• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Disponibilità risorsa idrica in Veneto: in agosto precipitazioni sopra alla media ma le piogge non mitigano le temperature record

27fd06f5-8b11-a999-b438-1b93c0046277Con 114 mm di piogge registrate in media nel Veneto, il mese di agosto ha segnato un +12% di precipitazioni rispetto alla media storica del periodo. Nonostante la grave siccità che ha colpito i mesi invernali e primaverili, gli apporti occorsi da maggio ad oggi hanno riportato vicino alla media storica (-6% rispetto al periodo 1994-2022) il valore delle precipitazioni complessivamente cadute in Veneto tra ottobre 2022 e agosto 2023 (fonte Arpav).

Temperature. Anche il mese di agosto ha fatto registrare temperature prossime o superiori alle massime storiche del periodo anche nelle zone montane; la parte centrale del mese (seconda decade) è stata la più calda mai rilevata (quindi dal 1990) lo zero termico è salito a quote oltre i 5000 m; con temperature massime comprese tra i 10 e i 15°C sulla Marmolada si è registrata un’altra annata di forte assottigliamento e regressione del ghiacciaio. L’Università di Padova valuta che la superficie del ghiacciaio scenderà presto al di sotto di 1 km2, la metà della superficie presente nel 2000 ed un quarto rispetto al 1900.

Indice Spi (Indicatore di siccità al suolo). Quasi ovunque è presente una situazione prossima alla normalità riferita ad uno scenario degli ultimi 3 mesi, nell’ambito dei comprensori dei Consorzi di bonifica. In questo senso influiscono molto le precipitazioni occorse dalla tarda primavera hanno contribuito a recuperare il grave deficit di risorsa accumulato nei mesi precedenti.

Fonte: Anbi Veneto

11 settembre, soci Argav in Polesine per l’iniziativa “Tutti pazzi per le paste”, organizzata in collaborazione con CNA Veneto e CNA Padova e Rovigo

Schermata 2023-09-10 alle 14.51.25

La ripresa delle attività Argav dopo la pausa estiva avverrà oggi, lunedì 11 settembre, con l’iniziativa “Tutti pazzi per le paste” organizzata in collaborazione con la Confederazione Nazionale Artigianato e Piccole Imprese Veneto e sezione di Padova e Rovigo.

Cna, associazione di micro, piccole e medie imprese e artigiani desidera mostrare alla stampa di settore come nascono le eccellenze artigianali del territorio attraverso la visita di due imprese che si occupano, in modo diverso, di “paste”: un giovane pastificio, nato dalle mani di Sara e Samuele, ed una pasticceria che festeggia i primi 50 anni di attività guardando all’innovazione e alla crescita di nuove generazioni di imprenditori.

L’appuntamento è alle 10.00 per la visita al pastificio artigianale “Il Tortellaio matto”, a Boara Pisani (via 1° Maggio, 57). Alle 13.00 è prevista la visita alla “Schiesari Catering &Banqueting“ a Ceregnano (via San Francesco d’Assisi, 412). Alle 15.00, infine, è in programma la visita all’impresa “Schiesari Pasticceria” di Villadose (via S, Leonardo, 5b).

15, 20 e 22 settembre, a Treviso si tiene “Vite da animali”, ciclo di incontri dedicato alla cultura del giardino nel mondo contemporaneo

Onobrychis viciifolia visitata da Apis mellifera

“Vite da animali” è il tema della nuova edizione di Naturale inclinazione, il ciclo di incontri dedicato alla cultura del giardino nel mondo contemporaneo, organizzato venerdì 15, mercoledì 20 e venerdì 22 settembre dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, a cura di Simonetta Zanon (coordinatrice area progetti paesaggio), e ispirato alla figura del paesaggista Ippolito Pizzetti (1926-2007). Racconta Simonetta Zanon: «Naturale inclinazione 2023 si propone nuovamente come occasione di riflessione sulla crisi ambientale globale del nostro pianeta e sull’urgenza di costruire nuovi modelli di convivenza e interazione tra tutte le forme di vita del pianeta. Dal mondo del giardino, spazio utopico e reale delle alleanze e della resistenza etica ed estetica, biologica e sociale, habitat per sua natura accogliente di tutti gli esseri viventi e luogo incantato della mescolanza di specie, arriva un messaggio potente che invita a ritrovare e ricucire le relazioni spezzate dall’atteggiamento individualista della nostra specie, artefice e vittima nello stesso tempo di quella che è stata definita una vera e propria “trappola antropocentrica”.

...Una narrazione diffusa dell’Antropocene molto spesso deprimente. Dobbiamo abitare la Terra in un altro modo, guardando a tutti i viventi, compresi noi stessi, con una prospettiva diversa che illumini le interdipendenze spostando l’attenzione dai soggetti alle relazioni, con punti di vista aggiornati per contaminare il nostro sguardo con quello degli altri esseri viventi e riavvicinarci al sentire delle altre specie. Di questo si parlerà nei tre appuntamenti (+ uno) in programma, affidati come sempre a racconti e linguaggi diversi, che possono aiutare a ripensarci attraverso il giardino e a rinfocolare la nostra immaginazione, che appare offuscata da una narrazione diffusa dell’Antropocene molto spesso deprimente. Per ragionare invece, appassionatamente, ciascuno per la propria parte, sulla necessaria svolta, radicale e rivoluzionaria, di pensiero e azione, che davvero non è più rinviabile, per la Terra e (tutti) i suoi abitanti».

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. L’incontro in programma venerdì 15 settembre, Gli animali di Calvino, si svolgerà nel giardino della Fondazione (via Cornarotta 7-9, Treviso) oppure, in caso di maltempo, nell’auditorium di Palazzo Bomben (via Cornarotta 7, Treviso), dove si svolgeranno anche gli altri appuntamenti. Per gli architetti che presenzieranno agli incontri, è previsto il rilascio di crediti formativi da parte dell’Ordine professionale. Ulteriori info: https://www.fbsr.it

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studi Ricerche, immagine in alto Prati di città per api e altri insetti, Berlino, fotografia di Elena Antoniolli

Film Festival della Lessinia: i vincitori della ventinovesima edizione

29FFDL_AL-YAD AL-KHADRAVince la natura, simbolo di speranza per un futuro migliore. È il documentario Fragments from heaven / Frammenti dal cielo(Marocco, Francia 2022) ad aggiudicarsi la ventinovesima edizione del Film Festival della Lessinia (Ffdl).

Un film che riflette la tensione dell’umanità a comprendere l’universo e il proprio posto in esso. Tra i premi ufficiali, a conquistare la Lessinia d’Oro per la miglior opera cinematografica in assoluto alla rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni nelle montagne del mondo che si è conclusa il 2 settembre scorso al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona) è stato Adnane Baraka, regista indipendente nato a Marrakech che si è formato all’Esav Film School, diplomandosi in regia nel 2011. “Un ritratto introspettivo e filosofico di una famiglia nomade, che riflette la tensione dell’umanità a comprendere l’universo e il proprio posto in esso. Il regista compie scelte estetiche e narrative rischiose, combinando materia e spirito, personale e universale, per creare un film senza tempo che parla a noi tutti”. Questa la motivazione della Giuria internazionale composta dall’autrice e regista Micol Cossali (Italia); dalla pluripremiata documentarista Irene Gutiérrez Torres (Spagna); dal regista Stefan Pavlović (Paesi Bassi); dall’antropologo e regista Pedro Figueiredo Neto (Portogallo); dalla regista, produttrice e sceneggiatrice Fanny Rösch (Germania).

La Lessinia d’Argento per il miglior lungometraggio è stata assegnata a Mamá / Mamma (Messico 2022), film d’esordio di Xun Sero, nome d’arte di Juan Antonio Méndez Rodríguez. Direttore della fotografia e documentarista, è originario del popolo Tzotzil di Mitontic, Chiapas, in Messico. Così si è espressa la Giuria internazionale: “Un film dove il femminile è protagonista: emancipatorio, urgente, coraggioso, personale-politico. È un leale tentativo di dare voce al tempo stesso alla confessione di una madre e alla richiesta di perdono da parte del figlio, che porta alla luce storie nascoste di oppressione femminile in una società patriarcale. Stile e narrativa si combinano in un lavoro semplice, emozionante e potente”.

Vola in Cina la Lessinia d’Argento per il miglior cortometraggio, consegnata all’opera cinematografica Xiaohui he ta de niu / Xiaohui e le sue mucche (Cina 2023) della regista e sceneggiatrice Xinying Lao. Nata nel 1997, ha studiato Cinema alla New York University. Hanno motivato i giurati: “Una storia sincera e sensibile, vista dalla prospettiva di un bambino, sul crescere in un ambiente rurale lontano dai genitori. Il film riesce a parlare con grande sensibilità di isolamento, classi sociali, frattura tra urbano e rurale”.

Il Premio della Giuria è stato dato a Landshaft (Germania, Armenia 2023) del regista teatrale e cinematografico tedesco Daniel Kötter. Inoltre, i giurati hanno attribuito una Menzione speciale della Giuria a Drei frauen / Tre donne (Germania 2022), primo lungometraggio del regista ucraino Maksym Melnyk.

Premi speciali. Tra i riconoscimenti speciali, il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense in ricordo di Piero Piazzola e Mario Pigozzi al miglior film di un regista giovane è andato a Or de vie / Una vita d’oro (Burkina Faso, Benin, Francia 2023) di Boubacar Sangaré. Nato nel 1985 in Mali, si laurea sia in Giurisprudenza che in Cinema, specializzandosi in Diritto cinematografico. Il Premio della Cassa Rurale Vallagarina al miglior film sulle Alpi è stato consegnato al corto Ice merchants / Mercanti di ghiaccio (Portogallo, Regno Unito, Francia 2022) del regista e disegnatore cinematografico João Gonzalez. Una Menzione speciale della Giuria del Premio Cassa Rurale Vallagarina è andata a Custodi (Italia 2023) del regista e autore Marco Rossitti.  Il Green Planet Movie Award al miglior film della sezione FFDLgreen è stato attribuito al documentario Matter out of place / Materia fuori posto (Austria 2022) di Nikolaus Geyrhalter. Una Menzione speciale Green Planet Movie Award è stata assegnata a É noite na América / È notte in America (Brasile, Francia, Italia 2022) dell’artista e regista brasiliana Ana Vaz. Il Premio MicroCosmo della Giuria dei detenuti del carcere di Verona è stato dato al film Al-Yad al-Khadra / Raccoglitori di erbe (Palestina 2022) di Jumana Manna, artista visiva e regista palestinese, nata nel New Jersey nel 1987. Il Premio Giudecca del carcere di Venezia è stato attribuito invece a Gornyi luk / Cipolla di montagna (Kazakistan 2022) di Eldar Shibanov che è un regista, sceneggiatore e produttore indipendente. L’animazione scelta per il Premio dei bambini è stata Varken / Maiale (Paesi Bassi 2022) di Jorn Leeuwerink. A completare il palmarès del Festival è stato infine il Premio del pubblico a Drei frauen / Tre donne (Germania 2022) di Maksym Melnyk.

Fonte: Servizio stampa Ffdl

7 settembre, il Direttivo Argav si riunisce ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Giovedì 7 settembre  p.v. alle ore 18:15,nella sede del Circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) in via Porto, 8 si riunirà il Direttivo Argav. Questo l’ordine del giorno: comunicazioni del Presidente; comunicazioni della Segretaria; domande iscrizioni nuovi soci; Assemblea per approvazione bilanci; quote associative 2024; programmazione prossime attività 2023; varie ed eventuali.

5-10 settembre, all’Orto Botanico di Padova si tiene l’evento “Dalla Terra all’infinito, alla scoperta del mondo di domani”

dallaterraallinfinitoDal 5 al 10 settembre i visitatori dell’Orto Botanico di Padova potranno godere di una straordinaria esperienza spaziale: sul prato di fronte alle serre del Giardino della biodiversità atterrerà infatti il modulo ExoSpaceHab-X, una struttura mobile progettata per simulare la vita all’interno di una base lunare.

Per vivere l’esperienza unica di immergersi nell’habitat lunare, condividendo per un giorno sfide e meraviglie della vita nello spazio, potete partecipare ad una delle numerose visite guidate disponibili nell’arco della settimana: 5-8 settembre: ore 11, 11.30, 12, 16, 16.30, 17, 17.30, 18; 9-10 settembre: ore 10.30, 11, 11.30, 12, 12.30, 15, 15.30, 16, 16.30, 17, 17.30, 18, 18.30. Le visite, in italiano e in inglese, sono comprese nel biglietto d’ingresso e non prevedono prenotazione.

Venerdì 8 settembre l’auditorium ospita inoltre “Vivere nello spazio”, un dialogo con esperti/e su vari temi legati alle ricerche spaziali e alle condizioni di sopravvivenza nello spazio degli esseri viventi, incluse le piante. Un’occasione per scoprire anche l’affascinante storia dei “Semi della Luna“, donati da David Williams (NASA Goddard Space Flight Center) all’Orto botanico di Padova nel 2022. L’evento è gratuito, su prenotazione.

Fonte: Orto Botanico di Padova

4-8 settembre, l’avicoltura mondiale si dà appuntamento a Verona. Tra gli argomenti trattati: influenza aviaria, antibiotico-resistenza, sicurezza alimentare e sostenibilità allevamenti

integrazione-dati-epidemiologici-aviaria-2016-2017Si svolgerà da oggi sino all’8 settembre 2023 a Verona il XXII Congresso della World Veterinary Poultry Association (Wvpa). L’evento, ospitato nei padiglioni di Veronafiere, vedrà la partecipazione di esperti, scienziati, delegati e professionisti della ricerca avicola da ogni parte del mondo, per un totale di circa 1.800 persone. Il programma prevede conferenze di relatori di fama internazionale, alternate da sessioni tematiche e poster, che copriranno argomenti classici come le malattie infettive e parassitarie, fino a toccare i temi più di attualità come influenza aviaria, antibiotico-resistenza, zoonosi, sicurezza alimentare, benessere animale e sostenibilità degli allevamenti.

Una settimana che farà di Verona la capitale mondiale della scienza veterinaria del settore avicolo, come sottolinea il chairman del Congresso prof. Mattia Cecchinato, docente di malattie infettive all’Università degli Studi di Padova e presidente della Società italiana di patologia aviare (SIPA): “Verona è una delle realtà italiane leader nella produzione avicola e il Veneto, insieme a Lombardia ed Emilia-Romagna, rappresenta una delle più importanti aree di allevamento avicolo in Europa. Siamo orgogliosi di essere riusciti a portare questo appuntamento qui in Italia, previsto inizialmente per il 2021 ma posticipato a causa della pandemia“. La scelta di Verona appare oggi tanto più significativa vista l’ondata di influenza aviaria che nell’inverno 2021-2022 ha colpito duramente questo territorio, con 317 focolai negli allevamenti e quasi 14 milioni di capi abbattuti. L’epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) attualmente in corso, che sta coinvolgendo molte specie di uccelli selvatici e di mammiferi un po’ ovunque nel mondo, ha sollevato forti preoccupazioni all’interno della comunità internazionale per il potenziale pandemico che il virus potrebbe avere anche l’uomo.

“L’influenza aviaria costituisce una delle sfide globali più difficili e impegnative che dovremo affrontare nel prossimo futuro” dichiara Antonia Ricci, direttrice generale dell’IZSVe. “La crescita della produzione e del consumo mondiale di pollame rappresentano un punto critico in uno scenario come quello attuale di forte espansione dell’influenza aviaria. D’altra parte i cambiamenti climatici, economici e sociali espongono l’avicoltura a nuove condizioni produttive e nuovi rischi che dobbiamo saper gestire e controllare. Il Congresso mondiale di Verona è l’occasione giusta per affrontare questa sfida insieme, puntando su tre obiettivi prioritari: vaccinazione, biosicurezza e condivisione delle informazioni”. Il XXII Congresso WVPA apre lunedì 4 settembre con un workshop dedicato agli studi di efficacia vaccinale sull’influenza aviaria condotti in Europa e negli Stati Uniti, organizzato da IZSVe e SIPA. Il simposio sarà presieduto dal dott. Calogero Terregino, direttore del Laboratorio di referenza europeo (EURL) per l’influenza aviaria presso l’IZSVe, assieme ad uno dei massimi esperti mondiali di influenza aviaria, il dott. David Swayne, per anni alla guida del Southeast Poultry Research Laboratory (Stati Uniti). Porterà i saluti del Ministero della Salute il dott. Luigi Ruocco, direttore dell’Ufficio 3 – Sanità animale presso la Direzione generale sanità animale e farmaci veterinari. In questa occasione il dott. Francesco Bonfante, dirigente veterinario del Laboratorio di referenza europeo, presenterà un aggiornamento sugli studi di efficacia vaccinale in corso, condotti a partire dal 2022 presso l’IZSVe. I trial clinici sono mirati ad identificare la migliore tecnologia disponibile sul mercato e gli schemi di immunizzazione più efficaci e sostenibili per il settore dei tacchini da carne. Il confronto con gli esperti permetterà di analizzare anche gli aspetti più critici e rilevanti dell’applicazione dei vaccini in campo.

Da martedì 5 settembre si entra nel vivo con la relazione tenuta della dott.ssa Isabella Monne, dirigente veterinario responsabile del Laboratorio di genomica e trascrittomica ed esperto dell’Organizzazione mondiale della sanità animale (WOAH) per influenza aviaria e malattia di Newcastle presso l’IZSVe, che parlerà dei cambiamenti nelle dinamiche epidemiologiche del virus H5 HPAI e delle sfide che ci attendono per un migliore controllo dell’infezione. Nella stessa giornata si terrà la cerimonia ufficiale di apertura.

Altro capitolo riguarda l’antibiotico-resistenza, tema al centro della relazione del dott. Luca Bano, direttore della SCT2 Treviso, Belluno e Venezia dell’IZSVe, in programma mercoledì 6 settembre. Per anni le infezioni batteriche del pollame sono state tenute sotto controllo mediante la somministrazione degli antimicrobici. Oggi invece molti paesi stanno promuovendo la strategia dell‘uso prudente del farmaco, per ridurre il consumo di antimicrobici negli animali d’allevamento, una tendenza evidente soprattutto in Europa e negli Stati Uniti ma con ancora alcune profonde differenze nel resto del mondo. Ulteriori info: https://wvpac2023.com

Fonte: Servizio stampa IZSVe

Pomodoro da industria, il maggior prezzo bilancia le perdite

raccolta pomodori

Le piogge e la grandine che hanno connotato l’estate 2023 in Veneto non sono state favorevoli per la coltivazione del pomodoro da industria, anche se il caldo di agosto ha permesso un recupero limitando le perdite di prodotto. Tuttavia, il maggior prezzo riconosciuto agli agricoltori grazie all’accordo con l’industria siglato nel maggio scorso, pari a 150 euro a tonnellata, bilancia in ogni caso i mancati guadagni, anche se bisognerà attendere la fine campagna a metà settembre per tracciare un conteggio definitivo.

Perdite di circa il 30 per cento, prezzo superiore del 20 per cento rispetto agli anni precedenti. “La campagna quest’anno è stata difficile, perché è piovuto molto e ha fatto freddo – sottolinea Camillo Brena, presidente della sezione di prodotto Pomodoro da industria e orticole di Confagricoltura Veneto, titolare di un’azienda a Taglio di Po nel Rodigino -. In Polesine ci sono stati tanti problemi dovuti all’eccesso di acqua, causando asfissia nelle piante e bacche molto piccole, mentre nelle province di Verona e Venezia la situazione è stata migliore. Possiamo, in generale, parlare di perdite medie di produzione fino al 30%, anche se c’è chi può vantare una raccolta ottimale. Fortunatamente l’accordo di maggio sul prezzo del pomodoro da industria ci permette di compensare le eventuali mancanze di prodotto, dato che è del 20% superiore rispetto a quello degli anni precedenti. Ora siamo al 60% della raccolta e ci auguriamo un settembre caldo e soleggiato, per consentirci di arrivare alla meta con buoni risultati”.

Da parte dell’industria la richiesta è alta, anche in conseguenza della mancanza di prodotto sul mercato dovuta all’alluvione in Romagna. In Veneto, secondo i dati di Veneto Agricoltura 2022, la superficie coltivata a pomodoro da industria è salita a circa 1.760 ettari (+ 2%), con Verona che conferma la leadership con circa 1.100 ettari (+14%), seguita da Rovigo (370 ettari, – 26%) e Venezia (200 ettari, + 25%). L’anno scorso la produzione fu di 114.000 tonnellate. In Italia quest’anno sono stati messi a coltura 68.600 ettari, il 5% in più rispetto alla scorsa stagione.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Libri. E’ uscito “Come le strope”, storie delle battaglie ambientaliste in Veneto e nella bassa padovana

COP_Strope_Bassa

Nel dialetto della “bassa padovana” le “strope” sono  i rami del salice varietà Salix alba varietà vitellina, pianta igrofila localizzata soprattutto lungo i corsi d’acqua, che a differenza del “salice piangente”, punta i suoi rami verso l’alto. «Se “capitozzato”,  in breve tempo fa ricrescere rami giovani ancora più flessibili e tenaci». Le “strope” appunto. E sono esse ad ispirare il titolo del volume “Come le strope”, curato da Francesco Miazzi, edito da , casa editrice del consigliere Argav Emanuele Cenghiaro, e promosso dall’associazione Comitato Popolare Lasciateci Respirare di Monselice, cittadina ai piedi dei Colli Euganei in provincia di Padova. Proprio la tenacia di questi rami, utilizzati in mille modi dalla tradizione contadina,  sembra avere contraddistinto l’operato dei movimenti ambientalisti della zona, tantissimi come si può scoprire scorrendo le pagine del volume.

Tutto è iniziato negli anni Sessanta, con la battaglia per la chiusura delle cave che stavano devastando, più che deturpando, il paesaggio e l’ambiente. Questa lotta, vinta, è stata alla base della costituzione nel 1989, dopo un lungo e contrastato iter, del Parco Regionale dei Colli Euganei. Si passa poi alle battaglie per evitare la trasformazione dei cementifici in inceneritori, o contro la cementificazione selvaggia, ma anche più di recente per evitare il ridimensionamento dei confini del Parco e l’attuazione vera del suo Piano ambientale. Per terminare – dopo innumerevoli altre lotte che sarebbe riduttivo definire “locali” – con il recente scandalo dei PFAS.

Al volume hanno collaborato con i loro contributi un gran numero di associazioni e comitati, ma l’apertura è stata lasciata a note firme del giornalismo veneto, Francesco Jori, Gianfranco Bettin, Renzo Mazzaro, il socio Argav Renato Malaman, Gianni Belloni, a uno scrittore come Fulvio Ervas, e poi ancora a noti esponenti dell’ambientalismo padovano come Alessandro Tasinato, Adriano Resente, Paolo De Marchi, Gianni Sandon, Giada Zandonà, Toni Mazzetti, Gianni Boetto, Lauso Zagato e molti altri. 

Giornalismo d’inchiesta, premio Fnsi, “Dov’è Tina Merlin oggi”. Ecco il bando, elaborati entro il 10 novembre

premio_tina_merlinAl via la prima edizione del concorso dedicato al giornalismo di inchiesta territoriale e riservato a croniste e cronisti impegnati sul fronte dei diritti sociali, delle tutele del lavoro, della denuncia delle diseguaglianze e del rispetto dell’ambiente.  C’è tempo fino al 10 novembre. In palio 5.000 euro.

Nel 60° anniversario della tragedia del Vajont, la Federazione nazionale della Stampa italiana con il Comune di Longarone, la Fondazione Vajont, il Comune di Borgo Valbelluna, la Provincia di Belluno e la collaborazione dell’associazione culturale Tina Merlin, lancia il Premio nazionale sul giornalismo d’inchiesta territoriale “Dove è Tina Merlin oggi?” edizione 2023, riservato alle croniste e ai cronisti impegnati sul fronte dei diritti e delle tutele del lavoro, della denuncia delle diseguaglianze, del rispetto dell’ambiente, della cura del vero.

Nel rendere omaggio a Tina Merlin, tra le figure più significative del giornalismo italiano e tuttavia ancora poco conosciuta, confinata territorialmente e imprigionata in quello che ormai è diventato un cliché ingeneroso e riduttivo sintetizzato nell’espressione “quella del Vajont”, l’iniziativa intende valorizzare le “Tina Merlin” di oggi e l’informazione locale, l’attività spesso silenziosa e non riconosciuta delle colleghe e dei colleghi che lavorano nelle redazioni di provincia dove spesso nascono le grandi inchieste.Tina Merlin è la dimostrazione che il lavoro di qualità, le notizie originali, sono possibili solo con il giornalista in carne e ossa che è un valore aggiunto al tempo del dilagare dell’intelligenza artificiale, il cui antidoto è appunto il giornalismo d’inchiesta.

Obiettivo del premio è far diventare Tina Merlin memoria collettiva non solo del e nel mondo giornalistico, ma anche per il Paese tutto, attualizzando il suo esempio con la rivendicazione e la valorizzazione del giornalismo d’inchiesta come baluardo della libertà di stampa e del diritto-dovere di cronaca, principi garantiti dalla Costituzione e travi portanti della democrazia, come ha ricordato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da ultimo nell’intervento alla cerimonia della consegna del Ventaglio, il 23 luglio 2023.

Il premio, con cadenza annuale e che si svolgerà di volta in volta in regioni diverse, è riservato a croniste e cronisti, iscritte/i all’Ordine dei giornalisti, che su testate giornalistiche, a prescindere dal mezzo utilizzato e dai format scelti, hanno svolto inchieste giornalistiche su lavoro negato, lavoro sfruttato o valorizzato, lavoro precario, lavoro letale, su ambiente tutelato o violentato, su salute a rischio o garantita, su riscatto sociale, buona informazione o disinformazione, comunità resilienti, cura del vero, linguaggio inclusivo, inclusione e giustizia sociale. Sono ammesse le inchieste giornalistiche pubblicate su testate cartacee, tv, radio, web o podcast nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2023. I lavori andranno inviati entro il 10 novembre 2023 all’indirizzo di posta elettronica premiotinamerlin@fnsi.it. Il premio sarà consegnato nel corso di una cerimonia che si svolgerà il 16 dicembre 2023 a Longarone. La vincitrice/il vincitore riceverà un premio dal valore di 5mila euro.

Si può approfondire il bando della prima edizione del premio “Dove è Tina Merlin oggi?” al link

Fonte: Sindacato giornalisti Veneto