roma. La diretta dell’evento sarà disponibile sul sito della Camera dei Deputati.

Fonte: Greenpeace Italia

Pesca/Flag veneziano-Galpa Chioggia e Delta del Po, al via i Piani di azione locale: in arrivo bandi e risorse per oltre otto milioni di euro

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Oltre otto milioni di euro per attuare le strategie di sviluppo locale tese a supportare il rilancio del sistema ittico regionale, colpito negli ultimi anni da una notevole contrazione, e rimetterlo al centro nell’economia locale. È l’ammontare delle risorse della Programmazione europea Feampa (Fondo europeo Affari marittimi Pesca e Acquacoltura) 2021-2027 – oltre 46 milioni l’importo complessivo per il Veneto – destinate al Flag Veneziano e al Galpa Chioggia e Delta del Po,che hanno presentato i loro Piani di azione locale (Pda). Prendono così avvio ufficiale le attività, che vedono prossima la promulgazione dei bandi per accedere ai fondi di finanziamento, rivolti a singole imprese, cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori, associazioni di categoria ed enti pubblici.

In particolare, in coerenza con gli obiettivi della strategia Feampa 2021-2027 per l’Italia, i due Pda mettono al centro la promozione della pesca sostenibile, la conservazione delle risorse biologiche, l’innovazione dei processi di trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura e lo sviluppo dell’economia blu, anche in chiave turistica. Per entrambi i territori, attenzione speciale senz’altro è data alle sfide nuove da affrontare connesse agli effetti dei cambiamenti climatici sullo stato delle risorse e dell’ambiente: una su tutte l’emergenza granchio blu.

Il Flag Veneziano – area costiera di riferimento Venezia, Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea, Caorle e San Michele al Tagliamento – vede partner Vegal (Agenzia di sviluppo del Veneto Orientale), che ne è capofila, i Comuni di Caorle, Cavallino-Treporti, San Michele al Tagliamento eVenezia, la Città metropolitana di Venezia, la Camera di Commercio di Venezia Rovigo, le tre organizzazioni di rappresentanza del mondo cooperativo Legacoop Veneto, Confcooperative e Agci (Associazione generale Cooperative Italiane), e ancora Ama (Associazione Mediterranea Acquacoltura), Coldiretti Venezia, Cia Veneto, Civ (Consorzio Ittico veneziano), le organizzazioni di produttori Bivalvia Veneto e I Fasolari.

Il Galpa Chioggia e Delta del Po – che interessa il territorio di due province (Venezia e Rovigo) e gli ambiti amministrativi di Chioggia, Rosolina, Porto Viro, Porto Tolle, Ariano nel Polesine e Taglio di Po – ha come partner i Comuni di Chioggia, Rosolina, Porto Viro, Porto Tolle, Ariano nel Polesine e Taglio di Po, la Città Metropolitana di Venezia e la Provincia di Rovigo, le tre organizzazioni di rappresentanza del mondo cooperativo Legacoop Veneto, Confcooperative e Agci (Associazione generale Cooperative Italiane), e poi Cia Veneto, Ama (Associazione Mediterranea Acquacoltura), Unci Agroalimentare, Associazione Polesana Coldiretti, Federazione Nazionale delle Imprese di pesca-Federpesca, Banca Adria Colli Euganei, Banca Patavina, Fondazione della Pesca, Consorzio Bonifica Delta del Po, Confagricoltura Rovigo, Camera di Commercio Venezia Rovigo, Fai Cisl Venezia, Ente Parco Naturale Regionale Veneto Delta del Po e le due organizzazioni di produttori Co.Ge.Vo Chioggia e I Fasolari.

Fonte: Servizio stampa Flag Veneziano/Galpa Chioggia e Delta del Po

25 maggio, a Feltre (BL) un convegno in occasione della Giornata europea dei parchi (24 maggio)

9602_141_PNDBL-1I Parchi e le Aree protette costituisco un patrimonio unico e prezioso da vivere e da tutelare. Ogni anno il 24 maggio si festeggia la Giornata Europea dei Parchi e si rinnova l’iniziativa della Federazione Europea dei Parchi (EUROPARC) per ricordare il giorno in cui, nel 1909, venne istituito in Svezia il primo parco nazionale in Europa. In Italia i primi Parchi furono creati nel 1922: il Gran Paradiso e il Parco d’Abruzzo, divenuto poi Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

Ogni anno la Giornata Europea dei Parchi è dedicata a un tema specifico, solitamente individuato l’anno precedente nel corso della Conferenza Internazionale di Europarc che si svolge ai primi di autunno in forma itinerante.La celebrazione della Giornata Europea dei Parchi si sviluppa su più giorni (detta anche “Settimana dei Parchi”) con un incremento delle iniziative delle aree protette nei due fine settimana a cavallo della data al fine di consentire una più ampia partecipazione. I calendari prevedono, in genere, dei ricchi programmi di incontri tematici, escursioni, mostre ed attività ambientali nei Parchi e nelle Aree Protette.

Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi aderisce all’iniziativa e, assieme ai Carabinieri Forestali, organizza un convegno dal titolo “Il ruolo dei Parchi Nazionali nella tutela e nel ripristino degli ecosistemi naturali”. L’evento si svolgerà sabato 25 maggio 2024, alle 9.30, a Feltre, nella sala conferenze del Museo Diocesano, in via Paradiso 19. Dopo i saluti istituzionali sono previsti quattro interventi. Marialuisa Dal Cortivo, del Reparto Carabinieri Biodiversità di Belluno, illustrerà le ricerche condotte sui Coleotteri delle Riserve Naturali Statali all’interno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
I tecnici del Parco, Stefano Mariech ed Enrico Vettorazzo presenteranno, assieme ai Carabinieri del Reparto CC del Parco Nazionale, le attività e i risultati del progetto LIFE Wolfalps EU, nato allo scopo di migliorare la coesistenza fra lupo e attività umane sulle Alpi. A seguire il professor Lucio Bonato, del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Padova illustrerà il progetto di citizen science “Neptis”, frutto della collaborazione tra il Parco e l’Università di Padova. Il progetto “Neptis” ha lo scopo di studiare le farfalle presenti nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e nel resto delle Alpi orientali e vede il coinvolgimento di decine di volontari, che hanno già raccolto migliaia di dati. Il convegno sarà chiuso dall’intervento di Gianni Poloniato, tecnico del Parco, che presenterà le attività condotte in questi anni per il monitoraggio e la conservazione della flora nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

Fonte: Garantitaly.it/foto Parco nazionale Dolomiti Bellunesi