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28 aprile 2023, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) il corso di formazione giornalisti dal tema”La fauna selvatica, vittima e protagonista delle trasformazioni ambientali”, iscrizioni entro oggi

Lupo Lessinia

Argav, l’Ordine dei Giornalisti del Veneto, il Sindacato regionale dei Giornalisti, in collaborazione con Veneto Agricoltura e il Circolo di Campagna Wigwam di Arzerello (Pd), organizzano venerdì 28 aprile (ore 18:30-20:30) ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) presso il Circolo Wigwam, un focus di approfondimento sulla fauna selvatica. L’incontro, che sarà preceduto dalla riunione del direttivo Argav (ore 16:435), è valido per l’acquisizione dei crediti formativi professionali dei giornalisti (iscrizione entro oggi, giovedì 27 aprile, sulla piattaforma dell’Ordine), ed è aperto anche al pubblico previa iscrizione via mail (argav@fastwebnet.it).

L’incontro intende fare il punto sullo stato della fauna selvatica in Italia, e in particolare nel Veneto e nelle Regioni del Nord Est, territorio alle prese con forti trasformazioni e pressioni, anche di carattere sociale. Il recente fatto di cronaca accaduto nei boschi del Trentino, che ha visto la tragica uccisione di un ragazzo da parte di uno dei numerosi orsi che popolano quelle vallate, ha posto ancor più sotto i riflettori la questione della difficile convivenza tra l’uomo, le sue attività sul territorio e la presenza dei grandi carnivori e altri animali: soprattutto orsi, lupi, ungulati e cinghiali, ma anche cormorani che gravi danni stanno provocando nelle valli da pesca del litorale veneto. Nel corso dell’incontro saranno evidenziati anche alcuni esempi positivi che vedono per protagonista proprio la fauna selvatica: su tutti, il ritorno su alcuni tratti delle coste veneziane – a partire da ValleVecchia di Caorle (Ve) – del fratino, un raro e fragile volatile per la salvaguardia del quale è in corso un importante progetto che vede tra i soggetti partner anche Veneto Agricoltura.

All’incontro di formazione di Arzerello interverranno: Jacopo Richard di Veneto Agricoltura: “Trasformazioni ambientali e impatti delle attività antropiche nel contesto planiziale veneto. Effetti sulla piccola fauna”; Michele Bottazzo di Veneto Agricoltura: “La fauna superiore, impatti con l’uomo e forme di gestione. Focus su ungulati e grandi carnivori”; coordina Renzo Michieletto (vicepresidente Argav e ufficio stampa di Veneto Agricoltura).

Terzo tempo. Successivamente all’incontro di formazione professionale, ci sarà la presentazione del libro “La prima goccia” da parte degli autori, Francesco Moglianesi e Musa Darboe, che racconta una storia di vita, quella proprio di Musa, giovane migrante in fuga dal Gambia verso le sponde d’Europa in cerca di un futuro migliore. Un’opera letteraria che diviene un ponte tra due mondi, apparentemente lontani e forse, invece, più vicini di quanto si possa credere: il villaggio africano di Manduar e la Fattoria Sociale Montepacini, in Italia, due esperienze di vita in cui lo spirito di comunità è forte e sostiene e accompagna i sogni di ragazzi in cerca di speranza. Come Musa. Sarà anche presentata la Comunità Locale Wigwam di Fermo, rappresentata da alcune delle sue componenti che offriranno un piccolo menù degustazione preparato dallo staff del Circolo di Campagna Wigwam di Arzerello insieme agli chef Aurelio Damiani e Edoardo Evandri della Fattoria sociale Montepacini a base di “Ceci e pasta” fatto con grano duro “Ovidio” e ceci, entrambi coltivati dalla Fattoria; “Formaggi e caci” dell’Azienda Agricola Fontegranne; “Bruschetta” con extravergine dell’Oleificio Sassetti; “Vini marchigiani” delle Aziende Vinicola Vittorini e Cantine Rio Maggio. Non è previsto un costo di partecipazione ma solo essere in regola con le quote associative ad Argav e/o Fnsi e all’Associazione Wigwam, con possibilità di rinnovo o nuova iscrizione da regolarizzare anche nell’occasione. L’accettazione di partecipanti sarà fino ad esaurimento dei posti disponibili. Info e prenotazioni: arzerello@wigwam.it WhatsApp +39 333 3938555

Sant’Anna di Chioggia (VE), “foto catturato” un cervo nella riserva di Bosco Nordio

Cervo a Bosco Nordio

Le fototrappole installate nella Riserva Naturale Integrale “Bosco Nordio”, gestita da Veneto Agricoltura, hanno registrato per la prima volta la presenza di un cervo (Cervus elaphus) intento a brucare in una radura. L’eccezionale documento, registrato nelle scorse settimane, segue il rinvenimento da parte dei tecnici dell’Agenzia regionale di numerose impronte di un grosso ungulato, che in un primo momento si riteneva potesse trattarsi un daino, specie che frequentemente viene segnalata nel bosco.

Bosco Nordio eccelle in biodiversità. Le immagini registrate dalle fototrappole hanno però fugato ogni dubbio, visto che ritraggono un bel esemplare di maschio adulto di cervo intento a brucare l’erba in un prato nelle vicinanze del percorso di land art “ArteNatura” realizzato in un’area di radure all’interno della Riserva. Il cervo, secondo il tecnico dell’Unità Complessa Ricerca Forestale e Naturalistica di Veneto Agricoltura, Jacopo Richard, potrebbe essere arrivato a Bosco Nordio dall’area alpina, forse seguendo il corso del fiume Adige, oppure derivare dall’importante popolazione di cervi autoctoni italiani (Cervus elaphus italicus) presenti nel Bosco della Mesola, in provincia di Ferrara. Per arrivare nella Riserva di Bosco Nordio, che costeggia la SS Romea a Sant’Anna di Chioggia, l’animale ha compiuto un bel po’ di strada. Il recente ritrovamento nel bosco e lungo i sentieri di numerose altre impronte spinge gli esperti a supporre che l’animale sia ancora presente nella Riserva. Questa inaspettata segnalazione rappresenta un ulteriore tassello che va ad arricchire la straordinaria biodiversità presente a “Bosco Nordio” che, limitandosi ai mammiferi, vede tra gli ospiti alcuni caprioli, tassi, volpi e addirittura anche un istrice “fototrappolato” qualche anno fa.

Carta d’identità di Bosco Nordio. La Riserva Naturale Integrale “Bosco Nordio”, istituita nel 1971 e oggi gestita dall’Agenzia regionale Veneto Agricoltura, si estende su 113 ettari e rappresenta l’apparato dunale più antico, certamente millenario, del litorale compreso tra Chioggia e il fiume Po. Si tratta di un ambiente relittuale molto delicato e ricco di habitat di notevole interesse naturalistico e per questo inserito nella rete di aree protette dell’Unione Europea “Natura 2000”. Bosco Nordio è ritenuto uno degli ambienti più interessanti dal punto di vista fitogeografico e bioclimatico non solo del Veneto. La lecceta si alterna a radure, mantenute aperte dalla gestione di Veneto Agricoltura, dove sopravvive la duna grigia, un habitat diventato rarissimo, tipico delle coste e qui praticamente fossilizzato da un migliaio di anni. Oggi, il bosco, le cinque radure superstiti, le dune, le numerose specie animali presenti (anfibi, rettili, mammiferi, uccelli) e vegetali (ginepro, asparago selvatico, pungitopo, rubia peregrina, ecc.), costituiscono un habitat naturale riconosciuto a livello europeo e dunque da preservare.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Il “dolce” italiano contro i neonicotinoidi nella concia dei semi di bietola

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La filiera bieticolo-saccarifera italiana rappresentata da Coprob-Italia Zuccheri – l’unica presente su territorio nazionale – non utilizza più seme conciato con neonicotinoidi per la produzione di tutta la gamma Nostrano, Nostrano Bio e Semolato 100% Italiano dal 2019, a differenza di quanto avvenuto in altri Stati europei, dove questi fitofarmaci erano stati riammessi in deroga per la bieticoltura d’Oltralpe. I neonicotinoidi inseriti nella concia del seme sono insetticidi che, seppur importanti per la coltivazione, rappresentano un problema per le api e il loro importante ruolo nel mantenimento della biodiversità, come confermato anche da uno studio EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare,  nel 2018.

La scelta di Coprob-Italia Zuccheri di non richiedere la deroga, puntando su una filiera bieticola sempre più sostenibile Sqnpi (certificazione che valorizza produzioni agricole vegetali ottenute in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata) e bio, è stata appoggiata anche da Legambiente, fortemente impegnata nel sostegno alle pratiche agricole sostenibili. Tale impegno verso la sostenibilità ha poi portato a una sinergia con Conapi-Mielizia, esempio virtuoso di multifiliera coesa. Il Progetto “Dallo Zucchero al Miele”, avviato nel 2022 e che non ha eguali a livello europeo, ha come obiettivo quello di attivare programmi comuni sulla biodiversità, rivolti alla tutela degli insetti impollinatori e in particolare delle api, salvaguardando sia le tecniche agricole che il reddito dei bieticoltori italiani. A fronte di questo accordo, che prevede una rinnovata gestione agronomica, Coprob-Italia Zuccheri distribuisce ai propri soci, che possono aderire al progetto su base volontaria, un sovescio con piante mellifere.

L’uso mirato di miscele per erbai fioriti – da utlizzare nelle rotazioni con la barbabietola da zucchero – è funzionale al miglioramento della resa e della qualità della coltura principale, sostenendo la fertilità del suolo a lungo termine. Tali miscele assicurano, inoltre, l’allontanamento di alcuni parassiti che aggrediscono le bietole e, con le loro fioriture, favoriscono la produzione di abbondante nettare per le api, facilitando così i bottinamenti e migliorando allo stesso tempo l’immagine ‘estetica’ delle terre coltivate.

La sinergia. L’assenza dei neonicotinoidi è fonte di difficoltà perché sottrae armi di difesa ai bieticoltori contro insetti e funghi, soprattutto nell’attuale contesto di accelerato cambiamento climatico, è necessario quindi mettere in campo costante ricerca e sperimentazione per trovare tecniche di coltivazione della bietola anche in contesti climatici e fitopatie avversi. “Occorre che vengano riconosciute, sostenute e premiate quelle filiere che si attengono alle normative, pena una sperequazione di trattamento” – afferma Claudio Gallerani, presidente di Coprob. “Al contempo i bieticoltori europei e le loro rappresentanze dovranno essere uniti per trovare le giuste soluzioni per continuare a coltivare le bietole nel rispetto dell’ambiente, da un lato, e per tutelare il mercato dello zucchero europeo, dall’altro. Quest’ultimo ancora legato al quadro normativo OCM 2006, oggi completamente superato dal cambiamento climatico e da un contesto socio-economico che mette a rischio la continuità del settore in Europa”. “Fin dalla sua costituzione Conapi-Mielizia si batte per la difesa della biodiversità attraverso la tutela dell’ambiente ove vivono e bottinano i 5 miliardi di api gestite dai propri soci apicoltori” – dichiara Giorgio Baracani, presidente di Conapi. “Le difficoltà che le api, e di conseguenza le aziende apistiche, si trovano ad affrontare in quest’ultimo decennio non hanno precedenti e sono indice di un preoccupante stato dell’ambiente, dovuto anche a un sistema produttivo sempre meno sostenibile”. Prosegue Baracani: “Apprezziamo in modo particolare la collaborazione con i protagonisti della filiera dello zucchero italiano di barbabietola poiché, pur essendo tra le meno dipendenti dall’opera impollinatrice delle api, si è mostrata ad oggi la più sensibile e vicina ai problemi di questi insetti. La scelta di utilizzare strumenti e conoscenze che consentano la migliore riuscita di questa coltivazione, rispettando gli impollinatori, sta creando vera ricchezza per i propri agricoltori e per un made in Italy che ha, tra i valori più importanti, il benessere dei produttori e dell’ambiente”. “Quella di Coprob” – ha dichiarato Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente – “è una posizione giusta, condivisibile e necessaria. Com’è noto, i neonicotinoidi rappresentano un pericolo per gli insetti impollinatori e, dunque, per la nostra stessa esistenza sul Pianeta. Proseguire sulla strada delle deroghe non farà altro che allungare ulteriormente il tempo a nostra disposizione per invertire la rotta. Al contrario, serve disincentivare questa pratica dannosa e premiare chi, come Coprob, ha da tempo con determinazione intrapreso la strada della messa al bando di questa pericolosa molecola di sintesi. Andare in questa direzione significherà aiutare concretamente l’ambiente e sostenere, anche economicamente, i produttori virtuosi che devono fare i conti con le dinamiche del mercato.”

Fonte: Servizio stampa Coprob-Italia Zuccheri

Una dieta mirata riduce stress e ansia: il ruolo degli psicobiotici (microrganismi benefici) sotto la lente della ricerca di Fondazione Edmund Mach

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La Fondazione Edmund Mach (Fem) ha partecipato allo studio internazionale coordinato dalla University College Cork (Irlanda) che dimostra come la combinazione virtuosa di stile di vita e alimentazione incida sulla salute mentale delle persone. Focus dello studio sono gli psicobiotici, microrganismi benefici che si affiancano ai probiotici, e che operando lungo l’asse microbiota-intestino-cervello contribuiscono a migliorare le prestazioni del sistema nervoso umano.

Da questa ricerca, che in Fem ha coinvolto l’ Unità di Metabolomica del Centro Ricerca e Innovazione con l’analisi dei biofluidi umani, arriva un’ ulteriore conferma dei benefici prodotti da questi microrganismi, compiendo un ulteriore passo nella direzione di un intervento preventivo o curativo attraverso l’alimentazione, di sindromi quali depressione, Alzheimer, autismo o disturbi da stress in generale. Dalla ricerca emergono, in particolare, 4 elementi principali della dieta che sono in grado di migliorare la salute mentale: gli acidi grassi omega-3, i polifenoli, le fibre e gli alimenti fermentati. Si può realizzare una dieta bilanciata, senza dovere assumere integratori, semplicemente associando ad una dieta mediterranea elevate dosi di alimenti fermentati, come crauti, yogurt, kefir e kombucha. “Con tutte le necessarie limitazioni date dalla durata dell’indagine e dalle dimensioni esigue del campione di studio è possibile affermare che l’adozione di una dieta mirata può rappresentare un valido strumento nella riduzione di stress, ansia e depressione – afferma Andrea Anesi, ricercatore Fem. Questa ricerca segna una svolta importante e un punto di partenza per ulteriori approfondimenti sulle potenzialità associate all’adozione di diete mirate per il trattamento dei disturbi mentali.

La combinazione di fibre vegetali e cibi fermentati sviluppano gli psicobiotici. Lo studio ha considerato non singoli alimenti, ma la combinazione articolata di cibi fermentati e fibre vegetali, in somministrazioni ripetute lungo l’arco della giornata e per un periodo medio-lungo (4 settimane). Una vera e propria dieta variata, caratterizzata dunque dalla presenza di ingredienti come cavoli, porri, cipolla ed aglio, mele, banane e piccoli frutti, cereali integrali, legumi e cibi fermentati che favoriscono lo sviluppo dei microorganismi psicobiotici nell’intestino.

Lo studio in FEM: analizzati i biofluidi umani. L’attività condotta dall’Unità di Metabolomica del Centro Ricerca e Innovazione ha riguardato l’analisi dei biofluidi umani (plasma e urine) per la quantificazione mirata dei cataboliti di aminoacidi essenziali e per i metaboliti sintetizzati dal microbiota intestinale grazie ad un protocollo innovativo sviluppato negli ultimi anni. Mettendo a confronto due campioni di studio, uno caratterizzato dal consumo di una dieta con le caratteristiche sopra evidenziate e l’altro dal consumo di una dieta convenzionale, le persone appartenenti al primo gruppo di studio avrebbero manifestato al termine delle quattro settimane una riduzione dello stress percepito rispetto a quanti facevano parte del secondo gruppo, associato ad una dieta standard.

I microrganismi psicobiotici e loro benefici. A livello intestinale i microrganismi psicobiotici trasformano il cibo ingerito in una serie di metaboliti che agiscono in modo positivo sul cervello, come per esempio la serotonina, l’ormone della felicità. Eventuali alterazioni della funzionalità del microbiota intestinale causate da stress o errate abitudini alimentari portano ad una disfunzione nella comunicazione intestino-cervello e dunque all’insorgenza di stress o, nei casi più gravi, di patologie.

Fonte: Servizio stampa Fem

20 aprile 2023, all’Abbazia di Praglia il convegno “Ritorno alla terra, le nuove generazioni al servizio del pianeta”, ingresso gratuito previa registrazione

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Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Filiera Futura, associazione nazionale nata su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, con lo scopo di tutelare l’unicità, promuovere l’innovazione e favorire la competitività della produzione agroalimentare di qualità italiana, organizzano giovedì 20 aprile p.v. alle ore 17 la tavola rotonda “Ritorno alla terra, le nuove generazioni al servizio del pianeta”, che si svolgerà nel centro congressi dell’Abbazia di Praglia a Teolo (PD).

Giovani al servizio del pianeta. I dati parlano chiaro: sono sempre di più i giovani under 35, che stanno tornando alla terra. I dati riportano tuttavia anche le conseguenze della crisi climatica e dei sistemi agroalimentari e produttivi intensivi e il loro impatto sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sulla natura. E se fosse proprio la tutela e la migliore gestione della terra, con i suoi meccanismi e la sua organizzazione, a essere una preziosa fonte di insegnamento e la chiave per la soluzione?

L’incontro, che vedrà la partecipazione dello scrittore e giornalista di Huffpost Antonio Cianciullo, guarda al fenomeno del ritorno dei giovani alla terra come possibile chiave per rispondere alla crisi climatica e ai suoi impatti negativi sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sulla natura. Protagonisti dell’incontro il prof. Paolo Sambo (Università di Padova) e le esperienze, le voci e le aspirazioni di giovani agricoltori, imprenditori, esperti e studenti. Seguirà aperitivo con prodotti del territorio. Ingresso gratuito con registrazione, fino a esaurimento posti.

Fonte: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

ANBI Veneto: a Marzo 2023, falde e nevi ai minimi, stazionari rispetto a febbraio i livelli degli invasi alpini, prosegue il periodo critico di siccità

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Il bollettino ANBI Veneto sulla disponibilità della risorsa idrica a Marzo 2023 denuncia una situazione sempre più grave delle falde; negativa anche la situazione di nevicate e accumoli in alta quota.

In breve. Si è registrata ancora una volta una piovosità scarsa rispetto alla media storica (circa metà); scarse sono state anche le nevicate; i depositi nivali, anche a causa delle temperature miti e del conseguente mancato accumulo, sono lontani dai valori della media storica; gli invasi montani (Adige, Piave e Brenta) presentano un andamento stazionario in termini di riempimento, sintomo dello scarso contributo che deriva dallo scioglimento delle poche nevi in quota; le portate dei corsi d’acqua risultano progressivamente in calo, con grande timore per l’avvio della stagione irrigua; ancora gravissima la situazione delle falde acquifere lontane dalla rigenerazione della risorsa idrica sotterranea. Iniziano a manifestarsi i primi segni di sofferenza, con le zone centrali della regione che si avviano verso scenari di moderata siccità.

Anomalia di temperatura. Il mese di marzo è stato mite ma con temperature complessivamente poco al di sopra della media storica. La temperatura condiziona fortemente la tenuta della neve in quota e sta determinando un anticipato scioglimento che non garantirà duraturi apporti ai sistemi idrici di valle.

Risorsa nivale. Il deficit di risorsa idrica nivale nell’intero bacino montano delle alpi Orientali è imponente e pari a – 74% delle risorse storicamente disponibili (dato Osservatorio per gli utilizzi idrici AdB distrettuale delle Alpi Orientali). I dati diffusi da Arpav segnalano come il deficit di precipitazione nevosa dell’inverno appena trascorso sia simile ai dati registrati negli 2022, 2017, 2012, 2003, 2002 e 2000, quindi in ben 6 inverni dal 2000 ad oggi.

Piovosità. Nel mese di marzo 2023 sono caduti mediamente in Veneto 37 mm di precipitazione; la media del periodo 1994- 2022 è di 65 mm. Gli apporti meteorici mensili sul territorio regionale sono inferiori alla media (-43%) e sono stimabili in circa 683 milioni di m3 di acqua (Argav).

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

15-16 Aprile 2023, a Vicenza si tiene “PassaVIvande”, laboratorio di consultazione pubblica e progettazione partecipata sul cibo e sulle politiche urbane, iscrizioni entro il 13 Aprile

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Nell’ambito del progetto europeo Cities2030, il 15 e il 16 aprile p.v. si svolgerà a Vicenza, presso la Biblioteca Internazionale “La Vigna”,  un percorso di consultazione pubblica e progettazione partecipata sul cibo e sulle politiche urbane: si tratta di PassaVIvande, organizzato dal Comune di Vicenza e dalla Biblioteca “La Vigna”.

Mutuando il nome dal celebre passavivande progettato da Carlo Scarpa a palazzo Brusarosco-Zaccaria, questa iniziativa vuole simbolicamente mettere in relazione il passato e il futuro del cibo a Vicenza, ma anche valorizzare il ruolo strategico dell’ecosistema del cibo per la crescita e la trasformazione della città e del suo territorio. L’evento nasce nel contesto del progetto europeo “Cities2030 – Co-creare sistemi alimentari resilienti e sostenibili verso FOOD2030”, finanziato dal programma Horizon2020, e muove dal riconoscimento del valore strategico del cibo come strumento di promozione della sostenibilità a livello ambientale, economico e sociale. È un’opportunità di dialogo tra le istituzioni di governo locale e gli attori attivi su tematiche inerenti al sistema alimentare della città e, più in generale, il suo processo di crescita e trasformazione. Un’occasione per raccogliere, esplicitare, valorizzare la creatività e la capacità di fare del territorio e arrivare a definire le priorità e le necessità del sistema alimentare urbano di Vicenza, calandole all’interno di una visione più ampia, alla luce delle priorità dell’Agenda 2030, ma soprattutto delle specificità del territorio.

Il programma dei lavori. L’obiettivo è far emergere le “ricette” più rilevanti per migliorare il sistema alimentare cittadino pensando ad una città più sostenibile ed inclusiva. Sarà esplorato e approfondito il concetto di Food Policy, le finalità, gli obiettivi e il valore aggiunto che questo strumento permette di perseguire, anche attraverso la condivisione delle esperienze di altre città che ne hanno già adottata una. Durante la mattina di sabato 15 aprile, dopo l’apertura dei lavori e i saluti istituzionali del Sindaco Rucco e del presidente della biblioteca Remo Pedon, si terranno gli interventi di Patrizio Roversi (conduttore televisivo, autore e scrittore – Turisti per caso e Velisti per caso), del prof. Egidio Dansero (Università di Torino, coordinatore Rete Italiana Politiche Locali del Cibo) e del presidente del Consiglio Scientifico de “La Vigna”, prof. Danilo Gasparini, oltre agli esperti di Està – Economia e sostenibilità. Nel pomeriggio del sabato e nella prima parte della mattinata di domenica, saranno raccolte idee e proposte sul tema utilizzando la metodologia dell’Open Space Technology, che avrà lo scopo di far emergere e mettere in sinergia nuove progettualità a partire dai partecipanti stessi. Nella seconda parte della mattinata di domenica, le proposte dei partecipanti saranno discusse e organizzate in ambiti e priorità di intervento così che, grazie al contributo di tutti i partecipanti, possa essere impostata la roadmap della Città di Vicenza, in sinergia con il progetto Cities2030.

Partecipazione. Il pranzo del sabato sarà offerto ai partecipanti presso il ristorante Capperi. Posti limitati, richiesta iscrizione, preferibilmente entro il 13 Aprile: https://forms.gle/5vnQzpmKcxMVTXdb9  per informazioni: europa@comune.vicenza.it

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

L’editoriale.”Non nuovi licei, ma risposte concrete all’insostenibile leggerezza dell’essere contadini oggi”

Fabrizio Stelluto

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Sono ormai decenni che c‘è da preoccuparsi, quando il Governo parla di scuola; non fa eccezione l’idea del “liceo del made in Italy”, confondendo l’offerta formativa con l’offerta occupazionale. Da tempo, perlomeno nell’Italia dove il titolo di studio non è uno status symbol ma un viatico lavorativo, gli istituti tecnici, garantendo alti tassi di occupabilità, fanno concorrenza ai licei, che infatti (soprattutto i classici) lamentano non di rado cali di iscrizioni; quindi, parlare di “licei del made in Italy” non rende merito alla moderna didattica, sviluppata negli istituti agrari, così come nella gran parte delle scuole professionali.

In realtà è che, nella nostra società, la scuola sforna tenenti, che si credono colonnelli ed aspirano a diventare generali senza il necessario cursus honorum. E’ una profonda questione di riconoscibilità e rispetto sociale, amplificata dal culto dell’immagine, che condiziona la vita soprattutto dei più giovani. Oggi non è sufficiente essere bravi cuochi, è necessario ammantarsi di essere chef, come se nel successo di un locale non fossero determinanti anche la brigata di cucina ed il servizio al tavolo. Altrettanto può dirsi per le eccellenze agroalimentari, che abbisognano di sapienza realizzativa, ma nascono da materie prime, che si coltivano in campo o si allevano in stalla.

Quindi, il problema non è la scuola, ma affermare la consapevolezza che il successo di un prodotto è un percorso di filiera, dove ciascuno ha un ruolo determinante; invece, nella costruzione del valore agricolo, pesa smisuratamente più la distribuzione (con annessi e connessi) che chi produce le materie prime, privilegiando così la cornice alla qualità del prodotto.

Non servono, insomma, ulteriori licei, ma un Ligabue, che ci faccia innamorare dei “mediani” del settore primario, indispensabili non solo a far brillare i campioni ma, nel caso, a farci sopravvivere, perché senza cibo, così come senza acqua ed aria, tutto il resto è fuffa.

Feste pasquali: il turismo spinge la ripresa, ma pesano gli aumenti. Secondo CNA Veneto, sarà: “Una Pasqua comunque “buona” e di qualità”.

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A pochi giorni dalla Pasqua, CNA Veneto fa il punto sulla situazione del comparto. Catia Olivetto, presidente CNA Dolciari e Panificatori Veneto, afferma: «Si è tornati a lavorare come prima del Covid, ma anche quest’anno c’è una flessione, seppur lieve rispetto a quanto accaduto nei due precedenti: le persone hanno senz’altro una minor capacità di spesa e comprano meno, anche se scelgono la qualità.»

Sul fronte turistico la ripresa è evidente. Prosegue Olivetto: “Nel 2022 i turisti che hanno pernottato in Veneto sono stati 18,1 milioni, registrando un +53% rispetto ad un 2021 caratterizzato ancora da restrizioni legate alla pandemia: il passaggio infatti in zona bianca è avvenuto dal giugno 2021 e solo nel mese di luglio 2021 è atterrato il primo aereo dagli USA dopo oltre 2 anni. Segno positivo anche rispetto ai tempi precedenti alla crisi sanitaria con un +2,6% delle presenze rispetto al 2019, in particolare tedeschi (+8,4%), austriaci (+6,7%), olandesi (+1,5%), belgi (+0,9%), irlandesi (+8,1%). Ci si attende quindi che la favorevole onda turistica – per la prossima Pasqua si prevede un tutto esaurito nelle località venete – confermi la ripresa anche per l’economia del periodo: turismo, ristorazione, prodotti della tradizione pasquale”.

Costi e aumenti che si ripercuotono, oltre che nelle tasche del consumatore, anche sulla gestione di impresa. «Il mese di marzo ha visto ulteriori rincari su alcune delle materie prime fondamentali per il nostro comparto – prosegue Olivetto – si parla di aumenti tra il 5 ed il 10% su uova, burro e latte. Questi non sono solo costi in più, ma di fatto per gli imprenditori si trasformano in una diminuzione dei ricavi, perché è proprio dai ricavi – rimasti più o meno uguali – che vengono sottratti i costi maggiorati per non penalizzare l’attività e soprattutto per mantenere intatto il livello di qualità dei prodotti.»

Gli aumenti: il costo del tuorlo d’uovo al chilo è passato da € 5,7/kg i primi di marzo, a € 6,25/kg al 29/03/2023; le uova da € 0,17 al pezzo (09/03/2023) a € 0,18 al pezzo (29/03/2023); la farina da € 0,81/kg (16/02/2023) a € 0,95/kg (28/03/2023). Se si considerano le quantità necessarie per le produzioni pasquali è evidente come questi aumenti pesino sull’imprenditoria prima ancora che sui consumatori:«In una settimana – spiega la presidente Olivetto, titolare di una pasticceria, abbiamo utilizzato 360 uova; 12 chili di albume d’uovo; 36 chili di tuorlo; 8 chili di misto uovo; 200 chili di farina; 100 chili di zucchero; 69 litri di latte; 120 chili di burro.»

Cambiano quindi le strategie per districarsi tra gli aumenti, ma la Pasqua sarà comunque di qualità nella scelta dei prodotti tradizionali così come nelle più moderne specialità: «Il turismo darà una spinta ai consumi nelle città d’arte e nelle località turistiche – concludeOlivetto – forse un po’ penalizzati potrebbero essere i piccoli centri e i negozi di vicinato. Secondo le nostre previsioni, gli acquisti saranno di qualità; magari si risparmierà per gli omaggi, ma sulla tavola di Pasqua ci saranno le tradizionali focacce artigianali, la colomba classica e la Colomba in tutte le varianti più moderne e golose.»

Fonte: CNA Veneto

L’editoriale. “Decreto Acqua: tutto come previsto, ma contro la crisi idrica e climatica serve molto di più”

Fabrizio Stelluto

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Sull’emergenza idrica il Governo si sta comportando come il gruppo che, in una corsa ciclistica, lancia la volata da lontano e poi si perde in tatticismi, facendosi recuperare dagli inseguitori.

Era l’8 Marzo, quando il Vicepremier, Salvini, annunciava nel veronese, in occasione dell’inaugurazione del rifacimento di un tratto del canale L.E.B., l’imminente varo del decreto contro la siccità.

Da allora è passato un mese di ulteriori annunci e quello che ora il Governo ha approvato, è null’altro che quanto già si sapeva e si doveva fare, mancando però di riempire le caselline dei nomi, nonchè di indicare le risorse, facendo così presagire ulteriori slittamenti nell’operatività dei provvedimenti.

La crisi climatica, intanto, galoppa ed i fiumi del Nord sono risaliti da un cuneo salino così ampio, che si stanno trasformando in bracci di mare, soggetti alle maree oltre ad una profonda trasformazione ambientale.

Non c’è più tempo: bisogna decidere, se vogliamo difendere i litorali (e quindi agire urgentemente) oppure arrenderci all’avanzata climatica.