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L’associazione intercomunale Brenta Sicuro invita ad andar per argini fluviali il 28 maggio, il 18 giugno e l’1 ottobre 2023

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L’associazione intercomunale Brenta Sicuro organizza tre gite in bici lungo le arginature fluviali con l’intento di sensibilizzare i partecipanti verso le criticità che questi ambienti presentano e la conseguente necessità di rispettare il territorio, i particolare i corsi d’acqua.

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La partenza dei ciclotour, realizzati in collaborazione con Coop Alleanza 3.0,è dai loro punti vendita di Vigonza (28 maggio), Sant’Angelo di Piove di Sacco (18 giugno), Ponte san Nicolò (1 ottobre), sempre alle 8:45. Previste varie ed interessanti soste, con spiegazioni dei territori attraversati, visite a produttori di miele, agriturismi, idrovore ed aree umide.

Cicloturisti assicurati, meglio se provvisti di casco. L’organizzazione garantisce ad ogni partecipante l’assicurazione per la responsabilità civile, oltre ad offrire una merenda. Le iniziative sono alla portata di tutti, sia per la brevità del tragitto che per gli argomenti trattati. I costi di partecipazione sono simbolici: offerta minima di euro 5 (3 euro i soci Coop) per tutte e tre le gite. Ulteriori informazioni al n° whatsapp 347 2305979 oppure all’indirizzo mail: eventibrentasicuro@gmail.com

Fonte: associazione intercomunale Brenta Sicuro

13-21 maggio 2023, torna la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione con un vasto programma di convegni, visite guidate e mostre

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“Tra siccità e perturbazioni estreme stiamo constatando quotidianamente con mano gli effetti dei cambiamenti climatici sulle nostre vite. In questo contesto, la settimana della bonifica che inauguriamo in questo fine settimana acquisisce un valore speciale per la sua missione di avvicinare i cittadini a temi e soprattutto luoghi fondamentali per i nostri territori”. Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, saluta con queste parole la Settimana della Bonifica e dell’Irrigazione promossa a livello nazionale da ANBI e coordinata a livello regionale da ANBI Veneto, che vede, tra il 13 e il 21 maggio 2023, i Consorzi di bonifica protagonisti di iniziative rivolte alla cittadinanza quali visite guidate ad aree ambientali e impianti idrovori, biciclettate, incontri e convegni, inaugurazioni, attività con le scuole. Tutte le iniziative sono gratuite, programma generale su www.anbiveneto.it, dettagli e modalità di partecipazione nelle pagine web dei singoli Consorzi.

Il tema di questa edizione, “Acqua, risorsa di vita e di coesione sociale”, pone l’accento sull’importanza che la risorsa idrica ha nel costruire, preservare, rafforzare comunità e identità. Spiega Cazzaro: “Fondamentale per l’agricoltura, l’acqua che scorre nei fiumi, nei canali e negli scoli rappresenta un elemento generatore di paesaggio, di ambienti, di attività economiche molteplici che riguardano il settore primario ma anche il primo comparto economico del Paese, ovvero il turismo, nonché numerose attività industriali. La siccità, del resto, ha dimostrato come la mancanza di acqua oltre a mettere in crisi l’agricoltura, metta in crisi il mondo in cui viviamo, la sua biodiversità, i colori (dal verde al marrone delle piante seccate), fino anche alla qualità dell’aria. Metta, insomma, in crisi paesaggio e ambiente fondamentali nel definire la nostra identità di persone e cittadini.”

Sono oltre 60 gli eventi promossi dagli 11 Consorzi regionali nella Settimana. 3 di questi, vedono il coinvolgimento diretto nell’organizzazione di ANBI Veneto: mercoledì 17 maggio a Lison di Portogruaro (Tenuta Planitia), alle 10.30, si terrà l’inaugurazione dell’intervento di efficientamento irriguo dei bacini di Sant’Osvaldo-Lison e Brian, realizzato dal Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale grazie a un finanziamento di 13,1 milioni di euro del PSRN messi a disposizione dal Ministero dell’Agricoltura. Interverrà il presidente nazionale di ANBI Francesco VincenziGiovedì 18 maggio, presso il Museo Regionale della Bonifica “Ca’ Vendramin” a Taglio di Po (Ro), alle 10.00, si terrà l’incontro conclusivo del progetto scuola “Acqua, ambiente, territorio. Bonifica è sostenibilità” realizzato con la Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto, e con l’Ufficio Scolastico Regionale. Nei 6 mesi di realizzazione, il progetto ha coinvolto 1.500 studenti delle scuole primarie e secondarie di tutto il Veneto. Venerdì 19 maggio, sempre a Ca’ Vendramin di Taglio di Po, si terrà nel pomeriggio (ore 16.00) il convegno da Valle a monte: nuovi scenari per il Delta del Po. Con il presidente della commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo e il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi. Le iniziative di Ca’ Vendramin sono realizzate con il Consorzio di Bonifica Delta del Po, in collaborazione con la Fondazione Ca’ Vendramin, nel contesto della Settimana della Sostenibilità #DeltaPoSWEEK

Conoscere i territori della bonifica veronese e come avviene la gestione dell’acqua, in particolare nella Valla Zerpana, attraverso un’escursione guidata in bicicletta. È questo l’obiettivo dell’iniziativa organizzata dai Consorzi di Bonifica Alta Pianura Veneta e LEB domenica 14 maggio dalle ore 9.45 con partenza dal Centro Operativo Zerpa di Arcole. Un’esperienza dedicata soprattutto alle famiglie con bambini attraverso un percorso facile e di breve durata ma volto a conoscere la storia e la natura locali.  Nell’occasione, il personale tecnico del Consorzio LEB presenterà più da vicino i punti principali di prelievo dell’acqua dal Canale LEB e quindi le opere a servizio del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. Al termine del tour in bicicletta, della durata di circa un’oretta e mezza, sarà possibile visitare l’idrovora Zerpa del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. La storia della bonifica del comprensorio Zerpano è estremamente complessa. In tempi antichi quella della Zerpana era una “valle” paludosa e non adatta ad ospitare un sistema agricolo produttivo. Dalla fine del XVIII secolo si susseguirono infatti numerosi tentativi scoordinati e comunque inadeguati alla risoluzione dei problemi idraulici del territorio, finché all’inizio del secolo scorso venne realizzata la Botte Zerpana ed il relativo collettore che strapparono dal secolare impaludamento l’omonimo terreno vallivo, compreso tra l’Adige e l’Alpone. La bonifica fu completa quando negli anni ’60 del Novecento il collettore Zerpano fu dotato di un impianto idrovoro. “Creare momenti di condivisione con le famiglie del territorio è molto importante per noi” ricorda Silvio Parise, presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta –  “Si tratta di occasioni di sensibilizzazione alle tematiche che ci stanno a cuore, l’acqua e la sua gestione, l’ambiente e la valorizzazione del nostro territorio”.“Ormai da due anni dobbiamo fare i conti con eventi estremi, come la siccità, a causa dei mutamenti climatici”, precisa il presidente del Consorzio LEB Moreno Cavazza, che aggiunge “Il nostro Consorzio sta portando avanti un progetto per il rifacimento del canale Adige Guà e di sperimentazione con le Università di Padova e Verona per preservare la risorsa idrica e utilizzarla al meglio senza sprechi”.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto/Servizio stampa Consorzio di Bonifica LEB

 

Progetto Life PollinAction nel Vicentino, positivi gli esiti delle iniziative private, meno (al momento) quelli messi in atto dal Pubblico

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Il progetto Life PollinAction, rivolto a “mitigare la crisi dell’impollinazione attraverso la pianificazione strategica e la realizzazione di infrastrutture verdi finalizzate ad aumentare l’eterogeneità dei paesaggi rurali e urbani nelle pianure del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Aragona – Spagna”, ha previsto per il comune di Caldogno (VI) tre incontri: due teorici e uno pratico. Nel terzo di questi incontri c’è stata l’uscita sul campo per vedere concretamente le azioni messe in atto.

Abbiamo avuto modo di visitare alcuni siti di proprietà comunale in cui sono state realizzati alcuni prati polifiti (in cui sono coltivate più specie di piante) e l’azienda agricola Orna, in strada Lobia a Vicenza, in cui sono state adottate delle iniziative a favore della biodiversità, anche a prescindere da questo Life. Nei prati polifiti del comune di Caldogno non erano presenti i cartelli di presentazione del progetto, ma trattandosi di una attività pluriennale confidiamo che si provvederà alla loro apposizione per divulgare questa importante iniziativa.

Sarà anche necessario che, per la gestione dei prati polifiti, sia prestata una maggior attenzione in quanto, come generalmente è in uso in tutti i comuni, vengono realizzati sfalci indiscriminati di riordino e pulizia banalizzando e semplificando le aree verdi (e quindi riducendo la biodiversità). Questa gestione dei prati deve invece essere multiobiettivo, cioè che contemperi sia lo sfalcio, per avere una situazione di ordine e fruibilità, ove necessario, ma anche il mantenimento di zone fiorite con taglio differenziato. Pertanto questa attività di gestione dovrà essere definita in modo più puntuale in modo che le azioni già messe in atto non siano fine a se stesse ma possano avere una loro continuità e quindi le specie fiorite abbiano modo di andare a seme e incrementare la biodiversità.

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In compenso abbiamo visitato l’azienda agricola Orna, gestita da una appassionata coppia che, con continuità e attenzione, persevera con una gestione agricola diversa a dimostrazione di come ci possa essere un reddito con un approccio più sostenibile, offrendo spazi anche alla biodiversità. Questa azienda agricola alleva bestiame da latte e da carne con gli animali che possono muoversi liberamente dall’interno all’esterno con spazi di movimento adeguati che garantisce il miglior benessere animale. A questa attività principale, Pierluigi e Valentina, hanno affiancato un lavandeto e la coltivazione di piante officinali, come Calendula ed Elicriso, producendo olii essenziali ma anche dando disponibilità per feste e attività didattiche sotto una pergola circondata da filari di lavande.

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Nelle tare di questa attività, cioè nei bordi dei campi coltivati a lavanda e officinali, hanno iniziato a mettere a dimora siepi autoctone ma anche piante erbacee da lasciare fiorire e quindi effettuando tagli limitati a garantire le fioriture. Bordi dei campi di qualche metro di profondità possono essere molto importanti per offrire cibo agli impollinatori, rifugio agli insetti utili ma anche protezione alle colture dal vento. Sono attenzioni fonte di una serie di benefici che indirettamente riducono spese per l’acquisto di prodotti fitosanitari e quindi vanno a migliorare anche la situazione di inquinamento diffuso di cui ben conosciamo dai report di istituti di ricerca come Ispra. Mantenere le attenzioni che stanno adottando in questa azienda è una attività impegnativa che va oltre l’attività reddituale e si configura come un vero e proprio servizio per la comunità offrendo benefici multipli sanitari, ambientali e di benessere generale. Pierluigi e Valentina, da appassionati quali sono, hanno continue visite di scolaresche che si immergono nel loro mondo entrando in contatto con gli animali, che essendo mantenuti liberi e senza restrizioni risultano più affabili e avvicinabili da parte dei bambini.

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Progetti Life come quello che abbiamo avuto modo di conoscere, toccando con mano aspetti concreti grazie a persone appassionate e attente come Pierluigi e Valentina, dovrebbero avere anche amministrazioni locali altrettanto impegnate, oltre a lanciare in modo roboante articoli e messaggi sui social, a dare continuità alle azioni iniziate, per esempio mantenendo la coerenza con una corretta gestione dei prati polifiti (secondo quanto previsto dalla pianificazione strategica del progetto, ovvero per garantire l’eterogeneità dei paesaggi rurali e urbani), ma anche assumendo un’attività di promozione per un coinvolgimento e diffusione delle buone pratiche in tutte le aziende agricole della zona affinché un lavoro così importante possa diventare una grande opportunità di rigenerazione ecologica del territorio.

Come contrastare l’avvelenamento degli animali? Ce lo spiega l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie nel video della serie “100 secondi”

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Gli avvelenamenti animali possono avere origine accidentale oppure dolosa. Il Ministero della Salute negli anni ha rinnovato una specifica ordinanza che vieta l’utilizzo e la detenzione di esche e bocconi avvelenati: il loro spargimento sul territorio è un reato penalmente perseguibile. Ma cosa fare per prevenire l’avvelenamento accidentale o doloso del proprio animale? Come comportarsi se si rinviene un’esca avvelenata? Come riconoscere i segni di un possibile avvelenamento? E cosa fare in caso un animale presenti questi segni? Tutte le risposte in questo in questo video della serie «100 secondi» realizzato dal Laboratorio comunicazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Trasporto merci nell’UE: i camion la fanno ancora da padrone

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Ancora tanta strada da fare per il trasporto intermodale delle merci nell’UE: al momento, treni e chiatte non competono alla pari con autocarri e camion, si legge in una relazione pubblicata dalla Corte dei conti europea. Nonostante gli sforzi compiuti per ridurre il trasporto merci su strada, gli ostacoli normativi e infrastrutturali che penalizzano altri modi di trasporto permangono. Si tratta di questioni che l’UE deve affrontare, se vuole realizzare le proprie ambizioni ecologiche.

Grandi inquinatori. Il trasporto su strada è il modo più flessibile di consegnare le merci, oltre a essere spesso il più veloce ed economico: non è un caso che il 75% del trasporto delle merci nell’UE avvenga su strada. I camion, però, sono grandi inquinatori. Alleggerire le strade e ricorrere maggiormente ad altri modi di trasporto, come la ferrovia o le vie navigabili interne, può avere un ruolo importante nell’ecologizzazione del trasporto merci. Perché questo cambiamento avvenga, tra il 2014 e il 2020 l’UE ha fornito oltre 1,1 miliardi di euro a sostegno di progetti di intermodalità. “La decarbonizzazione dei trasporti è al centro dell’obiettivo dell’UE di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, come stabilito nel Green Deal europeo”, ha affermato Annemie Turtelboom, responsabile dell’audit per la Corte dei conti europea. “Sebbene l’intermodalità sia uno strumento fondamentale in tale sforzo, il trasporto merci non è sulla buona strada”.

Mancanza di una apposita strategia dell’UE per il trasporto intermodale delle merci. L’intermodalità è piuttosto parte di strategie più ampie per l’ecologizzazione del trasporto merci, che definiscono valori-obiettivo specifici riguardo all’aumento del ricorso alla ferrovia e alle vie navigabili interne. Poiché però si tratta di valori non vincolanti, i paesi dell’UE sono liberi di fissare i propri, che non sono necessariamente comparabili e allineati con gli obiettivi dell’UE. Non è pertanto possibile valutare se sforzi nazionali congiunti siano sufficienti a conseguire gli obiettivi complessivi dell’UE in materia di trasferimento modale. Ad ogni modo, i valori-obiettivo fissati dall’UE per il 2030 e il 2050 (in ultima analisi, raddoppiare il traffico ferroviario e aumentare il ricorso alle vie navigabili interne del 50%) sono semplicemente irrealistici, affermano gli auditor della Corte.

A giudizio della Corte, inoltre, alcune norme dell’UE nuocciono all’attrattività del trasporto intermodale. L’attuale versione della direttiva sui trasporti combinati è obsoleta (risale al 1992) e inefficace. Ad esempio, prevede l’obbligo di un documento cartaceo timbrato dalle autorità ferroviarie o portuali per tutto il tragitto, invece di un flusso di lavoro digitalizzato. Vari tentativi di revisione della direttiva da parte della Commissione europea non hanno trovato il parere favorevole degli Stati membri. Al contempo, altre disposizioni normative, in particolare quelle che disciplinano il trasporto su strada, a volte contravvengono all’obiettivo di incentivare l’intermodalità. Verosimilmente, la gestione della capacità e l’interoperabilità rimarranno problematiche in assenza di nuove azioni legislative (riguardanti, ad esempio, la pianificazione delle bande orarie per il trasporto merci su rotaia o le regole di priorità per i treni passeggeri rispetto a quelli merci, o i requisiti linguistici per i macchinisti di treno).

La Corte dei conti europea segnala anche i ritardi accumulati dai paesi dell’UE nel rendere le infrastrutture conformi ai requisiti tecnici stabiliti dalla normativa UE. Ad esempio, nello sforzo di competere con il trasporto su strada, utilizzare treni più lunghi che raggiungano la lunghezza standard europea di 740 metri potrebbe essere uno dei miglioramenti più convenienti dal punto di vista dei costi. Il problema è che, però, questi treni possono in teoria essere utilizzati solo sulla metà dei corridoi centrali della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T). Inoltre, la mancanza di informazioni sulle capacità della rete e dei terminali intermodali impedisce agli speditori e agli operatori logistici di offrire buone soluzioni di trasporto intermodale ai propri clienti. La proposta revisione del regolamento TEN-T può migliorare la situazione. Ma così com’è, conclude la Corte dei conti europea, semplicemente la rete di trasporto merci dell’UE non è ancora adatta all’intermodalità.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

Alimenti acquistati online, l’etichetta nutrizionale non dice sempre tutta la verità. A rivelarlo, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che afferma: “Un terzo degli alimenti acquistati sul web non riporta le etichette nutrizionali”

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Negli ultimi anni la vendita online di generi alimentari ha visto una rapida crescita. Se dapprima poteva sembrare una moda diffusa soprattutto tra i giovani lavoratori in cerca di comodità e consegne rapide, le misure di contenimento sociale dovute al COVID-19 hanno accelerato il fenomeno, facendo registrare un massiccio spostamento dei consumatori dai normali supermercati alla spesa online e alla consegna a domicilio. Se la tecnologia modifica le nostre abitudini di acquisto e consumo verso soluzioni più veloci, non deve però venir meno la tutela della salute dei consumatori.

Indagine. Come già accade per i negozi fisici, anche per l’e-commerce la presenza di etichette nutrizionali sugli alimenti preconfezionati è obbligatoria. L’accuratezza delle informazioni riportate in etichetta è fondamentale per guidare le scelte alimentari dei consumatori e prevenire le malattie croniche legate agli alimenti. Un recente indagine del Laboratorio di chimica sperimentale – SCS8 dell’IZSVe, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Near Infrared Spectroscopy, ha verificato la veridicità delle etichette nutrizionali di prodotti alimentari acquistati online utilizzando la spettroscopia nel vicino infrarosso (NIR), allo scopo di valutare se le dichiarazioni dei valori riportati sulle etichette fossero corrette e conformi ai limiti di tolleranza dell’UE.

I numeri. Su un campione di 103 prodotti alimentari (80 alimenti trasformati e 23 non trasformati) venduti su una nota piattaforma e-commerce, a sorpresa ben il 35% dei prodotti trasformati non recava etichette nutrizionali sulla confezione. I campioni di cui è stato possibile verificare le etichette appartenevano a 53 diversi prodotti alimentari, suddivisi tra carni, formaggi e pesce, e sono stati valutati sperimentalmente 8 valori nutrizionali (energia kcal, energia kJ, grassi totali, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine, sali), per un totale di 424 misurazioni. Il confronto dei valori sperimentali con quelli riportati in etichetta ha mostrato che circa il 74,5% dei valori dichiarati era congruente con i dati sperimentali, l’11,3% era leggermente al di fuori dai limiti di tolleranza, il 7,5% era fuori dai limiti di tolleranza, mentre il 6,6% era assolutamente infondato.  Riassumendo, il 35,8% dei campioni ha mostrato almeno un valore fuori dai limiti di tolleranza. In particolare i grassi saturi erano i valori che si presentavano con più frequenza al di fuori delle tolleranze previste dalla normativa UE.

Problemi aperti. La maggior parte dei prodotti analizzati proveniva da piccoli produttori di carne e prodotti lattiero-caseari che vendono principalmente in loco e che hanno iniziato da poco la distruzione dei loro prodotti su piattaforme online. Non sono stati invece riscontrati errori nei pochi campioni provenienti da grandi aziende maggiormente strutturate (es. Gdo). Lo studio fornisce pertanto un quadro della presenza/assenza delle informazioni nutrizionali, la loro completezza, coerenza o conformità negli alimenti acquistati su siti di e-commerce, e mette in luce le incongruenze che si possono incontrare nei prodotti di produzione locale. Come sostiene Roberto Piro, direttore della SCS8 – Valorizzazione delle produzioni alimentari e autore senior dello studio, “il recente utilizzo dell’e-commerce per i prodotti alimentari ha avuto un notevole sviluppo, ma a questa rapida introduzione di nuovi canali di vendita non ha corrisposto un adeguato livello di formazione e informazione degli operatori”. Infatti, i produttori alimentari indipendenti, che vendono i loro prodotti online, dovrebbero avere maggiore consapevolezza di quanto richiesto dalla legislazione e le grandi piattaforme di e-commerce dovrebbero impegnarsi a fornire le caratteristiche nutrizionali di tutti i prodotti alimentari. Infine, dall’indagine emergono altri aspetti relativi all’organizzazione dei controlli. Poiché le autorità sanitarie responsabili della sicurezza alimentare sono territoriali, mentre il commercio online non ha limiti, rimane aperta la questione di quale organismo controllerà gli alimenti prodotti in una determinata regione e venduti in tutta Italia.

Fonte: IZSVe

Co.Di.Pr.A, in arrivo oltre 1,6 milioni di euro per la zootecnia trentina

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Il Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, tramite una comunicazione ufficiale, ha dato il nulla osta per l’erogazione delle compensazioni economiche spettanti per l’annualità 2021 alle aziende zootecniche bovine da latte trentine, aderenti al Fondo IST Latte; importante risultato raggiunto grazie all’attività svolta dal Consorzio e da tutto il Sistema Condifesa-Asnacodi Italia. Si tratta di oltre 1,6 milioni di euro che riceveranno le aziende colpite da un drastico calo di reddito, nel 2021, superiore al 20% della media dei tre anni precedenti.

Lavoro di squadra. “Per noi una conferma della bontà dello strumento di stabilizzazione del reddito – spiega Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. Trento – che è stato attivato già nel 2019 primo anno in cui sono stati licenziati, a livello sperimentale, dalla Comunità Europea che contribuisce un sostegno fino al 70%. Ricordiamo, infatti, che il Consorzio è stato tra i primi a credere pienamente in questi strumenti dall’approccio assolutamente innovativo, attivando il percorso che ha portato al riconoscimento di Co.Di.Pr.A., quale soggetto gestore, nel marzo del 2021. Proprio per questo abbiamo sempre spinto in maniera importante sulla adesione in massa delle aziende zootecniche trentine, adesioni importanti che si sono concretizzate nella passata stagione anche grazie al convinto supporto della Provincia Autonoma di Trento, della Federazione Provinciale Allevatori, di Concast, Latte Trento, delle Organizzazioni Professionali e di tutto il sistema allevatoriale provinciale. “Grazie al lavoro di squadra delle organizzazioni agricole ed alla stretta partnership pubblico/privato, precisa l’assessore all’Agricoltura della Provincia Autonoma di Trento Giulia Zanotelli, si è riusciti a coinvolgere la quasi totalità delle imprese trentine in un percorso innovativo e complesso, che non era facile comprendere nella portata delle garanzie e da capire nei regolamenti. Ora nella sua operatività da conferma e prova concreta della validità”.

700 aziende zootecniche aderenti al fondo. “In questo particolare momento per il mondo zootecnico – sottolinea Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. – riusciamo a sostenere gli allevatori che sin da subito hanno creduto nel Fondo, che ad oggi può contare su oltre 4 milioni di euro di dotazione patrimoniale ulteriore, al netto delle liquidazioni per il 2021. Un vero e proprio tesoretto nelle tasche degli aderenti al Fondo, quasi 700 aziende zootecniche”. Evidenzia Sartori: “Oltre all’importante strumento di stabilizzazione del reddito, sono a disposizione le polizze per tutelare la mandria durante l’alpeggio e l’innovativa e sperimentale polizza prato-pascolo che punta a sfruttare in modo deciso le tecnologie satellitari per stimare il danno da siccità, un problema che, considerato lo straordinario cambiamento climatico in atto, che colpisce anche i nostri territori, sta preoccupando gli allevatori, ma non solo”. Il mantenimento delle imprese zootecniche è fondamentale per la vitalità di alcuni territori e comunità periferiche, garantisce inoltre la cura del nostro paesaggio con la massima attenzione ambientale; questi strumenti previsti nei regolamenti comunitari consentono una protezione indispensabile alle imprese per una loro sostenibilità economica.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pr.A.

Il trasporto di animali nell’UE incentivato dalle differenze  di costo tra gli Stati membri, imminente la modifica della normativa europea in materia

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Gli animali sono esposti a stress quando sono caricati sui veicoli. Durante il trasporto, potrebbero soffrire di fame, sete, caldo, mancanza di spazio e di riposo. Un singolo animale può essere trasportato varie volte nell’arco della vita: suini ingrassati e macellati in Germania sono spesso nati in Danimarca o nei Paesi Bassi, mentre bovini nati in Francia, Irlanda e Lituania sono spesso ingrassati e macellati in Spagna o in Italia. La maggior parte del trasporto di animali vivi tra Stati membri dell’UE avviene su strada. Secondo i dati disponibili, nel 2017/ 21 il 63% del trasporto di animali consisteva in brevi tragitti, seguiti da lunghi tragitti (33%) e tragitti molto lunghi superiori alle 24 ore (4%). Negli ultimi anni, i cittadini dell’UE si preoccupano sempre di più del benessere degli animali. Le ONG hanno evidenziato le cattive condizioni che gli animali possono subire durante il trasporto e il Parlamento europeo ha istituito una commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto. Finora, la politica agricola comune non è stata incentrata sul benessere degli animali durante il trasporto. La Commissione intende proporre una revisione della normativa in tema di benessere degli animali entro fine anno.

L’allevamento di animali non è diffuso in modo uniforme in tutti paesi e le regioni dell’UE, e le aziende tendono a specializzarsi in una specie oppure in una fase produttiva. Inoltre, c’è una tendenza verso allevamenti e macelli più grandi ma meno numerosi. In tale contesto, allevatori e produttori di carne mirano a ridurre i costi di produzione e macellazione, massimizzare gli introiti e ottimizzare le economie di scala sfruttando le differenze di costo tra gli Stati membri. Tali fattori incentivano il trasporto di animali, in particolare laddove i costi di trasporto costituiscono solo una piccola parte del prezzo totale della carne al dettaglio. “Trasportare gli animali per lunghi tragitti può avere conseguenze negative sul loro benessere,” ha dichiarato Eva Lindström, responsabile dell’analisi per la Corte dei conti europea. “La normativa dell’UE in materia di trasporto degli animali non è fatta rispettare in modo uniforme da parte degli Stati membri: vi è il rischio che i trasportatori possano sfruttare le scappatoie derivanti dalla diversità dei regimi sanzionatori nazionali.

C’è il rischio, infatti, che i trasportatori scelgano un tragitto più lungo per evitare di transitare per paesi che applicano più rigorosamente le norme UE e impongono sanzioni più elevate. Infrangere le regole può anche comportare vantaggi economici per i produttori, ad esempio nel caso del trasporto di animali non idonei, perché in genere i paesi non impongono sanzioni dissuasive.  Nell’analisi, gli auditor sottolineano che l’impatto negativo del trasporto sul benessere degli animali potrebbe essere mitigato riducendo il numero e la lunghezza degli spostamenti, oltre che migliorando le condizioni degli animali durante il trasporto. Tuttavia, illustrano anche alcune alternative al trasporto di animali vivi. In alcuni casi, avvicinare la macellazione al sito produttivo può rappresentare una soluzione: usare impianti di macellazione locali e strutture di macellazione mobili potrebbe eliminare la necessità di trasportare parte degli animali, e sarebbe più rispettoso dell’ambiente. Anche i consumatori svolgono un ruolo importante nel guidare il cambiamento: da un sondaggio è emerso che sono disposti a pagare di più la carne, ma solo se informati di un buon benessere animale.

Soluzioni. Secondo la Corte dei conti europea, i consumatori meglio informati, potrebbero compiere scelte con maggiore cognizione di causa. Una soluzione potrebbe venire da un regime di etichettatura legato al benessere degli animali, che porterebbe maggiore trasparenza e armonizzerebbe l’etichettatura delle carni nell’UE. Infine, la nuova normativa potrebbe offrire l’opportunità di promuovere cambiamenti strutturali verso una catena di approvvigionamento dei prodotti alimentari più sostenibile. Ciò implicherebbe incentivi per incoraggiare produttori e consumatori ad adottare comportamenti sostenibili. I responsabili delle politiche dell’UE potrebbero pensare di attribuire un valore monetario alle sofferenze degli animali e di incorporarlo nei costi di trasporto e nel prezzo delle carni. I dati sul trasporto di animali vivi nell’UE sono frammentari e la Commissione europea non ha una visione d’insieme completa e centralizzata. Gli auditor dell’UE affermano che, in tale settore, i progressi informatici e tecnologici potrebbero essere sfruttati meglio. Ad esempio, un sistema informatico a livello dell’UE che tracci tutti gli spostamenti di animali vivi potrebbe contribuire a centralizzare i dati, e telecamere e sensori potrebbero seguire i movimenti degli animali e misurarne il benessere.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

Enoturismo in continua crescita lungo la Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano e Valdobbiadene, che presenta una nuova guida tascabile con proposte inedite di visita

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È disponibile la terza edizione della “Conegliano-Valdobbiadene Guide”, 300 pagine fitte di mappe, foto, informazioni pratiche e utili per muoversi sul territorio riguardanti ospitalità, ristorazione, cantine, eventi, tour naturalistici, visite culturali. Edita dalla Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano e Valdobbiadene, la pubblicazione si presenta nel collaudato formato tascabile, bilingue (italiano/inglese).

Incremento degli arrivi sul territorio del Conegliano Valdobbiadene. Per l’enoturismo si registra infatti un trend di crescita mai vista prima. Stando a un recente sondaggio che ha coinvolto le cantine e gli operatori dell’ospitalità, l’80 % degli intervistati giudica positiva l’ultima stagione, con un incremento di presenze del 20,28% (+60% straniere): al primo posto, la Germania, seguita da USA e Regno Unito. I turisti segnalano forte apprezzamento per le esperienze in cantina e in vigneto, comprese degustazioni, passeggiate e pic-nic tra i filari.

Tante iniziative. Dal Festival Conegliano Valdobbiadene Experience al Festival letterario C(o)ultura Conegliano Valdobbiadene, dalla Primavera del Prosecco Superiore alla 100Miglia, dal ValdobbiadeneJazz alla Prosecco Cycling, dalla Festa dei Marroni di Combai allo Spiedo gigante di Pieve di Soligo, passando per Canevando, e Dama Castellana, fino ai musei, da quelli a cielo aperto alle preziose collezioni d’arte: tante e variegate le proposte di visita offerte dalla Strada del Prosecco, rintracciabili anche nella nuova pubblicazione. “La nostra guida – afferma Isidoro Rebuli, presidente della Strada – è una chiave di lettura ai valori del nostro territorio, uno strumento per comprendere il nostro orgoglio di poter vivere e condividere un paesaggio culturale riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco”.

Dove trovarla. La “Conegliano-Valdobbiadene Guide” è disponibile presso gli uffici turistici di Valdobbiadene, Conegliano, Vittorio Veneto, dell’Aeroporto Antonio Canova di Treviso, presso la Vip Lounge dell’Aeroporto Marco Polo di Venezia e distribuita presso diverse strutture ricettive, cantine e ristoranti dell’area.

Fonte: Servizio stampa Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano e Valdobbiadene

28 aprile – 2 maggio 2023, all’Orto Botanico di Padova ritorna “Risvegli, la Primavera scientifica in Orto”, festival che mette al centro la natura con le sue infinite forme e connessioni

Banner sito Orto2 900x372Cinque giornate di eventi tra scienza e arte, intrattenimento e informazione pensate per incuriosire, affascinare e far riflettere il pubblico di ogni età. Tante idee da curare e far germogliare, che affondano le radici nel cuore dell’Orto botanico di Padova, il più antico al mondo, e crescono fino ad abbracciare il pianeta che ci ospita. Ad aprire l’ottava edizione del festival, venerdì 28 aprile, la lecture del vincitore dello Stockholm Water Prize 2023 Andrea Rinaldo, seguita dallo spettacolo di e con Gabriele Vacis, Roberto Tarasco e gli attori di Potenziali Evocati Multimediali.

Incontri e conferenze portano a riflettere sul cibo del futuro, l’attualità degli erbari, gli esperimenti di Darwin botanico e il ruolo dei semi come custodi della biodiversità. Moltissime le attività e gli spettacoli durante la giornata, con un’attenzione importante per le nuove generazioni: si può partecipare alle attività per famiglie presentandosi all’Orto botanico o prenotando i turni durante i quali i più piccoli possono, per esempio, realizzare una crema alla rosa o incontrare un botanico sbadato. Ogni sera un diverso spettacolo, dall’esibizione dell’OPV con le danzatrici della compagnia Vertical Waves Project, al teatro di Fondazione AIDA, Mulino ad Arte e Babilonia Teatri, alla conclusione del festival con Massimo Polidoro e Telmo Pievani. Il primo maggio sono previsti una dimostrazione di Tree Climbing e uno spettacolo di circo contemporaneo, che avvicina il pubblico ai temi dell’ecologia attraverso la leggerezza delle acrobazie. Tanti appuntamenti, con turni di visite guidate, attività a ciclo continuo e la possibilità di visitare la mostra Alberi! e interagire con le installazioni di Sonus Horti, inaugurate lo scorso sabato 22 aprile. In occasione del Festival, l’Orto rimarrà  eccezionalmente aperto dalle 9 alle 19. Ulteriori informazioni: https://www.ortobotanicopd.it/it/risvegli-2023

Fonte: Orto Botanico di Padova