• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Agricoltura, Verona e il Veneto locomotive d’Italia

Veronamercato

Verona e il Veneto sono sempre più la locomotiva agricola d’Italia. Nel 2022 il valore della produzione agricola regionale ha sfiorato i 7,4 miliardi di euro, pesando per oltre l’11% del totale nazionale, con una crescita del 18,6%: quasi 3 punti in più dell’Italia. Verona rimane leader, con un valore aggiunto (la differenza tra il valore delle produzioni e il costo dei beni e servizi intermedi) che la vede seconda provincia in Italia dietro a Bolzano e seconda dopo Cuneo per l’export dell’agroalimentare. La città scaligera fa segnare il segno positivo (+1,8%) per il valore aggiunto, mentre il Veneto presenta una perdita del 0,4% rispetto al 2021 e del 4,4 per cento guardando ai dati 2019. A pesare sono ancora il forte aumento dei costi e la siccità, che hanno penalizzato fortemente il settore.

Sono i dati del report semestrale 2023 “Economia, agricoltura e agroalimentare” di Confagricoltura Verona, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Studi CGIA di Mestre, illustrati lo scorso 15 settembre nella sede dell’associazione agricola, con il consuntivo 2022 e le prime proiezioni sul 2023 relativi ai diversi comparti agricoli, ai prezzi e all’escalation dei costi, e numeri aggiornati sulla manodopera e sull’export. Di particolare interesse un’appendice dedicata al meteo degli ultimi 15 anni, con le medie annuali di precipitazioni nelle province del Nord Italia.

Dall’elaborazione CGIA su dati Istat si nota come sia stato il processo inflattivo a determinare una salita molto netta del valore nominale delle produzioni nell’ultimo biennio: nel 2022, rispetto al 2019, i prezzi pagati agli agricoltori sono risultati infatti superiori del 27,3%. Per valore delle produzioni sono gli allevamenti zootecnici a fare da traino, con un + 25,4% rispetto al 2021 grazie alla buona performance di carne, latte, uova e miele. Dopo un pessimo 2021, ripartono le produzioni di frutta, con crescita boom dei kiwi in termini quantitativi e di valore, e buone performance per le pere, le pesche e le mele. Per i prodotti vitivinicoli, gli ortaggi e i cereali si registrano incrementi meno rilevanti, ma vantaggi relativi: a variazioni nominali positive, corrispondono infatti riduzioni dei volumi prodotti.

Costi. Ma se il valore della produzione regionale nel 2022 è di 7,4 miliardi di euro, il valore aggiunto è di 3,3 miliardi: in termini reali – 0,4% rispetto al 2021 e addirittura – 4,4% rispetto al 2019. Sono soprattutto i costi, in particolare energetici e dei fertilizzanti, a ridurre i margini degli agricoltori: in appena 3 anni il peso dei costi sul valore della produzione è salito di 6 punti percentuali schizzando al 58,6% nel 2022. Pesano anche l’impennata dei costi dei mezzi di produzione (+28,4% nell’ultimo biennio) e del costo del denaro. Per il 2023 le previsioni indicano un’ulteriore flessione del valore aggiunto (-0,5%), ad eccezione di Verona, che con 1 miliardo di euro pesa per il 30% sul totale regionale, per la quale il segno si prefigura positivo (+0,6%).

Primati scaligeri. La provincia veronese presenta, infatti, una marcia in più grazie all’export agroalimentare, che vale circa il 45% di quello Veneto e il 7% di quello nazionale. Dal 2007 al 2022 il suo valore è più che raddoppiato, passando da 1,6 miliardi a 4 miliardi (+147%), mentre il Veneto non va oltre i 9 miliardi. Una crescita più veloce, per l’agroalimentare scaligero, rispetto al totale dell’export di Verona (+82%), tanto che si piazza al secondo posto in Italia dopo Cuneo e davanti a Milano, Bologna e Parma. Nei primi venti posti del ranking si inseriscono tre province venete: Treviso, con l’undicesimo piazzamento, Vicenza con il quindicesimo e Venezia con il diciassettesimo. Anche in termini di manodopera il peso veneto e veronese è rilevante, con 94.600 unità di lavoro in Veneto (dati 2022) su 232.000 del Nordest e 1,1 milioni dell’Italia. Le previsioni 2023 confermano, però, la flessione in atto da alcuni anni, con 90.800 unità nelle campagne. Verona manterrà il numero più elevato, con 25.500 lavoratori (30%), davanti a Treviso con 18.700, Padova con 13.200, Venezia con 11.700, Vicenza con 9.800, Rovigo con 9.000 e Belluno con 2.900.

Verona è tra le prime posizioni anche nella classifica dolente delle città più siccitose, occupando l’ottavo posto, rispetto alle 10 principali province agricole, per precipitazioni più scarse, con una media annua di 788 millimetri dal 2006 al 2021. È il grado di piovosità tra i più bassi del Nord d’Italia, con Venezia (679 millimetri) e Rovigo (667 millimetri) che seguono a ruota, mentre Belluno si distingue per indice di precipitazioni molto alto (1.563 millimetri), seguita da Vicenza (1.137 millimetri) e Treviso (1.111) con indice alto, mentre quello di Padova è medio (922 millimetri).

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Trento. Summer school Sergio Ferrari, conclusa la prima edizione

Sergio Ferrari

Gestione del rischio in agricoltura, cambiamento climatico, miglioramento genetico, sostenibilità, innovazione tecnologica, sono solo alcuni dei temi della prima edizione della Summer School Sergio Ferrari organizzata da Agriduemila Hub Innovation con il supporto della Cooperazione Trentina, di Casa del Vino e del Comune di Isera che si è conclusa lo scorso 22 ottobre, con la cerimonia di consegna dei diplomi. Gli studenti, 13 persone tra giornalisti, blogger e comunicatori provenienti da tutta Italia, hanno avuto la possibilità di conoscere dalla voce dei protagonisti della ricerca e dell’ambito imprenditoriale agricolo e associazionistico le diverse sfaccettature che l’agricoltura conserva.

Chi era Sergio Ferrari. Giornalista agricolo corrispondente delle principali testate tecnico-scientifiche nazionali e di testate generaliste, già docente presso la Fondazione Edmund Mach, allora Istituto Agrario di San Michele all’Adige, socio Argav e molto altro. Da sempre molto attento verso la formazione, in particolare dei giovani, per riuscire a comunicare in maniera chiara e reale il mondo agricolo con lo scopo di far conoscere il più possibile la vera agricoltura ai consumatori, ma non solo. Pignolo, accurato e preparato, un maestro e un esempio per tanti giornalisti. “Vi è la forte necessità di comunicare bene, specialmente gli argomenti delicati e complessi del mondo agricolo – ha spiegato Attilio Scienza, presidente del comitato scientifico della Summer School Sergio Ferrari – in modo particolare in questo periodo storico effervescente dove assistiamo ad una evoluzione del mondo e della società. Dobbiamo essere portatori di innovazione e impegnarci a raggiungere in maniera ottimale sia i comunicatori che i lettori, con tutte le declinazioni possibili” – ha concluso Scienza. “L’innovazione tecnologica e il trasferimento di conoscenza – ha evidenziato Andrea Berti, amministratore delegato di Agriduemila Hub Innovation e membro del comitato scientifico della scuola – sono gli asset sui quali dobbiamo lavorare per riuscire a sviluppare un settore resiliente e sempre più forte verso i cambiamenti che ogni giorno tocchiamo con mano. Proprio per questo abbiamo supportato in maniera fattiva la Summer School dedicata a Sergio Ferrari, del quale ho un buon ricordo e con il quale siamo sempre riusciti a confrontarci in maniera costruttiva, a volte anche scontrandoci. La Summer School vuole proprio essere un momento di reale confronto con tutti i portatori di interesse del nostro mondo a favore di comunicatori che hanno la possibilità di sentire raccontata la vera agricoltura”.

La prima edizione ha visto una verticalizzazione sulla viticoltura e sull’enologia con i massimi esperti di questo mondo che si sono susseguiti sulla cattedra in lezioni frontali e in tavole rotonde. I partecipanti hanno potuto anche conoscere la realtà di Melinda, le ultimissime novità nate dalle sperimentazioni condotte dalla Fondazione Edmund Mach in vigneto, assaggiare vini del territorio trentino con l’aiuto ragionato di sommelier professionisti e conoscere i segreti della distillazione. Entusiasmo e soddisfazione da parte dei partecipanti che hanno sottolineato in maniera unanime l’elevata qualità dei contenuti della Summer School Sergio Ferrari, l’ottimale organizzazione, curata da Costanza Fregoni, tutor della scuola, con il supporto del direttore della scuola Nereo Pederzolli e di Pietro Bertanza, socio Argav. Il comitato scientifico è già al lavoro per organizzare la prossima edizione della Summer School Sergio Ferrari, in primis per individuare la filiera da abbracciare e raccontar agli studenti comunicatori, tra le altre solo al vaglio l’ortofrutta, il comparto lattiero-caseario e l’olio.

Fonte: Servizio stampa Agriduemila srl

30 settembre e 1 ottobre, a Piazzola sul Brenta (PD) c’è Caseus, con oltre 500 formaggi in gara

CaseusVenetiSabato 30 settembre e domenica 1° ottobre 2023, dalle 10:00 alle 19:00 a Villa Contarini, Piazzola sul Brenta (PD), si svolgerà Caseus, il più importante evento regionale sui formaggi, promosso dalla Regione del Veneto.

La manifestazione riunirà grandi caseifici e piccoli produttori di malga, dando vita a un confronto che continua da ben 19 anni e che ha visto una crescita esponenziale di partecipanti e interesse. Nel 2022, infatti, i visitatori hanno raggiunto quota 80.000, e oltre 500 formaggi hanno partecipato al concorso. Per l’edizione 2023 verrà mantenuto lo spirito internazionale avviato l’anno scorso, ospitando e presentando tre percorsi: Caseus Veneti, Caseus Italie e Caseus Mundi. Anche quest’anno è confermata la presenza dello stand regionale “Casa Veneto”, in cui Veneto Agricoltura offrirà un programma ricco di degustazioni e incontri a tema con il supporto di Csqa, Bioagro, Intermizoo, il Consorzio PPL (Piccole Produzioni Locali) del Veneto e l’Accademia del Tartufo. Si preannunciano, quindi, due giornate di grandi occasioni per apprezzare il gusto autentico dei formaggi, con degustazioni guidate, abbinamenti enogastronomici, incontri con i casari, masterclass e momenti di formazione e confronto. Di seguito il calendario completo della manifestazione: https://caseusitaly.it/programma/

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Energie rinnovabili offshore (in mare aperto): la Corte dei conti europea mette in evidenza il dilemma ecologico

Fonti Rinnovabili 101

Premessa. Le energie rinnovabili offshore (Ero) possono essere generate dal vento (con turbine fissate al fondale e galleggianti), dagli oceani (con centrali cimoelettriche o mareomotrici) e da pannelli fotovoltaici galleggianti. Attualmente, nell’UE sono prodotte quasi esclusivamente con tecnologia eolica. Di tutti i paesi dell’Unione, la Germania conta la maggiore capacità offshore (8,1 GW a fine 2022, prevalentemente nel Mare del Nord), seguita da Paesi Bassi (3,2 GW), Danimarca e Belgio (entrambi attorno ai 2,3 GW). Nel 2020 la Commissione europea ha adottato la strategia per promuovere lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili offshore e sfruttarne appieno il potenziale. Dal 2007 sono stati erogati 2,3 miliardi di euro a favore delle tecnologie Ero dal bilancio UE. In aggiunta, la Banca europea per gli investimenti ha fornito prestiti ed effettuato investimenti azionari per 14,4 miliardi di euro.

L’espansione delle Ero racchiude in sé un “dilemma ecologico”: se da un lato queste fonti energetiche sono essenziali per la transizione verde dell’Ue, dall’altro il loro sviluppo può nuocere all’ambiente marino. Benché la strategia Ue cerchi di conciliare le Ero con la biodiversità, la Commissione europea non ne ha stimato i potenziali effetti sull’ambiente, in termini fra l’altro di spostamenti di specie e cambiamenti nella struttura delle popolazioni, disponibilità del cibo o modelli migratori. Nel complesso, gli auditor della Corte dei conti europea temono che l’espansione delle Ero in Europa possa danneggiare l’ambiente, sia sopra che sotto la superficie marina. 

È raro che le rinnovabili offshore coesistano con altri settori di attività. In particolare, i conflitti con la pesca restano per la maggior parte irrisolti e spesso, al momento di valutare i singoli progetti, le Ero vengono osteggiate. Parimenti, i paesi dell’UE che condividono le stesse acque raramente pianificano progetti in comune e perdono così l’opportunità di usare in modo più efficiente lo scarso spazio marittimo disponibile. Inoltre, le implicazioni socio-economiche dello sviluppo delle energie rinnovabili offshore non sono state studiate in modo sufficientemente approfondito.

Ritardi e obiettivi. Gli auditor osservano peraltro che il dispiegamento delle energie rinnovabili offshore in Europa potrebbe subire un rallentamento a causa dei rischi per l’approvvigionamento di materie prime critiche. Al momento, queste provengono quasi esclusivamente dalla Cina, che ha un ruolo cruciale anche nella produzione dei magneti permanenti per i generatori a turbine eoliche. La dipendenza dell’Ue può creare strozzature e gli auditor esprimono preoccupazione per la sicurezza dell’approvvigionamento nel contesto delle attuali tensioni geopolitiche. Un’altra barriera è rappresentata dalle lunghe procedure nazionali di autorizzazione. Ad esempio, la Francia è uno dei paesi che ci impiega di più ad approvare gli impianti eolici offshore (fino a 11 anni). Ciò nonostante, l’UE ha fissato obiettivi ambiziosi, volendo raggiungere i 61 GW di capacità installata entro il 2030 e i 340 GW entro il 2050 quando ora sono appena 16 GW. Sarà quindi necessaria una rapida diffusione su larga scala degli impianti Ero nei paesi dell’UE, il che richiede vasto spazio marittimo e circa 800 miliardi di euro, in gran parte provenienti da investimenti privati. Questi obiettivi potrebbero risultare difficili da raggiungere, stando agli auditor.“L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha messo in risalto l’importanza dell’indipendenza energetica dell’Ue e la soluzione a questo problema potrebbe risiedere in parte nei nostri mari”, ha dichiarato Nikolaos Milionis, iresponsabile dell’audit per la Corte dei conti europea . “Ma la rivoluzione blu dell’UE non va perseguita a qualunque costo: le rinnovabili offshore non devono provocare alcun danno significativo sul piano sociale o ambientale”. 

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

29 settembre , corso di formazione giornalisti Odg Veneto in collaborazione con Argav ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), tema “Le attività di pesca nel Veneto fra tradizione, vincoli e nuove minacce”

pescavongole caleri

Venerdì 29 settembre p.v., dalle 18.30 alle 20.30 si svolgerà nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) il corso di formazione giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav dal titolo “Le attività di pesca nel Veneto fra tradizione, vincoli e nuove minacce”. Il corso dà diritto a 2 crediti, iscrizioni piattaforma Formazione giornalisti entro il 27 settembre.

Il progetto per l’inserimento della pesca tradizionale italiana fra i patrimoni Unesco arriva in un momento particolarmente complesso per il settore, costretto fra vincoli europei e profonde trasformazioni dell’ambiente mediterraneo in conseguenza dei cambiamenti climatici, che stanno favorendo la proliferazione di specie alloctone, penalizzando ulteriormente il patrimonio ittico del nostro Paese. La pesca tradizionale come patrimonio Unesco: il progetto; Come sta cambiando il mercato del pesce; Crisi climatica; quale futuro per il Mar Mediterraneo?; Specie aliene; da problema a risorsa?; Cambia il clima, cambiano i gusti? Il corso si propone di offrire informazioni per capire quanto sta accadendo e quali siano i margini di resilienza per convivere con specie finora sconosciute.

Relatori – Giancarlo Pegoraro, direttore VEGAL – Agenzia di Sviluppo; Igor Coccato, presidente Consorzio Ittico Veneziano; Thomas Galvan, biologo; Alessandro Faccioli, referente veneto Coldiretti Impresa Pesca; moderatore Omar Bison, giornalista, direttivo Argav

23 settembre, i soci Argav si riuniscono in Assemblea a Codevigo (PD), nel Museo delle Idrovore del Consorzio di bonifica Bacchiglione

Francesco_Cazzaro

Francesco Cazzaro

Oggi, sabato 23 settembre, alle ore 6.30 in prima convocazione e alle ore 10.30 in seconda convocazione si svolgerà a Codevigo (PD) nel salone del Museo delle Idrovore del Consorzio di Bonifica Bacchiglione l’Assemblea Argav.

Ordine del giorno: insediamento organi assembleari, relazione del Presidente Fabrizio Stelluto, presentazione ed approvazione bilancio consuntivo 2022, presentazione ed approvazione bilancio preventivo 2023, dibattito, intervento di Francesco Cazzaro, presidente ANBI, Premio Argav 2022, varie ed eventuali.

Dal 22 settembre all’1 ottobre a Bressanvido (VI) si tiene il Festival dell’Agricoltura, tema dell’edizione 2023 “Quanto spreco”. Nell’ambito dell’evento, 2 incontri organizzati dalla biblioteca La Vigna

FESTIVAL-AGRICOLTURA1-e1693586767940

Dal 22 settembre all’1 ottobre 2023 si terrà a Bressanvido (VI) il Festival dell’Agricoltura. Tema 2023 del tradizionale appuntamento sarà “Quanto Spreco“, finalizzato a concentrare l’attenzione sul tema della sostenibilità: dalla produzione alle tecniche e filosofie di gestione, dalla gestione delle risorse alla tracciabilità dell’intera filiera alimentare, dalle materie prime al prodotto finito.

Nell’ambito della manifestazione, segnaliamo due eventi organizzati dalla biblioteca internazionale La Vigna, partner del Festival. Lunedì 25 settembre alle ore 16.00 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” un’interessante conferenza dal titolo “Il progetto Cities2030 e le best practice del territorio: lotta allo spreco alimentare”. Focus del dibattito sarà il progetto Cities2030, di cui il Comune di Vicenza e la Biblioteca sono partner, e l’esperienza sul territorio vicentino. Interventi: Remo Pedon, presidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Alessandro Scuccato, assessore all’Urbanistica del Comune di Bressanvido (VI), Sara Baldinato, assessore all’Ambiente del Comune di Vicenza (VI), Chiara Guglielmi, project manager CITIES2030 per la Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Luca Zanoni, autore del libro “Basta sprechi”, Christian Sassaro, presidente dell’Associazione “Da Spreco a Risorsa”. Martedì 26 settembre alle ore 20.30 presso Villa Pagiusco, a Bressanvido si terrà la conferenza di approfondimento de “Il progetto Cities2030”.  Interventi: Alessandro Scuccato, assessore all’Urbanistica del Comune di Bressanvido (VI), Danilo Gasparini, presidente del Consiglio Scientifico della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Nicola Camatti e Daniele Sferra, Università Cà Foscari Venezia, Manuela Massi, EPC srl project management CITIES2030, Sara Baldinato, assessore all’Ambiente del Comune di Vicenza (VI), Chiara Guglielmi, project manager CITIES2030 per la Biblioteca Internazionale “La Vigna”. A conclusione, breve lectio sullo spreco in agricoltura a cura del prof. Danilo Gasparini.

Gli appuntamenti sono altresì inseriti nel ciclo di eventi del progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards FOOD2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, “Cities 2030” vede tra i partner il Comune di Vicenza e tra i partner associati la Biblioteca “La Vigna”.

Ulteriori informazioni: http://www.festivalagricoltura.it 

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

22 settembre, corso di formazione giornalisti “Alla scoperta della blu e green economy di Cavallino Treporti (VE), esempio europeo di sostenibilità applicata”

Ferragosto+(90)

spiagge Cavallino Treporti 

Venerdì 22 settembre p.v., dalle 10 alle 14, si svolgerà a Cavallino Treporti (VE), nella sala del teatro comunale Ca’ Savio (Piazza Papa Giovanni Paolo II, 1), il corso di formazione giornalisti organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav dal titolo “Alla scoperta della blu e green economy di Cavallino Treporti, esempio europeo di sostenibilità applicata” (4 crediti, iscrizioni piattaforma Formazione Giornalisti entro il 20 settembre).

Cavallino Treporti è la capitale europea del turismo “open air”, la prima spiaggia del Veneto con quasi 6 milioni e mezzo di presenze, la seconda d’Italia e la sesta destinazione nazionale per presenze turistiche; ciò nonostante continua a mantenere una forte vocazione agricola e la pratica della pesca, presenti sin dai tempi più antichi.Territorio patrimonio Unesco, in occasione della seconda edizione del “Summit del Mare – Costa veneta green lab”, presenta un progetto di sostenibilità, in cui è protagonista la comunità locale in tutte le sue declinazioni. In linea con l’Agenda 2030 e con la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile e quelle della Regione Veneto, il Comune di Cavallino-Treporti ha avviato un percorso di studio e coinvolgimento per identificare i valori e gli obbiettivi strategici della sostenibilità economica, sociale ed ambientale. Nasce da qui l’idea di dar vita al Codice Etico ed al Protocollo della “Blue&Green Community”, che racchiudono un’attenta e condivisa analisi del territorio ed il coordinamento di azioni pubbliche e private, che si integrano con politiche e modelli di sviluppo sostenibili.

La mattina del 22 settembre la comunità sarà protagonista dell’impegno “Verso il 2030” con la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa da parte della “governance”, delle categorie economiche, ambientali, sociali e dei privati cittadini. A seguire, il tema della sostenibilità sarà affrontato con la principale realtà del territorio: il turismo “open air”, che definisce Cavallino-Treporti, una località “laboratorio in Europa”: i 30 camping presenti hanno infatti sviluppato un piano strategico di politiche ed investimenti, che in primis mantenessero gli equilibri ambientali, oggi rappresentati nella “Blu&Green Community”.

Relatori – Fabrizio Stelluto, giornalista e presidente Argav e vice presidente Unaga; Luca Mercalli, presidente Società Meteorologica Italiana e direttore rivista Nimbus; Alberto Ballarin, assessore al Turismo del comune di Cavallino-Treporti; Roberta Nesto, sindaco Comune di Cavallino-Treporti e presidente Costa Veneta; Valeria Minghetti, ricercatrice Ciset, Centro Internazionale Studi Economia Turistica; Alberto Granzotto, presidente nazionale Faita Federcamping; Francesco Berton, presidente Assocamping Cavallino Treporti; Paolo Bertolini, presidente Consorzio Promozione Turistica Cavallino Treporti; Nicola Saldutti, coordinatore, caporedattore Economia Corriere della Sera

InvestEU: il Fondo europeo per gli investimenti investe 50 milioni di € a sostegno della plastica circolare

P045506-796055Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) ha firmato una partecipazione di 50 milioni di € a favore del fondo per la plastica circolare di Infinity Recycling, un fondo europeo a impatto che investe in imprese che sviluppano nuovi processi per il riciclaggio avanzato della plastica. Il fondo per la plastica circolare sostiene le tecnologie avanzate di riciclaggio, compresi i processi chimici che consentono il riciclaggio integrale dei rifiuti di plastica alla fine del ciclo di vita, la produzione di nuove plastiche con proprietà equivalenti alle plastiche vergini e la loro reintroduzione nella catena del valore esistente. Il fondo può quindi contribuire a rendere l’industria della plastica pienamente circolare.

Il programma InvestEU fornisce all’UE finanziamenti a lungo termine mobilitando fondi pubblici e privati a sostegno delle priorità dell’Unione. Nell’ambito del programma, il fondo InvestEU è attuato tramite partner finanziari che investiranno in progetti che utilizzano la garanzia dell’UE, mobilitando così almeno 372 miliardi di € di investimenti aggiuntivi.

Fonte: Rappresentanza in Italia Commissione Europea

21 settembre, a Mestre (VE) l’incontro “Il clima cambia. E tu cambieresti?” nell’ambito della Settimana europea della mobilità sostenibile (16-22 settembre 2023)

locandina 21.09.2023Dal 16 settembre al 22 settembre 2023 si tiene in tutta Europa la Settimana europea della mobilità sostenibile con lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza, attraverso l’organizzazione di migliaia di eventi nelle città, sulla sostenibilità e il miglioramento della qualità della vita cittadina.

A questo proposito, Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia organizza per giovedì 21 settembre alle ore 11 l’iniziativa a ingresso gratuito “Il clima cambia. E tu cambieresti?“presso il Centro Culturale Candiani sala seminariale (primo piano) a Mestre (Ve). Gli ambasciatori del Patto Europeo per il Clima affronteranno il tema delle sfide per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Fonte: Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia